Articoli marcati con tag ‘il cittadino qualunque’

Fondi europei: il caso vizioso e mafioso italiano

lunedì, 8 luglio 2013

Sfatiamo ancora una volta che la crisi italiana sia frutto della maligna volontà altrui, che sia europea, tedesca o dei paesi virtuosi europei in generale.

Chi uccide l’Italia sono gli italiani, le caste dominanti, le classi dirigenti, le caste politiche, partitocratiche, sindacali e burocratiche, il parassitismo istituzionalizzato nella pubblica amministrazione e tre regioni che hanno determinato la nascita e la diffusione in tutto il paese delle mafie, la nascita, la crescita ed il mantenimento di stili di vita assai arretrati e sottosviluppati e la costante presenza di modelli di riferimento assolutamente incivili:

la sicilia, la calabria e la campania.

Dopo le incredibili vicende dei Fondi Europei di Agenda 2000/2006 rimasti inutilizzati e tornati vergognosamente indietro, ovvero finiti nelle tasche di burocrati, politici ed imprenditori corrotti e mafiosi (indagini Why Not e Posedion), ecco il caso di Jeremie (Joint European Resources for Micro to Medium Enterprises), un fondo progettato e co-finanziato da Unione Europea e istituti bancari a sostegno delle (PMI) Piccole e Medie Imprese e diretto a finanziare le start up ad alto tasso tecnologico.

In sostanza i finanziamenti di Jeremie trovano piena attuazione in paesi come Grecia, o addirittura vengono finanziati in maniera superiore al 100% in Romania, ma in Italia restano inutilizzati e rischiano di tornare indietro al mittente come fondi definanziati.

Un disastro che racconta del fallimento burocratico, sindacale, partitocratico, politico e della intera pubblica amministrazione italiana, incapace di utilizzare quei fondi finanziati a sostegno della economia reale e tornati indietro per cattiva informazione, iperburocratizzazione, poco interesse degli istituti bancari, contro-interesse delle caste corporative mafiose meridionali che impediscono al popolo del sud di crescere e divenire un popolo ricco, indipendente, economicamente maturo e socialmente valido.

Ma nemmeno le organizzazioni mafiose attingono ai fondi Jeremie.

Infatti, i figliocci dei mafiosi che oggi girano il mondo con in tasca lauree, master e phd ottenuti (chissà come) nelle migliori università italiane ed europee, non intercettano nemmeno loro i finanziamenti europei:

capre ignoranti si son dimostrati i loro padrini mafiosi e capre ignoranti si dimostrano anche i figliocci mafiosi sia pure ad alto tasso formativo e professionale, almeno sulla carta.

Ecco il vero guaio del sud vizioso e mafioso italiano:

anche quando si arricchiscono, non crescono ne culturalmente e nemmeno professionalmente, ma il loro tasso di crescita è valutabile solo in base ai pizzini di carta intestata che sono riusciti a recuperare a destra e a manca e di cui hanno riempito i loro CV.

Perlomeno, dovrebbero avere maggior rispetto codesti mafiosi assai ignoranti e arroganti nel tradire la politica delle mani tese europea, accusata ingiustamente di essere codesta politica dell’austerity, la vera causa fondante di ogni problema italiano.

Ma oggi abbiamo ancora una volta e per l’ennesima volta la prova che così non è:

l’idaglia degli idagliani è un paese di merda, ma non certamente per colpa degli altri paesi europei.

Gustavo Gesualdo
alias Il Cittadino X

Impeachment, stato d’accusa, imputazione per il Capo dello Stato

martedì, 2 luglio 2013

Dopo la strana storia della distruzione delle intercettazioni telefoniche delle conversazioni intercorse fra nicola mancino, loris d’ambrosio e giorgio napolitano sulla famigerata questione oggetto di indagine da parte della magistratura ordinaria e denominata “trattativa stato-mafia”, vengono alla luce nuove rivelazioni del boss totò riina dal carcere, luogo nel quale rifiuta di incontrare i giudici per subire interrogatori ma anche luogo nel quale avvicina guardie penitenziarie per confidare alcune dichiarazioni, con l’evidente intento di vederle pubblicate, evidentemente.

