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La catena italiana del potere democratico

mercoledì, 15 maggio 2013

In teoria, il popolo Sovrano cede la sua sovranità a mezzo delega rappresentativa parlamentare a politici proposti dal mediatore istituzionalizzato e costituzionalizzato dell’esercizio del potere sovrano.

Sempre in teoria, ricevuto questo potere, i parlamentari della casta partitocratica dovrebbero adempiere alla realizzazione del programma di governo promesso e proposto in campagna elettorale e premiato dai cittadini a mezzo voto-cessione di sovranità.

In effetti, in questo Paese allucinante, mafioso, corrotto e degradato, ma soprattutto incivile e vizioso che è l’Italia, ecco cosa accade nella realtà:

1 – le promesse elettorali, pregne di viltà e di bugie, atte a conquistare esclusivamente la simpatia ed il consenso del popolo sovrano a mezzo impegni impossibili da mantenere nella realtà, si dimostrano una vera e propria truffa continuata ed aggarvata dalla premeditazione e dal metodo associativo, una frode democratica a cielo aperto;

2 – i partiti politici che vincono le elezioni trasformano l’esercizio della sovranità mediata e derivante da delega-truffa elettorale, in atti di imperio, volti a tutelare esclusivamente l’interesse di casta corporativa mafiosa e non, a difendere e tutelare gli interessi del popolo sovrano defraudato cosaì dell’unico potere democratico reale di cui dispone: il voto;

3 – la casta partitocratica utilizza la normazione e la regolamentazione legislativa al fine di impedire ogni cambiamento dello status quo di questa dittatura istituzionale sul popolo sovrano come nel caso della legge elettorale, che impedisce comunque e a chiunque di ottenere un numero sufficiente di parlamentari (in specie senatori) al mantenimento di una solida maggioranza di governo;

4 – la casta partitocratica, burocratica e sindacale ottiene così un privilegiato accesso all’abuso del potere pubblico, reinvestendo in se stessa, infiltrando il potere pubblico attraverso il pesante condizionamento dei concorsi pubblici (magistratura, polizia, carabinieri, esercito, guardia di finanza, sanità, casa, servizi essenziali e sociali, ecc.) e degli appalti pubblici, che vengono concessi solo ad affiliati alla mafia o amici degli amici, in modo da poter contare sempre sull’appoggio del mobbing mafioso avverso quei cittadini che, singolarmente e/o colletivamente, tentano di spezzare questa catena mafiosa della corruzione istituzionale dei poteri dello stato abusati a fini anti-democratici e contro gli interessi del popolo Sovrano.

Se ti opponi puoi morire (attraverso una iperburocratizzazione che inmpedisce volutamente accesso tempestivo e fruttuoso alla tutela della propria salute, per fare solo un esempio), puoi essere oggetto di indagini (pilotate al fine di danneggiare l’immagine di persona pubblica onesta, leale e corretta), puoi essere mobbizzato quotidianamente in un crescendo di abusi reiterati, o perire nella mancata od omessa erogazione di servizi pubblici e quant’altro sia in grado di essere abusato come metodo mafioso di coercizione a mezzo abuso del potere pubblico.

Per cui, ai cittadini qualunque che osassero respingere la condivisione di una tale violenza pubblica sopra soggetti evidentemente ed enormemente più deboli, viene servito un piatto avvelenato che punta a degradare la capacità di fidesa personale e di offesa del sistema mafioso del cittadino “X”, costringendolo a chiedere tutele alla parte avversa a quella che lo aggredisce, in modo da aver condizionato ed acquisito al sistema mafioso e corrotto quel cittadino che non si riconosceva in esso, che lo contrastava, che lo derideva o che lo affrontava a petto nudo, accusandolo di aver occupato abusivamente in nome della democrazia il potere pubblico al fine di abusarne a danno della democrazia e della cittadinanza libera e civile, attiva e disinteressata.

Infine, ma non per ultimo, il miglior mobbing è quello del mantenere fuori dal mondo del lavoro (sempre in abuso del poetere pubblico) i cittadini qualunque, quei cittadini “X” che saranno costretti a dissidi quotidiani con il proprio mondo famigliare, di relazione e di socialità, negando loro il riconoscimento sociale, giuridico, civico e civile della partecipazione alla produzione della ricchezza e del benessere e alla morte prima morale e poi materiale cui porta l’esclusione dall’accesso alla ricchezza, l’impoverimento, la fame di pane quotidiano e la sete di soddisfazioni personali, professionali, di comunità che solo la ricchezza ed il benessere possono offrire.

