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Renzi silvio giorgio: la restaurazione partitocratica e burocratica

giovedì, 28 agosto 2014

Un premier peggiore di Renzi non c’è come non c’è una casta dirigente peggiore di quella italiana, in tutto il pianeta.

In questo momento storico in cui l’Italia depressa e deprivata, degradata e disagiata da decenni di malgoverno consociativo in puro stile mafioso che si sosteneva sulla compravendita dei voti e del consenso scambiati per comodi, confortevoli e affatto carichi di lavoro posti di dipendenti pubblici (burocrati in concorrenza con i politici nella produzione non di servizi adeguati ed economici ai cittadini, bensì nella concorrenza spietata a chi ruba di più ai cittadini, a chi produce più malversazione e corruzione) e di appalti pubblici concessi solo in cambio di consenso o di tangenti corruttive sino al punto da far divenire le opere pubbliche fonte esclusiva e continuativa di finanziamento per partiti e politici anziché prassi civile per erogare servizi strutturali ed infrastrutturali alla cittadinanza;

dopo che la corruzione si disegna in proporzioni almeno pari all’importo del debito pubblico (la casta ha prodotto il debito sovrano rubando a piene mani dalle casse dello stato);

dopo che eserciti di intere generazioni di inutili e dannose classi dirigenti istituzionali hanno tradito il Paese reale e i cittadini italiani svendendo la sicurezza interna dello stato alle organizzazioni mafiose in miserabili trattative tra stato e mafia;

dopo che casta burocratica e casta politica hanno determinato e fondato un asse mafioso che con metodi terroristici ed estorsivi impone al popolo sovrano di cedere la propria sovranità da abusare al solo fine di privilegiare i parassiti che consumano inutilmente risorse pubbliche e massacrare e indurre al suicidio tutti queei soggetti (imprenditori, professionisti, artigiani, commercianti, industriali, lavoratori dipendenti privati) che invece, producono quella ricchezza che l’asse mafioso politico-burocratico brucia esclusivamente a fini della propria sopravvivenza e a danno della morte del Paese Reale e della Economia Reale;

dopo che questi eserciti della morte hanno distrutto il paese e indotto all’esilio o al suicidio i meritevoli,

quando finalmente è arrivato il momento di riformare in senso liberale lo stato e di liberare il paese reale dal pesantissimo fardello mafioso burocratico e partitocratico,

quando è infine emerso che la crisi di un paese avanzato, ricco e moderno come l’Italia sta nelle innumerevoli ingiustizie proclamate in sentenze (emesse in ritardo, mai emesse, emesse esclusivamente in favore dei poteri forti o dietro pagamento di tangente corruttiva),

nelle innumerevoli aberrazioni di una casta burocratica che non lavora per vivere, non vuole lavorare e soprattutto depreda ricchezze pubbliche in nome della loro funzione pubblica,

nelle infinite ruberie di diritti, libertà, risorse e ricchezze pubbliche e private di una casta politico-istituzionale aberrante, deviata, indegna, incapace, egoista, idiota, malversatrice, omertosa se non addirittura complice delle mafie od immutabile organizzazione mafiosa essa stessa, organizzazione che mai cambierà il sistema creato per depredare e rubare e non certo per cambiare e migliorare il paese,

arrivati al momento in cui tutti auspicano un passo indietro delle assunzioni clientelari di massa nella pubblica amministrazione di parenti, affini, amici, portatori di consenso, parassiti, mantenuti e mantenute, depistatori, disinformatori e distruttori della cosa pubblica,

quando si parla a sproposito e quotidianamente di una spending review che deve tagliare spesa pubblica, debito pubblico, posti di lavoro pubblici,
ecco,
quando è ormai chiaro ed emerso tutto questo,
ecco che il premier della casta dei mafiosi e dei corrotti propone un patto all’asse mafioso:

compriamo 100.000 nuovi portatori di voto e di consenso per uno stato criminale, criminoso e criminogeno con assunzioni di massa nel settore pubblico e fottiamo ancora una volta il popolo e la Unione Europea con una serie di false e finte riforme, solo di facciata, propagandistiche, per mantenere in vita l’attuale regime mafioso e corrotto che rappresentiamo e impediamo così che si formi un dissenso tra i nostri affiliati, complici e picciotti, dissenso che possa compromettere il nostro magna magna generale ai danni della cittadinanza italiana migliore, quella che produce quella ricchezza che noi sappiamo solo sprecare, rubare, malversare.

Il governo italiano fa esattamente tutto il contrario di quel che serve per salvare il paese,
ma fa tutto il necessario per salvare il cancro che uccide il paese:

si tratta di atti di terrorismo di stato, si tratta di veri e propri atti di prevaricazione della costituzione, delle regole democratiche, dello stato repubblicano, del popolo italiano.

