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Il colpo di stato musulmano e gay in America

sabato, 27 giugno 2015
Chi governa in America? La minoranza o la maggioranza?

Chi governa in America? La minoranza o la maggioranza?

“omosessuali possono criticare eterosessuali
il contrario è definito omofobia sic et simpliciter”
Gustavo Gesualdo

islam will dominate the world . Fredoom can go to hell

islam will dominate the world . Fredoom can go to hell

“musulmani possono criticare cristiani
il contrario è definito islamofobia sic et simpliciter”
Gustavo Gesualdo

A partire dall’ 11 settembre 2001 con il secondo attentato islamico alle Twin Towers (il primo al World Trade Center avvenne il 26 febbraio 1983 ad opera di Ramzi Yusuf, Mahmud Abouhalima, Mohammad Salameh, Nidal Ayyad, Abdul Rahman Yasin, Ahmad Ajaj), gli Stati Uniti d’America perdono primato mondiale e leadership globale, soprattutto, perdono la loro inviolabilità territoriale:
mai nessuno aveva colpito così a fondo e nel cuore del territorio americano.

Da quel momento ci saremmo aspettati tutti una forte attività di recupero e di rincorsa alla leadership globale da parte dell’ex poliziotto del mondo, recupero che non ci fu, almeno nei termini che potevamo attenderci qui, nella vecchia europa.

Anzi.

Da quel momento possiamo registrare una infinita serie di sottomissioni dell’America all’Islam con la sola eccezione della cattura e dell’omicidio di Osāma bin Muhammad bin ʿAwaḍ bin Lāden, terrorista, di famiglia nobile saudita, fondamentalista islamico sunnita, fondatore e leader di al-Qāʿida, potente organizzazione terroristica internazionale di stampo jihadista.

L’omicidio di Osama Bin Laden ad opera di militari statunitensi poteva essere evitato, ma le cose che aveva da raccontare Osama al mondo non sarebbero piaciute a certa casta politica americana che lo aveva creato come cellula operativa guerrigliera finanziandolo con centinaia di milioni di dollari americani per fermare l’invasione comunista sovietica in Afghanistan.

Il momento fondante del tradimento della leadership politica americana nei confronti del popolo americano sta nella elezione dell’afro-americano e musulmano Barack Hussein Obama II alla presidenza degli Stati Uniti d’America.

I momenti successivi riguardano la mancata risposta americana al terrorismo islamico e islamista che, dal momento della ascesa di Obama alla casa Bianca diviene iperattivo e punta ad una massiccia guerra contro il mondo occidentale attraverso numerosi attacchi con “vittime di massa” contro obiettivi civili occidentali.

Eppure il terrorismo musulmano non trova alleati nella Cina e nella Russia, come nell’India e nell’Europa:

come riesca a prevalere sull’intero pianeta senza un sostegno (anche solo per omissione) della presidenza degli Stati Uniti d’America, questo fatto resta inspiegabile, sia pure trovi notevoli e continui riscontri.

A meno che, non si possa e debba ipotizzare un vero e proprio “controllo” dei paesi arabi musulmani sul governo americano.

E dimenticate la ventilata differenza tra paesi arabi musulmani moderati e radicali:

è sempre la stessa pappa maomettana.

Ma, restiamo nel tema e definiamo questa nuova condizione di fatto:

l’America di Obama non contrasta a sufficienza il terrorismo islamico e isola conseguentemente Israele lasciandola alla mercé di uno stato etico musulmano che finanzia da sempre il terrorismo islamico:

l’Iran, cui Obama attraverso la sua influenza consente l’accesso alla pericolosissima e temibilissima tecnologia nucleare.

Inoltre, la nascita dell’ISIS e il sopravvento del terrorismo islamico su tutti i sistemi di intelligence, di sicurezza e di prevenzione occidentale unita all’espansionismo arabo, nero e musulmano pone una pressione altissima sia alle frontiere che all’interno e nell’immaginario dei paesi europei ed occidentali.

Anzi, attraverso la spinta alla reazione contro gli attentati e la guerra musulmana l’NSA americano provvede a stendere una fitta rete di controllo e vigilanza planetaria sulle linee telefoniche e di internet.

Peccato si venga a conoscenza attraverso lo scandalo WikiLeaks del fatto che gli americani non usavano questo cordone di sicurezza anti-terrorismo per controllare e prevenire attentati alla sicurezza e alla integrità dei fratelli europei, ma la utilizzava per spiare i leader europei e consegnare le informazioni così acquisite a chi?

