Articoli marcati con tag ‘morale’

Chi ha paura di una Europa Unita?

venerdì, 13 dicembre 2013
L'Unione fa la Forza

L'Unione fa la Forza

Ecco disegnato perfettamente il fronte degli euroscettici (interessati):

inglesi, americani e russi.

Tutti coloro i quali temono con terrore la nascita e la crescita di un monolite potentissimo come una Europa Unita, terzo incomodo.

Il fronte NO-Euro o Anti-Euro europeo ed italiano viene finanziato da chi ha interesse a distruggere una europa unita e ad isolare i singoli paesi europei che sarebbero così facilmente asservibili al sistema dei veri padroni del mondo, di quei poteri forti che non desiderano una Grande Europa di nuovo Unita e sempre più Forte nel mondo Globalizzato.

Questa è la verità che si nasconde dietro un ritorno al nazionalismo e ad una sovranità nazionale italiana:

la sottomissione dell’Italia ai poteri forti globali, sottomissione che sarebbe impossibile o molto più difficile e costosa se l’Italia aderisse ad una struttura sovranazionale Forte, Indipendente e Potente come è la UE.

Il bello è che i NO Euro italiani e greci si fanno passare per nazionalisti e patrioti.

Bella menzogna a pagamento.

Di ideale e di patriottico non c’è proprio nulla nei sentimenti anti-europei. ed anti-europeisti.

Anzi, appare evidente l’elemento del tradimento e del traditore nell’italiano e nell’europeo che si oppone all’Euro-Zona come fattore di crescita politico, monetario, economico, finanziario, militare e identitario.

Tratto da Wikipedia :

“Europeismo è l’atteggiamento di chi favorisce una politica di integrazione nell’Unione europea e sostiene livelli di unità sovranazionale.

Gli europeisti credono che l’unità politica dell’Europa possa garantire la pace fra i popoli europei e favorire una crescita in diversi settori (economico, culturale, politico, sociale, scientifico, diplomatico, militare), soprattutto nello scenario attuale in cui gli Stati Uniti d’America si impongono come prima potenza mondiale, l’Europa si porrebbe come potenza di bilanciamento nell’assetto mondiale.”

In sintesi e senza ombra di dubbio, se tornasse a nascere Benito Mussolini oggi in Italia, egli non potrebbe essere che il maggiore sostenitore italiano della Unione Europea, che, nonostante tutti i difetti che le si possono contestare, ha il grande pregio di inseguire l’antico sogno prima romano e latino e poi romano e fascista di una Grande Italia forte in una Grande Europa forte in grado di condizionare le scelte globali, di resistere e di competere alle sfide della globalizzazione (vincendole), sfide che in questa ottica, diverrebbero una occasione imperdibile di crescita e di sviluppo e non di crisi.

Questa è la vera sfida del fascismo del terzo millennio:

smettere di pensare con la pancia e comiciare ad usare il cervello.

Dal testamento di Erich Priebke:

“Il Nazionalismo è scomparso e oggi non avrebbe nessuna possibilità di tornare”

Gustavo Gesualdo
alias Il Cittadino X

La Questione Morale e l’Etica nella Sicurezza e nella Legalità

mercoledì, 21 marzo 2012

Non esiste sicurezza senza legalità.

Non esiste legalità senza giustizia.

Non esiste giustizia senza etica.

Non esiste etica senza morale.

Insomma, la sicurezza è una questione morale.

E non la possono impugnare corrotti, mafiosi e loro amici di merende.

Poiché la dilagante presenza della corruzione e infiltrazione delle mafie rappresenta la più grande Questione Morale Italiana.

Nessuna politica e nessun politico ha il diritto di dividere un paese ed un popolo imponendo di scegliere fra sicurezza e legalità, fra forze dell’ordine e magistratura:

esse sono la stessa cosa e possiedono la stessa natura morale dell’ordine pubblico, dell’essere pubblico, dell’essere civile.

Un popolo, non è un agnello sacrificale da immolare sul posizionamento elettorale o da spartire, come si fa con una tangente, nelle “riserve di caccia” del consenso popolare.

