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Torna il terrorismo politico?

sabato, 2 marzo 2013

Assalto a furgone portavalori scortato da Guardie Particolari Giurate con violenta sparatoia a Roma.
Il bilancio è di un morto fra i rapinatori ed un ferito fra le Guardie.
La vicenda è assai violenta ed inquietante.
Analizziamola.

1 – Solo qualche giorno fa, veniva diramato dal Ministero dell’Interno un allarme di sicurezza su informazioni di intelligence di una situazione di elevato pericolo nel ritorno alla attività di cellule impazzite del terrorismo che approfittassero della condizione di squilibrio e di immobilismo politico derivante dalla ingovernabilità venuta fuori dalle urne elettorali.
L’allarme era fondato.

2 – Il primo rapinatore (Giorgio Frau, 56 anni), ritenuto un ex BR, proveniva dalle file della militanza dell’Unione dei Comunisti Combattenti e fu condannato in passato (soli 4 anni ad un soggetto così vistosamente pericoloso) perché trovato nella disponibilità di un deposito di armi (un mitra, sette pistole, ricetrasmittenti, attrezzi da scasso, una paletta della polizia e due giubbotti utilizzati dal personale delle Poste) ed arrestato prima che potesse mettere a segno una rapina a mano armata ai danni di un ufficio postale.
Le indagini della magistratura in quel momento cercavano gli autori dell’omicidio D’antona.
Trattasi quindi di terrorista politico che attraverso le rapine, finanziava le azioni e le scorribande del terrorismo.
Ma cosa stava facendo ora?
Finanziava la sua pensione o tornava a finanziare azioni terroristiche?
La sua punizione è stata esemplare:
è rimasto ucciso dai colpi in risposta ai suoi esplosi ai danni delle Guardie Particolari Giurate di scorta.
Va ricordato che le Guardie Giurate italiane, pur avendo un riconoscimento giuridico inferiore e differente da quello di Pubblico Ufficiale e di Agente Privato di Polizia o di quello di Security Officer, furono armate proprio in seguito a numero e sanguinosi episodi di attacco armato da parte di brigatisti e terroristi che finanziavano con le rapine la loro attività.
Siamo ai corsi e ricorsi storici:
il terrorismo armato è tornato.
In quale forma, è ancora tutto da verificare.

3 – Il secondo rapinatore è un ultras anch’egli militante, ma non della sinistra, bensì, della estrema destra, proveniva dalle fila del Movimento politico occidentale.
Il suo nome è Claudio Corradetti, 41 anni, detto “Drago”, con precedenti penali per rapina, ricettazione, lesioni personali e oltraggio a pubblico ufficiale.
Era attualmente in “permesso premio” per “buona condotta” (?!) dal carcere di Sulmona mentre scontava una condanna a 20 anni di reclusione.
Avviata una inchiesta ministeriale sui motivi che hanno indotto il giudice di sorveglianza a concedere l’onore della libertà ad un soggetto così evidentemente pericoloso..

4 – il terzo rapinatore, Massimo Nicoletti, 34 anni, arrestato più volte per rapina e precedenti simili per fatti politici.

5 – Ottimo lavoro della GPG di scorta che ha impedito la rapina restando ferito.

6 – Ottimo lavoro dell’Arma dei Carabinieri che è rapidamente interveuta dopo la rapina isolando la zona, fermando ed arrestando tutti i partecipanti alla sanguinosa e violenta rapina senza ulteriore spargimento di sangue, effettuata in centro a Roma (Esquilino), rapina che ha scatenato una sparatoria violenta tra i rapinatori e le GPG.
Un rapinatore è rimasto ucciso dai pronti colpi di pistola della guardia che egli stesso aveva ferito alla gamba ed al braccio.

Il terrorismo politico è tornato?

Sono queste cellule impazzite di un deposto e fallito terrorismo storico ovvero nuove e vecchie cellule di una nuova forma di terrorismo poltico?

Tornano gli anni di piombo dopo decenni di anni di fango politico?