Siamo ancora una volta dinanzi a ad una violentissima restaurazione burocratica e partitocratica con comportamenti e modalità apertamente avverse ai principi costituzionali come a principi sani e mai veramente garantiti come quello della diligenza del buon padre di famiglia.

Negli atti del governo troviamo negligenza e propaganda, mai diligenza e spirito di sacrificio, senso del dovere, lealtà e fedeltà alla costituzione e alla nazione.

Governo, parlamento, massime cariche e poteri dello stato stanno volontariamente assumendo comportamenti che non cambiano nulla, non riformano nulla, non liberalizzano nulla al fine di aumentare il peso della burocrazia, il consenso alla partitocrazia istituzionale, ma soprattutto, comportamenti che aumentano ancora la spesa pubblica e il debito pubblico, proprio quei fattori che hanno prodotto l’attuale crisi interna a cause endogene italiana.

È come se un medico adottasse terapie farmacologiche, sanitarie e chirurgiche esattamente contrarie alla salvezza della vita di un paziente e alla cura della sua salute.

In poche parole, si tratta di una eutanasia omicida, che uccide il paziente e non lo cura affatto.

A Bruxelles vedono benissimo quel che accade in Italia, ma sono anch’essi sotto ricatto da parte della casta dirigente assai mafiosa e corrotta italiana, la quale opera per il male del popolo italiano minacciando l’intera Unione Europea di far fallire invece l’Italia, con un default che sarebbe ingiustamente costoso ed oneroso per gli incolpevoli paesi virtuosi europei.

Un perfetto ricatto mafioso, una estorsione in perfetto stile “casta politica italiana”.

Così, mentre i tribunali non ricevono le risorse e le attenzioni e le selezioni sufficienti ad assicurare giustizia, mentre polizia e carabinieri sono ridotti nell’imbarazzante necessità di assicurare il carburante necessario ai propri mezzi a mezzo collette interne, mentre nella sanità si continua a rubare e si consente ancora di corrompere invece di curare la salute degli italiani, mentre tutto il paese sano chiede un cambiamento, ebbene questo anaelito di cambiamento, questa volontà di giustizia politica, economica, sociale e civile viene tacciato d’essere sovversivo, e si adottano indirizzi politici che peggiorano le condizioni generali del paese, senza garantire alcuno sviluppo e nessuna crescita.

Che tutto il mondo sappia con quale tipo e livello di mafiosità e di corruzione hanno a che fare i cittadini italiani.

Che tutto il mondo sappia che la crisi italiana è politico-mafiosa, partitocratico-burocratico-corruttiva.

Che tutto il mondo sappia che il popolo italiano è ostaggio di una casta di delinquenti, di criminali, di traditori e di terroristi.

Che tutto il mondo sappia che la democrazia in Italia non c’è mai stata, non c’è e non viene nemmeno ricercata.

Che tutto il mondo sappia che un cittadino, un cittadino qualunque, un cittadino “X”, disprezza e denuncia tutto ciò, a futura memoria.

Questi criminali ci massacrano.

Se potete, fate qualcosa:

qualunque cosa.

Probabilmente questo appello come tutti quelli simili a questo cadrà nel vuoto del nuovo terrore internazionale di una nuova terza guerra mondiale o di una nuova prima guerra globale, che richiede una compattezza tra i paesi occidentali ed una coesione (più volte richiamata proprio dal capo dello stato italiano, massimo vertice politico istituzionale, guarda che caso) che impediscono il cambiamento, ogni cambiamento.

D’altro canto, io affermo senza l’ombra di una qualsiasi smentita che allora, è meglio una feroce dittatura che questa mafiosa e corrotta falsa e finta democrazia del sopravvento del più forte sul più debole, del cretino sull’intelligente, del furbo sul meritevole.

Meglio una dittatura che rimetta in ordine le cose che codesto gioco al massacro.

Fate qualcosa, qualunque cosa, ma fate qualcosa.

Ovvero rischiamo e rischiate di perdere il controllo sull’Italia, a tutto rischio e danno dell’Occidente.

Questi mafiosi e questi corrotti ci uccidono, ci massacrano e ci invitano al suicidio:

noi, popolo italiano, abbiamo diritto ad una difesa.

Noi, popolo italiano abbiamo diritto a chiedervi di difenderci.

Noi, popolo italiano, abbiamo diritto di difenderci da chi ci uccide ed uccide il futuro dei nostri figli.

Che sia ben chiaro:
nessun timore reverenziale verso chi mi uccide, nessuna paura nei confronti di chi attenta al futuro dei mie figli.

Ho diritto di difendermi ed è mia intenzione esercitare questo diritto, nelle forme e nelle modalità che riterrò necessarie per farlo.

Io, come ogni singolo cittadino italiano.

