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Riflessioni a tastiera aperta – 13/04/2012 di Gustavo Gesualdo

sabato, 14 aprile 2012

Umanità

Il rapporto tra intelligenza e controllo della pericolosità:
un nuovo e recente studio del SUNY Downstate Medical Center e pubblicato su Frontiers in Evolutionary Neurosciencemette in evidenza che l’intelligenza e la capacità di preoccuparsi dell’essere umano risultano essere correlate. “Mentre l’eccessiva preoccupazione è generalmente vista come un tratto negativo, a differenza di una grande intelligenza, essa può tuttavia indurre la nostra specie a evitare situazioni pericolose, a prescindere da quanto sia remota la possibilità che si manifesti un concreto pericolo”.

L’ho sempre pensato, l’ho sempre creduto.
Lo sviluppo di intelligenze umane post-animali ed istintive corrisponde per me ad una dose ben determinata di intelligenza evoluta e curiosa commista ad una fantasia senza alcun freno.
Il risultato è la capacità umana di proiettare mentalmente scenari futuri, prevederne ogni singola possibile evoluzione, controllarne le visioni pericolose ed ansiose ed agire conseguentemente nella direzione della migliore scelta per l’essere umanoe la sua continuazione.
Prevedere il futuro: questo è l’obiettivo primario per una umanità prossima al collasso.
Insomma, è l’esatto opposto di chi tira a campare, di chi dice “adda passa’ ‘a nuttata”, di chi si dichiara ottimista a priori e punta dritto in un burrone e, sebbene avvisato ed allertato, cade in quel burrone volontariamente quanto stupidamente.
Una intelligenza particolarmente evoluta è spesso solitudine ed incomprensione, e viene appellata cassandra da chi non la comprende, da chi ne ha timore, da chi la invidia e la contrasta.
Intelligenza è solitudine in questo mondo di folli che si autodefiniscono “normali”.
Ma sono proprio queste intelligenze evolute l’unica salvezza per l’umanità che abita il pianeta Terra.

Nello Stato di Pernambuco, uno dei piu’ poveri del Brasile, alcuni membri di una setta uccidevano donne di cui si nutrivano, e con la cui carne, preparavano focacce vendute poi a degli avventori, per strada.
Cosa rende immensa ignoranza?
La mancanza di benessere, la povertà materiale che produce povertà morale e spirituale.
La povertà fa fare un salto indietro nella scala della civiltà di almeno 10/15..000 ani fa, quando l’umanità dell’Homo Sapiens diversificato, riorse dal grande freddo della ultima glaciazione.
Dedicato a chi credeva che aiutare una crisi economica poteva liberare qualcosa o qualcuno.
In politica si fanno spesso scelte scellerate prgettate da folli intrisi dd una immensa povertà culturale e di una ignoranza incolmabile ed incalcolabile.
Tutto ha un costo.
Anche essere ignoranti.
E se l’umanità non si salverà dal suo prossimo futuro, questo potrebbe essere un fallimneto umano derivante da fattori endogeni alla specie umana piuttosto che esogeni alla atmosfera terrestre.

Riflessioni sull’essere umano, troppo umano
Se ami ti fregano.
Se ignori sei salvo.
Se odi sei savio.
Quale rosposta scegliere?
Scegliete la A, la B o la C?
questo è il tempo in cui gli adoratori del bene moriranno di stenti
questo è il tempo in cui l’ignoranza condannerà alla estinzione
questo è il tempo dell’odio e della violenza: l’oste della storia è dietro l’uscio, bussa, ed ha in mano un bastone

La storia della umanità parla chiaro: Si Vis Pacem Para Bellum
Bisogna avere molta esperienza per comprendere che per raggiungere l’amore, non si deve commettere mai l’errore di usare il mezzo dell’amore.
Bisogna aver letto la storia per comprendere che se vuoi fare del bene, non è una carota il giusto mezzo per raggiungerlo.
Ed se oggi vuoi guadagnare anche solo una carota, è il bastone il giusto strumento, non un’altra carota.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Ritorno al Futuro

giovedì, 5 aprile 2012

Mi guardo intorno e vedo una stanza, la stanza dove ho vissuto da solo negli ultimi quattro anni.

E sono ben sei anni che sono lontano dalla mia famiglia, senza uno straccio di vita sociale, alla caccia di chissà cosa, alla mercede di chi non sa cosa fa.

Fuggito da un male divenuto oggi ancor più forte e all’inseguimento di un sogno che si è invece infranto.

Non ho più un posto dove andare, ne un motivo per restare.

Mi è rimasta una sola cosa, l’unico bene della mia vita.

Andrò da loro, da mia moglie, dai miei figli.

E quel che non ho avuto il coraggio e l’egoismo di fare per me stesso, lo farò per loro.

Io cambierò questo paese.

O cadrò nel tentativo.

Ma non cadrò da solo:

non lascerò nulla dopo di me di impunito o di impunibile, o peggio ancora, di intoccabile.

No, io non cadrò inutilmente.

Poiché Io sono stanco di avere sempre ragione e di restare in ogni caso inascoltato.

