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Le famiglie piangono e le aziende delocalizzano mentre la casta litiga

domenica, 4 luglio 2010

La politica italiana si trova di nuovo (ma che novità…) in una condizione di stallo.

Le famiglie piangono il benessere di cui non dispongono più, le aziende delocalizzano i loro siti produttivi cercando migliori condizioni di sviluppo e quella ragionevolezza politica e sindacale che non trova una corrispondenza in questo paese.

Gli imprenditori ed i lavoratori assistono inermi a contese e battaglie politiche che sentono ancora una volta distanti, inutili alla risoluzione dei loro problemi quotidiani.

Resta incomprensibile ad un padre di famiglia che naviga in un mondo del lavoro sempre più a rischio, la lettura di battaglie libertarie come quella sulle intercettazioni.

Se fosse questo padre di famiglia ad essere intercettato, egli non avrebbe nulla da temere:

che interesse avrebbe un investigatore o un magistrato nei suoi resoconti giornalieri che narrano di scelte sul tipo di pasta da mettere sul desco quotidiano, sulle pene serali di un genitore preoccupato per i suoi figli che ritardano il rientro, sul confronto con i colleghi di lavoro nella valutazione del rischio che il datore di lavoro delocalizzi l’impresa e li lasci a casa, sull’innalzamento dei prezzi dei servizi indispensabili (acqua, luce, gas, etc), sui commenti che fa una madre di famiglia in apprensione per il suo bebè a fronte delle violenze che hanno vissuto inermi bimbi in mostruosi asili nido, sulle disquisizioni fra tifosi sui mondiali di calcio, …..

Il buon padre di famiglia, non teme di essere intercettato, e non comprende come mai, la nuova legislazione in itinere sulle intercettazioni debba influire sul progresso di quel cambiamento e di quel riformismo che dovrebbe asciugare le spese pazze ed irragionevoli di uno stato eccessivamente centralizzato e costoso, spese che aumentano a dismisura quel debito pubblico cui egli sarà costretto a contribuire con una sempre maggiore pressione fiscale.

Il buon padre di famiglia non comprende perchè la maggiore tutela della casta politica italiana tradotta in lodi, legittimi impedimenti, limitazioni a indagini investigative, inchieste giudiziarie e mondo dell’informazione siano così importanti quando, il popolo sovrano, ha ben altri e seri problemi con cui confrontarsi quotidianamente.

Il buon padre di famiglia non comprende l’istituzione di un ministero per l’attuazione del federalismo quando sa benissimo che la riforma federalista vede già ministri leghisti impegnati lavorare a tutto spiano fra assurdi veti incrociati per realizzare quel federalismo fiscale che diminuirà lo spreco e lo sperpero di danari pubblici che fanno diminuire ogni mese la sua busta paga in maniera sempre più vistosa.

Il buon padre di famiglia non comprende perchè il suo posto di lavoro attuale e quello futuro dei propri figli debba essere messo seriamente a rischio da un pesante cuneo fiscale e contributivo che non rende felice il lavoratore dipendente italiano con il salario medio più basso d’Europa, ma nemmeno fa la felicità del suo datore di lavoro che conosce il più alto costo medio del lavoro in Europa.

Il buon padre di famiglia non riesce a comprendere e giustificare il perchè il reo di un omicidio in Italia non paga mai la propria pena detentiva, ed esce dal carcere perchè depresso o perchè le carceri sono inadeguate o perchè l’amministrazione della giustizia non riesce a completare l’iter processuale prima della scadenza dei termini previsti dalla legge.

Tutto questo, il buon padre di famiglia non lo comprende, non lo può comprendere, non lo vuole comprendere.

Certa casta politica dovrà pur comprendere che la misura è colma e qualcuno dovrà pur fare un passo indietro.

Il buon padre di famiglia di passi indietro, ne fa ormai decine al giorno.

Ora, ad eccezione dei politici leghisti che di passi indietro ne fanno ormai decine al giorno al fine di realizzare le riforme ed il cambiamento di questo paese, vi sono politici della casta disposti ad interpretare ed incarnare il principio giuridico del buonpadre di famiglia?

E se la risposta è sì, prevarranno essi sull’egoismo e sulla cura di interessi che con il futuro di famiglie ed aziende, di lavoratori e di imprenditori, non hanno nulla a che fare?

Il buon padre di famiglia attende risposte.

Risposte concrete:

fatti, non parole.