Articoli marcati con tag ‘Licenziamento’

Riflessioni a tastiera aperta – 11 ottobre 2013

venerdì, 11 ottobre 2013

Invece di licenziare nella pubblica amministrazione che è causa dell’indebitamento pubblico che ci uccide tutti, assistiamo al quotidiano licenziamento dei lavoratori dipendenti privati, molto più produttivi di quelli pubblici, molto meno tutelati di quelli pubblici.
Chi ha deciso che in Italia esistono due tipi di cittadini e di lavoratori:
uno di tipo A con carichi da lavoro leggeri e tutele pesanti e uno di tipo B con carichi di lavoro pesanti e tutele leggere?
Costituzione italiana?
Solo chiacchere e distintivo.

La genialata degna di un idiota encefalo-privo della casta politica idagliana è quella di pagare con danari pubblici il secondo salvataggio Alitalia, il primo salvataggio di Poste Italiane ed il decimo salvataggio di Telecom Italia.
Se voi politichetti idagliani credete che questa si possa definire come economia, non sorprende affatto il disastro economico che avete compiuto nella prima e nella seconda repubblica italiana, e lo scempio che state conducendo nella terza.
Se non capite un cazzo di economia e di politica, osservate bovinamente un silenzio assoluto ed ossequioso di fronte allo scatafascio del made in italy e del belpaese.
Economia di stato e politici senza capacità alcuna:
sì, siamo nell’idaglia degli idagliani.

Una legge da fare immediatamente è quella che imponga in etichetta degli alimenti la dicitura :
prodotto nelle vicinanze di una discarica di rifiuti altamente tossici e pericolosi per la salute
Il fenomeno della immigrazione in Italia spiegato in tre mosse:
1 – chi entra in Italia per accedere ad altri paesi europei pesa molto sulla pubblica amministrazione e non produce nulla nel nostro paese.
2 – chi entra in Italia per restarvi armato di buone intenzioni entra in competizione per l’accesso al mondo del lavoro (nero), nella assistenza sanitaria, farmaceutica e del welfare in generale con i giovani italiani creando una guerra fra poveri.
3 – chi entra in Italia per restarvi non armato di buone intenzioni entra nel mondo della illegalità, della criminalità comune e di stampo mafioso come mano d’opera a basso costo.
Come vedete, in nessuno dei tre casi conviene accogliere gli immigrati.

Avete titoli telecom italia, alitalia o poste italiane nel protafoglio?
Tanti auguri!

In Italia si muore di diossina derivante dalle innumerevoli discariche abusive di tossico nocivi (napoli) e derivante dall’incenerimento di rifiuti tossico nocivi negli altoforni delle acciaierie (taranto).
Sempre che napoli e taranto siano ancora identificabili come Italia.

Finalmente Beppe Grillo ha capito che al napoletano del colle non deve chiedere udienza, ma deve invece chiedere la sua esclusione dalle istituzioni per evidente presa di posizione nelle parti politiche del napoletano.
Uno che fa politica abusando delle istituzioni e del potere pubblico va allontanato a calci dalle istituzioni.

Ora basta!
E’ ora di farla finita con questa strage incivile!
Quasi cento omosessuali uccisi dai loro partner o ex tali in meno di un anno!
Bisogna inserire immediatamente il reato di omofobia nell’ordinamento giuridico italiano: è una vergogna!
Cosa? Non sono gay i cento morti?
Come? Sono donne, di sesso femminile, quello vero?
Ma, allora: che cazzo vogliono sti froci?

giorgio napolitano, presidente della repubblica nonché capo dello stato, residente nel palazzo sul Colle del Quirinale, presidente del consiglio superiore della magistratura e del consiglio supremo di difesa ha mentito pubblicamente smentendo che la sua richiesta di un indulto o di una amnistia non sia un provvedimento che punti a salvare il parlamentare berlusconi silvio dalla decadenza.
giorgio napolitano è un bugiardo che nasconde le proprie menzogne dietro le vesti autorevoli ed istituzionali della minaccia del villipendio.
Ma bugiardo sei, e bugiardo resti.

