Articoli marcati con tag ‘meridionali’

Maroni, Saviano, il cancro Mafia e le metastasi

giovedì, 17 ottobre 2013

Il caso dello scioglimento del primo comune lombardo per mafia (Sedriano) conferma che la Palma nasce a sud e va a nord.

Aveva ragione Maroni, non Saviano:

il gruppo di ‘ndranghetisti che hanno originato l’allarme che ha portato allo scioglimento del comune lombardo erano calabresi trapiantati in Lombardia.

Il cancro è la calabria, le metastasi sono i calabresi.

Quale sarebbe il male lombardo?

Non aver impedito a calabresi, siciliani e campani l’ingresso in Lombardia e in tutto il nord?

Non aver realizzato la scissione del nord da questo schifo di sud?

Non aver eretto un muro che separasse l’Italia in due:

una Italia povera, viziosa e mafiosa ed una Italia ricca virtuosa e libera dalle mafie?

La mafia al nord non esiste:

l’hanno portata lì i meridionali.

Da questo Sud non sono fuggite solo le migliori intenzioni.

Senzadubbiamente.

Gustavo Gesualdo

I tagli del governo centralista e il Federalismo negato

martedì, 15 ottobre 2013

E’ un vero (dis)piacere per me che sono sempre stato un federalista convinto ascoltare il grido di dolore degli assessori regionali alla sanità del sud che lamentano l’arroganza di uno stato centrale che produce tagli lineari nella sanità per miliardi di euro sopra le loro teste, senza preavviso, senza che le regioni possano modificare od anche solo criticare un tale provvedimento dispotico e centralista.

Ma la responsabilità di questa condizione di sottomissione allo stato centrale, centralista e centralizzato va imputata a chi, nel passato, ha respinto e bollato come non conveniente, non interessante, mortificante o dannoso un sistema federalista per il meridione italiano.

Chi ha letteralmente terrorizzato le popolazioni meridionali con la menzogna che il federalismo le avrebbe impoverite, che le avrebbe danneggiate?

E adesso, che le regioni e la classe politica meridionale non hanno quei poteri che ha rifiutato, abiurato, contrastato e combattuto, proprio adesso che solo il federalismo potrebbe conferire alle regioni poteri decisionali prioritari ed autonomi in materia ANCHE sanitaria e farmaceutica:

di cosa si lamentano lor signori?

Quale condotta politica hanno tenuto essi nei confronti del federalismo?

Come avete votato e come avete fatto votare al referendum sulla riforma passata alla storia come la devoluzione del 2006?

Che fine han fatto quei grandi interpreti dell’anti-federalismo come il segretario generale della CGIL provinciale di Foggia dell’epoca Nicola Affatato, il segretario generale della CISL provinciale di Foggia dell’epoca Giulio Colecchia, il professor Maurizio Ricci (all’epoca Preside della Facoltà di Giurisprudenza della Università di Foggia poi addirittura premiato per la sua “coerenza” con il rettorato dell’università di Foggia -viva il merito-) e tutti gli altri aderenti al comitato “Comitato per il NO: salviamo la costituzione”:

quali responsabilità umane, professionali, personali, civili e politiche portano dinanzi al meridione ed ai meridionali?

Ma chi pone queste domande solo all’apparenza retoriche, cosa faceva all’epoca per impedire il disfacimento dello stato ed il suo fallimento?

Fondava un comitato che denominò sapientemente “Comitato Dauno per il Sì: Salviamo il Mezzogiorno”, comitato che sosteneva quelle riforme che avrebbero devoluto alcuni poteri alle regioni, quelle riforme che avrebbero diminuito costi e sprechi della politica, quelle riforme che avrebbe diminuito il numero dei parlamentari ed eliminato i limiti di età all’accesso al Parlamento.

Ma lo sforzo veniva praticamente ignorato, disdegnato.

Le tesi che portava innanzi quella azione, furono ignorate.

Ed infine, vinsero quelli che volevano salvare la costituzione ed hanno invece affossato il paese e determinato il fall out dell’Italia quale stato di diritto repubblicano, democratico e costituzionale.

Quegli stessi signori che invoco idealmente sono gli stessi oggi schierati per una maggiore decisionalità ed autonomia delle regioni in contrasto alle scelte di tagli lineari decise dallo stato centralista in ogni settore della vita pubblica, presente e futura, sono schierati per una diminuzione dei costi della politica, sono schierati per una eliminazione degli sprechi nella pubblica amministrazione, sono schierati per una diminuzione del numero dei parlamentari.

