Articoli marcati con tag ‘libere democrazie’

Egemonia omosessuale eterofobica e cristianofobica

domenica, 3 maggio 2015

La lobby gay governa gli Stati Uniti d’America e pretende di governare il mondo:

ecco la prova della egemonia omosessuale americana

Omosessuali sono minoranza in America, in Europa e nel mondo, ma attraverso una egemonia dittatoriale e liberticida impongono alle libere democrazie la egemonia omosessuale.

Chi finanzia la campagna elettorale di Hillary Clinton del 2016?

Chi ha finanziato Barck Hussein Obama II nel 2008 e nel 2012?

Questa è una guerra, ed è una guerra a difesa della libertà e della democrazia aggredite dalla lobby gay e dalla egemonia della lobby gay americana.

Questa è Roma cristiana e romana:

da qui, non si passa.

Logo campagna elettorale Hillary Clinton

Logo campagna elettorale Hillary Clinton

Ecco la prova della egemonia omosessuale americana

Ecco la prova della egemonia omosessuale americana

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Espansionismo islamico e neo-comunista

lunedì, 16 giugno 2014
Conquisteremo Roma

Conquisteremo Roma

Il comunista Vladimir Vladimirovič Putin, figlio del soviet supremo e dirigente del famigerato KGB tesse la tela del neo espansionismo sovietico di stampo comunista.

Forte delle risorse di petrolio e di gas di cui dispone a danno di popolazioni come quella cecena, impone scambio del gas russo contro la sovranità Ucraina ed invade militarmente, senza essere contrastato (!), la Crimea.

Forte della debolezza americana nella disgraziata presidenza di Barack Hussein Obama II e preso atto della incapacità di tutelare e difendere interessi americani, europei ed occidentali in Mediterraneo e in Siria, in Europa e in Ucraina, Putin avanza su tutti i fronti, alleato (senza sottoscrizione di patti?) di un altro espansionismo egoista, violento e criminale, quello integralista islamico, mette a ferro e fuoco tutta l’area che va dal Mar Nero al Mar Mediterraneo, dal Mar Caspio al Golfo Persico.

Siamo alle soglie di una III guerra mondiale, ovvero, di una I guerra globale.

Una guerra che Putin ha costruito abilmente, nel tempo, giocando nello scacchiere iraniano e siriano, finanziando, sostenendo e armando (nel caso iraniano anche in senso nucleare e nel caso siriano con vettori capaci di colpire l’Italia) un sistema di indebolimento progressivo dei confini europei, approfittando del decadimento dei paesi moderati arabi mediterranei, dell’odio contro Israele e il popolo giudaico e del continuo e progressivo disimpegno militare americano nello scacchiere euro-asiatico e del Mediterraneo.

Obama, d’altro canto, effettua una disintegrazione mirata della macchina militare statunitense, esponendo a gravi rischi le indebolite democrazie europee e le mai nate democrazie arabe e islamiche.

La crisi globale investe infatti soprattutto il decadente modello democratico, attaccato al suo interno da opposizioni politiche allucinanti, vendute al nemico, tronfie di un buonismo che trascende la realtà, che valica i confini della sostenibilità e della integrità del loro stesso modello di vita e del loro territorio, che uccide il loro stesso stile di vita:

quello in cui credono queste cellule cancerogene del modello occidentale favorisce proprio i loro stessi nemici naturali e le loro mire di distruzione delle libertà e delle democrazie.

Due i momenti del suicidio europeo:
l’insanabile contenzioso sociale europeo;
il fallimento del multiculturalismo, la cui mancata integrazione crea violenza.

Entrambe questi momenti di perduta capacità di difendere se stessi da se stessi trovano nella strage intenzionale e premeditata di cittadini che incarnano la politica comunista in Europa, una efferata e fredda azione condotta dal norvegese Anders Behring Breivik che, per fermare l’invasione islamica e comunista in Norvegia e in Europa, progetta e realizza un doloroso piano di sterminio dei norvegesi comunisti, quelli che non sanno difendersi e non sanno difendere il proprio stile di vita da se stessi e dal loro buonismo disfattista e decadente, invece di attaccare direttamente soggetti islamici.

Ma la Norvegia ha voluto dimenticare in fretta questo episodio che invece merita di essere studiato, capito, compreso.

Peccato, tante vite sprecate, tante giovani vite immolate sull’altare di una errata convinzione di essere nel giusto.

Eppure quella strage aveva proprio il senso di innescare una riflessione profonda su:

chi siamo, da dove veniamo, dove andiamo.

Ma, quel socialismo europeo dalla pancia piena, dimentico dei sacrifici che quella pancia piena ha richiesto, naviga sempre nella direzione sbagliata, imperterrito, dando ora del razzista, ora del fascista ora del nazista a chi osa criticare la propria idiozia politica e umana elevata ad altezze non verificabili nella realtà.

Credono di essere bravi e buoni e invece rappresentano un vero e proprio cancro, agenti patogeni autoimmuni che provocano il disastro e la crisi di cui si lamentano e nei confronti dei quali, si ergono a salvatori della patria.

Io leggo solo tanta idiozia e tanta ignorante credenza in tutto questo:

nessuna intelligenza, nessuna superiorità, nessuna capacità di difendere se stessi dal proprio male.

