Articoli marcati con tag ‘Jan Fleischhauer’

Concordia: due lunghi anni senza giustizia

lunedì, 13 gennaio 2014

A due anni esatti dalla strage della Costa Concordia, il maggiore responsabile francesco schettino è ancora a piede libero nonostante abbia fatto strage di ben 32 passeggeri, abbandonati al proprio crudele destino dalla follia omicida di un incapace assoluto, privo di alcuna umanità e professionalità.

Ma oggi l’Italia offre un altro aspetto deteriore della propria incapacità di assicurare giustizia e dopo i richiami dello Der Spiegel
(Jan Fleischhauer : «Mano sul cuore, qualcuno si è forse meravigliato del fatto che il capitano della Costa Concordia fosse italiano? Ci si può immaginare che a compiere una simile manovra, inclusa la fuga successiva, potesse essere un tedesco oppure, diciamo anche, un capitano di marina britannico?»)
e della CNN
(Credo che non ci sia da stupirsi per il downgrade dell’Italia da parte di S&P, questo fa parte delle conseguenze quando si è sempre in sciopero – Erin Burnett – OutFront, a proposito dei rinvii del processo a schettino dovuti agli scioperi degli avvocati), ecco arrivare invece l’ennesimo rinvio del processo per la adesione dei legali di schettino all’ennesimo sciopero.

L’Italia è solo tutta una mafia ormai insalvabile:

dovrà bruciare nei propri vizi per poter risorgere dalle proprie ceneri.

Se mi chiamate italiano vi mando a ‘fanculo:

io con questa merda non ho nulla da spartire, nulla.

Razza di mafiosi inchiavabili che non siete altro.

Gustavo Gesualdo

Schettino, vile e codardo pluriomicida è libero: mai in carcere

giovedì, 5 luglio 2012

Nella migliore tradizione napoletana e nel più completo rispetto della tempistica e del metodo mafioso, il vile codardo pluriomicida Francesco Schettino viene rimesso in libertà dalla ingiustizia idagliana, posto che sinora, Schettino non aveva neppure scontato un sol giorno nelle patrie galere, ma aveva dimorato nella sua comoda casa, permettendosi addirittura una fuga di piacere per il pranzo pasquale.

Beh, mancava solo l’ennesimo abuso del rito cristiano del perdono per un tale codardo ed assassino.

Ovviamente, il tutto avviene in un silenzio piuttosto colpevole, complice ed omertoso della informazione idagliana, che dovrebbe invece accogliere inorridita e in un mare di proteste la notizia della messa in libertà di un tal gaglioffo, vile e codardo, le cui mani sono lorde del sangue di tantissime morti innocenti.

Ma in idaglia, mafioso non mangia mafioso, e così via.

Anzi, talune testate riportano addirittura la contraffatta pubblicità di uno schettino eroe, che avrebbe salvato con coraggio ed intelligenza, migliaia di passeggeri.

Ma che schifo di paese è mai questo?

Quali squallidi figuri amministrano la (in)giustizia in Italia?

Quali uomini codardi e capitani pluriomicidi governano le navi nel mare nostrum?

Chi ha formato e chi ha addestrato gli uni e gli altri?

Chi li ha laureati e chi li ha selezionati?

Ma la vera domanda da porsi è questa:

chi pagherà per la perdita verticale di credibilità del sistema di controllo navale italiano e chi pagherà per la inutile e, per certi versi, cercata e voluta morte di decine di viaggiatori-passeggeri-turisti a bordo della Costa Concordia?

Beh, un po come tutte le tragedie idagliane, anche questa si avvia ad una conclusione senza trovare e punire un colpevole, un reo, un assassino, un lurido e vile codardo che venga rinchiuso vita natural durante in una cella penitenziaria, a scontare i suoi evidenti deficit professionali e le sue imperdonabili insufficienze e deficienze (in)umane.

Ma è proprio questo che avviene da decenni in Italia:

si premia chi non merita e si procede irrazionalmente verso scelte che producono un sicuro fallimento.

Lasciate perdere le massonerie e le paventate lobby bancarie:

in Italia vi è abbastanza merda da lordare ed infettare il mondo intero.

francesco schettino presidente della repubblica italiana subito!

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Uno stato immorale, un Cittadino Qualunque e “La Patente” di Pirandello

lunedì, 19 marzo 2012

A seguito del recente richiamo ad una maggiore moralità da parte del capo dello stato italiano Giorgio Napolitano nell’agire politico ed umano dei partiti, rifletto che:

1 – Al napoletano Giorgio Napolitano, Presidente della Commissione Costituzionale a Bruxelles un giornalista della tv tedesca contesta in questo video di “fare la cresta” sui rimborsi delle spese di trasporto assegnati dalla Unione Europea ai parlamentari in quanto, chiedeva ed otteneva rimborsi di 800,00 euro per volo e ne sosteneva realmente solo 90,00, sempre per ogni volo e con un arricchimento ingiusto ed immorale di ben 700,00 euro per ogni volo effettuato dal Signor Napolitano, più o meno quel che guadagna un cittadino italiano che si affacci oggi al mondo del lavoro come corrispettivo di un mese intero di fatiche e di sacrifici.
Interpellato, Giorgio Napolitano per tutta risposta minaccia di chiamare la polizia per allontanare il giornalista e la troupe televisiva tedesca, come ben documentato dal filmato.

