Articoli marcati con tag ‘italia dei valori’

Non è questa l’Italia: questa è Sodoma, questa è Gomorra

mercoledì, 28 novembre 2012

Good morning Italy, in the most sad and dark day of his second republic.
Buenos días Italia, en el día más triste y oscuro de su segunda república.
좋은 아침 이탈리아, 두 번째 공화국의 가장 슬픈과 어두운 걷습니다.
Guten Morgen Italien, in den meisten traurigen und dunklen Tage seines zweiten Republik.
早上好,在意大利最伤心,最黑暗的一天,他的第二个共和国。
Bonjour l’Italie, dans le jour le plus triste et sombre de sa deuxième république.
Доброе утро, Италия, в самый печальный и мрачный день своего второго республики.
God morgon Italien, i den mest sorgliga och mörka dagen i hans andra republik.
おはようイタリア、彼の第二共和国の中で最も悲しい日と暗いインチ
Buongiorno Italia, nel più triste e buio giorno della sua seconda repubblica.

Tutta l’informazione omertosa regolamentata in violazione del dettato costituzionale tace il colpo di stato perpetrato da poteri forti e dalle mafie a Taranto.

Tace il ricatto mafioso della famiglia Riva, della miserabile industria italiana dalla quale, industrie ed industriali seri come nel caso della Fiat, fuggono via inorriditi, aggrediti, perseguitati.

Tace il ricatto di una politica mafiosa e corrotta, il cui unico scopo è prendere tangenti da queste miserabili intraprese industriali o farsi finanziare da esse, svendere la sanità pubblica e la salute pubblica.

Tace il fatto che, molto probabilmente, gli altoforni dell’insediamento industriale dell’ILVA di Taranto hanno bruciato mafiosamente rifiuti tossici, avvelenando volontariamente l’aria, il mare, il cibo e il futuro della città di Taranto.

Ma tutto questo, i politici, i burocrati, i giornalisti, gli amministratoti pubblici, i funzionari regionali ed i sindacalisti pugliesi non ve lo diranno mai.

Ora l’Italia, attende un decreto legge concordato tra un presidente della repubblica veramente troppo vecchio, in tutti i sensi, ed un premier che mai nessun cittadino del popolo sovrano abbia indicato in una scheda elettorale.

Due presidenti mai eletti dal popolo sovrano, due personaggi politici che non hanno mai ricevuto alcuna delega elettorale diretta dalla sovranità popolare, due istituzioni la cui attribuzione di poteri dello stato è gratuita e priva di sovranità consensuale alcuna sono in procinto di abiurare ogni dettato normativo e costituzionale e di abusare del loro potere per violare l’autonomia del potere della magistratura nello scandalo dell’ILVA di Taranto e della morte per inquinamento da diossina della città di Taranto, che oggi, come ieri, porta e portò all’avvento di un regime dittatoriale, abusivo, arrogante, prepotente.

A breve e nel solco della continuità di un paese mai veramente libero, la cui democrazia è stata sempre “concessa in prestito ed a tempo determinato o part time” ai cittadini, che vengono in ogni caso e repubblica trattati da servi e sudditi piuttosto che da liberi cittadini da servire nel modo migliore possibile, a breve, in questo paese scosso da scandali innumerevoli di corruzione morale e materiale, da questioni meridionali irrisolte, da questioni morali mai affrontate, da oppressioni mafiose intollerabili ed inaccettabili, a breve, in questo paese fallito in ogni senso, verrà ancora una volta prevaricata la legge, prevaricata la magistratura, verrà disconosciuto e negato il diritto alla salute pubblica e alla incolumità personale e pubblica, verrà rinnegato il diritto alla vita.

E tutto questo avviene nel silenzio assordante di una casta della informazione completamente o in gran parte asservita o controllata dalla casta politica, politica che proprio in questi giorni, ne ha confermato e sancito per legge la intoccabilità nelle aule parlamentari come nelle aule di un tribunale.

Corporazioni avvinte in un protocollo mafioso, classi dominanti degradate ed incivili, troppo egoiste ed assassine, imprenditori, politici, burocrati e tecnici della Pubblica Amministrazione il cui unico senso dello stato pare sia quello di prendere e concedere tangenti, corrodere lo stato democratico e collaborare, trattare e rendersi complici delle organizzazioni mafiose.

Un paese mafioso questo, completamente, dannatamete, dolorosamente mafioso.

