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Accoglienza senza Integrazione produce Illegalità

lunedì, 16 maggio 2016

Credo che, se il problema di una accoglienza impossibile nei numeri e nei contesti in cui avviene non venga governata dal potere esecutivo, allora regioni, province (esistono ancora?) e comuni dovranno governare il problema di un accesso indiscriminato di immigrati clandestini in un territorio particolarmente e nefastamente colpito da questo fenomeno come la Puglia

Sì, parliamo del problema dei problemi, della crisi delle crisi:

un esodo biblico di soggetti che entrano clandestinamente in Italia e che la cosiddetta accoglienza tanto vantata dal governo italiano non integra nella osservanza della legge, ma anzi, dimostra come questa mancata integrazione, essa stessa, produca disagio sociale, degrado umano, problemi di ordine pubblico e sanitario, visto che oltre a non prendere le impronte digitali ai clandestini, essi sono sottoposti ad una sommaria quanto inutile analisi medica e sottratti alla profilassi per quelle patologie che sembravano sconfitte o arginate e che oggi si presentano in modo pericoloso nel territorio italiano

Che vengano definiti come Centri di Accoglienza (CDA), Centri di Primo Soccorso ed Accoglienza (CPSA), Centri di Accoglienza per Richiedenti Asilo (CARA), Centri di permanenza temporanea (CPT), Centri di Identificazione (CDI), Centri di Esecuzione dell’Espulsione (CEE), Centri di Identificazione ed Espulsione (CIE), tutti questi siti fisici di accoglienza, detenzione, controllo ed espulsione non verificano mai le reali intenzioni dei clandestini ivi introdotti attraverso un modulo di accoglienza che educhi al rispetto della legge e introduca legalmente al mondo del lavoro, non fosse altro per distinguere chi viene in Italia per divenire un parassita del sistema welfare o per compiere crimini da chi invece vorrebbe restare e integrarsi

Così l’integrazione passa spesso e volentieri attraverso i canali illegali del caporalato e del lavoro nero per i bene intenzionati, imparano e vengono educati a restare in Italia violando apertamente le sue leggi e covando rancore e rabbia per un trattamento non idoneo a premiare la volontà di integrarsi, lavorare e vivere da cittadino ospite o da aspirante cittadino italiano, rispettare la legge e differenziarsi da criminali e terroristi, parassiti e scansafatiche

Questo l’elenco normativo che ha tentato di governare, anche nell’ottica di scelte fatte a Bruxelles e non a Roma o a Bari o a Foggia, il fenomeno della immigrazione clandestina, flusso migratorio che va certamente governato e non altrettanto certamente subito

Il Decreto cosiddetto Dini (Decreto Legge n. 489/1995), mai convertito in legge istituiva l’istituto della detenzione amministrativa

La legge cosiddetta Puglia di contrasto dell’immigrazione clandestina (Decreto Legge n. 541/1995 convertito in Legge n. 563/1995)

La Legge Turco-Napolitano (e il decreto attuativo della stessa Decreto del Presidente della Repubblica n. 294/1999) istituiva i Centri di permanenza temporanea (CPT)

Direttiva del Ministero dell’Interno (Direttiva Bianco) del 30 agosto 2000 (Circolare del Ministero dell’Interno n. 3154/2002)

La Circolare del Ministero dell’Interno n. 3154/2002 introduce standard minimi che devono garantire enti gestori

La Legge n. 189/2002 è la legge Bossi-Fini e introduce il trattenimento del richiedente asilo in centri Centri di Identificazione (CDI) e il divieto di allontanarsi dai CPT

Il Decreto del Presidente della Repubblica n. 303/2004 è il regolamento attuativo della legge Bossi-Fini

Il Decreto di attuazione della direttiva 2003/9/CE dei CDI o dei CPTA

il Decreto interministeriale del 16 febbraio 2006 i CDA trasforma in Centri di Primo Soccorso e Accoglienza (CPSA)

Il Decreto legislativo n. 25/2008 trasforma i CDI creati dalla legge Bossi-Fini negli attuali Centri di accoglienza per richiedenti asilo (CARA)

Il Decreto Legge n. 92/2008 convertito nella legge n. 125/2008 cambia la denominazione dei CPT in Centri di Identificazione ed Espulsione (CIE)

il Decreto Legge n. 11/2009 convertito in Legge n. 94/2009 è il cosiddetto pacchetto sicurezza del 2009, recepisce la Direttiva 2008/115/EC (detta Direttiva Ritorno), innalzando il periodo massimo di detenzione a 18 mesi

Decreto Legge n. 89/2011 convertito nella Legge n. 129/2011 modifica attraverso il recepimento della Direttiva 2008/115/EC la modifica detenzione amministrativa

Un lungo percorso, come potete vedere

Il risultato complessivo, se si fa eccezione per il governo del modello Maroni che riuscì comunque a ridurre i flussi migratori bloccandoli all’origine, non è felice, e nemmeno riuscito

Il fallimento di tutto questo normalizzare sta evidentemente nella mancanza di un metodo razionale e intelligente e soprattutto di un fine ultimo, che è proprio quello raggiunto dal modello Maroni:

limitare l’ingresso di soggetti clandestini in Italia e in Europa attraverso l’Italia che nella sua storia riproduce un esodo biblico e una invasione aggressiva e violenta piuttosto che una accoglienza ragionata, selezionata, sostenibile e misurata vagliando esigenze diverse e dando risposte diverse a intenzioni migratorie diverse

Che la Puglia sia epicentro in più momenti di questa invasione lo leggiamo negli sbarchi di albanesi, nella frontiera marittima di ingresso pugliese, nel malgoverno di questi flussi da parte dei due governi Vendola e nel fatto che, ancor oggi, la Puglia non sembra voler governare questo fenomeno