Il popolo è una cosa seria:

il popolo è sovrano.

Maximilien-François-Marie-Isidore de Robespierre
detto
l’Incorruttibile

L’etica, la morale, la professionalità, il dio danaro e gli uomini veri

venerdì, 16 marzo 2012

Il Dio danaro non governa tutti gli uomini.

C’è ancora chi crede nell’essere umano.

Bravo Greg Smith, che si è licenziato dal colosso Goldman Sachs perché:

“disgustato dalla freddezza con la quale la gente parla di come truffare i clienti”.

Greg Smith, Manager e Vice Presidente del settore Trading, ha manifestato la propria contrarietà licenziandosi e scrivendo al New York Times una lettera di accusa del clima “tossico e distruttivo” che abusa della clientela bancaria considerata alla stregua di “pupazzi” (“muppets”) cui vendere i titoli che la banca non desidera più nel proprio portafogli.

La banca in questione è la famigerata Goldman Sachs, regina di Wall Street.

Levata di scudi dalla banca americana a tutela del servizio “di qualità” offerto alla propria clientela.

Ma l’erede della stessa Goldman, Henry Goldman III, bisnipote del fondatore Marcus Goldman dichiara in una intervista rilasciata a Business Insider che Greg Smith ha ragione e che “la cultura è peggiorata” dai tempi in cui la famiglia aveva il controllo diretto del colosso bancario americano.

“Ho pensato che l’articolo fosse un riflesso di Wall Street in generale”, aggiunge Marcus Goldman.

Paul Volcker, ex presidente della FED dopo 12 anni, ha commentato la lettera di Greg Smith definendola “forte, radicale”.

Sta di fatto che, da quando le banche hanno smesso di finanziare imprese che costruiscono beni o servizi per il cittadino globale ed hanno iniziato ad arricchirsi nel trading finanziario più spietato, l’economia mondiale ne ha risentito grandemente.

Il mondo intero sta collassando sotto il peso di una strutturazione economico-finanziaria che risponde esclusivamente al dio danaro, cui solo pochi uomini veri come Greg Smith, sanno dire di no.

E allora, viva gli uomini veri, che sanno rinunziare al proprio facile e sicuro arricchimento e mantenimento personale per affermare che un valore etico, una questione morale e la stessa professionalità, non sono strumenti inutili ad un arricchimento umano, utile, diffuso e sostenibile.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Clamoroso! Meredith Kercher si è suicidata incolpando Amanda Knox e Raffaele Sollecito

martedì, 4 ottobre 2011

Provo pena, una profonda pena per l’eterna incredibile ingiustizia in cui naviga l’italia.

Provo disgusto nel leggere il degrado quotidiano della civiltà italiana.

Provo orrore nel leggere nella mia carta di identità, la cittadinanza italiana.

Non mi meraviglia più nulla in questo disgustoso e vergognoso paese, dove non esiste più alcuna morale, nessuna etica.

Un ubriaco può uccidere chi vuole al volante della sua auto, così come è accaduto pochi giorni fa nel caso di un marocchino ubriaco che ha tolto la vita ad una innocente ventenne italiana.

Ma la farà franca, questo marocchino come tanti altri tunisini ed albanesi, rom e zingari, che fanno letteralmente il porco comodo loro in questo paese molto malato, incapace di difendere la vita dei propri cittadini, profondamente degenerato nella sua vita pubblica e privata, decisamente fallito, e in ogni caso, finito, morto, sepolto, sepolcro.

In italia, chi ha torto ha ragione e chi ha ragione, ha sempre torto.

In italia puoi uccidere, rubare, rapinare, massacrare, devastare, senza mai pagare il conto, senza mai pagare pena.

Lo schifo si aggiunge alla nausea, la vergogna alla infamia, il demerito all’obbrobrio.

Non funziona nulla in italia, nulla.

Non esiste l’intelletto in italia.

Non esiste la razionalità in italia.

Non esiste la politica in italia.

Non esiste la giustizia in italia.

Però se gradite, esistono le organizzazioni mafiose ed esiste la peggiore casta politica del globo euro-occidentale.

