Articoli marcati con tag ‘meritocrazia’

Chi ha paura della produttività e della meritocrazia?

martedì, 18 settembre 2012

Nel mondo del lavoro italiano ai migliori non si corrispondono salari e carichi di lavoro migliori ed ai peggiori non si corrispondono salari e carichi di lavoro peggiori.

Eppure, senza il contributo dei migliori, alcuna produttività si manifesterebbe.

Eppure, senza il contributo dei migliori, nessuna qualità esisterebbe.

Eppure, si continua a voler corrispondere tutti i lavoratori in eguale misura rispetto al cartaceo formativo, scolastico e universitario, senza andare mai a valutare e compensare l’effettiva produttività ed univocità comportamentale rispetto alle strategie imprenditoriali che sono a capo delle aziende e delle industrie italiane.

E qualcuno manifesta ancora sorpresa se il mondo del lavoro in Italia sai deceduto sotto il peso del suo stesso malessere?

E allora, mantenete pure tutti i raccomandati, i parassiti, i fannulloni, i pigri, gli indolenti, gli immeritevoli, i sindacalisti perditempo, gli svogliati, gli insoddisfatti, gli affatto innamorati del proprio lavoro, gli incuranti, i traditori, i detrattori, i vili, gli infamanti e gli incapaci, e continuate anche a corrispondere loro salari medesimi ai meritevoli, ai capaci, agli intraprendenti, agli amorevoli, ai vogliosi, ai soddisfatti ed agli innamorati del proprio lavoro, ai leali, ai corretti, ai coraggiosi, agli onesti ed ai meritevoli.

Continuate pure così, ed il fallimento del paese Italia premierà i vostri miserevoli sforzi.

Oppure corrispondete salari differenziati in base a produttività e merito.

Il mondo del lavoro a chi ama lavorare:

il resto a casa o a minor prezzo.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Sussidiarietà Verticale e Controllo di Prossimità Orizzontale

giovedì, 12 luglio 2012

Nella Pubblica Amministrazione italiana esiste un controllo dei lavoratori (qualora sia veramente effettuato e diretto) verticale, ovvero una corrispondenza fra chi esegue un ordine di servizio relativo ad un servizio offerto ai cittadini ed il gradino superiore che dovrebbe essere responsabile dei carichi di lavoro, delle responsabilità e delle incongruenze e problematiche relative alla buona conduzione dell’ufficio o dello sportello deputato alla erogazione di servizi.

Di fronte a realtà diffuse nelle quali malapolitica e cattivo sindacalismo consentono in strutture pubbliche chedieci/dodici persone si assumano il carico da lavoro di 200/300 altri dipendenti affatto interessati alle sorti della istituzione che garantisce mensilmente la sopravvivenza attraverso il versamento di un sicuro salario mai veramente meritato, biosogna arrendersi alla eidenza che, i lavoratori maggiormente disponibili, leali e coscienziosi, sono costretti, sotto ricatto, ad assolvere ai carichi di lavoro di tutti, senza che il gradino superiore, se ne interessi più di tanto:

il dirigente infatti, preferisce fare pressioni anche eccessive sui bravi lavoratori piuttosto che farle sulla massa di scansafatiche e parassiti che infestano la PA, perché i parassiti, sono stati messi lì sotto raccomandazione politica, alto-burocratica o sindacale, e sono intoccabbili e non caricabili di lavoro.

Anzi, se messi sotto pressione, faranno un più largo abuso della indennità di malattia, di assenze ingiustificate e di manifesto rifiuto di variazioni nei carichi da lavoro.

Per questa categoria parassita della Pubblica Amministrazione, l’unico vero atto corrispettivo per la loro infedeltà è il licenziamento, in tronco e senza preavviso, con un taglio netto anche al trattamento di fine rapporto ed alla pensione.

La questione irrisolta resta sempre la stessa:

solo un collega può saprere quanto lavora o non lavora un altro collega.

Così, il controllo di prossimità orizzontale, resta il primo ed efficace reciproco controllo che garantisca risultati soddisfacenti e che premi il merito e la produttività.

L’alternativa sarebbe quella di mettere un Carabiniere ed un Finanziere in ogni angolo ancor recondito del mondo del lavoro.

E questo, sarebbe impossibile da attuare.

Ecco che, le pur troppe delusioni del controllo sussidiario, possono essere completate solo da un controllo di prossimità in senso orizzontale, al fie di rompere una omertà di casta e di corporazione identica a quella della organizzazione mafiosa.

E non solo nel mondo del lavoro, ma anche e soprattutto, della pubblica amministrazione, della burocrazia e della politica italiana.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Il merito e la razionalità sono presidi fondamentali anti mafia

giovedì, 5 luglio 2012

Due notizie attraggono la mia attenzione, cagionando domande intelligenti cui sento che occorra dare risposte.

