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Similes cum similibus facillime congregantur – Pares cum paribus facillime congregantur

mercoledì, 29 marzo 2017

Oggi è il giorno della Brexit.

Stuoli di stolti interessati tessono le lodi dell’abbandono britannico alla Unione Europea come un fallimento o come una vittoria, a seconda dei casi e degli stolti.

Solo uno stolto può creder d’essere la storia, di fare la storia, di cambiare la storia.

La storia se ne frega di noi, delle nostre ambizioni personali e delle nostre beghe arriviste.

La storia scorre come un fiume, su di un letto già solcato in precedenza, un alveo che solo pochi vedono, riconoscono e rispettano.

Uno di quei pochi è Nigel Farage, un uomo che ha solo atteso alla giusta ansa la storia e l’ha cavalcata, uscendone vincitore.

Medesima storia è quella di Domald J. Trump, che ha atteso il disgregarsi di potentati immensi in America, per restituire al popolo americano quel sogno americano che clan prepotenti e oligarchici come i Bush, i Clinton e gli Obama avevano pensato di poter cancellare.

Chiunque si metta tra la storia e il suo alveo naturale trova la sconfitta, ovvero e peggio, la morte.

È proprio questo il tema di questo post, che di storico ha solo il pregio di raccontare cosa stia avvenendo in Europa e nel mondo, partendo dalla Europa, da questa Europa in frantumi.

Una unione europea che ha inseguito ed esaltato le differenze cade sotto i colpi di quelle differenze che non ha saputo governare.

Gli europei contemporanei hanno dimenticato le lezioni della civiltà greca e di quella latina.

Platone li aveva messi in guardia dalla decadenza delle democrazia.

I latini li avevano avvisati:

Similes cum similibus facillime congregantur – Pares cum paribus facillime congregantur.

In romani avevano creato un monolite mai ripetuto e sempre inseguito da altri epigoni nella storia della civiltà umana:
Carlomagno, Napoleone, Hitler.

L’Impero Romano era una magnifica macchina da guerra che comprese sin dal primo momento che, i territori acquisiti e conquistati, non potevano essere inseriti sic et simpliciter nell’Impero, nella cittadinanza romana.

Crearono quindi l’impero Urbis et Orbis, di cui si ritrovano ancor oggi esempi, ovunque, persino nella legislazione cinese.

Una sorta di federalismo imposto con la forza che consentiva a culture, linguaggi e popoli differenti di crescere e svilupparsi sotto le regole di Roma, nella difesa di Roma, per la difesa di Roma, grazie a Roma.

L’unico popolo che riuscì a fermare questa avanzata romana nel mondo conosciuto di allora fu quello dei Celti, eredi di un immenso regno senza re, e per questo fallito e scomparso.

L’assenza di una unica politica riconosciuta e incarnata, obbedita e osservata frantumò questa civiltà umana, tra le più antiche.

Roma li vinse ovunque (non prendete in considerazione i film di Asterix e Obelix, poiché anche i Galli caddero sotto la forza e il dominio di Roma, – furono totalmente latinizzati – come tutti i popoli Celti: Britanni, Galli, Pannoni, Celtiberi, Galati), tranne che nella loro terra natia, l’attuale Scozia, che resistette e costrinse i Romani a costruire muri per arginare le loro scorribande (il Muro di Adriano).

La Scozia stessa deve il suo nome dal latino Scoti, che successivamente dette vita ai nomi Scot e ScotLand.

Al giorno d’oggi, l’esistenza di questa orgogliosa popolazione scozzese è sotto gli occhi di tutti, ha invaso l’intero pianeta e la ritroviamo in nomi a noi molto familiari come la catena McDonalds o il marchio Apple Macintosh.

Gli scozzesi hanno inventato il telefono (lo brevettò Alexander Bell), la televisione (Baird), la bicicletta (Macmillan), il motore a vapore moderno (Evolvendo l’idea di Newcomen, Watt avviò e rese possibile la Rivoluzione Industriale e l’uso del motore a vapore nei trasporti – “Il vapore è il primo esempio di Dio che si sottomette all’uomo” – ), gli pneumatici (Dunlop), il sistema di pavimentazione stradale (McAdam), il tessuto Waterproof (Macintosh), la penicillina (isolata dal premio Nobel Fleming), la finanza e le banche (così come le conosciamo oggi), hanno inventato concetti come la “mano invisibile” (Adam Smith, La ricchezza delle nazioni), hanno fondato la geologia moderna (Hutton), fondato la marina degli stati uniti d’America (John Paul Jones), fondato potenti corporazioni americane (Carnegie).