Oggi finisce il tempo delle parole.

Oggi, inizia il tempo del bastone.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Il Futuro del Pianeta. Parte seconda – Michael Jackson – Earth Song

mercoledì, 9 marzo 2011

Sono ormai giorni e giorni che son perseguitato da una canzone straordinaria.

La ascolto, la riascolto e la ascolto ancora, ed ancora, ed ancora.

Una vera ossessione è divenuta per me questa Earth Song, di Michael Jackson.

La capacità comunicativa di Michael Jackson si eprime al meglio in questa canzone, tanto che, pur non conoscendo il singnificato del testo, mi sono sorpreso più volte a riflettere profondamente mentre la ascoltavo e, non mi vergogno a dirlo, anche a piangere.

Era un urlo, quello che proveniva da questa canzone, un urlo interiore terribile e bellissimo allo stesso tempo.

Ho cercato la traduzione del testo, ed ho subito capito perchè condividessi tanto quella melodia, quella ritmica, quella magnifica espressione musicale e vocale.

E’ un inno all’amore e all’odio, quel grido, amore per la terra e per gli esseri umani, ed odio, odio per gli eventi che stanno travolgendo ed uccidendo questo pianeta, odio per quelle errate e scellerate scelte che ci stanno uccidendo.

Tutti.

Ho già espresso il mio pensiero su questo tema in un post di questo blog che si intitolava “Il futuro del pianeta”, di cui riporto il link per un approfondimento:

http://www.ilcittadinox.com/blog/il-futuro-del-pianeta.html

Ma nel testo della canzone di Michael Jackson, vi sono domande inquietanti, frequenti, universali.

Le stesse domande che mi son posto nel tempo anch’io e, certamente, anche ognuno di voi.

Mi sono allora deciso a scrivere questo post, che sembrerà un po pazzo ed un po leggero, ma che della pazzia e della leggerezza che oggi inquinano il nostro pianeta, farebbe molto volentieri a meno, imputando ad esse ed a nessun altro sentire umano, la piena ed unica responsabilità della potenziale fine del nostro genere, del nostro stesso esistere.

Pazzia e leggerezza di cui farei a meno anch’io e molti di quelli che hanno un sentire comune al mio.

Quel che scriverò in commento a calce di ogni parte di questa canzone, sarà terribile e violento, quanto giusto e vero.

Come è peraltro sempre stato il diritto naturale fondato dagli uomini a tutela degli uomini, e rovinosamente abusato da un buonismo di massa del tutto deficiente ed ignorante.

Come potete leggere, sarò duro, durissimo.

Sarò crudo, crudissimo.

Ma sarò certamente ed umanamente uomo in tutto ciò, in questo mondo capovolto ove un pazzo sembra l’unico a dire il vero, dove quell’uomo figlio di Dio, finì crocifisso ad una croce a causa del vero bene che portava negli altri.

Sarò duro, durissimo, come avrebbe dovuto essere ogni padre nei confronti del proprio figlio, invece di cercarne egoisticamente l’amore e la condivisione a tutti i costi al pari di un fratello o di un amico che non avrebbe mai dovuto divenire per esso, contro di esso.

Non è il ruolo del padre quello, ma della madre.

Ma nella confusione dei ruoli e delle tradizioni che viviamo, tutto, ma proprio tutto viene idiotamente accettato con malversato senso buonista e perbenista, compresa la fraintesa finalità della cellula fondante di tutte le società moderne, la sempiterna divisione dei ruoli fra uomo e donna, fra padre e madre, fra genitori e figli.

E’ questo mio, il ruolo del portatore della verità, ruolo che incarno da sempre, involontariamente, naturalmente.

Me ne scuserete l’incarnazione involontaria, ma essa è innata in me.

Me ne scuserete la violenza, me ne perdonerete la sete di verità.

ma, da dove partiamo?

Dal testo di questa Earth Song, di Michael Jackson.

Traduzione in italiano (non mia, scuserete se potrà contenere inesattezze traslative o di traduzione):


La Canzone per la Terra – di Michael Jackson

Cosa succede all’alba
Cosa succede alla pioggia
Cosa succede a tutte le cose
Che tu dicevi dovevamo guadagnarci…
Cosa succede ai campi morenti
E’ un momento?
Che cosa succede a tutte le cose
Che dicevi erano mie e tue
Ti sei mai fermato ad osservare
Tutto il sangue che abbiamo versato prima
Ti sei mai fermato ad osservare
Questa Terra piangente, queste rive piangenti?

Centrato.

Quel che accade nel nostro presente è proprio legato a quel “Cosa succede a tutte le cose, Che tu dicevi dovevamo guadagnarci…”.

Abbiamo profondamente e radicalmente trasformato questo pianeta in un potenziale obitorio umano orbitante nell’universo, a causa di una fraintesa accezione al termine guadagno.

Il guadagno oggi non avviene più sulla costruzione dura e faticosa di imprese umane che producono elementi e servizi essenziali alla sua stessa sopravvivenza, ma il guadagno avviene ingiustamente e molto dolorosamente sulle speculazioni nelle rendite finanziarie, quelle stesse rendite che, non a caso, sono state il fattore scatenante della crisi umana, economica e finanziaria che stiamo subendo, molto duramente, forse mortalmente, almeno per i sistemi macro economici che la sovrastano e che la guidano, consapevolmente, incoscientemente.

E’ quella cosa che molti appellano “globalizzazione” degli interessi che governano i governi, che sottomettono i popoli.

E’ quella cosa che taluni, come il sottoscritto, definiscono come poteri sovrastrutturali.

I soldi non li fa più l’impresa che produce qualcosa, ma li realizza un mercato senza anima di speculatori finanziari privi di scrupoli, privi di ogni attaccamento alla propria comunità, privi di ogni essenza umana condivisibile.

I soldi oggi si fanno con la speculazione più bieca e cieca, che tende ad assoggettare e costringere ognuno di noi in una dimensione tristemente inumana, in una condizione di sudditanza al dio danaro, così come oggi viene concepito, desiderato e prodotto.

Un esempio per tutti è il mercato industriale automobilistico, che volontariamente non adotta meccaniche di propulsione e dimovimento a base di gas presenti in modo praticamente infinito, al solo fine di mantenere in piedi un sistema alienato e malefico che ruota attorno ai combustibili fossili, alla loro proprietà, alla loro gestione, al loro uso.

Esistono tecnologie che le grandi industrie non adottano per la propulsione dei mezzi di trasporto, tecnologie che emettono un bel nulla di pericoloso nella nostra atmosfera, nemmeno quel calore che è certamente il potenziale assassino del nostro futuro, dei nostri figlie nipoti, se non di noi stessi.

E le guerre in questa terra, si sono tutte fatte sulla base dello sfruttamento delle risorse energetiche.

E quella pace che chiedono in tanti, non sarà mai possibile senza una presa di coscienza di questa come di altre dolenti e scottanti verità, quali quella che siamo in troppi a respirare su questo pianeta, emettendo gas letali in quantità eccessiva, gas che stanno aumentando il benefico e naturale effetto serra del pianeta, gas che stanno liberando altre enormi quantità di gas analoghi imprigionate da una “temperatura normale” negli oceani, ed ora pronte a surriscaldarci e ad avvelenarci tutti.

La verità che più fa male e che è contraria al dio del consumismo figlio della famigerata dea impazzita delle rendite finanziarie, è che siamo ormai in troppi, per poter sopravvivere tutti, per avere una speranza di futuro.

Amen.

Chorus:
Aaaaaaaaaaaah Ooooooooooooh
Aaaaaaaaaaaah Ooooooooooooh

Che cosa abbiamo dato al Mondo
Guarda che cosa abbiamo dato
Cosa è successo alla pace
Che tu hai promesso a tuo figlio…
Cosa è successo ai campi fioriti
E’ un momento?
Cosa è successo a tutti i sogni
Che tu dicevi erano miei e tuoi
Ti sei mai fermato ad osservare
Tutti i bambini che muoiono per la guerra
Ti sei mai fermato ad osservare
Questa Terra piangente, queste rive piangenti?

“Cosa è successo alla pace, Che tu hai promesso a tuo figlio…”.

Ecco il salto generazionale incosciente e perdente che ha fatto dimenticare ogni identità di appartenenza, che ha fatto delle famiglie un mero contratto fra individui che possono anche essere improduttivi, se appartenenti allo stesso sesso, e profondamente perdenti, poichè non legate ad un futuro più lungo della lunghezza della loro vita, non proteso e non proiettato nel futuro oltre la vita, oltre la propria vita terrena, quel futuro che fa vedere ad ognuno di noi il proprio figlio come la continuazione di se stesso nel tempo, quel figlio che è il legame generazionale del passato al presente e del presente al futuro, quel figlio che impedisce ogni mercificazione umana ridotta in schiavitù assoluta alla potenza del dio danaro, di suo fratello il dio consumo, e della loro madre, la dea del sistema della speculazione finanziaria anti-umana.

Questo processo, da molti guardato come uno straordinario successo del pensiero laico moderno, è meglio conosciuto come “secolarizzazione” dal termine latino saeculum, con il significato di, guarda il caso, mondo, pianeta.

La secolarizzazione come processo per il quale la società non adotta più un comportamento unifico ed umanamente quanto storicamente fondato, ma si allontana da schemi, usi e costumi tradizionali, investendo tutto il sistema dei valori, modificandoli, mortificandoli o eliminandoli e, con essi, trasformando anche le identità, le appartenenze, comprese e soprattutto quelle laiche e/o laicizzate.

Questo processo storico è invece un fallimento assoluto che ci sta uccidendo tutti.

Questo “mondo” malcreato dagli esseri umani ci sta uccidendo tutti.

Esso ha minato dapprima le famiglie e la concezione di imprenditoria familiare, sganciando nel mondo delle cointeressenze governate da un mercato azionario senza fratelli e sorelle, senza padri ne madri, il concetto di produzione morale asservita ai veri bisogni umani, quelli più elementari e sani.

