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Riflessioni a tastiera aperta – 26 gennaio 2013

sabato, 26 gennaio 2013

In un Paese dove la Giustizia non funziona, malfuniona o disfunziona volutamente, il potente vince sempre sul debole e caino uccide Abele ogni giorno senza mai essere punito per le sue colpe.
Politica e burocrazia devono darsi una mossa, ovvero essere sostituite definitivamente con qualche forma di amministrazione differente che funzioni e difenda il popolo sovrano degli Abele e punisca caino, in tutte le sue forme e potenze.

La casta politico-burocratico-sindacale idagliana e la banda dl buco da 14 miliardi di MPS che pagheranno i cittadini lavoratori ed il popolo sovrano dei nonclienti e non scoi di MPS: un vero e proprio furto.
Nel Monte Paschi di Siena governava e governa la sinistra politica italiana, attraverso uomini della UniCoop, dei sindacati e del PCI/PDS/DS/ULIVO/Margherita/Partito Democratico.
Domanda intelligente:
se questi politicanti dell’anti-politica e questi sindacalisti dei non lavoratori hanno fatto fallire MPS con negoziazioni illecite, illegali, scorrette e non nell’interesse della banca ma del partito dei corrotti o del sindacato dei non lavoratori, allora cosa potrebbero mai fare questi inutili e dannosi al governo del paese?

In Russia sarà vietato parlare di omosessualità o anche fare outing.
Con una maggioranza pressoché assoluta, il Parlamento russo ha approvato una legge che cancella l’omosessualità dalla vita quotidiana del paese.

I politici idagliani?
Tutti auto blu, scorte e puttane (o transputtane, vanno molto di moda).
Tutti chiacchiere e distintivo.
Tutti buoni a nulla assai corrotti e mafiosi.

La Russa: «Genitori omosessuali inducono figli a crescere gay»
Su questo argomento esistono studi un po più approfonditi e recenti.
In realtà sono studi che non hanno nulla a che fare con l’omosessualità, ma con i figli violenti, bulli, tendenti a originare disordine e danno sociale.
La mancanza della figura paterna in una famiglia favorisce l’insorgenza di problemi caratteriali anche seri nei figli.
Ora, si tratta solo di individuare quale sia la “figura paterna” in una coppia omosessuale:
tanti auguri.

Paolo Villaggio: “L’omosessualità è un’anomalia genetica”
L’omosessualità è anomalia genetica?
Patologia deformante del gene?
Il dibattito è aperto da molto tempo ormai.
Se è una patologia o una anomalia, allora, perché assegnarle la palma del diritto ad un inesistente terzo sesso?

600 mila euro di tangente per l’acquisto di 45 autobus a Roma:
sarebbe andata alla segreteria del sindaco Gianni Alemanno.
600mila manganellate e 600mila litri di olio di ricino, ecco come si sistemano “certe cose”.

In relazione alla candidatura del rettore della fallimentare UniFG in politica.
Ma come: capace di governare?
E governare che?
Se governa la politica dei foggiani come ha governato l’università foggiana siamo tutti prossimi al fallimento.

In relazione alla promozione dei prodotti tipici pugliesi agroalimentari
Ottimo lavoro.
Ora però, sarebbe anche l’ora di individuare, mappare e registrare i siti nei territori italiani che hanno ospitato ed ospitano pericolose discariche abusive contenenti anche tossico-nocivi e semmai anche un po di rifiuti radioattivi.
Perché il consumatore ultimo, il cittadino che acquista il cibo per se e per la propria famiglia DEVE ESSERE INFORMATO con apposita dicitura sui prodotti agroalimentari cresciuti e raccolti nei pressi di codeste discariche:
“prodotto piantato, cresciuto e maturato in terreno vicino a dsicarica abusiva”.
E buon appetito
E facciamoli sti’ controlli sugli alimenti:
facciamoli seriamente, onestamente, sicuramente, francamente.

La sfida Cgil: «Piano Lavoro» Camusso: “Solo così si riparte”
Gesualdo: e da quando in qua i sindacalisti italiani sono diventati manager e imprenditori e programmano indirizzi strategici aziendali di settore?
Maleducati alla direzione di banche come MPS si credono capaci di governare il paese.
Aspirante Medico-Stregone: cura te stesso.

