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Accoglienza senza Integrazione produce Illegalità

lunedì, 16 maggio 2016

Credo che, se il problema di una accoglienza impossibile nei numeri e nei contesti in cui avviene non venga governata dal potere esecutivo, allora regioni, province (esistono ancora?) e comuni dovranno governare il problema di un accesso indiscriminato di immigrati clandestini in un territorio particolarmente e nefastamente colpito da questo fenomeno come la Puglia

Sì, parliamo del problema dei problemi, della crisi delle crisi:

un esodo biblico di soggetti che entrano clandestinamente in Italia e che la cosiddetta accoglienza tanto vantata dal governo italiano non integra nella osservanza della legge, ma anzi, dimostra come questa mancata integrazione, essa stessa, produca disagio sociale, degrado umano, problemi di ordine pubblico e sanitario, visto che oltre a non prendere le impronte digitali ai clandestini, essi sono sottoposti ad una sommaria quanto inutile analisi medica e sottratti alla profilassi per quelle patologie che sembravano sconfitte o arginate e che oggi si presentano in modo pericoloso nel territorio italiano

Che vengano definiti come Centri di Accoglienza (CDA), Centri di Primo Soccorso ed Accoglienza (CPSA), Centri di Accoglienza per Richiedenti Asilo (CARA), Centri di permanenza temporanea (CPT), Centri di Identificazione (CDI), Centri di Esecuzione dell’Espulsione (CEE), Centri di Identificazione ed Espulsione (CIE), tutti questi siti fisici di accoglienza, detenzione, controllo ed espulsione non verificano mai le reali intenzioni dei clandestini ivi introdotti attraverso un modulo di accoglienza che educhi al rispetto della legge e introduca legalmente al mondo del lavoro, non fosse altro per distinguere chi viene in Italia per divenire un parassita del sistema welfare o per compiere crimini da chi invece vorrebbe restare e integrarsi

Così l’integrazione passa spesso e volentieri attraverso i canali illegali del caporalato e del lavoro nero per i bene intenzionati, imparano e vengono educati a restare in Italia violando apertamente le sue leggi e covando rancore e rabbia per un trattamento non idoneo a premiare la volontà di integrarsi, lavorare e vivere da cittadino ospite o da aspirante cittadino italiano, rispettare la legge e differenziarsi da criminali e terroristi, parassiti e scansafatiche

Questo l’elenco normativo che ha tentato di governare, anche nell’ottica di scelte fatte a Bruxelles e non a Roma o a Bari o a Foggia, il fenomeno della immigrazione clandestina, flusso migratorio che va certamente governato e non altrettanto certamente subito

Il Decreto cosiddetto Dini (Decreto Legge n. 489/1995), mai convertito in legge istituiva l’istituto della detenzione amministrativa

La legge cosiddetta Puglia di contrasto dell’immigrazione clandestina (Decreto Legge n. 541/1995 convertito in Legge n. 563/1995)

La Legge Turco-Napolitano (e il decreto attuativo della stessa Decreto del Presidente della Repubblica n. 294/1999) istituiva i Centri di permanenza temporanea (CPT)

Direttiva del Ministero dell’Interno (Direttiva Bianco) del 30 agosto 2000 (Circolare del Ministero dell’Interno n. 3154/2002)

La Circolare del Ministero dell’Interno n. 3154/2002 introduce standard minimi che devono garantire enti gestori

La Legge n. 189/2002 è la legge Bossi-Fini e introduce il trattenimento del richiedente asilo in centri Centri di Identificazione (CDI) e il divieto di allontanarsi dai CPT

Il Decreto del Presidente della Repubblica n. 303/2004 è il regolamento attuativo della legge Bossi-Fini

Il Decreto di attuazione della direttiva 2003/9/CE dei CDI o dei CPTA

il Decreto interministeriale del 16 febbraio 2006 i CDA trasforma in Centri di Primo Soccorso e Accoglienza (CPSA)

Il Decreto legislativo n. 25/2008 trasforma i CDI creati dalla legge Bossi-Fini negli attuali Centri di accoglienza per richiedenti asilo (CARA)

Il Decreto Legge n. 92/2008 convertito nella legge n. 125/2008 cambia la denominazione dei CPT in Centri di Identificazione ed Espulsione (CIE)

il Decreto Legge n. 11/2009 convertito in Legge n. 94/2009 è il cosiddetto pacchetto sicurezza del 2009, recepisce la Direttiva 2008/115/EC (detta Direttiva Ritorno), innalzando il periodo massimo di detenzione a 18 mesi

Decreto Legge n. 89/2011 convertito nella Legge n. 129/2011 modifica attraverso il recepimento della Direttiva 2008/115/EC la modifica detenzione amministrativa

Un lungo percorso, come potete vedere

Il risultato complessivo, se si fa eccezione per il governo del modello Maroni che riuscì comunque a ridurre i flussi migratori bloccandoli all’origine, non è felice, e nemmeno riuscito

Il fallimento di tutto questo normalizzare sta evidentemente nella mancanza di un metodo razionale e intelligente e soprattutto di un fine ultimo, che è proprio quello raggiunto dal modello Maroni:

limitare l’ingresso di soggetti clandestini in Italia e in Europa attraverso l’Italia che nella sua storia riproduce un esodo biblico e una invasione aggressiva e violenta piuttosto che una accoglienza ragionata, selezionata, sostenibile e misurata vagliando esigenze diverse e dando risposte diverse a intenzioni migratorie diverse

Che la Puglia sia epicentro in più momenti di questa invasione lo leggiamo negli sbarchi di albanesi, nella frontiera marittima di ingresso pugliese, nel malgoverno di questi flussi da parte dei due governi Vendola e nel fatto che, ancor oggi, la Puglia non sembra voler governare questo fenomeno

E questo, non è un complimento, affatto

Sia i detrattori dell’accoglienza che i sostenitori dell’accoglienza in Puglia pare non guardino oltre la punta del proprio naso:

così non si può andare avanti, se non degradando ancor più ed irrimediabilmente la società, l’economia e il welfare pugliese, per non parlare della già problematica Legalità

A meno che, non si nasconda in questo non governo la volontà criminale di ridurre in schiavitù le migliori intenzioni che sbarchino in Puglia alla ricerca di un nuovo futuro, di una integrazione vera e valida

A meno che, il lavoro nero non sia de facto un elemento del sistema pugliese, osservato ma non governato, contrastato ma non eliminato

In tal caso dovremmo però parlare di un sistema illegale, criminale, volutamente reso e lasciato tale

Non devono meravigliare l’innalzamento del numero e della qualità dei crimini e l’abbassamento della soglia di Legalità in Puglia se i i pugliesi non governano, ma subiscono per interesse o disinteresse una gran massa di risorse umane che potrebbero partecipare alla produzione di ricchezza e benessere, ma vengono invece regalate alle organizzazioni criminali come manodopera a buon mercato, ad aziende ed imprese sleali come schiavi da sfruttare a piacimento

E queste ultime considerazioni le rivolgo in particolar modo a chi di questa accoglienza non integrativa ha fatto bandiere politiche e sindacali, “battaglie civili” fondate su una intenzione criminale, in mala fede, premeditata

Il fenomeno del caporalato, del lavoro nero e della prostituzione che invade le strade pugliesi non può essere contrastato in esclusiva dalle forze dell’ordine e dalla magistratura:

occorre un doveroso governo del fenomeno, se ci si ritiene civili e democratici e non un suo abbandono totale o addirittura un suo criminale sostegno in forme che appaiono avanzati modelli civili e che in realtà invece sono reati malcelati, distruzione della dignità umana e della vivibilità e sostenibilità del proprio territorio

