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Similes cum similibus facillime congregantur – Pares cum paribus facillime congregantur

mercoledì, 29 marzo 2017

Oggi è il giorno della Brexit.

Stuoli di stolti interessati tessono le lodi dell’abbandono britannico alla Unione Europea come un fallimento o come una vittoria, a seconda dei casi e degli stolti.

Solo uno stolto può creder d’essere la storia, di fare la storia, di cambiare la storia.

La storia se ne frega di noi, delle nostre ambizioni personali e delle nostre beghe arriviste.

La storia scorre come un fiume, su di un letto già solcato in precedenza, un alveo che solo pochi vedono, riconoscono e rispettano.

Uno di quei pochi è Nigel Farage, un uomo che ha solo atteso alla giusta ansa la storia e l’ha cavalcata, uscendone vincitore.

Medesima storia è quella di Domald J. Trump, che ha atteso il disgregarsi di potentati immensi in America, per restituire al popolo americano quel sogno americano che clan prepotenti e oligarchici come i Bush, i Clinton e gli Obama avevano pensato di poter cancellare.

Chiunque si metta tra la storia e il suo alveo naturale trova la sconfitta, ovvero e peggio, la morte.

È proprio questo il tema di questo post, che di storico ha solo il pregio di raccontare cosa stia avvenendo in Europa e nel mondo, partendo dalla Europa, da questa Europa in frantumi.

Una unione europea che ha inseguito ed esaltato le differenze cade sotto i colpi di quelle differenze che non ha saputo governare.

Gli europei contemporanei hanno dimenticato le lezioni della civiltà greca e di quella latina.

Platone li aveva messi in guardia dalla decadenza delle democrazia.

I latini li avevano avvisati:

Similes cum similibus facillime congregantur – Pares cum paribus facillime congregantur.

In romani avevano creato un monolite mai ripetuto e sempre inseguito da altri epigoni nella storia della civiltà umana:
Carlomagno, Napoleone, Hitler.

L’Impero Romano era una magnifica macchina da guerra che comprese sin dal primo momento che, i territori acquisiti e conquistati, non potevano essere inseriti sic et simpliciter nell’Impero, nella cittadinanza romana.

Crearono quindi l’impero Urbis et Orbis, di cui si ritrovano ancor oggi esempi, ovunque, persino nella legislazione cinese.

Una sorta di federalismo imposto con la forza che consentiva a culture, linguaggi e popoli differenti di crescere e svilupparsi sotto le regole di Roma, nella difesa di Roma, per la difesa di Roma, grazie a Roma.

L’unico popolo che riuscì a fermare questa avanzata romana nel mondo conosciuto di allora fu quello dei Celti, eredi di un immenso regno senza re, e per questo fallito e scomparso.

L’assenza di una unica politica riconosciuta e incarnata, obbedita e osservata frantumò questa civiltà umana, tra le più antiche.

Roma li vinse ovunque (non prendete in considerazione i film di Asterix e Obelix, poiché anche i Galli caddero sotto la forza e il dominio di Roma, – furono totalmente latinizzati – come tutti i popoli Celti: Britanni, Galli, Pannoni, Celtiberi, Galati), tranne che nella loro terra natia, l’attuale Scozia, che resistette e costrinse i Romani a costruire muri per arginare le loro scorribande (il Muro di Adriano).

La Scozia stessa deve il suo nome dal latino Scoti, che successivamente dette vita ai nomi Scot e ScotLand.

Al giorno d’oggi, l’esistenza di questa orgogliosa popolazione scozzese è sotto gli occhi di tutti, ha invaso l’intero pianeta e la ritroviamo in nomi a noi molto familiari come la catena McDonalds o il marchio Apple Macintosh.

