Articoli marcati con tag ‘impeachment’

Fate il vostro gioco, signori. Fate il vostro gioco

venerdì, 20 agosto 2010

L’ingerenza negli affari interni dello stato italiano della Chiesa Cattolica è ogni giorno più chiara.

Le dichiarazioni odierne del cardinal Bagnasco, presidente della Conferenza episcopale italiana (CEI) non lasciano più dubbi di sorta.

Egli attacca apertamente il cambiamento del paese, indicando il riformismo in senso federalista come un disvalore, e lo fa attraverso l’Osservatore Romano, il periodico ufficiale della Città del Vaticano, che è uno stato estero.

In nessuna parte del mondo esiste un paese le cui scelte politiche, istituzionali, governative e democratiche vengano messe sotto continuo attacco da parte di esponenti di uno stato estero.

L’interesse che muove il presidnete della CEI è lampante:

ripristinare il potere assoluto della Città del Vaticano nelle scelte interne di uno stato autonomo e democratico come è quello italiano, al fine di restaurare una dittatura religiosa all’interno dei poteri democratici, figlia di quella democrazia bloccata della I repubblica che impediva a partiti non direttamente influenzabili dalla chiesa di accedere al potere esecutivo e di conseguenza di governare il paese.

La CEI quindi si schiera apertamente con quelle piccole cellule politiche che sono assoluta minoranza nel parlamento italiano e che oggi stanno realizzando l’ingovernabilità e la discontinuità governativa del paese, nel più grande contrasto alle normali attività democratiche che questo paese abbia mai conosciuto.

Il golpe bianco ai danni delle isituzioni democratiche italiane e delle libere scelte del popolo sovrano si delinea con sempre maggiore chiarezza.

Il pericolo maggiore è però rappresentato dalla influenza e dal potere di quelle figure politiche che sono sopravvissute alla prima repubblica ed allo scandalo di tangentopoli, e che ancor oggi, rivestono altissime cariche istituzionali, abusando del potere pubblico talvolta contro la quella stessa volontà popolare da cui esso deriva, come nel caso del presidente della camera, che attacca martellando l’esecutivo quotidianamente e non ritiene di dimettersi da una carica istituzionale della quale egli non rappresenta più il sostanziale consenso nello stesso parlamento che lo ha eletto, grazie ad una maggioranza politica che è la medesima che tiene in piedi il governo italiano e che gli vuole abbattere.

La situazione è di una gravità estrema, ed il silenzio della presidenza della repubblica e delle più alte cariche istituzionali italiane rispetto a questi proditori attacchi, di fronte a queste continue ingerenze arbitrarie di uno stato estero sulle libere scelte di un libero paese, come pure dell’abuso che si sta facendo della terza carica istituzionale, lascia interdetti.

Questi uomini dello stato dovrebbero immediatamente denunciare un tale clima intimidatorio, una tale ingerenza negli affari interni italiani dello stato del Vaticano, un tale snaturamento del potere istituzionale e democratico.

E invece dalle più alte cariche dello stato iataliano proviene un imbarazzante silenzio, se non, un malcelato compiacimento.

Solo le voci di alcuni membri dell’esecutivo si alzano a difendere libertà e indipendenza delle scelte italiane.

Nessuna dichiarazione invece perviene in tal senso dal colle del Quirinale, sede della presidenza della repubblica.

E’ pur vero che al fine di garantire ampia autonomia e libertà, è riconosciuta al presidente della Repubblica l’irresponsabilità per qualsiasi atto compiuto nell’esercizio delle sue funzioni, ma è anche vero che le uniche eccezioni a questo principio si configurano nel caso questi che abbia commesso due reati esplicitamente stabiliti dalla Costituzione:
l’alto tradimento (cioè l’intesa con Stati esteri) o l’attentato alla Costituzione (cioè una violazione delle norme costituzionali tale da stravolgere i caratteri essenziali dell’ordinamento al fine di sovvertirlo con metodi non consentiti dalla Costituzione).

Ed ecco apparire sempre più chiaro e leggibile il quadro dei giorni contemporanei, laddove qualche voce in parlamento si è alzata a contestare possibili comportamenti della presidenza della repubblica italiana ed è stata immediatamente tacitata con una determinazione inusuale da parte del Quirinale, che sfidava il primo partito italiano, il PDL, a chiederne l’impeachment.