Quest’ultima, è la più bieca ed usata arma di sterminio da parte della casta partitocratia, burocratica e del potere mafioso e corrotto esercitato in abuso del potere pubblico.

E tutto questo è quel che sta capitando a me, nell asperanza di veder emergere una reazine rabbiosa pubblicamente espressa e da reprimere duramente con “giustificato motivo di pericolosità sociale”.

Ma non per questo mollo, non per questo mi arrendo.

Morirò, piuttosto che conformarmi alla mafiosità e alla corruzione imperante laddove si tenti di sdoganarle dalla illegalità attraverso l’affermazione che, se la gran parte della gente si comporta così, attraverso un travisato e dabusato concetto democratico, il mafioso ed il corrotto, il degenerato e l’anormale, sei tu e non loro.

Morirò piuttosto, mi ucciderete:

ma non mi avrete.

Mai.

Morirò come ho sempre vissuto:

da uomo libero.

Cani.

Gustavo Gesualdo
alias Il Cittadino “X”

2013: un nuovo anno, non un anno nuovo

martedì, 1 gennaio 2013

Cambiare un paese, migliorarlo, riformarlo, adeguarlo ai tempi, liberarlo, normalizzarlo.

Nel caso italiano tutto questo è impossibile a causa del fallimento del sistema democratico, crollato sotto i colpi della corruzione morale e materiale, della evasione fiscale e dell’usura.

In ogni caso, un paese distorto e devastato dalla illegalità.

Più in generale ed oltre il caso italiano, il cambiamento è e resta un problema di cambiamento radicale della classe dirigente nel suo complesso.

Mihail Sergeevič Gorbačëv nel dipanare la sua politica della Glasnost (trasparenza), dela Perestrojka (ristrutturazione) e della Uskorenie (accelerazione dello sviluppo economico) venne fermato non dalla politica di opposizione, ma dai vertici della dirigenza burocratica.

Infatti è il più potente e pericoloso burocrate sovietico ad aver preso in mano la Russia sino ai nostri giorni, incarnandone il potere, personalizzandolo con il suo stile da zar piuttosto ombroso ed ignorante.

In Italia, nulla potrà mai cambiare, anche quando cambiasse drasticamente la casta politica, perché giudici, servizi segreti, uomini in divisa, gerarchi burocratici e funzionari, apparati del potere pubblico, messi lì apposta sino alla pensione ed oltre da un prepotere maligno di una classe dirigente piuttosto corrotta e mafiosa, la difesa di uno status quo illegittimo, illecito immorale ed illegale, impedirà ogni cambiamento dello status quo.

L’accozzaglia politica non è solo montiana, ma berlusconiana, prodiana, d’alemiana, napolitana, amatiana, mastelliana, demitiana, andreottiana, ecc, ecc.

Non se ne esce.

Questi del popolo sovrano se ne fregano:

vogliono solo il potere pubblico, politico, burocratico e sindacale, da abusare, deviare e devastare a convenienza.

Occorre ordinare le ghigliottine, per decapitare il capitalismo mafioso italiano, cresciuto all’ombra del mondo della illegalità.

Da qualunque parte provenga il cambiamento ed ovunque voglia andare, esso non potrà ne dovrà percorrere nel sistema delle regole piegate alla perpetuazione di una classe dirigente francamente dannosa, pericolosa, parassita e mascalzona.

Ma, gli attributi per fare quel che c’è da fare mancano, la forza per modificare i comportamenti negativi è insufficiente, in un sistema democratico che ha fallito la sua mission di posizionamento strategico e di azione.

Dovremo allora attendere l’oste della storia che presenterà il suo conto ad una classe dirigente immutabile che è tutta da dimenticare.

Sottolineo tutta.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Severità ed Austerità contro perbuonismo e perbenismo

lunedì, 24 dicembre 2012

In questi anni di crisi, la comunità italiana è costretta a tornare a livelli di consumi “umani” e toccare con mano stili di vita eco-compatibili ed eco-sostenibili dall’ambiente che li circonda.

Dovrebbe essere questo un atteggiamento di rispetto verso l’ambiente assolutamente normale.