Severino: “riforme valide”
L’Anm: “basta leggi ad personam”
Gesualdo: “basta Giustizia da quarto mondo”

Bersani: “trovare una chiave di convergenza sindacati-imprese-governo”
Gesualdo: e chi vi ha mai impedito di farlo nei decenni passati?
Perché il cuneo fiscale non è mai stato contrastato ed eliminato da partiti come il PD e sindacati come la CGIL?
Ed ora, che hai bisogno di consenso, solo ora ricordi che hai anche bisogno di una chiave di convergenza?

Monte Paschi Siena la vogliono nazionalizzata sia Grillo che Samori.
Posizioni inconciliabili che trovano assiomi (le famose convergenze parallele) solo quando c’è da parare il culo ai ladri ed agli idioti che si fanno derubare il posto di lavoro dai ladri.
I caini si aiutano sempre fra di loro.
Il problema d oggi è tutelare Abele, però e non e mai più caino prima di Abele.
Io non voglio pagare il conto per questa classe dirigente di ladroni e mafiosi, corrotti e contaballe per fessi.

Parole in libertà sul tema della Sicurezza
“Le difficoltà nella sicurezza sono tante e variano anche in base alla configurazione urbanistica.
Ma i “soliti ignoti curano” gli operatori della sicurezza e scelgono sempre di agire durante il turno del meno attento, del più distratto. Questa regola è sganciata dal tempo e dal luogo e dalle condizioni generali e particolari:
è una questione di deterrenza.”
“Faccio sempre il solito esempio per far Intuire cosa sia la scelta del aldro in base alla deterrenza:
vi sono due auto uguali parcheggiate l’una di fianco all’altra ed un ladro, ha deciso di rubare una delle due. La prima autovettura, si presenta priva di impianti di allarme e di sistemi antifurto, mentre la seconda appare ben protetta.
Secondo voi, quale delle due auto cercherà di rubare il ladro?”
“Ecco perché la SELEZIONE è TUTTO, nella SICUREZZA come in ogni settore della SOCIETA’ e del MONDO del LAVORO e della PRODUZIONE:
una volta introdotti parassiti nel sistema, il sistema non funziona più, malfunziona o disfunziona in maniera diretta e proporzionale al numero dei parassiti lasciati proliferare da una selezione fatta di raccomandazioni politiche e sindacali.”

La fobia per le intercettazioni fra i boss della mala:
“Aho! Sicuro che dentro ’sta macchina se pò parla’, Vincè?.

Della condizione della raccolta dei rifiuti a Foggia
320 posti di lavoro salvati fra AMICA e Daunia Ambiente che verranno assunti da AMIU Bari:
dopotutto e per come si erano messe le cose (malissimo), è un buon risultato.
Ora però, occorre saperlo mantenere, rispettarlo ed onorarlo questo posto di lavoro, soprattutto in tempi così difficili e amari.
Senza mai dimenticare che AMIU, AMICA, Daunia Ambiente esistono solo ed esclusivamente per offrire servizi al cittadino e per mantenere pulita la città e per nient’altro.

Stamane un mezzo dei Vigili del Fuoco in intervento è stato bloccato ed impedito da un mezzo della ASL parcheggiato (sarebbe meglio dire abbandonato in malo modo) in divieto di sosta in Via Pesola a Foggia a poche decine di metri dalla ASL di Piazza della Libertà.
Complimenti:
figurarsi come vi prendete cura della salute pubblica.
Se tanto mi da tanto.

Un altro aspetto della sanità convenzionata verso il fallimento:
Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo con 600 esuberi e bilancio stracciato.
Padre Pio, beato o santo che sia, ringrazia politici e burocrati per essere riusciti a distruggere anche quel gioiellino sanitario che era il suo ospedale.
Mi unisco alle maledizioni di Padre Pio.
Politici, burocrati e sindacalisti al rogo.

Un tempo, si affermava anche a livello scinetifico che le donne fossero maggiormente al riparo da certi tumori derivanti dal tabagismo.
Poi le donne delle lotte femministe per l’uguaglianza dei diritti fra i sessi cominciarono a fumare “per sentirsi più uguali all’uomo” e la comunità scientifica dovette ammettere che quel basso rischio tumorale era relativo al basso tasso di tabagismo fra le donne.

