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Uomo, Donna o “X”?

domenica, 18 agosto 2013

Man Woman - Uomo Donna - Male Female - Maschio Femmina - Männlich Weiblich - Homme Femme

Man Woman - Uomo Donna - Male Female - Maschio Femmina - Männlich Weiblich - Homme Femme


La Germania inserisce nel proprio ordinamento giuridico il terzo genere sessuale ideologico “X”, cioè, né Uomo, né Donna, ma indeterminato, asessuato.

Dio solo sa quanto sia grande il mio affetto, il mio rispetto e la mia ammirazione fraterna per il popolo tedesco e per la Germania, ma sono convinto nell’affermare che, sull’argomento di terzo genere “X” ideologico tradotto in terzo genere giuridico e sociale, la Germania ed i tedeschi sbagliano.

Una volta affermato questo principio per il quale un giudizio ideologico, un pregiudizio ideologico, una opinione personale ideologica si afferma e sale a valore di diritto, di forza di legge e di principio giuridico si apre la porta per qualunque altro pregiudizio ideologico, teologico, religioso, morale, materiale, sessuale e/o razziale che una lobby ben potente possa imporre in una democrazia, nella legge dei numeri o delle lobby, prima e non ultima l’affermazione nelle libere democrazia occidentali della sharia.

Compreso il pregiudizio razziale e religioso dello sterminio del demone occidentale, infedele e peccaminoso.

Avete aperto una porta che doveva restare chiusa e per sempre al solo fine di accontentare una potente lobby sessuale:

sarete costretti nel futuro a fare altrettanto per altri gruppi di pressione molto, ma molto meno accettati, condivisi e graditi dei gay.

Fratelli tedeschi, fratelli australiani:

avete commesso un grave errore pregiudizievole della sopravvivenza delle libere democrazie occidentali.

Riflettete e meditate sulle conseguenze di questa vostra onorevole apertura ad un sesso indeterminato ed inesistente in natura, ma che è stato imposto ed inserito in ambito civile a mezzo pressione sovrastrutturale al sistema democratico ed approvata in toto attraverso il convincimento che una lobby di pressione esercita sulla casta politica.

Questa sarà molto probabilmente la strada che sceglieranno i tumori degenerativi del sistema umano globale per uccidere la libertà degli uomini e delle donne uniti in comunità civica e civile.

Una comunità naturale che rischia di essere definitivamente subordinata a fattori di invidia e di gelosia, ovvero di odio e di differenza.

Nuovo non è automaticamente moderno ed avanzato, ma è solo nuova presenza.

Buona fortuna.

Gustavo Gesualdo
alias Il Cittadino X

Discorsi sulla vita, strofe di esistenza, parole per la sopravvivenza

martedì, 29 maggio 2012

Riporto alcuni brani tratti dal confronto con un amico su Facebook.

L’amico è colmo dell’amore di Dio, così come solo un americano sa essere.

Un amore planetario, che si scontra con la dura realtà.

La dura realtà di un uomo come me, che non riesce mai a spegnere il cervello, nemmeno dinanzi all’amore di Dio e all’amore degli uomini, al concetto di fratellanza e di uguaglianza umana.

Ecco i brani, riporto di seguito solo le mie risposte:

“nella vita spesso si pensa che, per ottenere il bene, bisogna fare del bene. Si confonde facilmente il bene con l’amore. E così, si finse per amare il simile che ti uccide. Per raggiungere l’amore o il bene della pace, in questa valle di lacrime, spesso bisogna far ricorso alla guerra, ovvero, dimostrarsi sempre pronti a difendere bene ed amore. Ovunque. Contro chiunque. Gli esseri umani sono complessi ….”.