Intanto, il male, il loro male e le conseguenze del loro agire male o non agire affatto, avvolge ogni cosa, ogni confine, ogni limite, distrugge ogni sicurezza, arma ogni nemico, disarma il proprio futuro.

Sono stupidi, profondamente stupidi, lordi della polvere dei libri oziosi e viziosi che hanno costruito la loro credenza ignorante, incapaci di affermare e difendere il giusto, privi di ogni e qualunque razionalità, degni di essere esiliati in massa, magari proprio in quei paesi dei quali stanno difendendo ragioni e pretese, a tutto discapito dei loro simili.

Una vera e propria patogenesi autoimmune di cui approfittano tutti i mali che li affliggono:

uccidono se stessi per favorire il prossimo, ecco il risultato di una ignorante educazione religiosa suicida.

Il prossimo, se non è vostro simile, non è un nemico a priori, ma non è nemmeno da preferire a coloro i quali condividono la vostra storia, la vostra identità, il vostro territorio, il vostro presente ed il vostro futuro, cari deficienti che non siete altro.

Se esiste il male, è grazie alla vostra incapacità a difendervi e stupefacente arrendevolezza di fronte ad esso.

Se esiste il male, è perché voi esistete.

Perché il male, in definitiva, siete voi.

Piangete voi stessi.

Gustavo Gesualdo
alias Il Cittadino “X”

Uomo, Donna o “X”?

domenica, 18 agosto 2013

Man Woman - Uomo Donna - Male Female - Maschio Femmina - Männlich Weiblich - Homme Femme

Man Woman - Uomo Donna - Male Female - Maschio Femmina - Männlich Weiblich - Homme Femme


La Germania inserisce nel proprio ordinamento giuridico il terzo genere sessuale ideologico “X”, cioè, né Uomo, né Donna, ma indeterminato, asessuato.

Dio solo sa quanto sia grande il mio affetto, il mio rispetto e la mia ammirazione fraterna per il popolo tedesco e per la Germania, ma sono convinto nell’affermare che, sull’argomento di terzo genere “X” ideologico tradotto in terzo genere giuridico e sociale, la Germania ed i tedeschi sbagliano.

Una volta affermato questo principio per il quale un giudizio ideologico, un pregiudizio ideologico, una opinione personale ideologica si afferma e sale a valore di diritto, di forza di legge e di principio giuridico si apre la porta per qualunque altro pregiudizio ideologico, teologico, religioso, morale, materiale, sessuale e/o razziale che una lobby ben potente possa imporre in una democrazia, nella legge dei numeri o delle lobby, prima e non ultima l’affermazione nelle libere democrazia occidentali della sharia.

Compreso il pregiudizio razziale e religioso dello sterminio del demone occidentale, infedele e peccaminoso.

Avete aperto una porta che doveva restare chiusa e per sempre al solo fine di accontentare una potente lobby sessuale:

sarete costretti nel futuro a fare altrettanto per altri gruppi di pressione molto, ma molto meno accettati, condivisi e graditi dei gay.

Fratelli tedeschi, fratelli australiani:

avete commesso un grave errore pregiudizievole della sopravvivenza delle libere democrazie occidentali.

Riflettete e meditate sulle conseguenze di questa vostra onorevole apertura ad un sesso indeterminato ed inesistente in natura, ma che è stato imposto ed inserito in ambito civile a mezzo pressione sovrastrutturale al sistema democratico ed approvata in toto attraverso il convincimento che una lobby di pressione esercita sulla casta politica.

Questa sarà molto probabilmente la strada che sceglieranno i tumori degenerativi del sistema umano globale per uccidere la libertà degli uomini e delle donne uniti in comunità civica e civile.

Una comunità naturale che rischia di essere definitivamente subordinata a fattori di invidia e di gelosia, ovvero di odio e di differenza.

Nuovo non è automaticamente moderno ed avanzato, ma è solo nuova presenza.

Buona fortuna.

Gustavo Gesualdo
alias Il Cittadino X

La Crisi delle Democrazie Occidentali

martedì, 9 agosto 2011

Assistiamo ormai da un ventennio, alla caduta ed alla decadenza delle democrazie occidentali liberali, bloccate al loro interno dalle corporazioni e dalle caste del (pre)potere politico, vinte, piegate, sconfitte e soggiocate a loro volta dalla storica vittoria sul comunismo.

Dalla caduta del Muro di Berlino e dal conseguente smantellamento della Cortina di Ferro inizia infatti la caduta verticale del dominio globale delle democrazie occidentali liberali, incapaci di innovare la propria politica senza l’antagonismo anticomunista.

La corona del nuovo dominio globale è infatti da assegnare alla Cina, unica figlia sopravvissuta insieme a Corea del Nord e Cuba, di quel comunismo tanto combattuto dalle democrazie occidentali.

Ma è molto improbabile che sia l’ideologia comunista il valore di riferimento che si dimostra vincente nella Cina contemporanea, quanto un mercato economico in forte crescita che trascina nel suo sviluppo tumultuoso anche la società cinese, ma che non riesce a prenderne e condizionarne più di tanto, le redini politiche.

La Cina, al contrario degli states infatti, è una repubblica socialista governata da un partito unico.