Leggiamo insieme alcune di queste dichiarazioni pubblicate di giornali italiani:

“l’arresto di riina:
«A me mi hanno fatto arrestare Bernardo Provenzano e Ciancimino e non come dicono i carabinieri»;

l’inizio delle trattative stato-mafia:
«io non ho cercato nessuno, sono loro che hanno cercato me»;

l’attentato di Capaci a Giovanni Falcone, sua moglie e la scorta e l’attentato contro Paolo Borsellino e la sua scorta:
«Lei mi ci vede a confezionare la bomba di Falcone?»;
«Brusca non ha fatto tutto da solo. Lì c’era la mano dei servizi segreti. La stessa cosa vale anche per l’agenda del giudice Paolo Borsellino. Perché non vanno da quello che aveva in mano la borsa e non si fanno dire a chi ha consegnato l’agenda? In via D’Amelio c’entrano i servizi che si trovano a Castello Utveggio e che dopo cinque minuti dall’attentato sono scomparsi, ma subito si sono andati a prendere la borsa»;

il Papello, i magistrati e i politici italiani:

«Io di questo papello non so niente. Non l’ho mai visto. La vera mafia in Italia sono i magistrati e i politici che si sono coperti tra loro e scaricano ogni responsabilità sui mafiosi. La mafia quando inizia una cosa la porta a termine assumendosi tutte le responsabilità. Io sto bene, mi sento carico e riesco a vedere oltre queste mura»;

giulio andreotti

domanda: «Ma è vera la storia del bacio?»
risposta: «Appuntato, lei mi vede a baciare Andreotti? Le posso solo dire che era un galantuomo e che io sono stato dell’area andreottiana da sempre».”

A questo punto i dubbi sulla esistenza di un alto tradimento e/o di attentato alla costituzione che vedrebbe coinvolta, coinvolgono fra le altre la massima carica istituzionale e costituzionale, quella del presidente della repubblica (rieletto alla vita natural durante occupazione del potere di capo dello stato per ben 14 anni consecutivi), tali dubbi, divengono montagna invalicabile nella normale vita quotidiana di un paese civile e democratico, nella credibilità di uno stato e di una intera comunità.

Occorre sgombrare il campo visivo ed operativo dello stato italiano da ogni dubbio di accordo o trattativa tra lo stato democratico e l’anti-stato mafioso, e per farlo, occorre inchiodare alle proprie responsabilità la massima carica istituzionale, irresponsabile per definizione, se non per alto tradimento e/o attentato alla costituzione, atti riscontrabili nel verificarsi probatorio di una intercorsa trattativa fra stato e mafie e nella successiva distruzione delle prove a carico o a discarico del capo dello stato fatte distruggere su richiesta dello state capo dello stato.
La distruzione delle prove di un grave capo d’accusa nei confronti del presidente della repubblica è aggravante e prova stessa della volontà di nascondere qualcosa e non di essere istituzione trasparente e leale alla carta costituzionale cui è chiamata ad essere primo difensore e tutore.

Se esistesse nel parlamento italiano un gruppo ovvero anche un solo parlamentare libero e responsabile, coscienzioso e cosciente del sospetto serio e insidioso che grava sulla massima autorità costituzionale ed istituzionale italiana, allora tale gruppo o tale parlamentare avrebbe il dovere di chiedere conto al presidente della repubblica del suo operato e dell’uso che egli ha fatto dei poteri, delle funzioni e delle attribuzioni che egli ha esercitato, a tutela di quali interessi egli lo ha fatto (una organizzazione mafiosa italiana è pari ad una holding internazionale estera ovvero ad uno stato estero o comunque non italiano, perché non previsto, tutelato e regolato da nessuna norma italiana, di qualsiasi valore e grado) in virtù della carica rivestita di capo dello stato.