Non merita di sopravvivere questa italia.

Non è questa l’Italia.

Questa è Sodoma.

Questa è Gomorra.

E ci sgoverna, ci deruba del potere per poterlo usare contro di noi, ci uccide, ci asfissia, ci inquina, ci svende alle mafie.

E che Dio ci aiuti.

E che Dio li stramaledica, tutti, senza alcuna eccezione, intoccabilità o impunità che sia legiferata da un parlamento asservito e svenduto ai Poteri Forti ad una politica senza coraggio e lealtà, a delle istituzioni autoreferenziali.

Sudditanza dei cittadini di Taranto :

dovete morire di diossina e restare in assoluto silenzio, perché la malavita imprenditoriale della famiglia riva e le istituzioni dello stato italiano hanno deciso che la vostra vita non vale un fico secco.

Perché la classe dirigente italiana sa solo essere forte con i deboli e debole con i forti.

Che siano maledetti, loro e le loro famiglie, le loro corporazioni, le loro caste e le loro vite inutili e costose.

Nei secoli dei secoli, per sempre.

Amen

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Politici e partiti italiani associati in favore della corruzione elevata a sistema

lunedì, 10 settembre 2012

Sessanta miliardi di euro è la stima della corruzione in Italia.

L’emergenza corruzione viene ignorata dalla partitocrazia idagliana, che è invece perno cnetrale di un reato, come quello corruttivo, tipicamente politico e/o burocratico.

La casta politica idagliana continua nella sua azione corruttiva del benessere del paese, depista, deconcentra, distrae l’attenzione del popolo sovrano in finte diatribe politiche al fine di distogliere l’attenzione della opinione pubblica da una questione centrale della fallimentare condizione socio-economica italiana:

la lotta ed il contrasto alla Corruzione.

Tutti i partiti politici idagliani offrono un vergognoso spettacolo di attendismo nell’affrontare il nodo della corruzione che è potente impedimento allo sviluppo economico e all’ingresso di investimenti stranieri in Italia, cosa che consente alle caste ed alle corporazioni mafiose idagliane alleate della partitocrazia di mantenre il loro status quo di classe dirigente esclusiva ed inamovibile.

Il finanziamento illecito ai partiti ed ai politici idagliani resta inoltre ed in gran parte ancorato all’introito corruttivo, garantendo un sistema di inamovibilità delle generazioni politiche vecchie e corrotte ed un argine invalicabile a giovani generazioni di politici che non accettino il compromesso della corruzione come potere finanziario da giocare nella competizione malata e degenerata fra politici e partiti idagliani, corrotti e troppo spesso anche associati a delinquere, essendo il partito politico appunto, una associazione in se.

Ma senza una legislazione anti-corruzione sarà impossibile imboccare la via della crescita e dello sviluppo economico e della produzione di una ricchezza che sia diffusa e condivisa, oltre che prodotta in modo legale.

La questione morale della corruzione dilagante idagliana pretende uno sforzo importante alla casta politica, che dovrebbe imporre una punizione dura al fenomeno corruttivo, una punizione importante che sia sicuro deterrente alla ulteriore diffusione di una corruzione che è ormai elevata a sistema:

l’ergastolo fine vita senza sconti e da scontare in un regime di carcere duro.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

La restaurazione mafiosa

lunedì, 27 agosto 2012

Sub-Re Giorgio Napoletano attacca la magistratura inquirente che lo intercetta nelle indagini della vergognosa trattativa stato-mafia.

I giornalisti che scrivono di mafia e smascherano i “mafiosi insospettabili”, vengono denunciati (Antonio Mazzeo), Beppe Grillo e Antonio di Pietro, nelle dovute differenze, sono sotto attacco da parte della restaurazione partitocratico-mediatico-mafiosa:

sì, è iniziata la restaurazione mafiosa nelle istituzioni italiane.

Reprimere ogni segno di ribellione allo stato mafioso, questo il primo obiettivo della restaurazione mafiosa del 2012.

Peggio della stagione delle stragi mafiose, benchè nel medesimo disegno mafioso.

Pena di morte per i mafiosi e per i loro amici di merende.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Messaggio Personale per il Professor Mario Monti

venerdì, 9 marzo 2012

Da quello che vedo e leggo, caro Professore, i Suoi margini di manovra sono stati grandemente mortificati dalla associazione delle caste politica, burocratica e sindacale.

