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Riflessioni a Tastiera Aperta – 17 giugno 2014

martedì, 17 giugno 2014

Governo privilegia accesso giovani lavoro e condanna ultratrentenni suicidio per motivi economici.
Togliere la speranza equivale a uccidere.

La politica uccide la giustizia:
ditele di smettere.

Approfitto di Lei (Michele Emiliano su Twitter) in occasione ennesimo suicidio per motivi economici.
Dica a Renzi che azione governo uccide ultratrentenni.

Certo che i giochi olimpici gay sono un esempio di integrazione sociale e civile:
narcisi senza soluzione di continuità.

L’esclusione o l’autoesclusione non è integrazione:
se si sottolinea sempre differenza, non si ottiene riconoscimento.

Asse Lega-M5S, sempre sottostimato, spesso ignorato, comunque presente.
Vi sono tratti e linee di sovrapposizione.

Mediterraneo, mar nero, Mar Caspio, mar Morto, Golfo persico:
fiamme e fuoco, storicamente, stupidamente, interessatamente.

L’unico uomo onesto che conosco lo vedo solo quando incontro uno specchio.
Talmente onesto da essere autolesionista:
praticamente, un idiota.

La modestia non è compatibile con l’onestà, mi spiace.

A differenza della mdoestia,, l’umiltà è compatibile con l’onestà:
ma in un paese pieno di superbia è facile confondere modestia e umiltà Modestia e superbia non ho.

Badante romena, dentista romeno, infermiere romena …
In Italia parlano male di romeni, ma non li valgono.

Chi ha pagato la mia casa a mia insaputa?
Chi ha diffuso notizie riservate a mia insaputa da mio profilo Twitter?

Nazionalizzare significa trasferire al popolo italiano peso truffe, frodi e malversazioni bancarelle.
Non esiste.

Grave errore è stato colmare casse truffate e frodate di bancarelle italiane con centinaia milioni di euro.

Sbagliò Bush padre a non intervenire tempestivamente.
Sbagliò Bush figlio a non fare pulizia.
Sbaglia Obama ad arrendersi.
#Iraq #jihadists

Papa al Csm: “siate esempio di moralità, come Bachelet e Livatino” Papà: “Fedeltà a dovere è imperativo morale e materiale per servitori dello stato”

#YaraGambirasio Forse quel muro non era abbastanza alto e fermo Forse c’è ancora speranza per avere #giustiziaperYara
Puoi Sentirmi, Yara Gambirasio?

Unico vero politico cdx è #LucaZaia:
o sarà lui leader o non ci sarà cdx.
Ovvero ci sarà un perdente a capo di cdx perdente.

perdonare sempre e comunque è sbagliato

altro che oltreuomo e super(amento)uomo:
qui siamo a condizione preistorica di animale che uccide inutilmente, assurdamente.

Quando casta proclama di costituzione su internet, io traduco censura e bavaglio.
Mussolini era un liberale a confronto casta.

Non cambia nulla:
non governano, non riformano, non tagliano, non licenziano, non chiudono.
Nulla.

Fine di un dialogo mai cominciato tra M5S e PD:
il re del colle ha dato ordine di non trattare #italicum x imporre candidati
Scudiero chigiano: obbedisco

Vergogna
siamo noi italiani che ci vergogniamo di voi politici e del vostro cinico immobilismo e salottiero menefreghismo.

Chi è responsabile che ha inviato marò in aspettativa assunti da armatore privato come guardie private dotandoli armi e munizioni da guerra?
È stato licenziato?

Politica delle mani tese:
se non ve ne siete accorti, sta trascinando il mondo nella III guerra mondiale e I guerra globale.

Russia invade Crimea, Ucraina ed Europa, protegge e finanzia criminale di guerra Assad in Siria.
Se ne è accorto qualcuno?

Se non si abbatte cuneo fiscale almeno della metà (150mld/anno) il lavoro nero viene incentivato dallo stato.

devono allentare indignazione causata da immobilismo governo:
quale migliore distrazione di forca e pallone?

Dopo l’ennesima giornata di proclami, il governo della casta annuncia al popolo che ha fatto solo i cazzi suoi e dei suoi amici degli amici.

Boldrini: assenza regole su Internet non è garanzia di libertà.
Siete pronti a nuova legge-bavaglio?

Dopo una serie infinita di violenze e di omicidi sulle donne, la casta approverà legge su omofobia:
vera emergenza …

Da Anders Behring Breivik alla proibizione dell’accattonaggio:
ne ha fatta di strada la Norvegia.

un essere normalmente intelligente, sapiente, cosciente, senziente, responsabile, adatto, conforme, consapevole in casta c’è?

fan finta tutti di non vedere, ma problema della mancata manutenzione dei mezzi e del rispetto del riposo degli autisti è diffuso e provoca morte, danno e distruzione.

Se lasci crescere la gramigna non lamentarti se il campo è infestato. Trogloditi sottosviluppati riconoscono solo uso della forza.

Aumenta pressione fiscale, disoccupazione, corruzione, mafia, spesa pubblica, debito pubblico, suicidi per motivi economici, crimine.

A Parigi i cittadini chiedono a gran voce l’allontanamento dal paese dei rom.
Rubano e rompono i coglioni.
Ma in Italia nessuno li caccia.
evidentemente gli idagliani sono come i rom:
rubano e rompono i coglioni.
Simili con i simili.

Chiudere frontiere e respingere migranti:
questo eccidio annunciato va fermato, questa tratta mafiosa di schiavi va fermata.

Lo pseudo garantismo di pseudo giornalisti e cittadini idagliani che tutelano il “presunto” assassino di #YaraGambirasio mi fa schifo.

Se scoppia guerra civile, sarò in prima linea.
Non la voglio, non la desidero:
ma la combatterò, so combatterla, so vincerla.

Una mente come la mia, maltratta e presa a stracci in faccia dal nulla è morta.
Io sono un fantasma.
Guardo il tempo che passa.

In Italia studi, ti formi e ti prepari per essere emarginato da eserciti di nulla straraccomandati.

il senato non va cambiato, va abrogato

E siamo alla 60esima settimana deicisiva per l’abolizione delle province.
Da: le novelle del rottamatore che fu abolito

Variazione #clima in sub-tropicale c’è.
Nessun #sindaco ha avviato procedure di ricognizione #rischi associati #Prevenzione

tuttinsiemeinunaammucchiataselvaggiaatutelaprivilegicasta

Ma quando governa crisi, quando licenzia, riforma, taglia spesa pubblica?
Giochiamo a quale gioco?
Fotti il popolo che è bello?

#inciucio #largheintese Grillo-Renzi #ammucchiata a difesa #sistema casta ringrazia popolo invia suo:
#vaffa

Il vero, unico e inimitabile capo del governo italiano mai votato dal popolo sovrano ha parlato:
augh!

Il primato della politica è di napolitano e come nella piramide di Hans Kelsen, scende da dogma quirinalizio e non sale da sovranità popolare.

Abbiamo selezionato il male,
lo abbiamo difeso,
lo abbiamo garantito,
lo subiamo ogni giorno.
Siamo degli idioti.

Italia sempre uber alles nei record negativi:
mi domando perché paghiamo casta incapace di governare la crisi e difendere il popolo.

MA DI CHI È RESPONSABILITÀ,ONERE E ONORE DEL GOVERNO ITALIANO?
DI CHI?
DEL PREMIER?
NO, DEL CAPO DELLO STATO:
COSTITUZIONE KAPUT

Dopo il decreto salva roma capitale arriverà il decreto salva roma collettore, sia di acque pluviali che di tangenti.

Vediamo un po se risolvo la questione della fornitura del gas all’Ucraina: la UE, lo compra dalla Russia e lo rivende prezzo ridotto a Kiev.

“Così il sistema comprava i politici”
Non sono due sistemi diversi:
questo equivoco uccide possibilità comprendere e contrastare corruzione

Il Papa: «i danni dei corrotti li pagano i poveri»
Il Papà: “i corrotti devono pagare pena in questo mondo e non in un aldilà inesistente”

incredibile debolezza europea e incredibile richiesta di scambio sovranità ucraina contro gas russo.

L’imperativo della casta?
TOGLIERE AL POVERO E DARE AL FANNULLONE

E con questo, si chiude il ciclo anti sistema del M5S, nato per cambiare sistema e da esso stesso, cambiato.

Se esiste il male, è perché voi esistete.
Perché il male, in definitiva, siete voi.
Piangete voi stessi.

gas russo contro sovranità ucraina:
se passa questo principio paesi come l’Italia, privi di risorse energetiche, sono già morti. #Gazprom

jihadisti in iraq vogliono che investitori esteri abbandonino il paese Vuoi vedere che la casta politico-istituzionale italiana è jihadista?

PIL Italia 2001/2013 è sceso del 6,5%
PIL Inghilterra 2013 è cresciuto dell’1,9% Inglesi vincono partite vitali. Italiani si accontentano.

Prendiamo tutti atto che da qualche settimana il premier #Renzi ha smesso di utilizzare termine #spendingreview.
Non taglia spesa pubblica, ma aumenta #tasse.