E questo aspetto affatto secondario alla sua prevedibile crescita economica, le consente di navigare i mari agitati dei tempi di crisi moderni con adeguata sicurezza, potendo contare su di un potere esecutivo saldo e forte, continuativo, stabile e politicamente governato.

La politica delle libere democrazie occidentali appare invece in profonda crisi di identità, insicura, ferita a morte dalle sue stesse regole democratiche.

E’ grazie alla regola dei numeri che, per esempio, all’interno delle potenze economiche e nucleari europee si sono aperte profonde crisi di identità, avendo concesso un ingresso senza limiti a milioni di immigrati di religione mussulmana, affatto inclini alla integrazione, ed anzi, fortemente motivati nel raggiungere il potere in europa attraverso la regola democratica dei numeri e piegarla alla legge coranica della Shariʿa.

Ed è sempre grazie allla regola dei numeri che all’interno di paesi avanzati come l’Italia, si sono aperte profonde crisi di identità regionale e di rappresentanza avendo il sud, raggiunto la maggioranza numerica e democratica, esprimendo così un potere dominante nel parlamento, un potere che non è affatto libero dai condizionamenti mafiosi, dalla incapacità di governo dei suoi quadri dirigenti e da uno stile di vita assolutamente incompatibile ed antitetico con un ordinamento giuridico che garantisca diritti e imponga doveri, dato che appare evidente come le regioni meridionali siano assolutamente e da sempre malgovernate, impegnate a rivendicare solo dirittti, ma mai inclini a rispettare le relative regole.

Così, grazie alla regola democratica dei numeri e delle maggioranze, le scelte ragionate, le intelligenze acute e le volontà politiche siano sottomesse ad una casta politica insignificante, immorale, troppo spesso corrotta, talvolta mafiosa, ma soprattutto, senza alcuna capacità di interpretare le esigenze del popolo ed offrire risposte che lo soddisfino.

Così le esigenze delle famiglie e delle aziende italiane ed europee, vengono sottomesse a stili di vita assai improduttivi, prevaricatori ed arroganti, non assimilabili e nemmeno integrabili nelle società civili occidentali.

Così, le garanzie democratiche si dimostrano mera riserva proliferativa di territori e popoli fuori legge e di soggetti il cui comportamento risulta altamente pericoloso per la sopravvivenza dei paesi europei ed occidentali così come sono oggi.

Va sottolineato come, il paese occidentale che rappresenta maggiormente il mito della interazzialità e della multiculturalità incontri la sua prima vera crisi di identità e di potere, vedendosi addirittura svalutare in credibilità e fiducia dalle società internazionali di rating, proprio nei tempi in cui ha espresso il suo primo presidente “differente” dai precedenti.

Gli Stati Uniti d’America inoltre, debbono la garanzia sul loro debito pubblico interamente alla buona volontà del popolo comunista cinese, il che, rappresenta una duplice sconfitta storica per l’America.

Non bisogna dimenticare però, che un certo margine di perdita di credibilità, di immagine e di potere gli states lo abbiano incontrato anche a causa degli attentati terroristici del fondamentalismo islamico, volti proprio a minare alla base il potere e l’immagine dell’infedele occidentale per eccellenza:

la libera e democratica America.

Da non sottovalutare anche il fallimento della esportazione delle democrazie nei paesi arabi mussulmani come l’Irak o l’Afghanistan, fallimento che nasce anch’esso da una cocente delusione storica:

la raggiunta convinzione che la religione islamica sia assolutamente antitetica al sistema democratico e civile occidentale.

Tutto questo quando il presidente USA risponde al nome di Barack Hussein Obama II:

un paradosso che solo la bizzarria della storia poteva inventare.

Il Mediterraneo appare come un fattore ad alto rischio per l’europa, essendo proprio i paesi dell’area mediterranea o comunque dell’area meridionale europea, quelli esposti ad un maggior rischio di default:

Grecia, Italia, Spagna, Portogallo.

Mentre i paesi arabi mediterranei sono tutti in preda a rivoluzioni interne terribili, condizione di crisi che peggiora ancor più l’intero quadro socio-politico-economico europeo, come si nota nell’intervento armato nella crisi libica.

Una certezza emerge da questa analisi:

lo stile di vita e di governo delle popolazioni dell’europa meridionale è fallito, rischiando di trascinare con se, il resto delle popolazioni e dei paesi europei.

Non sono infatti di poco conto le spinte separatiste che vive questa europa contemporanea (proprio nel suo cuore direzionale in un Belgio ormai prossimo alla secessione interna) nata come una europa delle nazioni, anzichè come una europa dei popoli.

Come non sono affatto da trascurare il massacro norvegese messo in atto del giovane Ander Behring Breivik, gli odierni tumulti inglesi ed il malessere che serpeggia sempre più in questa europa che è tutta da rifare, soprattutto nelle sue scelte impossibili e suicide che prevedono una sempre più possibile maggioranza democratica nel prossimo futuro che non risponda più alle radici cristiane, civili, storiche e culturali dei popoli europei.

Va inoltre valutato storicamente e politicamente come, in taluni paesi del sud del mondo, sia ormai dimostrato come non sia possibile applicare un sistema democratico liberale e civile basato sulla alternanza.

