Articoli marcati con tag ‘irrazionalità’

L’intelligenza non è furba e la furbizia non è intelligente

sabato, 15 giugno 2013

Gran brutto vizio quello di scambiare la saccenza con il sapere e la furbizia con l’intelligenza:

il sapere applicato è l’unico vero sapere.

Il resto è saccenza ed auto contemplazione applicata al proprio ego.

L’osservazione, l’analisi, la curiosità e tutto quanto precede ed accompagna una intelligenza deve passare attraverso la valorizzazione ed il confronto fra ciò che si è e la realtà che ci circonda.

Non esprimere il giudizio seguente a tale valorizzazione può essere ritenuto come atto di rispetto, ma è in realtà solo una piccola furbata che impedisce anche al prossimo tuo di crescere attraverso il confronto.

Così una società non cresce e non diviene adulta, ma solo furba e viziosa.

Così una società fallisce sotto il peso della propria viltà e del proprio egoismo.

In sintesi, la furbizia è limite alla intelligenza, non sua naturale prosecuzione.

La furbizia è antitetica alla intelligenza, non parente, ne affine e nemmeno lontana conoscenza.

L’intelligenza risolve i problemi, la furbizia no: essa li crea.

I due fenomeni sopra descritti sono antitetici anche nei risultati, oltre che nella sostanza.

E lo sono anche e soprattutto nei risultati:

– gli esseri dotati di intelligenza superiore muoiono poveri;

– i furbi muoiono ricchi, dopo aver sfruttato per una vita l’intelligenza altrui.

Ma i momenti di crisi come quello che stiamo vivendo riportano le cose nel loro giusto posto, affidando il giusto valore ad ogni cosa e fenomeno.

Questo è il tempo in cui gli intelligenti rifuggono la coesione con i furbi, impedendo alla forza dei numeri di avere un valore rispetto alla intelligenza superiore, impedendo al concetto democratico della maggioranza dei furbi di soffocare l’intelligenza degli eletti.

Questa è la fine del mobbing dei furbetti che impedisce alla umanità di evolvere nell’oltre uomo, nel concetto del super uomo.

L’unione fa la forza, appunto, ma non l’intelligenza.

E questo è il tempo in cui l’intelligenza e la razionalità torna al potere.

Bentornata intelligenza.

Gustavo Gesualdo
alias Il Cittadino X

Un Paese Civile punisce i comportamenti negativi, lo Stato mafioso li premia

mercoledì, 25 luglio 2012

Ho chiesto ad un ex compagno di scuola migrato negli States da tempo, quale fosse la principale differenza fra gli stili di vita italiano e americano.

Ha risposto così:

negli states, chi sbaglia va giù, giù, giù, giù.

Ed io pensavo:

qui in Italia chi sbaglia va su, su, su, su.

Ecco dov’è la differenza fra un paese civile ed uno stato mafioso.

Ecco cosa è uno stato mafioso.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Il merito e la razionalità sono presidi fondamentali anti mafia

giovedì, 5 luglio 2012

Due notizie attraggono la mia attenzione, cagionando domande intelligenti cui sento che occorra dare risposte.

La prima, mi riconduce al malgoverno municipale nelle società di servizi a Foggia.

Certa volontà politica e lobbistica di cagionare il fallimento delle società di servizio comunale (AMGAS e AMICA) era ben chiara e visibile da anni a Foggia.

AMGAS fu fatta implodere volontariamente attraverso la moltiplicazione dei consigli di amministrazione di società utili solo a depauperare la ricchezza prodotta e gestita, devastare i bilanci e innalzare le situazioni debitorie.

Ma nessuna punizione è stata prevista, comminata e prescritta per gli ex amministratori di AMGAS a causa delle numerose devastazioni commesse nell’amministrazione della cosa pubblica comunale e locale.

AMICA implode oggi in un crack pilotato dalla dirigenza burocratica, come si evince dalla odierna sospensione del dirigente di AMICA, coinvolto pesantemente nello scandalo giudiziario delle indagini negli indirizzi politici e nelle azioni burocratiche che provocarono il fallimento della società DAUNIA AMBIENTE deputata alla raccolta differenziata

Perfettamente leggibile è il disegno mafioso di impedire la raccolta differenziata a Foggia come la camorra ha fatto per decenni a napoli e in tutta la campania.

Ma Foggia non è napoli e la Puglia non è la campania.

Almeno ancora, e chissà per quanto.

