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Cittadini Antimafia

giovedì, 31 ottobre 2013
Cittadini Antimafia

Cittadini Antimafia

A Palermo la casta ha distrutto il Pool Antimafia.

Mai nessuno potrà eliminare i Cittadini Antimafia.

Cittadini lavoratori, cittadini disoccupati, cittadini carabinieri, cittadini magistrati, cittadini leali e corretti, fedeli alla repubblica e non alle mafie:

questi sono i cittadini Antimafia.

Penso sia giunto il momento di costituire una Libera Associazione dei Cittadini Antimafia.

Se lo stato si arrende alle mafie o tratta con le mafie, se lo stato non prevede e non punisce il reato di comportamento mafioso, se lo stato stenta nella lotta e nel contrasto alla mafia, allora i cittadini si uniscono e dicono
NO alla mafia,
dicono che la mafia si elimina definitivamente, non si contrasta, non si lotta, non si tratta.

Lo stato deve adempiere ai propri doveri.

I liberi cittadini hanno il diritto ed il dovere di agire contro chiunque o contro qualsiasi cosa non punti alla definitiva eliminazione del fenomeno mafioso, per rendere l’Italia un paese normale, virtuoso, forte e rispettato.

I cittadini possono ricorrere a qualsiasi livello di giudizio, sia nazionale che sovranazionale per imporre un comportamento indiscutibilmente antimafia allo stato e a quegli apparati dello stato preposti ad assicurare giustizia, sicurezza e legalità che vengano impediti di agire nel modo giusto e dovuto, vengano evasi, vengano aggirati, vengano traditi.

Ora basta, non si scherza più:

se occorre scegliere fra chi deve soccombere e chi deve essere difeso, non abbiamo alcun dubbio che è il fenomeno mafioso che deve essere ELIMINATO dalla storia, dalla cultura e da discutibili prassi che bypassano liceità e legalità.

E poiché urge una strategia antimafia, ecco quattro sono obiettivi primari da rraggiungere per la eliminazione della mafia in Italia:

1 – istituzione del Ministero Antimafia che diriga e coordini l’azione delle FF.OO. e della magistratura antimafia;

2 – istituzione dei Pool Antimafia in ogni provincia italiana, in piena autonomia e coordinati dal ministero antimafia, composti da magistrati antimafia, poliziotti antimafia, carabinieri antimafia e finanzieri antimafia;

3 – istituzione del reato di comportamento mafioso (anche il solo difendere l’operato della mafia è reato, essere mafioso è reato, aiutare un mafioso è un reato, avallare la mafia è un reato, sostenere la mafia è un reato mafioso), fattispecie che va punita per direttissima da un Pool Antimafia;

4 – inserimento in costituzione del dettato:
la repubblica italiana combatte ogni forma di mafia con ogni mezzo ed in ogni forma e fenomeno essa si presenti.

Siamo pronti a combattere insieme almeno per questi quattro semplici punti da liberi cittadini che intendono liberarsi da tutte le mafie?

Pare che in Italia sia proprio arrivata l’ora di dire:
basta mafia.

Senzadubbiamente.

Gustavo Gesualdo
Cittadino Antimafia

Art. 27 Costituzione: la responsabilità penale è personale

mercoledì, 6 marzo 2013

La follia, la viltà, l’inettitudine, l’incapacità, l’idiozia e la irresponsabilità della casta politica e della classe dominante italiana dalla istituzione della democrazia repubblicana e sino ai giorni nostri è vasta e ampiamente dimostrabile su di un pulpito civico o politico, in una aula parlamentare come in una aula giudiziaria.

Immaginate, ad esempio, che nella carta costituzionale italiana si fissi il principio della responsabilità penale come una responsabilità esclusivamente personale.

Immaginate ad esempio che in Italia dimori e cresca la più grande organizzazione criminale di stampo mafioso d’Europa (prima azienda italiana per fatturato e primo agente economico italiano) ed una delle prime tre organizzazioni criminali di stampo mafioso globali (n’drangheta calabrese).

Immaginate ancora che, sempre in Italia, dimorino e crescano almeno altre due organizzazioni criminali di stampo mafioso (mafia siciliana, camorra napoletana) di potenziale identico a quella che domina l’Italia ed insidi l’Europa intera, tentando di infiltrarla.

Immaginate che vi siano in ato da parte della magistratura italiana indagini e processi, come pure vi siano presenti delle sentenze già emesse che dimostrino una trattativa fra istituzioni e apparati dello stato e mafia.

Ecco, ed ora immaginate che questo stato, in 65 anni i vita, non abbia trovato di meglio nel contrasto alle organizzazioni mafiose che punirle con un reato associativo, quello appunto che punisce l’associazione mafiosa, dimenticando che in Italia, la responsabilità penale è personale.

E dimenticando in tutti questi 65 anni di punire il reato mafioso nel suo comportamento mafioso e non solo nel suo essere associati in mafia.

Immaginate quindi che, lo stato italiano, guidato da follia, viltà, inettitudine, incapcità, idiozia e irresponsabilità della casta politica e della classe dominante italiana, abbia semplicemente dimenticato di punire il mero “comportamento mafioso“, facendo così il più gran regalo che lo stato italiano potesse fare al suo peggior nemico:

l’anti-stato mafioso.

Ma ancor oggi, nessuna fazione, nessuna associazione, nessun movimento nessun sindacato, come nessun partito italiano ha ancora sentito l’esigenza di istituire il reato di comportamento mafioso, ovvero di punire le famiglie dei mafiosi sottoposti a provvedimenti restrittivi delle libertà personale che vengono sostenute da una storica raccolta mafiosa di danari, in estorsione al commercio, all’industriali e all’artigianato con il nome di pizzo violentemente richiesto dal racket delle estorsioni.

Ma in Italia, a quanto pare, è vietato punire i mafiosi, i quali possono ancora contare su di un antiquato ed inefficace dettato costituzionale per il quale, “le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso dell’umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato”.

In Italia insomma, esistono eserciti di idioti che credono ancora che si possa rieducare un mafioso responsabile dell’omicidio volontario e premeditato di decine e decine di persone.

Le organizzazioni mafiose ringraziano lo stato italiano, il popolo italiano, il governo italiano, il parlamento italiano:

senza di loro, le mafie, molto probabilmente, sarebbero state già sconfitte.

Gustavo Gesualdo
alias Il Cittadino X