Gli scozzesi hanno inventato il telefono (lo brevettò Alexander Bell), la televisione (Baird), la bicicletta (Macmillan), il motore a vapore moderno (Evolvendo l’idea di Newcomen, Watt avviò e rese possibile la Rivoluzione Industriale e l’uso del motore a vapore nei trasporti – “Il vapore è il primo esempio di Dio che si sottomette all’uomo” – ), gli pneumatici (Dunlop), il sistema di pavimentazione stradale (McAdam), il tessuto Waterproof (Macintosh), la penicillina (isolata dal premio Nobel Fleming), la finanza e le banche (così come le conosciamo oggi), hanno inventato concetti come la “mano invisibile” (Adam Smith, La ricchezza delle nazioni), hanno fondato la geologia moderna (Hutton), fondato la marina degli stati uniti d’America (John Paul Jones), fondato potenti corporazioni americane (Carnegie).

Perché ho elencato questi primati?

Perché dovete capire cosa e chi sono gli scozzesi e cosa si intende quando si parla in generale di civiltà celtica.

Perché, per capire cosa sta accadendo oggi nel nostro mondo, occorre capire cosa è la Società del Nord, la Civiltà del Nord, una e diversa, ma simile, appunto.

I vichinghi (da vik, baia, – abitanti del – fiordo, quelli che vengono dal golfo) erano un popolo guerriero, in parte razziatore, in parte razziatore e commerciante (venivano chiamati anche Druzhine (dal norreno Drutt che significa “Banda di Coetanei”, simili, appunto), dei veri e propri pirati (loro è la figura di Thor e del Dio Odino (1)) ed erano appartenenti alle popolazioni Normanne:
furono i primi scopritori dell’America (e no, non fu Cristoforo Colombo), furono i colonizzatori della Russia, insediando la loro capitale a Kiev.

I vichinghi venivano chiamati anche “popolo di rematori” poiché arrivarono remando per fiumi o da quello che potremmo definire come il Mediterraneo del Nord, il Mar Baltico (o Mar dei Variaghi).
I vichinghi

Sono probabilmente i vichinghi, conosciuti come Rus a dare il nome alla Russia e ai russi (nella cultura indo-europea il termine Rus o Rut definisce il rosso sino al biondo dei capelli delle popolazioni nordiche, o come li chiamavano i Finni e gli Estoni Roots o Ruotsi, ovvero, rematori).

Impossibile non vedere l’intraprendenza dei vichinghi, il loro orgoglio di società forte nei russi contemporanei.

E veniamo alla Russia e l’Europa.

La Russia è in Europa?

L’excursus parla chiaramente di una società del nord reciprocamente influenzata, simile, appunto.

E se non vogliamo intendere la Russia come paese europeo vista dal sud Europa, possiamo intenderla europea a tutti gli effetti tale dal punto di vista del nord Europa, da quella Società del Nord che traina l’intera Unione Europea e che è stanca, molto stanca del vizio del sud, stanca sino al punto di chiedere ed ottenere una UE a più velocità e uno sbarramento alla invasione di stranieri provenienti dal sud, dai paesi arabi e musulmani.

Dove troviamo nella geo-politica contemporanea una visione che replichi e riprovi una tale visione?

Dove si incontrano e si scontrano gli interessi dei paesi europei?

Cosa ha fatto fallire questa Unione Europea?

L’insostenibile invasione di musulmani e di arabi, tra i quali ritroviamo una oligarchia petrolifera guidata dai sauditi che è considerata capace di condizionare il governo ONU attraverso i suoi finanziamenti e di condizionare l’America e l’Europa attraverso il ricatto estorsivo dei flussi migratori e la forza del potere politica americano di Barack Hussein Obama II e di Hillary Diane Rodham Clinton, binomio indissolubile che io sintetizzo in Obama Bin Clinton.

Dalla caduta di Obama infatti e dall’ingresso di Trump, la naturale evoluzione politica in contrasto alla espansione musulmana, economica, finanziaria e migratoria aumenta il suo effetto disintegratore sulla UE, costringe la Gran Bretagna ad uscire dalla UE, rimette in campo ogni rivendicazione autonomista, come quella scozzese:

si tratta di una vera e propria implosione del sistema sottomesso alla oligarchia musulmana.

Prova ne sia l’ostinata e forte aggressione alla Russia da parte degli attori e autori del fallimento americano ed europeo e la loro espressa vicinanza ai paesi del sud, ai paesi arabi e musulmani.