Gustavo Gesualdo
alias Il Cittadino “X”
alias Maximilien-François-Marie-Isidore de Robespierre
detto l’Incorruttibile

Perché l’Italia non è ancora fallita

domenica, 4 agosto 2013

Il “botto” l’Italia lo farà prevedibilmente fra sei mesi, quando è previsto il tracollo della finanza pubblica, quel momento in cui lo stato dilapidatore, sprecone, inefficiente, inefficace, corrotto, illiberale, non concorrenziale, non competitivo e troppo indebitato non trova più le risorse sufficienti a pagare i salari di medici, giudici, carabinieri, infermieri, poliziotti, operatori ecologici, chirurghi, finanzieri, ecc.

Il debito pubblico italiano è sin troppo cresciuto e non potrà crescere ancora: l’emissione di nuovo debito sovrano è coperta dalla garanzia europea, ma questa garanzia non può essere per sempre ed in ogni caso garantita (vedere downgrade fondo salva-stati BCE).

Il governo italiano ha annunciato una imminente privatizzazione del patrimonio mobiliare e immobiliare pubblico, il che servirà solo a spogliare ulteriormente di valore lo stato, svendere il patrimonio accumulato dal sacrificio degli italiani mentre potrà solo spostare nel tempo il momento del default e non impedirlo.

Il motivo per cui i paesi virtuosi europei non ritengono di dover mandare in fallout l’Italia è solo quello che un eventuale fallimento italiano rischia di coinvolgere e di sconvolgere l’equilibrio di altri paesi che hanno interazioni importanti con il sistema italiano, creando la possibilità di un effetto domino che risucchi nel fallimento italiano gran parte del mondo europeo ed occidentale.

Ecco perché l’Italia non è ancora fallita.

Ecco perché l’Italia può fallire.

Tutto qui.

Gustavo Gesualdo

PS
scordatevi di fantascientifiche cordate internazionali dei poteri più o meno occulti che puntino concordemente a rovinare l’Italia:
gli italiani sono responsabili primari della condizione di crisi profonda in cui galleggiano malamente.
Nessuno ha rovinato l’Italia più del cattivo comportamento italiano, dello stile di vita italiano e dei modelli di riferimento italiani, primo fra tutti, la ben nota furbizia, acerrima nemica della intelligenza.

L’ignoranza e l’arroganza del meridione opprime Nord Europa e Occidente

mercoledì, 14 novembre 2012

Giornata di scontri di piazza nel meridione europeo fallito e morente nei confronti di un Nord Europa sempre più indignato del comportamento irresponsabile e fraudolento dei paesi PIGS.

Le violenze di di piazza organizzate nel sud europa in Grecia, Spagna, Portogallo, Italia e Cipro si scontrano con gli ordinati e pacifici raduni civili nel Nord Europa di Parigi, Bruxelles, Berlino, Zagabria e Bucarest.

L’Europa è sempre più spaccata un due, come l’Italia.

Ma di cosa si lamenta il meridione europeo in queste violenze di piazza spacciate per pacifiche manifestazioni sindacali?

Di aver egli stesso stuprato le pubbliche amministrazioni usandole come serbatoi del parassitismo e dello spreco, di aver usato la pubblica amministrazione come parcheggio per disoccupati ed inoccupati senza alcuna voglia di sudare per lavorare, di aver utilizzato i concorsi pubblici come soluzione abominevole della mancanza di ammortizzatori sociali, di aver contribuito ad incrostare il mondo del lavoro in modo criminale e criminoso?

In particolare di cosa si lamenta il sindacalismo italiano dei salari mediatamente più bassi d’Europa a causa di una tassazione enorme, squilibrata, iniqua ed ingiusta, ma mai veramente affrontata e contrastata dagli stessi sindacati?

E dove erano CGIL e Fiom quando tale tassazione creava il cuneo fiscale più grottesco e pesante di tutto il mondo occidentale?

Erano al mare?

Erano sulle montagne?

Erano in vacanza?

E perché i leader della Fiom-Cgil attaccano oggi il Partito Democratico affermando che: “Forse in questi anni non abbiamo votato bene”, allorquando è stato il perduto ed inutile voto al Partito Comunista Italiano del passato a piantare e produrre la gramigna in un mondo del lavoro incrostato e penoso di cui ci si lamenta incessantemente oggi?

E quali altri strumenti, oltre quelli del rigore e dalla austerity oggi dolorosamente applicati dalle autorità e dalle leadership europee, si potrebbero usare per arginare le gravi mancanze dei governi dei paesi del sud, accusati di essere incapaci di governare e guidare paesi e popoli oggi sull’orlo di un catastrofico fallimento?

E dove sono i cosiddetti riformisti, dove i finti liberali, dove i falsi liberalizzatori meridionali?