E questo, non è un complimento, affatto

Sia i detrattori dell’accoglienza che i sostenitori dell’accoglienza in Puglia pare non guardino oltre la punta del proprio naso:

così non si può andare avanti, se non degradando ancor più ed irrimediabilmente la società, l’economia e il welfare pugliese, per non parlare della già problematica Legalità

A meno che, non si nasconda in questo non governo la volontà criminale di ridurre in schiavitù le migliori intenzioni che sbarchino in Puglia alla ricerca di un nuovo futuro, di una integrazione vera e valida

A meno che, il lavoro nero non sia de facto un elemento del sistema pugliese, osservato ma non governato, contrastato ma non eliminato

In tal caso dovremmo però parlare di un sistema illegale, criminale, volutamente reso e lasciato tale

Non devono meravigliare l’innalzamento del numero e della qualità dei crimini e l’abbassamento della soglia di Legalità in Puglia se i i pugliesi non governano, ma subiscono per interesse o disinteresse una gran massa di risorse umane che potrebbero partecipare alla produzione di ricchezza e benessere, ma vengono invece regalate alle organizzazioni criminali come manodopera a buon mercato, ad aziende ed imprese sleali come schiavi da sfruttare a piacimento

E queste ultime considerazioni le rivolgo in particolar modo a chi di questa accoglienza non integrativa ha fatto bandiere politiche e sindacali, “battaglie civili” fondate su una intenzione criminale, in mala fede, premeditata

Il fenomeno del caporalato, del lavoro nero e della prostituzione che invade le strade pugliesi non può essere contrastato in esclusiva dalle forze dell’ordine e dalla magistratura:

occorre un doveroso governo del fenomeno, se ci si ritiene civili e democratici e non un suo abbandono totale o addirittura un suo criminale sostegno in forme che appaiono avanzati modelli civili e che in realtà invece sono reati malcelati, distruzione della dignità umana e della vivibilità e sostenibilità del proprio territorio

Ma, per fortuna Vendola non c’è più, troppo impegnato a mercificare le donne e compravendere ovuli e uteri, alla faccia dei diritti civili e della difesa della dignità della donna, elementi identificativi tanto sostenuti dalla sinistra italiana:

quel che è la Puglia oggi dimostra una azione e un indirizzo manchevole di equilibrio e di volontà risolutive dei problemi e delle crisi

Siamo diventati una sorta di raccolta differenziata di variegate dignità umane calpestate, sia quelle che vengono alla ricerca di un futuro migliore, sia quelle che ci sono già, mortificate nel quotidiano invivibile che questo non governo o malgoverno ha creato, di fatto e di diritto, con l’azione o l’inazione di indirizzo politico e/o amministrativo

Non esiste solo lo stato italiano e l’unione europea, esistono anche i pugliesi nella determinazione e risoluzione dei problemi, dei degradi e dei disagi pugliesi

Mi domando allora perché, ancora una volta questa estate assisteremo alla mercificazione inumana di schiavi nelle campagne foggiane e pugliesi, perché dobbiamo subire dei ghetti incivili che non sono altro che un sostegno ai reati e non rappresentano degnamente una Puglia migliore, un popolo pugliese civile e dignitoso

art. 600 Codice Penale
Chiunque esercita su una persona poteri corrispondenti a quelli del diritto di proprietà ovvero chiunque riduce o mantiene una persona in uno stato di soggezione continuativa, costringendola a prestazioni lavorative o sessuali ovvero all’accattonaggio o comunque al compimento di attività illecite che ne comportino lo sfruttamento ovvero a sottoporsi al prelievo di organi, è punito con la reclusione da otto a venti anni.
La riduzione o il mantenimento nello stato di soggezione ha luogo quando la condotta è attuata mediante violenza, minaccia, inganno, abuso di autorità o approfittamento di una situazione di vulnerabilità, di inferiorità fisica o psichica o di una situazione di necessità, o mediante la promessa o la dazione di somme di denaro o di altri vantaggi a chi ha autorità sulla persona.

art. 601 Codice Penale
È punito con la reclusione da otto a venti anni chiunque recluta, introduce nel territorio dello Stato, trasferisce anche al di fuori di esso, trasporta, cede l’autorità sulla persona, ospita una o più persone che si trovano nelle condizioni di cui all’articolo 600, ovvero, realizza le stesse condotte su una o più persone, mediante inganno, violenza, minaccia, abuso di autorità o approfittamento di una situazione di vulnerabilità, di inferiorità fisica, psichica o di necessità, o mediante promessa o dazione di denaro o di altri vantaggi alla persona che su di essa ha autorità, al fine di indurle o costringerle a prestazioni lavorative, sessuali ovvero all’accattonaggio o comunque al compimento di attività illecite che ne comportano lo sfruttamento o a sottoporsi al prelievo di organi.
Alla stessa pena soggiace chiunque, anche al di fuori delle modalità di cui al primo comma, realizza le condotte ivi previste nei confronti di persona minore di età.

art. 603 bis Codice Penale
Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque svolga un’attività organizzata di intermediazione, reclutando manodopera o organizzandone l’attività lavorativa caratterizzata da sfruttamento, mediante violenza, minaccia, o intimidazione, approfittando dello stato di bisogno o di necessità dei lavoratori, è punito con la reclusione da cinque a otto anni e con la multa da 1.000 a 2.000 euro per ciascun lavoratore reclutato.
Ai fini del primo comma, costituisce indice di sfruttamento la sussistenza di una o più delle seguenti circostanze:
1) la sistematica retribuzione dei lavoratori in modo palesemente difforme dai contratti collettivi nazionali o comunque sproporzionato rispetto alla quantità e qualità del lavoro prestato;
2) la sistematica violazione della normativa relativa all’orario di lavoro, al riposo settimanale, all’aspettativa obbligatoria, alle ferie;
3) la sussistenza di violazioni della normativa in materia di sicurezza e igiene nei luoghi di lavoro, tale da esporre il lavoratore a pericolo per la salute, la sicurezza o l’incolumità personale;
4) la sottoposizione del lavoratore a condizioni di lavoro, metodi di sorveglianza, o a situazioni alloggiative particolarmente degradanti.
Costituiscono aggravante specifica e comportano l’aumento della pena da un terzo alla metà:
1) il fatto che il numero di lavoratori reclutati sia superiore a tre;
2) il fatto che uno o più dei soggetti reclutati siano minori in età non lavorativa;
3) l’aver commesso il fatto esponendo i lavoratori intermediati a situazioni di grave pericolo, avuto riguardo alle caratteristiche delle prestazioni da svolgere e delle condizioni di lavoro.