Invece, la corsa al consumismo sfrenato senza senso e senza senno, la competizione all’accesso al consumo eccessivo e degenerato delle fonti energetiche strategiche come pure delle risorse pubbliche statali, in entrambe i casi ritenute infinitamente accessibili e spendibili senza criterio alcuno, in virtù di un per buonismo ed un perbenismo che mascherano invece appetiti impossibili da soddisfare, modelli di vita impraticabili, stili di vita irrealizzabili se non al costo di bruciare senza alcun criterio razionale la propria ricchezza privata, la propria capacità di indebitamento privato, la collettiva ricchezza statale di risorse ottenute con un indebitamento ed una spesa pubblica che va oltre ogni capacità comprensibile e giustificabile.

Spesso mi dicono che ho un senso della responsabilità eccessivo, una severità esagerata ed una austerità monacale.

Penso che lo dicano in senso negativo, dovendo giustificare il modello di chi fotte e magna e poi versa lacrime di coccodrillo rispetto ad una “austerità” imposta dall’esterno a freno dello spreco e del vizio contrabbandati per stili di vita normali e razionali.

Il senso ed il valore della normalità è sconosciuto ai popoli che hanno fatto della ignoranza e della arroganza i metri di paragone e di valorizzazione delle proprie scelte, ignorando arrogantemente e con una presunzione impagabile, che in un sistema globalizzato e in una Unione Europea avanzata, ogni errore commesso in Italia, lo pagano anche tutti gli altri paesi aderenti, compresi e soprattutto, quei paesi virtuosi che hanno fatto della moderazione, della razionalità, della severità e della austerità un composito modello di vita molto rispettoso di stili anche molto differenti dal proprio, in misurazione dell’alto grado di civiltà raggiunto.

Le lamentele di eccessiva austerità e severità nella applicazione delle regole comportamentali generali e particolari nella amministrazione della cosa pubblica in virtù di una fuoriuscita dalla zona di rischio downgrade o peggio, fall out, sono lamentele inaccettabili, irricevibili, inammissibili, insopportabili, intollerabili ed assurde.

Che l’Italia si dimostri un enorme asilo nido all’aperto, questa realtà, è molto ben presente alla mia intelligenza e razionalità, ma che per di più, i fautori, gli autori e gli attori di questa sfacelo totale, sociale, economico e finanziario abbiano anche da lamentarsi, tale risultato fa solo comprendere quanta ignoranza regni e pregni nel regno dello spreco e del vizio, ingiustamente anti-europeista ed assai incline al comportamento mafioso, alla inciviltà, alla illegalità, alla evasione fiscale, alla corruzione morale e materiale, alla usura e alla violazione di ogni norma, etica, morale e giuridica.

E adesso, crogilatevi pure nell’autocompiacimento di una atmosfera natalizia che di redenzione, non ha assolutamente nulla di nuovo.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

L’illegalità in Italia è maggioranza nel sistema democratico

martedì, 25 settembre 2012

Il sistema democratico (democrazia bloccata) italiano ha fallito, in quanto la maggioranza degli elettori italiani appare essere parte integrante del mondo della illegalità diffusa, della evasione fiscale, della corruzione, dell’usura e delle mafie.

Inutile andare a votare come è inutile cercare di arrivare al potere senza l’aiuto delle mafie.

In specie in regioni come la sicilia, la calabria e la campania.

L’esecutivo guidato da Mario Monti, l’unico esecutivo sganciato dal sistema democratico della delega della sovranità popolare al mediatore politico, è anche l’unico esecutivo italiano della prima e della seconda repubblica che ha tentato ed in qualche caso è riuscito a smuovere l’immobilismo che impedisce le riforme, gli ammodernamenti e le liberalizzazioni nel e del paese.

Infatti, l’esecutivo Monti non ha ricevuto alcuna delega di sovranità popolare, non si è sottoposto al consenso elettorale, non è stato votato dal popolo sovrano, non gode di una maggioranza politica pura, ma di una maggioranza politica che, nel suo insieme e nella sua espressione, non è mai stata votata e voluta dai cittadini.

Ecco perché si conferma che lo stato italiano sia uno stato mafioso e non uno stato democratico, libero e civile.