Al musulmano Obama?

A qualche altro musulmano?

Quale uso ne è stato fatto?

A queste domande Obama non risponde.

Questo nuovo quadro globale evidenzia un secondo fine, un pericolo ancor più subdolo del mero terrore per le libere democrazie occidentali:

il mondo musulmano (tutto) vuole espandersi nei paesi occidentali in modo massiccio in modo da rappresentare attraverso la forza dei numeri introdotti nelle democrazie occidentali l’esercizio della regola dei numeri in democrazia, ovvero, prendere il potere democraticamente per imporre “democraticamente” la Shariʿah e fare delle democrazie degli stati etici musulmani governati dalla legge islamica.

E possiamo tastare questa espansione anche nel settore economico e finanziario, laddove i paesi arabi musulmani prendono il controllo di numerosi e importanti cardini della vita occidentale facendo ingresso nei consigli di amministrazione di storiche aziende europee e americane.

Insomma, siamo nella contezza del pericolo musulmano oggi rappresentato nel mondo e lo possiamo rappresentare con una operazione in termini matematici, di fronte alla certezza di un indirizzo politico occidentale perdente e/o complice:

uno più uno, fa due.

Scriviamolo in numeri arabi, come certamente piace ad Obama:

1 + 1 = 2

Vi lascio alle riflessioni e alle osservazioni che riterrete di fare a queste mie ricostruzioni dei fatti avvenuti sinora nella storia dell’espansionismo islamico mondiale attraverso un colpo di stato avvenuto in America:
costretta a scegliere un presidente afro-americano e musulmano dalla forza preponderante ed invadente del terrore musulmano.

Passo ora ad illustrare un altro colpo di stato, uguale e diverso a questo ma avvenuto egualmente ai danni degli Stati Uniti d’America.

La lobby gay americana è potente, influente.

Eppure essa sa con certezza assoluta di non avere la possibilità di prendere il sopravvento sul potere americano e globale attraverso il metodo democratico delle maggioranza dei numeri:

i gay sono e resteranno sempre una minoranza assoluta nel mondo, una minoranza insufficiente a consentire di controllare il governo nelle libere democrazie occidentali e influenzarne le scelte e gli indirizzi politici.

La lobby gay è basata su di un modello umano egocentrico, arrogante, presuntuoso, orgoglioso e tenta anch’essa il colpo di stato alle libere democrazie occidentali attraverso il tipico modello delle dittature antidemocratiche:

l’elitismo e l’elitarismo.

Insomma, attraverso la pressione operata come lobby sulla partitocrazia, come gruppo di pressione, la lobby gay passa dalla giusta salvaguardia dei propri interessi ad una salvaguardia classista, razzista, sessita, di elite, antidemocratica:

una vera e propria dittatura omosessuale globale operata e cercata attraverso la rivendicazione di putativi diritti di minoranza trasformati in aggressione violenta ai sistemi democratici per affermare una dittatura delle minoranze attraverso il tipico riconoscimento che nelle democrazie si affida alle minoranze.

Al confronto, i musulmani sembrano dei piccoli aspiranti maghetti di quartiere, vero?

La storia diventa quella di questi giorni:

il parlamento europeo che approva una relazione di indirizzo favorevole alle unioni civili tra gay e la corte suprema americana che si spinge ben oltre, deliberando addirittura il matrimonio gay con una sentenza.

Eppure, numerosi stati americani si erano già espressi con un deciso NO al matrimonio gay, anche nella forma del referendum, che coglie al meglio l’espressione popolare.

Poteva essere un atto unilaterale del presidente Obama a imporre i matrimoni gay, ma questo atto avrebbe scoperto l’interesse diretto nel duplice colpo di stato musulmano e omosessuale (chi conosce bene il mondo musulmano e arabo sa che non passa molta differenza tra queste due identità a differenza di quanto appare).

Poteva essere l’espressione del parlamento USA a imporre i matrimoni gay, molto più appropriato e democratico.

O poteva essere chiamato il popolo americano ad esprimersi su questo controverso interesse gay:

ma la regola della eversione gay è abusare degli strumenti democratici per avere ragione con la forza e non avere ragione attraverso la libera espressione del popolo sovrano attraverso gli strumenti democratici.