art. 378 Codice Penale
Chiunque, dopo che fu commesso un delitto per il quale la legge stabilisce l’ergastolo o la reclusione, e fuori dei casi di concorso nel medesimo, aiuta taluno a eludere le investigazioni dell’Autorità, comprese quelle svolte da organi della Corte penale internazionale, o a sottrarsi alle ricerche di questa, è punito con la reclusione fino a quattro anni.
Quando il delitto commesso è quello previsto dall’articolo 416bis, si applica, in ogni caso, la pena della reclusione non inferiore a due anni.
Se si tratta di delitti per i quali la legge stabilisce una pena diversa, ovvero di contravvenzioni, la pena è della multa fino a cinquecentosedici euro.
Le disposizioni di questo articolo si applicano anche quando la persona aiutata non è imputabile o risulta che non ha commesso il delitto.

Riportati i principali reati di cui si intravedono abbastanza chiaramente gli estremi domando alle autorità competenti del territorio foggiano e pugliese se non sia venuto il momento di rimediare e prevenire, operando in favore di un governo dei numerosi comportamenti che chiudono un occhio o tutti e due e delegano irresponsabilmente alle forze dell’ordine, alla magistratura e ai servizi di controllo, ispezione e vigilanza questa patata bollente, di questo inguardabile e invivibile stato di fatto che getta discredito all’immagine della Puglia e dei pugliesi nel mondo

Siamo schiavisti non vedenti, siamo complici dei criminali strabici e disorientati, siamo irresponsabili indolenti o siamo cittadini civili italiani ed europei?

E allora, come e quando metteremo fine a tutto questo disgustoso mondo criminale, asociale e incivile?

Come fare?

Beh, se non vogliamo una denuncia penale per favoreggiamento nei confronti di chi si adopera nel ghetti e e nei luoghi che la legge detta per l’accoglienza, le istituzioni politiche dovranno affrontare e risolvere alcuni nodi

1)
attuare di concerto con sindacati e autorità governative e locali una contrattazione di accoglienza che, attraverso un minor costo e un contributo (di defiscalizzazione e/o di tariffazione e decontribuzione), definisca in un Patto Territoriale per la Legalità l’introduzione dei soggetti immigrati nel nostro territorio attraverso una contrattazione decentrata, adeguata ai problemi locali, alla loro risoluzione e alla emersione e tutela del lavoro nero, che c’è e che tutti fan finta di non vedere, in una ottica di convenienza dei datori di lavoro che ascriva loro sacrifici e doveri, ma anche incentivi e sostegno in caso di emersione dalla illegalità e di affliliamento alla Legalità (ma guarda cosa mi tocca scrivere)

2)
Legare ogni contributo e defiscalizzazione ivi esistenti per le imprese (soprattutto ma non solo) agricole a questa affiliazione alla Legalità, impedendo che le imprese sleali ottengano il doppio vantaggio di violare la legge e ottenere i benefici che la legge stessa, l’Italia e l’Europa prevede e concede ad essi

3)
Raccordare, omogeneizzare, collaborare e contribuire l’azione di prevenzione e repressione dei reati ad una azione di reintroduzione o introduzione alla Legalità (affiliazione), lasciando come unica via di fuga agli intenti criminali, criminosi e criminogeni l’unica alternativa della pena e della punizione o dell’evolvere e integrarsi nel tessuto sano economico e sociale pugliese

4)
Utilizzare il principio di sussidiarietà nel livelli di governo locale per neutralizzare la mancata collaborazione al patto, la cattiva azione, e l’inazione politica e amministrativa con la sostituzione dell’azione regionale nei confronti dei livelli di governo e di amministrazione di grado inferiore come già previsto nella recente riforma regionale pugliese varata dal governatore Emiliano

Come sempre, ogni progetto politico e umano deve trovare incarnazione e devozione per nascere, esistere e realizzarsi

E visto che si tratta della risoluzione di crisi di Legalità del territorio pugliese, dovrebbe proprio essere l’ente regione nella persona del suo presidente di giunta a cercare e trovare realizzazione per questo programma di affiliazione alla Legalità da parte di chi trova convenienza eccessiva e non adeguato contrasto nell’esercizio dei delitti

Lo definirei Patto per la Legalità e la Vivibilità in Puglia

Mi pare di aver detto tutto, forse anche troppo

Ringrazio per l’attenzione e invito a non perdere altro tempo:

l’estate si avvicina

Gustavo Gesualdo
Foggia
Puglia
Italia
Europa

Presidente di Eterofobi ed Italianofobi: Laura Boldrini

domenica, 17 marzo 2013

La elezione alla terza carica dello stato italiano della Boldrini metterà in rilievo ancor più le esigenze degli immigrati extra comunitari che entrano illegalmente nel nostro paese piuttosto delle esigenze degli ultimi fra gli italiani, i più bisognosi, posposti razzisticamente a penultimi di quegli ultimi che NON sono italiani.