Gustavo Gesualdo
alias Il Cittadino X

Siete delle merde

sabato, 29 giugno 2013

Il titolo alternativo a questo post poteva anche essere:

merde di cane o cani con padroni di merda?

A Foggia, nelle vicinanze della mia abitazione, in una traversa della centrale Viale Cristoforo Colombo, in un tratto di strada lungo appena 25 metri posto lateralmente all’ingresso della Chiesa dell’Immacolata, sede dei Padri Cappuccini (quelli di Padre Pio -San Pio- per l’esattezza), ho raccolto alcune foto di escrementi di cani abbandonati dai loro padroni per strada.

Ne ho anche dovuto scartare un paio di quelle foto, perché non raccoglievano bene le immagini ritratte.

Perché pubblico queste foto e, perché nel titolo post sono così duro con i padroni dei cani che abbandonano senza raccoglierle, le deiezioni dei loro cani?

Primo, perché sono evidentemente degli incivili, dei maleducati, dei cafoni, dei potenziali rischi ambulanti per la salute pubblica e dei pessimi conduttori di animali domestici, ma anche e soprattutto perché sono delle autentiche merde umane.

E sono delle merde perché in quel tratto di strada, alla sera, benché l’illuminazione pubblica funzioni regolarmente, le fronde degli alberi non potati impediscono alla luce artificiale di illuminare il marciapiede, che viene scelto dai cattivi conduttori di cani proprio per questo motivo:

per poter consegnare alla città e alla cittadinanza tutta gli escrementi dei loro cani nella scelta volontaria di abbandonarli e di non raccoglierli.

Vanno in quella traversa e in quella seguente (sempre limitrofa a convento e parrocchia dell’Immacolata) proprio perché possono dar sfogo totale al loro essere merde incivili in maniera nascosta quanto volontaria e premeditata, piazzando lì quello che le loro candide manine di persone di merda non vogliono raccogliere.

Ma non è solo lì che tale cattiva abitudine si presenta nella città.

Infatti, sempre su Viale Cristoforo Colombo, ad un isolato dalla traversa di cui alle immagini riportate in testa al post, ho raccolto altre immagini, ancor più desolanti e violente, poiché proprio al di sotto di un cartello affisso su di un albero da un cittadino evidentemente disperato, avviso che invita i conduttori dei cani a raccogliere gli escrementi ivi lasciati quotidianamente, ecco proprio ad un metro al di sotto di quel cartello, qualche furbetto del quartierino, qualche eroe merdoso, qualche merda matricolata e certificata ha pensato bene di rispondere a quella civile richiesta abbandonando lì sotto la cacca del proprio incolpevole cane, sfidando così anche la recriminazione e la protesta, oltre che la pazienza altrui.

Ecco le immagini:

Ancora una volta denuncio uno stile di vita ed un modello di riferimento affatto adeguato alle civiltà moderne, alle norme minime comuni igieniche e sanitarie, di convivenza civile e di dignità sociale.

Ancora una volta si evidenzia il degrado invadente ed impunito, il disagio sociale e cittadino che proviene da un agire volontario e dissoluto, incivile e maleducato da parte di soggetti che, se impuniti, dimostrano comportamenti anti-sociali, un muro di comportamenti negativi che evolve in una continua provocazione, in veri e propri attentati volontari e seriali all’ordine pubblico, alla igiene pubblica, alla salute pubblica, alla sanità pubblica e alla normale vita quotidiana cittadina, aggredita da tanti, troppi fenomeni di menefreghismo e, diciamola proprio tutta, di cacca.

“E’ fatto obbligo a chiunque conduca il cane in ambito urbano raccoglierne le feci e avere con sé strumenti idonei alla raccolta delle stesse.”

Gustavo Gesualdo
alias Il Cittadino X

Amnistia o Indulto? La Casta vuole cancellare Pena e Reato

venerdì, 21 giugno 2013

Anna Maria Cancellieri è il politico che rappresenta meglio di tutti la casta, essendo stato burocrate (ex prefetto e funzionario) e politico (ex ministro dell’Interno e attuale ministro della Giustizia).