La ricerca di un finanziamento bancario e finanziario che andasse oltre la propria familiarità comunitaria, che prelevasse altrove quel danaro che servisse alla liberazione di un mondo industriale, se pure intelligente e valido nella sua volontà, è stato invece trasformato in una dittatura della finanza sul sistema produttivo per cui, le imprese oggi sono schiave delle banche e della loro infinita sete di ricchezze.

Quella liberazione che faceva sognare un futuro di benessere, è stata invece e suo malgrado, la madre di una schiavitù corruttiva senza soluzione di continuità, in nome di una parola mai abbastanza abusata:

l’usura, l’usura del mondo finanziario nei confronti del mondo produttivo.

La fraintesa ed accondiscendente libera civiltà umana ha prodotto essa stessa quelle deformazioni che la stanno uccidendo, quelle interruzioni generazionali che, sventolate come bandiere di conquista di libertà, si sono verificate come vessilli di morte, morale e materiale.

Amen

Chorus

Io sognavo
Io guardavo oltre le stelle
Ora non so dove siano
Sebbene siamo andati anche oltre ad esse

Il sogno umano.
Ci hanno talmente convinti a sognare oltre le stelle, che abbiamo dimenticato di vedere cosa accadeva al nostro vicino, al nostro padre, alla nostra madre, ai nostri figli, questo sì, il vero futuro, il vero sogno umano degno di attenzione.

Chorus

Hey, cosa è successo al passato
(Cosa ci è successo)
Cosa succede ai mari
(Cosa ci è successo)
I cieli stanno cadendo
(Cosa ci è successo)
Non riesco neanche a respirare
(Cosa ci è successo)
Cosa succede a questa terra sanguinante
(Cosa ci è successo)
Non ci accorgiamo di ferirla
(Cosa ci è successo)
Cosa succede al valore della natura
(Ooooh, ooooh)
E’ il grembo del nostro pianeta
(Cosa ci è successo)
Cosa succede agli animali
(Cosa gli è successo)
Abbiamo trasformato regni in polvere
(Cosa ci è successo)
Cosa succede algi elefanti
(Cosa ci è successo)
Abbiamo perso la loro fiducia
(Cosa ci è successo)
Cosa succede alle balene che piangono
(Che cosa ci è successo)
Stiamo devastando i mari
(Cosa ci è successo)
Cosa succede ai sentieri nelle foreste
(Ooooh, ooooh)
Bruciano malgrado le nostre dichiarazioni
(Cosa ci è successo)
Cosa succede alla Terra Santa
(Cosa ci è successo)
Cosa succede all’uomo comune
(Cosa ci è successo)
Cosa succede ai bambini che muoiono
(Cosa ci è successo)
Non li senti piangere
(Cosa ci è successo)
Dove stiamo sbagliando
(Ooooh, ooooh)
Qualcuno mi dica perchè
(Cosa ci è successo)
Cosa succede ai bambini
(Cosa gli è successo)
Cosa succede ai giorni
(Cosa ci è successo)
Cosa succede a tutta la loro gioia
(Cosa ci è successo)
Cosa succede all’uomo
(Cosa ci è successo)
Cosa succede all’uomo che piange
(Cosa ci è successo)
Cosa succede ad Abramo
(Cosa ci è successo)
Cosa succede di nuovo alla morte
(Ooooh, ooooh)
Maledicici

Cosa ci è successo?
Cosa succede ai bambini?

Quel che li abbiamo condannati a subire con una dissennata politica proliferativa senza limiti.

Per assurdo e per paradosso, ma anche per ordine naturale, per ogni bambino che nasce in questa terra, diminuisce drasticamente la probabilità di sopravvivenza dei bambini venuti prima di lui.

Siamo riusciti a rendere infernale l’atto di amore e di speranza più grande e più belllo che esista:
la nascita di un bambino.

Ha ragione, Michael jackson.

Maledicici, o Signore, perchè abbiamo peccato in bontà nei confronti dei pericoli che attentano alla nostra stessa sopravvivenza.

Hai ragione quando urli con amore e con odio:
Maledicici!

Il fallimento delle promesse che certo progresso ci ha inculcato come vincenti.

Ecco cosa è il nostro presente disfatto ed arreso.

La soluzione a tutto questo, è la nascita di un governo federale mondiale, che gestisca e governi i processi globali che ci stanno conducendo ad un suicidio collettivo.

Ma, esiste una politica abbastanza forte da imporre questo governo alle forze economiche e finanziarie?

Esistono politici capaci di interpretare questi sentimenti, queste volontà di salvezza?

Esistono persone capaci di imporre a religioni radicali l’interruzione immediata di prassi religiose quali la poligamia che intervengono pesantemente sulla assurda proliferazione umana che questo pianeta non può più sopportare?

Il poeta è colui il quale riesce ad esprimere l’inesprimibile, diceva un poeta italiano.