Certo modo invalido di vedere il mondo, certa azione politica che non vuole vedere i quotidiani suicidi degli italiani sconfitti dalla crisi, certa prevaricazione di un terzo sesso che non esiste poiché sostenuto da un fondamento ideologico anziché giuridico nei confronti del matrimonio naturale, normale e morale fra un uomo ed una donna, certa aberrante predilezione per lo straniero piuttosto che per il proprio simile, tutto ciò dimostra una ostinata avversione verso ciò che unisce, ciò che accomuna, ciò che socializza, ciò che è integrato rispetto a ciò che non è integrato, non vuole integrarsi e vede nel suo dissimile il demonio da eliminare in tutto il mondo.

Questa “certa visione” è avversa alla unità nazionale, costituzionale, sociale e civile italiana.

Tutto questo è triste, è greve, è grave.

La casta politica italiana, immobile nella lotta alla crisi, si presenta ostile al popolo sovrano e favorevole a chi non è popolo italiano, non è popolo sovrano, non è famiglia naturale, ma invece determinata sostenitrice di chi è diverso e/o straniero, a danno del normale e dell’italiano.

Ora possiamo tutti ben identificare l’azione del parlamento italiano come una azione estranea agli interessi italiani, estranea alla cultura italiana, estranea alla società italiana fondata sul lavoro degli italiani e sulla famiglia naturale unita in matrimonio, cellula fondamentale della struttura sociale italiana, attualmente sotto attacco eterofobo ed italianofobo.

Amare il proprio dissimile, va pure bene.

Ma arrivare ad odiare e prevaricare il proprio simile in virtù di un amore diverso o per un diverso, evidenzia uno stato patologico, innaturale, immorale:

non si può condurre il Paese Reale ad una guerra incivile fra poveri, mettendo in condizione di svantaggio i poveri italiani rispetto ai poveri che provengono da altri paesi ed entrano nel nostro Paese in modo illegale e/o illecito.

Io so cosa è il razzismo e so chi lo esercita:

lo so perfettamente.

Ed ora, lo sanno tutti.

Gustavo Gesualdo
alias Il Cittadino X

Il modello multietnico è fallito, come pure il modello comunista

martedì, 24 maggio 2011

Viaggio a Foggia, nella Puglia governata da Vendola.

Tunisini a gruppi e famiglie che scavano con le mani nei cassonetti dei rifiuti, tunisini ricoverati in ospedale, tunisini a frotte nelle mense dei poveri, tunisini galvanizzati in feste di piazza della sinistra che inneggiano alla migrazione e chiedono di affidare il voto agli immigrati.

Una follia terribile aleggia in queste lande.

La resa della società civile pugliese alla volontà suicida della sinistra, corrisponde alla fine della civiltà pugliese in quanto tale, alla fine del modello religioso cristiano, alla fine del modello culturale italiano, svenduto allo straniero mussulmano.

Quel che accade oggi in Puglia, può essere rivelatore e di monito a quei milanesi che intendono dare credito all’allucinante programma elettorale del candidato delle sinistre Pisapia, il quale ha incentrato tutto il suo programma sugli stranieri, e non sui milanesi, sui mussulmani, e non sui cristiani, sui tunisini e non sugli italiani.

Anche gli affezionati sostenitori dell’unità italiana dovrebbero provare ripugnanza e sdegno di fronte a tali assurde pretese in favore di un modello culturale multietnico che è già fallito in tutta Europa.

Ed è proprio il fallimento sociale, cultutale e politico delle sinistre comuniste a sostenere e favorire l’ingresso di immigrati clandestini in Italia, consegnando loro un diritto al voto per compensare il netto rifiuto delle popolazioni italiane alle folli proposte politiche delle sinistre.

L’obiettivo politico sembra molto più che evidente:

sostituire gli italiani con gli immigrati dai quali si spera gratitudine e consenso.

Uno squallore inaudito, un suicidio civile senza alcuna giustificazione, un tradimento inaccettabile del popolo sovrano, della tutela e della garanzia dei suoi interessi e dei suoi diritti.

In tutti i paesi europei è stata abbandonata la speranza di una convivenza fra popoli, culture, culture e religioni incompatibili fra loro, mentre in Italia le sinistre puntano tutto il loro programma in quella multietnicità che sta provocando enorme dissenso popolare ed un sentimento di netto rifiuto ad un modello di convivenza e di integrazione che è fallito in partenza.

Uno zingaro, un rom, non andrà mai a scuola e non avrà mai un lavoro, un rom non si integra, perchè non vuole integrarsi.

Un mussulmano non accetterà mai la nostra storia, la nostra cultura e la nostra religione: un mussulmano non si integra, perchè non vuole integrarsi.

Così come un comunista non accetterà mai la nostra storia, la nostra cultura e la nostra religione.

Un comunista non si integra, perchè non vuole integrarsi.

Il residuo comunista italiano tenta di uccidere la società ed il modello italiano al solo fine di imporre il modello comunista attraverso una sostanziale modifica della società italiana e del popolo sovrano al fine di ceare artificiosamente quel consenso che viene loro negato loro e da sempre dal popolo italiano.

Se maometto non va alla montagna, la montagna andrà da maometto.

Così i comunisti italiani procedono nello spostare la montagna italiana per genufletterla al cospetto dell’islam.

Votare Vendola o Pisapia, significa votare islam, votare mussulmano, votare anti-pugliese, votare anti-italiano.

Orgogliosi italiani tanto affezionati all’italianità ed alla sua unità:

dove siete?

In queste elezioni si misura una identità culturale, sociale, storica e religiosa:

o gli italiani bocciano il modello Vendola-Pisapia, ovvero avalleranno l’osservazione che questo paese non sia unito, non abbia una identità nazionale unica ed univoca, non debba necessariamente e forzatamente restare unito per servire popoli stranieri invece del popolo sovrano.

Questa è una guerra, una guerra a tutti gli effetti.

E le guerre, si sa, non finiscono mai in pareggio:

ne resterà uno solo, sopravviverà un solo modello.

Bisogna votare secondo coscienza sapendo di votare per il popolo italiano o contro il popolo italiano.