2 – Questo documento pubblicato dalla tv tedesca in prima serata è stato censurato e mai trasmesso in italia.

3 – Cosa penseranno i tedeschi, gli olandesi, i danesi, gli inglesi, i francesi, gli americani, i cinesi, gli indiani, i canadesi, gli asutraliani e gli europei tutti se, dopo questo episodio quantomeno increscioso e mai chiarito ne giustificato, lo stesso Giorgio Napolitano sia stato eletto Capo dello Stato Italiano dalla casta politica italiana?

A buon intenditor, poche parole.

Uno stato immorale non è una entità astratta fatta di illazioni e delazioni, di vilipendi e di immoralità, ma è uno stato democratico che ha rappresentanti ben definiti ed individuati, tramite i quali si rappresenta e si proietta l’immagine del Paese nel mondo intero.

Uno stato immorale è fatto di uomini e donne immorali che compiono azioni immorali sotto la copertura dell’omertà mafiosa di uno stato prevaricato ed abusato da una immorale casta dominante che abusi continuamente del potere pubblico.

Uno stato immorale che ama i condoni, gli indulti, le amnistie, le grazie e condanna invece certamente chi osa sollevare il capo e urlare queste verità ponendosi come soggetto a disposizione per vendette e rivalse da parte di un tal prepotere, abusivo ed immorale, così provocato.

Venite pure avanti, vi aspetto a braccia aperte:

voglio che mi assegniate la Patente di Cittadino, cittadino con la C maiuscola.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Il default greco è il fallimento del sud

sabato, 10 marzo 2012

Le società di rating internazionale Fitch, Moody’s e Dagong, decretano insieme a tutto il mondo economico globale che conta il fallimento del sud europa, seria fonte di preoccupazione per l’economia e la finanza globale a causa di uno stile di vita aberrante ed errato, costoso e sprecone, in ogni caso, insostenibile ed impagabile.

Il collasso contemporaneo di quasi tutti i paesi che si affacciano nel Mar Mediterraneo, sia africani che europei, dimostra quanto siano sbagliate le scelte operate nel bacino mediterraneo ed in generale nel sud dell’Europa.

Stili di vita completamente folli ed impagabili, oltre che profondamente egoisti, hanno scosso come un terremoto l’egitto come la spagna, la libia come la grecia, il portogallo come il maroccco, l’italia come la tunisia.

Resteranno incise nella pietra della storia le parole scritte dal giornalista tedesco Jan Fleischhauer (Der Spiegel) che descrivono meglio di ogni altra cosa qual cancro stia portando alla morte questa Unione Europea:

“Siamo sinceri: qualcuno si è meravigliato che il capitano coinvolto nella tragedia della Costa Concordia fosse italiano?

Qualcuno riesce ad immaginare che un capitano tedesco o, meglio ancora, uno britannico avrebbero potuto compiere una tale manovra, comprensiva di omissione di soccorso?

……

Il difetto congenito dell’euro è stato racchiudere così tante diverse culture economiche nella camicia di forza di un’unica moneta.

Per riconoscere che la cosa non poteva funzionare non era necessario aver studiato economia politica, sarebbe bastata una visita a Napoli o nel Peloponneso. ….”.

Bastava una semplice visita a Napoli o in Grecia per prendere coscienza della natura maligna del cancro che infiltra ed uccide il mondo economico, politico e finanziario europeo, occidentale e globale.

Un cancro che viene straordinariamente sottovalutato ed ignorato dalla stragrande maggioranza della casta politica italiana che dovrebbe pur comprendere dopo gli avvenimenti degli ultimi mesi quando è il momento di parlare (mai per i responsabili del default italiano) e quando tacere.

Ma, evidentemente, essi non sanno più quel che fanno.

Sia pure essi lo abbiano mai saputo in vita loro.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

L’Unione Europea si infrange sullo scoglio napoletano

martedì, 7 febbraio 2012

“Siamo sinceri: qualcuno si è meravigliato che il capitano coinvolto nella tragedia della Costa Concordia fosse italiano?

Qualcuno riesce ad immaginare che un capitano tedesco o, meglio ancora, uno britannico avrebbero potuto compiere una tale manovra, comprensiva di omissione di soccorso?

Un personaggio così lo si conosce in vacanza al mare.

E’ un uomo dalle azioni plateali e che gesticola mentre parla.