Detto questo, solo per ricordare che la responsabilità personale, umana, politica, amministrativa, civica e civile in questo paese non determina una vittoria del merito e del paese reale, ma solo della casta, della clientela della casta, della sopravvivenza della casta.

E voi, signori cui rivolgo queste riflessioni, voi, in quei giorni, dove eravate schierati, con chi eravate schierati?

Con la casta partitocratica, burocratica e sindacatocratica o con il popolo meridionale?

Perché una via di mezzo non c’è:

non c’è mai stata.

Ed un eventuale dualismo di fronte a queste scelte propone seri dubbi di sdoppiamento della personalità, sdoppiamento interessato, fisiologico o patologico che sia stato.

Ecco i link al video ed il manifesto dell’unica manifestazione del “Comitato Dauno per il SI Salviamo il Mezzogiorno” qui a Foggia.

Il video riprende una conferenza stampa aperta al pubblico avvenuta proprio nel giorno in cui veniva consegnato un avviso di garanzia a Raffaele Fitto, altro “grande leader” politico pugliese e meridionale che rifiutò il suo appoggio determinante alla vittoria in Puglia e nel meridione delle ragioni della
devoluzione causandone la sconfitta.

Dio esiste.

I viziosi pure.

I virtuosi anche.

Buona continuazione di giornata e tanti saluti alla vostra coscienza.

La mia, dorme sonni tranquilli di fronte al meridione ed ai meridionali, alla Puglia (prima di tutto) ed ai pugliesi.

Gustavo Gesualdo, alias il Cittadino X

PS
La prossima volta che valutate una riforma del paese, non chiedetevi se è un alleato politico con cui spartite qualcosa (potere pubblico) che la promuove ovvero un avversario, ma domandatevi cui prodest.

Smettete di demonizzare chi fa qualcosa per tentare di fermare il declino ed il fallimento di un paese che era il Belpaese, che era una potenza economica mondiale e che oggi è ridotta ad una carta sporca.

E siate fedeli al giuramento di fedeltà a quelle popolazioni che tutelate e difendete, a parole.

Questo paese è morto per quelle parole.

Perché vincere le elezioni ed occupare la pubblica amministrazione danneggiando il popolo meridionale non è definibile come meridionalismo.

Affatto.

ILVA di Taranto, rifiuti tossico-nocivi, Riva, Lannes e la diossina assassina

sabato, 8 dicembre 2012

Riporto di seguito un mio intervento nel forum di Sky del marzo 2008.

Nei primi anni del terzo millennio ero molto attivo nei forum e scrivevo con pseudonimi del tipo “Gustave Le Bon”, “Cogito ergo sum”, “Intell”, “Goestaf”, “X Citizen” ed altri.

In questo, usavo quello di Gustave Le Bon.

Riporto solo una parte della discussione, ma linko qui il resto.

Buona lettura.

“A dicembre del 2007, un camion si ribalta in una curva sulla strada statale 16 fra Foggia e San Severo.
Il mezzo viene rapidamente recuperato, ma il suo carico giace a terra per mesi nel luogo dell’incidente.
Il giornalista Gianni Lannes si ferma sul luogo dell’incidente e fa dei prelievi al carico riverso nel terreno e scatta alcune foto ai sacchi che lo componevano.
Dalle analisi si verrà a sapere che il carico era composto di rifiuti altamente tossico-nocivi e dalle foto si vede che la destinazione è l’Ilva di Taranto.
Ma cosa fanno in quella acciaieria?
Bruciano rifiuti tossico-nocivi?

Intanto nelle immediate vicinanze del comune di Foggia viene rinvenuta la più grande discarica abusiva d’Europa.
Tutti sapevano della sua esistenza e delle strane morti per cancro che avvenivano in quella zona.
Tutti tranne le autorità competenti e il mondo dell’informazione ….
Ma intanto, mi domando:
se è pur vero che i rifiuti ammassati a Foggia o bruciati a Taranto provenissero dal nord dell’Italia, come mai le popolazioni del sud li hanno accettati e non si sono mai opposte a questa condizione?
Son convinto che se si fossero scaricati nottetempo rifiuti tossico-nocivi nel Veneto, in lombardia o in Emilia-Romagna, una grandinata di schioppettate provenienti dai proprietari dei fondi limitrofi avrebbe accolto i trafficanti di rifiuti tossici ed i loro camion.
Perchè a Foggia non avviene questo?
Perchè a Napoli non avviene questo?
Il federalismo serve, eccome.
Serve per responsabilizzare le popolazioni rispetto alle risorse del proprio territorio ed alla sua buona gestione.
La manna dal cielo non scende più, arrivano solo rifiuti pericolosi nottetempo.
Svegiatevi meridionali, che vi stanno mangiando il futuro!
Sì, aspetta e spera …”