Sempre che il popolo italiano sia unito, sia uno solo e sia disposto a scomparire in favore degli stranieri.

Sopravvivere o soccombere, questa è la scelta.

Ed ora, votate.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Gli ultimi saranno i primi: così la Confraternita del Cannuolo riduce il popolo in schiavitù

venerdì, 20 maggio 2011

Bisogna aiutare gli immigrati, accogliere i profughi, dar loro un lavoro, una casa, un futuro.

Sì, il nostro lavoro, la nostra casa, il nostro futuro.

Per carità, vi risparmio le analisi dei dati, il rapporto fra abitanti e territorio, la densità di popolazione, l’esplosione demografica, il rapporto sui limiti dello sviluppo, il tasso di crescita della popolazione mondiale, il rapporto di relatività e di sostenibilità fra ecologia e economia, vi risparmio tutta questa montagna di numeri e vado dritto al punto:

su questo pianeta siamo in troppi perchè si possa continuare a vivere, o meglio, a sopravvivere.

Le risorse del pianeta sono ormai non compatibili con la massa umana che popola il pianeta.

Consumiamo risorse ed energie, produciamo gas letali e rifiuti.

Stiamo uccidendo questo pianeta, solo con la nostra presenza.

E allora, perchè lasciare che la popolazione mondiale continui a crescere?

Perchè consentire ai flussi migratori di impennare considerevolmente il già squilibrato rapporto fra territorio e popolazione in Italia ed in Europa?

Sentite qualcuno che grida al razzismo?

Lasciatelo perdere:

è solo un idiota senza cervello che ragiona con i piedi.

Nel mondo occidentale c’è il caso americano, che è riuscito a conservare un rapporto decente fra ambiente, territorio, risorse, consumi e popolazione.

Ma lo ha fatto costruendo muri con i paesi limitrofi e chiudendo praticamente le sue frontiere a tutti coloro i quali volessero entrare negli States senza avere un lavoro od un motivo valido per farlo.

Razzisti?

No, solo un popolo intelligente che sta salvando la propria vita ed il proprio futuro.

Sentite ancora un cretino che grida al razzismo?

Lasciate perdere, è sempre l’imbecille di prima:

a furia di ragionare con la materia organica presente dal tallone di Achille in giù, è arrivato alla conclusione che il mondo è razzista e che sono solo le persone come lui ad avere ragione.

Dal tallone di Achille in giù nel deretano, a calcioni forti e ripetuti:

solo questo merita un essere umano così deficiente.

Ora, se siamo già troppi con questa popolazione in Italia, se già non abbiamo un lavoro per i residenti, una casa per i residenti, perchè dovremmo far entrare ancora altre persone nel nostro territorio?

Per farne cosa?

Schiavi nel mondo sommerso del lavoro nero?

Manovalanza a basso costo per le mafie?

E perchè dovremmo stuprare ancora oltre il nostro territorio per urbanizzare selvaggiamente e costruire alloggi, scuole ed ospedali per ospitare altri soggetti?

Tutto questo per fare un piacere a chi?

Alle lobby dei palazzinari?

A quei partiti politici che desiderano far entrare altri immigrati per affidare loro il diritto di voto e veder crescere un consenso che il paese gli nega da sempre?

Questo è il carnevale dei folli:

la corsa degli idioti per l’autodistruzione dell’umanità.

Va considerato che, impedire l’ingresso di nuovi immigrati nei paesi a maggiore sviluppo e benessere nel mondo, non solo tutela meglio chi già vive e lavora in quesi territori, ma impedisce anche un ulteriore aumento della popolazione nei paesi di origine dei flussi migratori, che trovano uno sfogo nella migrazione, una valvola di sicurezza ove esondare l’eccesso incontrollato di aumento demografico interno.

Questo processo di osmosi alimenta l’aumento della popolazione:

interromperlo, costringerebbe i paesi che “producono eccessivamente popolazione”, a governare questi folli incrementi e a prendere tutte quelle misure che servono per controllare la crescita demografica interna.

Invece, grazie all’idiozia dei deficienti che vogliono lasciare aperte le valvole di accesso nel nostro paese, l’eccesso demografico dei paesi “produttori di soggetti umani senza alcun criterio” viene sempre compensato ed alimentato dal fenomeno migratorio.

Così, detti paesi si deresponsabilizzano totalmente, ben sapendo che nei paesi occidentali vi sarà sempre un qualche idiota a caccia di un facile consenso falsamente perbenista e perbuonista che spalancherà loro le porte della propria casa, ed anche e purtroppo, delle case di altri soggetti affatto interessati a questo genere di ospitalità.

Ma se non accetti il ricatto morale di questo falso perbenismo di facciata, profondamente idiota e suicida, ecco tuonare il grido di denuncia della presunzione ipocrita dell’idiozia fatta persona:

razzista!

Viene da domandarsi quale sia il pericolo maggiore:

una popolazione di sfortunati che fuggono da condizioni di vita impossibili ovvero questi sfaccendati idioti dell’accoglienza a tutti i costi.

Ma se è vero come è vero che i flussi migratori creano economia, posti di lavoro ed un probabile futuro consenso elettorale, bisogna anche evidenziare che esista molto probabilmente un interesse personale e di parte politica e sociale oltre che morale a sostenere l’ingresso di immigrati nel nostro paese.

E questo fatto spiegherebbe non poche cose, comprese le innumerevoli truffe peretrate ai danni di questi miserabili da parte di soggetti che vantano la possibilità di offrire loro un lavoro che non esiste e una cittadinanza che spalanca le porte all’assistenza sociale gratuita, alla assistenza sanitaria gratuita, alle concessioni di aiuti e di incentivi per le fasce della popolazione più deboli.