Talvolta chi mi conosce bene si domanda perché, io che sono potenzialmente un fascista (del terzo millennio) non milito nella destra italiana.
Beh, talvolta me lo domando anch’io.
Poi, quando come stamani, andando all’INPS per un servizio, vedo un uomo di spicco della destra locale seduto ai tavolini all’aperto di un bar del centro insieme ad un personaggio assai noto in ambienti mafiosi a parlare di soldi, allora, mi ricordo perché io non potrei mai militare a destra in Italia:
perché la destra italiana è piena di mafiosi, ecco perché, ed io sono incompatibile con quelle merde.
Ed ecco anche perché in tutta Europa le destre aumentano i consensi mentre in Italia questo non avviene.

Peenso fra me e me a tutti quei cretini idagliani senza cervello che pretendono di abbattere presunti eco-mostri troppo vicini al mare quando i veri mostri insopportabili sono proprio loro con il loro cervello corto e senza speranze.
Cretinetti, cosa sarebbe di Manhattan senza i grattacieli sul mare?
E voi, cosa sarebbe l’Italia senza di voi?
Un Paese Normale!

Come si fa a pensare ad arginare mafie infiltranti, corruzione dilagante e malgoverno del paese se si difendono solo i delinquenti, i criminali, se si cercano e si sottoscvrivono trattative traditrici con le mafie per uccidere lo stato?
Questo paese è deceduto sotto il peso della delinquenza istituzionalizzata.
La democrazia è stata uccisa dall’anti-stato.

Per creare ad arte una emergenza carceri ogni tot anni ecco che le carceri costruite ed ultimate non vengono mai consegnate e sono abbandonate e mai utilizzate.
Così i politici mafiosi e corrotti si possono salvare ciclicamente dal carcere.

Serve un indulto a berlusconi?
PDL vota fiducia a sgoverno letta e napolitano ordina alle camere un indulto ed una amnistia per salvare berlusconi.
Avete capito che razza di mafia è questa?
Vanno fucilati, tutti, senza nessuna esclusione.

Riflessioni a tastiera aperta . 30 maggio 2012

mercoledì, 30 maggio 2012

. 1 .
Un ex foggiano espatriato in provincia di Varese mi scrive e mi chiede come sto al mio rientro a Foggia dopo anni di vita e lavoro a Varese ed in giro per il Veneto.
Gli rispondo così:
“bene, sto bene. Rido dalla mattina alla sera: qui vivono come gli africani, guidano come i napoletani, si prendono cura del prossimo come fece Caino con Abele.
Questa città è talmente ilare che credo verrà sommersa da una enorme risata …”.

. 2 .
In questo paese di arroganti, ignoranti, presuntuosi, parassiti, fannulloni, scansafatiche, usurai, corrotti, mafiosi e delinquenti vari ed eventuali, nelle istituzioni pubbliche si commette ancora l’errore di rivestire di salvaguardia dell’ordine publlico la difesa dello status quo.
Mettiamo anche questo nel conto dell’oste della storia:
qualcuno, prima o poi, lo pagherà.

. 3 .
Un popolo che non si aiuta da solo, Dio non lo aiuta.
Non volete fare i tagli alla spesa pubblica?
Non volete licenziare fannulloni e parassiti?
Non volete portare la media dei dipendenti pubblic nella media europea, compresa produttività e qualità?
E allora morirete di fame.

. 4 .
che ridere:
vedere chi non ha cervello per se, pretendere di averne per altri, per tanti altri.
una cosa da ridere ….

. 5 .
Non si può fare politica in italia, non si può concorrere con questa enorme massa cancerogena di ladri, delinquenti, estorsori, mafiosi, usurai, corrotti e parassiti che è la casta politica italiana.
La democrazia?
Morta e sepolta.
Seppur mai nata.