Ma, per fortuna Vendola non c’è più, troppo impegnato a mercificare le donne e compravendere ovuli e uteri, alla faccia dei diritti civili e della difesa della dignità della donna, elementi identificativi tanto sostenuti dalla sinistra italiana:

quel che è la Puglia oggi dimostra una azione e un indirizzo manchevole di equilibrio e di volontà risolutive dei problemi e delle crisi

Siamo diventati una sorta di raccolta differenziata di variegate dignità umane calpestate, sia quelle che vengono alla ricerca di un futuro migliore, sia quelle che ci sono già, mortificate nel quotidiano invivibile che questo non governo o malgoverno ha creato, di fatto e di diritto, con l’azione o l’inazione di indirizzo politico e/o amministrativo

Non esiste solo lo stato italiano e l’unione europea, esistono anche i pugliesi nella determinazione e risoluzione dei problemi, dei degradi e dei disagi pugliesi

Mi domando allora perché, ancora una volta questa estate assisteremo alla mercificazione inumana di schiavi nelle campagne foggiane e pugliesi, perché dobbiamo subire dei ghetti incivili che non sono altro che un sostegno ai reati e non rappresentano degnamente una Puglia migliore, un popolo pugliese civile e dignitoso

art. 600 Codice Penale
Chiunque esercita su una persona poteri corrispondenti a quelli del diritto di proprietà ovvero chiunque riduce o mantiene una persona in uno stato di soggezione continuativa, costringendola a prestazioni lavorative o sessuali ovvero all’accattonaggio o comunque al compimento di attività illecite che ne comportino lo sfruttamento ovvero a sottoporsi al prelievo di organi, è punito con la reclusione da otto a venti anni.
La riduzione o il mantenimento nello stato di soggezione ha luogo quando la condotta è attuata mediante violenza, minaccia, inganno, abuso di autorità o approfittamento di una situazione di vulnerabilità, di inferiorità fisica o psichica o di una situazione di necessità, o mediante la promessa o la dazione di somme di denaro o di altri vantaggi a chi ha autorità sulla persona.

art. 601 Codice Penale
È punito con la reclusione da otto a venti anni chiunque recluta, introduce nel territorio dello Stato, trasferisce anche al di fuori di esso, trasporta, cede l’autorità sulla persona, ospita una o più persone che si trovano nelle condizioni di cui all’articolo 600, ovvero, realizza le stesse condotte su una o più persone, mediante inganno, violenza, minaccia, abuso di autorità o approfittamento di una situazione di vulnerabilità, di inferiorità fisica, psichica o di necessità, o mediante promessa o dazione di denaro o di altri vantaggi alla persona che su di essa ha autorità, al fine di indurle o costringerle a prestazioni lavorative, sessuali ovvero all’accattonaggio o comunque al compimento di attività illecite che ne comportano lo sfruttamento o a sottoporsi al prelievo di organi.
Alla stessa pena soggiace chiunque, anche al di fuori delle modalità di cui al primo comma, realizza le condotte ivi previste nei confronti di persona minore di età.

art. 603 bis Codice Penale
Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque svolga un’attività organizzata di intermediazione, reclutando manodopera o organizzandone l’attività lavorativa caratterizzata da sfruttamento, mediante violenza, minaccia, o intimidazione, approfittando dello stato di bisogno o di necessità dei lavoratori, è punito con la reclusione da cinque a otto anni e con la multa da 1.000 a 2.000 euro per ciascun lavoratore reclutato.
Ai fini del primo comma, costituisce indice di sfruttamento la sussistenza di una o più delle seguenti circostanze:
1) la sistematica retribuzione dei lavoratori in modo palesemente difforme dai contratti collettivi nazionali o comunque sproporzionato rispetto alla quantità e qualità del lavoro prestato;
2) la sistematica violazione della normativa relativa all’orario di lavoro, al riposo settimanale, all’aspettativa obbligatoria, alle ferie;
3) la sussistenza di violazioni della normativa in materia di sicurezza e igiene nei luoghi di lavoro, tale da esporre il lavoratore a pericolo per la salute, la sicurezza o l’incolumità personale;
4) la sottoposizione del lavoratore a condizioni di lavoro, metodi di sorveglianza, o a situazioni alloggiative particolarmente degradanti.
Costituiscono aggravante specifica e comportano l’aumento della pena da un terzo alla metà:
1) il fatto che il numero di lavoratori reclutati sia superiore a tre;
2) il fatto che uno o più dei soggetti reclutati siano minori in età non lavorativa;
3) l’aver commesso il fatto esponendo i lavoratori intermediati a situazioni di grave pericolo, avuto riguardo alle caratteristiche delle prestazioni da svolgere e delle condizioni di lavoro.

art. 378 Codice Penale
Chiunque, dopo che fu commesso un delitto per il quale la legge stabilisce l’ergastolo o la reclusione, e fuori dei casi di concorso nel medesimo, aiuta taluno a eludere le investigazioni dell’Autorità, comprese quelle svolte da organi della Corte penale internazionale, o a sottrarsi alle ricerche di questa, è punito con la reclusione fino a quattro anni.
Quando il delitto commesso è quello previsto dall’articolo 416bis, si applica, in ogni caso, la pena della reclusione non inferiore a due anni.
Se si tratta di delitti per i quali la legge stabilisce una pena diversa, ovvero di contravvenzioni, la pena è della multa fino a cinquecentosedici euro.
Le disposizioni di questo articolo si applicano anche quando la persona aiutata non è imputabile o risulta che non ha commesso il delitto.

Riportati i principali reati di cui si intravedono abbastanza chiaramente gli estremi domando alle autorità competenti del territorio foggiano e pugliese se non sia venuto il momento di rimediare e prevenire, operando in favore di un governo dei numerosi comportamenti che chiudono un occhio o tutti e due e delegano irresponsabilmente alle forze dell’ordine, alla magistratura e ai servizi di controllo, ispezione e vigilanza questa patata bollente, di questo inguardabile e invivibile stato di fatto che getta discredito all’immagine della Puglia e dei pugliesi nel mondo

Siamo schiavisti non vedenti, siamo complici dei criminali strabici e disorientati, siamo irresponsabili indolenti o siamo cittadini civili italiani ed europei?

E allora, come e quando metteremo fine a tutto questo disgustoso mondo criminale, asociale e incivile?

Come fare?

Beh, se non vogliamo una denuncia penale per favoreggiamento nei confronti di chi si adopera nel ghetti e e nei luoghi che la legge detta per l’accoglienza, le istituzioni politiche dovranno affrontare e risolvere alcuni nodi

1)
attuare di concerto con sindacati e autorità governative e locali una contrattazione di accoglienza che, attraverso un minor costo e un contributo (di defiscalizzazione e/o di tariffazione e decontribuzione), definisca in un Patto Territoriale per la Legalità l’introduzione dei soggetti immigrati nel nostro territorio attraverso una contrattazione decentrata, adeguata ai problemi locali, alla loro risoluzione e alla emersione e tutela del lavoro nero, che c’è e che tutti fan finta di non vedere, in una ottica di convenienza dei datori di lavoro che ascriva loro sacrifici e doveri, ma anche incentivi e sostegno in caso di emersione dalla illegalità e di affliliamento alla Legalità (ma guarda cosa mi tocca scrivere)

2)
Legare ogni contributo e defiscalizzazione ivi esistenti per le imprese (soprattutto ma non solo) agricole a questa affiliazione alla Legalità, impedendo che le imprese sleali ottengano il doppio vantaggio di violare la legge e ottenere i benefici che la legge stessa, l’Italia e l’Europa prevede e concede ad essi