Commentando i finanziamenti regionali nella produzione di olio pugliese
E c’è un rettore semisospeso di una università pugliese semifallita che non ha ritenuto interessante creare una “Università dell’Uva e del Vino” o un Dipartimento equipollente.
Incredibile, ma vero.

Dietro l’evasione fiscale, spesso, si nasconde qualcosa di losco, si nasconde una ricchezza che non vuole sfuggire solo al fisco ….

La Coesione Sociale – di Gesualdo Gustavo

venerdì, 18 novembre 2011

Il nuovo governo della fallimentare repubblica italiana vara un nuovo dicastero:

il ministero alla Coesione sociale.

La evidente volontà di premier e capo dello stato si indirizza inequivocabilmente al salvataggio della unità nazionale così come è, senza alcun senso critico e sentiero razionale, salvando tutti e tutto:

mafiosi, amici di merende dei mafiosi, grandi evasori fiscali, pluriomicidi, stupratori ed assassini alcoolizzati stradali extracomunitari, corrotti e corruttori, parassiti e fannulloni di ogni genere e razza.

I due “grandi statisti” non si avvedono della evidente incongruenza e del fatto che, molto più che evidentemente, la necessità di munire l’azione del potere esecutivo di un dicastero della Coesione sociale, comprova essa stessa come non esista una coesione sociale unitaria italiana.

Un errore di quelli con il botto, una svista allucinante che denuncia con quali pregiudizi ideologici (altro che tecnocratici) si imposti l’azione del governo che intende salvare tutto e tutti, comunque, senza alcuna selezione, in assenza di un qualunque criterio intellettivo.

Il capo dello stato aveva già dismesso i suoi panni di soggetto istituzionale super partes nel suo ultimo viaggio a napoli, la sua città natale, nella quale dichiarò pubblicamente il suo campanilismo napoletano e meridionale, a tutto danno e nocumento del resto del paese, aggiungerebbe un attento osservatore.

Napoli, è la città sulla quale grava gran parte della responsabilità nella perdita verticale di fiducia e nel pregiudizio internazionale sulla Italia intera, nella sua ostinata continuata ed aggravata difesa di uno stile di vita insostenibile ed incivile, nella non persecuzione della illegalità e nella conclamata incapacità di governare la continua emergenza (ormai emergenza nazionale da qualche anno) della Monnezza napoletana, emergenza che è stranamente scomparsa dai disonori della cronaca, sia pure non sia scomparsa la sua monnezza:

dove è finita e/o dove finirà la monnezza napoletana è divenuto un segreto di stato gelosamente custodito.

Altro che KGB, altro che Putin.

Quel che è certo e comprovato è che sia Napolitano che Monti agiscano all’unisono nel rimuovere ogni oggettiva responsabilità napoletana, campana, calabrese, siciliana e, generalmente meridionale (questione assolutamente irrisolta) dalle pur evidenti responsabilità dello stile di vita meridionale nella escalation violenta con cui i mercati ed i paesi esteri hanno preso d’assalto l’intero paese.

Il sospetto che si voglia salvare in toto un paese così chiaramente non coeso e non unito da aver addirittura bisogno di un ministero della coesione sociale, sale vertiginosamente nella lettura attenta della stampa allineata al potere del nuovo MinCulPop, versione tecnocratico-burocratico-comunista, nella convinzione assoluta che, il voler imporre al paese una coesione che non esiste nei fatti, urti irrimediabilmente contro un paese reale frammentato ed oramai spezzato in almeno tre tronconi geografici e territoriali.

Ecco la visione ideologica del potere istituzionale italiano, l’ideologia dell’unitarismo reale (leggi socialismo reale delle repubbliche sovietiche unite con la forza di una dittatura tecnocratico-burocratico-comunista) che si avvale della forza del potere esecutivo per imporre al paese una volontà pregiudizievole ed ideologica, da applicare con tutta la forza pubblica e coercitiva del governo nazionale al paese reale, piaccia o non piaccia, sia condivisa o meno, sia questa volontà possibile, o paradossalmente assurda.

Insieme, uniti, per forza, con la forza, con la propaganda.

Se non è un atto di violenza questo, allora io non so cosa sia la violenza.

Se non è un atto arbitrario questo, allora io non so cosa sia uno stato liberale di diritto.