E torna alla mente una importante polemica nella esclusione dal concorso al ruolo di dirigente di AMICA di un soggetto che fu definito troppo bravo, troppo preparato e troppo meritevole in quel ruolo chiave nello scottante settore del ciclo dei rifiuti.

Vincere un concorso pubblico e sentirsi dire che invece si verrà esclusi dalla selezione perché troppo bravi e meritevoli deve essere la peggiore delle umiliazioni che una pubblica amministrazione possa infliggere ad un cittadino.

Ma, alla luce della sospensione del dirigente ATAF e del suo comportamento, si comprende un po meglio qual tipo di dirigenti pretendono casta politica e burocratica, caste e corpoorazioni mafiose, e organizzazioni mafiose:

immeritevoli ed irrazionali, ciechi, muti e sordi, come le tre famigerate scimmiette.

La seconda notizia è ancor più sconcertante, e concerne lo sfratto ingiunto a famiglie di poliziotti in una area edificata in Legge Gozzini ed abitata esclusivamente da famiglie di poliziotti, per far posto a famiglie bisognose in cui però vivono pregiudicati e soggetti socialmente pericolosi.

A me, questa storia non va giù.

Non si sfrattano famiglie di agenti di Polizia pensionati o non più appartenenti alle FFOO senza un criterio logico selettivo e soprattutto, razionale.

Non si mette in mezzo ad una strada un onesto e leale servitore dello stato.

Soprattutto, non si sostituiscono famiglie di poliziotti con famiglie di pregiudicati facendo coabitare il ladro e la guardia sotto lo stesso tetto.

Ma il massimo lo si raggiunge quando ci si avvede che non esiste una norma, come un indirizzo politico, che impedisca l’assegnazione di case popolari o statali (Gozzini) a famiglie nelle quali vivono soggetti pregiudicati e socialmente pericolosi.

Non si premia chi sbaglia e si punisce chi agisce contro l’illegalità se si vuole salvare il salvabile.

Ma pare che a Foggia il bene comune non sia più difeso da nessuno, se non offeso quotidianamente, in uno stato di indifferenza e di omertà generale.

Se potessi, farei eliminare la dicitura “nato a Foggia” dalla mia carta di identità, poiché me ne vergogno assai.

Il merito e la razionalità, continuamente battuti dalla indolenza, dalla omertà, dalla ignoranza e dalla arroganza, producono moltitudini di soggetti educati alla illegalità e alla mafiosità.

Ricordate bene e ricordate tutti che:

il merito e la razionalità sono elementi fondamentali anti mafia.

Distruggere il merito, premiare chi sbaglia e chi si rifiuta di usare la razionalità, significa essere mafiosi.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Paralizza la politica italiana, sfascia il governo, impedisce le riforme

mercoledì, 28 aprile 2010

L’attività politica di Gianfranco Fini è tesa a paralizzare la politica italiana, a sfasciare il governo del paese e ad impedire le riforme del cambiamento.
Come un virus fini sta corrodendo dal di dentro le istituzioni, ne blocca le funzioni vitali, le rende inoperative, proprio quando la crisi economica pretende manovre tempestive per salvare vita e lavoro a famiglie ed aziende italiane, duramente colpite anch’esse da questa forma virale di irrazionalità finiana.
Incredibile il silenzio che proviene dalla opposizione, cui certamente questo gioco fa comodo, ma che resta anch’essa esterrefatta dalle follie quotidiane compiute dalla virologia finiana.
Incredibile anche il silenzio delle istituzioni, che assistono inermi allo sfascio continuo creato ad arte da fini.
Tutti fermi, con il fiato sospeso, a guardare una minoranza politica piccola piccola che manda in rovina famiglie e aziende italiane.
Questo atteggiamento di attesa e di silenzio nuoce gravemente al paese, distrugge la fiducia delle famiglie e delle aziende nelle capacità della politica di dare risposte tempestive ed esaustive ai propblemi quotidiani sempre più gravi e seri della gente.
Il cancro della crisi attanaglia l’Italia, ma il virus finiano, riesce a far danni ancora maggiori.
Cercasi politico con attributi veri che sbatta fuori fini e la sua irrazionale violenza devastatrice dalle alte poltrone parlamentari, dal governo e dalla vita di questo paese.
Fini è la patologia che uccide l’organismo italiano:
cercasi cura efficace.
Subito.
Altrimenti il malato potrebbe decedere nella spasmodica attesa di una cura.