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Riflessioni a tastiera aperta – 17/04/2012 di Gustavo Gesualdo

martedì, 17 aprile 2012

Politica – Diritto – Informazione

Come frega da decenni e decenni il popolo italiano, la dittatura autoritaria travestita da democrazia bloccata?
Ora vi spiego.
Principi democratici enunciati, esaltati, propagandati, rinnovati e ricordati in forma scritta.
Ma resi assolutamente non esecutivi, non eseguibili.
Ti do un diritto e nel contempo elimino, neutralizzo, rendo inaccessibili i mezzi, gli strumenti ed i modi per realizzare quel diritto.
E ti ho fregato con la democrazia indiretta, caro popolo sovrano.
Un esempio lampante:
Articolo 21 della Costituzione italiana
“Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione…..”
Invece è una truffa, una vera e propria truffa.
L’informazione passiva viene tutto sommato garantita in italia, ma quella attiva, quella inerente ai soggetti che possono fare informazione a mezzo stampa (con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione) viene resa irrealizzabile da una legge di grado inferiore a quello della Carta Costituzionale (altra truffa), la legge ordinaria.
Inoltre si tratta di una legge ordinaria vecchia di ottanta anni, istituita da una dittatura per controllare l’informazione nel paese.
Tutti possiamo ricevere informazioni, ma ad erogarle solo soggetti autorizzati iscritti in un albo al quale si è apposta una duplice ulteriore restrizione all’accesso sine qua non:
il possesso di una laurea e l’aver superato un concorso pubblico.
Con buona pace di come pensa il sottoscritto si prendano le lauree e come si vincano i concorsi pubblici in italia.
Sconosciuti in italia i concetti di Opinione Pubblica e di Opinion Leader.
Riconosciuto e grantito un diritto, basta bloccarne gli effetti giuridici nella realtà, ed il gioco della truffa alla napoletana è fatto.
Cornuti & Mazziati.

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione…..”
Articolo 21 della Costituzione italiana, primo comma.

Parliamoci chiaro, le nostre leggi sull’ordinamento della professione giornalistica per tanti aspetti si collegano alla struttura del fascismo a cominciare dalla figura del direttore responsabile (io l’ho ricoperta per quasi vent’anni) che non esiste in nessun’altra legislazione del mondo. Una figura derivata da un ordinamento in cui i direttore responsabile era nominato da un partito politico autoritario e onnipotente, in contrapposizione all’editore e mantenuto con privilegi economici, ma senza il controllo politico della testata“.
Giovanni Spadolini. Citazione tratta dal libro “Come si diventa giornalista” – Piero Morganti – Ed.Einaudi

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Umanamente uomo: il sogno umano

giovedì, 30 giugno 2011

La mia vita è stata sempre improntata a valori di riferimento semplici, quanto importanti.

La Famiglia, il Lavoro, l’impegno politico, la Libertà.

I sacrifici che debba sopportare chi incarna lealmente ed onestamente queste semplici cose, ma dal sapore immenso e dal valore eterno, sono indubbiamente importanti, in ogni parte del mondo.

Ma in italia, questo peso è divenuto insopportabile.

La quotidianità intrisa di scandali continui, di immoralità assoluta e di aperto contrasto alla Legalità, rappresenta uno stile di vita che io non condivido, cui io non mi sottometto, di cui io, non mi rendo complice, volutamente.

Ed il costo che debba pagare un uomo che si espone in modo aperto contro ogni vergogna umana, è enorme.

Ed io lo pago, tutti i giorni della mia vita, senza esitare, senza un rimpianto, senza una lacrima versata.

Taluni guardano ad un tale comportamento valutandolo come una immaturità.

Per digerire tutta la merda che si sparge in questo paese ogni giorno infatti, bisogna accettare il compromesso storico con una realtà che è tremendamente reale, assolutamente concreta, quotidianamente incontrata.

La non accettazione di questi compromessi, utili e propredeutici (sine qua non) all’ingresso nella “comunità adulta, matura, civile e democratica italiana” che impera e spadroneggia arrogantemente ovunque, viene infatti definita come un difetto di maturità.

Ne convengo:

io non sono come loro, io non sono italiano.

E questo detto, con assoluto orgoglio e nessun disprezzo:

l’odio ed il disprezzo vanno indirizzati contro un valore non condiviso o, almeno, un disvalore.

Ma lo stile di vita italiano è divenuto senza vergogna, un non valore, una menzogna continua.

Di più, vi è che la casta politico-burocratica procede incessantemente verso una normalizzazione del paese che ha il sapore della tragedia comica, seppure non vi sia nulla da ridere in tutto questo.

I problemi che pur esistono in tutti i paesi del mondo, in italia non vengono affrontati, contrastati e, men che meno, risolti.

Questa è la volontà del potere italiano, che procede criminalmente al silenziamento della realtà, della libera informazione, alla quiescienza soporifera dell’Opinione Pubblica.

L’obiettivo è chiaro, limpido, leggibile.

Vista l’incapacità e/o l’impossibilità di rimuovere in un regime democratico (bloccato e degenerato) le condizioni di illegalità, si opera di contro nella rimozione di ogni differenza, che sollevi il dubbio della normalità di un simile stato di fatto.

Tutti mafiosi?

Nessuno è mafioso.

Tutti corrotti?

Nessuno è corrotto.

Tutti dentro al sistema?

Nessuno fuori.

Ecco, io non ci sto in un simile sistema, io non lo condivido ne lo avallo.

Io, sono fuori da queste miserie.

Perchè sono un uomo nato libero, che ha deciso di morire così come è venuto alla luce:

Libero.

Inflessibile?

Intransigente?

Certo, può essere.

Ma resto convinto che l’accettazione del più sciocco compromesso offerto da questa italianità, preveda la sottoscrizione di un contratto in associazione, nel quale è scritto che ci si impegna a non cambiare nulla, ad accettare tutto giurando di conservarlo nel più assoluto silenzio.

No, il mio concetto di lealtà non prevede un patto ad escludendum della convivenza civile, del senso del dovere, e di quella diligenza del buon padre di famiglia che sembra scomparsa o sommersa nella realtà italiana, che appare impazzita e smarrita in un circolo vizioso dal quale non si esce, una volta accettato, per il quale, non esiste soluzione di continuità e nemmeno la innata speranza che possa esistere un futuro migliore di questo, che va però costruito e non propagandato solamente.

Non so se sia colpa del sangue non italiano che scorre nelle mie vene, non so se sia responsabilità della mia educazione, non so cosa e come, ma quel che so con certezza è che io non condivido tutto questo e non mi posso unire alla unica volontà di autodistruzione di un intero paese, di una intera comunità e, soprattutto, del futuro dei miei figli.

Barlumi di esistenza cosciente ed impegnata esistono ancora, ed io ho interpretato un impegno secessionista da tutto quanto si dimostri antiumano, incivile, suicida.

Ma non si può continuare a vivere così, non è giusto, non è umano.

Nelle esperienze della mia vita, mi sono sempre gratificato nella compagnia di civiltà quali quella svizzera o tedesca, come se fossi nato con loro, cresciuto con loro.

Ed è ora che io assecondi questa esigenza di essere insieme ai miei simili.

Io non sono italiano.

Ed è ora che provveda a trovare asilo umano e politico in civiltà più consone al mio stile di vita.

Lo devo a me stesso, alla mia famiglia, ai miei figli, unico vero ed autentico senso nella mia vita.

A questo sistema malato, degradato e degenerato, io non devo più nulla, pur avendo sempre offerto la massima lealtà e fiducia.

Io devo cercare ancora la mia strada, la mia identità, la mia serenità.

Perchè il peggio di tutto questo, è la perdita di ogni serenità e di speranza di felicità.

E si potrà anche vivere senza esser ricchi, ma non si può vivere senza la propria felicità.

Immaturità o Coraggio?

Io so come chiamarlo questo mio indomito spirito, lui è il mio essere umano, profondamente umano, umanamente umano.

Lui è il mio sogno umano.

Ed è il mio perfetto equilibrio con esso che solo può rendermi felice.

Felice e Libero.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

La libertà di stampa in italia non esiste

mercoledì, 5 maggio 2010

Silvio Berlusconi:
«se c’è una cosa su cui in Italia, c’è la sicurezza di tutti, è che abbiamo fin troppa libertà di stampa. Credo che questo sia un fatto che non è discutibile».

Sulla libertà di stampa in Italia, Berlusconi rischia l’ennesima imbarazzante dichiarazione menzognera.

La libertà di stampa in Italia è infatti ridotta al lumicino dalla obbligatorietà della figura del direttore responsabile (figura voluta dal fascismo proprio per sottoporre al potere politico la libertà di stampa), condizione che viola apertamente l’articolo 21 della costituzione.

Inoltre è stato proprio berlusconi a restringere ancor più il numero delle persone “autorizzate” a fare informazione in Italia, prescrivendo per legge che l’iscrizione allordine dei giornalisti – che è la precondizione per assurgere alla figura di direttore responsabile – sia subordinata al possesso del titolo di laurea.

Considerando che l’Italia detiene anche il triste primato di minor presenza di laureati di TUTTI i paesi occidentali, civili e democratici, ne deriva una ancora maggior restrizione delle persone abilitate a fare informazione.

Insomma, in parole povere, è castrando l’informazione attiva che in Italia si è giunti alla morte della informazione passiva, indicando come attiva, quella di chi è ritenuto idoneo a DARE informazioni (stampa, radio, tv, etc) e indicando come passiva, quella di chi RICEVE informazioni (i cittadini qualunque, i cittadini X).

La libertà, caro presidente, non è una parola da sorseggiare a piacimento, ma la realizzazione completa di un grado di civiltà attualmente sconosciuto nel nostro paese.

Personalmente continuo a credere che Berlusconi sia l’unico politico in grado di guidare questo paese in questo momento, ma non credo più che lo stesso Berlusconi sia il difensore delle libertà in questo stesso paese.

E mi scuso se mi sono consentito questa libertà di parola, opinione ed espressione.

Mi consenta, caro Berlusconi, mi consenta di riportare il pensiero del ben più autorevole Giovanni Spadolini su questo argomento:

“Parliamoci chiaro, le nostre leggi sull’ordinamento della professione giornalistica per tanti aspetti si collegano alla struttura del fascismo a cominciare dalla figura del direttore responsabile (io l’ho ricoperta per quasi vent’anni) che non esiste in nessun’altra legislazione del mondo.
Una figura derivata da un ordinamento in cui i direttore responsabile era nominato da un partito politico autoritario e onnipotente, in contrapposizione all’editore e mantenuto con privilegi economici, ma senza il controllo politico della testata”.

Giovanni Spadolini. Citazione tratta dal libro “Come si diventa giornalista” – Piero Morganti – Ed.Einaudi

P.S.
Ringrazio pubblicamente l’America, la Patria delle libertà, per averci donato il meraviglioso e veramente libero mondo del web, proprio quel libero mondo cui i dittatori cinesi e iraniani, oltre che il premier italiano Silvio Berlusconi, vorrebbero volentieri mettere un bel bavaglio.