Quanti parassiti pubblici che votano PD licenzia il premier Renzi?
La mafia è tante cose.

enti inutili, costosi, parassiti
Sistema che scambia posti lavoro comodi, immeritati, ben pagati, senza merito contro voti.

Povero cocco di mamma, pacifista e garantista.
Assad esiste perché esistono persone come te, incapaci di contrastare il male, se non a parole.
Assad sei tu.

iraq va ripulito, come afghanistan o resta problema aperto e rende morti sino ad oggi caduti invano:
ripulire senza alcuna pietà

errore madornale lasciare siria in mani assad: putin da quel momento ha capito di avere campo libero ed ha preso crimea e ucraina.

La grande truffa delle #PMI: 90% aziende italiane sono PMI solo perché possono licenziare dipendenti, come da statuto dei lavoratori. truffa

Cantone: “Corruzione come la mafia”
Gesualdo: “peculiarità mafie italiane è infiltrazione potere pubblico come corruzione, che abusa potere”

situazione liquida ed in rapido movimento:
chi non trova bandolo matassa ora, è fuori.
Per sempre.

#FIAT va in Olanda: #idagliadeglidagliani e casta politico-burocratica + corrotta e mafiosa OCSE esiliano ennesimo pezzo di storia italiana.

Se volete avere ben chiara la differenza nelle selzioni accesso mondo del lavoro tra nord e sud guardate mappe distribuzione agenzie di lavoro interinale.

Rinascerà un nuovo contenitore incontenibile della indignazione popolare che monterà sino a far implodere sistema assai corrotto e mafioso.

Non si può cambiare sistema autoreferenziale dall’interno, osservando sue regole.
Più probabile che si venga cambiati dal sistema.

Primarie forza italia:
Ovviamente sarà titolo essenziale per la candidatura alle primarie essere indagato.
Titolo preferenziale, condannato…

Troppo facile depistare popolo ignorante con motivazione calcistica: propaganda della peggior specie innalza vessilo di Italia ormai fallita.

E giù, i servetti del potere politico monopolisti della informazione a fare introspezioni sociologiche che cancellino immobilismo governo.

Il governo prosegue indirizzo politico che condanna al suicidio ultratrentenni.
Eiettati dal mondo del lavoro, dimenticati da stato.

Occorre fermare massacro annunciato e ingovernato disperati: chiudere frontiere, respingere migranti.
ACCOGLIENZA IMPOSSIBILE.

La cronaca nera italiana assomiglia sempre più a quella di un paese emergente:
una vita non ha più alcun valore, nemmeno quella di donne e bambini.

Camorra e mafia uccidono l’80% in meno di dieci anni fa.
Uccidono togliendo il lavoro e screditando:
silenziosamente.

La mafia romana parla siciliano, napoletano, calabrese.
Anche a Milano, Torino, Brescia, Modena, Rimini, Genova, Reggio Emilia, Ostia, …..

Moderati scomparsi Stop
Esiliati da corruzione politica
Stop disgustati da comportamenti mafiosi
Stop

in attesa del ministro anti-mafia, accogliamo l’agenzia anti-corruzione

Emergenza sanitaria:
migranti introducono in Italia malattie già vinte come la TBC. Quarantena?
Respingere sbarchi?
Isolamento?

Se Italia è sull’orlo del baratro, il sud si è già schiantato e frena inversione per crescita.

Non si può continuare a considerare appalti pubblici come occasione di finanziamento illecito ed illegale.

Unificare contratti lavoro dipendente pubblico e privato è atto di giustizia sociale, economica, umana:
ma è anche supremazia della ragione.

Siamo al’ultima spiaggia per salvare ‘questo sistema assai corrotto e mafioso’. Ma un altro sistema sorgerà, come il sole ogni giorno.

Riflessioni a tastiera aperta – 13 giugno 2013

giovedì, 13 giugno 2013

Equazione matematica:
se la tv greca aveva 2.700 dipendenti ed ha chiuso i battenti causa crisi economica e finanziaria,
quanto dovrebbe licenziare la RAI TV idagliana che pare abbia qualcosa come più di 10.000 giornalisti fra collaboratori e dipendenti, senza contare amministrazione, regia, tecnici audio e video, elettricisti, informatici, tecnici antenne, tecnici di tutti i tipi e ruoli, dipendenti e collaboratori vari ed eventuali?

No, ma fatemi capire bene:
io dovrei bere una cosa del genere senza battere ciglio?
A napoli circola di tutto di più per le strade, dalle sigarette di contrabbando alla droga maltagliata, dal traffico di rifiuti tossico-nocivi alla merce contraffatta e poi leggo che la procura di Torino aprire una indagine ufficiale per presunti contenuti pericolosi negli aromi delle sigarette elettroniche sulla base di analisi effettuate dalla università di napoli?
Quantomeno le farei ripetere da altra università.
Quantomeno.

La prova provata che PD e PDL sono associati a delinquere:
il PDL stava zitto su MPS e il PD stava zitto su ENI e così via, la banda dei mafiosi politici idagliani rubano a destra e a manca, frodano, truffano, distruggono paese reale, massacrano economia reale, fottono e magnano insieme, da sempre.
PD e PDL non sono antagonisti, ma associati a delinquere.
Banditi senza frontiere.
Capito perché Grillo e il M5S fanno paura e subiscono il mobbing di casta politica e dell’informazione?

Siamo in troppi in questo pianeta e se sino al secolo appena trascorso la povertà era una questione di redistribuzione delle risorse planetarie, da quando è più che raddoppiata la popolazione mondiale in poche decine di anni, la povertà è solo una questione di “mors tua vita mea”.
Non c’è più ricchezza da condividere perché siamo in troppi.
Rimane da condividere solo la povertà.
E quando questo accade, le guerre sono alle porte dei nostri cuori.

L’esercito italiano non è adeguato ai tempi e alle esigenze.
Occorre investire maggiormente nella difesa esterna italiana, occorre eliminare dal governo delle Forze Armate l’influenza di politica e burocrazia idagliana.
Capisce ‘a mme.

Fuori le lobby gay dalla Chiesa Cattolica:
sono incompatibili con la visione di vita cristiana, fondata sulla unione fra un uomo e una donna e destinata alla procreazione.

Il ministero per l’integrazione è un ministero inutile che si propone di integrare ciò che la storia recente europea ed italiana ha dimostrato che non si può integrare.
Il multiculturalismo in Europa è fallito.
Ed ora dobbiamo pagare i costi e i danni della violenza di chi non si è integrato perché non si è voluto integrare.

Il distacco della finanza dal mondo del lavoro e della produttività nel quale è stata partorita segna la misura della distanza che dividono i popoli dalle loro nazioni.
Sono due distanze equivalenti, commisurate, direttamente proporzionali, scaturite entrambe da un enorme errore di valutazione. Non esiste democrazia senza il consenso del popolo sovrano e non esiste finanza senza il consenso del popolo dei cittadini lavoratori.

Un paese sul quale gravano gravi sospetti di trattative con le mafie e di tradimento istituzionale, con un elevatissimo grado di illegalità diffusa, con una presenza mafiosa infiltrante il potere pubblico e l’economia privata da parte delle organizzazioni mafiose, con un livello di corruzione politica e burocratica enorme, con gradi di evasione fiscale assurdi, con usura, estorsione e racket che impazzano allegramente, con due governi e due premier consecutivi mai eletti e mai indicati dal popolo sovrano, con una monarchia assoluta del capo dello stato molto più che ottuagenario rieletto per due settennati consecutivi, avete anche il coraggio di definire quella italiana, una democrazia?
Ma, conoscete la storia del paese nel quale vivete?
Sapete cosa è il concetto di democrazia inattuata, di democrazia bloccata?

Onde negative si spandono nella nostra Europa evidenziando come fosse il benessere a sostenere le nostre democrazie.
Popoli e nazioni alla prova della maturità.
Ma a stomaco vuoto, si ragiona male. Molto male.
Specie se si assiste alla protervia ed all’abuso nel potere pubblico da parte dei privilegiati.

Attività come fumare, parlare al telefono, tentare di mandar via un insetto o cercare qualcosa in una borsa mentre si guida distraggono gravemente dalla guida creando pericolo per se e per gli altri.
Ma occorre la giusta sensibilità, civiltà ed intelligenza per comprendere questi pericoli ed evitarli.

Per i reati commessi in virtù dell’abuso potere pubblico esercitato occorre aggiungere un moltiplicatore finale:
la punizione comminata in sentenza moltiplicata per tre volte.
Mi pare equo.

I paesi virtuosi europei hanno pienamente ragione: non si risolve nulla stampando valuta o aumentando il debito pubblico se non favorire la crisi e suicidare l’economia reale.
Certo, paesi viziosi e mafiosi come l’idaglia preferirebbero scaricare responsabilità politiche, debito sovrano, crisi economica e finanziaria sui paesi viziosi.
Fatto sta che i virtuosi mica sono fessi come li disegnano certi idagliani.
Essi sono sempre stati buoni e comprensivi, rispettosi e corretti con gli idagliani e come al solito, i buoni ed i virtuosi in idaglia vengono presi per fessi.
Ma i fessi siete voi, idagliani, voi che non sapete proprio vivere in maniera civile e guadagnare in modo corretto.
Potete anche uscire dall’euro, ma al costo di morire di fame e di freddo.
Siete poveri e viziosi: sareste sbranati dai mercati valutari globali in cinque giorni senza la copertura e la garanzia europea.
Ma no, certamente, non sono i virtuosi ad essere razza superiore, ma siete probabilmente voi ad essere razza inferiore.
Una perfetta razza di cretini!
Ma chi credete di fregare ancora?
E’ finita la pacchia!

