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Riflessioni a tastiera aperta – 5 novembre 2013

martedì, 5 novembre 2013

In Italia il conflitto di interessi è sempre quello degli altri, mai il proprio.

Spending Review?
Dove tagliare?
La casta sa benissimo dove, è che non vuol perdere voti, consenso e potere da abusare.
Il problema è la democrazia: se governi bene ti cacciano.
Se governi male metti radici nelle poltrone del potere.
Sarete liberati solo da una dittatura pura e dura, durissima, che faccia quel che questi smidollati “democratici” non hanno il coraggio di fare.

Beh, gli ingredienti per un bel casino, ci sono tutti in questa Italia insicura.
Troppa indulgenza nei confronti di chi delinque se non una vera e propria istigazione a delinquere da parte di uno stato che rischia veramente di dissolversi nel suo incredibile ed inaccettabile immobilismo politico ed insabbiamento prescrittivo giudiziario.
Fate vobis.

Non mi scorderò mai e poi mai la frase di un operatore ecologico di Varese.
Ogni mattino lo incontravo sotto casa.
Lui che puliva ed io che rientravo da una notte faticosa di lavoro da guardia giurata.
Ogni mattino ci salutavamo solo con lo sguardo.
Ma quel mattino, lui mi guarda e mi dice:
certo che se non ci fossimo tu ed io a fare pulizia, la città sarbbe sommersa dai rifiuti.
Lì per lì gli consegnai un sorriso e basta.
Poi, a freddo e davanti ad una tazza di caffè bollente (la notte in inverno la temperatura lì scendeva anche a meno 15 o meno 20), ho ripensato alla sua frase.
Un genio che aveva capito tutto della vita.
L’importante è essere puliti e fare pulizia.
Ogni giorno.

Il problema non è tanto quello delle dimissioni (doverose) di un ministro della giustizia (cancellieri) che ha tradito il suo giuramento di fedeltà alla repubblica (prestato al capo dello stato che tace consapevole e colpevole) abusando il potere pubblico rivestito per questioni personali, quanto il fatto che, codesta minestra, sia ancora lì e non in una cella di un carcere o davanti ad un plotone di esecuzione a pagare il fio del tradimento.
Ohps, non era minestra, ma ministra.
Che poi è sempre la stessa minestra.
Va bene anche così:
visto che lo stato italiano si permette di non rispettare i cittadini italiani, i cittadini italiani potranno anche permettersi di non rispettare lo stato nelle persone di chi lo rappresenta (malissimo) e di chi lo sgoverna.

Io sarei bugiardo ed ignorante?
Goffa cicciona tracotante, te hai tradito il giuramento alla repubblica.
In altri tempi questo lusso si pagava con la vita.
Oggi accontentati di sparire dalla scena, per sempre, con la tua inutile e arrogante famiglia di inetti strapagati.

alsa e ignorante ci sarà lei che è intervenuta indebitamente ed abusando del potere pubblico da lei rivestito per salvare dal carcere persona a lei nota, conosciuta e frequentata, di cui si recita “amica”, persona che rappresenta un gruppo che ha dato incarichi milionari al suo figliolo, salvo maledire il giorno in cui hanno incontrato un inetto ed un incapace assai costoso come si è dimostrato suo figlio.
Lei è quanto di peggio la politica italiana si possa augurare.

Se avete deciso di lasciare la cloaca idagliana alla ricerca di un futuro migliore, seguite il consiglio di imparare almeno una lingua straniera che lo stato italiano non vi ha insegnato per non darvi la conoscenza e la coscienza della civiltà umana oltre la cloaca.
Fuggite, sciocchi!

Un terrorista nero fa strage in Norvegia e le autorità nascondono la sua origine e la sua religione, classificandolo solo come “straniero”.
Ci sono persone come Breivik che fanno paura anche dalla cella di un carcere.
Ma dalle testimonianze dei vigli del fuoco intervenuti per primi (inizialmente si allarmava per un incidente stradale) ecco emergere che lo straniero è di COLORE.
Nel 2003 sulla stessa linea tra Valdres e Oslo, un etiope assassinò l’autista di un autobus dopo aver ucciso un richiedente asilo in un centro d’accoglienza locale.
Fu internato in un ospedale psichiatrico.
Adesso capisco perché le autorità norvegesi hanno tentato in ogni modo di far passare Anders Behring Breivik per quello che non è, ossia un pazzo.

Gorbaciov con la sua Glasnost e la sua Perestroika è stato fermato dalla burocrazia:
non ha potuto far nulla, cambiar nulla.
E il sucessore del soviet supremo è stato proprio il più potente burocrate sovietico:
Putin il capo del KGB.
Non muovi nulla, non fai nulla nel solco della politica in Italia se vuoi il cambiamento, se vuoi le riforme e le liberalizzazioni perché hanno fatto in modo che tu non possa far nulla in questo paese anormale e mafioso, nemmeno se vinci le lezioni e diventi il primo partito, come è accaduto al M5S di Beppe Grillo:
primo partito italiano e attaccato dai servizi segreti, dalla burocrazia e dalla politica a tutto spiano.
Non serve, non basta.
Ma io non mi arrendo:
di me avranno le ossa, solo quelle.
La mia anima non l’avranno mai.
E andiamo avanti, sempre avanti.

Io li ho contattati (volontariamente) e poi incontrati (casualmente) quelli dell’anti-antiracket del territorio foggiano.
Mi sono messo a disposizione.
Sai cosa mi hanno detto?
Stiamo cercando operatori economici …
Capito l’antifona?
Già fanno la ressa e il spingi spingi per le poltrone che ancora non ci sono, non sono ancora nati e già fanno selezione all’ingresso per mantenere basso il profilo e assicurarsi un posto al sole.
Ma io avevo dato la mia disponibilità e non avevo chiesto nulla in cambio.
E con questo ho detto tutto.
Chi legge può darsi le risposte del caso.
Fatelo leggere anche a Tano Grasso, così comincia a capire cosa significa operare a Foggia, mettere a disposizione la propria persona e il proprio tempo, anche a fin di bene e con una buona dose di umiltà:
volontariamente.
Pare che ti caccino a calci invece di accoglierti.
Ma non è una novità.