La “sterilizzazione” delle liberalizzazioni nei confronti delle caste corporative delle professioni, dei farmacisti e dei tassisti avvenuta nel Parlamento è un più che evidente motivo di preoccupazione per la capacità di un esecutivo italiano che si muova dentro le regole democratiche (benché il suo governo rappresenti già un momento di esautorazione temporanea della politica e della democrazia rappresentativa) di realizzare quelle riforme che salverebbero il Paese da un fallimento totale, invece ogni giorno sempre più vicino e concreto.

La notizia della comparsa dei primi veti (propedeutici ad una guerra di evidentemente “finti veti incrociati” delle parti politiche e sindacali nei confronti del Suo esecutivo, offre uno spaccato nel presente e nel prossimo futuro di colpi di coda violenti della peggiore casta politica e sindacale di tutto il consesso dei paesi democratici, civili ed avanzati.

Il primo veto lo pone il siciliano Angelino Alfano segretario pro-tempore del PDL.

Sorpreso?

No, io no:

avrei scommesso la mia testa che il primo aut aut lo avrebbe imposto un siciliano, un calabrese o un napoletano.

Non mi sono sbagliato, come al solito.

L’inizio della guerra dei veti (che successivamente diverranno incrociati, in modo da impedirLe il benché minimo movimento riformatore) precede di poco la stagione della Primavera, nel classico atteggiamento di assalto alla diligenza del governo, attacco da affondare poi con i caldi climatici e politici della prossima stagione estiva.

La trappola per Lei ed il suo governo è già pronta a scattare, anzi, è di già stata innescata dai suoi tentativi di:

perseguire il reato di corruzione;

perseguire gli evasori fiscali;

poter liberamente licenziare dipendenti ladri e fannulloni;

spogliare le corporazioni professionali di ogni ingiustificato ed arbitrario potere di riserva sociale e professionale;

aprire il mercato economico e del lavoro italiano alle sfide globali;

regolamentare l’accesso delle caste dominanti alla stanza dei bottoni della televisione pubblica e modificare conseguentemente gli equilibri nel mondo dell’informazione;

garantire una giustizia certa e veloce ai cittadini-lavoratori.

Questo paese conservatore di prepoteri feudali e di privilegi delittuosi non Le consentirà di infrangere alcuno Status Quo.

Questo paese assai corrotto, mafioso, usuraio, evasore di contributi fiscali e di adempimenti al dovere civico e civile ha già preparato il suo caffè avvelenato per Lei.

Questo è il mio messaggio personale per Lei, che definisce tutto questo con il gentile eufemismo di “bizantino”, al mio contrario, che di gentile nei confronti di mafiosi, corrotti, usurai ed evasori, non riservo più nulla definendoli senza riserva alcuna come “insieme omogeneo di caste e corporazioni mafiose composte di egoisti trogloditi e sottosviluppati contrari ad ogni significativo segno ed avanzamento di civiltà e di dignità umana”.

Sì, lo riconosco, “bizantino” è più semplice e diretto, corto ed efficace.

Ma vuol mettere, caro Professore, la soddisfazione di dare del cretino ad un emerito e comprovato cretino?

Questo paese assai conservatore non vuole cambiare.

Questo paese non vuol evolvere il proprio stile di vita verso gradi di civiltà superiore.

Questo paese profondamente corrotto ed intrinsecamente mafioso, usuraio ed evasore, intende conservare le proprie caratteristiche peculiari peggiori e lo status quo delle classi attuali dominanti, prepotenti ed arroganti.

Questo paese sta lavorando per esautorare il suo governo, per destituire la sua compagine esecutiva e per deporre la Sua persona dalla premiership italiana.

Essi lavorano per privare di ogni autorità, potere e prestigio la sua figura, onorando ben due antichissime professioni:

quella delle prostituzione a pagamento, professione alla quale esse sicuramente fanno riferimento, e quella di coloro i quali estenuano, logorano, prostrano, sfiancano e stremano le gambe del portatore delle idee innovative e riformatrici, delle gambe dell’uomo che vuol migliorare e cambiare la vita di tutti al solo costo di quelli che invece la rendono impossibile.

Si tratta di un fenomeno che io identifico come mobbing sociale, politico e sindacale, un tipo di mobbing che io conosco molto bene e troppo da vicino.