” capire …. le regole del pianeta sono differenti dalle aspirazioni dell’umanità. Credere che salvare una vita o mille vite o centinaia di milioni di vite ogni anno sia una cosa amorevole e buona, un bene comune, è un evidente errore. Il pianeta sta morendo, soffocato da una insostenibile umanità, troppo popolato, troppo sfruttato. Ogni nuova bocca che respira e che si nutre, diminuisce drasticamente le aspettative di vita di tutte le altre vite già esistenti. L’amore spinge a salvare ogni vita. La difesa della vita spinge a diminuire drasticamente il numero degli esseri umani, numero raddoppiato negli ultimi 40 anni. …. capire …. capire cosa? le ragioni del cuore? le ragioni del pianeta? le ragione della vita? e di quale vita?”

Le domande sono dure, nude e crude.

Le risposte sono inumane, sebbene umane, poco o troppo umane, a seconda delle visioni.

Ma è vietato non applicare il dono di Dio della razionalità.

Riflettere ed agire conseguentemente oggi sul futuro del pianeta e della stessa sopravvivenza dell’umanità, potrebbe cambiare le cose, potrebbe salvare l’umanià degli uomini e delle donne.

Ma serve coraggio per affermare il bene.

Specie quando in troppi leggono il male come un bene fraterno e uguale a se stesso.

Specie quando esistono religioni, credenze, stili, visioni e modelli di vita inconciliabli ed incompatibili con la sopravvivenza dell’umanità.

Occorre riflettere.

Occorre prendere decisioni importanti, vitali direi.

Occorre agire, occorre reagire all’inazione.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino x

American soldiers come back home

giovedì, 3 maggio 2012

In onore di tutti quegli uomini e quelle donne che hanno dovuto lasciare le loro case, le loro famiglie ed i loro affetti per combattere una guerra, per distruggere un mostro, per difendere il bene, per cercare un futuro od inseguire un sogno.

E sono tornati.

In onore di tutti quegli uomini e quelle donne che hanno dovuto lasciare le loro case, le loro famiglie ed i loro affetti per combattere una guerra, per distruggere un mostro, per difendere il bene, per cercare un futuro od inseguire un sogno.

E non sono tornati.

In honor of all those men and women who have fled their homes, their families and their loved ones to fight a war to destroy a monster, to defend the good, look for a future or follow a dream.

And they’re back.

In honor of all those men and women who have fled their homes, their families and their loved ones to fight a war to destroy a monster, to defend the good, look for a future or follow a dream.

And they never returned.

En l’honneur de tous ces hommes et de femmes qui ont fui leurs foyers, leurs familles et leurs proches pour lutter contre une guerre pour détruire un monstre, pour défendre le bien, recherchez un avenir ou de suivre un rêve.

Et ils sont de retour.

En l’honneur de tous ces hommes et de femmes qui ont fui leurs foyers, leurs familles et leurs proches pour lutter contre une guerre pour détruire un monstre, pour défendre le bien, recherchez un avenir ou de suivre un rêve.

Et ils ne revinrent jamais.

Em homenagem a todos aqueles homens e mulheres que fugiram de suas casas, suas famílias e seus entes queridos para lutar uma guerra, para distruugere um monstro, para defender o bem, procure um futuro ou seguir um sonho.

E eles estão de volta.

Em homenagem a todos aqueles homens e mulheres que fugiram de suas casas, suas famílias e seus entes queridos para lutar uma guerra, para distruugere um monstro, para defender o bem, procure um futuro ou seguir um sonho.

E eles nunca voltaram.

לכבוד כל אותם גברים ונשים נמלטו מבתיהם, משפחותיהם ואהובים שלהם למלחמה להרוס מפלצת, להגן טוב, להראות בעתיד או אחרי חלום.

והם חוזרים.

לכבוד כל אותם גברים ונשים נמלטו מבתיהם, משפחותיהם ואהובים שלהם למלחמה להרוס מפלצת, להגן טוב, להראות בעתיד או אחרי חלום.

והם לא חזרו.

and they shall see us:
and we will fall upon their necks,
and they shall fall upon our necks,
and we will kiss each other

e loro potranno vederci:
e cadremo sui loro colli,
e loro potranno cadere sui nostri,
e ci baceremo

Moses 7:63
Mosè 7.63

american soldiers come back home

Gustavo Gesualdo

Il bene, il male, un altro bene, un altro male

giovedì, 16 febbraio 2012

Chi non contrasta il male, non è il bene, ma solo un altro male.