La reazione eccessiva del Quirinale fa leggere il nervosismo che anima questi giorni della politica italiana, messa sotto ricatto da una sparuta pattuglia parlamentare guidata dal presidente della camera dei deputati.

Ancora i vertici istituzionali al centro delle polemiche politiche.

In effetti, il nervosismo del Quirinale è giustificabile, specie se letto nell’ottica della considerazione che, i continui e concentrici attacchi al governo italiano possono contare sulla ingerenza di uno stato estero, quello del Vaticano, appunto.

Ma da qui, a ipotizzare e che esista una intesa fra uno stato estero e la presidenza della repubblica italiana a danno della libertà, della unità e della indipendenza deloo stato italiano, ne corre di spazio, sia politico che temporale.

Questo snodo verrà comunque alla luce, allorquando il premier dovesse dimettersi, facendo scendere in campo il capo dello stato.

In tal caso potremo sapere quale prassi sceglierà il Quirinale per sciogliere il nodo della crisi politica:

quella costituzionale formale ovvero quella costituzionale sostanziale, che nel secondo caso vorrebbe lo scioglimento delle camere e l’indizione di nuove elezioni (altri atti di piena esclusività del Quirinale) piuttosto che la assurda ricerca di una nuova maggioranza che stravolga gli assetti bipolari.

E il mandato per formare un nuovo governo lo può dare solo il Quirinale, dopo le consultazioni.

Scelta questa, sempre ben accetta da questo stesso capo dello stato che cercò pervicacemente quanto inutilmente nella crisi politica del governo Prodi, di favorire la nascita di una coalizione trasversale, mai vincitrice nelle urne elettorali, di ispirazione centrista e cristiana, certamente sostenuta (non certo troppo apertamente) dallo stato estero del vaticano.

L’interesse politico della terza carica istituzionale, il presidente della camera dei deputati è ormai chiaro e sempre più affine alla eventuale scelta del Quirinale di formare un governo a tutti i costi senza passare dalle urne elettorali:

utilizzare la crisi politica attuale al fine di impedire il cambiamento del paese e la realizzazione delle riforme in atto, attraverso la costituzione di un nuovo governo di transizione che cambi la legge elettorale in favore dello schieramento dei traditori del governo.

Ecco il quadro complessivo.

Sullo scacchiere si muovono forze e poteri forti, molto forti.

Resta da osservare il comportamento di ogni songolo attore al fine di ottenere conferme o meno rispetto alle diverse ipotesi in atto.

Si darà spazio di manovra a quelle forze sostenute dal Vaticano che, impossibilitate a realizzare i propri fini e le proprie ambizioni personali e di cartello, puntano al golpe bianco della restaurazione e della conservazione dei poteri e dei privilegi delle forze occulte che, fuori dal parlamento, guidavano il paese dalle segreterie di partito invece che nelle aule parlamentari?

Si darà il proprio consenso all’ennesimo inciucio che produrrà un ulteriore distacco fra il paese reale e lo stato di diritto?

Lo vedremo.

E lo commenteremo.

A meno che, tale cartello non abbia intenzioni celate e violente, poichè in tal caso, le libere voci come la mia, subirebbero forti contrasti e pressioni, con onerose e dispendiose chiamate in tribunale ovvero con altri artifici.

La posta in gioco è alta.

Ed io, non sono che un cittadino qualunque, un cittadino X, appunto.

Vedremo, analizzaremo, osserveremo, a tutela del mio futuro e del futuro dei miei figli, della loro libertà di scelta, della laicità dello stato, della libertà e della indipendenza della comunità nella quale io sono nato e cresciuto e nella quale, temo per il futuro dei miei figli.

Come si fa avivere da persone libere in questo squallido teatrino dove si incontrano e si scontrano poteri molto interessati ad abusare del potere dello stato in nome dello stato?

Poichè senza libertà, io non vorrei vivere e non vorrei veder vivere il sangue del mio sangue.

Se mi accadrà qualcosa, se questo blog o la mia persona venissero colpiti, saprete perchè.

Che siano anni di piombo o anni di fango quelli che ci aspettano, io non li temo, poichè per me è obbligo il vivere senza vergogna, ed è certezza quella di vivere senza paura.

Viva la libertà.

Fate il vostro gioco, signori, fate il vostro gioco.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X