Una prova vivente ne è l’Italia, passata da una repubblica socialista governata da un partito unico (fascismo) per approdare ad una sempiterna democrazia bloccata, all’interno della quale si è strenuamente impedito a certa immaturià ed irresponsabilità politica delle eterne opposizioni di raggiungere il potere e, laddove invece esse siano riuscite nell’intento di governare il paese, abbiano miseramente fallito, cadendo sotto il peso della loro cattiva predisposizione alla disciplina ed all’ordine.

Prego raccogliere la similitudine fra il fascismo storico italiano ed il comunismo cinese moderno:

entrambe, possono essere definite come delle repubbliche socialiste governate da un partito unico.

Prego anche raccogliere le sempre più motivate e numerose voci che chiedono l’intervento di governi dal potere non subordinato alle normali regole democratiche, al fine di superare le molteplici crisi in atto nelle democrazie occidentali.

Prego raccogliere le sempre maggiori e numerose spinte separatiste di popolazioni che non condividono affatto stili di vita che sono alla base delle crisi contemporanee, sia politiche che sociali, che economiche e finanziarie.

Un esempio ne è ancora l’Italia, unita con la forza in un paese che non è mai stato omogeneo ed integrato.

E sono sempre e proprio le mancate integrazioni il leit motiv dei nostri giorni.

Politici illuminati capaci di comprendere tale analisi e costruire un futuro adeguato cercansi.

Non è più il tempo delle partitocrazie:

è venuto il tempo degli uomini e delle donne di coraggio che sanno superare la vergognosa presenza politica di idioti e di incapaci assolutamente immeritevoli di rappresentare e di governare alcunchè.

Il treno della storia non ha mai aspettato nessuno, men che meno indecisi ed insicuri, ovvero ammaliati e soggiogati dal potere in quanto tale.

Bisogna far presto, prima che la democrazia uccida ciò che resta dell’europa e prima che i mercati perdano ogni fiducia nella possibilità delle potenze europee ed occidentali di risolvere i loro problemi.

In Cina infatti i mussulmani che protestano con violenza non trovano terreno fertile, ma anzi, vengono probabilmente utilizzati per rendere fertile il terreno cinese.

Basterà ricordare come il presidente cinese Hu Jintao lasciò precipitosamente il G8 dell’Aquila in l’Italia per rientrare in Cina a soffocare la crisi nello Xinjian, provincia nordoccidentale della Cina dove vive una maggioranza di etnia musulmana turcofona e dove erano in corso violenti incidenti con centinaia di morti, fra gli uiguri (mussulmani) e i cinesi di etnia han (che è maggioritaria in Cina).

E c’è ancora qualche decadente idiota politico che in Italia ed in Europa sostiene fortemente l’ingresso di paesi a maggioranza mussulmana come la Turchia nella Unione Europea:

misteri degenerativi delle democrazie e del frainteso senso della libertà individuale e collettiva.

Anche per queste evidenti idiozie, il sistema democratico occidentale appare in una crisi senza uscita, profonda e per certi tratti, suicida.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

La forza della mediocrazia: il gioco di squadra

sabato, 9 luglio 2011

Quando si ascoltano ripetuti richiami nei confronti di un soggetto ad un maggior impegno nel cosìddetto “gioco di squadra”, non vi sono dubbi sullo scopo finale di un tale invito:

assoggettare l’individuo intellettualmente superiore ed il soggetto meritevole alla mediocrazia ed alla idiocrazia imperante.

Non vi è alcun dubbio infatti, che se tale soggetto viene invitato ad un maggior gioco di squadra e non viene semplicemente invitato ad “uscire dalla squadra”, è perchè il suo valore è necessario a tutti, mentre appare più evidente che, sua pure nell’ottica dell’adagio “tutti sono necessari, nessuno è indispensabile”, di tutti gli altri giocatori si potrebbe fare certamente a meno, tranne proprio di quello che pare non fare il gioco di squadra.

La distorta visione di una democrazia che sia la dittatura degli idioti e degli immeritevoli sui soggetti razionali ed intelligenti oltre che meritevoli, affonda le sue radici storiche nel concetto erroneo che i soggetti, gli individui e le persone, siano tutti uguali.

Questa evoluzione negativa della democrazia in un concetto distorto di cittadinanza avverte le coscienze di quale grado di mediocrità e di irrazionalità si sia raggiunti in una società che immagina non un punto di partenza uguale per tutti, ma una uguaglianza obbligatoria e senza soluzione di continuità che sostenga la crescita di ognuno.

Ma la realtà ci avvisa che, sostenendo sempre e comunque un idiota nella sua crescita formativa umana, professionale, politica e di cittadinanza, si formano solamente eserciti di mediocri affatto inclini al sacrificio, soggetti che sono stati abituati a credere che il loro pensiero vale quanto se non più di quello degli altri.

Questa pantomima dell’umanità incontra poi il concetto deviato di uguaglianza, facendosene scudo e spada:

poichè siamo in democrazia, ognuno ha diritto di pensiero e di parola ed io penso e manifesto i miei pensieri, che devono essere sostenuti dal concetto errato di eguaglianza secondo cui, il pensiero di un idiota, in assenza di una Pubblica Opinione ben educata e formata che sappia discernere fra il pensiero di un mediocre da quello di un intelletto superiore, valga infine il pensiero di un essere intelligente e razionale.