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Il federalismo è antitetico al secessionismo?

giovedì, 24 marzo 2011

Premessa

STATUTO DELLA LEGA NORD PER L’INDIPENDENZA DELLA PADANIA
Approvato nel corso del Congresso Federale Ordinario
del 1 – 2 – 3 marzo 2002

Art. 1 – Finalità
Il Movimento politico denominato “Lega Nord per l’Indipendenza della Padania” (in seguito indicato come Movimento oppure Lega Nord o Lega Nord – Padania), costituito da Associazioni Politiche, ha per finalità il conseguimento dell’indipendenza della Padania attraverso metodi democratici e il suo riconoscimento internazionale quale Repubblica Federale indipendente e sovrana.

Finalità
L’Indipendenza della Padania è l’unica finalità per il raggiungimento della quale, la Lega Nord è nata, vive e lotta.

Il Metodo
Il Federalismo è stato individuato come “metodo democratico” per il raggiungimento delle finalità statutarie della Lega Nord.

Strumenti
Ogni altra attività in essere della Lega, è da ritenersi “strumento” per il raggiungimento di questa finalità e di nessuna altra.

Il Federalismo
Il Federalismo è lo strumento principe attraverso il quale si vuole ripristinare all’interno dello stato italiano un pesantissimo squilibrio territoriale, contributivo e fiscale che rende attualmente il nord, schiavo di un sud nel quale sprechi, parassitismi, organizzazioni mafiose ed un intero “sistema delle illegalità diffuse”, regnavano sovrani e quasi incontrastati.

Il Governo
La presenza della Lega Nord all’interno delle compagini esecutive italiane è anch’esso uno strumento di azione per il raggiungimento delle finalità statutarie.
Avendo scelto la Lega Nord la strada maestra del metodo democratico nella lotta politica, la presenza del movimento nelle maggioranze di governo e nei governi stessi ha lo scopo di incontrare quelle maggioranze parlamentari necessarie alla realizzazione delle sue finalità.

Analisi Storica

Tutto questo è la Lega Nord.

Ed io sostengo e sottoscrivo ogni singola azione posta in essere dal leader come dai vertici federali della Lega Nord.

E questo, significa essere un leghista.

Ed un leghista, deve testimoniare la sua militanza, la sua appartenenza, la sua partecipazione e la sua assoluta fedeltà al movimento.

La Lega non è un partito qualsiasi, come la militanza in esso, non può essere paragonata a nessun’altra fede politica.

La Lega non è un partito ideologico.

La militanza leghista prescinde da ogni pregiudizio, da ogni sotterfugio, e si distanzia dall’ipocrisia di quel “politicamente corretto”, che contraddistingue l’intera casta partitocratica italiana, laddove per politicamente corretto, in un paese sottosopra, corrisponde esattamente il suo contrario.

Una contraddizione in termini?

No, solo la naturale e conseguente manifestazione di un paese, che ha perso totalmente la bussola del buonsenso.

In questo cammino di libertà che i popoli del nord hanno sinora condotto insieme, sta la formula adesiva del movimento stesso.

In questa legislatura e con questa maggioranza di governo, la Lega è riuscita a trovare il consenso necessario a sostenere le decretazioni federaliste.

Precedentemente, lo strumento del Federalismo è stato osteggiato e contrastato, slealmente quanto infedelmente, da quelle forze politiche della conservazione che non vogliono veramente riformare il paese in senso federalista, poichè molto interessate a mantenere una grande e grave irresponsabilità nei confronti delle popolazioni meridionali dalle quali prelevano gran parte del loro consenso, e mantenere altresì il sud come una sorta di “zona franca” dalla legalità, dal merito e dal buongoverno.

Tali forze politiche sono ancor oggi, rappresentate dai loro leader:

Pier Ferdinando Casini e Gianfranco Fini.

Ma i loro sogni restaurativi e conservativi rispetto alla immutabilità del paese, si sono infranti contro la ostinata e considerevole capacità della Lega di tenere duro, di raggiungere gli obiettivi strategici utili al raggiungimento delle proprie finalità.

La devoluzione, benchè fosse stata varata da una maggioranza di governo, fu affossata al referendum del giugno 2006 proprio dalla inazione di quelle forze politiche che volevano mantenere un sistema statale inefficace, improduttivo, sprecone e parassitario che è stato definito proprio dal leader leghista Umberto Bossi come uno “stato criminale”.