. 6 .
il “partito degli onesti” punta a distruggere l’impianto normativo della nuova normativa anti corruzione per salvare dalla galera silvio berlusconi.
Abbiamo ancora una prova sulla provenienza delle infiltrazioni mafiose in politica.

. 7 .
Il premier Mario Monti, ormai completamente disgustato e nauseato della delinquenza e dalla mafiosità della caste e delle corporazioni italiane, denuncia lo stato di criminalità totale in cui naviga il paese lanciando la provocazione della interruzione del campionato di calcio per 2 o 3 anni.

Il coro di no che ha accolto questa provocazione conta la quantità deimafiosi e degli amanti della illegalità diffusa presenti in Italia.

Almeno, quelli che si manifestano favorevoli ad uno stato che tolleri illegalità e mafie.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Articolo 18 Statuto dei Lavoratori e l’isolamento della CGIL

mercoledì, 21 marzo 2012

Mancato accordo sull’articolo 18 con la organizzazione sindacale della CGIL.

Dicono Sì all’accordo la CISL e la UIL, oltre naturalmente al sindacato degli industriali, la Confindustria.

La CGIL non aderisce all’accordo e se ne lamenta pubblicamente attraverso la propria leader, Susanna Camusso.

Personalmente ritengo che, per la Camusso, la CGIL e tutta l’area di pensiero politico-sindacale che essi incarnano e rappresentano, valga quanto disse il premier Silvio Berlusconi in occasione del provocatorio tradimento dell’ex alleato di governo Gianfranco Fini e della sua componente conservatrice:

per litigare, bisogna essere in due.

Parafrasando possiamo dire che, per raggiungere un accordo, bisogna essere in due.

La CGIL poteva aderire all’accordo chiedendo in cambio la diminuzione dell’orario di lavoro a 35 settimanali ore oppure chiedendo anche di fissare un salario minimo garantito per tutti, o poteva chiedere entrambe le cose.

Ma non lo ha fatto.

Susanna Camusso e la CGIL hanno semplicemente detto di No ad un accordo che procedesse nella modifica dell’articolo 18.

Viva la libertà, compresa quella della Camusso, della CGIL e dell’intera area umana, politica e sindacale di loro riferimento.

Ma è anche giusto poter e dover dire a Camusso e CGIL che hanno fallito l’accordo ed hanno fallito la loro mission, che è trovare accordi convenienti e nell’interesse dei propri iscritti.

Ma hanno fallito, volontariamente fallito, dolorosamente fallito, sicuramente fallito.

Ed hanno fallito dando ragione al loro più atroce avversario, al leader politico che, per loro, rappresenta “il demonio” in persona:

Silvio Berlusconi.

Ma il mondo è fatto di condivisione, come insegna quotidianamente il social network Facebook.

E chi non sa condividere se stesso in questo mondo fallisce miseramente.

E chi non sa condividere se stesso in questo mondo si trova isolato ed esacerbato, avvilito e sconfitto.

E chi non sa condividere se stesso in questo mondo deve fare i conti con i propri interessi indifesi.

E chi non sa condividere se stesso in questo mondo deve fare i conti con la propria rabbia.

E chi non sa condividere se stesso in questo mondo, spesso e purtroppo, imbraccia un fucile per difendere i propri interessi dai fantasmi che gli ricordano il proprio fallimento, personale e sociale, politico e sindacale.

In tempi di crisi come questi, non conviene mettere alla prova la capacità di controllo di emozioni del popolo come la rabbia.

Sarebbe un po come mettere un pezzo di carne nella bocca di un affamato lupo.

Ad ognuno, la propria libertà come la propria responsabilità:

umana, sindacale, politica, sociale.

Chi è causa del suo mal pianga se stesso.

Ed io non ho più lacrime per piangere le mie sconfitte ed i miei limiti:

nemmeno una, per perdonare gli errori e gli orrori del prossimo.

Gustavo Gesualdo
alias
Gustavo Gesualdo

Vergogne Italiane: Corruzione, Evasione Fiscale, Usura e Mafia

venerdì, 24 febbraio 2012

Gli ultimi dati ufficiali indicano che in italia, la corruzione non dovrebbe essere inferiore ai 60.000.000.000,00 (sessanta miliardi) di euro annui e l’evasione fiscale non inferiore a 200.000.000.000,00 (duecento miliardi)di euro annui.

Il dato va preso ovviamente con le pinze e l’uso del condizionale pare d’obbligo, visto che solo pochi mesi fa, si stimava la corruzione in italia pari a “soli” 40.000.000.000,00 (quaranta miliardi) di euro nel solo anno 2011.

Probabilmente, il dato effettivo (che sfugge ovviamente ad un calcolo ufficiale) è di gran lunga più importante, supportando coloro i quali ipotizzano che il debito pubblico italiano non sia altro che la sommatoria delle corruttele e non dei debiti contratti per garantire servizi efficienti ai cittadini-lavoratori-consumatori-contribuenti.

Intanto, il fenomeno dell’usura si presenta come l’attività economica più redditizia nel paese con un fatturato di 40.000.000.000,00 (quaranta miliardi) di euro, fagocitando nei soli ultimi tre anni ben duecentomila imprenditori, ma anche famiglie, commercianti, piccole e medie imprese con un volume di danaro “movimentato” superiore di ben quattro volte a quello già ricco del famigerato racket del pizzo.

In un teatro di guerra in cui, la Mafia Spa risulta essere il maggior agente economico italiano, primeggiando fra le imprese italiane per fatturato e profitti realizzati, la sommatoria fra corruzione, evasione fiscale ed usura dovrebbe offrire maggiori valori che quelli sopra riportati, di gran lunga, maggiori.

Se pur volessimo adottare il dato di una corruzione annua pari a 60 miliardi di euro, dovremmo arrenderci ad una terribile e temibile evidenza secondo cui, è come se ogni cittadino italiano, compresi i neonati appena giunti in questa valle di lacrime e quelli che invece hanno già un piede nella fossa cimiteriale intascassero una tangente di 1.000,00 euro pro-capite ogni anno.

Se pur volessimo adottare il dato di una evasione fiscale annua pari a 200 miliardi di euro, dovremmo arrenderci ad una egualmente terribile e temibile evidenza secondo cui, è come se ogni cittadino italiano, compresi i neonati appena giunti in questa valle di lacrime e quelli che invece hanno già un piede nella fossa cimiteriale evadessero contributi fiscali pari a una cifra di di 3.333,33 (numero periodico) euro pro-capite ogni anno.

Impressionante, vero?

Ma non è mia intenzione impressionare, spaventare o divertire alcuno.

Sia pure mi domandi e domandi alle autorità competenti se, posto che in italia il fenomeno della corruzione sia talmente dilagante da essere egli stesso sistema-paese, non fosse il caso di depenalizzare gli atti di violenza nei confronti di concussori e corrotti, come pure nei confronti degli autori del delitto di abuso d’ufficio.

Insomma, il solito burocrate o politico mi impone e mi estorce la solita tangente?

Bene, io per tutta risposta gli spacco la faccia, devasto il suo viso a furia di calci e pugni offerti senza alcuna pietà, e vedo riconosciuto questo mio comportamento come un comportamento non perseguibile e non punibile dalla legge e dalla giustizia italiana.

Mi pare un equo indennizzo per un popolo che venga quotidianamente massacrato da fenomeni come la concussione, la corruzione e l’abuso d’ufficio.

Come pure mi pare doveroso ritenere che, l’omicidio di un usuraio come quello di un mafioso che sia commesso da un cittadino costretto a subire l’usura e/o la violenza mafiosa, non debba essere ritenuto un comportamento perseguibile e punibile dalla legge e dalla giustizia italiana.

Mi pare un equo indennizzo per un popolo che venga quotidianamente massacrato da fenomeni come l’usura e la mafia.

Uccidere un mafioso o un usuraio non è reato, direbbe qualcuno.

Come pure spaccare il viso di un corruttore e di un corrotto come di chi abusi del potere di un ufficio pubblico, sarebbe evidentemente il trionfo e l’affermazione di una giustizia legale, giudiziaria, sociale, politica, finanziaria ed economica assai giusta ed equilibrata, che difenda il cittadino dalla usurpazione della sua sovranità, usata poi come mazza coercitiva da parte delle caste mafiose, delle corporazioni corrotte e delle mafie usuraie.

E poi:

volete mettere la soddisfazione e l’indubbio deterrente che una tale azione offrirebbe alla tutela dello stato democratico e del suo popolo di cittadini oppressi e usurati a volontà e senza limiti dalla classe dirigente politica e burocratica più corrotte e mafiose dell’intero globo terrestre?

Senzadubbiamente.

P.S.
In alternativa resto in attesa del versamento di euro 6.000,00 annui a compensazione della corruzione italiana (1.000,00 euro a persona per i sei membri della mia famiglia = 6.000,00 euro) e la detrazione annua di euro 19.999,98 annui dal pagamento delle tasse (per effetto di 3.333,33 euro di evasione fiscale per ogni cittadino italiano sempre moltiplicata per i sei membri di cui è composta la mia famiglia).
Aggiungerei anche un indennizzo forfettario pari a 100.000.000,00 di euro per la perdita di immagine della mia famiglia nel mondo civile occidentale a causa della inarrestata presenza dei fenomeni della corruzione, della concussione e dell’abuso di ufficio, un analogo indennizzo per la perdita di immagine della mia famiglia nel mondo civile occidentale a causa dello scandalo continuato ed aggravato della Monnezza Napoletana ed un ulteriore ed analogo indennizzo a causa della presenza onnipotente delle organizzazioni mafiose nella società e nella economia del paese.
Infine, un ulteriore indennizzo, pari a 1.000.000.000,00 di euro da commisurare per ogni membro della mia famiglia a causa della inefficienza cronica ed acuta della pubblica amministrazione e dei servizi da essa offerti in regime di monopolio.
E visto che siamo in tema di resa dei conti, un indennizzo forfettario una tantum per la sperequazione fiscale cui sono soggette le famiglie numerose in questo paese che non provvede, sia pur promettendolo costantemente in sede di tornate elettorali, alla formazione di un coefficiente contributivo che tenga presente che uno stipendio base di mille euro/mese per una persona sola è certamente sufficiente, ma che lo stesso stipendio per un padre o una madre di famiglia, ancor più se numerosa, non è equo e nemmeno socialmente ed economicamente corrispettivo.
Ovviamente, riferendo tale quoziente familiare alle famiglie strettamente italiane, per non offrire (come al solito) un insperato aiuto a chi sbarca in italia con armi, bagagli e decine di mogli e di figli da far mantenere al prossimo suo considerando altresì che, se la Sua Religione gli consente di avere un numero infinito di mogli e di figli, mi sembra più che giusto che si rivolga conseguentemente all’origine ed alla causa del proprio male, e quindi al Suo Dio, per il relativo mantenimento di mogli, figli e nipoti, parenti e affini, armi e bagagli compresi.
Ovviamente, desidero anche ottenere il licenziamento in tronco con perdita del diritto alla pensione e alla assistenza sanitaria gratuita per i corrotti, i parassiti, gli scansafatiche, i raccomandati e di tutti quegli immeritevoli che si vedono corrispondere un analogo corrispettivo al mio, senza averne sudato nemmeno un euro, mai.
Personalmente, io non sono più disposto a mantenere e/o sopportare più nessuno:
io voglio vedere riconosciuti i miei diritti, compresi e non esclusi quelli di vivere serenamente e dignitosamente.
Di tutti gli altri, non me ne frega (rispettosamente) un bel nulla.
Sono disposto ad offrire tanto rispetto tanto quanto me ne si rivolge.
Chiamatela pure:
la mia “coesione sociale” e familiare ad uno stato di diritto condizionato grandemente da mafiosi, usurai e corrotti.
E basta così.
Almeno per il momento.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Articolo 18: Licenziamento, un accordo possibile

lunedì, 13 febbraio 2012

Abolizione dell’articolo 18 e licenziamento anche senza giusta causa?

Ci sto, mi piace.

Si può raggiungere un buon compromesso:

riduzione dell’orario di lavoro (come è già in Francia e Germania) e salario minimo garantito per tutti

contro

la possibilità di licenziare parassiti, fannulloni, raccomandati senza cervello e senza alcun merito, scansafatiche figli di papà e di mamma, assenteisti a vita, scrocconi professionisti, doppiolavoristi in nero, scioperati, finti malati e falsi invalidi, sfaccendati e sfaticati vari ed eventuali che ammorbano ed aggravano in modo insostenibile il mondo del lavoro, sia pubblico che privato.

Vi piace?

A me sembra un ottimo affare.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

La tessera del partito e del sindacato italiano è la tessera della casta

lunedì, 5 settembre 2011

Ogni giorno più in basso, ogni giorno sempre più in basso.

L’ultima trovata della casta politica italiana per conferire flessibillità al mondo del lavoro e conseguentemente alla economia del paese, sta nel licenziamento del lavoratore dipendente “liberalizzato” (eludendo l’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori – articolo che va asolutamente abrogato, a mio giudizio), quel lavoratore cioè, che non ha in tasca una tessera del sindacato ovvero, una tessera del partito politico che “governa un sindacato”.

Quindi si liberalizza il licenziamento solo dietro il consenso preventivo dei sindacati dei lavoratori.

Capirete bene che, il licenziamento di un lavoratore non iscritto a nessun sindacato e a nessun partito, sarà molto più agevole e facile del licenziamento di un lavoratore iscritto ad un sindacato ovvero ad un partito politico che controlla un sindacato.

Questa, è l’ennesima dimostrazione che la casta politico-burocratica italiana difende solo se stessa ed i suoi adepti, certamente iscritti ad un partito e/o ad un sindacato poichè inseriti nel mondo del lavoro con una raccomandazione politica o sindacale.

Tutti i cittadini che non si sono piegati al ricatto estorsivo della casta partitica o di quella sindacale (famigerato do ut des, o voto di scambio), divengono così cittadini-lavoratori ad altissimo rischio di licenziamento, mentre i raccomandati incapaci e fannulloni della casta, saranno ancora una volta premiati e privilegiati rispetto al cittadino qualunque, rispetto al cittadino-lavoratore X o Y.

Siamo alle soglie del ritorno del fascismo, di quel partito-sindacato cioè, senza della cui tessera, non si poteva vivere, lavorare ed esistere.

Siamo al ridicolo di una casta vile e vigliacca, codarda e vergognosa che tenta ancora una volta di salvare se stessa ed i suoi adepti, così come ha fatto rinunziando alle liberalizzazioni ed alle riforme che aveva promesso, e che non ha intenzionalmente realizzato, a tutela degli interessi delle corporazioni forti, dei poteri forti.

Ho già espresso su questo blog la mia distanza da tale immondizia umana, politica e sindacale che sgoverna questo bellissimo paese pessimamente abitato in questi tristissimi tempi.

Ho già affermato in questo blog che, io non sono un italiano, io non sono come loro, io non lo sono mai stato ed io, non sarò mai come loro, come gli italiani.

E lo confermo, con orgoglio e con felicità:

io non sono come loro, io non sono un italiano.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X