Magari un lavoro no, non lo avranno, ma avranno una ottima possibilità di vivere alle spalle di chi si ammazza di fatica per guadagnare il pane quotidiano e che, involontariamente quanto artificialmente, diviene un soggetto economico benestante nei confronti di un immigrato, vedendosi sbarrata così la possibilità di accedere a quegli aiuti ed a quegli incentivi per i quali generazioni di suoi pari si sono battutti, mentre essi non li ricevereanno mai, perchè troppo ricchi rispetto a chi non ha nulla.

Così, il welfare decede sotto il peso dell’idiozia umana.

Così, la popolazione dei cittadini-lavoratori viene condannata a retrocedere sempre più nella scala sociale ed economica, vedendosi persino raggiunti dalla beffa che, un immigrato, producendo un maggior numero di figli, oltre a pesare maggiormente sul sistema assistenziale, scolastico e sanitario, ottiene anche un maggior potere sociale attraverso la delega politica del voto.

Così, massacrando il popolo cristiano, creiamo i presupposti per un popolo mussulmano, ad esempio.

Sino a quando, un bel giorno, raggiunta la maggioranza demografica e democratica in un paese occidentale, tali immigrati ringrazino profondamente l’idiota che ne ha favorito l’arrivo imponendo la legge coranica sulla legge democratica a suon di consenso elettorale maggioritario nel paese.

Ed il cerchio si chiude, con la volontaria morte civile e sociale di una gran massa di idioti, e la contestuale sopraffazione del popolo sovrano, reso egli stesso schiavo di quegli schiavi che ha voluto aiutare.

Una civiltà decadente dove l’idiozia umana trova troppo spesso canali di amplificazione e di riconoscimento, merita di morire per sua stessa mano.

Perchè è la legge della natura.

Perchè in natura, i deboli ed i troppo stupidi soccombono sempre.

Ora, abbiamo due strade di fronte a noi:

– consentire che tutto questo accada, semplicemente non opponendo il giusto contrasto a cotanta idiozia e stupidità;

– non consentire che tutto questo accada, opponendo la giusta forza a cotanta idiozia e stupidità.

Io non voglio accettare l’ingresso di ulteriori masse di immigrati e non voglio soccombere alla idiozia di chi non comprende il male che sta facendo a se stesso ed a tutto il paese.

Io non morirò per loro.

Io morirò, certamente, ma contro di loro.

Perchè Dio mi ha fatto il dono dell’intelligenza, ed io, ho l’obbligo di non sprecarlo.

E non è un frainteso primato degli ultimi che può darmi torto:

Matteo 20,1-16

1 «Il regno dei cieli è simile a un padrone di casa che uscì all’alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna.
2 Accordatosi con loro per un denaro al giorno, li mandò nella sua vigna.
3 Uscito poi verso le nove del mattino, ne vide altri che stavano sulla piazza disoccupati
4 e disse loro: Andate anche voi nella mia vigna; quello che è giusto ve lo darò. Ed essi andarono.
5 Uscì di nuovo verso mezzogiorno e verso le tre e fece altrettanto.
6 Uscito ancora verso le cinque, ne vide altri che se ne stavano là e disse loro: Perché ve ne state qui tutto il giorno oziosi?
7 Gli risposero: Perché nessuno ci ha presi a giornata. Ed egli disse loro: Andate anche voi nella mia vigna.
8 Quando fu sera, il padrone della vigna disse al suo fattore: Chiama gli operai e dà loro la paga, incominciando dagli ultimi fino ai primi.
9 Venuti quelli delle cinque del pomeriggio, ricevettero ciascuno un denaro.
10 Quando arrivarono i primi, pensavano che avrebbero ricevuto di più. Ma anch’essi ricevettero un denaro per ciascuno. 11 Nel ritirarlo però, mormoravano contro il padrone dicendo:
12 Questi ultimi hanno lavorato un’ora soltanto e li hai trattati come noi, che abbiamo sopportato il peso della giornata e il caldo.
13 Ma il padrone, rispondendo a uno di loro, disse: Amico, io non ti faccio torto. Non hai forse convenuto con me per un denaro?
14 Prendi il tuo e vattene; ma io voglio dare anche a quest’ultimo quanto a te.
15 Non posso fare delle mie cose quello che voglio? Oppure tu sei invidioso perché io sono buono?
16 Così gli ultimi saranno primi, e i primi ultimi».

Messaggio per i primi:

avete lavorato di più e siete stati compensati per meno, e per di più, pagati per ultimi.

Vi hanno fregato gli idioti che si credono buoni.

Loro, sono i vostri nemici.

Loro, sono il decesso civile di questo paese.

Loro, stanno massacrando il futuro dei vostri figli.

Per quanto tempo ancora accetterete di essere sempre e solo gli ultimi a casa vostra?

Per quanto tempo ancora accetterete che il proprietario della vigna dissipi la ricchezza prodotta dal lavoro delle vostre braccia per negarvi un diritto e regalare il frutto del vostro lavoro ad altri?

Nel buonismo del proprietario della vigna sta il razzismo nei vostri confronti.

Nella vostra coscienza, sta il futuro di questo paese, come quello dei vostri figli.

Nelle vostre mani, nei vostri piedi e nelle vostre teste, sta la salvezza di un popolo intero, di un mondo intero.

Sappiate farne buon uso.

Questo carnevale dei folli deve terminare.

Questa autodistruzione incivile, deve avere fine.

Sappiate vivere da uomini e donne liberi.

O preparatevi a morire da schiavi senza un futuro.

Io non morirò per loro.

Io morirò, certamente, ma contro di loro.

Perchè Dio mi ha fatto il dono dell’intelligenza, ed io, ho il dovere di non sprecarlo.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

La Guerra Santa islamica: fra terrore e usurpazione

lunedì, 2 maggio 2011

Bin Laden, il fondatore del MAK e della organizzazione terroristica islamica Al Quaeda, è morto, ucciso da un commando militare americano in territorio pachistano, lì dove si è sempre pensato si nascondesse.