L’Italia e l’Europa possono comprare gas e petrolio dalla Russia come dagli arabi, ma taluni premono per la Russia e altri per gli arabi.

Capite un po meglio di cosa sto parlando?

Della prima guerra politico-economico-finanziaria globale tra Nord e Sud del mondo (dal quale escludiamo India, Corea del Sud, Giappone e Cina).

Capite adesso gli attori in campo, le loro posizioni e perché Trump ha vinto in America, perché Putin è inviso agli anti-trumpisti?

Capite ora, in questo contesto, cosa significhi il rilascio di informazioni da parte di Assange e Wikileaks e i continui scandali creati da obama bin clinton nell’abuso di NSA, CIA e FBI?

Simili con i simili, questo è il titolo di questo post.

C’è in Europa che crede ch i simili siano gli europei, compresi e non esclusi i russi di Putin e chi invece vede questa similitudine come un pericolo.

Ma quelli che vedono questo paventato pericolo sono gli stessi che fanno affari d’oro con gli arabi, sono quelli che ricevono immensi finanziamenti dai paesi arabi.

Potrei sta qui a parlare per ore di Nord e Sud, di virtù e di vizio, ma non lo farò, perché avete finalmente capito quale guerra si combatte oggi.

Ed è proprio questo il motivo che mi ha spinto a scrivere questo post:

far capire.

Ora che cominciate a capire dovete domandarvi:

chi sono, da dove vengo, chi sono i miei simili?

E subito dopo dovrete scegliere da quale parte stare.

Perlomeno lo avrete fatto sulla scorta di una trattazione onesta, forse confusa, ma onesta, sia intellettualmente che materialmente onesta.

E nons arete costretti a barcollare nel buio di una informazione affatto libera che attacca a testa bassa Trump e Putin e afferma che la Brexit sarà la fine della Gran Bretagna:

è l’esatto opposto, è la dimostrazione che l’Europa ha sbagliato politiche ed alleanze, ha tradito i simili e favorito i dissimili, i quali, in qualche modo e in qualche forma, puntano il coltello alla gola degli europei attraverso un terrorismo islamico e islamista che invece Trump e Putin dimostrano di combattere veramente.

Chi è Chi?

Ma soprattutto:

chi siete voi?

Buona riflessione.

Gustavo Gesualdo
alias Il Cittadino X

(1)
Tratto da Wikipedia:
“Il nome del dio in tutte le lingue germaniche deriva dalla comune radice proto-germanica *Wōđanaz oppure *Wōđinaz: norreno e islandese Óðinn, faroese Óðin, danese e norvegese Odin, svedese Oden, inglese antico Wōden, sassone antico Uuoden, sassone odierno Wode, frisone Weda, tedesco Wotan, alto tedesco antico Wuotan, alemannico antico Woatan, bavarese e lingue francone Wodan, olandese Woen, longobardo Godan o Guodan.
L’etimologia lo connette alla radice proto-germanica *wōþuz (norreno óðr, inglese antico wōþ, gotico wôds, tedesco Wut), che significa “furore”, “furia”, “veemenza”, “eccitazione”, “ispirazione”, ma anche “poesia”, “mente” e “spirito”. La radice imparentata nel proto-celtico è *wātus (“poesia mantica”). Radice comune hanno anche il latino vātes (“veggente”, “cantore”) e il sanscrito api-vāt- (“eccitare”, “risvegliare”, riferito ad Agni, il Fuoco) o vāt- (“soffiare”, “in-spirare”, “in-ventare”). Tutti questi termini hanno radice comune nell’indo-europeo *wāt- (“in-sufflare”, “in-fiammare”, “inspirare”). Il campo semantico del termine riconduce quindi alla sapienza e alla “vista” circa l’origine della realtà e all’ispirazione poietica, creativa che ne consegue.
Georges Dumézil similmente spiega Wut come sostantivo che significa “ebbrezza”, “eccitazione”, e “genio poetico”, ma anche come il movimento terribile del mare, del fuoco e del temporale, come aggettivo che significa “violento”, “furioso” e “rapido”.
W. S. W. Anson nel suo studio del 1880 Asgard and the Gods congettura che “Wuotan” era originariamente concepito come una forza cosmica puramente astratta, il cui nome originariamente faceva riferimento non tanto alla “furia” quanto primariamente a “ciò che pervade”, con il secondo elemento, “-an”, istituente il concetto come singolo principio permeante.
Per Anson, “wuot-” significa ” …to force one’s way through anything, to conquer all opposition…” (“forzare il percorso dell’individuo attraverso ogni cosa, per conquistare tutte le opposizioni”) e Wuotan significa quindi “…the all-penetrating, all-conquering Spirit of Nature…” (“lo Spirito della Natura che tutto penetra e tutto conquista”). Nella sua interpretazione il nome “Wuotan” è collegato anche alla parola germanica “water” (acqua), e all’idea che esprime. Il suffisso “-an” personifica, ma non antropomorfizza, l’elemento del prefisso “wuot-” come la fonte di tutto ciò che in natura somigli al concetto che esprime.”