Chi non contrasta il male, non è il bene, ma solo un altro male.


Chi non contrasta il male,

non è il bene,

ma solo un altro male.

Dedicato agli omertosi, agli omissivi, ai complici, ai succubi, agli arrendevoli.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino x

La Terza Via: la fine del pregiudizio, l’inizio di un nuovo Amore

domenica, 20 marzo 2011

Le questioni libiche contemporanee, aprono ancora una volta la mia mente a considerazioni antiche, riflessioni che partono dal 9 novembre 1989, giorno in cui, si diede fine con la caduta del muro di Berlino, a quella Cortina di ferro che spaccava in due l’Europa, che impediva una completa maturità ai paesi europei, da sempre succubi di una malnata e malfinita guerra mondiale e di una divisione ossessivamente ideologizzata, all’interno della quale, non vi era spazio per una via di mezzo, per una terza via oltre l’essere comunisti o libertari.

Dopo quel giorno che ha squarciato il velo delle ideologie è emerso un intero assetto mondiale posato sulla contrapposizione artificiosa fra est ed ovest.

Questo assetto, ha vissuto un periodo di crisi profonda, muovendosi alla ricerca di risposte alle domande:
chi siamo, e da dove veniamo?
chi sono i nostri simili e chi governa il nostro presente senza il nostro assenso?

Ed è il risveglio delle coscienze, dei popoli, dei territori, di quegli stili di vita comuni che sembravano sopiti, addormentati e narcotizzati dalla divisione del mondo fra est ed ovest.

Ora, quella divisione non esiste più.

Nuovi pericoli si affacciano al nostro presente, nuove sfide che necessitano di ben altre cifre di lettura che questa.

Il cartello delle potenze che sono uscite vincitrici dalla seconda guerra mondiale, e che hanno pesato in maniera importante sulle scelte del nostro mondo, subisce continui riequilibri interni e riassetti esterni.

Analizziamoli insieme.

I . Il ritorno delle potenze economiche precedenti la nascita degli Stati Uniti d’America.

Nei secoli immediatamente precedenti la nascita degli USA infatti, si erano alternate nel primato economico mondiale, le economie della Cina prima e dell’India poi.

La fiorente economia indiana, sottomessa al colonialismo britannico, ha fatto la fortuna degli inglesi, divenuti ricchi e potenti, più di quanto lasciasse ragionevolmente pensare il regno di quel “benessere comune” (Commonwealth) che faceva sì la fortuna ed il benessere degli inglesi, ma non altrettanto la fortuna di quei paesi sottomessi che producevano enormi ricchezze di cui non godevano.

La nascita degli USA, la prima e la seconda guerra mondiale hanno attraversato la storia come un fulmine, trasformando velocemente quanto violentemente, il corso naturale della economia mondiale.

Oggi, quella economia, risulta essere un po più libera di crescere in maniera autonoma, grazie all’interscambio notevole di informazioni ed alla crescita complessiva di quel “sapere come” (Know-how) fare le cose, costruire industrie, coltivare un benessere ben più diffuso e comune di quanto non sia mai avvenuto nel passato.

La Cina, l’India e la Russia, tornano così alla ribalta mondiale come soggetti non più ideologicamente od economicamente asserviti, ma come soggetti autori di una autentica rivoluzione primaria della economia mondiale, sviluppando e generando quel villaggio globale economico, tanto avversato nella visione anti-globalizzatrice dei mercati, non affiancata da una pari crescita sociale e delle garanzie dei popoli.

Ma è sempre stato così:

la crescita tumultuosa delle economie emergenti, qualunque esse siano, pagano questo prezzo da sempre.

Il riconoscimento sociale derivante da una formidabile crescita economica, tarda sempre un po a manifestarsi, ma si manifesta e vince, anche se in ritardo.

Ora, gli assetti globali sono mutati, ora le scelte di adesione a visioni comuni del benessere, della sua ricerca e della sua produzione, risultano più spontanei, maggiormente omogenei, soprattutto più liberi, con quel che ne consegue nelle variazioni di leadership militari ed economiche globali.