Si chiude così un’era di terrore nella ideologia religiosa reale di un Islam egemone nel pianeta Terra, terrore che culminò nel famigerato eccidio terroristico dell’11 settembre 2001, in un folle piano di annientamento dei luoghi simbolo del potere cristiano ed occidentale nel mondo attraverso il dirottamento ad uso terroristico di quattro voli civili commerciali, per lanciarli contro i seguenti obiettivi:

le due Torri Gemelle, le Twin Towers del World Trade Center di New York, simbolo della economia e del commercio mondiale;

il Pentagono, quartier generale del Ministero della Difesa USA;

il Campidoglio, meglio conosciuto come la Casa Bianca, residenza dei presidenti degli Stati Uniti d’America.

Da quel giorno, il mondo è cambiato parecchio, risvegliato improvvisamente da un nuovo tipo di guerra, cui nessun paese occidentale era in grado di porre contrasto.

Una miriade di attentati terroristici nel mondo seguì quel maledetto giorno, ovunque, questo nuovo quanto antico pericolo, ha terrorizzato e ucciso, nel nome dell’Islam.

La morte dell’ideatore e dell’organizzatore di questa assurda guerra religiosa, pone fine ad un ciclo temporale ben preciso e delineato, all’interno del quale questa nuova guerriglia islamica, ha terrorizzato ovunque:

Russia, Cina, Giappone, India, Europa, Africa, Asia, America del nord, America del Sud, mondo arabo.

Il metodo utilizzato è stato di una violenza e di una barbarie incredibili, clonato da uno stile di vita che è divenuto esso stesso simbolo di terrore e devastazione:

quello Talebano.

Ma la scomparsa di Bin Laden, coincide (casualmente?) anche con il fallimento catastrofico di quasi tutti i sistemi statuali che imponevano la legge coranica:

Libia, Egitto, Siria, Tunisia.

Forti scuotimenti in tutti gli altri paesi islamici:

Arabia Saudita, Iran, Giordania, Yemen.

E’ la fine del sistema islamico, scosso sin nelle sue fondamenta, incapace di ricevere e garantire libertà e democrazia, come dimostrato dalle catastrofi umane afgana, irachena e somala.

Il Libano, in tutta questa storia, è un capitolo a parte, essendo imploso più volte e proprio per mano di quei paesi islamici estremisti che finanziavano il terrorismo integralista, nemico giurato della componente cristiana libanese.

E’ la fine di quel mondo politico italiano e mondiale che guardava con simpatia a quei movimenti politici ed a quelle dittature islamiche che oggi sono sull’orlo di una guerra civile, se già non vi sono ampiamente immersi.

Non era un eroe, Bin Laden, ne un mito politico:

egli era solo un pazzo violento e sanguinario.

Si chiude così un capitolo storico, che avrà sicuramente ancora strascichi e conseguenze nella nostra vita quotidiana, a cominciare proprio da quella fuga in massa di islamici che cercano di immigrare clandestinamente in Europa attraverso le frontiere italiane, attraverso quel paese che, la stessa Unione Europea, osteggia nel suo tentativo naturale e di diritto di difendersi da questa invasione.

Ma anche questo, è un paragrafo di quel capitolo della storia contemporane affatto ambiguo che titola “Guerra Santa, espansione demografica islamica ed egemonizzazione dell’Islam nel mondo”.

Questo è il pericolo più grave che corre l’intero occidente in questo momento.

Si tratta di un’altra Guerra santa, più subdola e insinuante, che prevede l’infiltrazione dei paesi occidentali da parte di enormi quantità di islamici, sotto forma di immigrazione clandestina, stoltamente tollerata ed accettata, che punta esclusivamente a prendere il potere attraverso la regola dei numeri delle democrazie.

Una volta raggiunto il limite democratico che conduce al potere, essi imporrebbero la legge coranica in tutto il globo.

Questa è l’eredità che lascia il folle Bin Laden all’umanità.

Questa è l’aggressione che dobbiamo combattere strenuamente.

Questa, è la nostra “sfida per la sopravvivenza”, combattuta in una guerra di civiltà e di identità territoriali, etniche, religiose, storiche e culturali che non si confrontano, a causa della volontà islamica di non integrarsi, ma di insediarsi in altri territori, scalzando popoli, regole, libertà e conquiste democratiche al costo della volontà del Profeta Maometto, della sua idiosincrasia razzista e violenta nei confronti di chi è diverso da un islamico.

Non vi è pace in questa sfida, non vi è solidarietà ne amore.

E noi occidentali, non dobbiamo commettere l’errore mortale di combattere questa Guerra Santa invitando alla pace, offrendo solidarietà, donando amore.

L’espansione demografica islamica è l’altra faccia del terrorismo islamico, quella buona e pietosa, quella che si insinua al meglio nelle pieghe della nostra cristianità, del nostro modello democratico e liberale, al solo fine di infiltrarlo sino alla saturazione democratica, prendendo quel potere che il terrorismo non è riuscito a prendere, raggiungendo il governo dei paesi occidentali per poter uccidere l’occidente dal di dentro, dall’interno.

L’affermazione della Shari’a attraverso il metodo democratico, questo è il loro vero obiettivo.

Questo è il nostro pericoloso nemico.

Questo è il futuro che dobbiamo assolutamente scongiurare.

la Guerra Santa di Bin Laden è fallita.

La Guerra Santa di Maometto è invece ancor viva e vegeta.

Difendetevi popoli liberi, oppure pregate per le vostre povere anime, poichè esse non vi apparterranno più.

Come pure le vostre case, le vostre vite, le vostre famiglie.

E’ morto Bin Laden, il principe del terrore.

Non è morto il suo progetto terroristico.

Ha solo cambiato pelle, mimetizzandosi e rendendosi invisibile al suo odiato nemico infedele:

il mondo libero e democratico occidentale.

Noi, per dirla in una sola parola.