Poiché, ignorare il male mafioso, equivale ad esserne complici.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

CODICE PENALE – Art. 328 Rifiuto di atti d’ufficio. Omissione.

giovedì, 14 giugno 2012

CODICE PENALE – Art. 328 Rifiuto di atti d’ufficio. Omissione

« Il pubblico ufficiale o l’incaricato di un pubblico servizio, che indebitamente rifiuta un atto del suo ufficio che, per ragioni di giustizia o di sicurezza pubblica, o di ordine pubblico o di igiene e sanità, deve essere compiuto senza ritardo, è punito con la reclusione da sei mesi a due anni. Fuori dei casi previsti dal primo comma, il pubblico ufficiale o l’incaricato di un pubblico servizio, che entro trenta giorni dalla richiesta di chi vi abbia interesse non compie l’atto del suo ufficio e non risponde per esporre le ragioni del ritardo, è punito con la reclusione fino ad un anno o con la multa fino a euro 1.032. Tale richiesta deve essere redatta in forma scritta ed il termine di trenta giorni decorre dalla ricezione della richiesta stessa. »

Possibile che nessun pubblico ufficiale od incaricato di pubblico servizio veda le continue ingiustizie quotidiane, le perenni violazioni al principio della legalità e delle leggi vigenti, la perpetua ed omertosa affezione alla illegalità, alla illeceità, alla immoralità che vengono perpetuate ogni giorno, ogni ora, ogni secondo in Italia?

Ma non vi rendete conto che si accoglie con sorpresa ovunque un comportamento civile e onesto?

Ma vi è chiaro che è tutta una mafia e che chi dovrebbe contrastare questo stato di fatto con l’arma del diritto latita evidentemente?

Vi è chiaro che lo stato di diritto è morto e non garantisce nulla ai cittadini che gradiscono invece la legalità e pagano tasse ed imposte in misura eccessivamente gravosa?

Ed a cosa serve questa preistorica e gravosissima pubblica amministrazione se non serve al cittadino, ma pretende di essere servita da cittadini ormai ridotti a sudditi?

E chi controlla il controllore in Italia?

Gradi superiori a quello nazionale di giurisdizione?

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Foggia: una strana manifestazione per la Legalità

sabato, 19 maggio 2012

Leggo sul web di un elenco di manifestazioni pubbliche organizzate per osservare rispetto e servire indignazione al vile attacco terroristico e mafioso che stamane, a Brindisi, ha visto per la prima volta come oggetto una scuola e degli adolescenti.

Una studentessa sedicenne, Melissa Bassi, è morta mentre un’altra lotta fra la vita e la morte in gravissime condizioni ed altre sei sono ferite, ma non in gravi condizioni.

A Foggia, il luogo di riunione per la manifestazione viene indicato alla Fiera, dove vi è in atto una rassegna promossa dalla regione Puglia dal titolo Innovabilia 2012.

Alle 17:30, l’orario prescritto per la manifestazione pubblica, sono alla Fiera, ma di segni di assembramento, non se ne vedono.

Mi reco all’ingresso della Innovabilia e vedo un desk con tre operatori affaccendati ad accreditare visitatori alla manifestazione fieristica.

Ma dove sarà, mi chiedo con altre persone, la manifestazione pubblica di contrasto alla illegalità, alla violenza, al terrosismo, alle mafie?

Ma è all’interno, ci spiegano i tre operatori, dovete solo accreditarvi e potrete entrare.

Resto allibito.

Ma come?

Per partecipare alla manifestazione pubblica dobbiamo accreditarci ad una manifestazione fieristica?

E chissenefrega della manifestazione fieristica:

siamo qui per ricordare una ragazza fatta a pezzi con una bomba dalla mafia a Brindisi stamane!

Ma la reception è intransigente:

non si paga nulla, dicono, ma è obbligatorio accreditarsi.

Protesto e contesto, dichiaro pubblicamente che, secondo me, vi é in atto un probabile sfruttamento (commerciale, politico?) della manifestazione pubblica in ricordo di persone violentemente danneggiate e assassinate, e chiamo il 112, poiché voglio chiedere l’accertamento delle forze dell’ordine sui dubbi che ho esposto.

Il 112 mi passa il 113 che è competente, e vengo invitato in Questura (vicina alla Fiera) per competenza della divisione Digos.

Agli agenti della Digos spiego tutto e vengo informato che, dopo la mia segnalazione, il presidente della Fiera aveva dato disposizioni di non accreditare alcun partecipante alla manifestazione pubblica.