Se non è una palese ammissione di disunità del paese questa, allora io non cosa significhi il detto popolare “simili con i simili”.

A questo governo che piace così tanto alle autorità europee vorrei ricordare come i trattati europei difendano in modo netto e determinato il valore del diritto della autodeterminazione dei popoli.

A questo Capo dello stato europeista vorrei ricordare che l’adesione dell’Italia alla Unione Europea sottopone la stessa costituzione italiana ad ordinamenti e livelli di giudizio superiori a quello nazionale, difesa e tutela superiore dei diritti che è stata inoltre recepita dalla stessa Italia.

Insomma, non si può far finta di non vedere e non sentire che l’agire dell’esecutivo all’unisono con la massima carica istituzionale italiana “fanno finta” di non sapere e di non capire in relazione al diritto di autodeterminazione dei popoli e di tutela e di difesa delle eventuali minoranze secessioniste italiane richiamata e ammonita in trattati e convenzioni che recano la firma italiana.

Questa limitazione dei diritti fondamentali dell’uomo e delle comunità umane è inaccettabile, è irricevibile.

L’ostinazione con la quale si profonde un enorme impegno nel tacitare le disuguaglianze e le impossibili coesistenze italiane e nel voler imporre a mezzo ministero esecutivo una “coesione sociale” lascia amareggiati e rammaricati, profondamente ed ingiustamente feriti nella più profonda libertà dell’uomo e della donna e di ogni popolo:

quella di autodeterminarsi e decidere in piena libertà di scelta con chi coesistere e con chi no.

Il violento impatto che una coesione imposta coercitivamente ed esecutivamente potrà avere su di un paese reale già molto distante da uno stato di diritto così povero di giudizio giuridico equilibrato e non di parte ed ideologico supera ogni previsione.

In effetti, il voler arbitrariamente salvare comunque e per forza chi è camorrista da chi non lo è, chi è mafioso da chi non lo è, potrebbe avvitare definitivamente il paese reale in un pericoloso vortice che allontani ancor più il paese reale dallo stato di diritto, il paese produttivo di ricchezza dal paese che produce ed esporta illegalità, il paese del made in Italy dal paese che distrugge l’immagine del made in Italy.

Oggi, il potere pubblico italiano ha fatto una scelta ben determinata e precisa, scelta fatta ignorando un reale grido di allarme sulla non unità di un paese che si vuole imporre coeso.

La politica del potere che redistribuisce una ricchezza che non produce, impicca l’economia che produce la ricchezza che altri pretendono di redistribuire arbitrariamente, in un momento di spaventosa crisi interna ed internazionale può creare certamente il presupposto per un fall out totale del sistema economico, stanco di trascinarsi dietro pesi importanti di popolazioni improduttive e parassitarie, di popolazioni fortemente propense alla illegalità ed al degrado.

Non si può chiudere la questione meridionale in questo modo, senza discernere, senza selezionare, senza razionalizzare.

Si conferma così una evidente volontà politica ed istituzionale del potere pubblico che impone messaggi ripetitivi ed arbitrari da MinCulPop:

tutti mafiosi, nessuno mafioso; tutti corrotti, nessuno corrotto; tutti nella monnezza, nessuno nella monnezza.

No, non è così che si risolvono le questioni importanti e storicamente radicate di un paese che è sempre stato definito come quello “delle due italie”.

Ora, la nuova dittatura tecno-burocratica che non è stata eletta direttamente dal popolo sovrano impone il suo diktat:

questo è un governo di salvezza nazionale nel senso che, noi, potere pubblico ed istituzionale, sacrificheremo una parte dle paese (il nord) per salvare un’altra parte del paese (il sud).

E questo atto di imperio, è inaccettabile, irricevibile, ingiustificabile.

L’economia non è una scienza e nemmeno solo una parola:

l’economia è quella cosa che consente a tutti di mettere un piatto a tavola ogni giorno.

L’economia, come la finanza, non accetta imposizioni, non accetta regole anti-economiche, non può consentire il sacrificio del motore economico di una nazione per salvare chi non produce ricchezza sufficiente per il proprio sostentamento, obbligandosi ad elemosinarne in mani altrui.

Non vi è alcuna dignità in tutto questo.

Non vi è alcuna regola economica in tutto questo.

Non vi è alcuna ragione umana in tutto questo.