E quali responsabilità tentano di celare queste manifestazioni in contemporanea questi raduni contro l’austerità perseguita da Commissione europea e Banca centrale per contrastare quelle vere e proprie mafie sistemiche all’interno della Pubblica Amministrazione che hanno devastato i paesi del sud abusando del potere pubblico degli stati democratici piegato invece a tutela e difesa di interessi corporativi e mafiosi?

Non vi è alcuna responsabilità nelle strutture gerarchiche superiori (politiche, economiche, finanziarie) se quelle inferiori tentano quotidianamente il suicidio, pretendendo una solidarietà dai livelli superiori di governo impossibile ed impagabile, carità che dovrebbe salvare quelle corporazioni mafiose responsabili del massacro dei paesi meridionali invece del salvataggio di quei popoli che si è voluto volontariamnete quanto premeditatamente assassinare e consegnare ad un futuro di povertà penosa.

Il grande popolo tedesco accetterebbe pure ulteriori sacrifici, ma solo in favore del popolo italiano e non in favore dei suoi aguzzini della casta politica, sindacale e burocratica.

Il futuro non ha pietà per gli assassini del popolo improvvisamente trasformatisi in salvatori del popolo e della pace sociale.

Essi non sono uomini della provvidenza, ma complici nella mattanza.

E dove erano, codesti salvatori della patria, del popolo e della pace quando avveniva la mattanza del Bene Comune, della Res Publica, della Repubblica?

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Cronaca di un fallimento annunciato dell’Europa del sud

sabato, 21 luglio 2012

La Spagna sprofonda in una crisi grave, denunciando pubblicamente di non avere disponibili le risorse per i servizi pubblici.

Duri scontri fra manifestanti e polizia e grandi dimostrazioni di protesta contro il piano di Austerity del governo spagnolo, nonostante i 100 miliardi di euro già stanziati dall’Eurogruppo a sostegno della Spagna, di cui ben 30 disponibili a breve termine.

Spagna fallita, come la Grecia e in Italia, come il comune di Palermo ed il comune di Napoli e la regione Sicilia , prossima al commissariamento da parte del governo italiano a causa di un crack del bilancio dichiarato di 6 miliardi di euro, ma che in realtà, potrebbero essere 30 come 100, visto che nei bilanci pubblici italiani sembra esservi più di un qualche errore di “distrazione” nella compilazione.

La regione Sicilia conta un numero ingiustificato di dipendenti pubblici di ben 6 volte superiore a quello della regione Lombardia, non vedendo invece riconosciuti nella stessa grandezza gli elementi economici, sociali, politici ed industriali, sia in senso quantitativo che qualitativo.

L’Italia, trascinata dagli ultimi downgrade delle società di rating, cede su tutto il fronte, raggiungendo la soglia dei 504 punti di differenziale fra BTP e Bund Tedeschi mentre la borsa di Milano crolla del 4 per cento a fronte del 6 per cento perso dalla borsa di Madrid che mostra un differenziale a 612 punti fra Bonos spagnoli e Bund tedeschi.

Giù in picchiata le banche italiane, istituti sempre foraggiati dalle istituzioni italiane ed europee e mai veramente consolidati e ristrutturati verso una utilità economica, finanziaria e sociale in favore delle famiglie e delle aziende italiane, che continuano a vedersi negare mutui, finanziamenti e prestiti.

Tutte le borse europee ed occidentali tendono al ribasso, tutte, tranne la Borsa di Francoforte che recupera quasi un punto percentuale, dimostrando che, avere una economia sana ed una politica responsabile, porta frutti importanti e soprattutto, normali.

Il coro che si leva da Italia e Spagna è il solito lamento anti europeo che scarica ogni responsabilità dei fallimenti nazionali sulla finanza europea pubblica e sui soliti e subdoli attacchi di fantasiose confraternite globali.

Occorre ricordare che, lo scudo anti-spread ed ogni altro automatismo utile a contenere i “rimbalzi” dello spread fra BTP e Bund, era stato legato ad una maggiore unione politica europea da parte della Germania, disponibile alla solidarietà nei confronti dei paesi del sud europa, ma a condizione che tale solidarietà sia controllabile e vigilata dagli stessi stati finanziatori:

il rischio di continuare a finanziare stili di vita insostenibili ed ingiustificati se non veri e propri modelli politici viziosi o corrotti, se non propriamente mafiosi, è infatti un rischio assai alto.

L’evidenza principale infatti, vede fallire tutti i paesi del sud Europa a causa delle gravi irresponsabilità politiche nazionali, della carenza di giustizia, della illegalità dilagante, della evasione fiscale e della carenza di buongoverno della cosa pubblica.

Il caso italiano è poi aggravato da una criminalità organizzata sconosciuta negli altri paesi europei che infiltra, ricatta ed affilia grandi numeri di amministratori e burocrati pubblici, notoriamente assai corrotti e condizionando pesantemente l’assegnazione degli appalti pubblici, dei finanziamenti èubblici e dei concorsi pubblici.