E siamo alla fiera dell’imbecillità, supportata dalla assenza di una cultura generale sufficiente a discernere fra mediocrazia e democrazia.

In una condizione del genere, chiedere ad un intelletto culturalmente e razionalmente superiore alla media di fare “gioco di squadra” con dirigenze che sono il risultato della selezione mediocratica, sarebbe come chiedere ad un medico chirurgo cui sia stato affidato il Premio Nobel, di utilizzare la sua arte e la sua manualità chirurgica nel ripulire i canali di scolo delle fogne pubbliche.

Eseguire poi questa “delicata operazione” all’interno di sistemi corporativi di caste privilegiate sì, ma affatto meritevoli, singificherebbe per lo sfortunatissimo chirurgo, dover dipendere anche dalle indicazioni e dalle direttive di soggetti assolutamente mediocri (nella media le caste corporative possono generare mediocrità profonde perchè appunto, protette), ignoranti, intellettualmente carenti, oppure, peggio di ogni altra cosa al mondo, di ignoranti grossolani che hanno imparato a sostituire il proprio deficit intellettivo con la furbizia, divenendo così degli impareggiabbili praticoni del “so tutto io”, autentica mania dell’essere e riferimento sociale proiettato dalla comunità in cui sono nati e cresciuti.

E come ogni deficit, esso è di natura genetica, e si trapassa di generazione in generazione, formando nuove leve di idioti assoluti, patentati e laureati, ma molto lontani anche dallì’originale furbetto del quartierino che si è fatto da solo ed interpretando quindi la loro nucleazione comunitaria come un dovere sociale da parte degli altri soggetti e di un imprescindibile diritto atavico per se stessi, oramai divenuti uomini-dei, e come tutti gli uomini che si credono un Dio, ignoranti ed arroganti all’infinito.

Passa la palla!

No, a me, a me!

No, non così, devi cambiare fascia!

Ma cosa combini: non capisci nulla!

Tutti giocatori di talento, figli d’arte e allenatori del gioco di squadra sin dalla culla.

E non si avvedono nemmeno che le partite le stiamo perdendo tutte, ma proprio tutte.

Essi non hanno il dovere di essere giocatori normali, cittadini esemplari, soggetti meritevoli:

essi hanno la vocazione genetica a volere sempre ragione, sempre e comunque, anche quando la loro ragione, fa perdere una partita dopo l’altra a tutta la squadra, dando ovviamente la colpa di tutto questo a chi, secondo loro, non fa il gioco di squadra.

Motivo per il quale sono tanti quelli che con capacità di problem solving elevate che preferiscono fare gli spettatori che i giocatori, in questa follia dell’idiozia, in questa fiera dell’imbecillità.

Chi rompe paga, ed i cocci sono i suoi.

Anche questo adagio popolare può proiettare un futuro che è sempre più concreto e tangibile:

il declino delle democrazie liberali moderne, fraintese in mediocrazie della sopraffazione degli idioti sugli intelligenti.

Faites votre jeu, mesdames et messieurs, faites votre jeu.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Umanamente uomo: il sogno umano

giovedì, 30 giugno 2011

La mia vita è stata sempre improntata a valori di riferimento semplici, quanto importanti.

La Famiglia, il Lavoro, l’impegno politico, la Libertà.

I sacrifici che debba sopportare chi incarna lealmente ed onestamente queste semplici cose, ma dal sapore immenso e dal valore eterno, sono indubbiamente importanti, in ogni parte del mondo.

Ma in italia, questo peso è divenuto insopportabile.

La quotidianità intrisa di scandali continui, di immoralità assoluta e di aperto contrasto alla Legalità, rappresenta uno stile di vita che io non condivido, cui io non mi sottometto, di cui io, non mi rendo complice, volutamente.

Ed il costo che debba pagare un uomo che si espone in modo aperto contro ogni vergogna umana, è enorme.

Ed io lo pago, tutti i giorni della mia vita, senza esitare, senza un rimpianto, senza una lacrima versata.

Taluni guardano ad un tale comportamento valutandolo come una immaturità.

Per digerire tutta la merda che si sparge in questo paese ogni giorno infatti, bisogna accettare il compromesso storico con una realtà che è tremendamente reale, assolutamente concreta, quotidianamente incontrata.

La non accettazione di questi compromessi, utili e propredeutici (sine qua non) all’ingresso nella “comunità adulta, matura, civile e democratica italiana” che impera e spadroneggia arrogantemente ovunque, viene infatti definita come un difetto di maturità.

Ne convengo:

io non sono come loro, io non sono italiano.

E questo detto, con assoluto orgoglio e nessun disprezzo:

l’odio ed il disprezzo vanno indirizzati contro un valore non condiviso o, almeno, un disvalore.

Ma lo stile di vita italiano è divenuto senza vergogna, un non valore, una menzogna continua.

Di più, vi è che la casta politico-burocratica procede incessantemente verso una normalizzazione del paese che ha il sapore della tragedia comica, seppure non vi sia nulla da ridere in tutto questo.

I problemi che pur esistono in tutti i paesi del mondo, in italia non vengono affrontati, contrastati e, men che meno, risolti.

Questa è la volontà del potere italiano, che procede criminalmente al silenziamento della realtà, della libera informazione, alla quiescienza soporifera dell’Opinione Pubblica.