Non si può risolvere la questione meridionale in questo modo, come non si può mettere a rischio il futuro ed il presente di un intero paese per salvare con la forza chi, non solo non contribuisce in modo importante e nemmeno sufficiente allo sviluppo economico complessivo, ma pesa invece gravemente come un parassita su di esso.

Non si può sacrificare lo sviluppo economico complessivo in una coesione forzata fra chi produce ricchezza e chi la brucia senza rispetto alcuno, bruciando contemporaneamente anche l’immagine stessa di chi produce quella ricchezza, mettendolo in gravi difficoltà, contraffacendo quella ricchezza, derubando quella ricchezza, gravando su quella ricchezza.

Ma quella ricchezza e quella economia sta prendendo il largo da un simile modo di intendere la coesione sociale e la comunità nazionale.

Le imprese fuggono precipitosamente da questo stato di fatto e di diritto.

I capitali fuggono precipitosamente da questo stato di fatto e di diritto.

Chiunque sia dotato di intelletto, fugge precipitosamente da questo stato di fatto e di diritto.

E se si è arrivati oggi alla imposizione di un ministero della coesione sociale, a cosa arriveremo domani?

Al mobbing ed alla intolleranza del potere pubblico, o peggio, alla persecuzione morale e materiale di ogni libertà fondamentale?

Verrà perseguitato ed incarcerato chiunque dovesse scendere in piazza al grido di libertà?

Quale avallo popolare sorregge tale coesione?

Non so se per fall out economico-finanziario o per fallimento politico-burocratico, ma è forte la sensazione che questa distanza fra stato di diritto (inteso soprattutto come casta tecno-burocratica e come casta politica) ed il paese reale aumenterà considerevolmente, invece di diminuire, sino alla dimensione del distacco.

In quel giorno, eserciti di tecnocrati, burocrati e politici capiranno l’importanza ed il valore della economia che produce ricchezza, del lavoro che produce ricchezza.

E dovranno cercarsi un lavoro, uno vero, per sbarcare il lunario, maledicendo quel giorno in cui decisero di sottomettere arbitrariamente gli interessi di quella parte del paese che producevano ricchezza, ad un sultanato dello sbafo pubblico, ad una dittatura dello spreco pubblico.

Ad ognuno le proprie responsabilità, compresi quei politici che le ragioni riportate in queste righe proclamano a parole, ma non difendono nei fatti.

Poiché è stato varcato il confine della democrazia rappresentativa.

Poiché è stato superato il limite della tolleranza economica.

E non vi è alcuna giustizia in tutto questo.

E men che meno, una coesione sociale, una giustizia sociale.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Il dovere d’essere intolleranti, intransigenti, inflessibili. di Gesualdo Gustavo

venerdì, 28 ottobre 2011

L’epoca contemporanea italiana soffoca sotto il peso dei decenni di parassitismo fannullone ma intoccabile, perché raccomandato.

Il buonismo di maniera, di stile e da salotto ha letteralmente massacrato il sistema paese, ormai asservito a moltitudini di scribi senza conoscenza e di praticoni senza intelligenza.

Un innaturale quanto contorto pensiero buonista ha costruito corsie preferenziali per mediocrità altamente selezionate, la cui unica qualità essenziale sta nella manovrabilità, nella assoluta modellabilità ed asservibilità al pensiero unico buonista:

dobbiamo campare tutti quanti.

Io dico di no.

Io dico che questa selezione durata per decenni ha tirato fuori il peggio possibile da un popolo, quello italiano, che avrà anche tutte le pecche peggiori ed avrà commesso le ignominie più incivili, ma che altrettanto certamente, non appare degnamente diretto, rappresentato e governato.

La selezione nel passato delle classi dirigenti alla direzione, alla rappresentanza ed al governo del paese è stata infatti modulata su specifiche di mediocrità assoluta, di assenza totale di merito, di completo distacco dalla realtà effettiva del paese, creando così un insanabile dualismo fra il paese effettivo e reale ed il paese istituzionale, così selezionato ed ordinamentato.

Uno sfacelo terribile, un fallimento totale, una catastrofe senza via d’uscita.