L’aggressione mussulmana si integra con l’invasione mussulmana nei paesi occidentali e il terrorismo islamico fondamentalista.
Obiettivo è uccidere le moderne democrazie attraverso la forza dei numeri, che in democrazia conduce al potere.
C’è qualche idiota nella casta politica idagliana che ha capito cosa dobbiamo fronteggiare, contrastare e vincere?

Non conosco le mezze misure e non ho mai rubato nulla a nessuno.
Il mio comportamento mi regala decine di nemici ogni giorno.
Qualche volta, anche qualche amico.

Ma questi sono matti?
Svuotano le carceri e riempiono di nuovo le strade di feccia che le forze dell’ordine hanno faticosamente sbattuto in galera, regalano un lavoro di pubblica utilità ai tossicodipendenti, sconto pena, liberazione anticipata …
Lo dico io che questi sono complici dei caini ed avversi al popolo degli Abele.
Se sei un delinquente, un gay, un clandestino o un mafioso, lo stato idagliano ti tutela e ti difende, ma se sei uno che tira il carro della onestà, della lealtà e della correttezza, lo stato ti mortifica e ti punisce, premiando invece chi sbaglia sapendo di sbagliare, perché arriva sempre l’idiota politico di turno che lo premia e lo scarcera.
Fucilare tutti i politici idagliani è l’unica soluzione a questa dittatura della illegalità premiata e sostenuta, favorita e avallata.
Un indulto mascherato. nemmeno il coraggio di chiamarlo con il suo nome hanno questi idioti.

Non lo chiameranno indulto per non fare un torto a nessuno ma libereranno dalla galera la solita feccia che tornerà ad insozzare le strade e le piazze italiane.
Di più, l’idiozia politica che sgoverna questo disgraziato paese non solo vuole liberare i detenuti, ma vuole anche impedire gli arresti!
Razza di malinquenti che non siete altro!

Un tempo, la creatività architettonica e costruttiva più audace e intelligente era quella italiana.
Oggi, assistiamo con piacere ad una costruzione fantasiosa e tecnologica, intelligente e razionale, istintiva e artisticamente quanto paesaggisticamente inserita nel contesto urbano e nel territorio che la ospita in quella che veniva definita la “fredda Austria”, poco fantasiosa e assai rigida nei modi e nelle arti.
Oggi, dobbiamo ammirare come in Austria, in assenza di eserciti dl ladri politici e burocratici come in Italia, si ottengano magnifici ed efficaci risultati nella pubblica amministrazione, anche locale.
Quando in Italia avremo fucilato in pubblica piazza mafiosi, corrotti, corruttori, estorsori, usurai, burocrati e politici, potremo forse sognare realizzazioni come quella sopra presentata.
Viva l’Italia, Viva l’Austria. Ma non questa Italia. Un’altra che ancora non c’è. Complimenti ai fratelli austriaci.

Se le classi politiche avessero un rating, la casta italiana avrebbe rating Junk.

Sono più di 60 anni che si investono danari nella cloaca meridionale in Italia, con il solo risultato che, ad arricchirsi, sono stati mafiosi, politici e burocrati corrotti, caste corporative e mondo della illegalità, tutti, tranne le popolazioni meridionali.

La questione meridionale è risolta: causa decesso del meridione.

Il banco di napoli è già fallito ed è stato salvato da fiumi di danaro pubblico (degli italiani anche non soci, correntisti e clienti).
Ma non basta. Dopo il fallimento provocato dalle ruberie, dalle truffe e dalle frodi di monte paschi di siena vedremo anche il fallimento bis della banca di napoli?
siena e napoli simbolo dell’unità idagliana?

Svizzera:
paese civile che deve essere di esempio per tutta le vecchia europa, troppo degradata e demotivata per reagire alla morte programmata ed organizzata della cultura europea ed occidentale.

Se tornasse alla lira l’Italia, senza autarchia di risorse naturali, economiche e finanziarie, il popolo degli italiani morirebbe di fame. Solo le mafie avrebbero da guadagnare in un ritorno alla emissione di valuta nazionale in Italia.
E con questo si comprende meglio anche perché berlusconi spinge molto in tal senso.

Il mio partito, quello del NON VOTO e NON sostegno e validazione a questo sistema assai corrotto e mafioso ha vinto anche queste elezioni.

Il problema è che la costituzione è inattuata e il paese reale se ne sta andando per conto suo.
Solo gli idioti che prendono lo stipendio dalla costituzione continuano a difendere la carta invece di difendere il popolo delle famiglie e delle aziende.

Liberatemi dagli ignoranti, dagli arroganti, dai tracotanti, dai presuntuosi, dai mafiosi, dai corrotti, dagli evasori fiscali e dagli usurai. Questa è la latrina inumana e incivile che uccide il paese reale, non certo chi ha il coraggio di dire la verità e la capacità di analisi e di operatività.
Poveri sciocchi: non perdonate loro, perché non sanno nemmeno quel che dicono.
E scrivono.

Un mattino, l’ennesimo inetto ed incapace della casta polidica idagliana si sveglia e detta l’agenda del governo.
Ogni mattino idioti politici telecomandati aprono la bocca e gli danno fiato senza prima collegare il cervello alla lingua.
Sempre che siano dotati di cervello.
Ed è un continuo belare di capre.

L’arma è una schiava sciocca. Chi la prende in mano e chi ne viene nella disponibilità senza averne criterio sufficiente fa la differenza.
Come al solito i supposti pacifisti dimostrano di non capire nulla di sicurezza e di armi.
Non si lascia un’arma da fuoco senza conseguenze nella disponibilità di un bimbo di 4 anni.
Non esisterebbero le armi se non esistesse la violenza.
Senza armi, vince il più violento.
L’arma da fuoco è la soglia della civiltà.
“God Made The Man. Mr Colt Made Them All The Same”.

Non so se sia più scomodo un sistema bancario che tratta solo finanza speculativa invece di finanziare audaci intraprese umane e imprenditoriali ovvero sia più scomodo il sistema partitocratico e istituzionale italiano.
A furia di stare scomodi qui ci facciamo le piaghe lì, proprio lì, dove non batte il sole.

Il drago e la capra.
Un fulgido esempio di incapacità idagliana.
Fu raccomandato personalmente da napoletano e berluscotti.
Capra certificata …

Per salvare bancarelle come monte paschi siena lo stato sta massacrando famiglie ed aziende, lasciandole prede della stretta creditizia degli istituti bancari.
Ecco cosa sta accadendo.
Banditismo bancario autorizzato e avallato dallo stato idagliano delle capre politiche.
Capre!

Che squallore e che bassezze raggiunge l’umanità.
Scambiare per un diritto naturale un godimento sessuale è come pretendere che il matrimonio sia anche per gay. Impossibile. Lo dice la dichiarazione universale dei diritti dell’uomo (e della donna, il terzo sesso non esiste).

E secondo voi perché alla gendarmeria europea darebbero poteri maggiori dei poteri concessi normalmente alle forze di polizia?
Perché il fenomeno mafioso va eliminato senza badare troppo alle regole.
Pena di morte per il reato di comportamento mafioso.

Ti avevo avvisato che dall’interno di un sistema mafioso e corrotto non cambi nulla.
Ti avevo avvisato che questa non è democrazia, ma un suo fantoccio.
Ti avevo avvisato che validavi questo sistema e basta:
non ti avrebbero concesso di cambiare nulla.

Andare a votare è inutile. Bisogna agire politicamente in altro modo per cambiare le cose.
Guardate cosa è accaduto alla lega nord: da nemico giurato del potere romano a presidenza del Copasir.
Completamente assorbiti, integrati, venduti e comprati.

Io non so più cosa pensare, cosa dire di questi tracotanti saccenti, ignoranti, arroganti, presuntuosi, inetti, inutili incapaci politici idagliani della casta dei deficienti, dei corrotti e dei mafiosi.
Le loro stronzate sono incredibili, irresponsabili e perdenti scarichi delle proprie responsabilità su terzi incolpevoli e innocenti.
Ma cosa a che vedere con il fallimento dei paesi viziosi, corrotti e mafiosi come l’Italia il leader della Germania virtuosa, ricca e potente?

Ma come si fa ad affermare che questo paese è unito quando in Liguria le ricette diventano elettroniche (come le sigarette) ed in Puglia ti chiedono ancora il Libretto Sanitario cartaceo per accedere ai servizi sanitari?

Una domanda retorica:
quale legge ordinaria o quale articolo della costituzione italiana prevede che sia la giuridicamente ignota figura dei saggi a dettare norme e riforme, incontrare poteri istituzionali e costituzionali, precedere la costituzione dei governi?
Quando è stato scritto in costituzione che la prassi supera forza e valore di legge ordinaria e costituzionale?
Devo essermi perso qualche puntata…

L’obiettivo della casta politica non è realizzare riforme e liberalizzazioni, azzerare il costo dello stato sul paese reale, ma è restare quanto più tempo al potere, occupare il potere.

