Articoli marcati con tag ‘inciviltà’

Foggia: l’ipocrisia, la solidarietà e l’egoismo

mercoledì, 4 giugno 2014

Come un pellegrino in cerca di elemosina vago questa città chiedendo aiuto e collaborazione per la realizzazione di 5 progetti di formazione sociale e civile, educazione civica e civile, solidarietà civile e sociale, assistenza sociale, sicurezza sociale e protezione sociale, visto che chi di dovere, non offre servizi adeguati alle esigenze della cittadinanza.
Uno di questi progetti l’ho denominato “Urban Scout”.
Prevede che giovani in gruppi distribuiti per tutta la città, muniti di elenchi delle persone che vivono sole, si rechino ogni giorno a visitare queste persone, per fare quattro chiacchiere con loro, sentire come stanno, rompere il muro della loro solitudine asociale, vigilare se vi siano pericoli che loro non avvertono (fughe di gas e altro) chiedere se hanno bisogno di alimenti e/o medicinali, visite mediche o altro.
Ma in questa città, la solidarietà non esiste.
Ho rotto le scatole a tutti e nessuno mi ha dato una mano concreta, neanche solo per redigere il progetto.
Poi esplode un palazzo a causa della perdita di gas in una abitazione doveva viveva sola una persona anziana, perdono la vita due giovani ed incolpevoli persone, perde entrambe i genitori un innocente bambino, restano feriti altri soggetti, vengono evacuate dai palazzi adiacenti decine di famiglie.
Ma non è una tragedia, non è un caso:
è il frutto della vostra fottuta ignoranza.

Le uniche risposte che ho ricevuto sono state:
quanto mi paghi per fare questo?
Perché non vai dal politico tizio o dal politico caio?
E io rispondo:
e le istituzioni che cazzo ci stanno a fare?
E voi, perché non amate il prossimo vostro?
Domenica, potete andare a votare, ma non prima di essere andati a messa a mondare le vostre sporche ed egoiste coscienze.

La questione meridionale e la questione morale vivono a Foggia.

Ipocriti, egoisti, incivili ed ignoranti.

Se non vi prendete cura dei vostri simili più bisognosi, chi credete mai si prenderà cura di voi?

Fuggi da Foggia, non per Foggia, per i foggiani.

Gustavo Gesualdo

Severità ed Austerità contro perbuonismo e perbenismo

lunedì, 24 dicembre 2012

In questi anni di crisi, la comunità italiana è costretta a tornare a livelli di consumi “umani” e toccare con mano stili di vita eco-compatibili ed eco-sostenibili dall’ambiente che li circonda.

Dovrebbe essere questo un atteggiamento di rispetto verso l’ambiente assolutamente normale.

Invece, la corsa al consumismo sfrenato senza senso e senza senno, la competizione all’accesso al consumo eccessivo e degenerato delle fonti energetiche strategiche come pure delle risorse pubbliche statali, in entrambe i casi ritenute infinitamente accessibili e spendibili senza criterio alcuno, in virtù di un per buonismo ed un perbenismo che mascherano invece appetiti impossibili da soddisfare, modelli di vita impraticabili, stili di vita irrealizzabili se non al costo di bruciare senza alcun criterio razionale la propria ricchezza privata, la propria capacità di indebitamento privato, la collettiva ricchezza statale di risorse ottenute con un indebitamento ed una spesa pubblica che va oltre ogni capacità comprensibile e giustificabile.

Spesso mi dicono che ho un senso della responsabilità eccessivo, una severità esagerata ed una austerità monacale.

Penso che lo dicano in senso negativo, dovendo giustificare il modello di chi fotte e magna e poi versa lacrime di coccodrillo rispetto ad una “austerità” imposta dall’esterno a freno dello spreco e del vizio contrabbandati per stili di vita normali e razionali.

Il senso ed il valore della normalità è sconosciuto ai popoli che hanno fatto della ignoranza e della arroganza i metri di paragone e di valorizzazione delle proprie scelte, ignorando arrogantemente e con una presunzione impagabile, che in un sistema globalizzato e in una Unione Europea avanzata, ogni errore commesso in Italia, lo pagano anche tutti gli altri paesi aderenti, compresi e soprattutto, quei paesi virtuosi che hanno fatto della moderazione, della razionalità, della severità e della austerità un composito modello di vita molto rispettoso di stili anche molto differenti dal proprio, in misurazione dell’alto grado di civiltà raggiunto.