Tutto è stato concesso alla classe dirigente che ha abusato del potere pubblico in questi decenni di falsa democrazia, di democrazia volontariamente bloccata e distorta:

corruttele, connivenze con le organizzazioni mafiose, abusi di potere, arroganze e superbie di piccole miserie umane straordinariamente difese dalla loro organizzazione in casta, della loro chiusura corporativa autoreferenziale.

Se si valutasse quanto di questo potere pubblico sia passato da genitori in figli e nipoti attraverso concorsi pubblici fasulli e distorti, si avrebbe un quadro maggiormente esemplificativo di questa realtà.

Ma così non può essere, in quanto la casta politica e la casta burocratica, impediscono la diffusione di notizie ed informazioni che possano disegnare il quadro effettivo di come si sia costruito il potere personale di moltitudini di inetti e di incapaci attraverso l’abuso o l’uso distorto del potere pubblico.

Se qualcuno provasse a pubblicare un libro contenente i dati di riferimento parentali nella pubblica amministrazione, si ritroverebbe in breve in una cella carceraria, quantomeno.

Parentopoli, come Tangentopoli e come ogni scandalo italiano, resta profondamente connesso alla intrinseca natura privata dell’uso e dell’abuso del potere pubblico non può essere pubblicamente esposta, pena la ritorsione dello stesso potere pubblico distorto ed abusato.

In italia, come è ben noto, non vanno in carcere i politici corrotti o collusi con le mafie, ma possono finire in carcere persone assolutamente innocenti che, però, per poter dimostrare la loro innocenza, debbono obbligatoriamente disporre di risorse umane, economiche e finanziarie sufficienti a durare più a lungo di un processo, compresi i livelli successivi e superiori, il che in italia, può anche valere il tempo di una vita intera.

Insomma, se siete poveri in canna e senza alcuna raccomandazione e siete nati in italia, sappiate che il vostro futuro non è affatto roseo, e men che meno sicuro.

La chiave di tutto in italia è infatti la raccomandazione, l’essere tutelati e referenziati dalla casta del prepotere pubblico.

In assenza, conviene omettere di pensare, perlomeno ad alta voce, come invece spesso capita di fare a me da questo angolo sperduto del web.

Insomma, per un qualunque futuro migliore si voglia ipotizzare o immaginare per questo malnato e piuttosto insano paese, l’unica certezza che posso offrire nella prosecuzione di una novazione migliorativa dell’intero sistema di vita reale è quella di un nuovo dovere, un antico ma dimenticato dovere civico e civile, la cui negazione o limitazione produce enormi sfaceli cui tutti noi stiamo assistendo, subendo e pagando:

lo spirito di scrificio.

Noi tutti, oggi più che mai ed in compensazione di un passato incivilmente buonista e invece affatto benigno, abbiamo il dovere di essere:

intolleranti,

intransigenti,

inflessibili.

E se qualcuno per questi comportamenti tenuti e mantenuti dovesse stupidamente offendervi con epiteti di intollerante o peggio, di razzista e di fascista, allora rispondete pure a queste accuse con tutta la vostra intolleranza alla stupidità e alla mediocrità umana, con tutta la vostra intransigenza rispetto alla affermazione della idiozia umana come fatto benefico, con tutta la vostra inflessibilità di fronte alla ragione perduta di esseri umani devastati dall’eccesso di un benessere mai veramente guadagnato, rispondete pure a tutta questa maligna erba, a questa gramigna che invade e soffoca la esistenza e la continuazione stessa della vita umana su questo pianeta, urlate pure a questa immonda deficienza inumana:

me ne frego!

Oggi più che mai, un tale atteggiamento è utile e doveroso.

Forse potrà anche apparire ingiusto, ma alla luce del risultato finale, esso assume la maggiore rilevanza possibile in termini di giustizia umana, sociale e civile.

Dite loro che non hanno ragione sol perché son tutti chiacchiere, promesse da marinai e distintivo.

Dite loro che sono stati malamente e abusivamente selezionati.

Dite loro che non riconoscete a nessuno che non lo meriti, il diritto di sopraffare le vostre ragioni.

Dite loro, senza alcuna vergogna e senza alcun atteggiamento servile od asservito che, oggi più che mai, voi manifestate volontariamente la univoca volontà di far valere il diritto-dovere di essere intolleranti, intransigenti ed inflessibili di fronte alla loro perduta umanità, certamente troppo costosa, e finanche troppo pesante da tollerare.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X