Una cosa è oramai certa: le istituzioni italiane come parlamento, partiti e governo non esistono e non servono più. Il fall out della democrazia sta proprio in un neo-procedere, in una nuova prassi che stringe il potere di scelta in piccoli gruppi scelti, detti i saggi.
Lo stato ammette così esplicitamente e per la prima volta che la democrazia in Italia non funziona, se pure abbia mai funzionato.
Il coro di Sì al presidenzialismo e ad un premierato più forte la dice tutta sul fallimento dell’attuale assetto istituzionale e sul perduto equilibrio fra i poteri dello stato, in sempiterno conflitto tra di loro.

I veri leghisti erano i secessionisti, quelli traditi proprio dalla Lega Nord che ha svenduto la secessione per il federalismo, il federalismo per un referendum e il referendum per le cadreghe del potere romano.
Ecco chi erano i veri leghisti.I veri leghisti sono i secessionisti, quelli traditi proprio dalla Lega Nord che ha svenduto la secessione per il federalismo e il federalismo per le cadreghe del potere romano.
Ecco chi erano i veri leghisti: quelli che sono stati traditi e venduti al demonio.

Posto che nell’ordinamento penale italiano il reato penale è di responsabilità personale, mi dite allora perché in Italia si punisce il reato associativo mafioso e non il reato personale di comportamento mafioso?

Qualcuno spieghi a Zanonato che non deve rimediare alle gravissime mancanze ed agli abusi della famiglia Riva che hanno portato a fare strage del popolo tarantino finanziando le direttive Aia con danari pubblici (del popolo sovrano dei cittadini derubati e defraudati).
Questa mentalità per cui quando le aziende idagliane sono in attivo non spartiscono i loro dividendi con lo stato ma li nascondono al fisco trasferendoli all’estero in paradisi fiscali e quando invece sono in passivo, assegnano costi di ammodernamento e situazioni debitorie allo stato DEVE FINIRE.
Avete rotto! Basta spreco di danaro pubblico, basta! Zanonato deve vendere l’ILVA ai tedeschi o ai cinesi e far finanziare dagli acquirenti tutti gli adeguamenti del caso alla normativa italiana, europea ed internazionale e consentire all’ILVA di avere un futuro certo e sicuro.
BASTA SPRECARE I DANARI DEGLI ITALIANI! BASTA REGALI AGLI AMICI DEGLI AMICI CHE HANNO FINANZIATO IL PARTITO POLITICO DI ZANONATO! Basta, Zanonato: lei sa cosa significa il termine BASTA? Ecco, BASTA !!!

L’omosessualità è una disfunzione, una patologia?
Cosa è l’omosessualità?
Quale la sua origine?
Quale il suo diritto ad esistere?
Quale il suo fondamento naturale e giuridico?

mario draghi non ne azzecca una nemmeno per errore: sono anni che prevede la crescita economica nella seconda metà di ogni anno e regolarmente quanto prevedibilmente sbaglia previsione ogni volta. Il solito idagliano straraccomandato che vive di parole fritte e di illusioni stracotte.
E pensare che per garantirgli la poltrona di presidente BCE napolitano e berlusconi hanno trascinato l’Italia nella guerra alla Libia.
La casta idagliana è inetta, incapace, cialtrona, furfante, malintenzionata e idiota.

Ma in Italia, qualcuno ha capito che il lavoro viene solo dal privato?
Creare altri inesistenti posti di lavoro pubblici, specie laddove la pubblica amministrazione è già oltremodo intasata di parassiti, faccendieri, assenteisti, raccomandati e scansafatiche, significa innalzare ancora pericolosamente spesa pubblica e debito pubblico e mettere in ginocchio l’intero paese.

Cosa ho capito?
Quando un cittadino ha ragione della casta, allora la casta lo definisce pieno di rabbia.
Orgoglioso e fiero di esserlo.

Chi di politica vive, di politica muore.

In Europa son tutti contenti quando le borse asiatiche trascinano in positivo le borse europee per poi lagnarsi e belare se le trascinano in giù.
Per essere trascinatori anziché trascinati occorre essere forti e questa Europa, questo occidente, sono decadenti e affatto forti.

Oltre ad essere immune alla azione degli antivirali e mortale, il nuovo ceppo virale H1N7 è anche asintomatico.
Siamo a posto.

Lo stato italiano deve solo ed esclusivamente erogare servizi fondamentali efficaci ed efficienti e non deve finanziare partiti, giornali, tv, radio e sindacati, associazioni di categoria e quant’altro non sia strettamente di sua competenza. Occorre eliminare l’interventismo statale fuori luogo, ridurre il numero assurdo dei dipendenti pubblici (la scuola italiana è la barzelletta europea con il suo milione e mezzo di addetti che ne fanno il più grande datore di lavoro pubblico privato d’Europa), occorre diminuire drasticamente i 250 miliardi/anno di evasione fiscale, eliminare gli oltre 100 miliardi euro/anno di corruzione, gli oltre 150 miliardi/anno di fatturato delle mafie ed i 50 miliardi/anno di fatturato dell’usura. Ed occorre fare tutto questo SUBITO, per eliminare il cuneo fiscale e riportare il mondo del lavoro italiano in concorrenza con il resto del globo.

Negli Stati Uniti d’America il contratto a tempo indeterminato praticamente non esiste.
Se un privato ha commesse private o appalti pubblici effettua assunzioni temporalmente coincidenti con la durata della commissione o dell’appalto, generalmente un mese.
Così, se il servizio, il bene o la merce prodotta o erogata per conto terzi non è di gradimento del committente o dell’appaltante, il mese successivo l’appalto e la commessa scadono e tanti saluti a chi produce e lavora male.
Avanti un altro più bravo e meritevole.

L’ostentamento della sessualità è l’orgoglio omosessuale, il gay pride.
L’eterofobia pubblica è violenta come un colpo di fucile.
Sono violenti e aggressivi, non amano la democrazia e impongono la loro visuale monotematica assolutamente avversa alla eterosessualità, di cui farebbero volentieri polpette di carne.
Non è nel mio interesse. Non lo sarà mai.

Non ho mai capito se siamo noi italiani ad essere arretrati rispetto al diritto alla casa ovvero se sono alcuni italiani ad esondare tale diritto riconducendolo alla prevaricazione del diritto altrui

La Germania dell’Ovest dopo la riunione con la Germania dell’Est si trovò a dover superare il gap economico e sociale fra le due germanie, un po come le due italie, quella del nord e quella del sud.
Ebbene, la Germania realizzò un piano triennale nel quale spese un quinto di quello speso dall’Italia per recuperare il gap fra nord e sud con la cassa del mezzogiorno.
A distanza di decenni dalla perfetta integrazione ed unificazione tedesca, l’Italia ha sprecato altre montagne di risorse pubbliche senza ottenere altro risultato che quello di finanziare politici corrotti e mafiosi.
Ora sapete perché non bastano 18 mesi per fare quello che non si è fatto in due repubbliche e 65 anni di tempo.

A proposito dello Ius Soli
In un paese a civiltà avanzata come la vicina Svizzera, dopo ben 15 anni di residenza, chi desideri ricevere l’onore della cittadinanza elvetica si deve sottoporre ad un referendum: il quartiere, il vicinato e la città in cui ha vissuto e lavorato voterà un Sì o un No alla sua accoglienza nella cittadinanza civile elvetica.
Quindi, se si è comportato bene, otterrà il premio della cittadinanza.
Se il suo comportamento non è stato adeguato, potrà restare come residente, ma fare a meno della cittadinanza.
Questo avviene in un paese civile.
E in Italia, vi chiederete. Beh, discorrevo di paesi civili e virtuosi.
L’Italia non fa nemmeno comprendere il valore della cittadinanza che affida a perfetti sconosciuti entrati, tralaltramente in modo illegale e clandestino sul suolo italiano.
L’Italia non è la Svizzera. Senzadubbiamente.

La realtà è che questi idioti non sanno che pesci prendere.
E allora, prendono tempo.
Ma il loro tempo è finito.
Come pure il loro regno del male.

Io ho smesso di essere ragionevole e fesso ed ho anche smesso di essere un uomo di buona volontà.
Ho smesso di fumare le sigarette e di votare mafiosi e corrotti.
Io mi voglio bene.

Stupito osservo politici idagliani offrire ricette per risvegliare ripresa economica e sviluppo.
Sono e resto convinto che un professionista del non lavoro non potrà mai capire nulla di paese reale, economia reale e società reale.
Ma per assurdo, le governa tutte.
La politica è il problema, non la soluzione.

L’idaglia è un paese democratico?
Non credo proprio.
Ecco solo un motivo dei tantissimi per crederlo.
L’80% del gettito fiscale proviene da lavoratori dipendenti sia pubblici che privati e pensionati. TUTTO il resto del paese contribuisce con un misero 20%.
E non è colpa della crisi, ma è così da sempre in questo paese.
Probabilmente l’evasione fiscale in Italia ha superato la soglia dei 250 miliardi di euro ogni anno,
Vergogna è dire poco.

