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La ridicola farsa governativa italiana

giovedì, 15 agosto 2013

Con la vicenda dell’IMU SI o IMU NO si svolge l’ennesima tragedia della farsa politica all’italiana.

Per l’ennesima volta la casta politica, il parlamento, il governo ed il capo dello stato imbastiscono e/o garantiscono un pasticciaccio deplorevole e vergognoso. oltre che truffaldino e fraudolento.

Togliamo l’IMU dalla prima casa e recuperiamo il mancato introito con una nuova tassa, la Service Tax.

Tutta qui la scelta di indirizzo politico del governo italiano che:

non diminuisce la pressione fiscale;

non diminuisce la spesa pubblica;

non diminuisce il debito pubblico.

Si tira a campare alla napoletana, senza sapere dove andare.

Ancora una volta l’acerrima nemica dell’intelligenza, la furbizia, conduce il governo della cosa pubblica in Italia.

Ancora una volta l’esecutivo italiano non trova il coraggio di abbandonare la vile pista del clientelismo elettorale in forma di scambio di voto con vincolo di mandato e non intraprende la vera ed unica strada che conduce alla salvezza italiana:

– una drastica riduzione della pressione fiscale correlata ad una drastica riduzione della spesa pubblica e conseguentemente del debito pubblico;

– contrasto durissimo alle organizzazioni mafiose, alla corruzione politica e burocratica ed ai fenomeni della usura e della estorsione;

– eliminazione del cuneo fiscale;

– eliminazione di un livello di giudizio con la riduzione a soli due con obbligo di emissione della sentenza definitiva entro anni 1 dall’inizio del processo di prio grado: pena il licenziamento in tronco di tutti gli attori nel processo o di servizio al processo;

– ingenti investimenti in sicurezza e giustizia per ottenere garanzia di legalità diffusa e condivisa;

– riduzione degli atenei universitari pubblici ad un massimo di uno per regione e con il risparmio così ottenuto, investire finanziando scuola, formazione, ricerca e università a fini di una altissima produttività di qualità;

– istituzione della pena di morte per i reati di:
comportamento mafioso (in qualunque concorso)
associazione mafiosa
corruzione
concussione
strage
tradimento
gravisssimo ed irreversibile danno ambientale e alla salute pubblica
usura
estorsione;

– immediata costruzione di nuove carceri, ovvero affitto da privati di strutture carcerarie come nel caso francese in modo da assicurare una cella singola per ogni singolo detenuto;

– liberalizzazione totale del mercato del lavoro, dei servizi e delle merci;

– eliminazione di ogni forma di privilegio, guarentigia, raccomandazione, favoritismo in ambito pubblico;

– inserimento in giurispudenza del principio della responsabilità secondo il quale, ad esempio, una commissione medica che consegni lo status di invalido ad un soggetto che invalido non è sia duramente punita come pure nel caso in cui venga assegnato un posto di lavoro pubblico od un appalto pubblico in senso non meritevole o non economicamente interessante per la pubblica amministrazione;

Tanto per cominciare a fare sul serio, razza di lestofanti parassiti e mascalzoni che non siete altro.

E smettetela di barare lasciando inalterata la pressione fiscale cambiando solo il nome alle tasse e alle imposte che fingete di eliminare, millantatori senza merito alcuno.

Ve la do io la pubblica amministrazione:

a colpi di manganello e bottiglie di olio di ricino, stolti farabutti che non siete altro.

Gustavo Gesualdo
alias Il Cittadino X

Degrado sociale ed illegalità diffusa: inadempienze dello stato

domenica, 6 maggio 2012

Il disagio sociale cresce di giorno in giorno e cinge sempre più strettamente il popolo dei cittadini lavoratori, delle famiglie e delle aziende italiane.

Un soffocamento che è propedeutico della affermazione della illegalità e della violenza come metodo di confronto e di regolazione delle controversie.

L’assenza di controlli e di vigilanza della pubblica amministrazione sulle attività umane rende possibile tutto ed i ìl contrario di tutto.

A Foggia, per esempio. si può assistere tutti i giorni allo spettaccolo di decine e decine di venditori di articoli e di merci contraffatte o prodotte e vendute in violazione di ogni legge, procedura, prassi e commercio legale esistente.