La politica senza senso compiuto

giovedì, 3 ottobre 2013

La competizione e l’antagonismo politico in tutto il mondo si compone intorno a maggiore o minore presenza dello stato sulla e nella economia.

Ovunque tranne in Italia, laddove la politica ha il grande limite del vizio.

Vorrei, al fine di farvi comprendere quanto sia singolarmente vizioso il sistema pubblico idagliano fare un piccolo confronto:

se lo stato federale americano ha 800mila dipendenti pubblici rispetto a 300milioni di abitanti ed un territorio centinaia di volte più esteso, perché la piccola italietta si consente l’impagabile lusso di avere oltre un milione e mezzo di addetti (dipendenti pubblici) nel solo settore della scuola rispetto a soli 60milioni di abitanti?

Eppure, tutti affermano che l’Italia sia un paese la cui popolazione divenga ogni giorno più vecchia:

saranno allora le esigenze degli anziani ad assorbire tanta forza lavoro nella scuola?

Come vedete da questo piccolo paragone, l’idaglia degli idagliani appare un ridicolo e pesante carrozzone senza cocchiere.

E la raccapricciante crisi politica vissuta in questi giorni lo prova:

nessuna dichiarazione del bizantinismo politico italiano in questi giorni copre il rapporto fra politica e popolo, fra governo e governati, fra stato e cittadini, fra istituzioni e servizio pubblico.

Nessun pensiero politico espresso interviene fra quello che i politici dicono e quello che lo stato fa, nessun membro della casta si è schierato pro o contro uno snellimento dello stato o un neo-interventismo della cosa pubblica nelle cose private.

In questa condizione dell’assurdo italiano appare invece nitida la centralità politico-strategica della questione del debito pubblico nel mondo.

In questa competizione spesa pubblica versus debito pubblico, se Atene-Londra piange, Washington-Sparta non ride.

Lo shutdown americano dei servizi pubblici mette il presidente e leader democratico Barack Hussein Obama II dinanzi a un dilemma:

tagli lineari alla pubblica amministrazione americana oppure innalzare il tetto del debito pubblico?

Obama sceglie per gli USA la strada viziosa ed affatto virtuosa di pagare con aumenti del debito pubblico i deficit di bilancio.

Ma non è affatto detto che il liberismo radicale repubblicano consentirà di percorrere questa via senza uscita dalla crisi del debito americano, poiché se per pagare debito pubblico si emette e si contrae nuovo debito pubblico si comprende chiaramente che questa spirale non avrà mai fine.

Il caso britannico, nelle dichiarazioni annunciate di nuovi tagli lineari alla spesa pubblica britannica da parte del premier e leader conservatore David Cameron, rende limpido e trasparente il campo di battaglia politica in un paese normalmente arredato, abitato, rappresentato e governato.

Dopo una manovra di quasi 100miliardi di sterline e tagli lineari al welfare con conseguente perdita di circa 500mila posti di lavoro pubblici infatti, ecco prospettarsi una nuova manovra all’orizzonte britannico, ancora con tagli lineari questa volta a danno di sussidi di disoccupazione e alloggi.