L’ignoranza e l’arroganza del meridione opprime Nord Europa e Occidente

mercoledì, 14 novembre 2012

Giornata di scontri di piazza nel meridione europeo fallito e morente nei confronti di un Nord Europa sempre più indignato del comportamento irresponsabile e fraudolento dei paesi PIGS.

Le violenze di di piazza organizzate nel sud europa in Grecia, Spagna, Portogallo, Italia e Cipro si scontrano con gli ordinati e pacifici raduni civili nel Nord Europa di Parigi, Bruxelles, Berlino, Zagabria e Bucarest.

L’Europa è sempre più spaccata un due, come l’Italia.

Ma di cosa si lamenta il meridione europeo in queste violenze di piazza spacciate per pacifiche manifestazioni sindacali?

Di aver egli stesso stuprato le pubbliche amministrazioni usandole come serbatoi del parassitismo e dello spreco, di aver usato la pubblica amministrazione come parcheggio per disoccupati ed inoccupati senza alcuna voglia di sudare per lavorare, di aver utilizzato i concorsi pubblici come soluzione abominevole della mancanza di ammortizzatori sociali, di aver contribuito ad incrostare il mondo del lavoro in modo criminale e criminoso?

In particolare di cosa si lamenta il sindacalismo italiano dei salari mediatamente più bassi d’Europa a causa di una tassazione enorme, squilibrata, iniqua ed ingiusta, ma mai veramente affrontata e contrastata dagli stessi sindacati?

E dove erano CGIL e Fiom quando tale tassazione creava il cuneo fiscale più grottesco e pesante di tutto il mondo occidentale?

Erano al mare?

Erano sulle montagne?

Erano in vacanza?

E perché i leader della Fiom-Cgil attaccano oggi il Partito Democratico affermando che: “Forse in questi anni non abbiamo votato bene”, allorquando è stato il perduto ed inutile voto al Partito Comunista Italiano del passato a piantare e produrre la gramigna in un mondo del lavoro incrostato e penoso di cui ci si lamenta incessantemente oggi?

E quali altri strumenti, oltre quelli del rigore e dalla austerity oggi dolorosamente applicati dalle autorità e dalle leadership europee, si potrebbero usare per arginare le gravi mancanze dei governi dei paesi del sud, accusati di essere incapaci di governare e guidare paesi e popoli oggi sull’orlo di un catastrofico fallimento?

E dove sono i cosiddetti riformisti, dove i finti liberali, dove i falsi liberalizzatori meridionali?

E quali responsabilità tentano di celare queste manifestazioni in contemporanea questi raduni contro l’austerità perseguita da Commissione europea e Banca centrale per contrastare quelle vere e proprie mafie sistemiche all’interno della Pubblica Amministrazione che hanno devastato i paesi del sud abusando del potere pubblico degli stati democratici piegato invece a tutela e difesa di interessi corporativi e mafiosi?

Non vi è alcuna responsabilità nelle strutture gerarchiche superiori (politiche, economiche, finanziarie) se quelle inferiori tentano quotidianamente il suicidio, pretendendo una solidarietà dai livelli superiori di governo impossibile ed impagabile, carità che dovrebbe salvare quelle corporazioni mafiose responsabili del massacro dei paesi meridionali invece del salvataggio di quei popoli che si è voluto volontariamnete quanto premeditatamente assassinare e consegnare ad un futuro di povertà penosa.

Il grande popolo tedesco accetterebbe pure ulteriori sacrifici, ma solo in favore del popolo italiano e non in favore dei suoi aguzzini della casta politica, sindacale e burocratica.

Il futuro non ha pietà per gli assassini del popolo improvvisamente trasformatisi in salvatori del popolo e della pace sociale.

Essi non sono uomini della provvidenza, ma complici nella mattanza.

E dove erano, codesti salvatori della patria, del popolo e della pace quando avveniva la mattanza del Bene Comune, della Res Publica, della Repubblica?

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Chi ha paura della produttività e della meritocrazia?

martedì, 18 settembre 2012

Nel mondo del lavoro italiano ai migliori non si corrispondono salari e carichi di lavoro migliori ed ai peggiori non si corrispondono salari e carichi di lavoro peggiori.

Eppure, senza il contributo dei migliori, alcuna produttività si manifesterebbe.

Eppure, senza il contributo dei migliori, nessuna qualità esisterebbe.

Eppure, si continua a voler corrispondere tutti i lavoratori in eguale misura rispetto al cartaceo formativo, scolastico e universitario, senza andare mai a valutare e compensare l’effettiva produttività ed univocità comportamentale rispetto alle strategie imprenditoriali che sono a capo delle aziende e delle industrie italiane.

E qualcuno manifesta ancora sorpresa se il mondo del lavoro in Italia sai deceduto sotto il peso del suo stesso malessere?

E allora, mantenete pure tutti i raccomandati, i parassiti, i fannulloni, i pigri, gli indolenti, gli immeritevoli, i sindacalisti perditempo, gli svogliati, gli insoddisfatti, gli affatto innamorati del proprio lavoro, gli incuranti, i traditori, i detrattori, i vili, gli infamanti e gli incapaci, e continuate anche a corrispondere loro salari medesimi ai meritevoli, ai capaci, agli intraprendenti, agli amorevoli, ai vogliosi, ai soddisfatti ed agli innamorati del proprio lavoro, ai leali, ai corretti, ai coraggiosi, agli onesti ed ai meritevoli.

Continuate pure così, ed il fallimento del paese Italia premierà i vostri miserevoli sforzi.

Oppure corrispondete salari differenziati in base a produttività e merito.

Il mondo del lavoro a chi ama lavorare:

il resto a casa o a minor prezzo.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

L’eredità della Casta

giovedì, 29 marzo 2012

L’eredità che ci ha lasciato la casta politica italiana?

- un enorme debito pubblico sovrano pari all’ammontare complessivo accumulato nel tempo della corruzione di politici, amministratori e burocrati;

- una condizione di degrado sociale, economico e finanziario spaventosa;

- una illegalità diffusa impareggiabile;

- un predominio incredibile delle organizzazioni mafiose;

- una evasione fiscale e dell’adempimento dei propri doveri allucinante;

- una usura sia morale che materiale delle famiglie e delle aziende ineguagliabile;

- una crisi umana, politica, sindacale, della Pubblica Amministrazione, del governo, della economia, delle imprese e delle famiglie profonda e dannosa.

- una disoccupazione ed una inoccupazione dolorosamente giovanili;

- una ricerca scientifica che era all’avanguardia nel mondo, ridotta ad un esilio forzato delle migliori menti italiane;

- una questione meridionale irrisolta che ha scatenato una questione settentrionale;

- un assurdo consolidamento dei privilegi di chi tutto ciò che è vecchio ed un vero e proprio massacro di tutto ciò che è giovane e nuovo;

Questa è l’eredità che le classi dominanti italiane, in primis quella politica, burocratica e sindacale, hanno lasciato in eredità al popolo sovrano.

Questo è il costo che deve pagare chi è nato in questo paese, anche se non ne condivide lo stile di vita “bizantino”, anzi, lo abiura.

Questa è l’italia.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Articolo 18: Licenziamento, un accordo possibile

lunedì, 13 febbraio 2012

Abolizione dell’articolo 18 e licenziamento anche senza giusta causa?

Ci sto, mi piace.

Si può raggiungere un buon compromesso:

riduzione dell’orario di lavoro (come è già in Francia e Germania) e salario minimo garantito per tutti

contro

la possibilità di licenziare parassiti, fannulloni, raccomandati senza cervello e senza alcun merito, scansafatiche figli di papà e di mamma, assenteisti a vita, scrocconi professionisti, doppiolavoristi in nero, scioperati, finti malati e falsi invalidi, sfaccendati e sfaticati vari ed eventuali che ammorbano ed aggravano in modo insostenibile il mondo del lavoro, sia pubblico che privato.

Vi piace?

A me sembra un ottimo affare.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Mafia & Merda

sabato, 16 aprile 2011

Un paese devastato da una morale inesistente e da una etica mai nata.

Sapete cosa unisce veramente questo paese?

L’amore per la patria?

Il tricolore?

L’identità italiana?

Ma no, lo sapete benissimo cosa unisce questo paese.

Lo vedete ogni giorno, lo leggete ogni giorno, lo vivete ogni giorno.

Ciò che tiene unito questo paese è la merda, l’illegalità diffusa, la corruzione, prima morale e poi materiale.

Ecco cosa tiene insieme questo paese.

Ecco cosa uccide questo paese.

Ed ha i suoi vantaggi.

Più sei ricattabile ed acquistabile, più sali la scala del merito, perchè dall’alto tu possa meglio coprire la merda che tracima da ogni dove, travasa ovunque, sommerge tutto e tutti.

Ecco cosa è l’Italia, da sempre.

L’Italia della mafiosità imperante, che prende un caffè, prende la mancia, poi la tangente, poi l’estorsione e l’usura.

E’ sempre la stessa mano che uccide questo paese.

Non è vero che siamo tutti uguali.

Non lo sarà mai.

Non per me.

A quale merda umana andrà il premio giornaliero, oggi?