La Puglia è stata tradita, abusata, violentata, avvelenata.
E noi pugliesi dovremmo credere che la mafia abbia avvelenato la nostra terra senza che imprenditori e politici pugliesi nulla sapessero?
Impossibile.
Impossibile che i politici finanziati dalla famiglia Riva non sapessero che gli altoforni dell’acciaieria ILVA di Taranto bruciavano rifiuti tossico-nocivi.
Impossibile che i politici non sapessero in località Giardinetto in a Foggia si formasse la più grande discarica abusiva di rifiuti tossico-nocivi d’Europa.
Impossibile che i politici non sapessero che le terre intorno a Casarano venivano utilizzate per nascondere enormi quantità di rifiuti tossico-nocivi.
Impossibile che nessun politico abbia notizia di ben sei grandi navi mercantili affondate con il loro carico di fusti tossici al largo del Gargano.
Impossibile che nessuno sapesse, che le autorità non sapessero, che la politica pugliese e italiana non sapesse, impossibile che gli organi deputati alla vigilanza, alla sorveglianza e all’ispezione sanitaria non sapessero.
Questo è un crimine inaudito che ha ucciso madre terra Puglia per decenni se non per secoli e secoli.
Non vi sembra abbastanza per dire basta?
Non è questo stupro plurigenerazionale il motivo di una ribellione aperta allo stato delle mafie che non vede mai nulla, non sente mai nulla, non sa mai nulla?
Guardate alla vostra coscienza e riflettete.
E guardate anche i vostri figli, negli occhi, e dite loro che la loro terra è stata irrimediabilmente avvelenata, come il loro già incerto futuro.

Un rapporto ufficiale europeo accusa l’Italia di aver affidato i finanziamenti europei per la ricostruzione post terremoto (mai avvenuta, peraltro) di L’Aquila alla criminalità organizzata (organizzazioni politico-imprenditoriali mafiose).
L’Unione europea ha stanziato 493,7 milioni di euro per la ricostruzione dell’Aquila ma gran parte dei soldi la casta politica li ha messi in mano alla criminalità organizzata attraverso appalti gonfiati e tangenti.
Se fossimo in Giappone, ministro dell’interno e della giustizia si suiciderebbero.
Ora, senza versare sangue:
quale pena sarebbe giusta per il tradimento dello stato in funzione delle mafie?
Ennesimo scandalo alla luce del sole di un paese che affonda inesorabilmente nel fango.

Il clan dei napoletani nelle istituzioni vince ancora.
Chi ha responsabilità nello scandalo ultradecennale della monnezza napoletana che ha distrutto il buon nome dell’Italia e dei prodotti Made in Italy nel mondo?
Nessuno!
La (in)giustizia idaliana grazia tutti gli attori ed i responsabili primari nella pubblica amministrazione (da bassolino e jervolino in giù):
nessun fatto è andato in prescrizione ma per i giudici italiani la monnezza napoletana è un fatto che non sussiste.
Tutti assolti con formula piena.
Scandalo vergognoso.
E voi ancora credete che questo non sia uno stato criminale, crimonoso, criminogeno, assai corrotto e mafioso?
Solo una dittatura salverà (forse) questo paese da una sanguinosa e violentissima guerra civile.

Fabrizio Quattrocchi, pur non essendo un militare ma solo un privato cittadino italiano qualunque resta il miglior esempio di valore civile e militare contemporaneo che questa Italia possa vantare.
Altro che i due idioti spara-pescatori-indiani-scambiati-per-pirati-somali.
Militari selezionati con il metodo della raccomandazione politica.
Ed i risultati si vedono tutti.

Solo 150 miliardi di evasione fiscale?
No, siete male informati in quanto solo la ‘ndrangheta genera volumi di affari che si stimano oltre i 100 mld annui, affari che non transitano nelle dichiarazioni dei redditi.
La corruzione, che ovviamente evita anch’essa il transito nelle dichiarazioni dei redditi solo nel 2012 ha dato un +70% (circa) come risultato rispetto all’anno precedente.
I vostri dati non tengono nemmeno conto dell’usura che gravita attorno ai 50 mld annui di volume d’affari sottratto al fisco e il racket delle estorsioni, pari all’usura, più o meno.

Il paese del vomito, della nausea e della diarrea, l’Italia è uno schifo di merda:
per evitare un colpo di stato dell’esercito la casta privilegia i soldati con un fiume di danari pubblici proponendo di mandarli in pensione a 50 anni.
Che dio vi stramaledica la casta politica e istituzionale italiana, assai corrotta e mafiosa:
pena di morte per il tradimento del giuramento di fedeltà e lealtà alla repubblica.

A Foggia la sera i parcheggiatori abusivi (spesso pregudicati) dilagano occupando i parcheggi comunali (lasciati aperti ed incustoditi come nel caso de La Maddalena) ed estorcendo danari non dovuti ai cittadini.
Cosa fanno al comune e perché lasciano aperti e incustoditi i parcheggi?
Cui prodest?

Voglio l’istituzione del reato di Eterofobia:
gli omosessuali attaccano quotidianamente la normale eterosessualità bollandola come razzista.
Io dico che i razzisti sono e loro e chiedo l’istituzione del reato di Eterofobia.

Ancor oggi vi meravigliate che il problema dell’Italia sono gli idagliani, il problema della Sardegna sono i sardi, il problema del meridione sono i terroni ed i mafiosi?
Minchia che ritardo mentale che avete.
Altro che cervelli in fuga:
fuga e basta!

La storia si ripete, inesorabile.
Prima i tentativi di delegittimazione di Alba Dorata.
Poi nuove elezioni per fermare con i brogli elettorali l’avanzata di Alba Dorata al governo della Grecia, così come vuole il popolo greco.
Poi le intimidazioni, gli arresti, le indagini falsate, le prove procurate.
Oggi, infine, inizia la guerra civile greca.
E c’è qualche povero deficiente che dirà che sono stati quelli di Alba Dorata a iniziare questa guerra.
E’ la storia baby, la storia che torna e si ripete, quella storia che avete cancellato dai libri e che adesso torna per farvi un mazzo pazzesco.
Avete finito di tutelare mafiosi, criminali, viziosi e corrotti.
La storia vi ha trovati:
arrendetevi e prendete la vostra giusta punizione.

vendola accusato di aver coperto il danno ambientale e la conseguente strage di pugliesi provocati dalla acciaieria ILVA alla cittadinanza e al territorio pugliese e tarantino?
Alla fine vendola si è dimostrato per quello che è:
un comunista come voi comunisti o ex tali.
Siete patetici e perderete come avete sempre perso nella storia di questo paese, sia in guerra che in pace, sia in dittatuta che in democrazia.
Siete solo degli insicuri che terrorizzano per prevalere.

napolitano e cancellieri tradiscono lo spirito della repubblica, della democrazia e della costituzione:
devono essere allontanati immediatamente dal potere pubblico istituzionale

E vaaaiii con le telefonate per scarcerare gli amici che assumono i proprio figli a suon di milioni di euro, e vaaiiii con l’indulto, l’amnistia per chi andava in giro armato a fare furti e rapine, a corrompere e usurare, ricattare e tradire il giuramento di fedeltà alla repubblica, e vaaiiii a chiedere la fine delle morti bianche e del lavoro nero se poi si chiede l’amnistia o l’indulto per i reati come la mancata assunzione che verrebbero cancellati dalla amnistia stessa.
E vaaaaiiii !!!!
Good Morning, Italiam!