Così, con una sentenza della corte suprema (i cui giudici vengono nominati a vita dal presidente degli states) si deresponsabilizza la casta politica americana da una scelta di indirizzo politico che essa stessa subisce, ma non condivide.

A proposito di democrazia:

non è facile capire cosa ha di democratico una corte suprema americana i cui giudici non sono eletti dal popolo e restano in carica a vita.

Ma il metodo e lo strumento democratico ad una lobby elitaria ed elitista, classista, sessista e razzista come è la lobby gay americana non interessa affatto:

il vero spirito liberale democratico non è nei pensieri e nell’animo della lobby gay, se non nella mera visione utilitaristica e pragmatica del riconoscimento del diritto di minoranza, da trasformare artatamente in una dittatura della minoranza che imponga eversivamente la volontà di una minoranza sulla volontà di una maggioranza.

Ecco disegnati brevemente i due programmi di eversione delle democrazie in atto in questi anni sul pianeta Terra.

Essi, a mio parere, sono già riusciti a prevaricare la democrazia delle democrazie, quella americana.

E sono a buon punto anche nelle democrazie europee.

Insomma, entrambi gli aggressori al futuro del pianeta, sono in grado di prevalere con mezzi che hanno ben studiato ed analizzato le debolezze delle democrazie per penetrarle e abbatterle.

E la loro costante e subdola attività anti-democratica nelle direzioni che io ho qui raccontato, prova secondo me la loro profonda avversione alla libertà degli altri rispetto alla propria.

Invidia e gelosia sono infatti gli elementi base di queste due aggressioni, entrambe dirette ad esercitare quel potere che sono pronte a criticare e lapidare.

Un potere democratico da abbattere e da infiltrare, da corrodere e lapidare, in una parola, da inculare.

Ecco esposto il colpo di stato musulmano e gay ai danni delle libere democrazie occidentali.

Vale di più un gruppo di pressione arabo e una lobby gay della volontà popolare italiana, europea e americana?

Credo proprio di sì, visto che in questi casi esposti non si legge la ricerca, la tutela e la libera, democratica ed aperta volontà popolare rispetto alle scelte di indirizzo politico, ma si adotti invece il metodo democratico per incularsi la volontà e la sovranità popolare.

Fine dell’era delle democrazia:

Così muore la democrazia: per abuso di se stessa.

E prima che nel sangue, nel ridicolo

Gustavo Gesualdo

gay: unioni, matrimoni, adozioni e tutta l’ignoranza che c’è

mercoledì, 8 ottobre 2014
Sentinelle in Piedi

Sentinelle in Piedi

Io Sto Con I Passeggini

Io Sto Con I Passeggini

Voglio La Mamma

Voglio La Mamma

Della questione ‪gay,‬ traggo questa spiegazione confezionata frettolosamente da me per una amica su facebook.
La ripropongo pubblicamente per offrire motivi di riflessione sulla questione.

“In democrazia esistono regole, che vanno rispettate, se si pretende di autodefinirsi “democratici”. Inoltre, nel caso delle coppie e delle adozioni gay esiste un problema serio di base, giuridico:
non esiste un fondamento giuridico né nel diritto naturale e nemmeno nella giurisprudenza italiana a sostegno delle rivendicazioni gay.
Ma c’è anche di peggio: senza un fondamento giuridico, la coppia gay si ritrova propulsa solo da un fondamento ideologico, che diviene per sua natura, un pregiudizio.
Non esiste in nessuna democrazia un diritto che si basi su di un fondamento ideologico o religioso, tranne negli stati etici arabi, laddove la norma religiosa si sovrappone a quella giuridica. In sintesi e solo per far capire il gran casino giuridico che stanno combinando questi ignoranti del diritto, se passa un diritto privo di fondamento giuridico e invece basato su un fondamento ideologico, avremmo realizzato uno stato etico come quello mussulmano (all’interno del quale i gay vengono massacrati e giustiziati, non garantiti e rispettati), laddove la legge della shar’ia potrebbe trovare valore ed applicazione ovvero uno stato come quello sovietico, laddove una ideologia, quella socialista, trovava applicazione arbitraria nel diritto, costituendo così quello che è passato alla storia come il socialismo reale.
Devo dire che in Italia, anche e soprattutto tra i laureati in giurisprudenza, esista una ignoranza che fa accapponare la pelle ed espone il paese a gravi rischi. Secondo me, infine, i gay hanno sbagliato tutto nella proposizione di un loro preteso diritto al matrimonio o alla adozione.
Dovevano scegliere altre strade. invece, si sono dimostrati assai arroganti nel voler affermare sic et simpliciter un diritto senza costruirne e dimostrarne il relativo fondamento giuridico in un sistema dal quale si richiede il riconoscimento.
Scusa la lunghezza, ma non sono riuscito a fare di meglio.”