Vengo altresì informato che la manifestazione fieristica è organizzata dall’ente regione e non vi è per questo alcun motivo di temere uno sfruttamento commerciale della manifestazione pubblica, che è invece organizzata dal Sindaco di Foggia.

Beh, per lo sfruttamento commerciale sono convinto, molto meno per un eventuale immorale sfruttamento politico di una manifestazione per la Legalità che in tutta Italia sta prendendo forma (non certo di evento fieristico con musica e comicità) con il nome di “Qualunque cosa farete, non ci fermerete”.

Torno alla Fiera ed entro senza alcun accreditamento, come garantito dagli Agenti Digos.

All’interno, personalità politiche, sindacali ed istituzionali, regionali e locali, ma tutte di una sola parte politica:

quella al governo alla regione Puglia.

Nessuna traccia di comitati cittadini, libere associazioni, movimenti o partiti politici di centro o di destra.

Fra un giro e l’altro, un incontro casuale con vecchi amici ed un altro, vengo informato che, la manifestazsione pubblica è per la pace (svendola in effetti solo un arcobaleno della pace, logo di certa sinistra) e non per l’evento delittuoso, violento e mafioso di Brindisi.

Resto allibito.

Di più vi è che sono quasi le 19 e della manifestazione pubblica di cordoglio non vi è nessuna traccia, ma invece sento di una prossima esibizione sul palco di un musicista e di un comico.

Un comico?

Ma si scherza con la morte della gente?

Vado via, oltraggiato e amareggiato da questa “strana manifestazione”.

Anche perché era prevista per le 17:30 e sono invece le 19:00, e della manifestazione per la Legalità, nessun segno.

Torno a casa con un certo senso di nausea persistente.

Foggia non si dimostra ancora all’altezza di una città civile ed urbana.

No, proprio no.

Perché se questa era una manifestazione per la legalità, allora temo vi sia un grave e serio equivoco sul termine legalità in Puglia e a Foggia.

Non ci siamo, no, non ci siamo proprio.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Degrado sociale ed illegalità diffusa: inadempienze dello stato

domenica, 6 maggio 2012

Il disagio sociale cresce di giorno in giorno e cinge sempre più strettamente il popolo dei cittadini lavoratori, delle famiglie e delle aziende italiane.

Un soffocamento che è propedeutico della affermazione della illegalità e della violenza come metodo di confronto e di regolazione delle controversie.

L’assenza di controlli e di vigilanza della pubblica amministrazione sulle attività umane rende possibile tutto ed i ìl contrario di tutto.

A Foggia, per esempio. si può assistere tutti i giorni allo spettaccolo di decine e decine di venditori di articoli e di merci contraffatte o prodotte e vendute in violazione di ogni legge, procedura, prassi e commercio legale esistente.

Dove avviene questo scempio?

In pieno centro cittadino per esempio, ogni giorno e sotto gli occhi di tutti questa “casta di intoccabili” extra comunitari (guai a protestare, ci si becca l’epiteto di razzista!) vende merce con marchi falsificati, film in dvd e cd musicali riprodotti in violazione del copyright, giocattoli fuori dalla normativa europea, borse e cinture, occhiali da sole ed utensili nel più assoluto silenzio, nella più assoluta illegalità.

Sono iscritti questi commercianti presso il Registro delle Imprese della Camera di Commercio di Foggia?

E chi li autorizza al commercio ambulante?

E chi, nel predetto Pubblico Registro delle Imprese è individuato dalla legge come soggetto atto a controllare e vigilare?

Sono iscritti questi commercianti presso un ente previdenziale?

E chi in questo predetto ente previdenziale ha il dovere di controllare e vigilare?

Sono iscritti questi commercianti presso un ente assicurativo per il caso della malattia o dell’infortunio sul lavoro?

E chi in questo predetto ente assicurativo ha il dovere di controllare e vigilare?

Sono iscritti questi commercianti come lavoratori autonomi o sono essi dei lavoratori dipendenti?

E chi ha il dovere di controllare e vigilare se essi siano lavoratori autonomi o dipendenti?

Quale ispettorato, quale vigilanza e quale controllo dovrebbero sottoporre a controllo, vigilanza ed ispezione questa “casta di intoccabili” extra comunitari che creano ricchezza violando la legge?