Tae Kwon Do Uber Alles
Io lo inserirei questa disciplina come materia obbligatoria di insegnamento nelle scuole italiane:
due ore al giorno, tutti i giorni.
Poi vediamo gli arroganti ed i mafiosi come se la cavano con la loro panza da deficienti senza palle e senza un’arma da fuoco in mano.

maurizio ricci nuovo rettore dell’università di Foggia?
Un uomo che si è speso parecchio per impedire le riforme che urgono al paese e che penalizzerebbero i privilegi della casta.
Premiato dalla casta in questo modo.
No, questa non è la mia Italia.
Voi non siete miei concittadini.
Non siamo simili.
Non ho nulla da imparare da voi.
E ne sono orgoglioso.

Solita mattinata in Via Galliani a fare ginnastica e raccogliere l’immondizia che nessuno raccoglie.
Vado in Villa comunale a lavare le mani sporche dalla raccolta di rifiuti.
La guardia mi dice: in villa non si va in bici.
Scendo immediatamente. Dopo un minuto uno scooter entra in villa dal passaggio pedonale, la percorre per l’intera metà, passa davanti alla guardia che resta in silenzio e va a parcheggiare vicino al boschetto in fondo.
Guardia? Vaffanculo a te e quel cretino che ti paga lo stipendio.
Torno a casa e trovo sul marciapiede di fronte al mio portone un improvvisato mercato delll’usato che ha occupato circa venti metri sui due lati del marciapiede.
Eh no, stavolta non chiamo un cazzo di nessuno, né polizia municipale, né protesto, né telefono al comune, né segnalo la cosa:
non faccio un cazzo di niente.
Voglio proprio vedere cosa fanno gli altri cento e passa mila foggiani di sta minchia senza il solito rompicoglioni che tenta di mantenere decorosa e pulita (in tutti i sensi) la città di Foggia.
Io per oggi, ne ho le palle piene:
vieni avanti cretino oppure tieniti l’ennesimo mercatino abusivo.

Io credo che i tempi siano maturi per un ritorno al vero e al giusto, all’onore e alla fedeltà, alla lealtà e alla democrazia vera, realizzata e compiuta.
Ma prima, occorre fare pulizia, premiare chi ha difeso lo stato oltre se stesso e ben oltre coloro che lo rappresentano indegnamente e punire duramente chi ha abusato del potere pubblico in contrasto alla tutela e alla difesa degli interessi del popolo sovrano e dello stato.

Gli indiani vanno su marte, gli italiani vanno all’inferno.
E c’è qualcuno in idaglia che crede ancora gli indiani un popolo arretrato: arretrati saranno i due idagliani che hanno ucciso due inermi pescatori indiani scambiandoli per agguerriti ed armati pirati somali, semmai.

Mi trovo nella sempiterna condizione di isolamento di chi ha ragione in Italia:
odio le mafie finanziate dai fumatori di droghe leggere di sinistra, odio le mafie che infiltrano lo stato ed abusano del potere pubblico ed odio le mafie che piegano gli imprenditori di destra ai loro ricatti.
Sono solo, ho ragione, ma sono solo.
Ma sapete cosa c’è di nuono?
Che Me Ne Frego!
E andiamo avanti, sempre avanti!

Tocchi napolitano e salta su letta, tocchi letta e salta su berlusconi:
abbiamo trasmesso le larghe intese della casta politica idagliana.

Voglio la pubblicazione delle intercettazioni che hai fatto distruggere, napolitano.
Ma con chi credi di avere a che fare?
Con degli idioti?
Beh, sì, certamente: se ti abbiamo mantenuto a vita senza farti mai lavorare un solo giorno per mangiare, per questo siamo stati degli idioti.
Ma te devi rendere pubbliche le intercettazioni che hai fatto distruggere.
napoli: ‘cca nisciuno è fesso!

kyenge: tra i ministri più contestati della repubblica italiana:
odia gli italiani e gli italiani la odiano.
Un sentimento reciproco.

Non vi piace questa accoglienza?
Tornatevene da dove siete venuti!
E non dimenticate di portare con voi la vostra tubercolosi!

Abbiamo un capo dello stato napoletano che faceva la cresta sui rimborsi spese europei e un ex preier che ha messo nelle mani delle mafie i finanziamenti europei destinati alla ricostruzione post terremoto dell’Aquila:
io mi vergono profondamente e chiedo scusa a tutti i fratelli europei.

Ma tu guarda quanti danari degli italiani gettati nel cesso:
droni spia usati per intercettare … scafisti.
Ma cosa state facendo, idioti!

In idaglia chi ha ragione ha sempre tutti contro: ecco perché non si può cambiare il paese attraverso il consenso democratico, che premia solo corruzione, vizio e mafia, ma solo con il dissenso di una durissima dittatura che metta in ordine ogni cosa. In idaglia la maggioranza degli idagliani è mafiosa, corrotta e viziosa.
E questo è un risultato certamente imputabile a quel simulacro di democrazia che abbiamo sinora dovuto sopportare e subire.
Senzadubbiamente.

hey, napolitano, boldrini, cancellieri, kyenge:
e chi paga i danni per il ritorno della tubercolosi in Italia importata dagli immigrati clandestini extra comunitari che vi piacciono tanto e che voi preferite al popolo italiano?
Vi darei tante di quelle legnate, razza di ignoranti idioti ed arroganti, ma tante di quelle legnate dopo una sonora ubriacatura di olio di ricino.
Ve la do io l’accoglienza, irresponsabili idioti senza cervello, ve lo do io lo svuota-carceri, ve lo do io l’indulto, ve la do io l’amnistia, ve la do io la grazia e l’estrema unzione:
venite qua, che ve la do io la politica!