Il nodo politico-burocratico-amministrativo resta il più alto limite ad una apertura di linea di fiducia verso le istituzioni italiane, che appaiono troppo coinvolte in affari e trattative fra stato e mafia, fra legalità e illegalità.

Le voci più volte diffuse a proposito di una Unione Europea a due o più velocità, fanno intendere come le nazioni europee più forti, non si sentano in grado di assolvere sine die alle mancanze ed ai vizi dei paesi dell’europa del sud, tanto da far pensare che esse vedrebbero con favore ad un distacco di regioni mafiose come sicilia, calabria e campania dalla unione italiana, fatto che, tra l’altro, dimezzerebbe in un sol colpo la spesa pubblica italiana, ridurrebbe il relativo debito in brevissimo tempo e abbasserebbe il potere del mondo della illegalità sulle istituzioni italiane.

Anche le condizioni del mondo del lavoro italiano, la prevaricazione violenta dell’usura mafiosa che attanaglia le imprese italiane, il cuneo fiscale che rende i lavoratori dipendenti italiani i meno pagati d’Europa perché tartassati da tasse e imposte, l’assenza di mercati interni liberi dalla gogna politica e burocratica, molto spesso mezzo di imposizioni corruttive, l’elevata evasione fiscale, le truffe alla pubblica amministrazione come alle società di servizi e di merci private, anche tutte queste condizioni negative impediscono sviluppo e crescita.

Assicurare al popolo italiano condizioni di welfare sufficienti alla sopravvivenza in un tale caos politico-istituzional-mafioso, corruttivo ed evasivo, è certamente compito impossibile da assolvere.

Come pure assicurare libera competizione umana, sociale, politica, sindacale, economica e finanziaria è cosa impossibile in uno stato che consenta la maligna esistenza di organizzazioni mafiose che sono il primo agente politico-economico italiano, la prima società per fatturato in Italia e che rappresenti la più grande organizzazione criminale europea, e cioè, la sola ‘ndrangheta calabrese.

Figurarsi se tale sfilza di egregi primati fosse sommata anche ai “primati” della mafia siciliana e della camorra napoletana.

Sintesi

Se proprio non si riesce a creare sviluppo economico attraverso una drastica diminuzione della spesa pubblica e del debito pubblico con l’espulsione o la punizione di quelle regioni (sicilia, calabria e campania) che spendono troppo, amano l’illegalità ed hanno bilanci alquanto improbabili, allora l’unica vera alternativa resta l’eliminazione della forza delle organizzazioni mafiose imponendo la pena di morte per i comportamenti mafiosi e l’ergastolo fine vita per i reati di concussione, corruzione, abuso d’ufficio, abuso di potere, estorsione, truffa e usura.

Queste sono le uniche alternative al fallimento definitivo dell’Italia.

Bisogna scegliere:

fare un passo avanti nella culla della civiltà umana ed entrare in Europa a testa alta, ovvero rassegnarsi ad interpretare il ruolo di paese europeo di serie b o c, ovvero, di paese africano di serie a, liberarsi di livelli di inciviltà impossibili e di illegalità insostenibili, ovvero rassegnarsi ad essere per sempre sudditi delle caste mafiose, delle corporazioni mafiose e delle organizzazioni mafiose.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Euro Bound-Light, Euro Bills, Euro Estorsione

domenica, 17 giugno 2012

L’ultima invenzione salva stati del sud Europa si chiama euro bound light.

Ma per allontanare l’idea dell’euro bound dalla testa della Cancelliera Tedesca Angela Merkel, è stato addirittura inventato un nuovissimo nome incantatore:

euro bills.

Insomma, i paesi dell’Europa meridionale ad ispirazione cattolica che sono responsabili di un fall out dell’intera Unione Europea e forse, dell’intero sistema occidentale, le inventano proprio tutte per non pagare o per essere costretti a diminuire drasticamente i loro enormi ed ingiustificati debiti pubblici.

La mancanza di rispetto nei confronti delle legittime richieste tedesche (euro bound emessi solo a seguito di una effettiva unione fiscale e politica europea) è incredibile e supera ogni educazione civica e civile.

Pretendere che il popolo tedesco paghi per le mancanze ed il malgoverno cattolico e sud europeo rappresenta ben più di una semplice mancanza di rispetto nei confronti del popolo tedesco e ravvisa un vero e proprio tentativo di estorsione praticato ai danni di chi non ha alcuna responsabilità nella costruzione di debiti pubblici sovrani distruttivi dell’intera Unione Europea e dell’intero mondo occidentale, così come oggi lo conosciamo.