La prima, mi riconduce al malgoverno municipale nelle società di servizi a Foggia.

Certa volontà politica e lobbistica di cagionare il fallimento delle società di servizio comunale (AMGAS e AMICA) era ben chiara e visibile da anni a Foggia.

AMGAS fu fatta implodere volontariamente attraverso la moltiplicazione dei consigli di amministrazione di società utili solo a depauperare la ricchezza prodotta e gestita, devastare i bilanci e innalzare le situazioni debitorie.

Ma nessuna punizione è stata prevista, comminata e prescritta per gli ex amministratori di AMGAS a causa delle numerose devastazioni commesse nell’amministrazione della cosa pubblica comunale e locale.

AMICA implode oggi in un crack pilotato dalla dirigenza burocratica, come si evince dalla odierna sospensione del dirigente di AMICA, coinvolto pesantemente nello scandalo giudiziario delle indagini negli indirizzi politici e nelle azioni burocratiche che provocarono il fallimento della società DAUNIA AMBIENTE deputata alla raccolta differenziata

Perfettamente leggibile è il disegno mafioso di impedire la raccolta differenziata a Foggia come la camorra ha fatto per decenni a napoli e in tutta la campania.

Ma Foggia non è napoli e la Puglia non è la campania.

Almeno ancora, e chissà per quanto.

E torna alla mente una importante polemica nella esclusione dal concorso al ruolo di dirigente di AMICA di un soggetto che fu definito troppo bravo, troppo preparato e troppo meritevole in quel ruolo chiave nello scottante settore del ciclo dei rifiuti.

Vincere un concorso pubblico e sentirsi dire che invece si verrà esclusi dalla selezione perché troppo bravi e meritevoli deve essere la peggiore delle umiliazioni che una pubblica amministrazione possa infliggere ad un cittadino.

Ma, alla luce della sospensione del dirigente ATAF e del suo comportamento, si comprende un po meglio qual tipo di dirigenti pretendono casta politica e burocratica, caste e corpoorazioni mafiose, e organizzazioni mafiose:

immeritevoli ed irrazionali, ciechi, muti e sordi, come le tre famigerate scimmiette.

La seconda notizia è ancor più sconcertante, e concerne lo sfratto ingiunto a famiglie di poliziotti in una area edificata in Legge Gozzini ed abitata esclusivamente da famiglie di poliziotti, per far posto a famiglie bisognose in cui però vivono pregiudicati e soggetti socialmente pericolosi.

A me, questa storia non va giù.

Non si sfrattano famiglie di agenti di Polizia pensionati o non più appartenenti alle FFOO senza un criterio logico selettivo e soprattutto, razionale.

Non si mette in mezzo ad una strada un onesto e leale servitore dello stato.

Soprattutto, non si sostituiscono famiglie di poliziotti con famiglie di pregiudicati facendo coabitare il ladro e la guardia sotto lo stesso tetto.

Ma il massimo lo si raggiunge quando ci si avvede che non esiste una norma, come un indirizzo politico, che impedisca l’assegnazione di case popolari o statali (Gozzini) a famiglie nelle quali vivono soggetti pregiudicati e socialmente pericolosi.

Non si premia chi sbaglia e si punisce chi agisce contro l’illegalità se si vuole salvare il salvabile.

Ma pare che a Foggia il bene comune non sia più difeso da nessuno, se non offeso quotidianamente, in uno stato di indifferenza e di omertà generale.

Se potessi, farei eliminare la dicitura “nato a Foggia” dalla mia carta di identità, poiché me ne vergogno assai.

Il merito e la razionalità, continuamente battuti dalla indolenza, dalla omertà, dalla ignoranza e dalla arroganza, producono moltitudini di soggetti educati alla illegalità e alla mafiosità.

Ricordate bene e ricordate tutti che:

il merito e la razionalità sono elementi fondamentali anti mafia.

Distruggere il merito, premiare chi sbaglia e chi si rifiuta di usare la razionalità, significa essere mafiosi.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Lavoratori con salari sempre più bassi traditi da politici e sindacalisti

domenica, 10 giugno 2012

Leggo le stime degli ultimi dieci anni sulla “crescita” (sarebbe meglio parlare di andamento) dei redditi nelle famiglie italiane.

Vanno bene i redditi da lavoro autonomo con un 15.7%.

Mantengono inalterato il loro valore i redditi da lavoro dipendente, dirigenti ed insegnanti (apparato pubblico).

Perdono addirittura valore i redditi nelle famiglie di operai, commessi e apprendisti -3.2%.

Riporto, a scanso di equivoci che, i redditi da lavoro dipendente in Italia sono mediamente i più bassi in Europa e nel mondo Occidentale, riscontrando contemporaneamente il più alto costo del lavoro europeo e occidentale.

Il cuneo che consente un simile risultato, è il cosiddetto cuneo fiscale.

Così, i salari in Italia non crescono perché lo stato nei prelievi coercitivi ed obbligatori, fiscali e previdenziali, si incunea nel costo del lavoro rendendolo inappetibile ai finanziatori esteri e non competitivo con i mercati esteri del lavoro.

Inoltre, va sottolineato come il prelievo fiscale e previdenziale in Italia venga coercitivamente sottratto alla fonte.

Insomma, il lavoratore autonomo è libero di pagare o meno le tasse e di pagare o meno la quota previdenziale per i propri dipendenti, mentre i lavoratori dipendenti, non possono assolutamente evadere il fisco o evadere il contributo previdenziale.

Ma il dato veramente interessante che salta agli occhi in questa analisi è il tradimento dei sindacati e dei partiti nei confronti dei lavoratori dipendenti, nella misura di un diminuito salario e di un invariato o addirittura aumentato peso del fisco.

Sindacati e partiti offrono ancora una volta lo spettacolo della inettitudine, della incapacità, del tradimento e della mancata tutela e difesa delle famiglie italiane, tartassate e massacrate in un mondo del lavoro distrutto dalla incompetenza, dalla immeritocrazia e dalle raccomandazioni politiche e sindacali.

Hanno ucciso l’uomo ragno, chi sia stato non si sa ….

Si sa, si sa:

c’è tanto di nome e cognome inciso sul coltello che trafigge alle spalle il popolo dei lavoratori italiani.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

E diamoci un taglio a questa melina!

sabato, 6 marzo 2010

Ancora pessime notizie dal mondo della giustizia.

Nelle procure delle regioni meridionali fortemente condizionate dalle mafie, mancano sostituti in tal numero da paralizzare l’attività d’indagine delle procure definite come “sedi disagiate”, a tutto profitto delle associazioni a delinquere di stampo mafioso.

Il CSM accusa il ministro Alfano di essere egli il responsbile di queste sedi vacanti di magistrati, ma il ministro della giustizia rimpalla al CSM tale responsabilità, ricordando il nuovo potere conferito al CSM in tema di coperture delle sedi vacanti attraverso i trasferimenti d’ufficio previsti dalla nuova disciplina da egli stesso recentemente varata.

Ed ecco il solito rimpallo senza soluzione che distrugge l’immagine dello stato e favorisce l’anti-stato.

Va ricordato che il vice-presidente (Mancino) ed il presidente del CSM (Napolitano) sono di origine napoletana e che il ministro della Giustizia (Alfano) è di origine siciliana.

Riflessione:

ma come mai quando a capo di un dicastero ministeriale vi è un ministro leghista, le cose si fanno bene e subito (vedi il terribile contrasto alle mafie condotto dal ministro Maroni), e quando invece il governo della cosa pubblica ed il potere dello stato viene affidato ad un napoletano o ad un siciliano, le cose non si risolvono mai, perdendosi in rimpalli di responsabilità allucinanti?

Possibile sia sempre e solo una casualità?

O forse c’entra in qualche modo la selezione fatta dalla Lega che premia il merito, la buona volontà, la fedeltà alle isitituzioni verso cui si è fatto solenne giuramento e coerente rispetto del popolo italiano, che in fin dei conti, è il titolare della sovranità di cui si rivestono le massime cariche istituzionali?

Ma perchè allora non facciamo un governo dello stato serio, una volta per tutte, e rendiamo serietà e rispetto alle massime cariche istituzionali?

Alle massime cariche dello stato, mettiamoci degli uomini leghisti, visto che hanno sempre dimostrato di saper fare e di saper fare bene.

E tutti quegli altri che non meritano tanto onore, che hanno scalato le vette istituzionali senza alcun merito, ebbene, tutti quesi parassiti del sistema, tutti queti fedelissmi della casta partitocratica, perchè non vanno a cercarsi un lavoro invece di infestare il potere statale rallentandone il governo della cosa pubblica e la conseguente difesa e tutela dei cittadini e del popolo sovrano?

Basta con questa parodia della politica!

Basta con il parassitismo!

Se i leghisti hanno dimostrato di saper governare i comuni, le provincve, le regioni ed il paese, gettiamo a mare tutto il resto e diamoci un governo degno di questo nome!

Mettiamo le persone giuste al posto giusto!

Ricordiamocene quando andremo a votare.