Già, perchè il vecchio vizietto di dividere gli altri per imperare da soli, attraverso il coadiuvare e fomentare divisioni e idiosincrasie all’interno di altri paesi, resta l’immutevole prezzo da pagare a quelle super potenze che hanno bisogno continuamente di “esternalizzare” le proprie crisi ed idiosincrasie, attraverso manovre di politica estera che possiamo definire ciniche ed azzardate, che ancor oggi operano, depistano, violentano.

Un nuovo mondo però si affaccia a noi, una terza via è possibile oggi.

II . La Terza Via

Il sommovimento degli equilibri mondiali apre la strada a nuove scelte, dimentiche della sudditanza ideologica del passato, relative ad indici di comune benessere, di difesa del territorio, di stili di vita, di pensiero, di azione.

E’ quella che è stata denominata come “la Terza Via”, spesso percorsa da audaci italiani, colpiti senza pietà da un tradimento mafioso, alleato con poteri esterni che curavano sviluppi di benessere preordinati, ricalcati, costretti, coercitivi, manovrati e stabilizzati o destabilizzati a seconda della convenienza.

Ma non della nostra convenienza, purtroppo.

Riemerge dal nostro passato una sottile linea di continuità che ha combattuto per un benessere maggiore, per una sana concorrenza negli scenari economici, non influenzata da “dogmi ideologici” eretti da muri che non ci sono più, che non dividono più.

Ecco un percorso comune più libero apparire nel mondo, impervio certo, non facile, ma audace, certamente più produttivo, più fattivo, meno caratterizzato da immagini e divisioni storiche e che pesavano come eredità mutuabili in un eterno versamento compensativo di quelle pur orribili colpe guerriere, di quelle impossibili separazioni (apartheid), di quei pesanti pregiudizi storici duri a morire, così come sono invece stati facili a fiorire, purtroppo.

Ma dal passato, dobbiamo avere la capacità esperienziale di raccogliere quanto di buono è stato seminato e di escludere tutto il resto ignominioso attore di una follia che ora sappiamo come tenere a bada, come stringere d’assedio, come scarnificare dal bene, poichè nessuno oggi, vuol interpretare “quel passato”, mai più.

Ed è la vittoria dell’umanità in quanto tale, questa, capace di riconoscere il bene ed il male, di sostenere il proprio benessere al di la del bene e del male fatto o ricevuto.

E questa, è la storia moderna di una “terza via”, il cui cammino ha tentato di emergere e più volte nel nostro passato, impedito dal pregiudizio, stroncato dalla violenza prevaricatrice, sventrato da un sistema sovrastrutturale che si dimostra antitetico e forse anche, pericoloso, per il nostro benessere comune.

Io, non mi vergogno oggi a dichiarare apertamente, che gli stili di vita, la comunione di intenti, la solidarietà profonda che muovono il mio animo, sono rappresentate da due popoli che sento molto vicini, molto incarnati al mio presente, atavicamente intrisi di un dover essere umile e potente, sonoramente bastonato dalla storia civile e militare di questo pianeta, ma mai piegato completamente, mai domo, assolutamente.

E per me, uomo del terzo millennio, è venuto il momento di poter dire con limpida serenità, con rinnovata certezza ed assoluta limpidezza che, mi sento vicino e fratello al popolo tedesco, come al popolo giapponese.

Strano.

Le pareti della mia stanza non hanno tremato a questa dichiarazione di amore e di fratellanza.

Forse perchè, gli avvenimenti contemporanei, dimostrano ben altra “fratellanza” e ben diverso “amore”, di un ben altro tremore di stanze e di palazzi, provocato da azioni che definire “amorevoli”, risulta essere un azzardo notevole, un paradosso eccessivo.

E non può essere un sentimento d’amore e di fratellanza influenzato dalla vergogna, poichè io non mi vergogno affatto di tali sentimenti, non mi deludo affatto di queste emozioni positive, poichè esse stesse sono propriamente amorevoli, fraterne.

Certo, anche altri popoli martoriati dalla storia e dalle vicende umane, attraggono la mia amorevole attenzione, dispongono della mia naturale solidarietà.

Ma quella unione di intenti, quella fratellanza con il popolo tedesco e giapponese, muovono il mio Io a dichiarare il proprio amore, la propria vicinanza, la propria fratellanza.

E non è forse l’amore, senza mentite spoglie, scevro da interessi di piccola bottega, a sorreggere questa umanità, a condurre questo sentimento che è quello più antico e forte della libertà di scegliere con chi stare, con chi subire torti ed ingiustizie, nella continua ricerca della perfezione umana?

E se questa “terza via” non è amore, mi domando, che cos’è?

Condividere il pianto del popolo giapponese, condividere la terza via dell’amore e non della guerra del popolo tedesco, cosa è se non amore allo stato puro?

Come quell’amore che si affida alla persona amata, compagna di vita, a quei figli per cui si donerebbe volentieri la vita, questo amore richiede uguale sostanza, medesima ragion d’essere.

E se questa Terza Via si presenta piuttosto come un calvario, se questa nuova via assume il dovere della non interposizione nelle faccende altrui, assume il diritto di amare a piacimento e condividerne il dolore con un medesimo e profondo “piacere”, che non ha nulla a che vedere con il piacere del vedere altri in difficoltà, e non se stessi, ma assume quel piacere di chi è disposto a qualunque sacrificio, a qualunque condivisione, per raggiungere una unione che da sola, appaga, riconosce, soddisfa.

Per così poco, per tanto sacrificio ….

Se non è amore questo.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Il tradimento perfetto

domenica, 27 febbraio 2011

L’appartenenza ad una civiltà, il principio della territorialità, l’identità culturale, la condivisione di uno stile di vita.

Violare tutto ciò, partendo da tutto ciò, rappresenta il tradimento perfetto.

Negli anni in cui il multiculturalismo manifesta tutti i limiti del fallimento, teorizzare politiche che favoriscano l’insediamento di soggetti che si sono rivelati assolutamente incompatibili con lo stile di vita liberale e democratico occidentale, rappresenta un attentato alla stessa sopravvivenza di un modello culturale:

il nostro.

Favorire l’accesso indiscriminato di immigrati incompatibili con il nostro modello culturale, affidare loro una naturalizzazione che non li integra ma li marginalizza, consegnare loro il dono della partecipazione al voto democratico, riproduce una politica che diserta il senso del dovere, rescinde il patto sociale, rinnega l’appartenenza ad un popolo, tradisce un intero sistema di regole, emargina uno stile di vita:

il nostro.

Ma svolgere questa azione politica, partendo proprio da concezioni identitarie, dalla tutela di prassi norme e costumi identitari, evidenzia una disconnessione impossibile, un paradosso delirante, un estremo insensato.

E’ la sintesi di un atteggiamento psicotico, di un comportamento alienato, di una volontà schizofrenica.

Agire in favore della alienazione del proprio simile, denuncia uno stato mentale alterato, profondamente snaturato, privo di riferimenti identitari condivisi.

E’ il tradimento perfetto.

E’ la diserzione volontaria.

E’ la falsità incarnata.

E’ la malafede fatta fede.

E’ il nemico da combattere, è l’antagonista da contrastare, è il sinistro da espellere.

E’ l’incarnazione e la personificazione del principio del male supremo, in contrapposizione a Dio, principio del sommo bene.

E’ il male assoluto, è il nostro primo aggressore, è il più grande traditore.

E’ colui che uccide il futuro:

il nostro.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Il bene, il male e l’Apocalisse

venerdì, 25 febbraio 2011

In questi giorni in cui venti di guerra spirano nel Mediterraneo portando morte e disgrazia, in questi tempi in cui il mondo è ostaggio di un male terrorista e di una crisi che profonde ogni senso della vita umana, in questi momenti storici in cui il male sembra sprigionarsi senza tregua, ebbene, proprio in questi giorni, voglio ricordare a me stesso ed a tutto il mondo che, se il Bene smette di combattere per la sua libertà, non vi sarà scampo dal male.