La casta politica di cui è perfetta espressione la Cancellieri lancia sempre nell’immaginario collettivo come in quello di ognuno di noi, cittadini sfortunati, traditi e disserviti, un messaggio negativo, una forma negativa, una fenomenologia negativa, una azione negativa, un governo del potere pubblico negativo.

In un paese già gravemente mortificato da un disservizio della macchina della giustizia tale da garantire a chi commette un reato una vera e propria impunità, chiedere di liberare i detenuti con la scusa del sovraffollamento delle carceri (sovraffollamento che la pubblica amministrazione alimenta e non gestisce, non governa) cancellando non solo la loro pena detentiva, ma estinguendo anche il reato stesso, riproduce una volontà politica, un indirizzo istituzionale, una prassi del governo della cosa pubblica orientata a produrre e provocare disordini gravi e seri nella amministrazione di due facce della stessa medaglia dello stato:

la sicurezza e la giustizia, facce della medaglia Legalità.

Si intende quindi impedire il mantenimento della sicurezza e invece assicurare l’ingiustizia?

Si intende inviare ai cittadini italiani un messaggio in cui le istituzioni si schierano apertamente contro la cura, la difesa e la tutela degli interessi di famiglie e imprese?

Si vuole abbandonare il governo del territorio in mano a chi ha sbagliato ed in carcere ha imparato che chi sbaglia viene premiato dallo stato?

Si vuole colpire ancora una volta e mortificare l’intenso lavoro di indagine che forze di polizia e magistratura inquirente e giudicante mettono in campo ogni giorno per assicurare giustizia e sicurezza ai cittadini?

Una vera e propria istigazione a delinquere questa, che induce attraverso prassi ormai consolidate di istigazione a violare la legge, a favorire comportamenti di reiterazione dei reati, reati mai veramente puniti.

Un vero e proprio tentativo di rendere inutile e di svilire di ogni significato e valore il lavoro di chi garantisce la sicurezza dei cittadini e la tutela del patrimonio e della integrità fisica degli italiani.

Nel lanciare una ipotesi di Amnistia, piuttosto che di Indulto (vedrete che arriverà anche una ipotesi di condono edilizio tombale per salvare la città del capo dello stato dall’ennesimo scandalo dell’abbattimento probabile di ben 7 costruzioni su 10, edificate senza alcuna autorizzazione), la Cancellieri si dimostra personaggio socialmente pericoloso, soggetto incline a modificare sostanzialmente i livelli di sicurezza e di giustizia in negativo, un negativo che avrebbe ripercussioni serie nel governo della sicurezza dei cittadini e nella difesa del patrimonio, sia pubblico che privato.

E la dimostrazione del fatto che non è obiettivo del governo e del ministro alla giustizia svuotare le carceri italiane sovraffollate (sovraffollate volutamente dalla casta politica che non costruisce nuove carceri, non apre quelle costruite mentre tende a chiudere quelle esistenti) sta proprio nella scelta dello strumento amnistia piuttosto di quello dell’indulto:

l’indulto cancella solo la pena prevista dalla legge e comminata in sentenza dalla magistratura;

l’amnistia cancella la pena ed estingue il reato.

Appare più che evidente un indirizzo politico della casta PD + PDL, che ha l’obiettivo strategico di cancellare pene e reati, che è ben altra cosa che svuotare le carceri:

in questo modo si svuota si svilisce di ogni significato lo stato democratico e repubblicano, offrendo il destro a chi denuncia da tempo che le leggi in Italia, le scrivano i delinquenti per i delinquenti, e per questo motivo, esse non servono alla tutela del popolo sovrano.

Il problema in Italia è chi è al servizio di chi.

Questa è la domanda giusta, ogni volta che si incontra il cammino della casta:

Chi è al Servizio di Chi.