Dove avviene questo scempio?

In pieno centro cittadino per esempio, ogni giorno e sotto gli occhi di tutti questa “casta di intoccabili” extra comunitari (guai a protestare, ci si becca l’epiteto di razzista!) vende merce con marchi falsificati, film in dvd e cd musicali riprodotti in violazione del copyright, giocattoli fuori dalla normativa europea, borse e cinture, occhiali da sole ed utensili nel più assoluto silenzio, nella più assoluta illegalità.

Sono iscritti questi commercianti presso il Registro delle Imprese della Camera di Commercio di Foggia?

E chi li autorizza al commercio ambulante?

E chi, nel predetto Pubblico Registro delle Imprese è individuato dalla legge come soggetto atto a controllare e vigilare?

Sono iscritti questi commercianti presso un ente previdenziale?

E chi in questo predetto ente previdenziale ha il dovere di controllare e vigilare?

Sono iscritti questi commercianti presso un ente assicurativo per il caso della malattia o dell’infortunio sul lavoro?

E chi in questo predetto ente assicurativo ha il dovere di controllare e vigilare?

Sono iscritti questi commercianti come lavoratori autonomi o sono essi dei lavoratori dipendenti?

E chi ha il dovere di controllare e vigilare se essi siano lavoratori autonomi o dipendenti?

Quale ispettorato, quale vigilanza e quale controllo dovrebbero sottoporre a controllo, vigilanza ed ispezione questa “casta di intoccabili” extra comunitari che creano ricchezza violando la legge?

Pagano l’IVA, pagano l’IRPEF, pagano l’IRES, pagano la Tassa per l’Occupazione del suolo pubblico?

E se non sono iscritti ad alcun registro delle imprese e sono sconosciuti come lavoratori dipendenti, come fanno ad occupare il suolo pubblico e produrre ricchezza evadendo ogni legge ed imposta conosciuta?

Ma il caso di questa “casta di intoccabili” extra comunitari non è isolato alle centralissime Corso Vittorio Emanuele II, Piazza Umberto Giordano, Via Vincenzo Lanza, Piazza Cavour e Viale XXIV Maggio, ma invade e si impadronisce totalmente di altre strade cittadine, come Via Sant’Alfonso Maria de Liguori e Via Guido D’Orso angolo Corso Roma nella famigerata Piazza Libanese, per fare qualche altro esempio.

Senza dimenticare il quotidiano mercato del “Giannone”, nelle sue propaggini di Corso Roma e di Via Giovanni Urbano, che ospitano decine di extra comunitari con e senza “posto fisso” di vendita.

E che dire dei mezzi di trasporto che utilizza questa “casta di intoccabili” extra comunitari?

Furgoni vecchi e malconci, tenuti insieme con lo sputo, con emissioni di rumore e dello scarico a dir poco eccessive, con pneumatici su cui il battistrada è solo un ricordo, stracarichi e con le sospensioni scoppiate ormai da più di un decennio.

E chi avrebbe il dovere di controllare e vigilare questi mezzi, la loro effettiva proprietà, il loro effettivo uso, le loro condizioni di utilizzo, la regolarità della loro circolazione e della relativa documentazione?

Eppure quotidianamente essi circolano, inspiegabilmente, innaturalmente, e nelle apparenze, anche illegalmente.

Questa “casta di intoccabili” extra comunitari invaderà ancora il piazzale della stazione ferroviaria di Piazza Vittorio Veneto e strade limitrofe occupando il suolo pubblico ed adibendolo a camping o cloaca all’aperto?

E chi li autorizza a questo campeggio illegale?

E chi li autorizza ad utilizzare ogni angolo di quella parte della città come una latrina a cielo aperto?

E chi dovrebbe invece, per dovere e per comando, impedire che tutto questo degrado si abbatta sui cittadini foggiani, ancora una volta, per un altro anno?

Quali inadempienze e quali sottrazioni al proprio dovere e alle proprie competenze mette così a rischio la salute pubblica, l’ordine pubblico, l’urbana civiltà italiana?

Possibile che nessuno veda, nessuno senta, nessuno parli in questa assai degradata città?

