Articoli marcati con tag ‘ignoranza’

Un popolo di idioti, di venduti e di traditori merita solo il default

mercoledì, 6 agosto 2014

Italia nella Unione Europea in un Occidente forte ed unito: questa è l'unica salvezza

Italia nella Unione Europea in un Occidente forte ed unito: questa è l'unica salvezza


L’euro e l’euro zona sono le uniche cose che mantengono ancora in vita lo stato italiano ormai in default per deficit originari nazionali che nulla hanno a che vedere con la moneta europea e l’unificazione.

Il collasso dei paesi viziosi come l’Italia, evitato sinora dai paesi virtuosi europei, sarebbe immediato e catastrofico appena un paese europeo vizioso mostrasse solo l’intenzione di uscire dalla Unione Europea:

solo, debole, indebitato, disservito, con burocrazia e pubblica amministrazione da suicidio e soprattutto privo di materie prime e risorse energetiche, quel paese vizioso uscito dall’orbita e dalla protezione europea sarebbe divorato da quegli stessi sistemi finanziari globali tanto temuti e che solo la forza economica, politica e finanziaria dell’Unione Europea e dell’euro tengono a distanza, come farebbe un cane da guardia con un gregge di pecore attaccato dai lupi, per intenderci.

E voi, non avreste il ruolo dei cani e nemmeno quello dei lupi, ma quello meritato delle pecore.

L’esatto contrario di quello che i conta balle della casta (partiti politici corrotti e corruttori, giornalisti da strapazzo e populisti senza cervello) dicono al popolo per evitare la sua indignazione e incazzatura a causa della propria idiozia politica dimostrata e per dirottare il malcontento popolare sulla incolpevole ed anzi, salvifica, Unione Europea.

Cari concittadini italiani, fatevelo dire, che ve lo meritate:

siete solo un popolo di beoni che non capisce nulla, un popolo di coglioni inauditi, un gregge di pecore che la casta gira e volta e muove e rimuove a suo piacimento.

Povera Italia:
essa è fallita nelle vostre mani di ignoranti patentati e certificati, nelle mani del vostro vizio, della vostra corruzione e delle vostre mafie.

Non meritereste altro che un default, per poter godere dello spettacolo del vedervi mordere l’uno con l’altro, arrabbiatissimi ed incazzatissimi dopo aver scoperto che vi hanno sempre ingannato, con una facilità inaudita, vi hanno sempre diviso per imperare, per rubare, per corrompere, per mafiosare, per massacrare il Paese Reale e l’Economia reale a loro piacimento.

E voi, coglioni, viziosi, corrotti e mafiosi:
voi non siete altro che questo.

E voi, proprio voi, siete la peggior specie di idiota europea ed occidentale, perché, nonostante tutto, continuate ad andare a votare per una casta politico-istituzionale di venduti ai poteri forti (mafia e corruzione) e di traditori (tradimento del giuramento di fedeltà allo stato, tradimento nelle trattative segrete con le mafie a danno del popolo italiano) che è da ricovero coatto in TSO presso un presidio psichiatrico criminale, ovvero, da ghigliottinare senza alcuna pietà o da fucilare in massa in pubblica piazza.

Invece voi li votate, credete alle loro incredibili stronzate e vi bevete le loro massicce dosi di bugie come fossero una ottima bibita rinfrescante nel caldo afoso estivo.

Voi, con questi comportamenti, dimostrate solo di non avere nulla in quella testa che portate sul collo.

Popolo di idioti rovinati dalla propria idiozia e dal tradimento di chi aveva spergiurato di difenderli.