In commento ad una lettera-sfogo di un Carabiniere
Non è facile essere un Carabiniere, specie in questi tempi di sfascio e degrado totale, di inversione dei valori, di squilibrio dei poteri, di grave disagio sociale, civico e civile.
Non è facile essere nemmeno un cittadino in questi tempi, quando bisogna dimostrare quell’attaccamento alla civiltà, alla giustizia, alla disciplina e all’ordine che tutti gli altri mostrano solo esternamente, tradendolo invece in ogni azione e parola della loro dissoluta vita.
Non è facile essere marito/moglie e padre/madre quando si sono presi impegni enormi con la propria coscienza suggellati in giuramenti pubblici o privati.
Non è facile essere uomini o donne in questi tempi difficili, quando il valore e la dignità della vita umana c’è chi lo vende per due soldi bucati ogni giorno.
Non è facile essere umani e il dissidio interno che ne deriva denuncia il grado di una irrimediabile ed insopportabile divaricazione tra l’essere e il dover essere, prevaricazione che, in un Carabiniere, raggiunge limiti invivibili.
Leggo questa lettera come una preghiera.
Sento questa lettera come un voto di obbedienza.
Condivido questa lettera come testimonianza umana di sofferenza silenziosa sacrificata sull’altare della fedeltà eterna.
La domanda successiva però è:
fedeltà a chi, fedeltà a cosa?
La risposta è personale, chiusa nel bocciolo di esseri umani che è dentro di noi sin dalla nascita, urlante dolore, anelante amore.
A ognuno di noi è affidato il compito di vivere in questa vita:
la differenza la fa il come.
Semper Fidelis

Questa democrazia è indecente ed inservibile.
Siamo in regime di sospensione degli istituti democratici:
uno stato di emergenza non dichiarato.

Ancora “le comiche” stamane in Via Galliani a Foggia dove il mezzo dell’AMIU lambisce i marciapiedi mentre i due scopini restano comodamente seduti sulle panchine con la scopa in mano a fissare il vuoto con lo sguardo.
Passo e li fisso con gli occhi, mi gratto molto vistosamente lì dove non batte (quasi) mai il sole e mi lamento della presenza di zecche, pidocchi e parassiti vari in giro.
E visto che anche stamane erano sporchi i marciapiedi dove molte persone svolgono attività ginnica mi sono armato di buona volontà, ho raccolto i rifiuti che qualche “buon foggiano” aveva abbandonato in giro e che qualche altro “buon foggiano” (benché pagato, retribuito, salariato, stipendiato ed assunto all’uopo) non aveva raccolto e li ho gettati negli apposti cestini (ci sono!).
Good Morning, Foggiam!

Vengo adesso da un convegno che doveva essere la presentazione di un libro di Mantovano ed invece si è tradotto in una analisi del fenomeno mafioso nella provincia di Foggia.
Il dottor Seccia (Procuratore di Lucera) con il dottor De Castris (Procuratore di Foggia) hanno bene illustrato la valenza dell’intervento dello stato sul fenomeno mafioso come pure hanno sottolineato (compreso l’intervento del prefetto di Foggia Dottoressa Latella) una certa assenza delle gente foggiana, dauna, garganica e della capitanata tutta nel contrasto quotidiano alle mafie e nelle scelte di vita quotidana avverse alle mafie e favorevoli allo stato.
Non conoscevo il dottor Seccia ed ho imparato oggi ad ammirare un uomo integralmente, professionalmente ed umanamente al servizio dello stato e contro il suo acerrimo nemico, l’anti-stato mafioso.
Tutta la mia solidarietà a tale uomo, tale giudice e tale fedele e sentito servitore dello stato.

Concordia, depone in aula lo stagista:
«Schettino ordinò di accelerare»
Pluriomicidio volontario, strage, omissione di soccorso:
fucilate schettino xche è ancora scandalosmente a piede libero, SUBITO!

Lettera all’ennesimo un giovane gay suicida
Ragazzo traviato, tu non hai capito un cazzo della vita, ma hai intuito qualcosa quando hai scritto che ognuno di noi deve fare i conti con i propri atteggiamenti e con i propri comportamenti.
E se i tuoi atteggiamenti e comportamenti personali ti hanno spinto al suicidio, sono cazzi tuoi che ti sei arreso alla realtà di non essere quello che avresti dovuto e forse anche voluto essere, ma qualcosa che tu per primo hai rifiutato di accettare arrendendoti al suicidio.
E se non ti accetti tu stesso, perché il prossimo tuo dovrebbe farlo?
Sei stato libero di scegliere, hai scelto ed hai capito di aver fatto la scelta sbagliata.
Perché la responsabilità delle tue scelte dovrebbe ricadere su altri che non le condividono?

Oggi in Via Galliani a Foggia era come vedere in tv “oggi le comiche”.
Un mezzo dell’AMIU con autista e due scopini a bordo “spazza” all’impazzata lambendo il marciapiede dx in direzione centro città mentre dall’altra parte scendono i due scopini e fan finta di pulire per una ventina di metri, poi risalgono sul mezzo e via a lambire con le spazzole il marciapiede. Risultato? Andate a vedere i marciapiedi: sporchi erano e sporchi sono rimasti. Dopo un po passa un mezzo degli ispettori AMIU e benché fossero in due, con i finestrini completamente abbassati e mi avessero visto richiamarli, tirano dritto mentre io in mezzo alla strada urlavo e fischiavo per richiamare la loro attenzione.
Gli scopini non lavorano e gli ispettori fan finta di lavorare.
Risultato: la città è sporca come la coscienza di chi prende lo stipendio per tenerla pulita e fa solo finta di farlo, nella complicità di chi dovrebbe vigilare.
Se volete ho i filmati con la sporcizia lasciata in loco.

Gli americani hanno spiato 46.000.000 di telefonte in Italia in un solo mese.
Chissà che non abbiano le prove per mandare alla fucilazione i politici italiani che tradiscono quotidianamente le istituzioni.
Vuoi vedere invece che quelle intercettazioni illegali gli mericani le usano per ricattare i politici italiani?

Le primarie a napoli e torino con l’aiuto di mafiosi, rom e immigrati clandestini, tesseramento fatto con gli elenchi telefonici a catania e torino:
il partito democratico di democratico non ha nulla.

Foggia, città del vento.
La Capitanata ospita il comune più ventilato d’Italia: Volturino.
Come non vedere tutte le pale eoliche che girano e non pensare che la piantumazione di alberi deve rispettare questa caratteristica “ventosa”?
Il pino è un albero che con i suoi aghi caduti impedisce la crescita di erba, dispone di una chioma piuttosto ampia su cui il vento può fare forza e le sue radici che crescono in orizzontale non offrono il dovuto “radicamento” di un albero così fatto al suolo da opporre al vento, inoltre, sempre quelle radici orizzontali, penetrano e divelgono i marciapiedi e i manti stradali, procurando seri problemi al traffico pedonale e stradale.
In altri luoghi disposti più a nord di questo (sich), per costringere le radici degli alberi ad andare in profondità per assicurare maggiore “tenuta” dell’albero, le pubbliche amministrazioni li piantano con una erogazione dell’acqua in profondità, in modo da costringere le radici ad andare in giù, alla ricerca dell’acqua, e non i su o in orizzontale.
Ma qui siamo a Foggia ed io perdo il mio tempo a scrivere di tecniche della piantumazione urbana intelligente e razionale mentre negli isolati intorno a casa mia mancano ben 40 alberi di quelli previsti.
Poi al comune qualche tecnico si irrita se i cittadini piantumano di loro iniziativa alberi:
se aspettiamo il comune restiamo tutti senza verde pubblico.
Oh, e visto che ci siamo, denunciamo anche che la volontà di piantare betullacee e cipressacee in ambito urbano incontra dei rischi per la salute pubblica (allergie e asma) in un territorio già ampiamente inquinato dai pollini.
In più, la volontà di piantumare alberi a crescita piramidale toglie sicuramente l’impiccio e l’impaccio della potatura (ma non è un atto dovuto?), ma toglie anche la gradita ombra di alberi differenti, considerando che a Foggia, quando il sole picchia, fa sul serio.
Buona giornata a tutti e buono stipendio pubblico malguadagnato a chi non pensa a come migliorare i servizi pubblici, ma come fare per evitare di avere da lavorare.
Conoscete la Paulownia?

Dopo tre giorni consecutivi di segnalazioni di un grosso televisore abbandonato (da qualche bravissimo foggiano) ai dipendenti della AMIU SpA che “dovrebbero” operare nelle strade vicino la mia abitazione e che invece io trovo sempre nello stesso luogo ogni mattina a prendere il sole appoggiati alle scope (poverini, saranno sfiancati dalla fatica – degli altri), il televisore è ancora lì. Dopo un nulla di fatto con gli scopini che non scopano chiamo AMIU Foggia e segnalo la cosa. Mi dicono di non aver mai ricevuto segnalazioni dai loro operatori in precedenza a proposito del televisore (mi hanno preso in giro affermando che lo avrebbero fatto) e avvisano che procederanno al prelievo del rifiuto lunedì.
Ovviamente segnalo anche i due fancazzisti simil-mafiosi che stanno a prendere il sole invece di lavorare consigliando di non pagare loro lo stipendio o di decurtarlo di una doverosa multa per ogni volta che un ispettore dovesse sorprenderli a fare quello che sono abituati a fare da sempre:
una beata minchia di niente.
Senzadubbiamente.

Non si giustifica affatto un sistema universitario eccessivamente fitto e diffuso nel territorio nazionale, piuttosto improduttivo, affatto specializzato, mai innovativo e non originale, ma soprattutto, distante dalle vocazioni territoriali anni luce.
Fosse per me, la presenza di un ateneo per regione sarebbe anche troppo. Ma sarebbe la qualità e la quantità delle facoltà che cambierei radicalmente osservando il rispetto per le vocazioni territoriali e per la ricerca innovativa e a basso costo: non si vede il motivo per cui i ricercatori italiani all’estero facciano utilmente ricerca e qui invece no. Immagino sia per il fatto che Università come Oxford e Cambridge non abbiano una struttura burocratica e un indirizzo politico così sfacciatamente italiano.

Tutto sommato, un bel parco pubblico attrezzato a Foggia che coinvolga la villa comunale con il suo boschetto, i “cavalli stalloni” (IRIP) e la fiera sarebbe un progetto di ampio respiro, in tutti i sensi.
Non è detto che ogni provincia debba avere una università e una fiera, soprattutto se detta università produce stipendi e lauree invece di novazione e innovazione nella ricerca nelle vocazioni territoriali.
O ci si distingue nettamente da un modello di pubblica amministrazione che è da dimenticare, ovvero ci si prepari a un fallimento totale.
Un parco attrezzato di queste dimensioni è conquista assai maggiore di un titolo di studio inutile e di una manciata di biglietti-invito ad una fiera campionaria.

Il fantoccio anti-democratico greco all’attacco di Alba Dorata , il fantoccio anti-democratico italiano all’attacco di M5S e Lega Nord, il fantoccio anti-democratico francese all’attacco del Fronte Nazionale di Marine Le Pen.
Dopo il Mediterraneo in fiamme, brucia anche l’Europa.
L’oste della storia chiede il pagamento del conto.

Altro che democratico difensore della costituzione:
è l’aberrazione della democrazia, ne è l’antitesi.

Avete votato e fatto votare contro devolution e federalismo, le uniche armi che avrebbero i comuni e le regioni per contrastare l’azione di uno stato nazionalista e accentratore?
E ora, di cosa vi lamentate:
chi è causa del proprio male, pianga se stesso.
Idioti patentati: dimettetevi.

napolitano giorgio: c’è un clima avvelenato, le calunnie destabilizzano il governo
Gesualdo Gustavo: i traditori nelle istituzioni destabilizzano il paese

Oggi ancora ginnastica e raccolta rifiuti.
Ho ripulito tutto il perimetro dell’ex IRIP e della università (sede giurisprudenza ed economia) raccogliendo rifiuti (alluminio, vetro, pacchetti sigarette, plastica, ecc) che hanno riempito due buste di plastica.
La prima l’ho conferita nella pattumiera di un operatore ecologico dell’AMIU comunicando dove l’avevo raccolta.
Mi è spiaciuto fosse uno di quegli operatori che, nonostante tutto e tutti, abbia ancora voglia di lavorare.
Altrimenti avrei certamente aperto una discussione-chiarimento con lui o chi per lui.
L’altra busta l’ho conferita in un casonetto.
Altri rifiuti li ho raccolti direttamente nei cestini lungo il percorso.
E andiamo avanti.

Amnistia o Indulto? La Casta vuole cancellare Pena e Reato

venerdì, 21 giugno 2013

Anna Maria Cancellieri è il politico che rappresenta meglio di tutti la casta, essendo stato burocrate (ex prefetto e funzionario) e politico (ex ministro dell’Interno e attuale ministro della Giustizia).

La casta politica di cui è perfetta espressione la Cancellieri lancia sempre nell’immaginario collettivo come in quello di ognuno di noi, cittadini sfortunati, traditi e disserviti, un messaggio negativo, una forma negativa, una fenomenologia negativa, una azione negativa, un governo del potere pubblico negativo.