Una estorsione che il sottoscritto non rinuncia a chiamare con i vocaboli più giusti ed adatti:

una estorsione mafiosa travestita da richiesta imposta di solidarietà e di carità cristiana.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Ho risolto la crisi e la questione meridionale in un sol colpo

martedì, 1 maggio 2012

La Spagna fallisce miseramente, così come è già avvenuto per la Grecia.

Ora, tocca all’Italia.

Ma, se solo si avesse la volontà ed il coraggio di affrontare scelte anche impopolari ma definitivamente risolutive dei mali italiani, si potrebbe in un sol colpo:

1. evitare il fallimento dell’intero paese, dovuto ad una crisi che non tollera stili di vita impagabili ed insostenibili;

2. evitare le conseguenze più dure e pericolose della crisi globale per la maggioranza degli italiani;

3. eliminare le ben determinate fonti di spesa e di spreco che maggiormente fanno impennare il debito pubblico italiano.

Qual’è la ricetta salva-Italia?

L’Italia uscirebbe immediatamente dalla crisi semplicemente allontanando dallo stato unitario la sicilia, la calabria e la campania, che da sole, compongono la gran parte della fonte di spesa e di spreco del debito pubblico sovrano italiano.

Questa è l’unica ricetta salva-Italia che garantisce un risultato certo.

Tutto il resto, sono cure palliative ed inefficaci, che hanno il solo scopo di allontanare l’attenzione del popolo dei cittadini, delle famiglie e delle aziende italiane, dai veri problemi del paese.

Così, ho risolto la crisi e la questione meridionale in un sol colpo.

E non si accettano proteste da moralizzatori dell’ultima ora:

questa ricetta salva 18 regioni italiane su 21, questa ricetta salva l’Italia.

Tre regioni molto indisciplinate, il cui stile di vita è insostenibile da parte del resto del paese, tre regioni abbandonate al loro destino suicida al costo della salvezza per l’intero paese.

Un prezzo accettabile.

Quello del fallimento dell’intero paese invece, sarebbe un prezzo inaccettabile ed impagabile, che porterebbe molto probabilmente a moti popolari rivoluzionari, guerre civili e risoluzioni di forza di questioni, come quella meridionale, che sono responsabili di troppi guai nazionali.

sicilia, calabria e campania fuori dall’Italia:

sarebbe meglio per tutti.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

L’Italia trascina l’Europa nel suo fallimento – Italy drags Europe into fall out – Italien zieht Europa in den Herbst heraus – L’Italie traîne l’Europe en tomber

martedì, 6 dicembre 2011

Il tentativo europeo di salvare l’italia dal suo fallimento rischia di trascinare in un fall out terribile l’intera Eurozona.

L’agenzia internazionale Standard & Poor’s, infatti, ha messo sotto osservazione (creditwatch negative) i rating di ben 15 Paesi di Eurolandia in previsione di una moderata recessione che colpirà l’Eurozona nel 2012, eccetto l’Italia, naturalmente, per la quale si prevede invece una recessione di ben altro spessore durata e misura.

I popoli europei cominciano a porsi domande interessanti sul futuro dell’euro, sia inteso come concezione politica, che geografica, che economica e monetaria.

Un cittadino tedesco infatti, non riesce a comprendere perché egli debba sacrificare il credito internazionale della potenza economica tedesca ed i suoi personali e familiari interessi per salvare l’italia, un paese che fallisce miseramente a causa della corruzione politica e burocratica dilagante (fenomeno assolutamente fisiologico nel resto d’Europa che vede invece nell’utilizzo dei finanziamenti e nella gestione degli appalti pubblici cifre percentuali prossime alla totalità delle somme erogate per l’italia) e della oramai potentissima holding mafiosa italiana, prima azienda italiana per fatturato, in grado di assicurarsi il 90% dei grandi appalti pubblici italiani.

Un cittadino tedesco, ovvero un cittadino francese non riesce a comprendere perché con il sacrificio dei popoli francese e tedesco si dovrebbe salvare un paese che è ormai integralmente preda delle mafie e della prassi corruttiva:

se agli italiani piace vivere al di sopra delle loro possibilità, il cittadino europeo non comprende affatto perché debba essere chiamato a fare sacrifici enormi per pagare i debiti insoluti italiani, frutto non della crisi o della sfortuna, ma figli di uno stile di vita assolutamente errato, gravemente degradato, assai incivile e soprattutto, affatto considerabile come un “modello ed uno stile di vita europeo”.

Simili con i simili.

Questa è la prima regola di ogni aggregazione umana, di ogni popolo, di comunità sociale, di ogni paese e di ogni nazione civile che sia degna di questo nome.