Per nessuno.

Ho scritto queste due righe che pubblico per ricordare quale destino ci attende, se smettiamo di batterci per le cose in cui crediamo, per la vita che vogliamo, per il Bene che desideriamo:

Bene e male vivono in un equilibrio di continuo contrasto antagonista.

Il giorno in cui il bene smetterà di opporre il suo contrasto, quello sarà il giorno della Apocalisse.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Mai mula’ tegn dur

sabato, 18 dicembre 2010

In Italia, negli ultimi lustri, i partiti presenti già nella prima repubblica, si sono affacciati alla seconda senza guardare al futuro.

E così abbiamo subito la saga degli sdoganamenti.

I partiti comunisti si son sentiti in dovere di apparire meno comunisti di quanto non fossero, i democristiani meno democristiani di quanto non fossero, i socialisti meno socialisti di quanto non fossero, i democratici di sinistra meno di sinistra di quanto non fossero, i fascisti meno fascisti di quanto non fossero.

Nessuno di loro ha cercato uno sbocco verso il futuro, ma ha solo tentato costantemente di sdoganare il peggio della loro essenza nella nuova repubblica, al solo fine di trasferire nella seconda repubblica anche la leadership della prima, rivista, ripulita e corretta da uno sdoganamento storico-politico.

Questa operazione ha garantito la sopravvivenza di dinosauri politici anti-storici come gianfranco fini, massimo d’alema, romano prodi, nichi vendola.

Questa operazione ha impedito alle nuove leve politiche di concorrere alla nuova leadership politica e di contribuire a costruire quell’ordine di valori che rappresenta idealmente un nuovo modello politico.

Ma sono stati fermati.

E così, è iniziata l’epoca della reazione a tale “tappo anti-storico”, che occludeva l’accesso al futuro di ogni formazione politica proveniente e rinvenente dalla prima repubblica.

Ed’ stato lo sdoganamento del fascista fini nel moderno e affatto liberale sempiterno delfino coronato dal kippah, del delfino sempiterno di qualcun’altro (prima di Almirante, poi di Tatarella ed oggi di Berlusconi), del traditore degli ideali della destra storica italiana per una collocazione moderata di centro, per poi tornare indietro e dichiarare che “la destra sono io”, per poi tornare ancora indietro e ridisegnare il “futurismo politico” unito violentemente ad una libertà che “certa destra” ha sempre contrastato, da quella stessa destra, che ne pretende la rappresentatività unica ed univoca.

Un tradimento dopo l’altro, uno sdoganamento dopo l’altro.

Ed ecco arrivare la reazione delle nuove leve a siffatta condizione di “politica bloccata”, ed ecco arrivare il benservito per codesti dinosauri politici che si credono ormai leggende storico-politiche immortali, ma che i libri di storia accenneranno appena come componenti di alcune fazioni politiche minoritarie ed ininfluenti.

Ed ecco arrivare la “rottamazione degli sdoganati”, per pensionare radicalmente una intera dirigenza politica che si crede immortale, per offrire al paese un futuro realmente diverso dal passato, a cominciare dalle persone che lo incarnano.

Questa operazione di sdoganamento ha incontrato un nuovo fronte politico veramente nuovo, a partire dall’epopea berlusconiana ed il conseguente berlusconismo e dall’ormai storico superamento delle ideologie e della loro contrapposizione anche violenta in virtù del “regime del buon governo, del riformismo e della sana amministrazione” avviato dalla ormai leggendaria storia di un movimento politico a-partitico ed anti-ideologico:

la Lega Nord per l’Indipendenza della Padania.

Questo “incontro” con il nuovo che avanza nel paese, sembrava almeno inizialmente resistere al canto delle sirene che invocavano potere senza il relativo consenso elettorale, così come avveniva nella prima repubblica della democrazia bloccata e ricattata da piccoli gruppetti parlamentari che dettavano legge con lo zero virgola qualcosa di ago della bilancia parlamentare.