Pagano l’IVA, pagano l’IRPEF, pagano l’IRES, pagano la Tassa per l’Occupazione del suolo pubblico?

E se non sono iscritti ad alcun registro delle imprese e sono sconosciuti come lavoratori dipendenti, come fanno ad occupare il suolo pubblico e produrre ricchezza evadendo ogni legge ed imposta conosciuta?

Ma il caso di questa “casta di intoccabili” extra comunitari non è isolato alle centralissime Corso Vittorio Emanuele II, Piazza Umberto Giordano, Via Vincenzo Lanza, Piazza Cavour e Viale XXIV Maggio, ma invade e si impadronisce totalmente di altre strade cittadine, come Via Sant’Alfonso Maria de Liguori e Via Guido D’Orso angolo Corso Roma nella famigerata Piazza Libanese, per fare qualche altro esempio.

Senza dimenticare il quotidiano mercato del “Giannone”, nelle sue propaggini di Corso Roma e di Via Giovanni Urbano, che ospitano decine di extra comunitari con e senza “posto fisso” di vendita.

E che dire dei mezzi di trasporto che utilizza questa “casta di intoccabili” extra comunitari?

Furgoni vecchi e malconci, tenuti insieme con lo sputo, con emissioni di rumore e dello scarico a dir poco eccessive, con pneumatici su cui il battistrada è solo un ricordo, stracarichi e con le sospensioni scoppiate ormai da più di un decennio.

E chi avrebbe il dovere di controllare e vigilare questi mezzi, la loro effettiva proprietà, il loro effettivo uso, le loro condizioni di utilizzo, la regolarità della loro circolazione e della relativa documentazione?

Eppure quotidianamente essi circolano, inspiegabilmente, innaturalmente, e nelle apparenze, anche illegalmente.

Questa “casta di intoccabili” extra comunitari invaderà ancora il piazzale della stazione ferroviaria di Piazza Vittorio Veneto e strade limitrofe occupando il suolo pubblico ed adibendolo a camping o cloaca all’aperto?

E chi li autorizza a questo campeggio illegale?

E chi li autorizza ad utilizzare ogni angolo di quella parte della città come una latrina a cielo aperto?

E chi dovrebbe invece, per dovere e per comando, impedire che tutto questo degrado si abbatta sui cittadini foggiani, ancora una volta, per un altro anno?

Quali inadempienze e quali sottrazioni al proprio dovere e alle proprie competenze mette così a rischio la salute pubblica, l’ordine pubblico, l’urbana civiltà italiana?

Possibile che nessuno veda, nessuno senta, nessuno parli in questa assai degradata città?

Possibile che anche questo anno, Foggia, Borgo Mezzanone e le campagne della Capitanata dovranno essere inondate ancora una volta da tanta illegalità senza alcun controllo, senza alcuna vigilanza, senza nessuna ispezione da parte degli uffici competenti?

Beh, potrà anche essere così, potrà ancora peggiorare e continuare il disagio sociale in questa città ormai troppo degradata, ma tutto questo non avverrà senza la relativa punizione prevista dalla legge caso per caso, sino ad arrivare nel caso di assoluto inadempimento del dovere, a costituire comitati di cittadini che surroghino le autorità competenti, avochino il potere di controllo, vigilanza e ispezione qualora non osservato da chi di competenza o si riapproprino semplicemente della propria sovranità evidentemente delegata secundum legem e tradita inopinatamente da chi avrebbe dovuto incarnarla ed interpretarla nell’interesse esclusivo del popolo dei cittadini lavoratori, delle famiglie e delle aziende foggiane, aziende che vengono invece fatte oggetto di verbali sommari per aver occupato il suolo comunale senza autorizzazione e senza il versamento della relativa tassa, mentre questa “casta di intoccabili” extra comunitari fa quel che vuole, come vuole, in barba a tutte le leggi che vuole.

Ma questa “casta di intoccabili” extra comunitari e coloro i quali ne difendono stile di vita e somma delle evasioni dovranno rendere conto, al tribunale ordinario ed al tribunale del popolo:

questa volta non si esce per il rotto della cuffia della legge.