Io aggiungerei anche colui il quale riesce ad evocare immagini vitali assolutamente condivise da coloro i quali le hanno sempre sentite dentro di se, ma non hanno mai trovato la strada per esternarle, per renderle manifeste e pubbiche, quindi, sentite come proprie e condivise.

Una qualità questa, cui la politica non può fare a meno.

Una qualità questa, cui la politica contemporanea fa troppo spesso volentieri a meno, etichettando per contro e negativamente come “una politica di pancia” questa qualità insostituibile.

Non c’è cuore, non c’è testa, secondo questi politici, che han dimenticato come sia lo stomaco a nutrire cuori e menti e come sia la soddisfazione alimentare del bisogno atavico di mangiare come quella di respirare ossigeno, una primordiale esigenza da soddisfare, l’unica prioritaria, l’unica decisiva per la vita.

Parole e idee, le ha portate via il vento della storia, quella storia che ci sta conducendo nel baratro senza fine di un mondo squilibrato e profondamente malato, lontano miliardi di anni luce dai bisogni primari dell’uomo.

E’ il declino delle libere democrazie così come sono state sinora fraintese e malversate.

E’ il declino del pensiero democratico-demografico che impone una politica del medio e mediocre al governo del mondo, una poltica mediamente e mediocremente sottomessa e corrotta, affascinata dal potere in quanto tale, ammaliata dai privilegi del potere e non dal suo uso.

E ditemi ora:

è questo il mondo che volete?

è questa la condanna che desiderate per i vostri figli?

Beh, io no.

Io non la desidero, questa condanna.

Io non scendo a compromessi con essa.

Io non mi sottometto ad essa.

Io la combatterò per sempre, o almeno sino a quando il potente giudice sovrastrutturale che l’ha emessa, mi tapperà la bocca per sempre.

Io non ci sto.

Io non morirò senza combattere.

Io non lascerò ai miei figli un mondo degenere, una morte del genere.

Questo non è il mio mondo e questo post, è la mia canzone per la Terra.

Per la Mia Terra.

Per i miei figli.

Perchè possano comprendere e mai più ripetere gli errori di quei padri, che non sono certamente io.

Mors tua vita mea.

Si vis pacem, para bellum.

Mai come oggi, mai state così vere queste parole.

Mai.

Se la mediocrazia tendente al ribasso umano ha deciso di ucciderci tutti, allora non vedo perchè l’ignoranza che sottintende questa mediocrazia debba essere tutelata e preservata, quale fosse un tesoro immane, e non invece giustamente educata e governata.

E’ il momento di fare scelte, signori e signore, è il momento di schierarsi, di vestire spada e scudo per difendere la nostra vita, la nostra civiltà, la nostra sopravvivenza.

Prima che sia troppo tardi.

Prima che lo faccia qualche mediocre ignorante contro di noi.

Prima che lo faccia il pianeta per tutti noi.

Welcome people, to the real world.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Il bene, il male e l’Apocalisse

venerdì, 25 febbraio 2011

In questi giorni in cui venti di guerra spirano nel Mediterraneo portando morte e disgrazia, in questi tempi in cui il mondo è ostaggio di un male terrorista e di una crisi che profonde ogni senso della vita umana, in questi momenti storici in cui il male sembra sprigionarsi senza tregua, ebbene, proprio in questi giorni, voglio ricordare a me stesso ed a tutto il mondo che, se il Bene smette di combattere per la sua libertà, non vi sarà scampo dal male.

Per nessuno.

Ho scritto queste due righe che pubblico per ricordare quale destino ci attende, se smettiamo di batterci per le cose in cui crediamo, per la vita che vogliamo, per il Bene che desideriamo:

Bene e male vivono in un equilibrio di continuo contrasto antagonista.

Il giorno in cui il bene smetterà di opporre il suo contrasto, quello sarà il giorno della Apocalisse.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Mai mula’ tegn dur

sabato, 18 dicembre 2010

In Italia, negli ultimi lustri, i partiti presenti già nella prima repubblica, si sono affacciati alla seconda senza guardare al futuro.

E così abbiamo subito la saga degli sdoganamenti.

I partiti comunisti si son sentiti in dovere di apparire meno comunisti di quanto non fossero, i democristiani meno democristiani di quanto non fossero, i socialisti meno socialisti di quanto non fossero, i democratici di sinistra meno di sinistra di quanto non fossero, i fascisti meno fascisti di quanto non fossero.

Nessuno di loro ha cercato uno sbocco verso il futuro, ma ha solo tentato costantemente di sdoganare il peggio della loro essenza nella nuova repubblica, al solo fine di trasferire nella seconda repubblica anche la leadership della prima, rivista, ripulita e corretta da uno sdoganamento storico-politico.

Questa operazione ha garantito la sopravvivenza di dinosauri politici anti-storici come gianfranco fini, massimo d’alema, romano prodi, nichi vendola.

Questa operazione ha impedito alle nuove leve politiche di concorrere alla nuova leadership politica e di contribuire a costruire quell’ordine di valori che rappresenta idealmente un nuovo modello politico.

Ma sono stati fermati.