Gustavo Gesulado
alias
Il Cittadino X

Il fallimento dello stato di diritto e il ritorno del Tempo del Bastone

martedì, 1 maggio 2012

Termoli: Imprenditori uniti in ronde notturne impongono taglie sui delinquenti

Pubblico il manifesto redatto e pubblicato dai titolari di aziende e dagli imprenditori del Nucleo Industriale di Termoli:

E GUERRA SIA…

Amici imprenditori.

POSSIAMO sopportare uno Stato che ci chiede sempre più sacrifici,

possiamo sopportare la rapina che il Comune di Termoli chiama Tarsu,

possiamo sopportare la politica che pretende di gestire da sola il COSIB e quindi il nostro futuro,

possiamo sopportare l’avidità delle banche e la lungaggine dei pagamenti dei nostri sfortunati clienti

ma non possiamo sopportare il branco di furfanti che sempre di più scorazza per le strade del nucleo industriale di Termoli depredando le nostre aziende eludendo i nostri attuali sistemi di allarme.

Se credete in questo unitevi a noi partecipando a ronde notturne e contribuendo alla ricompensa per chi ci aiuta a sventare un furto oppure ad acciuffare un delinquente.

P.S.
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Le Guardie Giurate e la Sicurezza del Paese

venerdì, 8 aprile 2011

L’ultimo fatto sanguinoso che coinvolge una Guardia Giurata, per la prima volta, non vede una Guardia Giurata perdere la propria vita nell’assolvimento del proprio dovere.

Una volta tanto.

Lungi dal voler entrare nel merito della vicenda, che è oggetto di indagine da parte della magistratura, voglio cogliere l’occasione per avviare una riflessione sulla professione delle cosiddette Guardie Giurate, altrimenti detti, vigilantes.

Cosa sono le guardie giurate, quali attività svolgono, in quali limiti e con quali prerogative?

Rinuncio ad una approfondita analisi in questo senso, poiché la condizione di cinquantamila lavoratori (circa la metà di quanti ne conta la beneamata Arma dei Carabinieri), con indosso una divisa ed alla cintola una pistola, può essere definita da un solo termine, molto appropriato e soprattutto realistico:

vergognosa.

La normativa che origina le moderne Guardie Giurate è antica ed obsoleta, ed ancora a tutt’oggi in vigore.

Qualche modifica della normativa vigente in materia di vigilanza privata, è stata avviata sotto la pressione di organi giurisdizionali europei, accogliendo solo in parte le sentenze, ed ingarbugliando ancor più (se è possibile) un settore che cresce ogni giorno di più, tumultuosamente, continuamente:

il settore della Vigilanza Privata.

Attenzione a non profferire le fatidiche parole “Sicurezza Privata”, poiché in questo disastrato e sfortunato paese, esse sono un tabù invalicabile:

la Sicurezza Privata semplicemente non esiste per la legge italiana.

Ma come, dirà un attento lettore:

e allora, a cosa servono queste cinquantamila guardie giurate e cosa fanno di mestiere?

Beh, lasciamo perdere lo stato di diritto del settore e dedichiamoci solo allo stato di fatto, che ne descrive molto bene funzioni e competenze.

Avete mai visto i furgoni blindati che scorrazzano avanti e indietro a prelevare i flussi di danaro che le attività economiche raccolgono per consegnarli ai caveau delle banche o degli istituti di vigilanza?

Ecco, una parte della professione delle guardie giurate è proprio dedicata a questo ambito:

il trasporto e la scorta ai valori.

Senza le guardie giurate, in questo paese non si muoverebbe nemmeno un centesimo di euro, e se solo le Guardie Giurate fermassero la loro attività per qualche giorno, il paese semplicemente si fermerebbe, messo in ginocchio e stroncato in un suo punto estremamente nevralgico:

quegli enormi flussi finanziari che si poggiano sul trasporto e la scorta del danaro e della sua custodia.

E questo è solo l’inizio.

Pensate poi che, le Guardie Giurate, vigilano una moltitudine di attività umane essenziali.