Perché ho elencato questi primati?

Perché dovete capire cosa e chi sono gli scozzesi e cosa si intende quando si parla in generale di civiltà celtica.

Perché, per capire cosa sta accadendo oggi nel nostro mondo, occorre capire cosa è la Società del Nord, la Civiltà del Nord, una e diversa, ma simile, appunto.

I vichinghi (da vik, baia, – abitanti del – fiordo, quelli che vengono dal golfo) erano un popolo guerriero, in parte razziatore, in parte razziatore e commerciante (venivano chiamati anche Druzhine (dal norreno Drutt che significa “Banda di Coetanei”, simili, appunto), dei veri e propri pirati (loro è la figura di Thor e del Dio Odino (1)) ed erano appartenenti alle popolazioni Normanne:
furono i primi scopritori dell’America (e no, non fu Cristoforo Colombo), furono i colonizzatori della Russia, insediando la loro capitale a Kiev.

I vichinghi venivano chiamati anche “popolo di rematori” poiché arrivarono remando per fiumi o da quello che potremmo definire come il Mediterraneo del Nord, il Mar Baltico (o Mar dei Variaghi).
I vichinghi

Sono probabilmente i vichinghi, conosciuti come Rus a dare il nome alla Russia e ai russi (nella cultura indo-europea il termine Rus o Rut definisce il rosso sino al biondo dei capelli delle popolazioni nordiche, o come li chiamavano i Finni e gli Estoni Roots o Ruotsi, ovvero, rematori).

Impossibile non vedere l’intraprendenza dei vichinghi, il loro orgoglio di società forte nei russi contemporanei.

E veniamo alla Russia e l’Europa.

La Russia è in Europa?

L’excursus parla chiaramente di una società del nord reciprocamente influenzata, simile, appunto.

E se non vogliamo intendere la Russia come paese europeo vista dal sud Europa, possiamo intenderla europea a tutti gli effetti tale dal punto di vista del nord Europa, da quella Società del Nord che traina l’intera Unione Europea e che è stanca, molto stanca del vizio del sud, stanca sino al punto di chiedere ed ottenere una UE a più velocità e uno sbarramento alla invasione di stranieri provenienti dal sud, dai paesi arabi e musulmani.

Dove troviamo nella geo-politica contemporanea una visione che replichi e riprovi una tale visione?

Dove si incontrano e si scontrano gli interessi dei paesi europei?

Cosa ha fatto fallire questa Unione Europea?

L’insostenibile invasione di musulmani e di arabi, tra i quali ritroviamo una oligarchia petrolifera guidata dai sauditi che è considerata capace di condizionare il governo ONU attraverso i suoi finanziamenti e di condizionare l’America e l’Europa attraverso il ricatto estorsivo dei flussi migratori e la forza del potere politica americano di Barack Hussein Obama II e di Hillary Diane Rodham Clinton, binomio indissolubile che io sintetizzo in Obama Bin Clinton.

Dalla caduta di Obama infatti e dall’ingresso di Trump, la naturale evoluzione politica in contrasto alla espansione musulmana, economica, finanziaria e migratoria aumenta il suo effetto disintegratore sulla UE, costringe la Gran Bretagna ad uscire dalla UE, rimette in campo ogni rivendicazione autonomista, come quella scozzese:

si tratta di una vera e propria implosione del sistema sottomesso alla oligarchia musulmana.

Prova ne sia l’ostinata e forte aggressione alla Russia da parte degli attori e autori del fallimento americano ed europeo e la loro espressa vicinanza ai paesi del sud, ai paesi arabi e musulmani.

L’Italia e l’Europa possono comprare gas e petrolio dalla Russia come dagli arabi, ma taluni premono per la Russia e altri per gli arabi.

Capite un po meglio di cosa sto parlando?

Della prima guerra politico-economico-finanziaria globale tra Nord e Sud del mondo (dal quale escludiamo India, Corea del Sud, Giappone e Cina).

Capite adesso gli attori in campo, le loro posizioni e perché Trump ha vinto in America, perché Putin è inviso agli anti-trumpisti?

Capite ora, in questo contesto, cosa significhi il rilascio di informazioni da parte di Assange e Wikileaks e i continui scandali creati da obama bin clinton nell’abuso di NSA, CIA e FBI?

Simili con i simili, questo è il titolo di questo post.