Se qualcuno mi chiedesse se sono italiano, io risponderei sicuramente:

no, io non sono italiano.

Poiché io non condivido tutto questo.

Poiché io, non mi sottometto a questo abominio, a questo paese sgorbio, a questo sistema vergognoso, verso il quale provare disprezzo e repulsione, è un dovere assoluto.

In italia, la giovane ed innocente Meredith Kercher, può essere sgozzata impunemente e lasciata morire lentamente, per dissanguamento.

E chi l’ha uccisa, chi l’ha violata, chi l’ha ammazzata, vola via libero.

Questo sistema democratico è finito.

Questo sistema paese non potrà reggere a lungo sotto il peso di tante ingiustizie quotidiane.

Tornerà il tempo in cui, i mafiosi giaceranno in fosse comuni scavate nottetempo e gli omicidi penzoleranno senza vita nelle pubbliche piazze.

Poiché questo paese non merita nulla di più di questo.

Nulla di più dell’essere sottomesso con la forza alla morale, all’etica e alla legge.

“Governare gli italiani non è difficile, ma inutile.”

Essi debbono solo soggiacere al potere dittatoriale di uomini illuminati, poiché essi non sanno camminare con le loro gambe, pensare con le loro teste, ragionare con le loro menti, dire la verità con le loro bocche.

E allora, che sia quel che sia.

E allora, che torni la civiltà imposta con la forza.

Che tornino le purghe e le bastonate, che si premi di nuovo il merito e si punisca il demerito.

Che torni l’ordine e la giustizia.

In un modo o nell’altro.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Il ricatto napoletano

mercoledì, 27 luglio 2011

Contro ogni regola di legge,

contro ogni sentenza della magistratura,

contro ogni senso del pudore,

contro ogni logica e ragione,

contro ogni principio della legalità,

contro ogni principio morale e politico,

contro ogni senso di giustizia,

contro ogni tutela degli interessi del popolo sovrano,

contro ogni interesse nazionale,

ancora una volta e per l’ennensima volta,

il parlamento più ridicolo, scandaloso e corrotto di tutta l’europa e dell’intero mondo occidentale, ha votato l’ennesima “legem contra legem”, l’ennesima legge che autorizza i napoletani a violare ogni principio giuridico della responsabilità personale e collettiva, ogni senso del dovere, ogni rispetto della legge, ogni rispetto dell’unità nazionale.

Ancora una volta si forza la legge e la giurisprudenza per sottomettere il paese alla volontà arrogante, ignorante ed incivile dei napoletani, obbligando coercitivamente altri territori ed altri popoli a ricevere per l’ennesima volta quella monnezza napoletana che i napoletani si rifiutano di differenziare, raccogliere, smaltire, riciclare.

L’ennesima legge vergognosa, l’ennesimo atto d’imperio, l’ennesimo favoritismo, l’ennesima violazione di legge, l’ennesima volgare ed arbitraria violazione dell’etica, della politica e della morale, l’ennesima evidenza che la casta politica italiana ha eletto i napoletani a popolo fuori legge, senza legge, senza alcun dovere civico e politico, senza alcuna responsabilità verso se stessi e verso quei popoli e quei territori che sono costretti a pagare il conto che i napoletani non vogliono pagare, a smaltire la monnezza napoletana che i napoletani non vogliono smaltire, a pagare danni enormi di perdita di immagine del paese unitario, del suo prodotto interno lordo, del suo marchio commerciale Made in Italy.

Una costellazione di appelli pro-napoletani vengono lanciati da un capo dello stato napoletano che dovrebbe solo trovare il coraggio umano e politico di dimettersi e di allontanarsi e per sempre da qualunque consesso civile e democratico, non dimenticando di portare con se tutti i napoletani che, come lui, credono che l’essere napoletano sia salvacondotto sicuro per violazioni di legge senza alcuna punizione.

Sarà forse per queste motivazioni che un capo dello stato napoletano spende tanto tempo alla difesa della unità nazionale, allo scopo di favorire i napoletani piuttosto dei milanesi, dei veronesi, dei torinesi, dei trevigiani?