3)
Raccordare, omogeneizzare, collaborare e contribuire l’azione di prevenzione e repressione dei reati ad una azione di reintroduzione o introduzione alla Legalità (affiliazione), lasciando come unica via di fuga agli intenti criminali, criminosi e criminogeni l’unica alternativa della pena e della punizione o dell’evolvere e integrarsi nel tessuto sano economico e sociale pugliese

4)
Utilizzare il principio di sussidiarietà nel livelli di governo locale per neutralizzare la mancata collaborazione al patto, la cattiva azione, e l’inazione politica e amministrativa con la sostituzione dell’azione regionale nei confronti dei livelli di governo e di amministrazione di grado inferiore come già previsto nella recente riforma regionale pugliese varata dal governatore Emiliano

Come sempre, ogni progetto politico e umano deve trovare incarnazione e devozione per nascere, esistere e realizzarsi

E visto che si tratta della risoluzione di crisi di Legalità del territorio pugliese, dovrebbe proprio essere l’ente regione nella persona del suo presidente di giunta a cercare e trovare realizzazione per questo programma di affiliazione alla Legalità da parte di chi trova convenienza eccessiva e non adeguato contrasto nell’esercizio dei delitti

Lo definirei Patto per la Legalità e la Vivibilità in Puglia

Mi pare di aver detto tutto, forse anche troppo

Ringrazio per l’attenzione e invito a non perdere altro tempo:

l’estate si avvicina

Gustavo Gesualdo
Foggia
Puglia
Italia
Europa

Attacco alla Magistratura è Attacco allo Stato

mercoledì, 11 maggio 2016

Il metodo mafioso difficilmente uccide un politico, a meno che tale politico non fosse affiliato alla organizzazione mafiosa o avesse contratto un negozio giuridico criminale con essa per poi tradirlo

Il metodo mafioso non uccide i politici perché i politici, quando vengono colpiti come nel caso del terrorismo politico, dimostrano di saper difendere se stessi e lo stato dal terrore e dalla violenza, sconfiggendo definitivamente il terrorismo brigatista rosso

Il metodo mafioso ammazza invece magistrati, giudici, procuratori, PM e GIP, uccide carabinieri, poliziotti e finanzieri

Il metodo mafioso uccide un fedele servitore dello stato innanzitutto isolandolo, creando una atmosfera astiosa intorno a se, usando altri servitori dello stato infedeli e corrotti per screditarlo, impedirlo e mortificarlo nel proprio ambiente, nella sua dignità umana e professionale, nel suo mondo privato, famigliare, sociale

Questa aggressione uccide ben più di un colpo di pistola o una raffica di kalashnikov o un chilo di tritolo:

mina l’equilibrio mentale, organico e fisiologico, mina il riconoscimento sociale e professionale, spinge ad una reazione, induce in errore, provoca una reazione o attenta direttamente alla integrità psico-fisica dell’individuo oggetto della aggressione mafiosa

Ma è sempre l’isolamento il momento iniziale della aggressione mafiosa, oltre alle minacce, più o meno velate, più o meno pubbliche

La Politica usa la stessa strategia quando viene indagata dalla Magistratura:

attacca il metodo (le intercettazioni), attacca le indagini, isola i magistrati e gli agenti ed ufficiali di Polizia Giudiziaria che svolgono le indagini, sia all’interno dei loro uffici che nell’organo di autogoverno della magistratura, che dovrebbe essere potere costituzionale indipendente dal potere esecutivo e legislativo, ma che dal potere politico e burocratico deve ricevere le condizioni di lavoro dignitose, uffici funzionali, collaboratori, auto blindate e l’acquisto, la dotazione, l’ordinaria e la straordinaria manutenzione e tutela degli uffici, delle auto, degli strumenti di indagine

Oltre a dispositivi normativi che consentano nella realtà di perseguire i reati e non di attendere la loro prescrizione, in un estenuante e continuo mettere il bastone tra le ruote della politica alla Magistratura e al comparto Sicurezza, agli investigatori e alle Forze dell’Ordine in generale e in particolare

Il fatto stesso che la Politica si sia inventata il modo di dividere Magistratura e forze dell’ordine costringendo in un immaginario collettivo che veda la magistratura di sinistra e la sicurezza di destra, evidenzia quel continuo, costante ed estenuante bastone della politica tra le ruote della Giustizia e della Sicurezza, per impedirla, per negarla

Ogni volta che la politica attacca la magistratura, attacca tutto il comparto Giustizia e tutto il comparto Sicurezza

Ogni volta che la Politica attacca le indagini e i metodi di indagine di Magistratura e Forze di Polizia, li isola dal contesto istituzionale e costituzionale, li emargina e ridicolizza, li degrada e ferisce

Ma, come la mafia, la politica inizia l’attacco con l’isolamento dei soggetti che la indagano, esattamente come fa la mafia, propriamente come fa la mafia

Questo conflitto istituzionale è un vero regalo alle mafie:

appena inizia l’isolamento dei vari De Magistris, Di Matteo, Davigo, Di Pietro, Masi, la mafia approfitta della complice alleanza politica che attacca la magistratura e approfitta del momento di debolezza e di isolamento creato dalla politica per attaccare anch’essa magistrati e investigatori

Per fortuna che il metodo di indagine e preventivo ha raggiunto livelli di eccellenza (nonostante il complesso delle indagini sia ostacolato e non favorito) e grazie anche al tanto vituperato (sempre dai politici) strumento del pentimento e dei Collaboratori di Giustizia, si scopre in anticipo un piano per eliminare questo o quel giudice, con tutta la sua scorta

Il caso odierno del rinvenimento in Puglia del tritolo che serviva a far saltare un giudice anti-camorra nel napoletano è prova lampante di questa complicità ed assonanza di comportamenti tra politica e mafia

Ma nel passato fu un eguale rinvenimento in Calabria che era destinato a far saltare un giudice anti-mafia siciliano

Da osservatore esterno, trovo questa identità di comportamenti mafiosi dei politici e dei mafiosi stessi inaccettabile, criminale, criminoso, criminogeno

Da investigatore dilettante individuo ed evidenzio il basilare filo che collega e prova due comportamenti uguali di due soggetti differenti in un unico movente:

isolare e massacrare, moralmente e materialmente giudici e investigatori, uomini di scorta e forze di polizia, renderne difficile se non impossibile e inutile il lavoro quotidiano, impedire di ottenere Giustizia e Sicurezza per i cittadini

Non so se è chiaro:

sto accusando la Politica di usare il medesimo comportamento mafioso usato dalle organizzazioni criminali mafiose verso un medesimo “nemico” che osa indagare politici e/o mafiosi, la magistratura

Ma, attaccare la magistratura così come fa la politica, è o non è un comportamento mafioso ovvero un comportamento non adeguato, responsabile e consequenziale al giuramento di fedeltà allo stato e alle sue istituzioni?

