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Hanno già perso: la storia la scriviamo noi

martedì, 8 marzo 2011

Una baraonda infernale si è scatenata da un anno a questa parte in Italia, una baraonda che vede interessati tutti i massimi sistemi del paese.

Obiettivo:

fermare le riforme, abbattere il patto di ferro Bossi-Berlusconi che sostiene e realizza le riforme, scomporre la maggioranza di governo, attaccare ferocemente la Lega Nord.

I metodi usati sinora sono stati squallidi e veramente incivili, indegni dei termini come Libertà, Democrazia e Futuro, parole usate ed abusate per rivestire in modo dignitoso un miserabile attacco senza precedenti alle istituzioni democratiche di questo paese.

Fermare l’epocale riforma federalista del sistema italiano (dieci decreti che riassumono la più grande riforma mai progettata e mai realizzata in questo paese) per favorire così lo spreco del danaro pubblico, per perpetuare l’inefficienza delle amministrazioni pubbliche malgovernate, per nascondere gli scheletri celati negli armadi di decenni di malgoverno locale, per garantire lo status quo di caste e pletore dei parrucconi incipriati senza arte ne parte.

Il metodo principe è stato quello del tradimento.

Tradire l’alleanza di governo.

Tradire il patto sociale e comunitario.

Tradire il mandato elettorale che delega la sovranità popolare.

Tradire le istituzioni.

Tradire i poteri dello stato al fine di impedire la nascita di un nuovo stato, più forte e potente che mai, che tuteli meglio aziende e famiglie piuttosto delle caste e delle corporazioni.

Una lotta intestina che si è svolta nelle aule parlamentari, nelle commissioni parlamentari, nei corridoi parlamentari.

Gli attacchi sono poi diventati di una ferocia ed di una arroganza inaudite allorquando si è tentato di abbattere la credibilità del ministro dell’interno che, più di chiunque altro nella storia di questo paese, ha dichiarato e portato innanzi una guerra all’ultimo sangue fra stato ed organizzazioni mafiose, fra cittadini onesti e leali e mafie delittuose.

Il tradimento, nella sua cieca violenza ed arroganza, è arrivato al punto di sostenere l’insostenibile, di validare l’anti-stato nei confronti dello stato, di incoraggiare il disarmo nei confronti della lotta alle mafie, di promuovere una cultura della negazione della realtà, dell’antagonismo con finalità suicide.

La maggioranza di governo del patto Bossi-Berlusconi ha varato nel tempo una enormità di riforme che snelliscono e rendono efficace l’apparato amministrativo, un buongoverno che ha cancellato e più volte l’onta della monnezza napoletana, che ha garantito ai terremotati interventi fulminei, che ha formulato e concretizzata una proposta innovativa nel campo della sicurezza che garantisca e tuteli meglio i cittadini, almeno meglio di quanto non è stato fatto sinora.

Nell’occhio del ciclone c’è la riforma federalista, che spoglia a nudo spese pazzesche ed ingiustificate a tutti i livelli, spese che risultano illeggibili ed irrintracciabili nell’attuale rebus di competenze e di trasferimenti finanziari fra stato ed enti locali, favorendo un sistema di governo irresponsabile delle azioni dei governanti nei confronti del popolo sovrano.

Ma il Federalismo scioglierà anche questo enigma, il Federalismo scoprirà anche questa ennesima farsa all’italiana.

Le perdute speranze di una sinistra tutta da dimenticare si infrangono nelle candidature di giudici e scrittori, parolai e professionisti della politica.

La sinistra italiana non ha ancora ben capito che per governare, bisogna saper contabilizzare.

La sinistra italiana non ha ancora capito che c’è bisogno di dottori commercialisti e di ragionieri e non di venditori di fumo e di parole.

Un sistema del governo democratico ha bisogno di proiezioni certe, di bilanci trasparenti, di contabilità comprensibile agli occhi di tutti.

In Svizzera, un cittadino che si reca alle urne per scegliere i suoi rappresentanti politici ha a disposizione proiezioni certe e sicure per ogni singolo cespite di spesa.