L’obiettivo è chiaro, limpido, leggibile.

Vista l’incapacità e/o l’impossibilità di rimuovere in un regime democratico (bloccato e degenerato) le condizioni di illegalità, si opera di contro nella rimozione di ogni differenza, che sollevi il dubbio della normalità di un simile stato di fatto.

Tutti mafiosi?

Nessuno è mafioso.

Tutti corrotti?

Nessuno è corrotto.

Tutti dentro al sistema?

Nessuno fuori.

Ecco, io non ci sto in un simile sistema, io non lo condivido ne lo avallo.

Io, sono fuori da queste miserie.

Perchè sono un uomo nato libero, che ha deciso di morire così come è venuto alla luce:

Libero.

Inflessibile?

Intransigente?

Certo, può essere.

Ma resto convinto che l’accettazione del più sciocco compromesso offerto da questa italianità, preveda la sottoscrizione di un contratto in associazione, nel quale è scritto che ci si impegna a non cambiare nulla, ad accettare tutto giurando di conservarlo nel più assoluto silenzio.

No, il mio concetto di lealtà non prevede un patto ad escludendum della convivenza civile, del senso del dovere, e di quella diligenza del buon padre di famiglia che sembra scomparsa o sommersa nella realtà italiana, che appare impazzita e smarrita in un circolo vizioso dal quale non si esce, una volta accettato, per il quale, non esiste soluzione di continuità e nemmeno la innata speranza che possa esistere un futuro migliore di questo, che va però costruito e non propagandato solamente.

Non so se sia colpa del sangue non italiano che scorre nelle mie vene, non so se sia responsabilità della mia educazione, non so cosa e come, ma quel che so con certezza è che io non condivido tutto questo e non mi posso unire alla unica volontà di autodistruzione di un intero paese, di una intera comunità e, soprattutto, del futuro dei miei figli.

Barlumi di esistenza cosciente ed impegnata esistono ancora, ed io ho interpretato un impegno secessionista da tutto quanto si dimostri antiumano, incivile, suicida.

Ma non si può continuare a vivere così, non è giusto, non è umano.

Nelle esperienze della mia vita, mi sono sempre gratificato nella compagnia di civiltà quali quella svizzera o tedesca, come se fossi nato con loro, cresciuto con loro.

Ed è ora che io assecondi questa esigenza di essere insieme ai miei simili.

Io non sono italiano.

Ed è ora che provveda a trovare asilo umano e politico in civiltà più consone al mio stile di vita.

Lo devo a me stesso, alla mia famiglia, ai miei figli, unico vero ed autentico senso nella mia vita.

A questo sistema malato, degradato e degenerato, io non devo più nulla, pur avendo sempre offerto la massima lealtà e fiducia.

Io devo cercare ancora la mia strada, la mia identità, la mia serenità.

Perchè il peggio di tutto questo, è la perdita di ogni serenità e di speranza di felicità.

E si potrà anche vivere senza esser ricchi, ma non si può vivere senza la propria felicità.

Immaturità o Coraggio?

Io so come chiamarlo questo mio indomito spirito, lui è il mio essere umano, profondamente umano, umanamente umano.

Lui è il mio sogno umano.

Ed è il mio perfetto equilibrio con esso che solo può rendermi felice.

Felice e Libero.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

La Crisi dei sistemi democratici

martedì, 14 settembre 2010

Dopo la crisi del sistema delle ideologie contrapposte intervenuta dopo la caduta del muro di Berlino e dopo la crisi economico-finanziaria recessiva, ecco apparire con sempre maggiore delineazione la crisi dei sistemi democratici moderni.

Il caso più lampante è quello della Unione Europea.

Nata dalla volontà univoca dei governi e sottoposta a sbrigativi referendum popolari per ottenerne una facile e frettolosa convalida, inciampa sempre più spesso nel dissenso delle stesse nazioni che la compongono.

Per l’Unione Europea la storia dei paesi membri, la cultura e l’ispirazione religiosa, non rappresentano valori da difendere, ma piuttosto questioni di poco peso, da offendere, da mettere all’indice.

Un caso su tutti vale per l’identità religiosa cristiana.

Il crocifisso?

Va eliminato dalle scuole, secondo la UE.

Una cantonata madornale?

No, no, è solo la punta dell’iceberg.

Un iceberg fatto di quote latte, di petali dei fiori da contare, di tradizioni dolciarie da eliminare.

La preclusione dai luoghi pubblici del crocifisso inoltre, fa il paio con una assente politica di contrasto nei confronti di quella violenza religiosa che è parte indiscutibile ed inscindibile della religione islamica, figlia parenticida di quella religione cristiana che è parte integrante della storia dell’europa, e della umanità intera.

E questo è un passaggio che non va affatto sottovalutato.

La crisi delle moderne democrazie è infatti identificabile nella sin troppo facile aggressione cui viene sottoposta dai sogni coranici di egemonizzazione e di espansione planetaria del verbo islamico.

Una democrazia è governata dalla maggioranza dei numeri ed è proprio in questa direzione che si insinuano una serie di subdoli attacchi liberticidi nelle democrazie moderne, attacchi che tendono ad utilizzare il concetto di maggioranza dei numeri per invadere le democrazie, prenderne il potere democratico ed ucciderle dal di dentro per distruggerle, per sterminarle.