Ora mi spiego meglio perché la politica attacca le mafie solo dal punto di vista associativo e non personale, e mi spiego meglio perché non sia previsto, punito e istituito il reato di comportamento mafioso, comportamento che abbiamo riscontrato essere identico nell’agire politico e nell’agire mafioso

Il titolo di questo post è da brividi ed evidenzia come la Politica, attaccando la Magistratura, la isoli e la renda facile preda della criminalità organizzata, che gongola e ride soddisfatta di questi conflitti

L’attacco alla Magistratura è un attacco allo Stato

Se di deriva autoritaria si parla tanto in questi giorni, questo ne è certamente l’elemento probatorio più pericoloso:

una sorta di alleanza tra politica e mafia nell’isolamento della Magistratura a discapito dello stato, a distruzione dello stato, a tradimento dello stato

E non è detto che la famigerata Trattativa Stato-mafia non passi attraverso la cruna di questo ago, sottile e tagliente, proprio come un’arma che uccide silenziosamente, senza Bang bang e Boom

So che quel che affermo è grave e me ne assumo tutte le responsabilità relative

Io, quell’isolamento lo conosco, l’ho vissuto e lo vivo, l’ho pagato e so quanto sia pericoloso e pesante, so quanto sia difficile l’accesso al mondo del lavoro se ti metti contro “certa politica”

Ma io sono nessuno e non sono lo stato, ne faccio parte, ne sono una parte, non ne incarno poteri e funzioni pubbliche, ma li difendo ogni volta che li vedo aggrediti da quell’isolamento che conosco e respingo

Non so se i politici si rendano conto della gravità e della pericolosità sociale, comunitaria e statale che incarnano quando attaccano direttamente o indirettamente la magistratura, gli investigatori, i metodi e gli strumenti di indagine

Non so se esista una anche probabile alleanza tra mafia e una parte della politica

Quel che so è che, comunque lo vogliate definire, quello evidenziato è un comportamento mafioso

E va punito e contrastato severamente, duramente e sicuramente

Io faccio la mia parte

Se esiste una Politica che si ritiene diversa e differente da quella che adotta questi comportamenti, a questa Politica chiedo:

1) l’integrale approvazione e applicazione del pacchetto anti-mafia Davigo-Gratteri

2) l’istituzione del reato di comportamento mafioso, nella cui fattispecie occorre integrare il reato di corruzione, che è il reato alla base di questo ragionamento, quel reato che indagato dalla Magistratura, fa saltare dalla poltrona politici mafiosi e corrotti ed emergere un comportamento mafioso che risulta identico a quello adottato dalle mafie

Poi, posso morire tranquillo e sereno, convinto di aver lasciato ai miei figli un mondo migliore di quello che ho ricevuto e subito io

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Il primato della politica e la giustizia mancata

domenica, 24 aprile 2016

Si manifesta l’insoluto scontro tra poteri in Italia.

La magistratura indaga la politica, la politica attacca la magistratura.

Un cliché, un déjà vu, un comportamento seriale.

Da dove partire per una analisi di questo fenomeno?

Dal suo apparire?

Sì, solo per lo spunto iniziale.

Dal suo agire o non agire?

Sì, per comprendere i motivi per cui la politica agisce o non agisce e la magistratura può agire o non può agire.

Il primato della politica deve essere analizzato scevro delle ideologie o delle letture ideologiche, se si vuol capire cosa è oggi il governo dei popoli e dei territori.

Ecco, abbiamo raggiunto il primo assunto di questa analisi:

politica non è retorica o discorso, politica è governo, mera amministrazione della cosa pubblica e regolamentazione di quella privata.

E qual’è il compito della politica in una democrazia repubblicana?

Governare la spesa pubblica, indirizzare la spesa in un senso o in un altro, erogare servizi alla cittadinanza accessibili, fruibili, efficaci ed efficienti, emanare leggi che regolamentino i comportamenti umani, difendere e tutelare il territorio e il popolo.

Ora, leggendo i giornali e guardando la tv, si rintracciano questi fondamenti della politica?

Abbiamo bisogno di un caso concreto per rispondere alla domanda.

L’ennesimo conflitto tra potere esecutivo e potere giurisdizionale, altrimenti detti potere politico e potere giudiziario, può essere il caso di analisi.

Perché?

Perché è nel conflitto tra poteri costituzionali che si celano i conflitti tra altri poteri, più o meno leciti e/o legali, rappresentabili o temibili.

Perché è un conflitto aperto ed irrisolto, perché la giustizia in Italia non funziona e il rimpallo delle responsabilità tra i poteri in oggetto pone dubbi sui fondamenti e le intenzioni che sorreggono le posizioni in campo.

Questi dubbi vanno sciolti e questa analisi tenterà un procedimento razionale alla comprensione e alla emersione dei motivi che originano questa crisi irrisolta.

Punto Primo

Il primato è della politica:
essa governa, indirizza, legifera, normalizza e regolamenta ogni singolo comparto della pubblica amministrazione, delle funzioni pubbliche, dei poteri pubblici come delimita gli atti umani in atti leciti ed illeciti, legali ed illegali.

Punto Secondo

Il potere giudiziario è potere tra i poteri democratici e costituzionali italiani, autonomo dagli altri poteri e dipendente o indipendente dagli indirizzi politici a seconda dei casi, normalizzato e regolamentato da essi, unico soggetto deputato alla interpretazione e applicazione del diritto oggettivo, di quelle leggi che la politica scrive e impone.

Credo che, posti questi due punti, possiamo passare all’analisi del caso concreto.

La magistratura indaga su presunti comportamenti illeciti di persone vicine a membri del governo (il parlamento va letto in un libro a parte, essendo direttamente rappresentativo del popolo e contenendo un numero incredibile di parlamentari indagati, specchio dei tempi e del popolo che rappresenta) e la politica risponde con attacchi nel metodo (uso o presunto abuso delle intercettazioni e delle indagini) e nelle persone che incarnano il potere giudiziario, una querelle in cui rispunta ciclicamente il fantomatico “partito dei giudici”, qualificando come “politici” i fini delle indagini della magistratura.

Come potete osservare, ad una normale funzione pubblica giudiziaria corrisponde una reazione anormale e conflittuale.

Perché?

Questo accade ogni volta che la magistratura inciampa in soggetti politici o vicini alla politica nel corso delle indagini, sia amministrative che civili e penali.

Quel “ogni volta” rappresenta un elemento di analisi interessante:
manifesta un potenziale e pericoloso diniego da parte della politica di sottoporsi alla legge e alla costituzione, diniego che vorrebbe estendere l’immunità parlamentare a casi di evidente criminalità, organizzata e individuale.

Pochi i casi di accettazione placida ed equilibrata da parte della politica in questi aspetti conseguenti alla normale funzione giudiziaria di indagine e di giudizio, o presunti tali, sino a prova contraria.

Il primo dato che salta agli occhi è proprio questo:

la volontà malcelata da parte di certa parte della politica di porsi al di sopra della legge e della costituzione.

Il caso

In tema di contrasto alla criminalità organizzata (leggi mafia) il premier Renzi affida ad una commissione composta da magistrati, avvocati e docenti universitari il compito di produrre un testo di riforma.

Il primo elemento che salta gli occhi, è la completa mancanza in questa commissione di soggetti provenienti dalle forze di polizia, dai carabinieri, dalla guardia di finanza, dai servizi di intelligence, come se giustizia e sicurezza fossero due facce di due medaglie diverse e non della stessa.

Ricordo a me stesso che i caduti nella guerra tra mafia e stato sono soprattutto magistrati, carabinieri e poliziotti.

Alcuni nomi:

Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Rocco Chinnici, Carlo Alberto dalla Chiesa, Antonino Cassarà (detto ninni), Beppe Montana.

Il secondo aspetto da rilevare è che questa commissione ha lavorato a titolo gratuito, non oneroso.

La commissione elabora il progetto di riforma della giustizia e lo consegna al committente:

la politica.

Successivamente, il progetto non viene trasformato in un decreto del governo cui imporre la fiducia nel voto parlamentare.

Semplicemente, viene tenuto chiuso in un cassetto.

Tale provvedimento prende il nome di Gratteri, dal suo presidente, Nicola Gratteri

Uno dei dodici componenti della commissione per la riforma della giustizia è Piercamillo Davigo, interprete principale insieme a Matteo Renzi del dissidio nato tra potere politico e potere giudiziario e preso a caso in questa analisi.

Mi sembra che gli elementi di questa analisi razionale aprano una serie di orizzonti, pongano una serie di domande.

