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Analisi Politica

giovedì, 5 agosto 2010

Gianfranco Fini andava messo immediatamente di fronte alle sue responsabilità politiche, sin dalle primissime uscite con cui mandava a dire attraverso il suo fido bravo Italo Bocchino che, o si assicurava maggior potere e successione politica a Fini, ovvero una nuova politica antagonista si sarebbe affacciata all’interno del governo.

Per questo motivo, fondai immediatamente un gruppo su facebook che titolava “Fini dimettiti!” nella convinzione che ogni altra strada diversa da questa, avrebbe portato a conseguenze difficilmente reparabili e a danni inevitabili.

Ed infatti, così è stato.

Il nodo centrale di tutta la politica italiana è e resta il federalismo fiscale, che guarda caso vedeva una forte opposizione di UDC, AN e parte di FI già nel giugno 2006 (referendum sulla devolution), trasversalismo che nel giugno 2010 si ripresenta in uno schieramento nel quale, l’empasse berlusconiana nei confronti del tradimento finiano, ha dato adito a più di qualche dubbio sulla reale volontà del governo di varare il federalismo fiscale entro l’estate.

Ed infatti, così è stato.

Il nodo centrale della politica italiana è evidentemente quello del federalismo.

La soluzione del nodo, è quella del varo del federalismo.

La gente della Lega ne ha le scatole piene di questo teatrino politico mentre la Lega stessa raccoglie sempre maggiori consensi al di fuori del suo nucleo storico popolare, a dimostrazione del fatto che anche la gente comune condivide l’azione politica leghista, la sua lealtà ed affidabilità politica, la sua capacità di garantire continuità e stabilità al governo.

L’unico governo che potrebbe fare a meno della Lega Nord è quel governo da inciucio che più di un nostalgico restauratore della I repubblica indica come la soluzione finale.

Finale sì, per il paese però:
sarebbe il colpo di grazia inferto ad un paese stanco che vuole cambiare ciò che la partitocrazia parlamentare vuole conservare.

Stanchezza popolare che potrebbe in breve divenire rabbia rispetto alla perpetuazione di giochetti e di teatrini politici incuranti delle sofferenze che corpo sociale e produttivo del paese stanno affrontando:
da soli.

Ma questo è proprio il fine dei restauratori e dei conservatori:

provocare sino allo stremo la Lega Nord, nella speranza di veder apparire una reazione scomposta da etichettare immediatamente come “inaffidabilità politica” della stessa Lega Nord e costruire una campagna elettorale su questa miserabile dimostrazione.

Ma questo giochetto non funziona più:

la Lega è divenuto un movimento politico avveduto e maturo e non cadrà mai in questo trabocchetto infame e truffaldino.

E allora, cosa accadrà?

Il parlamentarismo e la partitocrazia opporranno certamente forti resistenze ad un eventuale scioglimento delle camere provocato dalle dimissioni dell’attuale governo, almeno non senza perpetuare l’ennesimo tentativo di fare quel “governo di unità nazionale” che nessun elettore ha mai votato, che nessuna forza sociale e produttiva ha mai desiderato, che nessuna alleanza politica ha mai candidato.

Le segreterie politiche della partitocrazia tentano ancora una volta il colpo di coda della restaurazione.

Tenteranno ancora una volta il golpe bianco con un governo che nessun elettore ha mai delegato, con una maggioranza che non ha mai ricevuto delega di sovranità e di governo.

Perchè se si va ad elezioni in questa situazione, potrebbero veder uscire dalle urne elettorali una Lega ancor più forte.

Molto più forte.

Cosa che al paese non potrebbe fare che bene.

Cosa che il trasversalismo nemico del paese e del popolo sovrano, cosa che i nemici della democrazia e della libertà, devono temere, più di ogni altra ….

Fate il vostro gioco signori, fate il vostro gioco.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X