Gustavo Gesualdo
alias Il Cittadino X

L’intelligenza non è furba e la furbizia non è intelligente

sabato, 15 giugno 2013

Gran brutto vizio quello di scambiare la saccenza con il sapere e la furbizia con l’intelligenza:

il sapere applicato è l’unico vero sapere.

Il resto è saccenza ed auto contemplazione applicata al proprio ego.

L’osservazione, l’analisi, la curiosità e tutto quanto precede ed accompagna una intelligenza deve passare attraverso la valorizzazione ed il confronto fra ciò che si è e la realtà che ci circonda.

Non esprimere il giudizio seguente a tale valorizzazione può essere ritenuto come atto di rispetto, ma è in realtà solo una piccola furbata che impedisce anche al prossimo tuo di crescere attraverso il confronto.

Così una società non cresce e non diviene adulta, ma solo furba e viziosa.

Così una società fallisce sotto il peso della propria viltà e del proprio egoismo.

In sintesi, la furbizia è limite alla intelligenza, non sua naturale prosecuzione.

La furbizia è antitetica alla intelligenza, non parente, ne affine e nemmeno lontana conoscenza.

L’intelligenza risolve i problemi, la furbizia no: essa li crea.

I due fenomeni sopra descritti sono antitetici anche nei risultati, oltre che nella sostanza.

E lo sono anche e soprattutto nei risultati:

– gli esseri dotati di intelligenza superiore muoiono poveri;

– i furbi muoiono ricchi, dopo aver sfruttato per una vita l’intelligenza altrui.

Ma i momenti di crisi come quello che stiamo vivendo riportano le cose nel loro giusto posto, affidando il giusto valore ad ogni cosa e fenomeno.

Questo è il tempo in cui gli intelligenti rifuggono la coesione con i furbi, impedendo alla forza dei numeri di avere un valore rispetto alla intelligenza superiore, impedendo al concetto democratico della maggioranza dei furbi di soffocare l’intelligenza degli eletti.

Questa è la fine del mobbing dei furbetti che impedisce alla umanità di evolvere nell’oltre uomo, nel concetto del super uomo.

L’unione fa la forza, appunto, ma non l’intelligenza.

E questo è il tempo in cui l’intelligenza e la razionalità torna al potere.

Bentornata intelligenza.

Gustavo Gesualdo
alias Il Cittadino X

God Made The Man. Mr Colt Made Them All The Same

sabato, 8 giugno 2013

L’arma da fuoco, come tutte le armi, è una serva sciocca.

Chi la prende in mano e chi ne viene nella disponibilità senza averne criterio sufficiente fa la differenza.

Come al solito i supposti pacifisti dimostrano di non capire nulla di sicurezza e di armi.

Non si lascia un’arma da fuoco senza conseguenze nella disponibilità di un bimbo di 4 anni.

Non esisterebbero le armi se non esistesse la violenza.

Senza armi, vince il più violento.

L’arma da fuoco è la soglia della civiltà.

“God Made The Man. Mr Colt Made Them All The Same”.

Perché mai allora le forze di polizia e gli eserciti di tutto il mondo sarebbero dotati di armi da fuoco se non per difendere i troppo deboli dalla violenza dei troppo forti?

Scritto alla luce della ennesima strage della imprudenza negli USA.

Ancora una volta l’episodio di abuso delle armi da fuoco corrisponde all’imprudente abbandono o non dovuta custodia di armi da fuoco finite nelle mani di soggetti non adatti alla loro detenzione.

Ma non è l’arma il problema, quanto la sua prudente custodia e detenzione.

Solo per gli occhi di persone scevre da pregiudizio e ignoranza.

Gustavo Gesualdo
alias Il Cittadino X

Il matrimonio fra omosessuali non è valido

venerdì, 7 giugno 2013

Il mobbing globale della lobby omosessuale percuote tutti i sistemi in favore della estensione dell’istituto del matrimonio e conseguentemente di quello delle adozioni anche alle coppie gay.