Prima Domanda

Perché la politica chiede alla magistratura di produrre un testo di riforma della giustizia che la renda efficace contro le organizzazioni mafiose per poi tenerlo chiuso in un cassetto e decidere di non vararlo?

Seconda Domanda

Il conflitto tra poteri incarnato da Renzi e Davigo ha una relazione, un nesso di causalità (e non di casualità) con la mancata realizzazione della riforma?

Terza Domanda

Quale è il vero indirizzo politico?
A tutela dello stato contro l’anti-stato mafioso?

Quarta Domanda

Perché la politica ha avviato questo conflitto attaccando intercettazioni e magistratura?

Quinta Domanda

Cosa è la trattativa stato-mafia?

Sesta Domanda

Perché l’Associazione Nazionale Magistrati ha eletto come suo presidente Piercamillo Davigo, dopo la produzione della riforma Gratteri e la sua mancata decretazione da parte del governo e legiferazione da parte del parlamento?

Mi fermo qui.

Credo che l’analisi sia sufficiente ad aprire squarci di luce in questo caso di specie come nella analisi di partenza.

Lascio ad ognuno l’elaborazione dell’analisi e il dare risposte alle domande che ho posto.

Una considerazione però la voglio fare.

E la propongo in domande, ancora un volta:

quale valore e significato hanno Michele Emiliano, Antonino Di Matteo e Luigi De Magistris in tutto questo?

Cosa e Chi servono Giorgio Napolitano, Silvio Berlusconi e Matteo Renzi?

E qui, gli squarci e i dubbi diventano realtà.

Ma sono mie considerazioni personali.

Consideratele tali.

Buon ragionamento a tutti.

Gustavo Gesualdo

Il boomerang e l’Effetto Emiliano

lunedì, 18 aprile 2016

Brevi considerazioni a margine della pretesa vittoria di cui esulta il premier Renzi in merito al referendum denominato “trivelle” del 17 aprile 2016.

Torna indietro come un boomerang affatto impazzito l’effetto anti-referendum che ha portato Renzi e Napolitano ad istigare a non votare.

La terza sezione penale della Cassazione si è già espressa in merito con sentenza, rilevando che che anche l’art. 98 del testo unico del 1957 è applicabile ai referendum.

Art. 98
1. Il pubblico ufficiale, l’incaricato di un pubblico servizio, l’esercente di un servizio di pubblica necessità, il ministro di qualsiasi culto, chiunque investito di un pubblico potere o funzione civile o militare, abusando delle proprie attribuzioni e nell’esercizio di esse, si adopera a costringere gli elettori a firmare una dichiarazione di presentazione di candidati od a vincolare i suffragi degli elettori a favore od in pregiudizio di determinate liste o di determinati candidati o ad indurli all’astensione, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da lire 600.000 a lire 4.000.000.

Anche la legge 352 del 1970 estende esplicitamente al referendum le sanzioni previste dal testo unico del 1957.

Inoltre l’invito all’astenzionismo di Renzi e Napolitano viola una direttiva del consiglio d’Europa.

Per la violazione di legge, un cittadino ha denunciato penalmente Renzi e Napolitano.

Per la violazione della direttiva, pende ricorso del Codacons.

Come potete osservare, l’Effetto Emiliano (non solo referendario, ma anche e soprattutto politico) è tutt’altro che finito ed ha risvegliato dal torpore cittadini qualunque e organizzazioni di tutela e difesa dell’Ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori.

Anzi, tale effetto pare debba ancora produrre tutti i suoi effetti.

Se Renzi credeva di aver vinto, sbaglia e di grosso.

Chi risulta vincitore morale di questa battaglia civile e ambientalista è proprio quel soggetto che la casta sembra temere più di ogni altro, quel governatore pugliese che ha rimesso in moto la partecipazione dei cittadini alla vita politica e sociale del paese.

Il referendum, benché non abbia raggiunto il quorum previsto, torna indietro come un boomerang e colpisce in pieno volto la lobby politica legata alle banche e alle compagnie petrolifere, totalmente disinteressata alla tutela e alla difesa del territorio, dell’ambiente e del popolo italiano.

Michele Emiliano si è presentato al mondo politico italiano e internazionale e il suo biglietto da visita incarna un nuovo leader, un nuovo modo di interpretare la politica e di destare l’interesse e il consenso dei cittadini italiani.

Serve altro?

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Analisi dell’invito all’astensionismo per il voto referendario 2016

sabato, 16 aprile 2016
Open your eyes, Open your mind

Open your eyes, Open your mind

L’astensione dal voto, qualora fosse una scelta personale e libera del cittadino elettore e non orientata o disorientata, depressa od oppressa dalla politica o da altre forme di coercizione e di deviazione delle libertà democratiche, allora è una scelta legittima.

Qualora l’astensione dal voto fosse una scelta orientata dalla politica o da istituzioni politiche, elette proprio a mezzo del voto o corrette nella loro azione legislativa ed esecutiva da parte degli istituti di democrazia diretta, allora questo invito alla astensione assume non solo il profilo del comportamento delittuoso, ma assume anche i rilievi della sovversione dell’ambito sociale e politico e quello della eversione del sistema democratico, dell’attentato alla sovranità popolare e del tradimento del giuramento di fedeltà allo stato repubblicano.

Gustavo Gesualdo

Riflessioni a Tastiera Aperta – 27 maggio 2014

martedì, 27 maggio 2014

Cosa serve sapere?
E cosa cambia se so?
So di vivere, so di morire.
Ma se non vivo, cosa serve morire?
Se non volo, a cosa servono le ali?

Senza finanziamenti pubblici o privati,
senza tangenti e corruttele,
senza alleanze mafiose e con salario a metà:
quella di Beppe Grillo è vittoria, non sconfitta.

La casta vorrebbe Grillo finito, mafie vorrebbero Grillo finito, corrotti vorrebbero Grillo finito.
Io no.
Ma perché?
Perché no.

Gruppo dirigente? Cosa dirige, il traffico? Se si ha consenso si DEVE governare, tagliare spesa e cuneo, riformare.

Vivo in una città dove genitori di ragazzi maleducati aggrediscono un parroco durante funzione pubblica sul sagrato.
Vivo è eufemismo:
odio.

Ecco, è a questo punto che io mi perdo e non mi riconosco più in questa comunità: qui resto solo, deluso, arrabbiato.

Cosa loro è, visto dalla loro parte, cosa nostra:
evidente errore di interpretazione della res publica in salsa mafiosa.

Politici specchio dei cittadini?
Ne sono loro espressione, esatta rappresentanza, identica essenza, perfetta coincidenza.
Lo so, lo sento, lo pago.

Identità del sentire è sensibilità rapportata alla esperienza e valorizzata con intelligenza: cosa non comune in Italia

Siamo rimasti in pochi, troppo pochi per cambiare qualcosa: ma soffriamo terribilmente, come se fosse colpa nostra.

E si lamentano se l’Italia ha una immagine poco dignitosa nel mondo … guardate e stupite che fenomeni da baraccone …

Tutti mafiosi, nessuno mafioso, tutti corrotti, nessuno corrotto. Evidente errore di interpretazione della democrazia.

Battuta degenere, che rappresenta povertà interiore, insicurezza estrema ed esterna un nulla che deve rapportarsi per esistere.

Italiani chiedono a UE di cambiare indirizzo, ma sono incapaci di cambiare, liberalizzare, governare e riformare l’Italia.

Renzi è più forte e più impotente che mai:
senato e province sn ancora lì, nessun taglio a cuneo e spesa, né riforme o liberalizzazioni

Vergogna italiani, vergogna: più di 2 anni per vedere un video in aula e pluriomicida francesco schettino a piede libero per strage della Costa Concordia.