In un paese già gravemente mortificato da un disservizio della macchina della giustizia tale da garantire a chi commette un reato una vera e propria impunità, chiedere di liberare i detenuti con la scusa del sovraffollamento delle carceri (sovraffollamento che la pubblica amministrazione alimenta e non gestisce, non governa) cancellando non solo la loro pena detentiva, ma estinguendo anche il reato stesso, riproduce una volontà politica, un indirizzo istituzionale, una prassi del governo della cosa pubblica orientata a produrre e provocare disordini gravi e seri nella amministrazione di due facce della stessa medaglia dello stato:

la sicurezza e la giustizia, facce della medaglia Legalità.

Si intende quindi impedire il mantenimento della sicurezza e invece assicurare l’ingiustizia?

Si intende inviare ai cittadini italiani un messaggio in cui le istituzioni si schierano apertamente contro la cura, la difesa e la tutela degli interessi di famiglie e imprese?

Si vuole abbandonare il governo del territorio in mano a chi ha sbagliato ed in carcere ha imparato che chi sbaglia viene premiato dallo stato?

Si vuole colpire ancora una volta e mortificare l’intenso lavoro di indagine che forze di polizia e magistratura inquirente e giudicante mettono in campo ogni giorno per assicurare giustizia e sicurezza ai cittadini?

Una vera e propria istigazione a delinquere questa, che induce attraverso prassi ormai consolidate di istigazione a violare la legge, a favorire comportamenti di reiterazione dei reati, reati mai veramente puniti.

Un vero e proprio tentativo di rendere inutile e di svilire di ogni significato e valore il lavoro di chi garantisce la sicurezza dei cittadini e la tutela del patrimonio e della integrità fisica degli italiani.

Nel lanciare una ipotesi di Amnistia, piuttosto che di Indulto (vedrete che arriverà anche una ipotesi di condono edilizio tombale per salvare la città del capo dello stato dall’ennesimo scandalo dell’abbattimento probabile di ben 7 costruzioni su 10, edificate senza alcuna autorizzazione), la Cancellieri si dimostra personaggio socialmente pericoloso, soggetto incline a modificare sostanzialmente i livelli di sicurezza e di giustizia in negativo, un negativo che avrebbe ripercussioni serie nel governo della sicurezza dei cittadini e nella difesa del patrimonio, sia pubblico che privato.

E la dimostrazione del fatto che non è obiettivo del governo e del ministro alla giustizia svuotare le carceri italiane sovraffollate (sovraffollate volutamente dalla casta politica che non costruisce nuove carceri, non apre quelle costruite mentre tende a chiudere quelle esistenti) sta proprio nella scelta dello strumento amnistia piuttosto di quello dell’indulto:

l’indulto cancella solo la pena prevista dalla legge e comminata in sentenza dalla magistratura;

l’amnistia cancella la pena ed estingue il reato.

Appare più che evidente un indirizzo politico della casta PD + PDL, che ha l’obiettivo strategico di cancellare pene e reati, che è ben altra cosa che svuotare le carceri:

in questo modo si svuota si svilisce di ogni significato lo stato democratico e repubblicano, offrendo il destro a chi denuncia da tempo che le leggi in Italia, le scrivano i delinquenti per i delinquenti, e per questo motivo, esse non servono alla tutela del popolo sovrano.

Il problema in Italia è chi è al servizio di chi.

Questa è la domanda giusta, ogni volta che si incontra il cammino della casta:

Chi è al Servizio di Chi.

Gustavo Gesualdo
alias Il Cittadino X

Amnistia & Indulto : la casta politica tutela e difende l’illegalità

mercoledì, 31 ottobre 2012

Ciclicamente la casta politica dei magnaccioni, dei fraudolenti, dei malversatori, dei corrotti, dei peculatori, dei falsi-ideologisti, dei corruttori, dei parassiti, degli usurpatori, dei contrattatori con le mafie, dei segretari amministrativi, dei tesorieri, dell’aumento della spesa pubblica, dei fondatori del debito pubblico, delle zecche parassitarie al sistema stato, dei traditori dello stato e del popolo sovrano, dei collaboratori esterni-interni con le mafie, dei venditori-scambiatori di posti di lavoro pubblici, della assegnazione di appalti pubblici decennali a rinnovo pluridecennale, dei porci fissati con i sesso o con le droghe od ossessionati da tutte e due le cose,

ciclicamente, questa monnezza mafiosa e corrotta, sia moralmente che materialmente, crea ad arte le precondizioni per riproporre ora una amnistia generale o parziale, ora la grazia, ora un indulto.

Infatti, se la casta politica continua a chiudere gli istituti di pena, a non costruirne di nuovi e a non utilizzare quelli comunque costruiti o esistenti ed abbandonati, appare ovvio, scontato e certo che il numero dei detenuti, in un paese così schifosamente amante della illegalità, continuerà a salire, salire, salire.

Di suo, la giustizia italiana con le sue impossibili lentezze, assicura anch’essa l’aumento continuo ed indeterminato della popolazione carceraria.

Così, casta politica e casta burocratica creano e non governano le condizioni di sovrappopolamento delle carceri italiane, al solo costo di poter ciclicamente offrire una via d’uscita dal carcere a chi delinque, a chi commette crimini, a chi è braccio armato del mondo della Illegalità, della Ingiustizia e della Insicurezza.

Sembra fatto apposta.

Ed io credo che sia fatto apposta per questo.

Quando si tratta di andare ad elezioni, la casta politica cerca voti, soprattutto dai criminali, concedendo loro l’uscita dal carcere evitando così di pagare il proprio debito con la società ai migliori e maggiori assassini della società italiana.

Vi lamentate del degrado?

Lo creano apposta.

Vi lamentate della ingiustizia?

La creano ad arte.

Vi lamentate della insicurezza?

La coltivano volutamente.

Vi lamentate della eccessiva diffusione della illegalità?

La producono scientemente.

Ma questa volta, se solo provano a liberare tutti i loro amici ed elettori dal carcere per inondare ancora una volta le piazze e le strade italiane di delinquenti consci della loro intoccabilità ed impunità, io li denuncio.

Ma non alla magistratura italiana, ma alle corti di giudizio superiore a quello italiano, da quello europeo in su.

Per questo taluni politici italiani vorrebbero staccare la spina dall’Europa:

per evitare un controllo ispettivo ed una vigilanza superiore.

Oltre che i bilanci pubblici e privati (falsi e truccati) italiani, è ora di sottoporre a sorveglianza anche ogni omissione od azione che distrugga il bene comune della sicurezza, della giustizia e della legalità, perpetrata da politici e burocrati.