Gustavo Gesualdo
alias il cittadino X

Foggia: l’ipocrisia, la solidarietà e l’egoismo

mercoledì, 4 giugno 2014

Come un pellegrino in cerca di elemosina vago questa città chiedendo aiuto e collaborazione per la realizzazione di 5 progetti di formazione sociale e civile, educazione civica e civile, solidarietà civile e sociale, assistenza sociale, sicurezza sociale e protezione sociale, visto che chi di dovere, non offre servizi adeguati alle esigenze della cittadinanza.
Uno di questi progetti l’ho denominato “Urban Scout”.
Prevede che giovani in gruppi distribuiti per tutta la città, muniti di elenchi delle persone che vivono sole, si rechino ogni giorno a visitare queste persone, per fare quattro chiacchiere con loro, sentire come stanno, rompere il muro della loro solitudine asociale, vigilare se vi siano pericoli che loro non avvertono (fughe di gas e altro) chiedere se hanno bisogno di alimenti e/o medicinali, visite mediche o altro.
Ma in questa città, la solidarietà non esiste.
Ho rotto le scatole a tutti e nessuno mi ha dato una mano concreta, neanche solo per redigere il progetto.
Poi esplode un palazzo a causa della perdita di gas in una abitazione doveva viveva sola una persona anziana, perdono la vita due giovani ed incolpevoli persone, perde entrambe i genitori un innocente bambino, restano feriti altri soggetti, vengono evacuate dai palazzi adiacenti decine di famiglie.
Ma non è una tragedia, non è un caso:
è il frutto della vostra fottuta ignoranza.

Le uniche risposte che ho ricevuto sono state:
quanto mi paghi per fare questo?
Perché non vai dal politico tizio o dal politico caio?
E io rispondo:
e le istituzioni che cazzo ci stanno a fare?
E voi, perché non amate il prossimo vostro?
Domenica, potete andare a votare, ma non prima di essere andati a messa a mondare le vostre sporche ed egoiste coscienze.

La questione meridionale e la questione morale vivono a Foggia.

Ipocriti, egoisti, incivili ed ignoranti.

Se non vi prendete cura dei vostri simili più bisognosi, chi credete mai si prenderà cura di voi?

Fuggi da Foggia, non per Foggia, per i foggiani.

Gustavo Gesualdo

Severità ed Austerità contro perbuonismo e perbenismo

lunedì, 24 dicembre 2012

In questi anni di crisi, la comunità italiana è costretta a tornare a livelli di consumi “umani” e toccare con mano stili di vita eco-compatibili ed eco-sostenibili dall’ambiente che li circonda.

Dovrebbe essere questo un atteggiamento di rispetto verso l’ambiente assolutamente normale.

Invece, la corsa al consumismo sfrenato senza senso e senza senno, la competizione all’accesso al consumo eccessivo e degenerato delle fonti energetiche strategiche come pure delle risorse pubbliche statali, in entrambe i casi ritenute infinitamente accessibili e spendibili senza criterio alcuno, in virtù di un per buonismo ed un perbenismo che mascherano invece appetiti impossibili da soddisfare, modelli di vita impraticabili, stili di vita irrealizzabili se non al costo di bruciare senza alcun criterio razionale la propria ricchezza privata, la propria capacità di indebitamento privato, la collettiva ricchezza statale di risorse ottenute con un indebitamento ed una spesa pubblica che va oltre ogni capacità comprensibile e giustificabile.

Spesso mi dicono che ho un senso della responsabilità eccessivo, una severità esagerata ed una austerità monacale.

Penso che lo dicano in senso negativo, dovendo giustificare il modello di chi fotte e magna e poi versa lacrime di coccodrillo rispetto ad una “austerità” imposta dall’esterno a freno dello spreco e del vizio contrabbandati per stili di vita normali e razionali.

Il senso ed il valore della normalità è sconosciuto ai popoli che hanno fatto della ignoranza e della arroganza i metri di paragone e di valorizzazione delle proprie scelte, ignorando arrogantemente e con una presunzione impagabile, che in un sistema globalizzato e in una Unione Europea avanzata, ogni errore commesso in Italia, lo pagano anche tutti gli altri paesi aderenti, compresi e soprattutto, quei paesi virtuosi che hanno fatto della moderazione, della razionalità, della severità e della austerità un composito modello di vita molto rispettoso di stili anche molto differenti dal proprio, in misurazione dell’alto grado di civiltà raggiunto.

Le lamentele di eccessiva austerità e severità nella applicazione delle regole comportamentali generali e particolari nella amministrazione della cosa pubblica in virtù di una fuoriuscita dalla zona di rischio downgrade o peggio, fall out, sono lamentele inaccettabili, irricevibili, inammissibili, insopportabili, intollerabili ed assurde.

Che l’Italia si dimostri un enorme asilo nido all’aperto, questa realtà, è molto ben presente alla mia intelligenza e razionalità, ma che per di più, i fautori, gli autori e gli attori di questa sfacelo totale, sociale, economico e finanziario abbiano anche da lamentarsi, tale risultato fa solo comprendere quanta ignoranza regni e pregni nel regno dello spreco e del vizio, ingiustamente anti-europeista ed assai incline al comportamento mafioso, alla inciviltà, alla illegalità, alla evasione fiscale, alla corruzione morale e materiale, alla usura e alla violazione di ogni norma, etica, morale e giuridica.