Possibile che anche questo anno, Foggia, Borgo Mezzanone e le campagne della Capitanata dovranno essere inondate ancora una volta da tanta illegalità senza alcun controllo, senza alcuna vigilanza, senza nessuna ispezione da parte degli uffici competenti?

Beh, potrà anche essere così, potrà ancora peggiorare e continuare il disagio sociale in questa città ormai troppo degradata, ma tutto questo non avverrà senza la relativa punizione prevista dalla legge caso per caso, sino ad arrivare nel caso di assoluto inadempimento del dovere, a costituire comitati di cittadini che surroghino le autorità competenti, avochino il potere di controllo, vigilanza e ispezione qualora non osservato da chi di competenza o si riapproprino semplicemente della propria sovranità evidentemente delegata secundum legem e tradita inopinatamente da chi avrebbe dovuto incarnarla ed interpretarla nell’interesse esclusivo del popolo dei cittadini lavoratori, delle famiglie e delle aziende foggiane, aziende che vengono invece fatte oggetto di verbali sommari per aver occupato il suolo comunale senza autorizzazione e senza il versamento della relativa tassa, mentre questa “casta di intoccabili” extra comunitari fa quel che vuole, come vuole, in barba a tutte le leggi che vuole.

Ma questa “casta di intoccabili” extra comunitari e coloro i quali ne difendono stile di vita e somma delle evasioni dovranno rendere conto, al tribunale ordinario ed al tribunale del popolo:

questa volta non si esce per il rotto della cuffia della legge.

Questa volta pagherà il suo conto chi ha provocato o collabora a provocare questo assurdo disagio ed il conseguente degrado sociale:

pagherà il suo conto, di fronte alla legge e di fronte al popolo.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Evasione fiscale ed incoscienza civile producono ingiustizia sociale

giovedì, 2 giugno 2011

I dati resi noti dall’ultima stima sui redditi non dichiarati ai fini dell’Irpef e contenuta nel rapporto finale del tavolo sulla riforma fiscale fanno raggelare il sangue.

Lavoratori autonomi e imprenditori evadono in media più della metà delle tasse dovute.

Nel mondo dei redditi prodotti sugli immobili l’evasione fiscale supera i tre quarti del dovuto.

Nel mondo del lavoro dipendente sono quasi tre milioni i lavoratori irregolari.

Il quadro che ne esce è grave e preoccupante, un vero e proprio allarme sociale.

Nessun mezzo di informazione italiano sofferma la sua attenzione sul fatto che emerge preponderante in tema di contribuzione fiscale:

i lavoratori dipendenti, sia del settore pubblico che del settore privato, sono gli unici a pagare per intero la tassazione Irpef allo stato, poichè prelevata forzosamente, obbligatoriamente e coercitivamente alla fonte, senza alcuna possibilità e libertà di evadere il fisco in tal senso.

Peggio solo la posizione dei pensionati, che pare contribuiscano in misura addirittura superiore al dovuto: 7,7% in più.

L’ammontare del reddito prodotto in Italia ed evaso totalmente, l’indice della “economia sommersa”, viene stimato fra i 255 ed i 275 miliardi di euro, e composto per un 37% da lavoro non regolare.

Nulla si sa invece, sulle stime della evasione fiscale sui reddditi prodotti dalle attività illecite ed illegali delle organizzazioni mafiose e sul mancato contributo fiscale dei redditi prodotti dai delitti di corruzione, di usura e di riciclaggio.

Una dittatura feroce che sottomette lavoratori dipendenti e pensionati, una dittatura che crea una ingiustizia sociale intollerabile proprio nei confronti degli strati più deboli della popolazione, in specie se si guarda ai lavoratori dipendenti del settore privato, coloro i quali creano la ricchezza di cui il paese intero gode, con le proprie mani, con il proprio ingegno, con la propria fatica, con il sudore della fronte ed il sangue versato.

L’elevata pressione fiscale e l’assoluta mancanza di una coscienza civile in questo paese, hanno prodotto la più devastante delle dittature socio-economiche di tutti i paesi occidentali, cui va aggiunta la violenza inaudita e la competizione impossibile che lavoratori e imprenditori italiani subiscono dalle organizzazioni mafiose, di cui, la ‘ndrangheta, risulta essere la prima azienda italiana per fatturato.