Le lamentele di eccessiva austerità e severità nella applicazione delle regole comportamentali generali e particolari nella amministrazione della cosa pubblica in virtù di una fuoriuscita dalla zona di rischio downgrade o peggio, fall out, sono lamentele inaccettabili, irricevibili, inammissibili, insopportabili, intollerabili ed assurde.

Che l’Italia si dimostri un enorme asilo nido all’aperto, questa realtà, è molto ben presente alla mia intelligenza e razionalità, ma che per di più, i fautori, gli autori e gli attori di questa sfacelo totale, sociale, economico e finanziario abbiano anche da lamentarsi, tale risultato fa solo comprendere quanta ignoranza regni e pregni nel regno dello spreco e del vizio, ingiustamente anti-europeista ed assai incline al comportamento mafioso, alla inciviltà, alla illegalità, alla evasione fiscale, alla corruzione morale e materiale, alla usura e alla violazione di ogni norma, etica, morale e giuridica.

E adesso, crogilatevi pure nell’autocompiacimento di una atmosfera natalizia che di redenzione, non ha assolutamente nulla di nuovo.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Degrado a Foggia : “rifiuti speciali” abbandonati per strada

mercoledì, 16 maggio 2012

Camminando per le strade di Foggia possono essere non poche le sorprese incontrate.

Eccone alcune:

Primo video 15 05 2012 TV

Secondo video 15 05 2012

Terzo video parte prima 16 05 2012

Quarto video parte seconda 16 05 2012

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Der Spiegel e l’irresponsabilità dello stile di vita italiano

venerdì, 27 gennaio 2012

Der Spiegel:

«Mano sul cuore, qualcuno si è forse meravigliato del fatto che il capitano della Costa Concordia fosse italiano?
Ci si può immaginare che a compiere una simile manovra, inclusa la fuga successiva, potesse essere un tedesco oppure, diciamo anche, un capitano di marina britannico?».

Esiste una Questione Meridionale nel mondo.

Esiste una Questione Meridionale in Europa.

Esiste una Questione Meridionale in Italia.

Parafraso l’affermazione del periodico Der Spiegel mettendo il dito nella piaga italiana:

«Mano sul cuore, qualcuno si è forse meravigliato del fatto che il capitano della Costa Concordia fosse napoletano?
Ci si può immaginare che a compiere una simile manovra, inclusa la fuga successiva, potesse essere un tedesco oppure, diciamo anche, un capitano di marina britannico?».

No, mani sul cuore, non mi sono affatto meravigliato che al comando della nave Costa Concordia vi fosse un napoletano.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Napoli fra Camorra, Emergenza Rifiuti, Illegalità e Degrado Urbano: Stato di Emergenza Generale

sabato, 25 giugno 2011

Immaginate una realtà urbana composta di un milione di abitanti, cinta da un’area metropolitana fra le più popolose d’Italia e d’Europa e ad altissima densità abitativa.

Immaginate una città europea ed occidentale dove 7 case su 10 non esistono presso le mappe catastali.

Immaginate uno stile di vita tradizionalmente votato alla irresponsabilità individuale e collettiva, ad una leggerezza dell’essere che si vota ad una illegalità spaventosa, ad una arroganza indicibile, ad una prevaricazione violenta del prossimo e ad una inosservanza assoluta della legge e di ogni altro modus vivendi civile e basato su comportamenti ispirati alla correttezza, al rispetto reciproco ed al dovere.

Immaginate una realtà urbana dove garantire al sicurezza e la salute dei cittadini sia praticamente impossibile.

Immaginate una comunità umana che ha abiurato l’intelligenza e la razionalità in favore di comportamenti che fanno della furbizia l’unico stile di vita condiviso e riconosciuto.

Immaginate una città dove omicidi, rapine, violenze e prevaricazioni siano assurte a regola di vita, da condividere o da subire.

Immaginate una realtà urbana che contenga la presenza di ben 50 cosche mafiose camorristiche in città e di altrettante nella sua provincia.

Immaginate una città europea che viene ciclicamente quanto cronicamente sommersa dai propri rifiuti non raccolti, non differenziati, non smaltiti.