C’è in Europa che crede ch i simili siano gli europei, compresi e non esclusi i russi di Putin e chi invece vede questa similitudine come un pericolo.

Ma quelli che vedono questo paventato pericolo sono gli stessi che fanno affari d’oro con gli arabi, sono quelli che ricevono immensi finanziamenti dai paesi arabi.

Potrei sta qui a parlare per ore di Nord e Sud, di virtù e di vizio, ma non lo farò, perché avete finalmente capito quale guerra si combatte oggi.

Ed è proprio questo il motivo che mi ha spinto a scrivere questo post:

far capire.

Ora che cominciate a capire dovete domandarvi:

chi sono, da dove vengo, chi sono i miei simili?

E subito dopo dovrete scegliere da quale parte stare.

Perlomeno lo avrete fatto sulla scorta di una trattazione onesta, forse confusa, ma onesta, sia intellettualmente che materialmente onesta.

E nons arete costretti a barcollare nel buio di una informazione affatto libera che attacca a testa bassa Trump e Putin e afferma che la Brexit sarà la fine della Gran Bretagna:

è l’esatto opposto, è la dimostrazione che l’Europa ha sbagliato politiche ed alleanze, ha tradito i simili e favorito i dissimili, i quali, in qualche modo e in qualche forma, puntano il coltello alla gola degli europei attraverso un terrorismo islamico e islamista che invece Trump e Putin dimostrano di combattere veramente.

Chi è Chi?

Ma soprattutto:

chi siete voi?

Buona riflessione.

Gustavo Gesualdo
alias Il Cittadino X

(1)
Tratto da Wikipedia:
“Il nome del dio in tutte le lingue germaniche deriva dalla comune radice proto-germanica *Wōđanaz oppure *Wōđinaz: norreno e islandese Óðinn, faroese Óðin, danese e norvegese Odin, svedese Oden, inglese antico Wōden, sassone antico Uuoden, sassone odierno Wode, frisone Weda, tedesco Wotan, alto tedesco antico Wuotan, alemannico antico Woatan, bavarese e lingue francone Wodan, olandese Woen, longobardo Godan o Guodan.
L’etimologia lo connette alla radice proto-germanica *wōþuz (norreno óðr, inglese antico wōþ, gotico wôds, tedesco Wut), che significa “furore”, “furia”, “veemenza”, “eccitazione”, “ispirazione”, ma anche “poesia”, “mente” e “spirito”. La radice imparentata nel proto-celtico è *wātus (“poesia mantica”). Radice comune hanno anche il latino vātes (“veggente”, “cantore”) e il sanscrito api-vāt- (“eccitare”, “risvegliare”, riferito ad Agni, il Fuoco) o vāt- (“soffiare”, “in-spirare”, “in-ventare”). Tutti questi termini hanno radice comune nell’indo-europeo *wāt- (“in-sufflare”, “in-fiammare”, “inspirare”). Il campo semantico del termine riconduce quindi alla sapienza e alla “vista” circa l’origine della realtà e all’ispirazione poietica, creativa che ne consegue.
Georges Dumézil similmente spiega Wut come sostantivo che significa “ebbrezza”, “eccitazione”, e “genio poetico”, ma anche come il movimento terribile del mare, del fuoco e del temporale, come aggettivo che significa “violento”, “furioso” e “rapido”.
W. S. W. Anson nel suo studio del 1880 Asgard and the Gods congettura che “Wuotan” era originariamente concepito come una forza cosmica puramente astratta, il cui nome originariamente faceva riferimento non tanto alla “furia” quanto primariamente a “ciò che pervade”, con il secondo elemento, “-an”, istituente il concetto come singolo principio permeante.
Per Anson, “wuot-” significa ” …to force one’s way through anything, to conquer all opposition…” (“forzare il percorso dell’individuo attraverso ogni cosa, per conquistare tutte le opposizioni”) e Wuotan significa quindi “…the all-penetrating, all-conquering Spirit of Nature…” (“lo Spirito della Natura che tutto penetra e tutto conquista”). Nella sua interpretazione il nome “Wuotan” è collegato anche alla parola germanica “water” (acqua), e all’idea che esprime. Il suffisso “-an” personifica, ma non antropomorfizza, l’elemento del prefisso “wuot-” come la fonte di tutto ciò che in natura somigli al concetto che esprime.”

Fallisce l’Italia: troppo grande per fallire come per essere salvata

martedì, 26 giugno 2012

Il sud Europa con tutto il bacino del Mediterraneo sta crollando miseramente sotto i colpi di stili e modelli di vita gravemente e seriamente dannosi, impagabili ed ingiustificati, egoisti e corrotti.