Facciamo presto, rimettiamo ordine laddove non ce n’è mai stato.

Come in questo stato, che non è mai esistito, se non per coprire le nefandezze più schifose sotto una coltre di parole e di ideali traditi, per scendere a patti con i mafiosi, per svendere il popolo sovrano alle caste mafiose.

Ed è l’ipocrisia di credersi persone per bene, dopo aver ucciso un altro po il paese, la cambiale più difficile da pagare alla merda che galleggia nel mare nostrum.

Chi lavora viene solo mortificato in questo paese di merda.

I mafiosi, tutti i mafiosi, vivono bene, contenti, felici.

Dal più piccolo al più grande pezzo di merda mafioso sa che, se rubano tutti, nessuna legge, nessun giudice, nessun tribunale potrà mai perseguitarli.

Ed è questa la formula vincente del pensiero mafioso italiano, delle caste mafiose italiane:

tutti sporchi, nessuno sporco.

Fino a quando dovremo ancora sopportare tutto ciò?

Fino a quando, potremo ancora sopportare, tutto ciò?

Sino a quando, il mondo del lavoro, rifiuterà tutto ciò.

Sino a quando il mondo dei lavoratori, quelli veri, fermeranno gli orologi di questo paese.

A giudicare da quel che si vede e si legge, non manca poi molto.

«Questo Paese non si salverà, la stagione dei diritti e delle libertà si rivelerà effimera, se in Italia non nascerà un nuovo senso del dovere».

Lo ha scritto un uomo che conosceva profondamente questo paese.

Lo ha scritto un uomo che è stato ucciso dalla merda che depista e massacra la vita del popolo sovrano, lo spoglia di ogni diritto e di ogni potere per rivestirne la merda, per farne una merda potente, appunto.

C’è solo una strada per uscire da questa merda:

Pena di morte per i mafiosie per i loro amici di merende.

C’è solo una strada,c’è solo un nuovo senso del dovere, che nessuno ha maivoluto percorrere sino in fondo.

E chissà perché ….

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

La vergogna di questo paese è la sinistra sindacalista antagonista

giovedì, 3 marzo 2011

L’immaturità prima umana e poi politica della sinistra sindacalista ed antagonista italiana.

Questa è la vera vergogna di questo paese.

Nessuna idea, nessun progetto politico, solo, l’antiberlusconismo e l’anti-riformismo ammazzamafie leghista.

Cade anche l’ultimo baluardo del cattivo governo delle sinistre italiane:
la giunta comunale di Napoli guidata dall’ex ministro dell’interno Rosa Russo Jervolino, responsabile ed attore principale della squallida vicenda della monnezza napoletana sanata dal governo Berlusconi.

Immaturità ed irresponsabilità.

In questi due termini si racconta tutta la vita della sinistra sindacalista e antagonista italiana, maleducata, malformata, malguidata.

E’ la sconfitta di una visione distorta della realtà quella a cui stiamo assistendo in questi giorni.

E’ la sconfitta che la storia di questo paese sta infliggendo alla sinistra il vero leitmotiv da seguire, da comprendere, da indagare.

E’ il contrasto incredibile che oppone questa sinistra alla riforma della giustizia che lascia dubbi enormi su come si possa altrimenti offrire giustizia ai cittadini, laddove la giustizia è ferocemente criticata dalla maggioranza del paese.

Il dato veramente significativo sta proprio in questa battaglia della riforma della giustizia:

la sinistra si oppone ferocemente a questa riforma, ma pur comprendendo la urgente necessità di quella stessa riforma, non propone alternative valide, non offre una alternativa che sia giustificazione fondante e necessaria per una alternanza di governo, metodo introdotto dalle maggioranze di centro destra sostenute dalla ottima Lega Nord, e mai veramente compreso e incarnato dalle sinistre.

Quel che interpreta la sinistra italiana del significato di alternanza è criticare in modo oltremodo indecente una maggioranza di governo che invece trova sempre maggiori consensi nel paese.

Nessuna proposta alternativa.

Nessun leader capace di rinnovare ed evolvere questo errato modus operandi politico, questa aberrazione della politica stessa, questa incapace voglia di andare al potere per il potere e non per servire i cittadini, per operare in favore del popolo sovrano.

E questa incapacità il popolo la legge benissimo, offrendo alla coalizione di maggioranza di governo sempre nuovi consensi, sempre maggiore simpatia, sempre più voti e apprezzamenti per l’opera svolta.

Nella lettura della politica sindacale della sinistra italiana, ritroviamo alcuni nodi importanti da sciogliere:

1 – il collegamento stretto, diretto e tracciabile che certo sindacalismo italiano ha con la politica, facendo dei sindacati un luogo di potere occulto, talvolta, legato a doppio filo con partiti politici, piuttosto che con attività sindacali di supporto e di difesa autentica del lavoratore, sino al paradosso di una difesa di nicchie di potere interne al mondo del lavoro che nulla hanno a che fare con il sindacalismo e la difesa dei lavoratori, e che invece, testimoniano spesso riferimenti tracciabilissimi di azione politico-partitica.

E’ a questo abuso perpretato per decenni ed ancora purtroppo ben visibile che si deve la tristissima condizione in cui versa il mondo del lavoro italiano e l’assenza di una politica sindacale che tuteli i lavoratori che lavorano, piuttosto che quelli che fanno politica od altro all’interno e dall’interno delle aziende italiane, maturando un profilo di azione che si dimostra nei fatti un vero e proprio attacco alle attività ed agli obiettivi strategici aziendali, nascosto in quella “attività antisindacale” di contrasto all’azienda, che si rivendica spesso e volentieri in modo assolutamente pretestuoso, abusivo ed arrogante.

2 -la difesa di una contrattazione che appiattisce in tutti i sensi, che non rileva, valorizza e difende quelle differenze che esistono da sempre fra lavoratori ligi e volenterosi e lavoratori diversi da questi, sino al punto che il salario corrispettivo del lavoratore italiano, resta uguale in tutti i sensi, trasversalmente, orrizontalmente e verticalmente.
Insomma, per chi conosce bene il mondo del lavoro italiano, l’entità che definiamo “dei lavoratori furbi”, esiste realmente, così come esiste l’entità dei lavoratori collaborativi.

Ma entrambe le categorie vengono stipendiate in egual modo, senza valutare nemmeno altre differenze fondamentali come la differenza del costo della vita, per fare un esempio che salta subito agli occhi di tutti.

Se il paese viene spesso definito “delle due italie”, varrà pure la considerazione che differenti stili e costi della vita vengano corrisposti senza distinzione alcuna.

Nessuna attività sindacale si rileva invece nei confronti della piaga delle assenze dal lavoro per malattia o per infortunio, laddove appare chiaramente abnorme il ricorso a queste garanzie importanti di lavoratori che invece, ne hanno un reale ed urgente bisogno.

Il sindacato e la sinistra italiana sull’abuso che si fa di queste indennità e di queste conquiste del vero sindacalismo, non intervengono affatto, non propongono analisi, non offrono progetti risolutivi, non contrastano affatto.

Nasce un dubbio orribile di posizionamento del sindacato rispetto ai lavoratori che invece lavorano effettivamente.

Nasce un dubbio terribile della esistenza di riserve di potere contrattuale non autorizzato causate dalla omissione di intervento della sinistra sindacalista antagonista in questo tema, laddove si potrebbe ipotizzare che, l’arma dell’assenza dal lavoro per motivi di malattia o di infortunio (grande conquista di ogni paese civile nei confronti di chi necessita veramente di assentarsi dal lavoro a causa di motivi di salute), venga abusata in questi termini:

non mi dai l’aumento di stipendio che ti ho chiesto ingiustificatamente?
non mi dai il livello che chiedo e che, evidentemente non merito?
non mi dai i carichi di lavoro meno gravosi e faticosi?
Ebbene, io ti estorco tutto questo e ti ricatto mettendomi in stato di malattia, aggravando notevolmente la condizione dei lavoratori collaborativi, costretti per questi comportamenti abusivi, a sopperire alla forza lavoro che viene così a mancare in maniera assolutamente ingiustificata.

Dubbio atroce questa ipotesi, dubbio che, per chi lavora in Italia, si materializza spesso e volentieri in una realtà oppressiva e devastante.

Dimenticano questi professionisti dell’estorsione che, il progredire delle mansioni, dei livelli e dei gradi di responsabilità è cosa che attiene esclusivamente al merito e non alla mediocrità, fatti salvi ovviamente i cosidetti scatti di anzianità?

Il mondo del lavoro italiano soffre?

Le aziende fuggono sollecite delocalizzando all’estero siti produttivi importanti?

I “cervelli italiani” fuggono via senza fare ritorno?

Beh, questo atteggiamento della sinistra sindacalista antagonista italiana non è certamente secondario nelle cause che portano a queste fughe precipitose, comportamento alienato che valorizza in senso errato ogni segmento del mondo del lavoro, ogni indennità, ogni corrispettivo economico, ogni distribuzione dei carichi da lavoro.

Ma queste ipotesi non vengono raccolte, non vengono analizzate, non vengono contrastate da un sindacalismo atipico che offre maggiori spunti di azione politica e di carrierismo personale, piuttosto che di difesa e di tutela dei diritti dei lavoratori.