La Russia dello zar Putin attacca, aggredisce e invade un paese della Unione Europea.
Chiedo immediato intervento della NATO e dell’ONU.

E allora, se tanto mi da tanto, addio centrodestra:
questo Berlusconi non ha capito niente di quello che sta accadendo nel paese.

Cosa credevate, di poter affrontare lealmente chi non è leale, onesto, corretto e fedele allo stato, pur avendo giurato fedeltà ad esso?

La politica di padre in figlio, di generazione in generazione: una cosa che doveva scomparire con i dinosauri e invece impera (Raffaele Fitto).

Non è dire quello che si pensa il problema della sinistra italiana, quanto è invece il “fare”. Cosa fate?

bah, Michele emiliano che fa i complimenti a Raffaele Fitto :
altro che larghe intese e convergenze parallele, questa è la casta.

bah, Silvio Berlusconi che tira la volata elettorale a Matteo Renzi :
altro che larghe intese e convergenze parallele, questa è la casta.

Matteo Renzi ha vinto con un forte consenso conservatore, termine contrario a quello di rottamatore.

E come lo cambiate, lo riformate e lo liberalizzate un paese che non vuol cambiare nulla, che è conservatore?

In una parola, un paese conservatore, nel peggiore dei sensi che ha il termine pur dignitoso di conservazione.

Grillo ha sbagliato a perdere verginità politica schierandosi a sinistra con Berlinguer.
Qualunquismo non ha parte politica.

Il perdono è viltà travestita da coraggio

cani sguinzagliati a raccogliere voto antiberlusconismo per portarlo a conti fatti al berlusconismo

se siamo ridotti ad attendere che altri cadano per noi rialzarci, allora siamo ridotti male, molto male.

Tanti voti in un Pd debole e vile, incapace di riformare e liberalizzare, tagliare e licenziare sono uno spreco incredibile.
Tempo sprecato.

Continuo a pensare che un movimento euroscettico non dovrebbe prendere poltrone e stipendi da Unione Europea.

Per arretrare, occorre avanzare.
Renzi e il gambero che ha promesso eliminazione senato e province ed è arretrato sino a salvarle entrambe.

Renzi non ha avuto nemmeno il coraggio minimo necessario di mettersi in gioco e di candidarsi.
Vile oltre che idiota.

Renzi è forte e non lo sa;
Berlusconi ha perso e non lo sa;
Grillo non ha né perso né vinto e non lo sa.
Questa è l’Italia che non sa.

Un insicuro al governo di un paese che pretende sicurezza: siamo fregati, non conosce nemmeno limiti sua forza e/o debolezza.

La maggioranza c’è ed ha vinto le elezioni: cosa aspetta? Immobile come Letta? Non deve far finta di governare, ma governare.

Nessuno strumentalizzi religione per violentare popolo e privarlo di libertà di agire per propria tutela e difesa:
nessuno ne ha il diritto.

Credete che abbiano vinto i progressisti alle elezioni?
No: ha vinto la più vecchia e becera conservazione avversa al cambiamento.

Lascia ammutoliti il vuoto e il nulla che circondano la conservazione italiana:
il cambiamento è stato fermato e credono di aver vinto

Come si risolvono problemi e crisi in Italia? Non si risolvono. Si integrano nel sistema

Ha vinto partito del non voto, che è primo partito in Italia e in Europa.
Questo è unico dato serio.
Resto è avanspettacolo.

Per adesso è solo dittatura del comunismo: un comunista impera in Russia e un comunista impera in Italia.

Se ne devono andare tutti:
il tempo è scaduto e l’oste della storia chiede pagamento del conto.
Tempo scaduto.

Battuti in politica estera da un assad e putin, europei sn scettici:
abbiamo guerra alle porte e nessun esercito europeo pronto a difenderci

Errore europeo è stato fondare europa dai vertici invece che dai popoli:
il vuoto politico è di rappresentanza e lo spazio di manovra è finito.

Mi spiegate quale altro paese del mondo che si autodefinisce democratico impone la censura e l’esilio ad una idea politica?

a Foggia si cammina su tappeti di propaganda elettorale e promotori presidiano ingressi urne elettorali

Trasferimento mafie a nord completato.
Risolte in un colpo questione meridionale, morale e settentrionale.
Tutti mafiosi, nessuno mafioso.

Pane e pallone. Poi quando si tratta di governare il proprio come l’altrui destino, vincono sempre mafiosi e corrotti.
Vi sarà una relazione?

Continuiamo a fare finta che non esista una questione meridionale per tener contento qualche bacucco incipriato e impolverato.

Quando popolo ragiona con stomaco o con cuore invece che con testa, le classi dirigenti non hanno ben governato quel popolo

Goduria leggere i lamenti dei berlusconiani che piangono per storture sistema politico che subisce B, come se non fosse stato B la politica.

“Napoli, scoperti quattro falsari: sequestrati 8 milioni di euro”
Volevano uscire dall’euro e stampare una moneta locale, taroccata, napoletana

Mio Dio, che squallore. Che propaganda terroristica senza dignità: demonizzare sempre e comunque non è politica

La tessera del pane è terminata?
No problem: avviata azienda del contrabbando di voti propone tessera falsa, ma autentica

Putin andava fermato prima, sula via di Damasco. Ora è stretto il passaggio a Est

Thailandia: sciolto il senato.
Almeno loro ci sono riusciti a sciogliere il senato, noi no.
Il senato ha sciolto l’Italia e suoi governi.

Si prospetta una estate in cui migliaia di migranti sbarcheranno ogni settimana in Italia.
Respingere? Selezionare? Zitto, razzista! … evvabbè…

Apparteniamo a generazione boom demografico conseguente a boom economico. Casta nn ha governato boom.
E se casta non ha governato boom economico,figurarsi se casta riesce a governare crisi economica.
Politica è crisi: non soluzione.

Anche le mafie hanno compreso potere strategico del settore energetico.
Lo Stato no: continua a dipendere da strategie esterne.

Gravi incendi divorano Stati uniti d’America:
(1) è cambiata strategia terroristi islamici;
(2) è cambiato il clima in modo pericoloso.

Beppe Grillo è smart ,
Matteo Renzi è scrapped ,
Silvio Berlusconi è over.

Renzi raddoppia e rilancia: faremo, risolveremo, cambieremo, riformeremo.

Berlinguer fallì la sua battaglia politica morale :
chi e cosa vi consente di credere che farete quel che lui non ha fatto?

Mario Borghezio : l’Italia agli italiani.
Matteo Salvini : l’Italia deve essere unita.
Gustavo Gesualdo : Quale puntata mi son perso?

Le mafie uccidono senza pistole: ti rendono asociale, ti emarginano, ti tolgono il lavoro e la voglia di vivere. Bang, bang.

Ennesima Frode della casta:
cambiati parametri misurazione PIL per creare ripresa che non c’è e restare in rapporto deficit-PIL sforandolo.

governo immobile irrita indignazione popolare

paura di un tribuno internettiano e di un tribunale del popolo del web?
Ma, allora, è internet il mondo reale!

In USA hanno innalzato limite scientifico di obesità per diminuire numero eccessivo di americani obesi.
In Italia aumentano PIL con sommerso e illegale per curare crisi.

In Italia esiste una sorta di pressione fiscale non ufficiale,occulta,non documentata o documentata a parte, come nel caso delle inutili e costosissime camere di commercio

Gli altri hanno tanto potere su di noi (e sui nostri marchi e prodotti), quanto noi ne concediamo loro di avere.
Colpa nostra.

Mi domando : come mai è sempre differente l’affluenza al voto nei cosiddetti “seggi volanti” o “seggi a domicilio”?
mumble, mumble ….