Immaginate una cultura, una storia, una politica, un modo di vivere e di governare il bene comune per cui, la deresponsabilizzazione, sia la morale unica di riferimento, per cui, ogni problema dei mille di cui soffre una città, sia sempre da attribuire alla mancanza di terzi e non alla incoscienza di chi vi risiede, di chi vi abita, di chi la vive.

Ecco, non andate oltre con la vostra immaginazione:

benvenuti a napoli.

State molto attenti, però, che a voler tentare di stimolare la comunità napoletana a comportamenti maggiormente civili e consoni ad uno stile di vita basato sulla correttezza morale e materiale, sulla partecipazione attiva alla vita pubblica, soggetta al rispetto della legge, incline al rispetto delle altre popolazioni e degli altri territori che condividono con essa stato di diritto, lingua nazionale, immagine nazionale, simboli nazionali, cultura nazionale, storia nazionale, politica nazionale, finanza nazionale, economia nazionale, ebbene, prestate molta attenzione a mostrare volontà di analisi critica nei confronti del fallimento umano, culturale, civile, urbano, legale, amministrativo, burocratico e politico napoletano, poiché potreste anche ritrovarvi con una bella accusa di essere dei volgari razzisti, dei mentitori, degli stravolgitori della realtà napoletana.

Napoli annega da sempre nella propria monnezza?

Razzisti maledetti: è colpa di tutti, tranne che dei napoletani!

A Napoli regnano sovrane illegalità diffusa e camorra?

Millantatori menzogneri, mascalzoni e professionisti della diffamazione: è colpa di tutti, tranne che dei napoletani!

Napoli distrugge l’immagine del Belpaese, massacra il Made in Italy, danneggia l’immagine della nazione unitaria, mortifica una intera popolazione nazionale, umilia l’Italia intera e propaganda immagini deleterie dello stile di vita italiano in tutto il mondo?

Ma è colpa degli italiani, ovviamente, mica è responsabilità dei napoletani?

La monnezza napoletana giace ammassata maleodorante ed incendiaria per le strade e le piazze napoletane?

Ma è colpa della camorra, della regione, del governo nazionale, della Lega Nord, del nord, dei settentrionali, dei meridionali, dei siciliani, dei pugliesi, dei lombardi, dei laziali, dei toscani, dei piemontesi, degli emiliani, dei veneti, dei romagnoli, dei marchigiani, dei calabresi, è colpa di tutti e di tutto, tranne che dei napoletani.

Ovvio, no?

E non permettetevi di darne la colpa e la responsabilità a napoli, ai napoletani, alla classe dirigente napoletana:

sareste solo dei maledetti razzisti!

Nel frattempo, napoli non esiste più:

resta fuori dal dettatto della legge italiana, non governa il proprio territorio e la propria comunità, non gestisce il proprio ciclo dei rifiuti, non garantisce le condizioni minime per una vita civile e dignitosa, rispettosa della legge e rispettosa del prossimo suo connazionale, reso schiavo e costretto a porre rimedio ad ogni sua inciviltà, ad ogni sua incapacità, ad ogni suo errore, ad ogni sua colpevolezza, ad ogni suo ritardo, ad ogni suo degrado, ad ogni sua mancanza, ad ogni sua emergenza, ad ogni sua esigenza, ad ogni suo bisogno, ad ogni suo disservizio, ad ogni sua pretesa, ad ogni sua arroganza, ad ogni sua violenza, ad ogni sua prevaricazione.

Napoli è semplicemente fallita, miseramente.

Quando ne prenderà atto il Capo dello Stato?

Quando ne prenderà atto il Capo del Governo?

Quando ne prenderà atto il Parlamento?

Dichiarare lo stato di emergenza a napoli?

Sì, ma uno Stato di Emergenza Generale, non solo limitato ai rifiuti, con il conseguente commissariamento del governo cittadino, con la conseguente limitazione dei diritti civili e politici di una intera popolazione che ha più che ampiamente dimostrato di non saperli esercitare e rispettare, con l’istituzione di una governance napoletana commissariale della durata di almeno quattro lustri, che abbia carta bianca per ripulire la città da ogni illegalità da ogni sopruso, da ogni monnezza.