Alla luce di questo sempiterno braccio di ferro planetario, i popoli ed i paesi viziosi potranno meglio imparare quanto sacrificio si nasconda dietro il termine “paese virtuoso”:
virtuosi non si nasce, si diventa per volontà e continuità, come pure viziosi.

In questi giorni e mai come in questi giorni è chiaro in tutto il mondo occidentale quali siano le parti politiche, quali le questioni di parte, quali le sempre difficili scelte antagoniste possibili nell’affrontare una devastante crisi del debito pubblico come è quella di questi primi anni del terzo millennio.

Ma proprio in questi giorni abbiamo assistito in Italia, allucinati e raccapricciati, ad una crisi politica e di governo risolta senza mai rendere pubblico con quale metodo il governo affronterà e risolverà la crisi del debito pubblico italiano:

tagli lineari alla spesa pubblica, ovvero innalzamento del tetto del debito pubblico?

Ai posteri l’ardua sentenza, poiché ai contemporanei è vietato anche solo averne coscienza e informazione.

E la chiamano democrazia.

“…. Così muore la democrazia: per abuso di se stessa.

E prima che nel sangue, nel ridicolo.”

Gustavo Gesualdo alias Il Cittadino X

Si Vis Pacem Para Bellum

venerdì, 6 settembre 2013
Pacifisti? Dove siete? Gradite un respiro di Sarin?

Pacifisti? Dove siete? Gradite un respiro di Sarin?

Considerazioni egoistiche e italiane sulle crisi nel mae Mediterraneo, sulla primavera araba, sulle guerre degli alleati in Libia ed in Siria e sull’interesse del mondo intero nel controllo non solo militare del Mediterraneo.

Se solo l’Italia disponesse di una decina di portaerei spinte da energia nucleare, una trentina di incrociatori portaelicotteri, per il controllo aereo e marittimo e lanciamissili, una sessantina di cacciatorpediniere lanciamissili e per il controllo aereo, 150 sommergibili lanciamissili e lanciasiluri nucleari, un corpo di incursori della marina composto almeno di 200.000 “marines”, un esercito di professinisti ben addestrati ed attrezzati di 500.000 soldati, 2.000 aerei da caccia, bombardamento, lanciasiluri e lanciamissili, 2.000 missili intercontinentali a testata nucleare, 500 satelliti spia e 300 satelliti per le comunicazioni, una intelligence all’avanguardia, capace di conoscere ogni accadimento sul pianeta in anticipo utile ad approfittarne, se solo l’Italia potesse contare su tutto questi armamento, oltre alla propria struttura territoriale di naturale portaerei al centro del Mediterraneo, l’Italia controllerebbe ogni potenziale conflitto, ogni potenziale crisi, ogni commercio e soprattutto, il petrolio prodotto dai paesi arabi, invece di farlo fare a Cina, USA e Russia.

Allora sì che saremmo un paese normale.

Un paese ricco, ricchissimo, rispettato, temuto, vezzeggiato e alleato da tutti.

Ma in Italia esistono i pacifisti, sorta di legionari finanziati dall’estero che servono per impedire all’Italia di essere unita e forte e governare l’intero Mediterraneo con le sue immense ricchezze.

Codesti traditori della patria temono un motto, sopra ogni altro, quello che è il mio motto preferito cui ho dedicato questo blog:

Si Vis Pacem Para Bellum.

Sono solo dei traditori, dei venduti al nemico, ovvero degli idioti tali e tanti da non capire che nessuna pace è ottenibile in questo mondo governato ed abitato da questa umanità senza l’uso o almeno la deterrenza della esibizione di una straordinaria quanto efficace forza.

Pacifisti:

chi credete che arretrerà da cattive intenzioni in una tenzone fra due individui di cui solo uno è palesemente armato e l’altro no?

E come credete si possa difendere la pace se non si disponde delle armi sufficienti per inibire e fermare chi vuole le guerre?

