Articoli marcati con tag ‘lotta alla mafia’

napoli fuorilegge: stato omissivo

martedì, 19 luglio 2011

Mentre la nave italiana rischia l’affondamento per manifesta incapacità al governo della sua casta politica, restano ancora aperti enormi squarci di incomprensibile tolleranza di comportamenti anomali condivisi e di stili di vita negativi perpetrati e mai puniti, se non propriamente incoraggiati e/o premiati.

La vicenda della monnezza napoletana e dell’abusivismo edilizio in campania raccontano come si coinsenta da sempre ai napoletani di arrecare danno all’intero paese, imponendo poi con decreti immorali il non rispetto della giusrisprudenza italiana per consentire per l’ennesima volta di trasferire la monnezza napoletana in altre regioni italiane.

Ma c’è di più.

Da quando il comune di napoli vede alla sua guida il magistrato-sindaco Luigi De Magistris, non solo abbiamo assistitio all’evoluzione ancora una volta maligna della crisi del ciclo dei rifiuti napoletani, ma non si è visto nemmeno un solo abbattimento dei palazzi edificati a napoli, costruiti abusivamente e sconosciuti al catasto (ed anche al fisco) per almeno i 7/10 del totale.

Sversamenti di liquami altamente tossici in mare, dispersione nell’ambiente di rifiuti tossico nocivi celati nelle discariche abusive, massacro del marchio made in italy, corruzione dilagante, cosche camorristiche imperanti, illegalità estremamente diffusa e condivisa, enorme propensione alla truffa, tutti questi comportamenti incivili e devastanti non sono mai stati adeguatamente contrastate e puniti dallo stato, che anzi, negli ultimi decreti, offre ancora una volta spreco di danaro pubblico e concede il nulla osta per lo sversamento in altre regioni della monnezza napoletana.

Evidentemente le definizioni di “stato criminale” e “stato criminogeno” coniate da due ministri della repubblica italiana, rimandano il pensiero proprio a questa assenza di ordine pubblico e di uso della forza pubblica per riportare civiltà, sicurezza e giustizia in regioni come la sicilia, la calabria e la campania, veri e propri cancri mortali dello stato italiano.

Lo stato italiano infatti, si è reso sempre manifestamente ed ampiamente omissivo nei confronti delle degenerazioni siculo-calabro-campane, consentendo e per decenni una indisturbata crescita delle organizzazioni mafiose, un dilagare di stili di vita incivili e fondati sulla violazione delle leggi anzichè della loro osservanza.

E se esistono vaste zone e regioni del territorio italiano che rappresentano una macchia indelebile sulla identità ed unità nazionale, lo si deve solo ed esclusivamente ad uno stato omissivo e permissivo, debole e degenerato, vile e disonorato.

Se esistono popoli, territori e regioni laddove la legge dello stato non viene osservata, se e sistono città come napoli che sono completamente fuori dalla legge italiana, tutto questo lo dobbiamo alla assenza di contrasto al mondo delle illegalità da parte dello stato, dalla tolleranza perbenista e perbuonista che lo stato ha sempre voluto dimostrare nei confronti di popoli e di territori che stavano distruggendo l’immagine stessa dello stato, dalle sue fondamenta.

E se questo stato italiano cadrà in una profonda ed irreversibile crisi, la responsabilità di questa condizione negativa ricadrà tutta ed esclusivamente sulle spalle della casta politico-burocratico-partitocratica italiana, ed in particolar modo della dirigenza politica e burocratica meridionale, che ha da sempre tollerato che vaste aree geografiche del territorio italiano fossero lasciate preda del mondo delle mafie e della illegalità condivisa e diffusa, a tutto danno delle altre parti del paese, costrette invece ad osservare la legge e pagare i molteplici danni procurati dai “soliti furbi”.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Lunga vita a Roberto Maroni

giovedì, 24 febbraio 2011

Un fiume in piena.

Forse così si può descrivere l’attività incessante del miglior ministro dell’interno della storia della repubblica italiana:

l’onorevole Roberto Maroni.

Seguendo le notizie che provengono quotidianamente dal fronte della lotta alla mafia, ci si accorge di quale incredibile sforzo stia operando lo stato nella lotta alle mafie in questi ultimi anni.

Una attività che propone nuovi modelli di concertazione nelle indagini e promuove unitarietà di intenti fra investigatori delle forze dell’ordine e magistrati inquirenti, con risultati che sorprendono ogni giorno di più.

La ricetta maroniana contro le mafie funziona, eccome se funziona.

Ed è una speranza insperata questa, dopo anni di disperazione e di sconfitte dello stato nei confronti del suo nemico numero uno, l’anti-stato mafioso.

Le mafie italiane sono finalmente sotto un attacco continuo ed imperioso, che ne devasta sistemi e prassi, ne neutralizza i potenziali pericoli, ne decapita le cupole, ne impedisce lo sviluppo incontrollato, ne sentenzia il declino.

Generazioni di italiani hanno sperato che un giorno tutto questo potesse avvenire, per recuperare una fiducia ormai sopita in quelle istituzioni che avevano il dovere di contrastare il fenomeno e l’organizzazione mafiosa sul territorio e che, nonostante tutti gli sforzi, nonostante i caduti, non sembravano sufficientemente efficaci contro il tentacolare attacco mafioso.

E quel giorno è finalmente arrivato, e quell’uomo della provvidenza, è finalmente venuto.

Non si può descrivere la gioia profonda che ogni arresto, ogni sequestro, ogni vertice interrotto dal tintinnio delle manette, ogni organizzazione mafiosa sgominata, rechi nel cuore dei giusti in questo ingiusto paese.