Ed è la storia del passato incarnato dai casini e dai fini, ambedue sdoganati e salvati dalla caduta della prima repubblica ed ambedue autori dei tradimenti politici più contestati nelle maggioranze del cdx, come la storia dei d’alema e dei prodi nel csx, traditisi a vicenda e senza pietà alcuna per il bene comune e l’interesse del paese.

Ora, questa restaurazione conservativa della prima repubblica, tenta l’attacco mortale al nuovo che vanza nel paese, tenta di fermare le riforme che urgono al paese, tentano di impedire quei cambiamenti poloitico-istituzionali e normativo-costituzionali, che servono al paese per uscire velocemente dalla crisi economico-finanziaria che lo assilla, ma che decretano la fine di ogni prassi e procedura come di ogni leadership che provenga dal passato, un passato che questo nuovo paese nascente vuole assolutamente dimenticare.

Questa politica parruccona e irresponsabile attacca ora il governo del paese, creando aqd arte una crisi politica artificiale ed irreale, per tentare, per l’ultima volta, di impedire il cambiamento del paese e di invertire la marcia del riformismo federalista e del buongoverno leghista.

Ma questa politica parruccona e vecchia, riceve invece lo schiaffo in pieno volto di chi, questa politica e questi politici, vuol rottamare e dimenticare.

E per assurdo, lo schieramento dei rottamatori vede, oltre ai berlusconiani ed ai leghisti, schierarsi l’anti-politica dei grillini e la base politica dell’IDV e del PD, poichè per cambiare il paese, bisogna rottamare e smaltire tutto il passato che doveva morire con la caduta del muro di Berlino e che invece oggi è vivo e vegeto ed attacca il cambiamento più grande:

il rinnovamento generazionale.

E’ la battaglia più grande e più bella di tutta la storia della repubblica italiana, è la battaglia mortale ai fenomeni mafiosi, è la battaglia ad una leadership politica che è stata solo sdoganata, ma che non è affatto cambiata, e che rappresenta oggi il più grave ostacolo all’accesso al futuro di famiglie ed aziende italiane.

Una guerra terribile ed orribile si dipana in questi giorni, con l’ombra minacciosa di quella sinistra che è stata sconfitta dalla storia ma che tenta lo sdoganamento dell’impossibile,

lo sdoganamento della violenza politica e di quel terrorismo criminale che, come nell’iconografia dell’Arcangelo Michele, schiacciata a terra in forma di serpente o di diavolo, ma pur sempre viva e pronta a prevalere sul bene.

E’ la sempiterna lotta fra il bene ed il male, fra il regno dell’amore e il regno della violenza e dell’invidia, della gelosia e dell’arroganza.

E’ la sempiterna lotta che non vedrà mai prevalere il male.

Almeno sino a quando esisterà anche un solo arcangelo del bene.

Ed è per questa speranza che il mondo vive, senza della quale, sarebbe destinato ad un futuro disperato di povertà e di oppressione, di sudditanza e di schiavitù eterna.

Ed è per questa speranza che uomini e donne come me, non smetteranno mai di combattere per il bene:

poichè nella sempiterna lotta fra il bene ed il male, è solo il continuo e quotidiano contrasto degli uomini e delle donne di fede (fedeli) che impedisce al male degli infedeli e dei traditori di prevalere.

Fate il vostro gioco signori, fate il vostro gioco.

ma sappiate che noi, non molleremo mai la presa.

Mai mula’, tegn dur.

Ed ora, potete anche tornare dall’inferno dal quale siete venuti:

di qui, non si passa.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Tutti Pazzi per la Lega (ancora)

lunedì, 23 agosto 2010

il movimento dei finiani sveste ogni ipocrisia e malizia e per bocca del suo vero leader, il napoletano Italo Bocchino, chiarisce qual’è l’intento ed il vero fine del tradimento finiano:

escludere la Lega dal governo del paese ed impedire ogni riforma che cambi e salvi questo paese dall’autodistruzione.

L’offerta bocchiniana al premier Silvio Berlsuconi è un “tutti dentro il governo tranne la Lega”.