Sarà meglio scrivere sentenze importanti che impediscano ad una politica ed una burocrazia troppo vili e servili dei poteri forti e dei poteri mafiosi di arrendersi alle imposizioni del mondo delle illegalità, di scendere a patti, condizioni e trattative con le organizzazioni mafiose ed il mondo delle illegalità diffuse.

Chiunque abbia intenzione di realizzare amnistie, grazie o indulti, sappia che il prezzo che sarà costretto a pagare potrebbe essere troppo alto e troppo al di sopra delle proprie istituzionali competenze e resistenze.

Stavolta, se aiutate ancora delinquenti e mafiosi, ve la faccio pagare cara:

dovrete spiegare ai popoli nord europei perché siete così vicini a chi sbaglia e lontani da chi soffre sacrifici immensi nel tentativo disperato e voluto, quotidiano e determinato di adempiere ai propri doveri di cittadinanza.

E non sarà gettando fango e costruendo prove e testimonianze inesistenti a carico di chi diffonde e propaganda verità scomode e scottanti che ne uscirete, stavolta.

La sfida per la legalità è lanciata:

fate il vostro gioco, “signori” e signore”, fate il vostro gioco.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Regioni viziose, regioni Virtuose, la corruzione ed il voto di scambio mafioso

sabato, 29 settembre 2012

Finalmente qualche esponente del governo italiano mette mano ad azioni di ripristino della legalità e della democrazia nelle regioni in cui le organizzazioni mafiose dominano consenso e voto.

I territori del sud Europa, o del nord africa, che dir si voglia, i paesi denominati P.I.G.S., i territori mafiosi controllati dalla mala politica ed i territori degradati e controllati dalle mafie, tutta quella babele di inciviltà che impedisce all’Italia di essere e divenire un paese normale fra i normali, civile fra i civili, tutti questi bizantinismi rischiano seriamente di essere commissariati e degradati al ruolo subalterno di “colonia bizantina del malcostume e della malavita” dipendente dal governo italiano.

In realtà, andrebbe spezzato anche il legame anomalo fra voto e indirizzo politico per quelle regioni e per quei territori, in grado di influenzare la maggioranza parlamentare di qualsiasi governo nazionale, condizionandone le scelte politiche attraverso il do ut des classico fra mafie e politica:

il voto di scambio.

Il voto di scambio fra casta politica e casta mafiosa avverrà ancora una volta attraverso l’ennesimo vergognoso e mafioso indulto, creato volontariamente dalla casta politica che chiude le carceri invece di inaugurarne di nuove creando ad arte una emergenza carceri che crei a sua volta i presupposti per svuotare le carceri e inondare strade, piazze, vie e vite dei cittadini, di delinquenti assicurati alla giustizia con fatica e tanto lavoro da forze dell’ordine e magistratura inquirente.

E la mafia, alla vigilia di ogni elezione importante, pretende ora un indulto, ora l’alleggerimento del regime del 41-bis.

Ma per ottenere una vera rivoluzione democratica delle libertà in effetti, occorre spezzare questo vincolo politico-mafioso, molto condiviso dal popolo degli elettori viziosi, occorre affrontare e risolvere definitivamente:
la questione mafiosa, la questione meridionale e la questione morale.

Per avere contezza di tali ragioni, basterebbe ascoltare le intercettazioni che coinvolgono le prime cariche istituzionali, quando la magistratura inquirente è riuscita a scoprire quali legami intercorrevano fra i politici che le rivestono e gli ambienti mafiosi con i quali sono scesi a compromesso, per ottenere dei voti, come nel caso della seconda carica istituzionale incarnata dal siciliano renato schifani e quello che definirei “il compromesso storico delle trattative stato-mafia“, come nel caso della prima carica istituzionale, il napoletano sub-re giorgio napolitano.

Un siciliano ed un napoletano.

Una coincidenza?

No, io credo che non sia una pura e semplice coincidenza, quanto si tratti di una manifestazione rappresentativa di quella “colonia bizantina”, di quella questione meridionale irrisolta, di quella coltre buia e sinistra che vive di illegalità diffusa, di politica e burocrazia corrotte, di infiltrazioni mafiose, di affiliazioni mafiose, di estorsioni mafiose e di usura mafiosa.

Ma a tutto questo magma putrefatto e puzzolente, tutto questo mondo mafioso nascosto e malcelato nello stato italiano, a tutta questa fogna si potrà rispondere solamente con l’adozione delle seguenti normative:

articolo 1

uccidere un mafioso, sia volontariamente che involontariamente, non è reato

articolo 2

i reati di:

comportamento mafioso,
associazione mafiosa,
evasione fiscale,
corruzione,
concussione,
abuso d’ufficio,
usura,
sono puniti con la morte per impiccagione in pubblica piazza

articolo 3

chiunque si renda complice o favorisca in qualunque modo un soggetto mafioso od una organizzazione mafiosa, sia che ne ottenga un utile diretto od indiretto o non ottenga alcun utile, ovvero agisca in sostegno o collaborazione in favore di un mafioso o di una mafia sotto ricatto o minaccia ovvero liberamente,
viene punito con la pena di morte a mezzo impiccagione in pubblica piazza.

Mediaset, Forza italia, PDL, Berlusconi e la mafia

giovedì, 24 maggio 2012

Per anni ed anni si sono rincorsi i dubbi ed i sospetti di contiguità, cointeressenza e condivisione fra la figura di Silvio Berlusconi, la sua creatura televisiva Mediaset, i suoi più stretti collaboratori siciliani, il suo palafreniere-finto-stalliere mafioso, il movimento politico Forza Italia ed i successivi e precedenti denominati Casa della libertà, Polo della Libertà, Popolo della Libertà.

Certamente, riguardo alle attività imprenditoriali e politiche del Berlusconi, motivi di dubbio e di sospetto in odore di mafia, ve ne sono in quantità, grande quantità.

I continui estenuanti e strenui tentativi di salvare i berlusconiani dalle patrie galere poi, rappresentano un vero e proprio monolite-baluardo a difesa della illegalità e della mafiosità, travisati e travestiti in “tutela della libertà di fare il comodo proprio nella sicurezza di una totale impunità e immunità, personale, imprenditoriale e politica”.

Ma quello che veramente impressiona è la “tutela mediatica” che impone alla pubblica opinione l’impero televisivo berlusconiano, ancor oggi.

L’odierna intervista trasmessa dal tg Studio Aperto del canale Italia Uno di Mediaset alla moglie di un boss mafioso al fine di rendere pubblica la posizione di una organizzazione mafiosa nella resposnabilità di un attentato terroristico-mafioso che nei giorni scorsi ha provocato la morte di una ragazza di 16 anni ed il ferimento di altre 6 innocenti tagazze, offre uno spaccato della Mediaset come di un megafono delle organizzazioni mafiose, di una televisione a difesa delle mafie.