E così, è iniziata l’epoca della reazione a tale “tappo anti-storico”, che occludeva l’accesso al futuro di ogni formazione politica proveniente e rinvenente dalla prima repubblica.

Ed’ stato lo sdoganamento del fascista fini nel moderno e affatto liberale sempiterno delfino coronato dal kippah, del delfino sempiterno di qualcun’altro (prima di Almirante, poi di Tatarella ed oggi di Berlusconi), del traditore degli ideali della destra storica italiana per una collocazione moderata di centro, per poi tornare indietro e dichiarare che “la destra sono io”, per poi tornare ancora indietro e ridisegnare il “futurismo politico” unito violentemente ad una libertà che “certa destra” ha sempre contrastato, da quella stessa destra, che ne pretende la rappresentatività unica ed univoca.

Un tradimento dopo l’altro, uno sdoganamento dopo l’altro.

Ed ecco arrivare la reazione delle nuove leve a siffatta condizione di “politica bloccata”, ed ecco arrivare il benservito per codesti dinosauri politici che si credono ormai leggende storico-politiche immortali, ma che i libri di storia accenneranno appena come componenti di alcune fazioni politiche minoritarie ed ininfluenti.

Ed ecco arrivare la “rottamazione degli sdoganati”, per pensionare radicalmente una intera dirigenza politica che si crede immortale, per offrire al paese un futuro realmente diverso dal passato, a cominciare dalle persone che lo incarnano.

Questa operazione di sdoganamento ha incontrato un nuovo fronte politico veramente nuovo, a partire dall’epopea berlusconiana ed il conseguente berlusconismo e dall’ormai storico superamento delle ideologie e della loro contrapposizione anche violenta in virtù del “regime del buon governo, del riformismo e della sana amministrazione” avviato dalla ormai leggendaria storia di un movimento politico a-partitico ed anti-ideologico:

la Lega Nord per l’Indipendenza della Padania.

Questo “incontro” con il nuovo che avanza nel paese, sembrava almeno inizialmente resistere al canto delle sirene che invocavano potere senza il relativo consenso elettorale, così come avveniva nella prima repubblica della democrazia bloccata e ricattata da piccoli gruppetti parlamentari che dettavano legge con lo zero virgola qualcosa di ago della bilancia parlamentare.

Ed è la storia del passato incarnato dai casini e dai fini, ambedue sdoganati e salvati dalla caduta della prima repubblica ed ambedue autori dei tradimenti politici più contestati nelle maggioranze del cdx, come la storia dei d’alema e dei prodi nel csx, traditisi a vicenda e senza pietà alcuna per il bene comune e l’interesse del paese.

Ora, questa restaurazione conservativa della prima repubblica, tenta l’attacco mortale al nuovo che vanza nel paese, tenta di fermare le riforme che urgono al paese, tentano di impedire quei cambiamenti poloitico-istituzionali e normativo-costituzionali, che servono al paese per uscire velocemente dalla crisi economico-finanziaria che lo assilla, ma che decretano la fine di ogni prassi e procedura come di ogni leadership che provenga dal passato, un passato che questo nuovo paese nascente vuole assolutamente dimenticare.

Questa politica parruccona e irresponsabile attacca ora il governo del paese, creando aqd arte una crisi politica artificiale ed irreale, per tentare, per l’ultima volta, di impedire il cambiamento del paese e di invertire la marcia del riformismo federalista e del buongoverno leghista.

Ma questa politica parruccona e vecchia, riceve invece lo schiaffo in pieno volto di chi, questa politica e questi politici, vuol rottamare e dimenticare.

E per assurdo, lo schieramento dei rottamatori vede, oltre ai berlusconiani ed ai leghisti, schierarsi l’anti-politica dei grillini e la base politica dell’IDV e del PD, poichè per cambiare il paese, bisogna rottamare e smaltire tutto il passato che doveva morire con la caduta del muro di Berlino e che invece oggi è vivo e vegeto ed attacca il cambiamento più grande:

il rinnovamento generazionale.

E’ la battaglia più grande e più bella di tutta la storia della repubblica italiana, è la battaglia mortale ai fenomeni mafiosi, è la battaglia ad una leadership politica che è stata solo sdoganata, ma che non è affatto cambiata, e che rappresenta oggi il più grave ostacolo all’accesso al futuro di famiglie ed aziende italiane.

Una guerra terribile ed orribile si dipana in questi giorni, con l’ombra minacciosa di quella sinistra che è stata sconfitta dalla storia ma che tenta lo sdoganamento dell’impossibile,

lo sdoganamento della violenza politica e di quel terrorismo criminale che, come nell’iconografia dell’Arcangelo Michele, schiacciata a terra in forma di serpente o di diavolo, ma pur sempre viva e pronta a prevalere sul bene.

E’ la sempiterna lotta fra il bene ed il male, fra il regno dell’amore e il regno della violenza e dell’invidia, della gelosia e dell’arroganza.

E’ la sempiterna lotta che non vedrà mai prevalere il male.

Almeno sino a quando esisterà anche un solo arcangelo del bene.