Ed è mai possibile che nessuna voce si erga nel parlamento italiano a denunziare questa scandalosa e vergognosa sottomissione della nazione agli interessi esclusivi dei napoletani?

Possibile che nessun professionista dell’informazione insorga, che nessuna associazione protesti, che nessun cittadino denunzi?

Ma che paese è mai questo?

Ma che politica è mai questa?

Ma che schifo inverecondo è questo stile di vita, questo comportamento tenuto dalle istituzioni italiane, nelle sue omissioni, nei suoi favoritismi, nella sua certificazione che la napoletanità è fuori legge, non punibile dalla legge, non sottomissibile alla legge?

Mi vergogno profondamente di essere un italiano, mi vergogno assolutamente di condividere alcunchè con questo paese degenerato e devastato.

Vorrei solo perdere ed al più presto la cittadinanza italiana, per non dover mai più essere confuso con uno qualunque di questi italiani, con una sola di queste schifezze immonde.

Vergognatevi, vergognatevi, vergognatevi.

Siete un male senza speranza, siete il cancro del paese, siete lo squallore e la vergogna di un intero popolo.

E adesso, godete pure dei danari sottratti in emergenza al popolo italiano e continuate pure a gettare per strada i vostri rifiuti nella certezza che qualche altro italiano sarà costretto a occuparsene.

Ma fatelo nella certezza di essere un popolo immorale e fuori legge, senza scrupoli e truffatore per antonomasia.

Un popolo così, non ha il diritto di esprimere il capo dello stato, ne alcuna altra istituzione nazionale.

Mentre il governo coccola i napoletani, li inserisce in un alveo fuori legge di non subordine alla legge, mentre la casta politica insulta il paese favorendo sempre e solo i napoletani, senza imporre l’abbattimento degli edifici costruiti abusivamente, senza imporre la legge ai napoletani.

Di fatto, non esiste più uno stato democratico unitario, ma una dittatura della casta politica che favorisce sempre e solo i napoletani, punendo ingiustamente il popolo del nord.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Fini, è ora di tornare a casa: la sua.

giovedì, 19 agosto 2010

Non mi sono volutamente interessato dello scandalo della casa monegasca donata ad Alleanza Nazionale e poi entrata in qualche modo nella disponibilità del cognato di Gianfranco Fini.

Non me ne sono interessato perchè secondo me, il tradimento politico finiano è lo scandalo più grande che coinvolge la figura politica di Fini, che ha tradito il mandato elettorale conferitogli dagli elettori per un programma di governo, per un premier (che non è lui e mai sarà lui) e per una maggioranza di governo, alleata esclusivamente a questo fine.

Trovo interessante occuparmi ora dello scandalo della casa di Montecarlo, a seguito del battibecco che si è creato fra Gianfranco Fini e il quotidiano Il Giornale, che pubblica sempre nuovi e più interessanti elementi a prova di questa scandalosa vicenda, che getta ombre inquietanti sulla figura morale e poltica di Gianfranco Fini.

Ora, queste ombre sembrano dipanarsi.

Fini non sapeva della casa e della disponibilità della stessa di cui suo cognato godeva?

Oggi sul sito www.ilgiornale.it è possibile ascoltare la testimonianza diretta di un signore che dichiara di aver visto Gianfranco Fini in quel condominio, in quella casa.

Di più.

Egli dice che erano presenti anche una ventina di inquilini in quella occasione ed alcuni agenti della polizia monegasca.

Molti elementi di questa scandalosa vicenda sono stati smentiti da Gianfranco Fini.

Ma molti di questi elementi trovano ogni giorno maggiori riscontri nelle prove addotte da Il Giornale.

La parola di gentiluomo e di politico al di sopra di ogni sospetto del Presidente della camera dei Deputati Gianfranco Fini è messa seriamente in discussione, in una pubblica discussione.

Forse Il Giornale avrà anche interessi (peraltro manifesti, non nascosti, non clandestini, non subdoli, ma diretti, limpidi e aperti alla valutazione di tutti) diretti ad occuparsi dello scandalo che coinvolge sempre più la terza carica istituzionale dello stato.