Il Federalismo invece, proprio per la sua assoluta antiteticità ad ogni “agire criminale e mafioso” ha convinto e convince molto più della devoluzione e, grazie al “patto di ferro” stretto fra Umberto Bossi e Silvio Berlusconi, il Federalismo è riuscito sinora ad incontrare quella maggioranza parlamentare necessaria alla sua realizzazione nella realtà, nonostante i tradimenti ed i voltafaccia degli inaffidabili.

Purtroppo per loro infatti, le popolazioni meridionali hanno cominciato a capire quali benefici effetti il Federalismo può apportare al sistema che li governa, benefici effetti che sono innegabili e non riproducibili da nessun altro progetto riformatore mai pensato o progettato prima.

E questa maturata consapevolezza, è passata attraverso l’immane contrasto opposto alle organizzazioni mafiose dal ministro dell’interno Roberto Maroni, con la realizzazione di risultati tangibili, mai raggiunti prima nella storia della repubblica italiana, come pure, questa presa di coscienza passa attraverso il più oscuro lavoro di diradamento e di semplificazione normativa che frapponeva una inutile moltitudine di norme al riconoscimento autentico dei diritti dei cittadini compiuta dal ministro Roberto Calderoli.

Ed è il risveglio delle coscienze sopite, degli animi addormentati, dei sogni abbandonati:

tutto quello che ci è stato promesso in dieci lustri di campagne elettorali marchiate dal sistema della democrazia bloccata, del voto di scambio e della capacità di controllo del voto da parte delle mafie, tutte quelle promesse mai mantenute dalla casta partitica italiana, i leghisti lo hanno voluto, lo hanno combattuto e lo hanno realizzato.

Ed è un attimo il rendersi conto che quella montagna di menzogne e di ingiurie contro la Lega ed i leghisti, erano solo il frutto bacato dell’odio, del rancore, della gelosia e della invidia infinita di cui erano ammantati gli adepti di una casta politica meridionale incapace ed arruffona che è tutta da dimenticare.

Ma il futuro del meridione, era e resta nelle mani dei meridionali, i quali, abituati a vedersi cadere “la manna dal cielo del nord” gratis et amore dei, possono essere tratti in inganno dall’agire dei leghisti.

La Lega ha ben altre finalità che quella di salvare il meridione, se non, caso ed incidenza, incontrare il consenso popolare meridionale sulla strada che conduce al federalismo, che è antitetico alle organizzazioni mafiose ed al mondo della cattiva amministrazione.

Il Federalismo quindi, come risoluzione unica sia della questione settentrionale che della questione meridionale, posto che, la prima, è sicuramente figlia dei danni e dei mali provocati dalla non risoluzione della seconda.

Due questioni, due aspetti, due italie della stessa medaglia italiana.

Ecco dove nasce il punto di incontro fra tutela degli interessi delle popolazioni settentrionali e tutela degli interessi delle popolazioni meridionali.

Considerazioni Finali

Una domanda nasce spontanea:

il federalismo è antitetico al secessionismo?

Ovvero il federalismo si può dimostrare una strada che ricongiunga quelle due italie che invece sembrano irrimediabilmente divise, separate in casa?

Su questo tema, si spacca più di un fronte.

In questo tema, si può ricomporre più di un paese.

E’ la soglia di un nuovo cammino.

Il futuro, ci dirà quale strada percorrere, o forse il caso, o forse l’alternanza delle spinte contrapposte.

In questa ottica, il percorso federalista potrebbe unire ciò che non è unito ovvero dividere quel che è già disgregato.

Come ogni scommessa importante della vita umana, solo la provvidenza sa cosa porterà.

La provvidenza e quegli uomini e quelle donne che hanno la capacità di condurre le genti.

La provvidenza dei pastori d’uomini.

Ed un altro capitolo biblico inizia, un’altra parabola della divina commedia umana prende l’avvio.

Una commedia all’italiana….

Come quella commedia all’italiana dell’omonimo genere cinematografico che nacque nella seconda metà degli anni cinquanta del secolo scorso, parafrasando il titolo di uno dei più grandi successi di questo filone cinematografico:
Divorzio all’italiana del regista Pietro Germi.

E siamo di nuovo alla domanda iniziale:

sarà quel sì mai espresso, quel matrimonio mai veramente voluto o sarà un divorzio, una separazione consensuale fra due coniugi che non hanno mai “consumato” la loro unione?

Che facciamo?

Consumiamo?

O mandiamo questo “matrimonio combinato” a ….. escort?

Ai posteri, l’ardua sentenza.

A noi, solo le tribolazioni che questo dilemma impone.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X