Bravi, perdenti a pagamento:

avete indovinato!

Gustavo Gesualdo
alias Il Cittadino X

Siria, Assad l’arabo e la primavera chimica

mercoledì, 28 agosto 2013

siria armi chimiche - 21 agosto 2013

siria armi chimiche - 21 agosto 2013


La Siria progetta armi chimiche nel sito di ricerca di Damasco.

La Siria produce armi chimiche nei seguenti siti:

Al Safir, Latakia, Lidlib, Homs.

La Siria conserva le armi chimiche prodotte nei seguenti siti di stoccaggio:

Al Furqlus, Khan Abu Shamat.

La Siria ha usato armi chimiche contro la popolazione inerme nei seguenti siti:
Aleppo, Al Safir, Damasco (rapporto ONU).

Quando si prendono posizioni senza guardare ai dati comprovati e alla realtà, il rischio di pregiudizi ideologici a fondamento di certe convinzioni è molto più che elevato:

raggiunge il punto di una ragionevole certezza.

La sicurezza in Italia va a braccetto con Hezbollah

giovedì, 4 novembre 2010
L'arma inserita nella bandiera è il famigerato AK-47

L'arma inserita nella bandiera è il famigerato AK-47

Dal 26 gennaio 2010, la presidenza del Copasir, è affidata a Massimo D’alema.

Il Copasir è il Comitato Parlamentare per la Sicurezza della Repubblica, un organo del Parlamento italiano, con funzioni di controllo dei Servizi Segreti.

Nell’agosto del 2006, Massimo D’alema, allora ministro degli Esteri e vice presidente del governo Prodi II, provocò una polemica internazionale per essersi fatto riprendere per le strade di Beirut in Libano, a braccetto con un deputato Hezbollah, polemica che lo portò ad essere indicato come unico ministro europeo ad appoggiare apertamente il movimento Hezbollah.

Hezbollah, o Ḥizb Allāh (partito di Dio) è un partito sciita del Libano che conta deputati e ministri nell’attuale governo.
Il movimento politico Hezbollah ha però un’ala militare, nota come al-Muqāwama al-Islāmiyya (Resistenza Islamica), ed è indicata da taluni politici di avere influenza su alcune organizzazioni quali:
l’Organizzazione degli Oppressi;
l’Organizzazione della Giustizia Rivoluzionaria;
l’Organizzazione per il Giusto contro l’Erroneo;
i Seguaci del Profeta Maometto.

Hezbollah ha inoltre sempre sostenuto che il movimento non smetterà mai di combattere, almeno sino alla distruzione dell”entità sionista”, cioè dello stato di Israele, e produdendo una costante attività che alimenta l’odio anti-semita.

Il Parlamento europeo ha adottato il 10 marzo 2005 una risoluzione che di fatto accusa Hezbollāh di aver condotto “attività terroriste”.
La risoluzione afferma che il “Parlamento considera che esiste una chiara evidenza di attività terroriste da parte di Hezbollah. Il Consiglio dell’Unione Europea deve intraprendere tutti i passi necessari per impedire le loro azioni”.
Tale risoluzione è stata approvata dal Parlamento europeo con una maggioranza schiacciante:
473 a favore
8 astenuti
33 contro.

Il Consiglio d’Europa ha inoltre qualificato Imad Mugniyah come un alto responsabile dell’ intelligence del movimento libanese, accusandolo di essere un terrorista.

Hezbollah è stato classificato come organizzazione terrorista dagli Stati Uniti, dai Paesi Bassi, dal Canada, da Israele,

Regno Unito e Australia hanno indicato come organizzazione terrorista solo il braccio armato del movimento Hezbollah.

Il governo statunitense accusa Hezbollāh di diversi attentati, il più grave dei quali avvenuto il 23 ottobre 1983 quando due autobombe esplosero contro una caserma occupata da truppe americane e francesi uccidendo 241 marines statunitensi e 58 paracadutisti francesi.

