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Il tramonto del modello lombardo e la corruzione elevata a sistema

venerdì, 23 marzo 2012

Il presidente della regione lombardia roberto formigoni definisce i continui scandali corruttivi che coinvolgono personalità e personaggi importanti del pirellone come una falla al sistema dei controlli anti-corruzione.

Ma, caro formigoni, una falla rappresenta un elemento di discontinuità e di irregolarità limitato nel numero dei casi e nel tempo.

Quando invece i casi di ipotetica corruzione sia morale che materiale irrompono come una cascata imponente e quando, questi stessi casi corruttivi, divengono un treno che pare non avere mai fine, allora, caro formigoni, questa non è solo una falla, ma verifica invece un vero e proprio “sistema” fallimentare.

L’antica e mai veramente affrontata questione della corruzione elevata a sistema scuote il modello lombardo, preso sino a ieri come punto di riferimento per la efficienza e la efficacia amministrativa.

Oggi, il sistema lombardo è entrato in crisi, mentre il termine corruzione continua ad apparire come ad un fiume in piena, proiettato nell’immaginario collettivo come un sistema corruttivo causale lombardo piuttosto che ad una mera discontinuità casuale nel sistema del governo regionale lombardo.

La caduta del berlusconismo produce la caduta del lombardismo come punto di riferimento politico positivo?

Una falla non può mettere in pericolo il sistema complesso e funzionale lombardo, di cui rimane ormai solo l’esteriorità della obbligatorietà uniformale della giacca nelle sedute consiliari lombarde, rafforzando così l’immagine collettiva che il colletto bianco di una camicia che risalti sotto una giacca, non determini purezza morale ma solo una sensazione di pulizia formale.

Le sentenze le emettono i tribunali:

la pubblica opinione invece vive nella realtà quotidiana, compresa e non esclusa, quella di una urna elettorale per l’elezione del consesso regionale più indagato d’italia.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Il cialis ed il viagra fra una sessualità ritrovata e la saggezza fuggita

martedì, 14 giugno 2011

Dobbiamo farcene una ragione.

Dobbiamo prendere atto che, l’avvento di medicinali terapeutici e “sostenitori” della sessualità perduta negli uomini in età avanzata, ha cambiato il nostro mondo, capovolgendolo, sopraffacendolo.

Tutta la nostra cultura è basata su un rispetto inconscio (ed in parte perduto) di coloro i quali hanno i capelli bianchi.

Questa cultura ha permeato talmente il nostro modo di vedere le cose nel passato, che i padri costituenti ne hanno fatto addirittura un dettato costituzionale, richiedendo per le figure del Capo dello Stato e di senatore, un quoziente minimo elevato di età anagrafica, in considerazione del fatto che, una pace dei sensi acquisita nel periodo della cosìddetta andropausa, fosse un viatico più che sufficiente alla saggezza umana.

Forse era vero, forse no.

Quel che è sicuro invece, è che con l’avvento di farmaci quali il viagra e il cialis, tutto questo non è più vero, per fortuna degli uomini in età avanzata e per sfortuna della loro presunta saggezza.

Gli scandali dei nostri giorni narrano di festini e goliardie sessuali anche di personaggi in fascia di età avanzata o molto avanzata.

Il bunga bunga italiano perlomeno è un fenomeno che prevede il consenso delle donne in tenera età che decidono di incontrare uomini anziani, ma rifatti dalla testa ai piedi e soprattutto, rinvigoriti sessualmente dal “potere della pillola azzurra”.

Il bunga bunga invece del francese Strauss-Kahn, ex direttore del potentissimo Fondo Monetario Internazionale, narra di una violenza sessuale ai danni di una donna-lavoratrice, cosa certamente molto scabrosa, ben più scabrosa degli harem consenzienti berlusconiani.

Fatto sta, che dobbiamo fare i conti con questa innovativa distrazione per i vecchi saggi dai capelli bianchi o ritinti, del potere mondiale e nostrano.

Non si comprende più quale differenza passi, in termini di serenità acquisita e derivante dalla “pace dei sensi”, fra una terza età rinvigorita a colpi di farmaci e di stimolanti come la cocaina, e l’ormonale quanto naturale vivacità di uomini in giovane età.

Dopo la parità dei sessi, dovremo pensare anche ad una parità nel sesso maschile fra generazioni diverse.

Dovremmo forse pensare ad un accesso alla politica, quella che conta, di giovani maschi resi fragili ed attaccabili da una sessualità prorompente e di maschi anziani con la stessa medesima fragilità ed attaccabilità.

Non dimentichiamo infatti che, nonostante non si debba fare di tutta un’erba un fascio, non sono poche le donne che ancor oggi gradiscono una vita mondana, comoda e costosa da far pagare al potente di turno, semmai ricattandolo per le sue scappatelle extra-coniugali.

Ed oggi questo rischio è maggiormente elevato, grazie alla restituzione della sessualità ai soggetti maschi in età avanzata.

Dovremmo anche pensare a dare sfogo a questi istinti sessuali in modo civile, come avviene in quei paesi civili laddove la prostituzione è legale e dona libero sfogo ai ricchi come ai poveri, ai potenti come agli impotenti, ai validi come agli invalidi e garantisce libertà e sicurezza sanitaria alle donne che oggi si prostituiscono per le strade e per le piazze italiane, lasciate alle intemperie ed alla violenza gratuita dei mascalzoni e dei papponi, abbandonate dalla società cosìdetta civile al proprio infame destino di donne sfruttate e fottute, senza voler dare a questa ridondanza dei termini usati, alcun valore ironico:

non c’è nulla da ridere nella schiavitù palese della prostituzione italiana, è solo una cosa di cui vergognarsi profondamente, un fenomeno che denuncia un razzismo ed un sessismo indicibile ed ingiustificabile.

Senza contare quanto costa allo stato il contrasto a questa “economia sommersa”, nell’evaso prelievo fiscale e nella mancata contribuzione previdenziale.

Questa è la mia considerazione per questa giornata, una considerazione che passa per goliardica ed ironica, ma che mette in luce motivi interessanti di accesso al potere in questo paese, governato perlopiù da vecchi incipriati, ed ora, anche molto “arrapati e stimolati”.

Anche qui non si deve fare di tutta un’erba un fascio, ma in questa storia, fatta di medicinali, stupefacenti ed erbe da fasciare, la morale c’è:

basta con un potere vecchio e logoro, stanco ed arrapato.

Diamo largo ai giovani, prima che invecchino troppo anche loro.

Perlomeno potremmo contare su maggiore energia e freschezza, non taroccate da stimolanti reperibili solo in quel commercio illegale che fa la ricchezza delle organizzazioni criminali.

E scusate se è poco ….

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X