Dopo l’Irlanda, il Portogallo, la Grecia e la Spagna, cade anche Cipro, che infine chiede aiuto alla UE per evitare un fallimento duro e doloroso.

L’Unione Europea della Grande Germania non ha alcun problema per un salvataggio cipriota o greco, a patto che questi paesi assolvano onestamente e pienamente alle richieste europee che puntano ad eliminare alla base quei comportamenti che hanno prodotto un tale e devastante risultato.

Ma, queste lezioni, in Italia non sortiscono gli effetti dovuti e voluti dalla comunità internazionale, costretta a salvare l’Italia dal proprio fallimento, a salvare dal fall out un paese che è troppo grande per fallire, troppo grande per non fallire, e troppo grande per essere salvato.

Eserciti di mafiosi, politici, sindacalisti e burocrati italiani saranno sottoposti al vaglio della storia, indagati e condannati dalla giustizia, quella vera, quella umana giustizia di un grande cuore tedesco, che sa amare oltre ogni limite, ma che proprio per questo, non accetta il tradimento, la truffa alla napoletana, il fallimento pilotato.

Eserciti di mafiosi che conosceranno anche la giustizia del cuore italiano, un troppo ferito, per essere guarito.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

L’Italia trascina l’Europa nel suo fallimento – Italy drags Europe into fall out – Italien zieht Europa in den Herbst heraus – L’Italie traîne l’Europe en tomber

martedì, 6 dicembre 2011

Il tentativo europeo di salvare l’italia dal suo fallimento rischia di trascinare in un fall out terribile l’intera Eurozona.

L’agenzia internazionale Standard & Poor’s, infatti, ha messo sotto osservazione (creditwatch negative) i rating di ben 15 Paesi di Eurolandia in previsione di una moderata recessione che colpirà l’Eurozona nel 2012, eccetto l’Italia, naturalmente, per la quale si prevede invece una recessione di ben altro spessore durata e misura.

I popoli europei cominciano a porsi domande interessanti sul futuro dell’euro, sia inteso come concezione politica, che geografica, che economica e monetaria.

Un cittadino tedesco infatti, non riesce a comprendere perché egli debba sacrificare il credito internazionale della potenza economica tedesca ed i suoi personali e familiari interessi per salvare l’italia, un paese che fallisce miseramente a causa della corruzione politica e burocratica dilagante (fenomeno assolutamente fisiologico nel resto d’Europa che vede invece nell’utilizzo dei finanziamenti e nella gestione degli appalti pubblici cifre percentuali prossime alla totalità delle somme erogate per l’italia) e della oramai potentissima holding mafiosa italiana, prima azienda italiana per fatturato, in grado di assicurarsi il 90% dei grandi appalti pubblici italiani.

Un cittadino tedesco, ovvero un cittadino francese non riesce a comprendere perché con il sacrificio dei popoli francese e tedesco si dovrebbe salvare un paese che è ormai integralmente preda delle mafie e della prassi corruttiva:

se agli italiani piace vivere al di sopra delle loro possibilità, il cittadino europeo non comprende affatto perché debba essere chiamato a fare sacrifici enormi per pagare i debiti insoluti italiani, frutto non della crisi o della sfortuna, ma figli di uno stile di vita assolutamente errato, gravemente degradato, assai incivile e soprattutto, affatto considerabile come un “modello ed uno stile di vita europeo”.

Simili con i simili.

Questa è la prima regola di ogni aggregazione umana, di ogni popolo, di comunità sociale, di ogni paese e di ogni nazione civile che sia degna di questo nome.

Ma la similitudine difetta invero e, soprattutto nella parte più meridionale dell’italia, laddove lo stile di vita pare abbandonare decisamente le vesti europee e si copre di comportamenti assai deplorevoli e devastanti per la società italiana, come l’incredibile vicenda della Monnezza napoletana, ancor oggi sottoposta al vaglio attento delle istituzioni e della azioni europee, preoccupate della incapacità italiana di governare un semplice ciclo dei rifiuti in alcune regioni come ovviamente la Campania, ma anche la Sicilia, la Calabria ed ultimamente anche la regione Lazio, che ospita addirittura la capitale italiana, Roma.

A dire il vero, è tutta l’Europa del sud che si dimostra afflitta da questa degenerazione e maleducazione incivile, anche se, il caso italiano, si arricchisce di due fattori difficilmente eguagliabili in tutto il mondo civile:

l’elevazione della corruzione a sistema di vita e l’affermazione del metodo mafioso come regola generale.