Il popolo viene così spolpato vivo dal prelievo fiscale, scarnito dalle mafie, usurato dal mondo del prestito illegale, dissanguato dalla corruzione che devasta la pubblica amministrazione, massacrato dai cicli finanziari di un sistema bancario che non svolge alcuna funzione sociale, usurpato della casa da un sistema economico immobiliare che nega la funzione sociale della casa e nega l’83% della contribuzione fiscale sui redditi prodotti dal bene casa.

Una miseria sociale ed economica importante che proietta l’immagine di uno stato incapace di governare il paese reale, di difendere le stratificazioni sociali, economiche e del lavoro più deboli, di rendere efficace la macchina della pubblica amministrazione, di contrastare la corruzione politico-burocratica, di prevalere sulle mafie, di impedire l’usura.

Si potrebbe ben dire che la mission della identità statuale italiana abbia fallito i suoi obiettivi primari, senza alcun dubbio.

E la mancanza di una gravissima reazione popolare si legge fra una rassegnazione atavica di un popolo di lacchè e l’aspetto compensativo di una illegalità straordinariamente diffusa che produce comunque reddito a sua volta.

Lo stato italiano così dimostra di aver fallito in pieno ogni appuntamento con la fratellanza delle libere democrazie occidentali, rivelandosi nella realtà una feroce dittatura del popolo, asservito all’arricchimento illegale ed alla violazione costante e dominante della legge.

Ecco dimostrato che:

la coercizione statale della macchina burocratica viene applicata in modo maligno e selettivo nei confronti del popolo meno ricco;

la politica sindacale italiana ha prodotto i salari mediamente più bassi e maggiormente colpiti dal fisco di tutto il mondo occidentale;

la casta politica è troppo corrotta al suo interno per essere capace di cambiare questo stato di fatto che produce una ingiustizia sociale impossibile da sopportare;

la giustizia italiana non è argine sufficiente per garantire, almeno sul piano giudiziario, un recupero minimo sufficiente di dignità e di difesa degli interessi del popolo e del cittadino qualunque.

I poteri dello stato, in aperto conflitto fra loro, non esercitano il potere e la coercizione in favore del bene comune, mostrandosi invece evidente nella realtà, una tutela corporativa di caste incivili ed egoiste, corrotte e mafiose, che si impongono vittoriose sulla massa popolare, asservendola ed impoverendola costantemente.

Servizi pubblici inefficienti o addirittura sbarrati all’accesso dalla richiesta corruttiva, mostrano un distacco enorme fra lo stato di diritto ed il paese reale e collocano la casta politica, burocratica e sindacale italiana, all’ultimo posto nella graduatoria delle civiltà libere e democratiche.

Personalmente, mi rifiuto di credere che tutta questa situazione sia nata quasi “per caso”, credendo invece con assoluta fermezza al fatto che, lo stato di diritto, sia deviato dalle sue prerogative e nell’uso dei suoi poteri da corporazioni incivili, associate al solo fine di sottrarre ogni diritto ed ogni ricchezza al popolo italiano.

Questa visione personale, incontra la definizione di un ministro della repubblica italiana che ha definito questo stato di diritto e stato di fatto come uno “stato criminale”.

L’unica via di uscita da questa penosa condizione, è rappresentata dal varo immediato di riforme incisive e rivoluzionarie del sistema stato, della gestione dei suoi poteri, dell’equilibrio dei suoi poteri, dell’uso della forza e della coercizione da parte dei suoi poteri.

In questa dinamica riformatrice, si confronta la vera politica dalla politica delle corporazioni feudatarie e criminali che conducono il paese verso un pericoloso crinale di povertà e di ingiustizia.

O si varano subito le riforme oppure dovremo prepararci ad un futuro buio e freddo.

O si eliminano i fenomeni mafioso, corruttivo ed usuraio, ovvero il popolo sovrano dovrà affrontare l’inverno più rigido della sua pur breve storia.

Ed ora, potete festeggiare degnamente l’unità di uno stato che vi asserve e vi umilia senza difendervi.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X