Ospedali, Pronto Soccorso, ASL, Università, Uffici, Beni ed Immobili Ministeriali, Regionali, Provinciali e Comunali.

Centri Commerciali, Ipermercati, Supermercati, Istituti Previdenziali, Agenzie e Sportelli Bancari, Uffici e Sportelli Postali, Palestre Pubbliche e Private, Asili Nido, Scuole Materne, Scuole medie Inferiori e Superiori, Industrie, Attività Artigianali, Attività Commerciali, Concessionarie per la Vendita di Auto, Camion, Bus e Moto, Depositi, Musei, Pinacoteche, Ristoranti, Bar, Pizzerie, Abitazioni Private, Condomini, Ville, Negozi, Tipografie, Aziende di Trasporto, Rimessaggi per Barche, Roulotte e Camper, Porticcioli per la Navigazione, Parcheggi, Industrie in dismissione, Cantieri Edili Civili, Stradali ed Autostradali, Campi eolici, e Fotovoltaici, Aziende Agricole, Oreficerie e Gioiellerie, etc, etc.

Come pure potrete trovare le Guardie Giurate negli Aeroporti, negli Eliporti, nelle Metropolitane, fra i Bodyguard dei VIP (cosa espressamente proibita dalla legge), per non parlare di attività quali il Teleallarme, il Telesoccorso, il Pronto Intervento, la Videosorveglianza, la Centrale Operativa, la Sala Conta, il Caveau, il Piantonamento, il Servizio ispettivo, etc, etc.

Ecco un assaggio di quelle che sono le mansioni svolte dalle Guardie Giurate, nei servizi diurni e soprattutto in quelli notturni, in tutti i giorni dell’anno, compresi i pre-festivi ed i festivi.

Probabilmente ora è più chiaro il quadro dello stato di fatto in cui si muove la professione moderna della Guardia Giurata.

Tutto questo è un valore essenziale per il Paese e per la tutela della sua Sicurezza, ma tutto questo è semplicemente dimenticato da certa politica che ne avversa addirittura la stessa esistenza, è sconosciuto ai cittadini, è bistrattato dall’informazione che ne raffigura costantemente la Guardia Giurata come un pistolero, un vigilantes, uno sceriffo, insomma.

E che la legge lo contempli o no, che lo tuteli o no, che lo garantisca o no, che lo normalizzi o no, che lo ignori o no, tutto questo è un bene essenziale per la Sicurezza di questo Paese.

Lo testimoniano i tantissimi caduti in questa missione, lo testimoniano gli enormi sacrifici che affrontano quotidianamente le Guardie Giurate al costo di uno stipendio che non ne pagherà mai l’intero sacrificio.

Un sacrificio che è spesso maltrattato, ingiustamente condannato, enormemente bistrattato da un Paese, che deve molto, moltissimo a questa attività umana e professionale.

E se un giorno, per caso, su di un giornale, leggeste che una Guardia Giurata ha fatto uso dell’arma per impedire un reato, non chiamatelo sceriffo.

Ma soprattutto, smettetela di stare dalla parte dei rapinatori:

essi non sono i buoni di questa storia, ma i cattivi.

I buoni, voi tutti li avete dimenticati, anzi, non li avete mai conosciuti e riconosciuti in quanto tali.

E questa, è una colpa grave per un paese che si vanta di essere democratico, avanzato e civile.

Smettete di stare dalla parte sbagliata.

Noi, siamo dalla parte giusta.

Solo che ci stiamo da soli.

E questo, non è affatto bello, e nemmeno civile.

Gustavo Gesualdo
Guardia Particolare Giurata
Varese

La lotta politica e l’incitazione alla violenza

venerdì, 1 ottobre 2010

Sono un cittadino italiano, lavoro nel settore della vigilanza Privata e sono un precario con contratto a tempo determinato di mesi 6.