E questa politica ad escludendum della Lega è perfettamente leggibile anche nelle dichiarazioni della Conferenza Episcopale Italiana.

Finalmente i traditori si mostrano per quello che sono e per quello che io li indico da questo blog, sin dal primo momento delle loro “uscite fuori programma”:
degli avversari di ogni riforma e di ogni cambiamento del paese, dei restauratori di un modello di democrazia bloccata a bipolarismo catto-comunista, e dei conservatori di un sistema statale sprecone e oscuro, nel quale sono mille e mille i rivoli di spesa che si perdono nel mantenimento di fannulloni e perditempo di ogni genere e grado.

Ecco cosa difende il bravo Bocchino:
lo status quo del privilegio politico, il peggiore aspetto di quella casta politica che è responsabile del fallimento di questo stato di diritto e del suo allontanamento vorticoso dal paese reale.

le parti in campo sono schierate:

– il nuovo che tenta di addrizzare storture non più sopportabili dal sistema paese, che vede nel patto di ferro Bossi-Berlusconi l’unica via d’uscita dalla crisi socio-economica in atto.

– il vecchio establishment, la casta politica peggiore, quella pletora di carrieristi politici che non vogliono perdere alcun privilegio politico e di potere, a costo anche di mandare all’aria il paese.

Ed è per questo che i traditori della patria temono le elezioni, perchè, come ben dice sempre il bravo Bocchino, in caso di elezioni anticipate gli elettori saprebbero benissimo chi premiare (Bossi e Berlusconi) e chi invece punire ancor più duramente (dai finiani ai casinisti, dai falsi democratrici ai veri comunisti).

Tenzone straordinaria, battaglia epica questa, laddove il vecchio sta per essere eiettato fuori dai poteri istituzionali a tutto giovamento del paese, delle famiglie e delle aziende italiane, dei lavoratori dipendenti come degli imprenditori, degli occupati nel mondo del lavoro come dei disoccupati e degli inoccupati.

Il bene contro il male, nella sempiterna battaglia umana.

Chi vincerà?

Fate il vostro gioco signori, fate il vostro gioco.

Ai perdenti:
preparatevi a scomparire dalla storia di questo paese.

Per sempre.

E finalmente!

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Paralizza la politica italiana, sfascia il governo, impedisce le riforme

mercoledì, 28 aprile 2010

L’attività politica di Gianfranco Fini è tesa a paralizzare la politica italiana, a sfasciare il governo del paese e ad impedire le riforme del cambiamento.
Come un virus fini sta corrodendo dal di dentro le istituzioni, ne blocca le funzioni vitali, le rende inoperative, proprio quando la crisi economica pretende manovre tempestive per salvare vita e lavoro a famiglie ed aziende italiane, duramente colpite anch’esse da questa forma virale di irrazionalità finiana.
Incredibile il silenzio che proviene dalla opposizione, cui certamente questo gioco fa comodo, ma che resta anch’essa esterrefatta dalle follie quotidiane compiute dalla virologia finiana.
Incredibile anche il silenzio delle istituzioni, che assistono inermi allo sfascio continuo creato ad arte da fini.
Tutti fermi, con il fiato sospeso, a guardare una minoranza politica piccola piccola che manda in rovina famiglie e aziende italiane.
Questo atteggiamento di attesa e di silenzio nuoce gravemente al paese, distrugge la fiducia delle famiglie e delle aziende nelle capacità della politica di dare risposte tempestive ed esaustive ai propblemi quotidiani sempre più gravi e seri della gente.
Il cancro della crisi attanaglia l’Italia, ma il virus finiano, riesce a far danni ancora maggiori.
Cercasi politico con attributi veri che sbatta fuori fini e la sua irrazionale violenza devastatrice dalle alte poltrone parlamentari, dal governo e dalla vita di questo paese.
Fini è la patologia che uccide l’organismo italiano:
cercasi cura efficace.
Subito.
Altrimenti il malato potrebbe decedere nella spasmodica attesa di una cura.