Ed è per questa speranza che il mondo vive, senza della quale, sarebbe destinato ad un futuro disperato di povertà e di oppressione, di sudditanza e di schiavitù eterna.

Ed è per questa speranza che uomini e donne come me, non smetteranno mai di combattere per il bene:

poichè nella sempiterna lotta fra il bene ed il male, è solo il continuo e quotidiano contrasto degli uomini e delle donne di fede (fedeli) che impedisce al male degli infedeli e dei traditori di prevalere.

Fate il vostro gioco signori, fate il vostro gioco.

ma sappiate che noi, non molleremo mai la presa.

Mai mula’, tegn dur.

Ed ora, potete anche tornare dall’inferno dal quale siete venuti:

di qui, non si passa.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Messaggio per i gelosi, gli invidiosi, i portatori di odio e di violenza ed i traditori

martedì, 14 dicembre 2010

Chi di gelosia, invidia, odio, violenza e tradimento ferisce

di tradimento perisce.

Avete perso.

Come al solito.

E non vi dimetterete.

Come al solito.

Ma chi disperato vive,

disperato muore.

Politicamente parlando.

E siete defunti infatti, dinosauri estinti, morti viventi, zombie e fantasmi della prima repubblica!

Avete fallito!

Siete finiti!

Sconfitti dalla storia!

Ancora una volta!

E chi avrà il coraggio di raggiungere accordi elettorali con i campioni del tradimento politico?

Ha vinto la libertà!

Avete perso voi!

Delfini nati perdenti ……

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

L’attacco alla Lega del nuovo che avanza

sabato, 9 ottobre 2010

Più volte ho posto l’accento in questo blog su come le uniche riforme realizzate in questo paese siano di esclusivo stampo leghista.

Questo ormai consolidato governo del cambiamento e dell’adeguamento dello stato di diritto al paese reale, riceve però un fortissimo contrasto da parte della casta della conservazione dei poteri, dei privilegi e delle poltrone del potere pubblico.

Ed è dietro questa cortina fumogena che attacca la Lega che si gioca il futuro di questo paese.

E’ ormai sempre più evidente il coinvolgimento diretto di istituzioni ed apparati dello stato in questa che definirei “la prima vera guerra civile italiana”.

No, non è una guerra in senso stretto, laddove le contrapposte visioni politiche e i differenti stili di vita si confrontano su di un campo di battaglia dove a combattere si incontrano eserciti armati in assetto di guerra, carri armati e divisioni di fanteria, ma è piuttosto una guerra dove il confonto è fra chi vuol riformare e cambiare le regole dello stato di diritto, – adeguandolo ai tempi moderni e colmando la distanza che lo separa dal paese reale – e quei poteri, più o meno democratici e più o meno occulti che invece fondano la loro esistenza, il loro benessere, il loro arricchimento e la loro stessa sopravvivenza presente, passata e futura sulla sussistenza di queto gap, profondamente ancorati al concetto di democrazia bloccata, di estrema rigidità del Sistema ad ogni vento di cambiamento.

In questa disatrosa “guerra civile” a detta degli uni e degli altri, si contrappongono addirittura interi apparati dello stato, istituzioni democratiche, poteri del mondo dell’informazione.

C’è chi accusa la presenza in campo politico di una parte dell’amministrazione della giustizia chi, di contro, vede la presenza sul campo di battaglia addirittura dei servizi segreti, nella formulazione di scandali, e di chi ancora, vede un mondo dell’informazione spaccato fra anti-berlusconiani e raccoglitori di informazioni assemblate in dossier da utilizzare a fini politici.

Un bel parapiglia, non c’è che dire.

Certo, un quadro così fosco, se fosse realmente verificabile, risulterebbe intriso di potenziali conflitti di interessi.

Un esempio chiarificatore è certamente quello della terza carica istituzionale italiana.

E’ infatti incomprensibile (a noi italiani, figurarsi agli osservatori esteri) come sia possibile identificare le ormai quotidiane prese di posizione pronunciate pubblicamente da Gianfranco Fini:
ma parla il leader di un neonato partito o parla il più autorevole il presidente della camera?

Nell’esame delle esternazioni finiane e nell’analisi nel merito, la chiave di lettura di questo conflitto di interessi.

Basta leggerle per dare una risposta alla storica domanda:

Cui Prodest?

Ma questo, è solo un esempio, esso è solo la cima dell’iceberg.

Non mi inoltro in queste considerazioni e mi rivolgo alcune domande cui occorre dare delle risposte in questo immodificabile paese composto da caste di potere e corporazioni affatto convinte che sciogliere i nodi del debito pubblico italiano sia una strada che conduca al futuro, anzi, probabilmente per alcune di queste caste, riformare il paese, eliminare sprechi nella conduzione della pubblica amministrazione, eliminre i poteri mafiosi, e rendere liberi poteri come quello della politica, della giustizia e dell’informazione, sarebbe un biglietto di sola andata per l’inferno.

Già liberi.

Ma liberi da chi, liberi da cosa?