Difendersi da questo attacco, non è un diritto, ma un sacrosanto dovere cui è vietato mancare.

Amen.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Due pesi e due misure nella politica europea

mercoledì, 13 aprile 2011

Il ministro dell’Interno italiano Roberto Maroni è al centro del dibattito internazionale in questi giorni, sulla importante questione del governo di quei flussi migratori che investono il nostro paese e l’Europa.

I distinguo che vengono dalla Commissione Europea ed il netto rifiuto di collaborare con l’Italia nella gestione e nel governo di questo fenomeno emergenziale, espone i paesi europei al ridicolo di una dicotomia difficilmente giustificabile.

Non sono pochi infatti, i paesi europei che adottano misure stringenti nei confronti dei migranti extra-comunitari, misure che superano grandemente quelle imposte in Italia.

Eppure, sono quegli stessi paesi europei che impongono da un lato, l’accoglienza sic et simpliciter dei migranti, e rifiutano ogni collaborazione nella stessa accoglienza, rifiutandosi determinatamente di collaborare con le iniziative messe in campo dal ministro dell’Interno italiano.

Questa povera politica dei due pesi e delle due misure, impone una riflessione, seria, severa.

Il ritorno ad un neo-colonialismo anglo-francese, che si nutre delle crisi del mondo arabo ed africano, provoca esso stesso quelle fughe di massa che invadono il nostro paese nei termini ormai delle decine di migliaia unità.

Eppure questi due paesi belligeranti ed interventisti, si rifiutano decisamente di accogliere parte di questi soggetti che bussano alle porte dell’Europa e non della sola Italia.

Molti migranti sono di seconda lingua francese, infatti, ed approdano in Italia sol perchè essa è la sponda euorpea più vicina ed abbordabile ad essi.

Chiedono esplicitamente in massa di essere trasferiti in Francia, appena toccano il suolo italiano ed europeo.

Ma la Francia non li accetta, non li desidera, non li accoglie, imponendo con la forza sul governo europeo, l’adozione di provvedimenti consecutivi ed omogenei alla loro volontà.

Sul piano interventista anglo-francese, il governo italiano ha già vinto la sua battaglia, vedendo accolta la richiesta che il comando delle operazioni militari in Libia, fosse tolto a francesi ed inglesi ed affidato al comando della NATO.

Forse nella dura reazione di alcuni paesi europei, si legge una sorta di atteggiamento vendicativo di questi governi, contrastati all’interno da continue emorragie di consenso popolare.

Come molti paesi in piena crisi interna, taluni governi cavalcano la teoria che, esternalizzando i processi di crisi, si recupera il consenso perduto all’interno.

E danno il via a cavalcate guerrafondaie molto interessate a dissipare quella fitta rete relazionale messa faticosamente in campo dal governo italiano con paesi come la Libia, in quegli accordi che prevedevano appunto, una stretta collaborazione nell’impedire la partenza dei barconi di migranti spinti da motivazioni economiche, dalle coste africane.

Questa politica di aggressione alle relazioni internazionali italiane è però inaccettabile.

Come è inaccettabile il netto rifiuto dei paesi interventisti nel raccoglierne le relative responsabilità.

Il mondo intero guarda all’Italia come modello politico di riferimento in questi tempi, risvegliando antiche gelosie e politiche di sbarramento.

Questo è un fatto comprensibile, ma non giustificabile.

Giustificabile e piena di ragioni è invece la posizione rigida assunta dal ministro Maroni, il quale trae le sue conclusioni affermando che una Europa siffatta, non è soggetto politico di interesse italiano.

Anzi, oltre al disinteresse, da tale situazione nasce una vera e propria avversione europea agli interessi italiani in gioco, dimostrando una assoluta incompatibilità fra interessi italiani ed europei.

Il risveglio della “terza via italiana” alla risoluzione dei conflitti e delle crisi nell’area mediterranea, non piace alla Francia, per fare un esempio, angustiata dalla possibilità che l’Italia, possa creare un dualismo europeo italo-tedesco che metterebbe in gioco quello del vero potere che governa l’Unione Europea franco-tedesco.

La Germania, da canto suo, presta il fianco a critiche intelligenti quali quella di sostenere contemporaneamente una posizione anti-francese nell’intervento armato in Libia ed una posizione in asse con la Francia nel rinnegare una tutela dei confini e dei territori europei invasi da quelle migrazioni provocate proprio dall’interventismo anglo-francese.

Appare chiaramente un quadro politico all’interno del quale, gli interessi nazionalistici, sovrastano grandemente quelli europei, determinando stati di confusione politica e mentale convinti di avere comunque una ragione da pretendere.

Ma questa politica ha visioni e gambe troppo corte per essere correlata con l’intenzione europeista autentica, quella di un consesso di popoli e paesi che tuteli e difenda tutti i popoli, tutti i confini e tutti gli interessi europei.

Se quelli italiani non sono contemplati in questo assetto, l’europa ammette nei fatti un disinteresse inaccettabile.

Ne prendiamo atto.

Siamo i soli in Europa, ad avere una visione europeistica autentica e disinteressata.

Siamo i soli in Africa, ad avere una visione positiva e ragionevole, autenticamente disinteressata.

Siamo soli a garantire l’integrità del confine meridionale europeo.

Siamo soli.

E se l’Europa non c’è per l’Italia, il ministro dell’interno Maroni ha piena ragione a domandarsi per quali motivi dovremmo continuare a stare insieme all’Europa, da soli.

Ancora una volta, la politica maroniana interpreta al meglio gli interessi nazionali italiani.

E non è detto che, tale posizione, non incarni nel prossimo futuro il governo del paese.

Posto che, l’iniziativa politica maroniana a tutto campo, governa e difende gli interessi italiani sin d’ora.

E questa è una realtà che dovranno accettare i detrattori degli interessi italiani, sia ll’interno che all’esterno dei confini italiani ed europei.

E andiamo avanti.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X