Già, poichè Gianfranco Fini riveste un ruolo istituzionale di rilievo:
la presidenza della camera dei deputati.

A dire invero, tale carica oggi risulta priva di validità sostanziale (delle validità formali costituzionali non me ne occupo, c’è già qualcuno che è pagato per questo), essendo venuto meno, e proprio per mano e volontà diretta di Gianfranco Fini (ma guarda che casualità), quel largo consenso parlamentare che lo ha eletto alla presidenza della camera.

Che la costituzione indichi cose diverse da queste mie considerazioni, non è fatto che interessi molto famiglie ed aziende, imprenditori e lavoratori, pensionati e disoccupati italiani, la gente comune, i cittadini X, insomma.

Vi sono regole etiche e morali, prassi consolidate e modelli di pensiero che superano molto spesso l’eccesiva rigidità di una carta costituzionale che non incontra il consenso del paese, che non avvicina stato reale e stato di diritto.

Bene, è proprio in virtù di queste considerazioni che io mi permetto, che mi sia consentito o meno, da libero cittadino italiano qualunque, di chiedere le immediate dimissioni di Gianfranco Fini da presidente della camera dei deputati.

Chiedo le sue dimissioni per i motivi che ho appena addotto e per una semplice considerazione umana e politica:

se veramente Fini ha mentito pubblicamente sullo scandalo della casa di Montecarlo, egli non ha alcun diritto di sedere su una poltrona di elevato rilievo isituzionale.

Che si difenda pubblicamente, che porti prove della sua equlibrata condotta morale su questa faccenda e sul come egli la stia gestendo, rifiutandosi perentoriamente di rispondere alle chiamate ed ai dibattiti pubblici televisivi e non sull’argomento.

Oppure che si dimetta, facendo così cessare immediatamente l’ondata di risentimento che cresce quotidianamente fra la gente comune nei confronti della casta politica italiana, sempre irresponsabile e sempre più attaccata alle poltrone del potere.

Si assuma le sue responsabilità umane, personali, familiari, politiche e morali, signor Gianfranco Fini e scinda queste sue responsabilità dalla dignità e dall’onore della terza carica istituzionale da lei rivestita.

Quando è l’uomo che siede su una poltrona dal potere ad ottenere più vantaggi dalla carica assunta, piuttosto dei vantaggi che derivano dalla carica pubblica dal comportamento della persona che la ricopre, bisogna accettare la propria sconfitta e non farla pagare a istituzioni e popolo sovrano, peraltro già duramente impegnati in crisi socio-economiche ben più importanti.

Gettare la terza carica istituzionale nello scontro diretto politico, è stato già un errore che stiamo pagando tutti molto caro.

Farsi scudo della terza carica istituzionale nella guerra stoltamente avviata contro la stabilità e la continuità governativa, è stato un errore gravissimo ed imperdonabile, specie se rapportato agli interessi di natura personale e tutti legati alle ambizioni personali di leadership da parte di chi rivesta detta carica.

Ma gettare discredito e ombre quotidiane sulla presidenza della camera dei deputati rispetto a scandali personali e politici che nulla hanno a che vedere cone le funzioni ed i prestigio ricoperti, bene, questo è davvero troppo.

Signor Gianfranco Fini, ci faccia un piacere a tutti:

si dimetta.

Così potrà godersi tutte le proprietà mobiliari ed immobiliari a sua disposizione senza che questo arrechi danno alla collettività, al prestigio delle isitituzioni, all’immagine del paese.

Vada a casa, signor Fini.

La sua.

Il Cittadino X
alias
Gustavo Gesualdo

Il bluff di Fini lo pagherà un paese in profonda crisi

lunedì, 16 agosto 2010

Gianfranco Fini con la sua pattuglia di traditori si avvia verso una partita di poker perdente.

Il bluff è scoperto e il mazziere vuole scoprire le carte con una puntata elevata:
andare al voto.

Ma Fini terme il voto e vorrebbe invece condurre un governo che nessun elettore ha mai votato, un governo che ha l’unico intento di impedire il cambiamento del paese e fermare le riforme leghiste.