Tutto questo, rappresenta e raffigura una volontà omicida nei confronti di tutto il paese, nei confronti di tutti i lavoratori italiani, del mondo del lavoro italiano, del mondo produttivo italiano.

E’ uno schiacciamento verso il basso che sgancia sempre più il nostro sistema produttivo dalla competizione internazionale e rende tutto il paese meno ricco e forte.

Abbiamo bisogno di propulsione verso l’alto, non verso il basso.

Abbiamo estremo bisogno di capacità e volontà che altrimenti, questa politica partitica e sindacale italiana nega, punisce, opprime.

Un incapace è resta quel che è, qualunque sia la nicchia sociale ed economica che sia riuscito a raggiungere estorcendo al sistema del lavoro un benessere che non merita, che non ha conquistato, che non si è guadagnato.

Questa sinistra deve fare i conti con un paese che la rfiuta, le nega il consenso, la marginalizza sempre più.

Oppure dovrà perire difendendo stili di vita e modelli improduttivi che sono offensivi e dannosi per il paese.

Questa è la vera vergogna che subisce questo paese.

Questa è la vera oppressione che uccide il nostro futuro.

E se qualcuno attenta alla nostra vita, alla salvaguardia degli interessi delle nostre famiglie, al futuro dei nostri figli, ebbene, questo qualcuno deve prepararsi a subirne le conseguenze.

Chi rompe paga.

Ed i cocci sono i suoi.

Mi vergogno di questa condizione, ma come tutti, sono costretto nel vederla materializzarsi quotidianamente.

E come tanti, la combatto ogni giorno della mia vita, relegandola al suo ruolo di appendice senza alcun valore umano sufficiente di riferimento, al suo agire idiota ed autolesionista, alla sua inciviltà inaccettabile ed incondivisibile.

Non siete miei simili.

Questo è il più alto grado di offesa che un uomo civile possa offrire alla barbarie.

Questa è la peggiore delle punizioni che offro a questa inciviltà ignorante ed arrogante.

Voi, non siete miei simili.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Il Cambiamento non è Utopia, se è sorretto da forte condivisione territoriale

sabato, 1 gennaio 2011

Cambiare un modo di vivere, modificare stili di vita e prassi consolidate è cosa veramente difficile.

Specie nel mondo del lavoro, assistiamo a profondi cambiamenti strutturali nelle aziende industriali cui corrispondono profonde modifiche nei rapporti interni fra datori di lavoro e lavoratori.

Il sindacalismo italiano, arroccato su posizioni arcaiche di contrattazione massimalista, nazionalista e univoca, modifica il suo approccio nei confronti di quelle questioni che impediscono alle aziende italiane di essere competitive a livello globale.

Ovviamente non tutto il sindacalismo italiano cerca una via d’uscita da questa scomoda posizione:

esistono frange sindacali organizzate e di lavoratori più o meno organizzati che non vogliono questo cambiamento, che non desiderano “alcun” cambiamento del loro status quo.

Assumere un giovane appena formato dalla scuola o dalla università ed inserirlo in un mondo del lavoro in rapida evoluzione è cosa molto più facile del modificare prassi, carichi di lavoro consolidati e condivisi, come pure, reinserire in un sistema arcaico ed ormai putrefatto e stabilizzato di lavoro il metodo “meritrocratico” piuttosto che quello della “anzianità di servizio” è cosa che presenta momenti di difficoltà notevole.

Ma all’interno del mondo del lavoro attuale, coloro i quali dovrebbero adeguarsi velocemente ai nuovi ritmi di lavoro ed alle nuove regole di competizione e di strategia aziendale, rappresentano invece essi stessi il primo ostacolo allo stesso cambiamento.

Tale grave condizione di criticità, si rafforza allorquando si intersecano spettanze e competenze fra dipendenti pubblici e privati, messi l’un contro l’altro armati da una crisi che salva sempre e comunque il posto di lavoro pubblico a solo danno dei posti di lavoro privati, dimenticando che, è il settore della produzione di merci e di servizi privato che mantiene in vita tutti e due i sistemi e l’intera struttura produttiva del mondo del lavoro.

Se si aggiunge a tutto questo degrado la già difficile introduzione di nuove energie e nuove mentalità e nuovi meriti nel mondo del lavoro a causa della crisi economico-finanziaria che attanaglia le aziende, si può considerare come sia notevolmente difficile modificare la struttura del mondo del lavoro italiano, sdraiato da sempre su un insieme di privilegi e di sacche di parassitismo e di fannullonismo.

In questa crisi propria di un sistema-lavoro così malformato, maleducato e malcresciuto, il rischio che quelle poche energie che si propongano di cambiare prassi e metodi di lavoro, – restiduendo così efficenza al mondo della produzione di beni e dei servizi – vengano accolte da un organizzato “fronte di contrasto” che fa del mobbing e del frainteso diritto di anzianità un “metodo di lotta di classe”, comporta un rischio notevolmente alto di crash del sistema derivante da conflitto insanabile.

E se a questo crash del sistema-lavoro affianchiamo una differente visione della vita e del lavoro, derivante da un ben diverso stile di vita proposto da presenze territorialmente e mentalmente incompatibili, verifichiamo che, il richiamare mano d’opera da altre realtà territoriali rispetto a quella produttiva, procura solo ulteriori contrasti, verificabili sia nel mondo del lavoro che nella società ospitante stessa, sempre più intollerante a freni e lacciuoli incompresi e non condivisi.

Ed ecco che è all’interno del mondo produttivo privato che si confronta il vecchio modello di lavoro con il nuovo, sempre più avversato, sempre più contrastato.

Ma il male più grande del sistema delle garanzie sindacali italiane è l’intoccabilità del lavoratore giù assunto a tempo indeterminato, il quale trova in questa condizione di non possibile espulsione dal mondo del lavoro, un punto di forza potente e gravante sui nuovi modelli strategici aziendali e sull’afflusso di nuove energie professionali.

In buona sostanza, per modificare stili di vita e di approccio al lavoro e verificare disponibilità e compatibilità con una maggiore elasticità sia nei tempi che nei ritmi di produzione, occorrerebbe spaccare il fronte della conservazione di coloro i quali si dimostrano indisponibili ad ogni cambiamento che metta in discussione, non il loro diritto al lavoro, ma i loro privilegi inaccettabili maturati e tutelati in un mondo dle lavoro malato e malandato, concausa primaria della inefficenza del sistema produttivo italiano e della sua capacità concorrenziale con i sistemi produttivi emergenti nel mondo, sia sotto il profilo quantitativo che qualitativo.

Per assurdo, le aziende che volessero modificare gli assetti e gli equilibri interni al fine di garantire un maggior e miglior impegno nell’offerta di beni e di servizi richiesti dai propri clienti, incontrano grandi resistenze proprio in quella parte della forza lavoro della quale si tenta di salvare stipendio e futuro e che invece non sembra prestarsi a questa unica via di salvezza.

Non c’è da meravigliarsi se le aziende italiane siano orientate a delocalizzare i propri siti produttivi all’estero:

in questa misera condizione esse cercano di salvare il posto di lavoro anche a coloro i quali si frappongono violentemente ad un miglioramento ed un cambiamento delle prassi aziendali, allorquando, sarebbe molto più semplice liberarsi di questa forza lavoro maleducata e dissociata dai fini e dalle strategie aziendali per sostituirla con manodopera più fresca e volenterosa, maggiormente incline ad accettare strategie di elasticità nei carichi e nei tempi e che garantisca un futuro certo a se stessa ed alla propria azienda-datore di lavoro.

La politica dovrebbe dare risposte congrue e decise in tal senso al mondo del lavoro in profonda crisi, senza preoccuparsi del consenso perso in seguito a normalizzazioni che escludano quegli elementi di attrito e di rischio aziendale ulteriore come quelli sopra descritti.

Ed è in questo quadro che si muovono politiche avverse nel nostro paese:

– una politica conservatrice di prassi e di modelli di lavoro inutili e dannosi al paese, modelli che vengono invece tutelati e garantiti al solo fine di raccoglierne il facile consenso elettorale;

– una politica di progresso e di riformismo audace e determinato, capace di trascinare il paese fuori dalla crisi attuale e supportata da un consenso sempre più forte e sostenuto, che vede per la prima volta avanzare insieme datori di lavoro e lavoratori leali e corretti, contro tutto il male che abbiamo ereditato da un passato di fatto di privilegi e non di diritti.

E’ questa la battaglia epocale che si affaccia all’anno 2011 in questo paese.

E’ questa la battaglia che dobbiamo vincere senza alcun dubbio, ma avendo la certezza che non esistono regole certe che garantiscano nel mondo del lavoro coloro i quali tentano disperatamente di adeguare il modello produttivo italiano a quello dei paesi che si dimostrano maggiormente concorrenziali nel mondo.

Avendo la certezza che in ogni battaglia, esistono vinti e vincitori e che, in questa epocale battaglia, debbono perdere solo coloro che si oppongono al cambiamento, coloro i quali, mettono in dubbio il futuro di tutto e di tutti, al costo della conservazione di un modello di lavoro ricco di privilegi e di garanzie grandemente abusate e gravemente offese.