Questa volta pagherà il suo conto chi ha provocato o collabora a provocare questo assurdo disagio ed il conseguente degrado sociale:

pagherà il suo conto, di fronte alla legge e di fronte al popolo.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Il siciliano alfano ed il partito degli onesti a difesa della corruzione

sabato, 5 maggio 2012

I deputati del PDL-Partito degli Onesti presentano 43 emendamenti evidentemente ostruttivi al fine di insabbiare e contrastare il DDL anti-corruzione, ancora una volta.

Ancora una volta la casta politica italiana si dimostra conservatrice di abusi e privilegi impagabili, di corruttele ed illegalità, abusi del potere pubblico e tradimento del popolo dei cittadini lavoratori, delle famiglie e delle aziende italiane.

Ancora una volta, una ben precisa componente politica pretende che nulla venga cambiato in un paese piegato dalle mafie e dalla corruzione, dalla evasione fiscale e dall’usura.

Il tradimento è evidente.

La punizione per il tradimento del popolo è storica:

la ghigliottina.

Maximilien-François-Marie-Isidore de Robespierre
detto
l’Incorruttibile

La cioccolata, la merda e lo sviluppo

sabato, 31 marzo 2012

Perché l’Italia non trova la strada per uno sviluppo che sia umano, politico, economico e finanziario?

Perché in questo paese la cioccolata ha deciso di non condividere più la merda.

Se chi ha responsabilità di governo non elimina la merda dal paese, la cioccolata o si isola e se ne frega, o se ne va in altri luoghi dove la cioccolata venga ricompensata da cioccolata e non da merda e dove la merda, non venga pagata come cioccolata.

Ed è tutto qui, tutto in questa svista l’empasse del paese, una svista che confonde i sensi:

stesso colore, ma non lo stesso sapore ed odore.

La casta politica ha il dovere di agire eliminando questa svista prodotta da un eccesso di benessere che ha privilegiato la merda, e non può ne deve chiedere maggiore partecipazione e coesione sociale ad una cioccolata ormai distaccata ed isolata dai maltrattamenti ricevuti.

La casta politica deve agire, deve ricondurre la cioccolata ad elemento principe da assaporare e deglutire e la merda a mero escremento da defecare.

Altrimenti è tutto inutile.

Altrimenti lo sviluppo non potrà insediarsi un un paese in cui si è commesso un grave errore di valutazione che si pretende paghino cioccolate estere e nazionali.

Non si può pagare la merda al prezzo della cioccolata e pretendere di pagare la cioccolata ad un prezzo di merda.

E men che meno, si può pretendere una fusione ed una coesione fra merda e cioccolata, poiché la cioccolata preferirebbe fuggire piuttosto che essere disciolta in un cesso.

Ed è tutta questa merda che frena lo sviluppo, più di ogni altra cosa.

E non è di alcun interesse che la merda sia maggioranza nel paese e possa prevalere con il pretesto democratico:

merda è, e merda resta.

Una maggioranza di merda non produce il cibo degli dei, ma solo tanta altra merda.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

L’eredità della Casta

giovedì, 29 marzo 2012

L’eredità che ci ha lasciato la casta politica italiana?

- un enorme debito pubblico sovrano pari all’ammontare complessivo accumulato nel tempo della corruzione di politici, amministratori e burocrati;

- una condizione di degrado sociale, economico e finanziario spaventosa;

- una illegalità diffusa impareggiabile;

- un predominio incredibile delle organizzazioni mafiose;

- una evasione fiscale e dell’adempimento dei propri doveri allucinante;

- una usura sia morale che materiale delle famiglie e delle aziende ineguagliabile;

- una crisi umana, politica, sindacale, della Pubblica Amministrazione, del governo, della economia, delle imprese e delle famiglie profonda e dannosa.

- una disoccupazione ed una inoccupazione dolorosamente giovanili;

- una ricerca scientifica che era all’avanguardia nel mondo, ridotta ad un esilio forzato delle migliori menti italiane;

- una questione meridionale irrisolta che ha scatenato una questione settentrionale;

- un assurdo consolidamento dei privilegi di chi tutto ciò che è vecchio ed un vero e proprio massacro di tutto ciò che è giovane e nuovo;

Questa è l’eredità che le classi dominanti italiane, in primis quella politica, burocratica e sindacale, hanno lasciato in eredità al popolo sovrano.

Questo è il costo che deve pagare chi è nato in questo paese, anche se non ne condivide lo stile di vita “bizantino”, anzi, lo abiura.

Questa è l’italia.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X