A Fini nn importa che questo sia il governo che più ha contrastato e combattuto le mafie di tutti i giverni della I e della II repubblica italiana.

Fini non desidera che questo governo incoroni giustamente i leghisti come gli unici riformatori del paese.

Fini non desidera curare gli interessi delle famiglie e delle aziende italiane, oggi, in estrema difficoltà.

Fini desidera solo impedire che il suo nome cada nel dimenticatoio politico, che il suo nome, non compaia nella storia di questo paese come un grande condottiero, come quel grande leader che egli non è mai stato, e mai sarà.

Ma il bluff finiano è scoperto e l’ipotesi di un governo tecnico a guida finiana è la peggiore ipotesi che si potrebbe prevedere per il paese.

Porterebbe allo scontro le istituzioni con il paese reale.

Porterebbe sull’orlo del baratro l’economia reale, le imprese e le aziende, le famiglie ed i lavoratori italiani.

Il bluff è scoperto ed il mazziere attende la sua mossa.

Fini potrebbe rilanciare, intraprendendo una strada di scontro frontale, una strada senza ritorno, una via della coercizione violenta, del ricatto politico al governo ed al paese.

Oppure Fini potrebbe scegliere una strada della riconciliazione, attendendo tempi migliori per la sua carriera politica, peraltro già ampiamente compromessa dalla sua slealtà ed infedeltà politica.

Oppure Fini potrebbe omettere azioni di disturbo, mantenendo la sua posizione esterna alla maggioranza di governo, attendendo come un avvoltoio un passo falso del governo per attaccarlo nuovamente e continuamente e ricattarne le scelte ed estorcerne la leadership.

Oppure Fini potrebbe cadere rovinosamente sotto quella coltre di falsa morale e di etica politica che è stata facilmente messa in gioco dai quotidiani di inchiesta, soccombendo al controllo della informazione e di quel giustizialismo che egli pretende di difendere oggi.

Ma Fini non è Umberto Bossi, non ne consoce la lealtà e la mordace continuità e volontà politica.

Ed il problema è proprio questo:

Gianfranco Fini ha rinnegato da Fiuggi in poi quelle progettualità politiche e quegli indirizzi politici di cui oggi altri movimenti hanno incarnato al meglo le tesi e intepretato quelle battaglie che la gente desiderava, che il popolo voleva.

Ed erano esigenze reali quelle che Fini ha ignorato, che Fini ha disatteso, comportandosi invece da buon barone della casta politica, quella odiosa casta delle poltrone dei privilegi che è lontana migliaia di miglia dalla vita quotidiana del popolo sovrano, che è invisa ed odiata dalla gente comune.

Non vi è più posto, nel panorama politico italiano, per Gianfranco Fini ed il suo gruppetto di moralisti.

Non hanno più nulla da dire e nulla da dare politicamente a questo paese, se non, tentare il golpe bianco, quel misero tentativo in atto di sostituire un premier eletto sulla scorta di un programma politico convalidato dagli elettori con un governicchio di mezze cartucce politiche in via di estinzione.

Fini è divenuto un problema per il paese e non può rappresentarne più la soluzione ultima.

Egli non è e non sarà mai il salvatore della patria.

E il suo bluff è ormai scoperto.

Cercherà lo scontro in parlamento, certamente, senza considerare che tale scontro potrebbe riprodursi in un paese stanco ed estenuato, al limite della sopportazione fisica e mentale dei guasti provocati da una crisi economica che non voleva e dai danni provocati da una crisi politica che non desiderava, ma cui è costretto e violentato dai finiani.

Con la violenza e l’estorsione politica non si ottiene nulla, se non il risultato di aggravare la crisi del paese.

Che qualcuno dica a Fini che la strada da egli intrapresa è pericolosa e violenta, e che le conseguenze di questa azione negativa, andranno ricondotte alla sua persona e nei confronti di coloro i quali lo seguiranno su questo pericoloso crinale.

Se si violenta lo stato, se si piegano le sue isituzioni a voleri e ambizioni personali, se si conduce il paese con la forza del ricatto politico all’estremo, occorre assumersi ogni responsabilità conseguente.