Ma la similitudine difetta invero e, soprattutto nella parte più meridionale dell’italia, laddove lo stile di vita pare abbandonare decisamente le vesti europee e si copre di comportamenti assai deplorevoli e devastanti per la società italiana, come l’incredibile vicenda della Monnezza napoletana, ancor oggi sottoposta al vaglio attento delle istituzioni e della azioni europee, preoccupate della incapacità italiana di governare un semplice ciclo dei rifiuti in alcune regioni come ovviamente la Campania, ma anche la Sicilia, la Calabria ed ultimamente anche la regione Lazio, che ospita addirittura la capitale italiana, Roma.

A dire il vero, è tutta l’Europa del sud che si dimostra afflitta da questa degenerazione e maleducazione incivile, anche se, il caso italiano, si arricchisce di due fattori difficilmente eguagliabili in tutto il mondo civile:

l’elevazione della corruzione a sistema di vita e l’affermazione del metodo mafioso come regola generale.

Il cittadino tedesco resta sempre più perplesso dei sacrifici che dovrà sopportare per consentire ad un tale degrado umano di sopravvivere.

In effetti, l’attuale governo italiano ottiene un certo successo nelle borse mondiali proprio grazie al sostegno soprattutto di Francia e Germania, che attraverso la BCE stanno garantendo il debito pubblico sovrano italiano, la solvibilità italiana e la stabilità italiana.

Anche la FMI corre in soccorso del premier Monti, generando un nuovo clima di fiducia nella ormai fallita unità ed integrità italiana.

Eppure qualcosa non quadra ancora in tutta questa vicenda, nonostante i dubbi del cittadino tedesco, di quello francese e di quello europeo in generale.

Vediamo di eviscerarli questi fenomenali dubbi, uno per uno.

– Mafia, Corruzione ed Evasione Fiscale -

Il premier Monti non elenca mai queste due piaghe italiane nelle sue apparizioni pubbliche, pare che per Mario Monti, corruzione e mafie non esistano in Italia.

Infatti pare scomparso dal programma di questo governo ogni provvedimento anti-mafia ed anti corruzione.

Strano, alquanto strano, effettivamente.

Se mafia e corruzione sono fenomeni in grado di muovere enormi ricchezze in Italia, non si comprende perché il premier Monti non vada a cercare il recupero delle cifre da capogiro che rappresentano il giro d’affari di corruzione e mafia in Italia invece di massacrare ancora una volta famiglie ed aziende italiane, che sono state già gravemente ferite dalla crisi e dallo stato di mafiosità imperante e di libertà assente in cui versa l’economia italiana.

Perché una famiglia italiana deve vedere ancora una volta mortificato il proprio futuro pensionistico, e deve essere costretta obtorto collo a subire un ulteriore aggravamento della già eccessivamente gravosa pressione fiscale (per chi le tasse le paga, ovviamente)?

Per fare forse un piacere alle famiglie e alle aziende mafiose?

Ed a quale titolo e con quale presunzione arrogante si impone un analogo sacrifico alle famiglie ed alle aziende tedesche e francesi?

Perché i sempiterni mali italiani li debbono sempre pagare i soliti fessi e mai i soliti furbi, li pagano sempre le famiglie e le aziende sane ed invece mai e poi mai viene addebitato un euro o lira che sia alle famiglie e le aziende mafiose, alle famiglie dei politici e dei burocrati corrotti ed incapaci?

E perché non si approfitta oggi della favorevole posizione derivante dalla crisi in atto per cancellare una volta per tutte mafia e corruzione dal vocabolario corrente italiano?

- L’illegalità diffusa, i ritardi e le assenze della Pubblica Ammininstrazione, le lentezze burocratiche e la (in)giustizia italiana –

Parliamoci chiaro:

la delocalizzazione delle aziende italiane all’estero, la fuga dei cervelli italiani all’estero ed il mancato ingresso di finanziatori esteri in Italia sono fenomeni sociali, economici ed umani mortali che non possono essere addebitati alla sola presenza delle potentissime organizzazioni mafiose ed al pur dilagante fenomeno corruttivo, ma fanno i conti con una illegalità assai diffusa e purtroppo in molti casi anche tollerata, se non addirittura sostenuta e condivisa, come pure gli impossibili ritardi o le vere e proprie assenze del servizio pubblico incarnato dalla Pubblica Amministrazione sia locale che nazionale, come anche le intollerabili lentezze burocratiche ed amministrative che pare siano messe lì apposta per invitare (meglio dire per estorcere) il malcapitato a superarle con una tangente corruttiva, come pure l’incredibile giustizia italiana, che uno studio del CNR definì come tra le più arretrate d’Europa, appunto.

Tutta questa matassa di fenomeni italiani assai intrecciati fra di loro rende impossibile una vita normale delle famiglie e delle aziende che decidessero di intraprendere l’avventura della vita terrena ovvero l’alea di una attività imprenditoriale in Italia.