Riflessioni a tastiera aperta – 15/04/2012 di Gustavo Gesualdo

domenica, 15 aprile 2012

Riflessioni sulla definizione scientifica di omosessualità

Tratto da una discussione notturna sulla mancata definizione scientifica della omosessualità sul mio profilo facebook

Dalle considerazioni successive alla lettura di un titolo giornalistico di una notizia di cronaca che recita più o meno così di un fatto di cronaca avvenuto fra un paziente gay ed un infermiere di un ospedale italiano:
Sei gay?
“Ti porto da un bravo psicologo che ti guarisce”

Gustavo
insomma, nessuno prende posizioni ben precise sulla devianza della omosessualità (almeno sul fatto che non si tratti di una sessualità naturale penso siamo tutti d’accordo, visto che abusa di orifizi ad altro deputati, comportamento scienficamente e storicamente definito come sodomia) nella intelligenza scientifica.

Gustavo
qualcuno ci dovrà pur dire se l’omosessualità sia una malattia degenerativa della sessualità originaria e naturale

Gustavo
e non deve essere un politico, ma la classe scientifica, che, non ha un senso unico dichiratamente spresso in tal senso …

amico di facebook
il problema che da noi scienza = vaticano = no a qualunque progresso…penso che sia vergognoso che una società che si definisce moderna sia piena di gente che considera l’omosessualità una malattia…che stronzata colossale…

Gustavo
beh, potrebbe essere vergognoso anche il contrario. Non sono entrato e non entro nelle scelte e nelle opinioni personali, ma ho sottolineato come la comunità scientifica italiana non si sia unitariamente espressa sulla omosessualità come patologia figlia e madre di altre patologie o meno. Non me ne frega nulla di quel che pensa la gente, voglio avere una ben precisa definizione scientifica di omosessualità.

amico di fb
si chiaro…ognuno è libero di fare le sue scelte…solo che qualcuno che ti dice “ti porto da uno psicologo che ti guarisce” beh,penso che ci voglia uno piscologo si,ma per curare l’ignoranza delle persone…

Gustavo
quello (mi riferisco all’infermiere della notizia) era un infermiere professionale nello svolgimento delle sue mansioni professionali e, se l’omosessualità è considerabile scientificamente come una patologia o una devianza, allora l’infermiere non ha sbagliato, indirizzando un malato alla prevista cura per quella malattia.

Gustavo
non mi frega cosa pensa la gente, voglio una definizione scientifica che c’è e non c’è, basti vedere la mole di teorie e di differenziazioni previste nel tempo:
linkavo nel post alla definizione di omosessualità offerta da Wikipedia

Gustavo
una montagna di teorie, tesi, antitesi, differenziazioni stupide ed idiote al solo fine di non prendere una decisione univoca e certa, scientificamente provata.

Gustavo
ome se la comunità scinetifica volesse dire: sì, è una degenerazione patologica (successivamente da definire sessuale, ormonale, mentale, etc), ma così fan tutti, perciò, si fa, ma non si dice …. (e non si definisce, aggiungo ndb)

Gustavo
e questa condizione di assenza scientifica mi urta, e non poco: non vogliono assumersi la responsabilità di definire l’omosessualità come una malattia, ma negli studi medici psicologici, psichiatrici e neuro-psichiatrici, l’omosessualità viene curata, proprio come una patologia, come una malattia. Strano comportamento, stranissimo.

amico fb
penso che non ci sarà mai una definizione chiara dalla comunità scientifica,quantomeno da noi…

Gustavo
e allora resta il profondo e fondato dubbio che l’omosessualità sia una vera e propria patologia, una malattia talmente estesa ed endemica, da non poter essere scientificamente dichiarabile come una patologia, sol perché troppo estesa …

Gustavo
e non mi va, questa porcata non mi va: non è scientifico ne professionale un simile comportamento

Gustavo
Allora così si da la ragione all’infermiere in questione, e torto alla comunità scientifica italiana. E non credere che la presenza della chiesa giochi a sfavore della omosessualità: il divieto di fare sesso per i preti, i frati e le suore, porta irrimediabilmente ad un sesso che non lasci tracce e che è più omo-geneo, perchè esercitato da appartenenti allo stesso ordine clericale, sacerdotale e cattolico ed allo stesso sesso …

Gustavo
Stesso dicasi per certa casta politica, quella della lobby degli omosessuali, irrintracciabile pubblicamente perchè il loro sesso omo non lascia tracce, non fa nascere bambini: da queglii orifizi vien fuori escremento e godimento, non vita … e allora chiamiamolo per nome: un godimento sessuale, non una sessualità vera e propria.