E adesso, crogilatevi pure nell’autocompiacimento di una atmosfera natalizia che di redenzione, non ha assolutamente nulla di nuovo.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Riflessioni a tastiera aperta – 13/04/2012 di Gustavo Gesualdo

sabato, 14 aprile 2012

Umanità

Il rapporto tra intelligenza e controllo della pericolosità:
un nuovo e recente studio del SUNY Downstate Medical Center e pubblicato su Frontiers in Evolutionary Neurosciencemette in evidenza che l’intelligenza e la capacità di preoccuparsi dell’essere umano risultano essere correlate. “Mentre l’eccessiva preoccupazione è generalmente vista come un tratto negativo, a differenza di una grande intelligenza, essa può tuttavia indurre la nostra specie a evitare situazioni pericolose, a prescindere da quanto sia remota la possibilità che si manifesti un concreto pericolo”.

L’ho sempre pensato, l’ho sempre creduto.
Lo sviluppo di intelligenze umane post-animali ed istintive corrisponde per me ad una dose ben determinata di intelligenza evoluta e curiosa commista ad una fantasia senza alcun freno.
Il risultato è la capacità umana di proiettare mentalmente scenari futuri, prevederne ogni singola possibile evoluzione, controllarne le visioni pericolose ed ansiose ed agire conseguentemente nella direzione della migliore scelta per l’essere umanoe la sua continuazione.
Prevedere il futuro: questo è l’obiettivo primario per una umanità prossima al collasso.
Insomma, è l’esatto opposto di chi tira a campare, di chi dice “adda passa’ ‘a nuttata”, di chi si dichiara ottimista a priori e punta dritto in un burrone e, sebbene avvisato ed allertato, cade in quel burrone volontariamente quanto stupidamente.
Una intelligenza particolarmente evoluta è spesso solitudine ed incomprensione, e viene appellata cassandra da chi non la comprende, da chi ne ha timore, da chi la invidia e la contrasta.
Intelligenza è solitudine in questo mondo di folli che si autodefiniscono “normali”.
Ma sono proprio queste intelligenze evolute l’unica salvezza per l’umanità che abita il pianeta Terra.

Nello Stato di Pernambuco, uno dei piu’ poveri del Brasile, alcuni membri di una setta uccidevano donne di cui si nutrivano, e con la cui carne, preparavano focacce vendute poi a degli avventori, per strada.
Cosa rende immensa ignoranza?
La mancanza di benessere, la povertà materiale che produce povertà morale e spirituale.
La povertà fa fare un salto indietro nella scala della civiltà di almeno 10/15..000 ani fa, quando l’umanità dell’Homo Sapiens diversificato, riorse dal grande freddo della ultima glaciazione.
Dedicato a chi credeva che aiutare una crisi economica poteva liberare qualcosa o qualcuno.
In politica si fanno spesso scelte scellerate prgettate da folli intrisi dd una immensa povertà culturale e di una ignoranza incolmabile ed incalcolabile.
Tutto ha un costo.
Anche essere ignoranti.
E se l’umanità non si salverà dal suo prossimo futuro, questo potrebbe essere un fallimneto umano derivante da fattori endogeni alla specie umana piuttosto che esogeni alla atmosfera terrestre.

Riflessioni sull’essere umano, troppo umano
Se ami ti fregano.
Se ignori sei salvo.
Se odi sei savio.
Quale rosposta scegliere?
Scegliete la A, la B o la C?
questo è il tempo in cui gli adoratori del bene moriranno di stenti
questo è il tempo in cui l’ignoranza condannerà alla estinzione
questo è il tempo dell’odio e della violenza: l’oste della storia è dietro l’uscio, bussa, ed ha in mano un bastone

La storia della umanità parla chiaro: Si Vis Pacem Para Bellum
Bisogna avere molta esperienza per comprendere che per raggiungere l’amore, non si deve commettere mai l’errore di usare il mezzo dell’amore.
Bisogna aver letto la storia per comprendere che se vuoi fare del bene, non è una carota il giusto mezzo per raggiungerlo.
Ed se oggi vuoi guadagnare anche solo una carota, è il bastone il giusto strumento, non un’altra carota.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

L’intelligenza, l’ignoranza e la questione bizantina

mercoledì, 4 aprile 2012

Quando a stento si rasenta il suolo con il capo, inutili sono le alzate di testa:

si rischia solo di prendere ceffoni a iosa dal primo che passa da lì, per caso.

Manca la qualità umana, manca la stoffa, manca la professionalità.

Tutto qui il deficit italiano.

Ma soprattutto, manca l’intelligenza, emarginata nella società italiana perché estranea all’ignoranza, alla arroganza e alla presunzione, e perché invece provvista di civica educazione.

E allora, è venuto il momento di dire a chi abusa della buona educazione altrui:

siete solo dei porci senza ali, dei bovini che si fanno trascinare con l’anello al naso, dei caproni belanti e petulanti che tutto giudicano e nulla decidono, solo una massa di trogloditi sottosviluppati.

E per far felice il premier Mario Monti, che con molto savoir faire definisce tutte queste brutture umane e sociali come dei “bizantinismi”, aggiungiamo l’epiteto “bizantini”.

Poveri bizantini:

secondo me erano certamente un popolo migliore di questo.

Ed ha ancora una volta ragione, ieri come oggi, Benito Mussolini:

“Governare gli italiani non è difficile, è inutile”.

Ed ha ancora una volta ragione, ieri come oggi Aldo Moro:

“Questo Paese non si salverà, la stagione dei diritti e delle libertà si rivelerà effimera, se in Italia non nascerà un nuovo senso del dovere”.

E la cultura atavicamente radicata in questo paese sa sempre come ripagare chi lo salva o lo valorizza:

lo crocefigge come Gesù Cristo, lo fucila e lo appende a testa in giù in pubblica piazza, lo lascia morire nelle mani del terrorismo politico.

Mario Monti dovrebbe essere insignito del Premio Nobel per la sua opera attuale.

Io li avrei lasciati morire di fame e di sete:

non meritano altro che questo.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

La forza della mediocrazia: il gioco di squadra

sabato, 9 luglio 2011

Quando si ascoltano ripetuti richiami nei confronti di un soggetto ad un maggior impegno nel cosìddetto “gioco di squadra”, non vi sono dubbi sullo scopo finale di un tale invito:

assoggettare l’individuo intellettualmente superiore ed il soggetto meritevole alla mediocrazia ed alla idiocrazia imperante.

Non vi è alcun dubbio infatti, che se tale soggetto viene invitato ad un maggior gioco di squadra e non viene semplicemente invitato ad “uscire dalla squadra”, è perchè il suo valore è necessario a tutti, mentre appare più evidente che, sua pure nell’ottica dell’adagio “tutti sono necessari, nessuno è indispensabile”, di tutti gli altri giocatori si potrebbe fare certamente a meno, tranne proprio di quello che pare non fare il gioco di squadra.

La distorta visione di una democrazia che sia la dittatura degli idioti e degli immeritevoli sui soggetti razionali ed intelligenti oltre che meritevoli, affonda le sue radici storiche nel concetto erroneo che i soggetti, gli individui e le persone, siano tutti uguali.

Questa evoluzione negativa della democrazia in un concetto distorto di cittadinanza avverte le coscienze di quale grado di mediocrità e di irrazionalità si sia raggiunti in una società che immagina non un punto di partenza uguale per tutti, ma una uguaglianza obbligatoria e senza soluzione di continuità che sostenga la crescita di ognuno.

Ma la realtà ci avvisa che, sostenendo sempre e comunque un idiota nella sua crescita formativa umana, professionale, politica e di cittadinanza, si formano solamente eserciti di mediocri affatto inclini al sacrificio, soggetti che sono stati abituati a credere che il loro pensiero vale quanto se non più di quello degli altri.

Questa pantomima dell’umanità incontra poi il concetto deviato di uguaglianza, facendosene scudo e spada:

poichè siamo in democrazia, ognuno ha diritto di pensiero e di parola ed io penso e manifesto i miei pensieri, che devono essere sostenuti dal concetto errato di eguaglianza secondo cui, il pensiero di un idiota, in assenza di una Pubblica Opinione ben educata e formata che sappia discernere fra il pensiero di un mediocre da quello di un intelletto superiore, valga infine il pensiero di un essere intelligente e razionale.

E siamo alla fiera dell’imbecillità, supportata dalla assenza di una cultura generale sufficiente a discernere fra mediocrazia e democrazia.

In una condizione del genere, chiedere ad un intelletto culturalmente e razionalmente superiore alla media di fare “gioco di squadra” con dirigenze che sono il risultato della selezione mediocratica, sarebbe come chiedere ad un medico chirurgo cui sia stato affidato il Premio Nobel, di utilizzare la sua arte e la sua manualità chirurgica nel ripulire i canali di scolo delle fogne pubbliche.

Eseguire poi questa “delicata operazione” all’interno di sistemi corporativi di caste privilegiate sì, ma affatto meritevoli, singificherebbe per lo sfortunatissimo chirurgo, dover dipendere anche dalle indicazioni e dalle direttive di soggetti assolutamente mediocri (nella media le caste corporative possono generare mediocrità profonde perchè appunto, protette), ignoranti, intellettualmente carenti, oppure, peggio di ogni altra cosa al mondo, di ignoranti grossolani che hanno imparato a sostituire il proprio deficit intellettivo con la furbizia, divenendo così degli impareggiabbili praticoni del “so tutto io”, autentica mania dell’essere e riferimento sociale proiettato dalla comunità in cui sono nati e cresciuti.

E come ogni deficit, esso è di natura genetica, e si trapassa di generazione in generazione, formando nuove leve di idioti assoluti, patentati e laureati, ma molto lontani anche dallì’originale furbetto del quartierino che si è fatto da solo ed interpretando quindi la loro nucleazione comunitaria come un dovere sociale da parte degli altri soggetti e di un imprescindibile diritto atavico per se stessi, oramai divenuti uomini-dei, e come tutti gli uomini che si credono un Dio, ignoranti ed arroganti all’infinito.

Passa la palla!

No, a me, a me!

No, non così, devi cambiare fascia!

Ma cosa combini: non capisci nulla!

Tutti giocatori di talento, figli d’arte e allenatori del gioco di squadra sin dalla culla.

E non si avvedono nemmeno che le partite le stiamo perdendo tutte, ma proprio tutte.

Essi non hanno il dovere di essere giocatori normali, cittadini esemplari, soggetti meritevoli:

essi hanno la vocazione genetica a volere sempre ragione, sempre e comunque, anche quando la loro ragione, fa perdere una partita dopo l’altra a tutta la squadra, dando ovviamente la colpa di tutto questo a chi, secondo loro, non fa il gioco di squadra.

Motivo per il quale sono tanti quelli che con capacità di problem solving elevate che preferiscono fare gli spettatori che i giocatori, in questa follia dell’idiozia, in questa fiera dell’imbecillità.

Chi rompe paga, ed i cocci sono i suoi.

Anche questo adagio popolare può proiettare un futuro che è sempre più concreto e tangibile:

il declino delle democrazie liberali moderne, fraintese in mediocrazie della sopraffazione degli idioti sugli intelligenti.

Faites votre jeu, mesdames et messieurs, faites votre jeu.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

La questione palestinese, la lezione della storia, l’ignoranza e l’idiozia

domenica, 13 giugno 2010

I rapporti fra stato di Israele e istituzioni palestinesi sono da sempre fortemente condizionati da questioni che, con la creazione di uno stato palestinese riconosciuto da Israele, poco hanno a che fare.

Ancora una volta si è dimostrato che esistono stati canaglia e stati avvoltoio che, pur sbandierando la questione palestinese, in realtà non desiderano la creazione di uno stato palestinese libero e autonomo, alleato con e semmai difeso dal vicino stato israeliano.

A queste canaglie interessa che l’area del vicino e del medio oriente sia instabile politicamente, al fine di impedire un punto di incontro, una via di mediazione, una serena convivenza fra popoli di fede musulmana e popoli e stati di fede differente da quella musulmana.

L’esempio storico del Libano è lampante.

Laddove un paese di fede musulmana trovasse la strada del benessere e della integrazione con culture ed economie differenti da quelle che sorreggono la maggior parte degli stati etici musulmani, – vere e proprie feroci dittature mascherate da stati democratici a sovranità popolare – esso verrebbe aggredito e terrorizzato, sino farlo implodere dall’interno.

Ed è questa la storia del Libano.

Ancora e sempre il Libano implode quando la cultura e la economia occidentale si rendono protagoniste dell’arricchimento e della crescita di benessere di un popolo e di uno stato musulmano, rendendosi così testimone e prova vivente che, il sistema degli stati etici musulmani, è inadeguato a dare quelle risposte che servono alle genti ed ai popoli arabi e non.

Il Libano diviene ricco e potente sino a venir definito come la “Svizzera del medio oriente”?

E allora i fratelli musulmani lo fanno implodere, impoverendo e massacrando il popolo libanese per conseguire fini estranei a quelli dei libanesi.

E proprio quando lo stato di Israele e autorità palestinesi, sotto la spinta della fratellanza delle democrazie occidentali arrivano molto vicine a trovare un accordo, ecco che il Libano viene fatto implodere dall’interno, nuovamente.

Il tentativo di creare un iran forte ed egemone, che sia baluardo e cosntrasto assoluto al demone occidentale, allo stile vincente di vita occidentale, al benessere e al progresso che garantisce la cultura occidentale, vive eslusivamente di questo antagonismo artificioso, surrogato da tanto odio e violenza, da desideri di guerra e sogni di potenze nucleari, da volontà omicide e viollentatrici dei diritti fondamentali dell’uomo e della donna.

La questione palestinese è arma in mano a queste canaglie assassine, come la fondazione di uno stato palestine libero ed autonomo, soprattutto libero ed autonomo da quella fratellanza musulmana che crede nel terrorismo, che in fondo desidera solo e solamente di affermare l’egemonia di un islam visto come arma da guerra, e non come religione dell’amore.

Morte ai miscredenti.

E morte ai fratelli musulmani che tentano una convivenza pacifica con i miscredenti, convivenza che grantisce loro un benessere ed una stabilità politica che siano propedeutiche irrinunciabili di una crescita sociale e culturale straordinaria, di una garanzia della tutela della propria sicurezza interna ed esterna dalle follie del folle dittatore di turno (dopo l’iraq, ecco il turno dell’iran), della tutela della vita e della salute pubblica che prevede un enorme dispednio di energie nella costruzione di ospedali e acquedotti, piuttosto del dissennato acquisto di armi di distruzione di massa.

Paesi come iran, siria e libia farebbero invero meglio a investire le loro ricchezze per far crescere i propri popoli, invece di gettare queste ricchezze nel fomentare inutili quanto sanguinarie guerre religiose.

Insomma, se gli stati canaglia costruissero ospedali e scuole invece di finanziare terrorismo e odio razziale e religioso, i popoli arabi medio orientali vivrebbero molto ma molto meglio di come sono costretti a vivere da sempre.

E se tutto questo è comprensibile sia difficilmente assimilabile da popoli tenuti in schiavitù e povertà, lasciati languire nella ignoranza di una fede religiosa che predica solo violenza e razzismo, molto meno comprensibile sono quegli pseudo-pacifisti occidentali che appoggiano le tesi degli stati canaglia, contribuendo anche loro a fare della questione palestinese, una questione che con il presente ed il futuro della palestina, ha ben poco a che fare.

Insomma, registriamo che anche nelle libere democrazie occidentali esistono sacche di povertà morale e di ignoranza tali da rendere la questione palestinese, un ricco nutrimento per idioti dagli occhi bendati da prosciutti ideologici piuttosto che da prosciutti religiosi.

Tali pseudo-pacifisti non sono degli eroi, piuttosto potremmo considerarli al minimo come degli sciocchi maldestri facilmente influenzabili da idee e religioni che dalla storia, hanno già avuto le sconfitte necessarie alla loro estinzione definitiva.

Ma un idiota conosce evidentemente quel limite che la ragione umana non dovrebbe mai incontrare:
la follia che non riconosce le lezioni della storia.

E continua a sbagliare, ben sapendo di sbagliare.

Idioti perfetti, antistorici senza tempo, traditori senza coscienza, falliti senza speranza.

In uno stato etico musulmano verrebbero appesi per il collo in pubblica piazza.

Noi fratelli delle libere democrazie occidnetali li tolleriamo e li rispettiamo.

Forse troppo.

Sicuramente inutilmente.

Certamente ricevendone un danno eccessivo.

Sarà venuto il momento di cercare di far comprendere ad un idiota la sua idiozia?

O forse sarebbe sufficiente punirlo come la lezione della storia fa ripetutamente e senza sconti?

Io propendo per la punizione:

forse non riuscirà a far comprendere ad un idiota la propria idiozia, però può certamente impedirgli di continuare a far danni.

E vi sembra poco?