Lei, caro Professor Monti, non è certamente un cittadino qualunque, un cittadino X, sicuro.

Ma si guardi molto bene le spalle da oggi in poi, caro Professore, poiché questa marmaglia sta tornando al contrattacco, ed utilizzerà ogni metodo (morale o immorale, lecito o illecito, legale o illegale, ed ogni abuso del prepotere pubblico, da loro ad arte infiltrato e deviato), che si dimostri utile alla Sua pubblica umiliazione e prostrazione per impedirLe ad ogni costo di cambiare ciò che vogliono conservare:

il loro assoluto ed arbitrario prepotere nei confronti del popolo sovrano, delle famiglie e delle aziende italiane.

Si guardi le spalle e non beva caffè di dubbia provenienza.

Se a Gesù Cristo questa marmaglia indecente di trogloditi sottosviluppati ha riservato una dolorosa e lenta morte per crocefissione, per Lei, chissà quali torture in terra avranno inventato.

Apra gli occhi, caro professore:

queste canaglie sanno essere molto pericolose.

PS
Chieda al Professor Prodi se può consultare il medesimo spiritista che gli indicò il luogo di detenzione del rapito e poi trucidato Professor Aldo Moro avendolo letto in una potente e misteriosa sfera di cristallo:

chissà che non possa prevede anche il futuro, verificando dopo l’uso del terrorismo delle brigate rosse contro Aldo Moro, Roberto Ruffilli, Vittorio Bachelet, Marco Biagi e Massimo D’Antona ed il terrorismo utilizzato successivamente delle organizzazioni mafiose, qual tipo di terrorismo vorrebbero usare contro di Lei questi “occulti conservatori dell’abuso del prepotere pubblico”.

Alla faccia del paventato “pericolo internazionale occulto” che per “questi signori”, manovrerebbe il suo governo.

I miei rispetti uniti ai miei più sinceri auguri di successo.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Analisi del voto amministrativo – maggio 2011

mercoledì, 18 maggio 2011

Le seguenti considerazioni, prendono spunto dall’analisi del voto amministrativo al fine di disegnare il futuro andamento politico in Italia.

Ha vinto il PD?

Ha perso il PDL?

Vincere a Torino con un candidato come Fassino ed a Milano con un candidato come Pisapia può anche rappresentare una “vittoria” per il PD.

Ma va considerato che questa vittoria è avvenuta in assenza di candidati giovani e capaci, alternativi alle immortali figure di una sinistra che è vecchia e stantia, una vittoria che porta il PD ad una “vittoria di Pirro”, se si considera che il passo successivo non è quello di aprire finalmente ad una generazione di giovani politici talentuosi, ma è quello di scoperchiare le bare del passato per riportare in vita veri e propri zombie politici.

Non si vedono molti Matteo Renzi nel PD, anzi, non se ne vedono affatto.

D’altro canto, se Atene Piange, Sparta non ride mica.

Anche la PDL mostra segni di una assenza di rinnovamento interno, e presenta anch’essa una assenza di candidati giovani e capaci, che vivano di luce propria piuttosto che di luce riflessa del Cavaliere.

In molti casi, anche nel passato recente, candidati talentuosi della Lega Nord hanno sopperito molto bene a questa carenza, portando al governo di regioni importanti come Piemonte e Veneto, due figure politiche e di governo di grande valore:

Luca Zaia e Roberto Cota.

Ma, la “cura leghista” non piace ad una certa parte del PDL, ed il risentimento di questa poco talentuosa fazione è certamente leggibile dal dato elettorale emerso dalle urne:

preferiscono rischiare di perdere le elezioni piuttosto che “passare” le candidature a chi ha uomini adatti a ricoprirle.

Forse, è in questa chiave di lettura che si comprende meglio l’anomalia emersa dalle urne in questa tornata elettorale, in specie se si guarda al notevole ritardo con cui si è trovato l’accordo per le candidature fra Lega e PDL in alcune città.

A Bologna e Milano, Lega e PDL dovevano e potevano vincere, e non perdere, come è invece avvenuto.

A Milano, la causa della debacle, sembra ritrovarsi nella ricandidatura di una trita e ritrita Moratti, poco affascinante ed affatto carismatica, politicamente parlando.

Un altro segno di questa “stanchezza” del candidato PDL a Milano si legge nel fatto che Ferrante e Pisapia abbiano incontrato un consenso eguale anche se a distanza di cinque anni l’uno dall’altro:

sono gli ottantamila voti che mancano all’appello nella PDL la vera differenza.