La Suprema corte di cassazione italiana mette in dubbio l’obbligatorietà dello scioglimento del matrimonio a seguito del cambiamento di sesso di uno dei due coniugi.

Così, mi sposo una donna e se questa cambia sesso, devo sottomettermi alla trafila pluriennale di convocazioni in tribunale per validare il mio diritto ad un matrimonio esclusivamente formato da un uomo e una donna.

Ma il matrimonio è solo fra uomini e donne, e se uno dopo il matrimonio cambia sesso, l’unione non è più valida.

Perché?

Perché il matrimonio è una unione esclusiva fra uomini e donne, gli unici due sessi esistenti in natura, nel diritto naturale e negli impianti giuridici guidati da serenità e buonsenso.

Chi lo dice?

L’articolo 16 della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, che afferma:
« Articolo 16
Uomini e donne in età adatta hanno il diritto di sposarsi e di fondare una famiglia, senza alcuna limitazione di razza, cittadinanza o religione.
Essi hanno eguali diritti riguardo al matrimonio, durante il matrimonio e all’atto del suo scioglimento.
Il matrimonio potrà essere concluso soltanto con il libero e pieno consenso dei futuri coniugi.
La famiglia è il nucleo naturale e fondamentale della società e ha diritto ad essere protetta dalla società e dallo Stato. »

In America (USA) è in vigore dal 1996 il Defense of Marriage Act che ha creato una definizione federale del matrimonio come istituto tra un uomo e una donna oltre a permettere a ogni Stato di non riconoscere i matrimonio di persone dello stesso sesso celebrati altrove.

Degrado a Foggia: il risveglio (dei manifesti)

mercoledì, 5 giugno 2013
Foggia civile

L'usanza di ingombrare con l'auto o il motociclo lo spazio dedicato agli attraversamenti pedonali e il degrado

[caption id="attachment_5275" align="aligncenter" width="450" caption="L\'usanza di ingombrare con l\'auto o il motociclo lo spazio dedicato alle rampe per le carrozzelle dei disabili e il degrado"][/caption]

Dopo un anno di battaglie e di litigate, di richiami e di indignazioni con coloro i quali occupano ed ingombrano abusivamente gli incroci, gli attraversamenti pedonali e le rampe saliscendi per carrozzelle dei disabili compaiono questi manifesti fatti affiggere dalla Fondazione Banca del Monte di Foggia.

Finalmente non mi sento più tanto solo a chiedere il rispetto della legge e delle persone a Foggia.

Sono solo dei manifesti, una campagna propagandistica, ma sono meglio del niente e del silenzio o della sottomissione alla prepotenza e alla maleducazione.

Il risveglio dei manifesti in attesa del risveglio delle coscienze.

Gesualdo Gustavo e l’ILVA di Taranto

martedì, 4 giugno 2013

Cosa farei se fossi presidente del consiglio dei ministri italiano?

Cosa farei se fossi io a decidere io nella questione dell’acciaieria dell’ILVA di Taranto?

1 – Acquisizione in via definitiva nella totale disponibilità dello stato dei sequestri in danno della famiglia Riva (I° guadagno);

2 – Commissariamento, sequestro e rivendita immediata (II° guadagno) a cordate cinesi o tedesche di imprenditori che si impegnino ad adeguare a loro onere esclusivo (III° guadagno) l’azienda alle normative nazionali, europee ed internazionali e che garantiscano il mantenimento degli attuali livelli occupazionali e il futuro dell’azienda.

Questo farei io se fossi il premier del governo italiano.

E perché potrei farlo liberamente?

Perché io non avrei mai accettato finanziamenti dalla Famiglia Riva proprietaria dell’ILVA al mio partito, alla mia persona o per le elezioni del segretario del mio partito.

E se la famiglia Riva procedesse a difesa del suo diritto di proprietà sull’ILVA, li porterei in tribunale accusandoli del reato di strage, compiuto volontariamente nei confronti della popolazione tarantina.