Gustavo
Definizione di sessualità: in ambito umano, è un aspetto fondamentale e complesso del comportamento che riguarda da un lato gli atti finalizzati alla riproduzione ed alla ricerca del piacere, e da un altro anche gli aspetti sociali che si sono evoluti in relazione alle caratteristiche diverse del genere maschile e femminile

Gustavo
non vi è traccia della omosessualità, come potete ben vedere

amico fb
an prima a predicare certe cose in cui fan finta di credere per farsi una bella facciata…mi spiace ma non la penso come te su questa cosa,una volta ogni tanto ci sta ;-)

Gustavo
io non sto esprimendo una opinione: io sto portando avanti una analisi razionale sul significato scientifico e lessicale del termine omosessuale. è tutto un altro mondo dalla opinione che se ne ha.

Gustavo
lamento un buco volontario nella definizione soprattutto scientifica della omosessualità

amico fb
forse perchè non è una malattia…secondo me…

Gustavo
I secondo me hanno ucciso il mondo. Siamo nel terzo millennio, non nell’era bizantina: fuori una definizione scientifica o fuori questa comunità scientifica.

amico di fb
allora lo facciano come dici te,cosi ognuno dirà la sua..io siccome non sono un membro di questa comunità,ne parlo a titolo personale

Gustavo
Non valgono nulla i “secondo me”: la comunità scientifica non adempie al suo dovere nel definire scientificamente il comportamento omosessuale. Ne hanno l’obbligo. Li paghiamo per questo. Se non hanno capacità e/o coraggio sufficienti per esprimersi scientificamente in un modo o in un altro, possono accomodarsi a casa loro: io non pago lo stipendio a chi omette volontariamente di fare il proprio dovere.

Gustavo
tu parli di opinioni personali e di secondo me. Io sto dissertando di definizioni scientifiche. Ne parli a titolo personale? e lo so, sono infatti opinioni personali. io evito le mie opinioni: voglio una definizione scientifica della omosessualità dalla comunità scientifica italiana. E se non è una patologia (malattia) l’omosessualità, deve anche sparire dal prontuario sanitario nazionale ogni prestazione relativa alla cura di una patologia che non c’è. Forse questo limbo scientifico, questa omissione, ha un retroscena di interessi economici e finanziari….

Gustavo
scelte che fanno entrare o uscire i danari dalle tasche della medesima comunità sicnetifica che deve definire scientificamente l’omosessualità

Gustavo
per fare un esempio: se l’omosessualità non è una malattia, quel gay di cui al link (la notizia ndb), non ha diritto alle cure sanitarie pubbliche pagate da tutti, compresi i non omosessuali.

Gustavo
per fare l’esempio contrario: se l’omosessualità è una malattia, quel gay ha diritto ad un trattamento medico, farmacologico e strumentale pubblico o pubblico convenzionato, pagato perciò anche con i danari di chi non è omosessuale.

Perché ho pubblicato questa discussione?
Evidentemente per avviare una discussione su di un tema scottante e troppo politicizzato, ricondurlo al suo alveo naturale ed analizzarlo alla luce degli interessi dei mondi che lo compongono e lo circondano.
E se ne nutrono ….

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

de magistris sta ad alemanno come napoli sta a roma

domenica, 26 giugno 2011

Ecco come l’inesperienza politica e certa visione distorta della realtà napoletana, mette a nurdo l’agire del sindaco di napoli, assolutamente incapace di gestire il ciclo dei rifiuti, ma altrettanto certo di poter promettere ai napoletani un ripristino delle condizioni di normalità nel ciclo dei rifiuti in soli cinque giorni.

Scaduti i cinque giorni, ecco levarsi il grido di dolore di de magistris:

esiste una regia dietro ai roghi di rifiuti abbandonati nelle strade e nelle piazze della città.