Non è la crescita della coalizione del centrosinistra il motivo della sconfitta elettorale del centrodestra a Milano, così come in altre città.

A Bologna invece, la causa della sconfitta, sembra vada ricercata nel mancato entusiasmo elettorale di una parte del PDL nel supportare la candidatura leghista.

A Torino l’analisi della sconfitta elettorale, passa su due fattori differenti da quelli già citati:

il fattore emotivo Chiamparino e la stratificazione ben radicata della sinistra nella città.

Disfatta totale e senza giustificazioni invece per il terzo polo di Fini, Casini e Rutelli che hanno verificato che il loro pollo non raggiunge la dignità del terzo gradino politico, semmai, dell’ultimo.

La vera novità del dato che emerge da queste elezioni ammiistrative sta nella crescita complessiva di quelle forze politiche che, indipendentemente dagli schieramenti opposti nei quali militano, offrono analoghe posizioni di tutela di interessi come la Sicurezza e la Giustizia ed altrettanto analoghe posizioni di contrasto ed ostilità alle organizzazioni mafiose, alla illegalità diffusa ed al dilagante fenomeno della corruzione:

Lega Nord, Italia dei Valori e Movimento 5 Stelle.

Questo “Polo della Sicurezza e della Giustizia”, raccoglie un consenso interessante, consenso che fa ben sperare nel futuro di questo paese, un paese che è profondamente mafioso e corrotto, oltre che strangolato dalla illegalità.

La crescita complessiva di questo fronte politico disomogeneo è il vero motivo conduttore di questa tornata elettorale, benchè esso sia pressochè ignorato dal mondo della informazione, evidentemente poco libera rispetto ai monoliti PDL e PD, entrambi in aperta crisi politica, sia pure per motivi profondamente diversi.

Taluni osservatori politici vogliono indicare in questa crisi dei due grandi partiti di riferimento, una crisi del sistema bipolare.

Ma è invece proprio la disfatta del terzo polo a validare l’attuale sistema bipolare, all’interno del quale però, esiste ancora una certa immaturità nel considerare meglio candidature politiche di certo valore, sia pure espresse dalle minoranze interne ai partiti di riferimento, ovvero espresse da altre componenti politiche polari secondarie.

Manca la ragionevole maturità nel credere che, per vincere, bisogna puntare su soggetti giovani capaci di governare, piuttosto che rischiare di perdere, per impedire squilibri nella gestione interna dei partiti di riferimento.

In questo caso, possiamo ben dire che, se i monoliti politici-maometto non andranno alla montagna-popolo, non sarà certamente la montagna-popolo ad andare da loro.

Una cosa è la leadership carismatica a livello nazionale e ben altra cosa è invece il buongoverno a livello locale.

Piccole regole inesplorate dal bipolarismo italiano, immaturo e ancora non completamente formato ed educato.

Poichè è pur vero che, “fra due litiganti il terzo gode”, come nel caso di De Magistris a Napoli.

Fine della lezione.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Il cambiamento va incarnato da una politica matura e responsabile

martedì, 1 giugno 2010

Il prelievo fiscale in Italia ha raggiunto punte intollerabili, sia sulle imprese e sui datori di lavoro, che sulle famiglie e sui lavoratori dipendenti del settore privato.

E’ il settore privato, in tutti i suoi aspetti a produrre la ricchezza ed il benessere in questo paese come in tutti i paesi del mondo, ed è proprio questo comparto ad essere il più vessato e tassato.

Lo stato non produce ricchezza, per cui i dipendenti pubblici rappresentano esclusivamente un onere, una sorta di corto circuito finanziario.

Anche il prelievo fiscale da lavoro dipendente nel comparto pubblico rappresenta un giro di cassa che parte dal prelievo fiscale su tutto il comparto privato, viene redistribuito sotto forma di salario e, assurdo degli assurdi, nuovamente tassato come se provenisse dalla produzione di reddito e di ricchezza, cosa che non è, ma che anzi, va solo a nutrire il formidabile appetito della pubblica amministrazione centralizzata.

In queste partite di giro l’unico a guadagnarci è il costosissimo stato centralizzato romano.

Perdono solo i cittadini che vivono di impresa privata, sia che siano imprenditori, sia che siano lavoratori dipendenti.