Egli sa al millesimo quanto costerà garantire la sicurezza nella propria città, quanto lo sviluppo di nuovi servizi al cittadino, quanto il mantenimento in essere dei servizi già esistenti, e lo sa con precisione assoluta.

Quel cittadino potrà scegliere così, non fra più visioni oniriche ed ideologiche della vita, ma attraverso una oculata scelta di buoni amministratori a confronto, di spese da sopportare trasparenti, di programmi di governo che puntano a rendere sempre più trasparente ed efficiente ogni singolo momento della gestione della cosa pubblica.

E perchè quel cittadino sì ed il cittadino italiano no?

Chi ha emesso questa ingiusta condanna nei confronti dei cittadini italiani?

Perchè si vorrebbe lasciare il popolo sovrano nella più assoluta ignoranza sull’uso che si farà di ogni singolo centesimo proveniente da quelle tasse che egli è tenuto a pagare?

Il perchè lo sappiamo, come comprendiamo benissimo anche la baraonda infernale che è stata organizzata e scatenata contro questo governo, questa maggioranza, queste riforme, contro questa inarrestabile voglia di cambiamento e di pulizia che investe ogni settore, ogni regione, ogni provincia ed ogni comune di questo paese.

I pubblici amministratori lamentano bilanci insostenibili ed oscuri?

Gridano al collasso di bilancio delle amministrazioni da loro sorrette?

Bene, che spieghino allora questi signori amministratori ai cittadini da loro governati come sia stato speso ogni euro della loro amministrazione.

Spieghino bene questi adulatori del populismo spicciolo come siano stati prodotti quei debiti negli enti locali italiani, che, assommati fra loro, realizzano un debito pubblico complessivo pari a quello nazionale, raddoppiandolo nei fatti.

Che spieghino, che rendano conto i governatori che avversano il decreto del federalismo regionale cosa hanno da nascondere sul loro governo regionale, spieghino perchè la cura della salute costa tantissimo e produce pochissimo, sia in termini di qualità che di quantità.

Che spieghino, che rendano conto, che si rendano conto che le loro obiezioni non son del tutto leali nei confronti dei loro elettori.

Che seguano l’esempio dell’amministratore della ASL Napoli 1, la più grande e costosa asl del sud Italia, che ha sinora prodotto una sanità pessima ed è saltata alla ribalta delle cronache per avvenimenti disdicevoli, se così vogliamo chiamarli.

Questa asl è stata affidata finalmente ad un uomo integerrimo, ad un dottore commercialista, anzi, al presidente dei dottori commercialisti napoletani, ad un buon contabile, ad un buon amministratore, ad un buon uomo.

E quale è il risultato?

Indirizzi di efficenza sul sistema sanitario, eliminazione degli sprechi, riduzione della spesa complessiva in favore di un migliore ed efficente servizio sanitario.

E cosa prova che questo amministratore stai rendendo efficace questo sistema?

Lo prova il fatto che tale gestore è costretto a trasferire il suo ufficio all’interno di un carcere, per restare lontano dalle pressioni e dalle minacce di chi viveva e viveva molto bene all’ombra del malgoverno della cosa pubblica regionale.

Un esempio da seguire, questo.

E basta urlare ai quattro venti che è ogni cosa è colpa del federalismo, perchè non è vero, anzi:

è assolutamente falso.

Il federalismo ha il solo merito di rimettere le cose a posto, di riportare i conti in ordine, di rendere pubbliche e manifeste le schifezze che si sono perpetrate per decenni all’ombra della pubblica amministrazione ed ai danni delle tasche dei cittadini-contribuenti.

E basta!

Abbiamo un messaggio per tutti coloro che continuano a lamentarsi senza rimboccarsi le maniche e lavorare duramente per costruire un futuro migliore di questo:

avete già perso.

Siete stati sconfitti da una storia che deve ancora essere scritta per intero:

perchè non finisce mica qui,

perchè la storia adesso, la scriviamo noi.

E sarà tutta un’altra storia.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X