E torniamo al passatempo preferito della casta politica italiana:

la deresponsabilizzazione totale, il teorema del complotto, la teoria della camorra dietro ogni cosa napoletana.

Come se non sapessimo tutti che la camorra imperversa, condiziona e sottomette il governo della città di napoli da sempre.

Non lo sapeva forse, il candidato de magistris?

E non lo sa nemmeno il sindaco de magistris?

Sbalordisce il vedere il sindaco di napoli ballare al gay pride napoletano, proprio il giorno in cui sono decine e decine i roghi nella città che avvelenano i napoletani:

par di ammirare le tavole pittoriche di Gustave Dore’ che ben descrivono l’allegoria dantesca dell’inferno, pare di sentire la musica della lira di Nerone, mentre assiste al rogo di Roma.

Questa napoli è una autentica follia sconsiderata, bisognosa di estremo e continuo aiuto da parte del paese per sopravvivere a se stessa, ma intrinsecamente quanto assolutamente rassegnata rispetto al proprio destino:

attende sempre che qualcuno o qualcosa risolva i propri problemi in vece sua, attende sempre la caduta della manna dal cielo romano per far sopravvivere una napoletanità ormai priva di ogni dignità e moto di orgoglio e di appartenenza, senza alcuna identità positiva da difendere e rappresentare e, soprattutto, conscia e cosciente di aver perduto ogni speranza, ogni barlume di civiltà, ogni coesione comunitaria, ogni diritto al futuro.

Quel ballo spensierato del primo cittadino napoletano al gay pride, offre la lettura di una presenza elevata di insensibilità umana e politica e di cinico egoismo, quasi che, per sopravvivere oggi in questa napoli, occorra essere distaccati dal presente, quel tanto che basta per non soffrire, troppo ed ancora.

Un quadro pittorico degno della rappresentazione di Gustave Dore’, appunto, degno della migliore Divina Commedia, degno del peggiore Inferno dantesco.

Ma è ancora una rappresentazione artistica ad offrire uno spaccato della vicenda napoletana e meridionale, romana e centralista, cinica ed anti-popolare, degenerata e degenerante.

Ed è proprio il romano Ettore Petrolini che offre la possibilità di comprendere immediatamente il degrado storico nel quale naviga certa italianità, attraverso la sua indimenticabile interpretazione dell’imperatore romano Nerone che placa con la sua oratoria, l’indignazione popolare derivante dall’incendio di Roma, a lui addebbitata:

“… ignobile plebaglia, così ricompensate i sacrifici fatti per voi?
Ritiratevi! Dimostratevi uomini, e domani Roma, rinascerà più bella e più superba che pria ….
Bravo!
Grazie!
Il popolo, quando sente le parole difficili, si affeziona:
ora glielo ripeto:
più bella e più superba che pria
Bravo!
Grazie!
Il popolo, quando si abitua a dire che sei bravo, pure che non fai niente, sei sempre bravo …”

Non vi è più nulla da aggiungere come pure da dire sulla miserevole condizione vissuta dal popolo del sud e del centro dell’italia, che vede nelle città di napoli e roma e nelle vicende che le attanagliano e le imbarbariscono, lo spaccato di una politica affatto capace di rispondere alle esigenze dei napoletani e dei romani, tranne ospitare grandi manifestazioni goliardiche di orgoglio gay (solite pagliacciate allegoriche e carnascialesche che stridono con i momenti cupi e tristi che investono i tempi moderni e con la serietà con cui andrebbero invece affrontati), per offrire una possibilità in più di ridere e di divertirsi, perchè tanto, come dice Eduardo De Filippo, un altro mito del teatro comico italiano, nella scena finale della “napoli milionaria”:

“adda passà ‘a nuttata”.

Sì, apetta e spera.

Chi di speranza vive, disperato muore.

Non è più il tempo della speranza e della moderazione, ma è il tempo del coraggio e dell’azione.

Che qualcuno lo spieghi, per favore, ai quadri dirigenti politici e burocratici meridionali e romani:

al mattino, dopo la nottata, troveranno i cambiamenti cui hanno lavorato per tutta la notte, e null’altro.

Ma se andate a ballare e pridare, al mattino vi ritroverete sommersi da un mare di monnezza e di merda:

la vostra.

E non chiedete aiuto ad altri, poiché è vostra quella monnezza ed è vostra quella merda, ed esclusivamente vostro è il relativo compito e dovere di fare pulizia.

In tutti i sensi ….

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X