Delle imprese pubbliche e dei servizi offerti dallo stato centrale in cambio del prelievo fiscale, è meglio non trattarne:
è il perno negativo che avvolge ogni questione italiana, partendo daglli appalti pubblici, passando attraverso la corruzione di pubblici amministratori e burocrati, per arrivare ai servizi essenziali come il trasporto pubblico e la sanità pubblica ed il sistema delle convenzioni, vera cerniera fra sistema pubblico e privato, fra interesse privato e interesse pubblico, fra stato di fatto e stato di diritto.

Il sistema pubblico non rappresenta certamente l’eccellenza, sia se paragonato ad altri sistemi pubblici di paesi democratici ed occidentali come il nostro, sia se valorizzato al sistema privato.

Anzi.

Inoltre, il sistema privato italiano deve concorrere con il potere economico e finanziario delle organizzazioni mafiose, che si dimostrano capaci di indirizzare gli appalti ed i finanziamenti pubblici.

Se a questo quadro negativo aggiungiamo un sistema bancario immaturo, affatto solido e indisposto a concorrere ai rischi delle imprese e delle famiglie italiane con servizi utili ed efficaci, possiamo meglio cpmrendere le potenzialità di un comparto privato che sopravvive a tutto questo, nutre tutto questo, e viene disservito, maltrattato, stratassato, usurato e malgestito da una politica che si dimostra lontana dalle logiche aziendali e produttive e da un sistema corrotto in maniera impossibile, fortemente condizionato dalle mafie e sempre indulgente verso un dilagante e storicizzato quanto diffuso sistema della illegalità.

Sistema sì, poichè esso lo è, come quello della corruzione morale e materiale, come quello delle organizzazioni delinquenziali semplici e mafiose.

Ma guai a manifestare pubblicamente tali verità:
nulla di più facile che si diventi il bersaglio preferito di questo sistema, che può contare su una simbiosi estrema di quelle cellule negative che sono presenti nello stato, ad ogni livello, e che di questo sistema si nutrono abbondantemente e quotidianamente.

L’ennesimo grido di allarme in Confindustria esprime tali questioni nell’ultima “Agenda per l’Italia 2015″, compresa l’ennesima diffida alla politica italiana ad adempiere alle richieste di questo stato di fatto, miloni di anni luce lontano da questo stato di diritto.

Ma l’unica risposta positiva che proviene dalla politica è riscontrabile esclusivamente nelle scelte della Lega di Umberto Bossi, che propone un sostanziale dimagrimento di posti di lavoro parlamentari e del sistema pubblico, visto ormai come il parassita che arrichendosi di impossibili privilegi e prepotere arrogante, denutre il paese.

Le scelte leghiste del federalismo fiscale trovano alleanze e consensi variabili nel sistema politico italiano, a riprova del fatto che esse non difendono interessi sempre uguali e sempre riconoscibili e riconosciuti dalle lobby parlamentari, ma spazia di volta in volta cercando e trovando inaspettate sponde anche in quei movimenti politici come L’Italia dei valori dell’ex giudice Antonio Di Pietro, protagonista della famigerata tangentopoli italiana e nelle scelte di Confindustria, che vede il federalismo fiscale e un regime di austerity e di responsabilizzazione del governo e nel governo del sistema pubblico come l’unica proposta valida presente nella politica contemporanea.

Tali scelte incontrano anche la palude della politica romana fatta di do ut des, di veri e propri ricatti politici che tentano di estorcere voti e consenso alla Lega in cambio della realizzazione delle riforme e del cambiamento di cui il sistema privato e produttivo italiano necessita urgentemente.

Ma tali scelte vanno sostenute dalla politica, sia vista come soggetti parlamentari singoli che come gruppi parlamentari, cui stia veramente a cuore il bene comune di un paese che incontra proprio nella gestione politica il suo primo nemico, come avviene troppo spesso e purtroppo volentieri.

E’ venuto il tempo di scegliere da che parte stare, è venuto il tempo delle scelte importanti e decisive per la stessa sopravvivenza dello stato, così come lo abbiamo inteso sinora.

Riuscirà la casta politica italiana a votare il riformismo federalista e del buongoverno della Lega, senza sentirsi per questo punta nell’orgoglio ovvero ferita nella propria dignità umana e politica?

Non è mai troppo tardi per fare le scelte giuste.