Mi domando: ma quanti saranno i cassonetti di rifiuti che conterranno schede elettorali dopo il “libero” voto?
mumble, mumble ….

Liberalizzare immediatamente con atto di imperio esecutivo del governo autorizzazioni taxi:
lo stato è più forte di tutto e tutti o non è.

La Sicurezza è arte, professione, limite invalicabile, tranquillità sociale e non stipendio sicuro a fine mese.

Liberare economia reale da peso intollerabile di spesa pubblica insostenibile: tagli a cuneo e spesa, riforme, liberalizzazioni.

Ogni giorno,più volte al giorno, si ha notizia di salvataggio centinaia di migranti.
Attendo speranzoso notizia che informi salvataggio Italia.

Se alfano è unica speranza prenoto viaggio per morte dolce in Svizzera.

Solo in Italia si cura la crisi peggiore con il solo ottimismo: governo immobile deraglia paese in fallimento vizio.

L’uomo che non guarda al passato non merita un futuro diverso da quello che ha già vissuto.

Se fossi di destra avrei non pochi problemi e dubbi ad identificarmi. Non vedo nulla che soddisfi spirito liberale o conservatore. Vedo Nero

Se leader paesi viziosi non risolvono crisi e vizio a casa loro, dovranno subire scelte esterne realizzate in casa loro.

Alla fine cerino resterà in mano a popolo sovrano: politica incapace governare paese crea fuochi fatui.

Alle aziende che sopravvivono alla crisi servono mercati diversi da nostro: massacrato da malapolitica, burocrazia, ingiustizia

Buddismo e Cristianesimo sono due religioni umane, profondamente ed umanamente umane.
Troppo umane per questi tempi inumani.

Grave errore è stato abbandonare la fonte di energia nucleare:
espone la giovane Europa agli umori dei prepotenti di turno.

Risorse fuggite estero Stop paese complicato da povertà Stop mafie, corruzione e usura valorizzate al massimo Stop

Controllo reciproco di prossimità tra casta politica e casta burocratica è primo passo verso efficienza PA.

Educare demolendo sessualità normale e naturale è attacco al cuore della educazione civica.
Non esiste terzo sesso in natura: è costruzione ideologica.

In Italia non si fa selezione ingresso ma buttafuori in discoteche e si fa selezione ingresso per università per buttare fuori.

Riflessioni a tastiera aperta – 1 maggio 2013

mercoledì, 1 maggio 2013

Il concertone del Primo maggio serve ad addormentare le coscienze e distrarre l’attenzione dei lavoratori dai problemi del mondo del lavoro, come se essi ne fossero parte ininfluente, inesistente, senza alcun peso e/o valore.

Un posto di lavoro pubblico, una casa popolare, un appalto pubblico contro voti per la casta:
questa è mafia.

In idaglia TUTTI vogliono partecipare a resdistribuire la ricchezza senza mai partecipare alla sua produzione.
Popolo di geni solo furbi e di falliti poeti.

Politica,sindacato,stipendio,privilegio, scansare i carichi di lavoro più impegnativi e di responsabilità.
Questo è il lavoro in Italia.

Non lasciate che vi prendano in giro dal solito giro di valzer delle caste:
solo eliminazione cuneo fiscale e meritocrazia salvano.

Ignorante è chi ignora che ogni nuovo diritto deve avere fondamento giuridico che lo legittimi oltre ad un sostegno finanziario ed economico che lo renda realizzabile.

Dove c’è un mussulmano, il male impera e la violenza avanza.
Fate ancora finta di non aver capito quale è il problema nel mondo?

I sindacalisti italiani non sanno nulla del lavoro:
il lavoro non si da, si produce, come si produce la ricchezza.
Il problema del mondo del lavoro italiano?
Il Cuneo Fiscale.

Il lavoro in Italia uccide chi non lo ha, ma uccide pure chi lo ha:
cosa avranno da festeggiare al 1° maggio?

Quando il popolo degli Abele perde la pazienza, non esiste riparo alcuno per nessun caino. Chi semina vento, raccoglie tempesta.

Pierluigi Bersani è stato perlomeno accoltellato alle spalle, matteo Renzi invece si è suicidato senza aiuto alcuno.

Il Partito democreatico è partito, andato, e mai più tornato.
Renzi senza attributi si è arreso: lo hanno rottamato in culla.

La casta italiana non ha mai fatto altro che questo:
indebitare il popolo per pagare la corruzione e lo spreco.

Nonostante le convergenze parallele delle larghe intese, il Cuneo Fiscale lì è e lì resta, a mortificare il mondo del lavoro.

Almeno in Venezuela i parlamentari si battono sino in fondo per sostenere le loro idee anche usando lemani in parlamento.
In Italia invece, i parlamentari fanno solo ridere.
O piangere.

In Italia l’ironia non sanno nemmeno dove sia di indirizzo:
cosa volete che comprendano di quella svedese o nord-europea?

Enrico Letta non ha capito la condizione tedesca per cui i tedeschi andranno in pensione a 70 anni per colpa di italiani e greci che andavano a 43.

La casta non vuole ridurre spesa pubblica e deficit pubblico, non vuole tagliare, non vuole licenziare:
non tutela ne difende il Popolo.

Analisti, sociologi e psicologi lasciateli perdere:
non è rancore sociale quel che arma le mani dei disperati, ma degrado sociale insopportabile che sfocia in disagio sociale.

Parlano, parlano, parlano, promettono, promettono, promettono, immancabilmente falliscono,falliscono,falliscono. Chi sono? La casta!

Il prossimo che mi chiede cosa voterò lo apostrofo così:
perché, c’è ancora qualche credulone come te che si fa infinocchiare dalla casta?

L’outing è una moda, una pessima, volgare moda dell’anteporre le proprie scelte sessuali private al pubblico che li segue idoli per altri motivi.

Il governo letta-napoletano prima annuncia come prioritaria l’eliminazione del cuneo fiscale e poi la esclude dai primi 10 punti programmatici del governo: idagliani.

Togliere uso Made in Italy a chi non produce in Italia, produce in Italia con semilavorati esteri o rovina il marchio frodando.

Distruggendo le intercettazioni fra napolitano e mancino non saprete MAI la verità sulle trattative traditrici fra stato e mafia.

E mentre la casta se ne va a spasso in vacanza per l’Europa, il paese tracolla sotto il peso della dittatura partitocratica.

Intanto il partito democratico incassa 30 milioni di finanziamento pubblico per il proprio giornale:
carogne partitocratiche del magna, magna.

Se non punge, non è libera informazione, ma patacca senza valore.
Punge? Fa male? E allora sì che è giornalismo, di quello con la G maiuscola.

Qui si muore di fame e questi idioti della casta stanno lì a favorire l’integrazione di omosessuali e di stranieri immigrati illegalmente.

Depressione? Cosa è: uno studio condotto su di un campione di iscritti al PD?

A CHI e a COSA serve un capo dello stato-presidente della repubblica quando esiste già un premier che può essere anche capo dello stato?

Processi non più rinviabili Stop Tanzania attende Stop Non dimenticare di portare con se papa, dell’utri, letta, mangano, alfano, schifani palafrenieri e puttanieri, mafiosi ed evasori fiscali, estorsori e usurai Stop

La durata dell’esecutivo Letta è legata alla maturazione della pensione per i parlamentari della scorsa legislatura, finita prematuramente.

Se Dio (chiunque o qualunque cosa sia) avesse voluto i gay, avrebbe creato tre sessi e non due.

a casta esiste (purtroppo, meglio Democrazia Diretta), sussiste (durevole,è predatore non preda), insiste (ostinata) e persiste (due palle).

Comunione & Aberrazione, Circo Democratico, Partito degli Onesti, casta partitocratica e burocratica tornano al governo.