E qualcuno spieghi a Zanonato e Letta che non devono rimediare alle gravissime mancanze ed agli abusi della famiglia Riva che hanno portato a fare strage del popolo tarantino finanziando poi le direttive Aia con danari pubblici.

Questa mentalità per cui, quando le aziende idagliane sono in attivo, non spartiscono i loro dividendi con lo stato ma li nascondono al fisco trasferendoli all’estero in paradisi fiscali, e quando invece sono in passivo, assegnano costi di ammodernamento e situazioni debitorie allo stato, questa infinita truffa DEVE FINIRE.

Lo stato DEVE SOLO erogare servizi efficaci, efficienti ed economici ai cittadini e non finanziare partiti, sindacati, tv, radio, giornali e giornalisti, editori, imprese, e amici degli amici.

Basta spreco di danaro pubblico, basta!

Zanonato e Letta devono vendere l’ILVA ai tedeschi o ai cinesi e far finanziare dagli acquirenti tutti gli adeguamenti e il risanamento del sito industriale e del territorio circostante per consentire all’ILVA di avere un futuro certo e sicuro.

BASTA SPRECARE I DANARI DEGLI ITALIANI!

BASTA REGALI AGLI AMICI DEGLI AMICI CHE HANNO FINANZIATO IL PARTITO POLITICO (O SUOI ELEMENTI DI SPICCCO) DI ZANONATO e LETTA!

Basta, Zanonato basta Letta:

voi sapete cosa significa il termine BASTA?

Ecco, BASTA !!!

Piuttosto indagate come governo e chiedete alla magistratura di indagare sullo scandalo ILVA, perché le cose non appaiono ne serene, ne limpide, ne giuste, ne corrette.

Leggere qui

Ancora qui

e qui

Gustavo Gesualdo
alias Il Cittadino X

Il lavoro sicuro e per sempre non esiste

lunedì, 3 giugno 2013

Negli Stati Uniti d’America il contratto a tempo indeterminato praticamente non esiste.

Se un privato ha commesse private o appalti pubblici effettua assunzioni temporalmente coincidenti con la durata della commissione o dell’appalto, generalmente un mese.

Così, se il servizio, il bene o la merce prodotta o erogata per conto terzi non è di gradimento del committente o dell’appaltante, il mese successivo l’appalto e la commessa scadono e tanti saluti a chi produce e lavora male.

Avanti un altro più bravo e meritevole.

Così un paese resta competitivo con se stesso e con le sfide della globalizzazione.

L’Italia è in vece imbalsamata ed immobilizzata dalla insicurezza omologante, delle immaturità associanti e delle irresponsabilità dilaganti.

Tutti cercano il lavoro sicuro e per sempre e sono inclini a far patti anche con il diavolo per ottenere una tale garanzia che sopperisca alle proprie immaturità ed irresponsabilità, incapacità ed inettitudini.

Così il sistema diviene un sistema mafioso le cui garanzie sono offerte dalla capacità di cristallizzare il mercato interno del lavoro.

Mantenere un simile colosso della insicurezza, un tale monolite della incapacità costa molto e le classi dirigenti che offrono garanzie per la immutabilità perpetua dello status quo individuale e collettivo approfittano delle immaturità che pervadono la società e addirittura le coltivano, le invitano, le favoriscono, al fine di poter derubare un popolo così fatto di ogni bene e risorsa, del loro denaro come del loro futuro, della loro democrazia come della loro libertà.

Ma, vi siete mai chiesti quanto costi alla collettività la vostra viltà, la vostra pigrizia, la vostra incapacità e la vostra idiozia?

I vostri vizi uccidono anche persone come me, che non accettano compromessi con un sistema così vizioso e mafioso.

Ho una notizia per voi:

Abele ha deciso di non voler morire per salvare caino.

Ed è così che muore un paese vizioso ed ozioso, assai corrotto e mafioso.

Gustavo Gesualdo
alias “Il Cittadino X”