Il codice del diritto al lavoro va completamente riscritto, lasciando il maggior margine di manovra possibile alla contrattazione locale, differenziandola da condizioni territoriali diametralmente opposte e incompatibili, poichè è ben più che certo che nel Veneto, un mondo del lavoro ed uno “stile di vita” come quello napoletano, calabro o siciliano non possono e non potranno mai trovare spazio e vita.

Quando prenderanno coscienza di queste realtà e di queste incompatibilità le istituzioni italiane?

Quando si conprenderà che la territorialità e la compatibilità degli stili di vita sia fatto fondante di ogni aggregazione sociale e comunitaria, come di ogni propulsione industriale e di ogni mondo del lavoro?

Le incompatibilità frenano lo sviluppo.

E sono sempre meno tollerate.

Chi vuol intendere, intenda.

Chi non vuol intendere, si faccia da parte, poichè verrà certamente sconfitto dalla storia.

Come tanti altri prima di lui …..

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Analisi di impatto socio economico e di giustizia sociale

giovedì, 25 novembre 2010

Dopo il fallimento greco, la prospettiva negativa di affrontare nuovi “tracolli statali” non piace per niente alla Unione Europea.

Così, prima che la situazione irlandese divenga insostenibile con un conseguente “nuovo crollo statale” economico e finanziario, la UE offre agli irlandesi un “salvagente preventivo”, a condizione che, l’Irlanda programmi un rientro del debito pubblico attraverso un riassetto finanziario statale programmato.

Si tratta di sanare il deficit statale, ottimizzare l’efficenza e l’efficacia statale, eliminare gli sprechi e governare un rientro nel patto di stabilità sottoscritto da tutti i paesi europei.

La Gran Bretagna ha già avviato un programma quadriennale tutto lacrime e sangue che punta a ridurre drasticamente il debito pubblico, con conseguente perdita di centinaia di migliaia di posti di lavoro pubblici e riduzione delle spese e dei budget pubblici.

Le vivaci proteste degli studenti britannici che ieri hanno addirittura dato l’assalto ad un furgone della polizia a Londra, sono la reazione scomposta di chi si vede negare un futuro di crescita formativa universitaria a causa dell’aumento considerevole delle tasse universitarie.

In Italia, a Roma, nella medesima giornata un gruppo di studenti tenta l’assalto a palazzo Madama, sede di uno dei due rami del parlamento (il Senato) al grido di “se ci bloccano il futuro, noi blocchiamo la città”.

La riflessione che viene subito alla mente è che, nel caso britannico, l’avvio di una forte riduzione del debito pubblico attraverso i dolorosi tagli alle spese, comprese quelle universitarie, abbia innescato il dissenso degli studenti universitari, che si sono visti anche quadruplicare le tasse universitarie di iscrizione.

Un dissenso comprensibilissimo, pur se non condivisibile quando si manifesta nelle forme di “assalto alla polizia”.

Molto meno comprensibile è il dissenso degli studenti italiani, i quali godono di un sistema universitario il cui accesso è garantito praticamente per chiunquee, soprattutto, non hanno ancora affrontato la scure dei tagli veri e propri che dovrà abbattersi, prima o poi, su un sistema pubblico che costa troppo, produce poco, non seleziona, non produce qualità, non fa ricerca.

A cominciare dalla estesissima e capillare (e costosa) presenza sul territorio italiano di atenei e facoltà decentrate per finire alle tasse universitarie, sempre commisurate al reddito dichiarato (e non a quello effettivo) ed al costo della vita, che varia dal nord al sud.

Ecco i dati sul costo medio delle tasse di iscrizione universitarie in Italia, nella media divisa nelle tre macroregioni (nord, centro e sud) e nella media nazionale, pubblicati da Federconsumatori nel 2010:

Fascia I Fascia II Fascia III Fascia IV Oltre
Nord 531,31 576,66 979,98 1362,50 2304,34
Centro 453,53 523,91 769,09 1034,02 1715,94
Sud 424,15 505,46 875,41 1115,51 1220,09
nazionale 469,66 535,34 874,83 1170,67 1746,79

L’analisi del dato mostra che il costo delle tasse universitarie in Italia è comparato al costo della vita e sale dal sud al nord.

Si verifica quindi, che il costo per uno studente universitario che arrivi alla laurea è più alto per uno studente del nord, meno alto per uno studente del centro ed ancora più basso per uno studente del sud, il che, comparato anche al costo della vita più alto al nord che al sud o al centro, porta al risultato che laurearsi in Italia, non ha un costo eguale per tutti i laureati, pur offrendo una retribuzione invece a tariffa sindacale unica.

In questi termini, si considera che la variabile territoriale, pesa sul costo di una laurea in modo determinante, differenziando notevolemente la protesta degli studenti a seconda della collocazione geografica ed a seconda dei motivi che la muovono.

Va ricordato che, quantunque esista un differenziale congruo nel costo della vita come in quello della formazione universitaria in Italia, il meccanismo della contrattazione nazionale dei salari “appiattisce” i salari, che invece restano invariati e non seguono il principio della territorialità con i i suoi notevoli differenziali in termini di costi.

Pagare di più per una formazione universitaria nel nord, non corrisponde ad un differente salario, mentre, di contro, pagare di meno per una formazione universitaria nel sud, corrisponde ad un medesimo salario “nazionalizzato”.

Per non parlare del merito:

quello, in italia, non lo paga nessunu e non è nemmeno previsto un corrispettivo nei contratti collettivi nazionali, per cui, un laureato capra ed un laureato meritevole, incassano il medesimo stipendio a fine mese.

Le incogruenze territoriali verificate si riscontrano in ogni ambito della vita quotidiana:
nei trasporti, nel costo della casa, nel costo alimentare, e così via.

Ora, collochiamo questa variabile nord-sud nel caso in cui, anche il governo italiano dovesse ridurre il deficit pubblico in maniera drastica in un piano pluriennale.

Un taglio nazionale alle spese del sistema universitario italiano, comporterebbe un ulteriore innalzamento del costo delle tasse universitarie, con un disdicevole aumento della forbice di tali costi fra nord, centro e sud del paese.

Cosa accadrebbe allora?

Probabilmente vi sarebbe un innalzamento della soglia di accesso alla formazione universitaria, e conseguentemente una selezione all’accesso al mondo del lavoro che penalizzerebbe il nord nell’accesso ai redditi medio-alti, meglio pagati perchè più formati.

Posto che più formati, non equivale a più preparati, visto che le università più blasonate e meglio riconosciute all’estero, sono territorialmente allocate nel centro nord del paese e che la meritocrazia non viene applicata, regolamentata e nemmeno riconosciuta.

Il risultato complessivo vedrebbe un gran numero di lauerati del sud, con una formazione relativa, accedere preferenzialmente al mondo del lavoro proprio nel segmento meglio retribuito, mentre i laureati del nord, limitati di fatto all’accesso alla laurea, resterebbero ai margini dei redditi più alti prodotti nel mondo del lavoro subordinato, nonostante sia proprio il nord invece, a produrre la gran parte di quella ricchezza che “altri” metterebbero in tasca più facilmente e producendo conseguentemente una selezione all’accesso al mondo del lavoro fortemente penalizzante per i primi e ingiustamente permiante per i secondi.

L’analisi ora è completa, anche se limitata ad un solo segmento del mondo della formazione e dell’accesso lavoro.

La proiezione di questa analisi, nell’ottica di una prossima e sempre più inevitabile riduzione del debito pubblico attraverso un taglio degli investimenti e delle spese, impone una presa di coscienza responsabile e intelligente:

non si può ridurre drasticamente il debito pubblico in questa condizione senza creare squilibri dannosi per quelle popolazioni e per quei territori che denunciano un costo della vita più alto della media, poichè, senza una relazione direttamente proprozionale fra costo della vita territoriale e salari, i tagli statali produrrebbero situazioni di pericolosa iniquità sociale, economica e finanziaria.

Per impedire questi squilibri si realizzino, oltre alla applicazione del federalismo fiscale, occorre urgentemente produrre un relativo federalismo dei salari, in modo da sanare la corrispondenza fra costo della formazione per l’accesso al lavoro, costo della vita e salari.

Poichè potrebbero scendere in piazza nel futuro molti giovani del nord in protesta al grido di:
“se ci bloccano il futuro, noi blocchiamo il paese”.

Poichè l’accesso al mondo del lavoro è garantito e tutelato in termini di equità dai primi articoli della Costituzione Italiana, laddove nell’affermazione dei principi generali che regolano la vita comunitaria nello stato italiano, così si recita:

Art. 1

L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.

Art. 2

La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.

Art. 3

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Art. 4

La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.

Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.

E’ compito della repubblica rimuovere gli ostacoli e le sperequazioni socio-economiche.

E’ compito del governo, agire per la loro rimozione.

E’ compito della politica riflettere profondamente su quale futuro avranno i prossimi cittadini-lavoratori-contribuenti italiani, di quali equivalenze godranno nell’accesso al mondo del lavoro, di quale giustizia sociale vedranno affermare e di quali corrispondenze socio-economiche dovranno sopportare.

O non sopportare.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X