Noi non ammazziamo bambini, dice la mafiosa.

Non è vero:

le mafie hanno sempre ucciso selvaggiamente anche donne e bambini, hanno violentato questo paese sin dalla culla, lo hanno ridotto in fin di vita e mai, mai e poi mai, meriterebbero una intervista televisiva nazionale per discolparsi.

L’unica cosa che meritino i mafiosi è la pena di morte.

In nessun paese normale e civile si intervista la moglie di un boss mafioso per rendere pubblica la posizione di una organizzazione mafiosa, signor silvio berlusconi.

In Italia invece, gli amici degli amici, lo fanno.

Mai a difesa del popolo delle aziende, delle imprese e delle famiglie, sempre a difesa di chi sbaglia, di chi ruba, di chi è corrotto e di chi è mafioso.

A quattro lustri dall’inizio della epopea berlusconiana, si raccolgono numerosi elementi a favore di tesi che le aule giudiziarie fanno semplicemente scadere oltre i termini, ma che nelle case delle famiglie italiane e negli uffici delle imprese italiane non scadranno mai, come non scadrà mai il ricordo dei servitori leali dello stato caduti per mano mafiosa ed omissione di soccorso e di tutela statale.

Il desiderio di silvio berlusconi di passare alla storia però, a quanto pare verrà soddisfatto:

ma non passerà alla storia per aver cambiato il paese, verrà invece letto nei libri di storia per averlo reso peggiore di quanto non lo fosse già.

Il che, è un miracolo in se.

PS
Non faccio un link alla intervista su citata, poiché non voglio fare pubblicità alle mafie e perché, sinceramente, mi fa schifo.

Se volete vederlo però, cercatelo nel web:

purtroppo, è disponibile.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Puzza di mafia, odor di indulto

sabato, 19 maggio 2012

Si sente nell’aria mafiosa che avvolge e coinvolge l’Italia, un odor di indulto.

Ancora una volta, invece di costruire decine di nuove carceri capaci di detenere almeno 25.000 delinquenti ognuna, si propone la resa dello stato, l’ennesima scelta politica scellerata e vile dell’indulto, a dimostrazione che in questo stato italiano, si tutelano e difendono solo delinquenti e mafiosi, ovvero politici, amministratori pubblici e burocrati corrotti e/o compromessi e/o complici delle organizzazioni mafiose.

Per questo stato democratico autoreferenziale e dell’abuso del diritto e del potere pubblico, famiglie ed aziende italiane possono anche morire.

Gli imprenditori possono suicidarsi tutti.

I disoccupati possono suicidarsi tutti.

Le imprese possono chiudere tutte.

Le famiglie possono morire di fame tutte.

Ma mafiosi e delinquenti vanno tutelati, vanno difesi.

Intanto la giustizia non viene garantita, le riforme non vengono compiute, le liberalizzazioni non vengono realizzate.

In particolare, la volontaria inefficienza della macchina della giustizia italiana, riempie le carceri italiane di soggetti in attesa di giudizio, precludendo l’occupazione di posti nelle celle ai soggeti i quali debbano scontare una pena detentiva certa e definitiva, il che in Italia corrisponde comunque ad una attesa di anni ed anni.

Le istituzioni, la macchina burocratica e la casta politica in Italia, difendono solo il popolo dei mafiosi e dei delinquenti, poiché li temono, ne subiscono l’estorsione ed il ricatto o ne sono asserviti o addirittura complici.

Ma il popolo dei lavoratori, il popolo degli imprenditori, il popolo di chi paga le tasse e non le evade, il popolo che subisce l’estorsione e l’usura mafiosa, il popolo che subisce le rapine delle organizzazioni criminali e dello stato oppressore ed iniquo, il popolo che muore di malasanità e di corruzione politica, il popolo dei disserviti dallo stato, il popolo sovrano si allontana sempre di più da questo stato dell’ingiustizia e della iniquità, frantumando la coesione sociale e spaccando trasversalmente il paese reale dallo stato di diritto.

E non è certamente un caso che ad avviare una discussione politica tutta orientata a preparare il terreno per un indulto generale, ennesima vergogna mafiosa di uno stato mafioso, siano le massime cariche istituzionali e politiche di una ben certa ed individuata provenienza territoriale:

meridionale, la sempiterna irrisolta ed ingovernata Questione Meridionale.

Parte quindi, la subdola richiesta di un indulto generale dal capo dello Stato, il napoletano Giorgio Napolitano.

Ovvero, la si fa partire anche dal ministro della giustizia, per non destare sospetti di responsabilità continuata ed aggravata; in passato e più volte, la questione del sovraffollamento delle carceri fu portata all’attenzione pubblica da parte del siciliano Angelino Alfano, ed oggi, l’assist pro-mafie parte dalla Paola Severino, napoletana.

Immediatamente, prende la palla al balzo il presidente del Senato della Repubblica (delle mafie bananifere e sonnifere), il siciliano Renato Schifani, che intende calendarizzare con urgenza (nessuna urgenza per tutelare e difendere famiglie ed aziende italiane, ma solo per scarcerare mafiosi e delinquenti) una discussione in aula.

Ed ecco che si tenta artificiosamente di innescare l’avvio di un procedimento parlamentare che sia propedeutico e producente il giusto clima per consentire, a chi ne ha il potere, di proclamare l’enensimo indulto generale, l’ennesimo regalo alla illegalità diffusa che uccide il paese reale, lo rapina, lo estorce, lo usura, lo impoverisce e ne blocca lo sviluppo economico più di ogni altra mortificazione illiberale.

E questo paese si presenta al prossimo G8 nella assoluta vergogna di un paese che puzza di mafia in odor di indulto, amnistia e condono, senza aver varato alcuna riforma e nemmeno aver realizzato alcuna liberalizzazione del mondo del lavoro e del mercato, così come è nell’interesse delle mafie e delle caste corporative mafiose italiane.

Qui termina il dialogo fra il popolo sovrano e lo stato dell’abuso di potere in favore delle mafie e della illegalità diffusa:

stato mafioso e popolo sovrano sono divenuti incompatibili.

PS

Volete eliminare il sovraffollamento di delinquenti e mafiosi che massacrano il popolo sovrano dentro le carceri o fuori da esse, nella società civile?

Pena di Morte per i mafiosi e pena di morte per chi è complice delle mafie abusando del potere pubblico.

Così si elimina l’illegalità diffusa, la corruzione politica e burocratica e si eliminano le organizzazioni mafiose.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X