Il cittadino tedesco resta sempre più perplesso dei sacrifici che dovrà sopportare per consentire ad un tale degrado umano di sopravvivere.

In effetti, l’attuale governo italiano ottiene un certo successo nelle borse mondiali proprio grazie al sostegno soprattutto di Francia e Germania, che attraverso la BCE stanno garantendo il debito pubblico sovrano italiano, la solvibilità italiana e la stabilità italiana.

Anche la FMI corre in soccorso del premier Monti, generando un nuovo clima di fiducia nella ormai fallita unità ed integrità italiana.

Eppure qualcosa non quadra ancora in tutta questa vicenda, nonostante i dubbi del cittadino tedesco, di quello francese e di quello europeo in generale.

Vediamo di eviscerarli questi fenomenali dubbi, uno per uno.

– Mafia, Corruzione ed Evasione Fiscale -

Il premier Monti non elenca mai queste due piaghe italiane nelle sue apparizioni pubbliche, pare che per Mario Monti, corruzione e mafie non esistano in Italia.

Infatti pare scomparso dal programma di questo governo ogni provvedimento anti-mafia ed anti corruzione.

Strano, alquanto strano, effettivamente.

Se mafia e corruzione sono fenomeni in grado di muovere enormi ricchezze in Italia, non si comprende perché il premier Monti non vada a cercare il recupero delle cifre da capogiro che rappresentano il giro d’affari di corruzione e mafia in Italia invece di massacrare ancora una volta famiglie ed aziende italiane, che sono state già gravemente ferite dalla crisi e dallo stato di mafiosità imperante e di libertà assente in cui versa l’economia italiana.

Perché una famiglia italiana deve vedere ancora una volta mortificato il proprio futuro pensionistico, e deve essere costretta obtorto collo a subire un ulteriore aggravamento della già eccessivamente gravosa pressione fiscale (per chi le tasse le paga, ovviamente)?

Per fare forse un piacere alle famiglie e alle aziende mafiose?

Ed a quale titolo e con quale presunzione arrogante si impone un analogo sacrifico alle famiglie ed alle aziende tedesche e francesi?

Perché i sempiterni mali italiani li debbono sempre pagare i soliti fessi e mai i soliti furbi, li pagano sempre le famiglie e le aziende sane ed invece mai e poi mai viene addebitato un euro o lira che sia alle famiglie e le aziende mafiose, alle famiglie dei politici e dei burocrati corrotti ed incapaci?

E perché non si approfitta oggi della favorevole posizione derivante dalla crisi in atto per cancellare una volta per tutte mafia e corruzione dal vocabolario corrente italiano?

- L’illegalità diffusa, i ritardi e le assenze della Pubblica Ammininstrazione, le lentezze burocratiche e la (in)giustizia italiana –

Parliamoci chiaro:

la delocalizzazione delle aziende italiane all’estero, la fuga dei cervelli italiani all’estero ed il mancato ingresso di finanziatori esteri in Italia sono fenomeni sociali, economici ed umani mortali che non possono essere addebitati alla sola presenza delle potentissime organizzazioni mafiose ed al pur dilagante fenomeno corruttivo, ma fanno i conti con una illegalità assai diffusa e purtroppo in molti casi anche tollerata, se non addirittura sostenuta e condivisa, come pure gli impossibili ritardi o le vere e proprie assenze del servizio pubblico incarnato dalla Pubblica Amministrazione sia locale che nazionale, come anche le intollerabili lentezze burocratiche ed amministrative che pare siano messe lì apposta per invitare (meglio dire per estorcere) il malcapitato a superarle con una tangente corruttiva, come pure l’incredibile giustizia italiana, che uno studio del CNR definì come tra le più arretrate d’Europa, appunto.

Tutta questa matassa di fenomeni italiani assai intrecciati fra di loro rende impossibile una vita normale delle famiglie e delle aziende che decidessero di intraprendere l’avventura della vita terrena ovvero l’alea di una attività imprenditoriale in Italia.

Eppure, anche quelle soluzioni che urgono per eliminare tali ingorghi appaiono come assenti ingiustificate nell’azione del governo Monti, che di liberalizzare e riformare il mondo del lavoro e della vita in questo paese anormale, pare abbia dimenticato l’urgenza ed addirittura, l’esistenza.