E sarebbe questa, la prima volta che Fini si assumerebbe delle responsabilità nei confronti del paese in prima persona, essendo sempre vissuto politicamente all’ombra di grandi uomini politici come Giorgio Almirante e di grandi leader come Silvio Berlusconi.

Tradendone senz’altro, ed in tutti e due i casi, la fiducia e l’eredità.

Sindrome da nanismo politico ed orgoglio ferito non servono al paese.

Servono responsabilità e capacità di governo, serve lealtà e fedeltà verso gli allesati e verso gli elettori.

Ed io, da umile commentatore di fatti e storie straordinariamente più grandi di me, non vedo queste qualità in un erede che ha irresponsabilmente sperperato la sua eredità politica, come non lo vedo in un traditore di alleanze e di promesse elettorali.

Se il governo va sotto, si va a votare.

E se nn si andrà subito al voto, si rischia il far west, si rischia una condizione di ulteriore perdita di fiducia delle imprese e delle famiglie nella politica italiana con conseguente delocalizzazione dei siti industriali italiani e perdita di posti di lavoro e di cervelli ancora una volta in fuga precipitosa da un paese che annovera politici come Gianfranco Fini.

Per avere speranza, bisogna incarnare il bene.

Chi incarna il male, disperato vive e disperato muore.

Politicamente parlando.

Fate il vostro gioco, signori, fate il vostro gioco.

Il Cittadino X
alias
Gustavo Gesualdo

Medico, cura te stesso

martedì, 10 agosto 2010

Famiglia Cristiana, il settimanale cattolico italiano, nel suo editoriale afferma che l’Italia è un paese senza leadership, senza classe dirigente-

L’attacco al “vuoto di leadership” è diretto e manifesto.

Peccato si debba sottolineare come le intere generazioni di politici e dirigenti italiani che hanno sgovernato e portato al collasso questo paese, provenivano proprio dalla formazione del mondo cattolico.

Peccato dover notare che l’unica proposta valida attualmente, il federalismo fiscale, venga bollata da Famiglia Cristiana come una cosa che “Sa di secessione. E’ senz’anima e solidarietà”.

Beh, per essere sempre stati dalla parte di quei democristiani che hanno messo in ginocchio questo paese, queste affermazioni suonano sinceramente un po’ eccessive, avventate, ipocrite e decisamente inaccettabili.

Se l’anima della politica italiana deve essere ancora un composto di corruzione morale e materiale, di spregio del merito e di premio incondizionato al fannullonismo, se Famiglia Cristiana pensa che un ritorno al passato sia meglio di questo presente e di quel futuro federalista che politici autentici stanno costruendo pagando prezzi altissimi, beh, allora meglio sarebbe il silenzio o l’osservazione che personaggi come mastella, cuffaro, casini, rutelli, fini e tutti quei centristi che sognano la restaurazione conservativa democristiana siano degni eredi di quel passato democristiano che andrebbe cancellato dalla storia e dal futuro di questo paese.

Benpensanti ipocriti, perbenisti a tutti i costi e buonisti di ogni genere e grado, dovrebbero avere almeno il buon gusto di tacere, visto il disastro cui il loro perverso stile di vita ha portato questo paese.

E se le ricette che la buona politica ed il buon governo propongono per affrontare le sfide del presente ed assicurare un futuro migliore ai nostri figli non piacciono a questi signori, al paese questo non interessa.

Poichè il potere temporale della chiesa cattolica nel governo del paese non tornerà, e se qualcuno deve lasciare il passo, son proprio quelli che han già sbagliato e pretendono di poter sbagliare ancora, a tutto danno del popolo e della gente comune, delle famiglie e delle aziende.

A tutto c’è un limite, soprattutto alla indecenza.

Poichè nel sottotetto della casa di un cittadino qualunque non si troverebbe mai il cadavere di una giovane donna violata, assassinata e lì abbandonata, come un vecchio straccio.

Ed al governo della cosa pubblica io non vorrei vedere mai e poi mai un mito del cattolicesimo come il cardinal Sepe.

Medico, cura te stesso, che stai veramente male.