Per decenni dc e pci si sono fatti (finbto)otruzionismo, come pure pd+L-L. Ora tutte le colpe sono di Grillo e M5S. Ridicoli.

devi tagliare, sforbiciate da fare paura. altrimenti ti togli di mezzo, idiota da baraccone per circo in saldo da fallimento.

Questo governo servirà solo a raggiungere l’agognata meta di un anno di legislatura per maturare pensione a vecchia legislatura, incompiuta.

Sicuramente è meglio una dittatura dura e pura che questo mondo al rovescio, dove chi è ladro, governa e chi, disperato, uccide ma sbaglia persona.

Solidarietà al popolo, che vesta o meno una divisa.
Dannazione alla casta, perché la crisi sono loro.

Con tutto il rispetto, io di politici in Italia non ne vedo nemmeno uno.
Di addetti ai partiti invece anche troppi. Veramente.

In Italia come in Europa manca una destra pro UE e pro Israele.
100 anni dopo, si commettono i medesimi errori, senza imparare nulla dalla storia.

La verginità politica dei grillini urta la “sensibilità” (leggere coda di paglia ben secca) alla casta dei magnaccioni,dei mafiosi e dei corrotti,degli evasori e degli usurai.

Un incredibile governo della restaurazione di casta conservativa si candida a cambiare il futuro. A volte ritornano. No, non sn mai andati via.

Occorre sapere cosa è il fascismo per essere anti-fascista.
Tutti pensano di sapere cosa è stato il fascismo ma non è vero.

Mentre regna la coservazione restaurativa di cadreghe e privilegi di casta, Carabinieri cadono per difendere il Popolo Sovrano.

Mi spiace dover scrivere che il PD è insieme al PDL forza della conservazione di cadreghe e privilegi di Casta corporativa.

Così, dopo averci convinto che la prima repubblica fosse il male assoluto, attuano le “convergenze parallele” delle “larghe intese”

Non può il passato che ha prodotto il presente cambiare il futuro.

Inizia l’operazione salvezza per i banditi )politicamente molto raccomandati) di MPS: non si ravvisano le ipotesi di reato di usura e truffa aggravate.

CL e sinistra distrata, burocrati buoni per tutti i tempi e per tutti i dicasteri, servetti di partito: non cambieranno nulla, come hanno dimostrato sinora.

Essere contestati al ristorante dal popolo sovrano dei cittadini-contribuenti è il viatico migliore per una carriera da ministro.

Voglio vedere la faccia di quei leghisti che appoggiano il governo Letta:
dovrebbe essere fra il paonazzo e il viola.

S’io fossi capo dello stato non affiderei mai l’incarico di governo a persona che pubblicasse intercettazioni stato-mafia, napolitano-mancino.

Grillini ancora non ricattabili: La Casta non li lascia accedere potere pubblico per sanarlo. Casta di mafiosi e di corrotti. Malviventi di stato.

Dario Fo e Renato Brunetta: due aspetti dell’Italia che apprezzo.
Ma non sanno convivere produttivamente.

L’Italia è quel paese reale nel quale lo stato di diritto ha abusato della previdenza per fare assistenza sociale (elettorale).

L’Italia è quel paese nel quale lavoratori dipendenti pubblici e privati e pensionati NON possono evadere le tasse.

Il Problema del paese è salvare l’orgoglio della casta piuttosto della dignità del popolo sovrano. La casta è autoreferenziale.

Quando una Grande Crisi scopre le vesti di un benessere che non è illimitato, si scorge il pube malnutrito di un sano egoismo.

Non esisterebbe una casta politica ladrona e arruffona senza una casta giornalistica quantomeno compiacente se non schiava.

Pesa il no alla BCE per i debiti degli istituti bancari nei paesi viziosi?
Un nome per tutti: Monte dei Paschi di Siena?

Il malcontento del popolo tedesco trova nuovi modi per manifestarsi. I popoli virtuosi pretendono rispetto. Viziosi avvertiti.

La sanità è la madre di tutte le tangenti e il padre di tutti i mali oscuri italiani.Non serve il cittadino, ma lo rende schiavo.

In tribunale è meglio un non ricordo che un non so.

Quello strano sentimento di vergogna italiano che salvaguarda l’orgoglio al costo della perdita della dignità.

Non pare che i paesi virtuosi soffrano di disoccupazione quanto invece, di carenza di manodopera.

The Democratic Circus – Talking Heads

sabato, 20 aprile 2013

Dedicato al circo del partito democratico italiano.

Oggi più che mai-

O come al solito.

The Democratic Circus – Talking Heads

Found out this morning There’s a circus coming to town They drive in Cadillacs Using walkie-talkies and the Secret Service
Their big top, imitation of life All the flags and microphones Have to cover our eyes
We play the sideshows And we like the tunnel of love When we ride the ferris wheel We’re little children again
When they’re asking for volunteers We’ll be the first ones aboard When the ringmaster calls our names Be the first ones to go to sleep
Stealing all our dreams Dreams for sale They sell ’em back to you
On with the show Start the parade We sand along Sweep us away
It’s political party time Going down, going down, going down And the celebrities all come out Coming down, coming down, coming
Sun is going down And the dogs are starting to howl We stay out after dark Eating cotton candy and the music’s playing
How we all laughed We split our sides The cameras flashed We almost died
Rain’s gonna pour on down, falling out of the sky Coming down, coming down And the celebrities all run out, and the rain’s Coming down, coming down
Gonna rain, gonna rain, gonna rain Gonna rain, gonna rain, rain, rain, rain
And now I wonder who’s boss And who he’s leavin’ behind?

Gustavo Gesualdo
alia Il Cittadino X

Il volo possibile del Gino Lisa

martedì, 19 marzo 2013

Invito umilmente tutti coloro i quali amano Foggia e la vogliono veder decollare, ad ammainare la bandiera di un orgoglio e di un egoismo ingiustificato nella questione dell’aeroporto Gino Lisa.

Non è più il tempo di piccoli gretti campanili: questo è il tempo della globalizzazione, della sinergia,dello stare insieme per contrastare altri e più potenti stare insieme.

Occorre cercare sinergie nello sviluppo del Gino Lisa attraverso accordi con i gruppi che gestiscono aeroporti molto più avanzati ed avviati.

Se desiderate vedere la Puglia regione leader del centro-sud Italia e la provincia di Foggia leader fra le province italiane occorre fare lobby di sistema in un settore strategico come il trasporto aereo per salvarlo dalle lunghe spire di una crisi che si annuncia ancora presente e futura.

Se esistono e sussistono esperienze e professionalità in grado di gestire un aeroporto in Puglia, è a loro che dobbiamo affidare il futuro dell’aeroporto civile Gino Lisa, sfruttando la loro esperienza ed i loro contatti nel mondo degli scali e degli operatori aerei italiani e non solamente italiani, risparmiando certamente una governance locale che si dimostrerebbe costo eccessivo, limitativo ed inutile da affrontare.

Il Know How e l’esperienza sono fondamentali in questo come in tutti gli altri settori e la storia a lieto fine del fallimento AMICA Foggia e quella del salvataggio AMIU Bari sono realtà da clonare e promuovere in altri settori.

Imparate a fidarvi del prossimo, assicuratevi che vengano garantite le esigenze dei foggiani e fate decollare aerei e aeroporto al più presto in un sistema di lobby regionale forte e unito.

Fate sistema, siate lobby granitica.

E non vi preoccupate, non sarete ingoiati dal più forte:

da cosa, nasce sempre cosa, da una unione, nasce sempre il bene massimo, il futuro, un figlio insperato nella nostra condizione attuale.

Osate e vincerete.

Gustavo Gesualdo
alias Il Cittadino X