Nessuna riforma strutturale, ne tanto meno, alcuna liberalizzazione delle professioni, delle arti e delle attività sottoposte a licenze pubbliche si impone nell’agire dell’esecutivo italiano:

il paese non viene così ammodernato e reso competitivo sul piano internazionale.

– La Spesa Pubblica, il Parassita Pubblico ed il Debito Pubblico –

L’imponente massa di dipendenti pubblici e di cariche politico-amministrative che gravano pesantemente sulla spesa pubblica come nella costruzione del debito pubblico, avvisano il presente che non è possibile tentare il salvataggio del paese in queste condizioni di spesa pubblica indecente e soprattutto, improduttiva e parassita.

Ma anche in questo caso, il governo Monti, l’attuale esecutivo italiano in carica, non offre alcuna soluzione di riduzione drastica ed immediata della spesa pubblica e di contenimento del debito pubblico che passi attraverso un salasso doveroso e necessario della pubblica amministrazione, elemento indicato fra le concause primarie del fallimento italiano nel suo peso e nella sua inefficienza cronica e conclamata.

Se l’Inghilterra per venir fuori dal rischio di downgrade e di fall out avviò anch’essa dopo aver cambiato governo una notevole riduzione della spesa pubblica taglia di ben 81.000.000.000 di sterline e la perdita di circa mezzo milione di posti di lavoro, ma programmando un rientro in sostanziale pareggio dei conti pubblici entro l’attuale legislatura, non si comprende perché l’Italia, causa e movente del paventato fallimento europeo e del prossimo possibile downgrade di ben 15 paesi europei, non debba imporre altrettanti sacrifici.

L’Italia deve urgentemente tagliare l’enorme e spropositato numero di posti di lavoro pubblici in una quota che va da un terzo sino ed oltre la metà dei suoi dipendenti pubblici, come pure deve urgentemente asciugare drasticamente ogni aspetto dell’intervento statale nella vita del paese (imponendo la regola che ognuno paga per i propri errori – esempio: paghino i napoletani il costo ed il danno della loro ingovernata monnezza e non tutti gli italiani indiscriminatamente, comprese e soprattutto quelle popolazioni che invece governano virtuosamente il loro ciclo dei rifiuti come la loro amministrazione locale ), ogni presenza ossessiva e devastante del pubblico nel privato.

Eppure, di queste misure, non si trova alcuna traccia nel governo Monti, affacciatosi alla ribalta con una misera manovra di appena 24 miliardi di euro, derivante da pochissimi tagli alla spesa pubblica e troppi aumenti della pressione fiscale sui soliti fessi, visto che chi le tasse le evadeva prima della crisi, non le pagherà certamente oggi, che la crisi c’è e si sente.

Insomma, l’ingiustizia sociale di cui si veste l’azione del premier Mario Monti, si scontra con le altisonanti e roboanti indicazioni di indirizzo politico del suo esecutivo alla coesione sociale e alla giustizia sociale preannunciate dal Monti stesso.

Oltre ovviamente alla “strana dimenticanza” della esistenza di mafie e corruzione in quantità industriali in un paese di furbetti che tace alla solidaristica e generosa Europa che esiste un altro debito pubblico italiano grande almeno quanto il primo, nascosto ed originato dal malgoverno locale, regionale, provinciale e comunale.

E allora torna la domanda iniziale:

perché un cittadino tedesco, un cittadino francese o un cittadino europeo dovrebbe sacrificare il proprio futuro rovinare la serenità e compromettere la stabilità delle proprie famiglie come delle proprie aziende per salvare una tale ecatombe di guai e di difetti incorreggibili ed incorretti che si definisce come l’Italia?

Ma se l’Italia non procede per prima lungo la strada dei tagli e delle riforme, delle liberalizzazioni e della pulizia morale, perché il cittadino europeo dovrebbe essere costretto a pagare il conto delle mafie e dei corrotti?

Interrogato il morto, nessuno rispose.

Ovviamente.

L’Italia trascina l’Europa nel suo fallimento, ma forse sono molti i cittadini europei ed italiani affatto inclini a pagare il conto di una casta politica allucinante, sulla quale si è potuto fondare un impero della illegalità e della punizione ingiusta della meritocrazia fatto di politici e burocrati corrotti e di mafiosi molto ricchi e potenti.

E se la politica e la burocrazia sono corrotte, che paghino loro il debito pubblico che si è costruito per saziare il loro infinito appetito.

Che paghino le classi dirigenti italiane il prezzo della loro incapacità e/o disonestà.

Senzadubbiamente.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X