In linea di massima si dimostra innocuo, ma non lo si dovrebbe fare avvicinare troppo ai macchinari pesanti.

Fare “bella figura” si chiama lo sport nazionale italiano che consiste nel dare una buona impressione di sé.

Anche Francesco Schettino voleva fare bella figura, ma si è trovato in mezzo uno scoglio.

D’accordo, questa era una mossa davvero scorretta.

Abbiamo da tempo perso l’abitudine di mobilitare stereotipi culturali nei giudizi espressi nei confronti dei nostri vicini.

E’ considerato un modo retrogrado o, peggio ancora, razzista (anche se, tanto per rimanere in tema, non è del tutto chiaro fino a che punto l’italianità possa già di per sé costituire una razza).

Il carattere nazionale è un po’ come le disparità fra i sessi.

Anche se sono state abolite da tempo, nella vita quotidiana ci andiamo a sbattere continuamente contro.

Basta trascorrere un solo pomeriggio all’asilo per mettere in discussione tutto ciò che la pedagogia illuminata ci ha insegnato sulla costruzione sociale del genere maschile e femminile. Effettivamente c’è tutto un mercato clandestino che campa in maniera più che discreta sulla differenza tra Marte e Venere e su come affrontarla.

A tale istruzione per l’uso fa da pendant la guida turistica che ci introduce nelle caratteristiche proprie, e quindi nella tipicità, di una cultura straniera. In qualche modo, almeno mediaticamente, continua a nascondersi in noi l’unno.

Sono soprattutto i tedeschi ad avere un problema con le attribuzioni culturali.

Per esempio gli inglesi ci considerano da sempre non particolarmente dotati di senso dell’umorismo, nonostante anni di satira e cabaret di artisti importanti come Mario Barth, o Achtung Kabarett, Hagen Rether.

I francesi, invece, prendono in giro la cucina britannica e i belgi la presunta avarizia degli olandesi.

Noi conosciamo il carattere nazionale solo in senso negativo, come autoaccusa.

Appena saltano fuori da qualche parte un paio di ragazzi che sbraitano stupidità, imperversa sulla stampa il sociologo ed esperto in conflitti Wilhelm Heitmeyer, e spiega perchè la pace sociale sia in pericolo (“situazione esplosiva”) e che incombe una ricaduta.

In un modo o nell’altro, fino ad oggi è rimasto in noi l’unno che aspetta solo di tornare a battersi.

E stranamente funziona sempre.

Non occorre scomodare la genetica, per arrivare alla conclusione che le nazioni si distinguono tra loro.

Esistono infatti motivi climatici e anche la lingua ha la sua importanza.

Normalmente questo è secondario, ma nessuna politica dovrebbe basarsi sulla considerazione che le frontiere conservano il loro significato solo in senso figurato.

Cosa può succedere quando per motivi politici si trascura la psicologia dei popoli, lo evidenzia la crisi monetaria, che in questi giorni abbiamo perso di vista solo perchè “l’uomo nel castello” ha accentrato tutta l’attenzione su di sé.

Lo scoglio davanti alla nave qui sono i tassi d’interesse del mercato.

Difetto congenito dell’euro?

La camicia di forza per culture diverse

Se ora dappertutto si parla delle diverse capacità di prestazione dei paesi, allora questo è un modo pulito per affermare che alcuni stereotipi hanno, invece, la loro fondatezza.

Il difetto congenito dell’euro è stato racchiudere così tante diverse culture economiche nella camicia di forza di un’unica moneta.

Per riconoscere che la cosa non poteva funzionare non era necessario aver studiato economia politica, sarebbe bastata una visita a Napoli o nel Peloponneso.

Adesso si cerca disperatamente una soluzione. La risposta della cancelliera è che tutti diventino come noi.

Si vedrà come andrà a finire.

Le nazioni possono cambiare.

Questa, volendo, è la consolazione.

Gli italiani duemila anni fa dominavano su un impero che si estendeva dall’Inghilterra all’Africa.

I tedeschi, nel frattempo, hanno difficoltà a garantire il traffico ferroviario quando c’è troppa neve e ghiaccio.

Talvolta ci vuole, infatti, molto tempo per sfatare alcuni stereotipi.

A volte più di una generazione.

Jan Fleischhauer”.

Ma il signor Jan Fleischhauer sa che il citato capitano Schettino è napoletano e non italiano?

Poiché il prosieguo del suo scritto cambierebbe grandemente il suo oggetto finale se così fosse.

Non lo stereotipo italiano alla gogna della storia e del volgere generazionale, bensì lo stereotipo e lo stile di vita malato e deteriorato napoletano alla ghigliottina dell’umanità.

Agli occhi di un tedesco, come di un europeo come di un occidentale la differenza fra un italiano ed un napoletano non sembrerà così importante, ma in italia, tale differenza è sostanziale e vitale.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino x