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L’intelligenza, l’ignoranza e la questione bizantina

mercoledì, 4 aprile 2012

Quando a stento si rasenta il suolo con il capo, inutili sono le alzate di testa:

si rischia solo di prendere ceffoni a iosa dal primo che passa da lì, per caso.

Manca la qualità umana, manca la stoffa, manca la professionalità.

Tutto qui il deficit italiano.

Ma soprattutto, manca l’intelligenza, emarginata nella società italiana perché estranea all’ignoranza, alla arroganza e alla presunzione, e perché invece provvista di civica educazione.

E allora, è venuto il momento di dire a chi abusa della buona educazione altrui:

siete solo dei porci senza ali, dei bovini che si fanno trascinare con l’anello al naso, dei caproni belanti e petulanti che tutto giudicano e nulla decidono, solo una massa di trogloditi sottosviluppati.

E per far felice il premier Mario Monti, che con molto savoir faire definisce tutte queste brutture umane e sociali come dei “bizantinismi”, aggiungiamo l’epiteto “bizantini”.

Poveri bizantini:

secondo me erano certamente un popolo migliore di questo.

Ed ha ancora una volta ragione, ieri come oggi, Benito Mussolini:

“Governare gli italiani non è difficile, è inutile”.

Ed ha ancora una volta ragione, ieri come oggi Aldo Moro:

“Questo Paese non si salverà, la stagione dei diritti e delle libertà si rivelerà effimera, se in Italia non nascerà un nuovo senso del dovere”.

E la cultura atavicamente radicata in questo paese sa sempre come ripagare chi lo salva o lo valorizza:

lo crocefigge come Gesù Cristo, lo fucila e lo appende a testa in giù in pubblica piazza, lo lascia morire nelle mani del terrorismo politico.

Mario Monti dovrebbe essere insignito del Premio Nobel per la sua opera attuale.

Io li avrei lasciati morire di fame e di sete:

non meritano altro che questo.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Gli ultimi saranno i primi: così la Confraternita del Cannuolo riduce il popolo in schiavitù

venerdì, 20 maggio 2011

Bisogna aiutare gli immigrati, accogliere i profughi, dar loro un lavoro, una casa, un futuro.

Sì, il nostro lavoro, la nostra casa, il nostro futuro.

Per carità, vi risparmio le analisi dei dati, il rapporto fra abitanti e territorio, la densità di popolazione, l’esplosione demografica, il rapporto sui limiti dello sviluppo, il tasso di crescita della popolazione mondiale, il rapporto di relatività e di sostenibilità fra ecologia e economia, vi risparmio tutta questa montagna di numeri e vado dritto al punto:

su questo pianeta siamo in troppi perchè si possa continuare a vivere, o meglio, a sopravvivere.

Le risorse del pianeta sono ormai non compatibili con la massa umana che popola il pianeta.

Consumiamo risorse ed energie, produciamo gas letali e rifiuti.

Stiamo uccidendo questo pianeta, solo con la nostra presenza.

E allora, perchè lasciare che la popolazione mondiale continui a crescere?

Perchè consentire ai flussi migratori di impennare considerevolmente il già squilibrato rapporto fra territorio e popolazione in Italia ed in Europa?

Sentite qualcuno che grida al razzismo?

Lasciatelo perdere:

è solo un idiota senza cervello che ragiona con i piedi.

Nel mondo occidentale c’è il caso americano, che è riuscito a conservare un rapporto decente fra ambiente, territorio, risorse, consumi e popolazione.

Ma lo ha fatto costruendo muri con i paesi limitrofi e chiudendo praticamente le sue frontiere a tutti coloro i quali volessero entrare negli States senza avere un lavoro od un motivo valido per farlo.

Razzisti?

No, solo un popolo intelligente che sta salvando la propria vita ed il proprio futuro.

Sentite ancora un cretino che grida al razzismo?

Lasciate perdere, è sempre l’imbecille di prima:

a furia di ragionare con la materia organica presente dal tallone di Achille in giù, è arrivato alla conclusione che il mondo è razzista e che sono solo le persone come lui ad avere ragione.

Dal tallone di Achille in giù nel deretano, a calcioni forti e ripetuti:

solo questo merita un essere umano così deficiente.

Ora, se siamo già troppi con questa popolazione in Italia, se già non abbiamo un lavoro per i residenti, una casa per i residenti, perchè dovremmo far entrare ancora altre persone nel nostro territorio?

Per farne cosa?

Schiavi nel mondo sommerso del lavoro nero?

Manovalanza a basso costo per le mafie?

E perchè dovremmo stuprare ancora oltre il nostro territorio per urbanizzare selvaggiamente e costruire alloggi, scuole ed ospedali per ospitare altri soggetti?

Tutto questo per fare un piacere a chi?

Alle lobby dei palazzinari?

A quei partiti politici che desiderano far entrare altri immigrati per affidare loro il diritto di voto e veder crescere un consenso che il paese gli nega da sempre?

Questo è il carnevale dei folli:

la corsa degli idioti per l’autodistruzione dell’umanità.

Va considerato che, impedire l’ingresso di nuovi immigrati nei paesi a maggiore sviluppo e benessere nel mondo, non solo tutela meglio chi già vive e lavora in quesi territori, ma impedisce anche un ulteriore aumento della popolazione nei paesi di origine dei flussi migratori, che trovano uno sfogo nella migrazione, una valvola di sicurezza ove esondare l’eccesso incontrollato di aumento demografico interno.

Questo processo di osmosi alimenta l’aumento della popolazione:

interromperlo, costringerebbe i paesi che “producono eccessivamente popolazione”, a governare questi folli incrementi e a prendere tutte quelle misure che servono per controllare la crescita demografica interna.

Invece, grazie all’idiozia dei deficienti che vogliono lasciare aperte le valvole di accesso nel nostro paese, l’eccesso demografico dei paesi “produttori di soggetti umani senza alcun criterio” viene sempre compensato ed alimentato dal fenomeno migratorio.

Così, detti paesi si deresponsabilizzano totalmente, ben sapendo che nei paesi occidentali vi sarà sempre un qualche idiota a caccia di un facile consenso falsamente perbenista e perbuonista che spalancherà loro le porte della propria casa, ed anche e purtroppo, delle case di altri soggetti affatto interessati a questo genere di ospitalità.

Ma se non accetti il ricatto morale di questo falso perbenismo di facciata, profondamente idiota e suicida, ecco tuonare il grido di denuncia della presunzione ipocrita dell’idiozia fatta persona:

razzista!

Viene da domandarsi quale sia il pericolo maggiore:

una popolazione di sfortunati che fuggono da condizioni di vita impossibili ovvero questi sfaccendati idioti dell’accoglienza a tutti i costi.

Ma se è vero come è vero che i flussi migratori creano economia, posti di lavoro ed un probabile futuro consenso elettorale, bisogna anche evidenziare che esista molto probabilmente un interesse personale e di parte politica e sociale oltre che morale a sostenere l’ingresso di immigrati nel nostro paese.

E questo fatto spiegherebbe non poche cose, comprese le innumerevoli truffe peretrate ai danni di questi miserabili da parte di soggetti che vantano la possibilità di offrire loro un lavoro che non esiste e una cittadinanza che spalanca le porte all’assistenza sociale gratuita, alla assistenza sanitaria gratuita, alle concessioni di aiuti e di incentivi per le fasce della popolazione più deboli.

Magari un lavoro no, non lo avranno, ma avranno una ottima possibilità di vivere alle spalle di chi si ammazza di fatica per guadagnare il pane quotidiano e che, involontariamente quanto artificialmente, diviene un soggetto economico benestante nei confronti di un immigrato, vedendosi sbarrata così la possibilità di accedere a quegli aiuti ed a quegli incentivi per i quali generazioni di suoi pari si sono battutti, mentre essi non li ricevereanno mai, perchè troppo ricchi rispetto a chi non ha nulla.

Così, il welfare decede sotto il peso dell’idiozia umana.

Così, la popolazione dei cittadini-lavoratori viene condannata a retrocedere sempre più nella scala sociale ed economica, vedendosi persino raggiunti dalla beffa che, un immigrato, producendo un maggior numero di figli, oltre a pesare maggiormente sul sistema assistenziale, scolastico e sanitario, ottiene anche un maggior potere sociale attraverso la delega politica del voto.

Così, massacrando il popolo cristiano, creiamo i presupposti per un popolo mussulmano, ad esempio.

Sino a quando, un bel giorno, raggiunta la maggioranza demografica e democratica in un paese occidentale, tali immigrati ringrazino profondamente l’idiota che ne ha favorito l’arrivo imponendo la legge coranica sulla legge democratica a suon di consenso elettorale maggioritario nel paese.

Ed il cerchio si chiude, con la volontaria morte civile e sociale di una gran massa di idioti, e la contestuale sopraffazione del popolo sovrano, reso egli stesso schiavo di quegli schiavi che ha voluto aiutare.

Una civiltà decadente dove l’idiozia umana trova troppo spesso canali di amplificazione e di riconoscimento, merita di morire per sua stessa mano.

Perchè è la legge della natura.

Perchè in natura, i deboli ed i troppo stupidi soccombono sempre.

Ora, abbiamo due strade di fronte a noi:

– consentire che tutto questo accada, semplicemente non opponendo il giusto contrasto a cotanta idiozia e stupidità;

– non consentire che tutto questo accada, opponendo la giusta forza a cotanta idiozia e stupidità.

Io non voglio accettare l’ingresso di ulteriori masse di immigrati e non voglio soccombere alla idiozia di chi non comprende il male che sta facendo a se stesso ed a tutto il paese.

Io non morirò per loro.

Io morirò, certamente, ma contro di loro.

Perchè Dio mi ha fatto il dono dell’intelligenza, ed io, ho l’obbligo di non sprecarlo.

E non è un frainteso primato degli ultimi che può darmi torto:

Matteo 20,1-16

1 «Il regno dei cieli è simile a un padrone di casa che uscì all’alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna.
2 Accordatosi con loro per un denaro al giorno, li mandò nella sua vigna.
3 Uscito poi verso le nove del mattino, ne vide altri che stavano sulla piazza disoccupati
4 e disse loro: Andate anche voi nella mia vigna; quello che è giusto ve lo darò. Ed essi andarono.
5 Uscì di nuovo verso mezzogiorno e verso le tre e fece altrettanto.
6 Uscito ancora verso le cinque, ne vide altri che se ne stavano là e disse loro: Perché ve ne state qui tutto il giorno oziosi?
7 Gli risposero: Perché nessuno ci ha presi a giornata. Ed egli disse loro: Andate anche voi nella mia vigna.
8 Quando fu sera, il padrone della vigna disse al suo fattore: Chiama gli operai e dà loro la paga, incominciando dagli ultimi fino ai primi.
9 Venuti quelli delle cinque del pomeriggio, ricevettero ciascuno un denaro.
10 Quando arrivarono i primi, pensavano che avrebbero ricevuto di più. Ma anch’essi ricevettero un denaro per ciascuno. 11 Nel ritirarlo però, mormoravano contro il padrone dicendo:
12 Questi ultimi hanno lavorato un’ora soltanto e li hai trattati come noi, che abbiamo sopportato il peso della giornata e il caldo.
13 Ma il padrone, rispondendo a uno di loro, disse: Amico, io non ti faccio torto. Non hai forse convenuto con me per un denaro?
14 Prendi il tuo e vattene; ma io voglio dare anche a quest’ultimo quanto a te.
15 Non posso fare delle mie cose quello che voglio? Oppure tu sei invidioso perché io sono buono?
16 Così gli ultimi saranno primi, e i primi ultimi».

Messaggio per i primi:

avete lavorato di più e siete stati compensati per meno, e per di più, pagati per ultimi.

Vi hanno fregato gli idioti che si credono buoni.

Loro, sono i vostri nemici.

Loro, sono il decesso civile di questo paese.

Loro, stanno massacrando il futuro dei vostri figli.

Per quanto tempo ancora accetterete di essere sempre e solo gli ultimi a casa vostra?

Per quanto tempo ancora accetterete che il proprietario della vigna dissipi la ricchezza prodotta dal lavoro delle vostre braccia per negarvi un diritto e regalare il frutto del vostro lavoro ad altri?

Nel buonismo del proprietario della vigna sta il razzismo nei vostri confronti.

Nella vostra coscienza, sta il futuro di questo paese, come quello dei vostri figli.

Nelle vostre mani, nei vostri piedi e nelle vostre teste, sta la salvezza di un popolo intero, di un mondo intero.

Sappiate farne buon uso.

Questo carnevale dei folli deve terminare.

Questa autodistruzione incivile, deve avere fine.

Sappiate vivere da uomini e donne liberi.

O preparatevi a morire da schiavi senza un futuro.

Io non morirò per loro.

Io morirò, certamente, ma contro di loro.

Perchè Dio mi ha fatto il dono dell’intelligenza, ed io, ho il dovere di non sprecarlo.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

La questione palestinese, la lezione della storia, l’ignoranza e l’idiozia

domenica, 13 giugno 2010

I rapporti fra stato di Israele e istituzioni palestinesi sono da sempre fortemente condizionati da questioni che, con la creazione di uno stato palestinese riconosciuto da Israele, poco hanno a che fare.

Ancora una volta si è dimostrato che esistono stati canaglia e stati avvoltoio che, pur sbandierando la questione palestinese, in realtà non desiderano la creazione di uno stato palestinese libero e autonomo, alleato con e semmai difeso dal vicino stato israeliano.

A queste canaglie interessa che l’area del vicino e del medio oriente sia instabile politicamente, al fine di impedire un punto di incontro, una via di mediazione, una serena convivenza fra popoli di fede musulmana e popoli e stati di fede differente da quella musulmana.

L’esempio storico del Libano è lampante.

Laddove un paese di fede musulmana trovasse la strada del benessere e della integrazione con culture ed economie differenti da quelle che sorreggono la maggior parte degli stati etici musulmani, – vere e proprie feroci dittature mascherate da stati democratici a sovranità popolare – esso verrebbe aggredito e terrorizzato, sino farlo implodere dall’interno.

Ed è questa la storia del Libano.

Ancora e sempre il Libano implode quando la cultura e la economia occidentale si rendono protagoniste dell’arricchimento e della crescita di benessere di un popolo e di uno stato musulmano, rendendosi così testimone e prova vivente che, il sistema degli stati etici musulmani, è inadeguato a dare quelle risposte che servono alle genti ed ai popoli arabi e non.

Il Libano diviene ricco e potente sino a venir definito come la “Svizzera del medio oriente”?

E allora i fratelli musulmani lo fanno implodere, impoverendo e massacrando il popolo libanese per conseguire fini estranei a quelli dei libanesi.

E proprio quando lo stato di Israele e autorità palestinesi, sotto la spinta della fratellanza delle democrazie occidentali arrivano molto vicine a trovare un accordo, ecco che il Libano viene fatto implodere dall’interno, nuovamente.

Il tentativo di creare un iran forte ed egemone, che sia baluardo e cosntrasto assoluto al demone occidentale, allo stile vincente di vita occidentale, al benessere e al progresso che garantisce la cultura occidentale, vive eslusivamente di questo antagonismo artificioso, surrogato da tanto odio e violenza, da desideri di guerra e sogni di potenze nucleari, da volontà omicide e viollentatrici dei diritti fondamentali dell’uomo e della donna.

La questione palestinese è arma in mano a queste canaglie assassine, come la fondazione di uno stato palestine libero ed autonomo, soprattutto libero ed autonomo da quella fratellanza musulmana che crede nel terrorismo, che in fondo desidera solo e solamente di affermare l’egemonia di un islam visto come arma da guerra, e non come religione dell’amore.

Morte ai miscredenti.

E morte ai fratelli musulmani che tentano una convivenza pacifica con i miscredenti, convivenza che grantisce loro un benessere ed una stabilità politica che siano propedeutiche irrinunciabili di una crescita sociale e culturale straordinaria, di una garanzia della tutela della propria sicurezza interna ed esterna dalle follie del folle dittatore di turno (dopo l’iraq, ecco il turno dell’iran), della tutela della vita e della salute pubblica che prevede un enorme dispednio di energie nella costruzione di ospedali e acquedotti, piuttosto del dissennato acquisto di armi di distruzione di massa.

Paesi come iran, siria e libia farebbero invero meglio a investire le loro ricchezze per far crescere i propri popoli, invece di gettare queste ricchezze nel fomentare inutili quanto sanguinarie guerre religiose.

Insomma, se gli stati canaglia costruissero ospedali e scuole invece di finanziare terrorismo e odio razziale e religioso, i popoli arabi medio orientali vivrebbero molto ma molto meglio di come sono costretti a vivere da sempre.

E se tutto questo è comprensibile sia difficilmente assimilabile da popoli tenuti in schiavitù e povertà, lasciati languire nella ignoranza di una fede religiosa che predica solo violenza e razzismo, molto meno comprensibile sono quegli pseudo-pacifisti occidentali che appoggiano le tesi degli stati canaglia, contribuendo anche loro a fare della questione palestinese, una questione che con il presente ed il futuro della palestina, ha ben poco a che fare.

Insomma, registriamo che anche nelle libere democrazie occidentali esistono sacche di povertà morale e di ignoranza tali da rendere la questione palestinese, un ricco nutrimento per idioti dagli occhi bendati da prosciutti ideologici piuttosto che da prosciutti religiosi.

Tali pseudo-pacifisti non sono degli eroi, piuttosto potremmo considerarli al minimo come degli sciocchi maldestri facilmente influenzabili da idee e religioni che dalla storia, hanno già avuto le sconfitte necessarie alla loro estinzione definitiva.

Ma un idiota conosce evidentemente quel limite che la ragione umana non dovrebbe mai incontrare:
la follia che non riconosce le lezioni della storia.

E continua a sbagliare, ben sapendo di sbagliare.

Idioti perfetti, antistorici senza tempo, traditori senza coscienza, falliti senza speranza.

In uno stato etico musulmano verrebbero appesi per il collo in pubblica piazza.

Noi fratelli delle libere democrazie occidnetali li tolleriamo e li rispettiamo.

Forse troppo.

Sicuramente inutilmente.

Certamente ricevendone un danno eccessivo.

Sarà venuto il momento di cercare di far comprendere ad un idiota la sua idiozia?

O forse sarebbe sufficiente punirlo come la lezione della storia fa ripetutamente e senza sconti?

Io propendo per la punizione:

forse non riuscirà a far comprendere ad un idiota la propria idiozia, però può certamente impedirgli di continuare a far danni.

E vi sembra poco?