C’è ancora tanto da fare, è vero, ma la strada avviata dal varesino Maroni offre speranza a famiglie e aziende, offre certezza nel futuro ai cittadini ed ai lavoratori che soffrono contro la sleale competizione mafiosa e patiscono sotto il ricatto mafioso.

Non c’è futuro senza speranza.

E questa questa speranza, sembra non avere mai fine.

Ed è con accorato impeto e determinato impegno, che questa lotta per la libertà continua.

E scusate se è poco.

Che Dio doni lunga vita a Roberto Maroni.

E che gli uomini di buona volontà, lo sostengano sempre nella sua sempiterna lotta contro il male.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Domanda intelligente

giovedì, 2 dicembre 2010

Vorrei porre ai lettori di questo blog una domanda intelligente che taluni potrebbero definire impertinente ovvero addirittura insolente.

Ma la domanda è solo intelligente ed è questa:

sapete quanti sono stati i ministri dell’interno italiani di origine meridionale negli ultimi ventidue (22) anni?

Beh, la risposta a questa domanda intelligente è stupefacente:

ben otto ministri dell’interno degli ultimi ventidue anni erano di origine meridionale.

L’analisi della provenienza territoriale continua così come segue:

1 – la quasi totalità di questi otto ministri era di componente politica di riferimento di centro-sinistra;

2 – di questi otto (8), ben sei (6) erano nati in Campania

Nicola Mancino-Montefalcione;

Antonio Gava-Castellamare di Stabia;

Giorgio Napolitano-Napoli;

Rosa Russo Iervolino-Napoli;

Vincenzo Scotti-Napoli;

Antonio Brancaccio-Maddaloni;

3 – i rimanenti due erano nati invece in Sicilia

Enzo Bianco-Aidone;

Giovanni Rinaldo Coronas-Castelvetrano.

Altra domandina intelligente:

come mai ben otto ministri dell’interno provenienti dalle regioni maggiormente infestate dalle mafie non sono riusciti, ne’ singolarmente e neppure cumulativamente, a produrre il più grande contrasto alle organizzazioni criminali mafiose della storia della repubblica italiana che ha portato all’arresto di tutti i più pericolosi boss mafiosi, contrasto prodotto invece da un solo ministro dell’interno varesino, l’onorevole ministro Roberto Maroni?

Altra domanduccia intelligente:

alla luce di questa analisi,

cosa è la questione meridionale,

cosa è la questione settentrionale

e cosa è la questione morale?

Qualche bravo ed intelligente giornalista, vorrebbe porre queste intelligenti domande ai napoletani Roberto Saviano e Italo Bocchino?

Poichè c’è chi la lotta alle mafie la fa solo con le parole e c’è chi, invece, contrasta le mafie con i fatti.

Che Dio doni lunga vita a Roberto Maroni.

Che Dio doni a tutti quegli altri, il dono dell’umiltà.

Che Dio doni a me il dono dell’idiozia, per impedirmi di fare di queste “domande intelligenti”.

Che Dio abbia pietà di me, e di tutta la gente di buona volontà, in ogni caso.

Che Dio ci liberi dal male (possibilmente in questa vita terrena e non in un’altra).

Amen.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Il Federalismo Fiscale è incompatibile con le organizzazioni mafiose

sabato, 8 maggio 2010

La mafia dietro gli omicidi del grande più manager pubblico italiano di tutti i tempi, Enrico Mattei e del giornalista che ne seguì le gesta, Mauro De Mauro, gli 007 dietro l’attentato a Giovanni Falcone…

Le notizie di questi giorni portano alla ribalta il forte condizionamento che questo paese subisce a causa delle mafie e delle deviazioni del potere statale, aggredito e infiltrato dalle stesse organizzazioni mafiose.

L’orientamento degli appalti pubblici e dei finanziamenti europei, il controllo del territorio, la continua pressione sulle imprese e sulla politica, il mondo dell’usura e della droga, il riciclaggio nel mondo della finanza, una colossale evasione fiscale.

Tutto questo è il regime dell’anti-stato, tutto questo è la prima azienda italiana per fatturato e per profitti:
la mafia.

Per quanto tempo dovremo ancora sopportare tutto questo?

Per quanto tempo dovremo ancora votare una casta politica collusa, pressata e sotto il ricatto mafioso del voto di scambio?

Riusciamo a comprendere che l’aggressione mafiosa è il più grave attacco alla democrazia e alle libertà individuali e collettive nel nostro paese?

E se per il terrorismo che ferì gravemente lo stato si sono presi provvedimenti speciali che prescindevano dall’orientamento costituzionale e legislativo, perchè nn possiamo procedere nello stesso modo contro le mafie?

Siamo in grado di dare una risposta forte e chiara al pensiero diffuso e condiviso che proietta all’estero l’essere italiano come essere mafioso?

In questo momento storico vi è una sola proposta politica che è assolutamente incompatibile con la presenza delle mafie, e questa proposta è il Federalismo Fiscale.

Riusciamo, almeno per una volta, a costruire uno schieramento politico trasversale che dichiari guerra alle mafie, alla corruzione e al mondo della illegalità diffusa?

Siamo in grado di lasciare da parte, almeno per una volta, gli interessi di casta, le ambizioni personali e le collusioni mafiose per affrontare una guerra senza quartiere alle mafie che strangolano il nostro futuro?

Riuscirà la politica italiana a varare compatta l’unica arma efficace contro l’anti-stato mafioso:
il Federalismo Fiscale?

E’ tempo di scelte.

E’ tempo di schierarsi apertamente e pubblicamente:

o con lo stato, o con l’anti-stato.

Non c’è via di mezzo.

Non c’è mai stata.