Napoli va commissariata e sottoposta ad un governo di emergenza da imporre con la coercizione pubblica, con la forza pubblica, con l’imperio pubblico.

Napoli va commissariata ed affidata alle cure di un non-napoletano, che ricrei in un arco ventennale, le condizioni minime per una convivenza civile e rispettosa della legge.

Tale commissariamento è un imperativo cui nessuna politica nazionale si può sottrarre, se intende veramente salvare il salvabile in una comunità degradata e massacrata a tal punto, da credere ormai che non vi sia salvezza, non vi sia un futuro diverso da questo indecente presente.

Napoli è ingovernabile?

Napoli non è riconducibile ad una condizione sia pur minima di vita civile e democratica?

E allora, non vi è da perdere altro tempo e danaro pubblico:

va commissariata nella sua totalità e riportata, con la forza o con la ragione, nell’alveo di una civiltà democratica che ha il precipuo ed imperativo dovere di intervenire, con ogni mezzo, per imporre la Legalità, la Giustizia e la Sicurezza a napoli.

L’esercito a napoli?

Sì, per venti anni, ad ogni angolo di strada, in ogni piazza, in ogni rione, in ogni quartiere, in ogni palazzo del potere, in ogni momento della sua vita cittadina, 24 ore su 24, 7 giorni su 7 e 365 giorni all’anno.

Altrimenti, ogni altro intervento emergenziale si dimostrerà inutile se non addirittura dannoso, perpetuando e validando una condizione di prevaricazione e di inciviltà assoluta, secondo la quale, ad ogni mancanza napoletana deve corrispondere un rimedio nazionale, ad ogni danno napoletano deve corrispondere un danno nazionale, ad ogni furbizia napoletana deve corrispondere una umiliazione nazionale.

Ma dove sta scritto tutto ciò?

In quale legge nazionale ed in quale articolo della costituzione italiana sta scritto che i napoletani possono fare tutto quel che gli pare e piace al di fuori della legge e tutti gli italiani sono coercitivamente obbligati a pagarne il danno per loro?

Lo stato di diritto non può imporre questa dittatura della illegalità e della inciviltà napoletana all’intera nazione.

Lo stato di diritto ha il preciso dovere di intervenire, con forza e decisione, al fine di risolvere radicalmente e di recidere definitivamente ogni precondizione che sottragga alle proprie responsabiltà personali, civili, politiche, individuali e collettive i napoletani.

Lo stato ha il dovere di garantire alla popolazione italiana l’immediata cessazione di questo degrado inaccettabile, di questa inosservanza della legge, di questa zona franca dalla civiltà democratica che è rappresentata dal territorio napoletano.

Urge certificare un fallimento di fatto in un fallimento di diritto, per porre fine a questa cronica condizione di inciviltà anti-democratica, che è eccessivamente dannosa ed onerosa nei confronti del resto dei territori e delle popolazioni nazionali, assolutamente incolpevoli e innocenti, di fronte ad un problema che è squisitamente, puramente, strettamente, meramente, esclusivamente, solamente, unicamente, completamente, precisamente, precipuamente, specificatamente, assolutamente, solo e e soltanto napoletano.

Ogni altra strada che si intenda percorrere, contribuirà solamente ad aumentare il danno complessivo, a radicare la convinzione che ciò che accade a napoli è normale, è giusto, è civile.

Una aberrazione che va contrastata e combattuta, questa, al fine di impedire che la catastrofe napoletana, divenga quella goccia che farà traboccare l’intero vaso italiano, annegandolo nella sfiducia generalizzata di tutti i paesi civili e democratici, convinti oramai che, l’Italia non sia in grado di autogovernarsi, di rendere giustizia, di imporre la legge, di essere un paese che offra garanzie di democrazia e di libertà che non vadano confuse con un lassismo che infrange volontariamente la legge, nel silenzio assoluto di una casta politica incredibile ed inenarrabile.

L’Italia va liberata da questa insostenibile “oppressione napoletana”, come va garantita ai napoletani stessi, la possibilità di vivere in una civiltà decorosa, in una sicurezza accettabile, in una città vivibile, senza che questo si trasformi in un debito perpetuo mai contratto dagli italiani nei confronti dei napoletani.

Questo stato di fatto è inaccettabile:

a napoli va ripristinato lo stato di diritto, subito.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X