E questa crisi identitaria, questa mancata tutela degli interessi storici dei territori e delle genti che popolano l’Unione Europea, offre una inesistente resistenza alle novelle invasioni demografiche ed alle antiche transumanze umane di tipo nomade.

Ed ecco scoppiare il caso “rom”.

L’Unione Europea interpreta al meglio l’altro punto debole delle democrazie moderne:
la supertutela delle minoranze in un regime democratico.

Ed ecco apparire un difetto di rappresentatività.

Se si scontra l’interesse alla tutela della sicurezza e della legalità dei popoli europei nei confronti di un popolo che storicamente rifiuta ogni integrazione, vive di espedienti, elemosine e furti, la Ue non ha dubbi:
prende le parti della minoranza rom.

E senza verificare che un popolo nomade usufruisce pressochè gratuitamente del sistema sanitario e farmaceutico del paese che lo ospita, del servizio di assistenza sociale, del servizio di ordine publlico e di pubblica sicurezza, del sistema penitenziario, della difesa militare, della previdenza sociale e di tutte quelle forme di aiuto per le classi indigenti di una nazione, assistenza che finisce per fare inceve la fortuna di immigrati e rom, esautorando di fatto quegli strati della popolazione storicamente insediata in quei territori dall’accesso al sistema sociale del welfare.

Va comunque pur rilevata una differenza fra rom e immigrati:

la gran parte dei rom viene per vivere parassitariamente nei paesi ricchi della UE, mentre la gran parte degli immigrati che entrano in UE sono di religione musulmana e comportano un maggior disagio per il paese che li ospita, senza contare che in questo modo stiamo pagando noi europei quei missionari della fede musulmana che tentateranno di prendere il sopravvento attraverso quel già richiamato concetto dei numeri e della maggioranza che in un regime democratico porta al potere.

Avete mai sentito un uomo di fede musulmana rifiutare una visita ginecologica alla moglie partoriente perchè il medico è un uomo?

Avete mai sentito di lavoratori musulmani che si privano di cibo di giorno per poi cibarsi di notte restando privi anche di sonno?

Ecco, avviene ogni anno, con il ramadan.

Ma questi lavoratori percepiscono il loro salario regolarmente durante il ramadan, verso un corrispettivo di prestazioni carente di forza e di energie.

Ma se una voce si alzasse a chiedere che i lavoratori musulmani che aderiscono al ramadan vengano messi in un periodo di ferie obbligatorio, pioverebbero invereconde accuse di razzismo.

E questo agire, rappresenta l’essenza della crisi contemporanea delle libere democrazie occidentali.

Ed è per questo che all’interno dei paesi democratici occidentali aumenta sempre più il contrasto fra stili di vita che sono incompatibili fra loro, ma che in virtù della garanzia per le minoranze etniche e religiose, uccide le democrazie stesse più di ogni altra cosa.

E adesso la UE può anche avviare una procedura d’infrazione contro questo sito e qualche baldo islamico può anche farlo saltare in aria.

Questo non toglie nulla alla mia libertà di espressione e al mio diritto di difendere ciò che sono e il territorio in cui vivo dalla stupidità europea e dalla violenza islamica fondamentalista.

E se possibile, vorrei anche difendere il mio diritto a dire pubblicamente che i rom vivono prevalentemente di illegalità.

E adesso, datemi pure del razzista:

se così è per voi, io ne sono orgoglioso.

Orgoglioso di non essere come voi.

Orgoglioso di non avere un presidente che non porta il nome di mio padre e di mio nonno, ma quello di un padre e di un nonno che non voglio come vicino di casa.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

America Mon Amour – 11/09/2001

sabato, 11 settembre 2010

Twin Towers - New York - 11 settembre 2001

Twin Towers - New York - 11 settembre 2001


Stasera mia moglie indossa una maglia completamente nera, con una bandiera americana stampata sul petto.

Ricordo ancora quando acquistammo quella maglia.

Era l’11 settembre 2002 ed eravamo ospiti di un villaggio turistico di proprietà tedesca nel sud della Puglia.

La sera precedente avevo chiesto al direttore del villaggio, quali momenti di riflessione avesse programmato nel primo anniversario dalla tragedia delle Twin Towers.

La Germania era uno di quei paese che aveva mal digerito la voglia statunitense di inseguire il terrorismo e di combatterlo in tutto il mondo.

Quindi il direttore, con poca abilità e diplomazia, fece intendere che nulla sarebbe stato organizzato in quel villaggio per ricordare l’evento storico che ha sconvolto gli equilibri mondiali più di ogni altro.

Fu così, che alla mattina dell’11 settembre, io e mia moglie uscimmo dal villaggio e ci recammo nel più vicino centro abitato con l’intenzione di acquistare un capo di abbigliamento che raffigurasse un simbolo degli USA.

Trovammo solo una maglietta nera, con stampata sul petto la bandiera a stelle e strisce.

Era un indumento femminile.

Mia moglie lo indossò.

Tornammo nel villaggio e ci recammo a fare colazione.

Il direttore, ossequioso, ci accolse all’ingresso della zona adibita alla prima colazione.

Un sorriso smagliante fu la risposta che gli consegnammo, dopo aver visto il suo viso trasformarsi alla vista della maglia a stelle e strisce.