Hezbollah è sospettato di essere il responsabile del rapimento di numerosi cittadini americani in Libano (di cui cinque furono assassinati) tra i quali particolarmente salienti furono quelli del colonnello dell’esercito degli Stati Uniti William Francis Buckley, capo stazione della CIA a Beirut, rapito dall’Hezbollah il 16 marzo 1984 e morto l’anno dopo nelle mani dei suoi sequestratori, del corrispondente dell’Associated Press a Beirut Terry Anderson, sequestrato il 16 marzo 1985 e liberato il 4 dicembre 1991, dell’inviato della Chiesa Anglicana Terry Waite, rapito il 20 gennaio 1987 mentre cercava di negoziare la liberazione di alcuni ostaggi e liberato il 17 novembre 1991 e del colonnello USA William R. Higgins, capo del Team di osservatori dell’ONU nel Libano meridionale, rapito il 17 febbraio 1988, torturato ed infine ucciso pare nel luglio 1990.

L’organizzatore di tali Rapimenti sarebbe stato Imad Mugniyah, il comandante militare di Hezbollah.

Il coinvolgimento di Mughniyah pare accertato anche per quanto riguarda il dirottamento del volo TWA 847 il 14 giugno 1985, nel corso del quale venne assassinato dai dirottatori il sommozzatore della marina USA Robert Stethem.

Il governo argentino accusa Hezbollah di essere il responsabile di due attentati ad una sinagoga ed ad un centro culturale ebraico avvenuti a Buenos Aires nell’85.

Le Nazioni Unite (ONU) hanno chiesto lo smantellamento dell’ala militare di Hezbollah nella Risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’ONU n° 1559.

Hezbollah ha inoltre espresso sostegno verso alcuni gruppi della resistenza terroristica palestinese, come “Hamās” (elencata tra le organizzazioni terroristiche dal Canada, dall’Unione Europea, da Israele, dal Giappone, e dagli Stati Uniti, mentre è addirittura bandita dalla Giordania. Australia e Regno Unito elencano come organizzazione terroristica solo l’ala militare di Hamas: le Brigate Izz ad-Din al-Qassam) e la “Jihād islamica”.

Ora, mi e vi domando:

ci sentiamo proprio proprio sicuri che al controllo dei servizi segreti italiani vi sia un personaggio politico che va a braccetto con codesti signori?

Quale controllo sulla sicurezza può garantire Massimo D’alema agli italiani?

Quale interesse ha il presidente del Copasir Massimo D’alema nel richiedere addirittura l’audizione del premier italiano Silvio Berlusconi?

Sì, la richiesta è ufficiale ed è stata pubblicamente manifestata.

Quale interesse nazionale tende a tutelare il Copasir con questa audizione?

Quali informazioni vuol ottenere il Copasir da questa audizione?

Informazioni sulla sicurezza del paese da parte del pericolo di attacchi terroristici portati da organizzazioni terroristiche di matrice islamica?

No, no: niente di tutto questo.

E allora cosa?

D’alema vuol chiedere chiarimenti sui rapporti fra Silvio Berlusconi ed un soggetto che risponde al nome di Karima El Marhoug.

Allora è un caso di “contatto” fra il premier italiano e potenziali elementi terroristici internazionali?

No, no: niente di tutto questo.

Si tratta solo dell’ennesimo caso di potenziali escort che sono venute in contatto con la vita privata del signor Silvio Berlusconi.

Karima El Marhoug è infatti meglio conosciuta come la signorina Ruby Rubacuori, e di “matrice islamica”, ha solo i “segni” delle frustate ricevute dal padre-padrone di cui porta ancora le tracce “incise” sulla schiena.

Vi sentite tutti più sicuri, adesso?

Beh, io no.

Perchè quel che fa nella sua privata privata il premier italiano, è cosa che interessa solo il Signor Silvio Berlusconi.

Ma quel che fa nella sua vita pubblica un ministro degli Esteri italiano ed il presidente del Comitato Parlamentare per la Sicurezza della Repubblica, quali rapporti istituzionali egli intraprenda con organizzazioni politiche da più parti indicate ed elencate come organizzazioni terroristiche, quello sì, che mi interessa.

Eccome se mi interessa.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X