La legislazione mi indica come una Guardia Particolare Giurata, professione complessa e rischiosa, maltrattata dalla sinistra che si rifà alla ideologia comunista, poiché ritenuta la fonte di un possibile ricorso vichiano di quella storia che vide un partito-sindacato fornirsi di un proprio esercito collaterale a quello statale.

Ebbene signori, non siamo un esercito.

Vorremmo ottenere almeno la dignità del titolo di polizia privata, ma ci negano addirittura l’appellativo di comparto della sicurezza privata.

Secondo lo stato italiano, la sicurezza privata non esiste.

Altro retaggio comunista avverso alla proprietà privata, alla sicurezza privata ed alla tutela dell’una come dell’altra forma di essenza privativa.

Ho incontrato casualmente (e con dispiacere) una vignetta satirica dell’organo ufficiale di quello che dovrebbe essere il residuo social-comunista presente nel nosro paese: L’Unità (supplemento settimanale Emme all’indirizzo web: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=79466).

Ingiustificato è l’attacco ad un ministro della repubblica italiana che tenta faticosamente di raddrizzare le storture che decine di anni di sindacalismo fannullone a tutela di fannulloni hanno prodotto nel nostro amato-odiato e malridotto paese.

Perchè vedano, cari signori, una GPG non è un fannullone dipendente di un sindacato, del più grande datore di lavoro d’Europa (la scuola italiana con i suoi complessivi 1.500.000 addetti produce il più baso livello di formazione occidentale) o dell’Alitalia, e per questi motivi, non andrebbe accumunato a tali ambiti e cotanti personaggi.

Certo, le GPG hanno un inquadramento normativo non adeguato ai tempi ed impreciso, un riconoscimento economico ridicolo (se si guarda a 50.000 lavoratori armati aggrediti quotidianamente perchè indossano una divisa da “incaricato di pubblico servizio”) e che guardano con favore e notevole speranza ai venti di novità che tirano con il governo che vede fra i suoi ministri lo stimatissimo On. Brunetta.

Mentre il governo che vide i comunisti fra i suoi ministri, nulla fece di tutto questo per noi.

E del tonfo provocato dalla caduta del governo Prodi, ancora riecheggiano le strade e le piazze d’Italia (grazie a Dio, per chi ci crede).

Con la presente lettera Vi prego quindi di evitare di abusare delle difficoltà di una categoria sociale e professionale come quella delle guardie giurate, specie se diretta ad aggredire un ministro dell’unico governo che sembra dimostrare attenzione e sensibilità per i problemi seri e gravi di codesta categoria.

Le emozioni che mi riportano la Vostra vignetta e la Vostra quotidiana prassi di azione politico-informativa, non sono certamente positive e Vi garantisco che non è con queste bergeraccate che troverete facile nutrimento nella categoria delle GPG, salvo tutelare le facili e rapide carriere dei sindacalisti ivi presenti e di coloro che non hanno alcuna voglia di lavorare, procurando un grave danno ed una insicurezza rischiosa in un ambito professionale all’interno del quale il cameratismo e la totale fiducia nel collega, rappresentano irrinunciabili capacità personali e professionali.

Eppure, un certo modo di vedere le cose, un certo stile di vita, una certa ideologia che ne comprende l’insieme, è stata sconfitta dalla storia della civiltà umana. Eppure, della ideologia comunista, qualcosa sopravvive, vedo.

E leggo.

Sarà per questo che attraverso tecniche normative si provvede alla non rappresentatività dei partiti minori nel Parlamento Italiano?

Sarà per questo che la medesima tecnica verrà applicata alle elezioni europee?

Ed è così, in questo becero modo che vorreste concorrere all’agone politico italiano?

Quale miglioramento generale dovrebbero attendersi gli italiani da siffatte ingiustificate storture e violenze quali quelle della vignetta in oggetto?

Forse quel miglioramento generale cui i sigg. Bassolino e Jervolino hanno voluto destinare alla popolazione napoletana?

Una monnezzata, insomma.

Ma che bravi.

Complimenti.

Gustavo Gesualdo

Guardia Particolare Giurata
Varese

Scritto nel settembre 2008