Eppure, anche quelle soluzioni che urgono per eliminare tali ingorghi appaiono come assenti ingiustificate nell’azione del governo Monti, che di liberalizzare e riformare il mondo del lavoro e della vita in questo paese anormale, pare abbia dimenticato l’urgenza ed addirittura, l’esistenza.

Nessuna riforma strutturale, ne tanto meno, alcuna liberalizzazione delle professioni, delle arti e delle attività sottoposte a licenze pubbliche si impone nell’agire dell’esecutivo italiano:

il paese non viene così ammodernato e reso competitivo sul piano internazionale.

– La Spesa Pubblica, il Parassita Pubblico ed il Debito Pubblico –

L’imponente massa di dipendenti pubblici e di cariche politico-amministrative che gravano pesantemente sulla spesa pubblica come nella costruzione del debito pubblico, avvisano il presente che non è possibile tentare il salvataggio del paese in queste condizioni di spesa pubblica indecente e soprattutto, improduttiva e parassita.

Ma anche in questo caso, il governo Monti, l’attuale esecutivo italiano in carica, non offre alcuna soluzione di riduzione drastica ed immediata della spesa pubblica e di contenimento del debito pubblico che passi attraverso un salasso doveroso e necessario della pubblica amministrazione, elemento indicato fra le concause primarie del fallimento italiano nel suo peso e nella sua inefficienza cronica e conclamata.

Se l’Inghilterra per venir fuori dal rischio di downgrade e di fall out avviò anch’essa dopo aver cambiato governo una notevole riduzione della spesa pubblica taglia di ben 81.000.000.000 di sterline e la perdita di circa mezzo milione di posti di lavoro, ma programmando un rientro in sostanziale pareggio dei conti pubblici entro l’attuale legislatura, non si comprende perché l’Italia, causa e movente del paventato fallimento europeo e del prossimo possibile downgrade di ben 15 paesi europei, non debba imporre altrettanti sacrifici.

L’Italia deve urgentemente tagliare l’enorme e spropositato numero di posti di lavoro pubblici in una quota che va da un terzo sino ed oltre la metà dei suoi dipendenti pubblici, come pure deve urgentemente asciugare drasticamente ogni aspetto dell’intervento statale nella vita del paese (imponendo la regola che ognuno paga per i propri errori – esempio: paghino i napoletani il costo ed il danno della loro ingovernata monnezza e non tutti gli italiani indiscriminatamente, comprese e soprattutto quelle popolazioni che invece governano virtuosamente il loro ciclo dei rifiuti come la loro amministrazione locale ), ogni presenza ossessiva e devastante del pubblico nel privato.

Eppure, di queste misure, non si trova alcuna traccia nel governo Monti, affacciatosi alla ribalta con una misera manovra di appena 24 miliardi di euro, derivante da pochissimi tagli alla spesa pubblica e troppi aumenti della pressione fiscale sui soliti fessi, visto che chi le tasse le evadeva prima della crisi, non le pagherà certamente oggi, che la crisi c’è e si sente.

Insomma, l’ingiustizia sociale di cui si veste l’azione del premier Mario Monti, si scontra con le altisonanti e roboanti indicazioni di indirizzo politico del suo esecutivo alla coesione sociale e alla giustizia sociale preannunciate dal Monti stesso.

Oltre ovviamente alla “strana dimenticanza” della esistenza di mafie e corruzione in quantità industriali in un paese di furbetti che tace alla solidaristica e generosa Europa che esiste un altro debito pubblico italiano grande almeno quanto il primo, nascosto ed originato dal malgoverno locale, regionale, provinciale e comunale.

E allora torna la domanda iniziale:

perché un cittadino tedesco, un cittadino francese o un cittadino europeo dovrebbe sacrificare il proprio futuro rovinare la serenità e compromettere la stabilità delle proprie famiglie come delle proprie aziende per salvare una tale ecatombe di guai e di difetti incorreggibili ed incorretti che si definisce come l’Italia?

Ma se l’Italia non procede per prima lungo la strada dei tagli e delle riforme, delle liberalizzazioni e della pulizia morale, perché il cittadino europeo dovrebbe essere costretto a pagare il conto delle mafie e dei corrotti?

Interrogato il morto, nessuno rispose.

Ovviamente.

L’Italia trascina l’Europa nel suo fallimento, ma forse sono molti i cittadini europei ed italiani affatto inclini a pagare il conto di una casta politica allucinante, sulla quale si è potuto fondare un impero della illegalità e della punizione ingiusta della meritocrazia fatto di politici e burocrati corrotti e di mafiosi molto ricchi e potenti.

E se la politica e la burocrazia sono corrotte, che paghino loro il debito pubblico che si è costruito per saziare il loro infinito appetito.

Che paghino le classi dirigenti italiane il prezzo della loro incapacità e/o disonestà.

Senzadubbiamente.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X