Grande fu la sorpresa di vedere all’interno un altro cliente che si era completamente bardato di bandiere americane:

ne aveva sulla bandana, sulla maglia, sul pantaloncino, sulle calze e persino sulle scarpe.

Ci scambiammo un sorriso, solo uno.

Ora, a distanza di tanto tempo, e guardando quella maglietta, mi domando:

cosa abbiamo imparato noi italiani e noi europei da quella tremenda lezione della storia?

Cosa vuol dire la politica filo-araba di italia e UE?

Abbiamo già dimenticato a chi deve l’Europa la propria libertà?

Abbiamo già dimenticato che l’Italia deve la sua indipendenza economica, la sua sicurezza esterna ed interna e la sua potenza politica alla fraterna amicizia degli americani?

E se non abbiamo dimenticato tutto questo, perchè, nonostante tutto questo, li stiamo tradendo?

Durante l’ultimo governo Prodi, il ministro per gli affari esteri D’alema rafforzò la politica di avvicinamento alle frangie arabe più estreme e più vicine al terrorismo islamico.
Fu in quel periodo che scrissi America Mon Amour.
In ricordo degli uomini e delle donne che hanno perduto la vita a causa del terrorismo islamico fondamentalista.
Dedicato a coloro i quali difendono quotidianamente la libertà in questo mondo sempre meno libero e sempre più violentato dal terrorismo religioso a matrice islamica.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Vaticano contro Italia: ingerenze inaccettabili

sabato, 21 agosto 2010

Ancora ed ancora ed ancora, ogni giorno, quotidianamente gli alti prelati dello Statio del Vaticano si insinuano nelle vicende italiane, con ingerenze inaccettabili, critiche irricevibili, strali e moniti ridicoli, oltre che insopportabili.

Una Chiesa Cattolica che è scossa dalle fondamenta da continui scandali di sessualità pedofila e violenta, di abusi sessuali su incapaci e disagiati loro affidati per le cure dell’animo e che vengono invece violati nel corpo e nella mente, uno stato del vaticano che deve fare i conti con il cadavere di una giovanissima donna violata, assassinata e barbaramente abbandonata nella soffitta di una parrocchia, una chiesa cattolica che ha gli armadi colmi di scheletri inverecondi, pronti a saltar fuori in ogni momento.

Una Chiesa Cattolica che pretende l’integrazione coatta dal governo italiano di un popolo nomade, come è quello Rom, che da sempre rifiuta ogni integrazione.

Questa Stato del Vaticano irrompe quotidianamente nella vita sociale e comunitaria, istituzionale e politica di un civile e libero paese democratico, laico e liberale, con metodi coercitivi e ammonimenti estorsivi, alludendo chiaramente alla loro capacità di condizionare il voto del libero popolo sovrano italiano.

Questi continui attacchi sono irricevibili e vanno rispediti al mittente di uno stato estero che ingerisce pesantemente e continuamente negli affari interni dello stato italiano.

Tutto questo è inaccettabile!

I vertici istituzionali devono ammonire la CEI e lo Stato del Vaticano, debbono difendere lo stato libero, indipendente e laico che rappresentano.

Il Capo dello Stato italiano deve intevenire, deve difendere la laicità, la liebrtà e l’indipendenza dello stato italiano.

Il Capo dello Stato deve ritirare immediatamente per consultazioni la delegazione diplomatica presso lo Stato del Vaticano e dare chiare indicazioni da riprodurre alle istituzioni vaticane:

Non si accettano ingerenze sulle scelte politiche negli affari interni dello stato italiano.

Se tali ingerenze dovesse ancora verificarsi, va respinta la delegazione diplomatica vaticana e ritirata definitivamente quella italiana presso la sede vaticana.

Istituzioni italiane:

fate il vostro Dovere.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Il pericolo islamico ed il risveglio del poliziotto del mondo

mercoledì, 9 giugno 2010

Apprendiamo dalle ultime notizie che l’ONU si appresta a imporre sanzioni all’iran, a causa dello sporco gioco ricattatorio portato innanzi sinora dall’iran sulla questione del nucleare.

Finalmente l’America è riuscita a convicere Cina e Russia dopo la Corea del Nord (che guarda il caso, proprio in questi giorni ha riacceso il focolaio della guerra con la Corea del Sud affondandone una nave militare) del pericolo rappresentato dal know how tecnologico nucleare nelle mani di un folle dittatore come Mahmud Ahmadinejad.

Dopo l’attentato dell’11 settembre 2001, l’America sembra essersi finalmente risvegliata dal torpore e dalla paura che la avvinghiava, riprende il suo ruolo di intermediazione fra le grandi potenze mondiali e si ripropone nel ruolo unico ed insuperabile di poliziotto del mondo.

Bene, anzi, benissimo.

L’assenza di un ordine internazionale ben riconoscibile ed identificabile ha concesso in questi dieci anni al terrorismo fondamentalista islamico di terrorizzare il mondo, comprese quella Cina e quella Russia che inizialmente avevano guardato con favore alla presenza di un iran forte ed egemone nell’area medio orientale.

Un errore che che stiamo pagando molto caro.

Ma gli Stati Uniti d’America sono tornati a vigilare sulle follie mondiali.

Bentornato, poliziotto del mondo:

bentornato difensore della libertà.