Insomma, negli States (USA) le inchieste giornalistiche possono abbattere presidenti del paese più potente del mondo mentre in Italia, le inchieste giornalistiche vengono bollate come dossieraggio ed addirittura coinvolte in indagini della magistratura a seconda del soggetto colpito e del risultato voluto.

La politica non è mi stata unna cosa perfettamente pulita nella storia dell’umanità, ma resto allibito dinanzi al silenzio assordante dei poteri dello stato, quando si attacca brutalmente e frontalmente l’esecutivo, contro l’incredibile successo che dimostrano altre strade, semmai opposte gli interessi del governo.

Ma il governo italiano, non è l’organo che dovrebbe amministrare il paese?

Certamente questo assunto è noto alle organizzazioni mafiose, che da sempre controllano il voto in talune regioni del paese al fine di “contrattare” con il potere politico posizioni di maggiore libertà di manovra, in tutti i sensi.

Poter ricattare, poter gravare di enormi pressioni e di minacce la politica ovvero poter controllare la politica attraverso le più suasive offerte di voti e di finanziamenti, è questa una realtà difficilmente dimostrabile in una aula di tribunale, ma altrettanto certamente rappresentano convinzioni profondamente scolpite negli attenti osservatori delle questioni italiane.

Il problema però, non è comprendere che queste influenze esistano, ma verificare con razionalità che, se in talune regioni le mafie possono aggredire a politica, a maggior ragione esse possono rappresentare l’ago della bilancia nell’accaparramento del consenso nazionale sufficiente alla formazione di una solida maggioranza a livello nazionale.

E questa analisi non può escludere il convincimento che sia il consenso elettorale proveninente da talune regioni, e non di tutte, a condizionare negativamente e pesantemente il governo della cosa pubblica, sia a livello locale che alivello nazionale.

Ed è proprio in questa lettura, è proprio in questa ottica che la cortina fumogena che tenta di dissipare il vento del riformismo e del cambiamento leghista si dissipa, mostrando il limite, disegnando un netto profilo:

è la questione meridionale, quella irrisolta questione che è fondamento del malcontento sempre più montante delle regioni del nord, sempre più identificate nell’azione politica della Lega Nord.

Ed ecco che l’aggressione sistematica alla Lega, trova motivi e giustificazioni, momenti di unione e di conservazione dei (pre)poteri e delle corporazioni trasversali che la fronteggiano, accusandola di essere un elemento “eversivo” del sistema.

Vogliamo insieme analizzare il termine eversione, nella sua etimologia più autentica?

forza che intende abolire, rivoltare, rovesciare qualcosa.

Ora, mi domando:

è lecito abolire le organizzazioni mafiose?
è lecito rivoltare il sistema del malgoverno e dello spreco di danaro pubblico?
è lecito rovesciare un sistema che tende costantemente alla conservazione e alla restaurazione dell’immobilismo politico e democratico della prima repubblica, un sistema corporativo che tenta di sopprimere ogni azione decisionale dell’esecutivo volta ad amministrare la cosa pubblica e a rinegoziare in tal senso quell’equilibrio dei poteri che non ha condotto il paese ad una democrazia realizzata nella prima come nella seconda repubblica?

Ed ecco, in questa chiave di lettura, svolgersi la mappa che fotografa l’attule empasse politico-istituzionale, la contemporanea guerra fra poteri che si svolge quotidianamente sotto i nostri occhi.

Vorrei chiarire ancor meglio il mi pensiero in tal senso ed il mio punto di vista.

E’ giusto consentire alle indagini giudiziarie di raggiungere una verità giudiziaria il più possibile vicina a quella reale e di farlo in un tempo umanamente giusto e breve?

E’ giusto consentire alle inchieste giornalistiche di raggiungere una verità mediatica il più posibile vicina a quella reale e di farlo in un tempo umanamente giusto e breve?

E’ giusto consentire al governo di raggiungere la realizzazione dle programma di governo ricongiungendo stato di diritto e paese reale e di farlo in un tempo umanamente giusto e breve?

In queste tre domande e non nella loro univoca risposta positiva, si nasconde il naturale conflitto di interessi di quei poteri che e di quelle forze che tentano ogni giorno di assicurare verità, giustizia e libertà al paese.

In questa confusione, taluni invocano il concetto del “primato della politica” nel governo dello stato al fie di compattare un paese di fronte alle sfide mortali che lo avvinghiano.

In questa confusione taluni tentano di rompere l’unità politica e di governo al fine di condizionare il governo dello stato e far prevalere altri poteri a quello decisionale dell’esecutivo.

Ecco, questa è la realtà:

un conflitto di interessi e di poteri.

In tutto questo, l’unica politica che conduce ad un futuro certo e giusto resta quella leghista.

In tutto questo, l’unica politica che viene aggredita con vilolenza è quella leghista.

Ecco infine, la chiave di volta della politica italiana:

la Lega Nord per l’Indipendenza della Padania.

Senza di essa e della sua azione politica, tutto sarebbe restato fermo a prima di Tangentopoli, nessuna riforma avrebbe visto la luce in questo paese, nessun governo avrebbe goduto di quella autorevolezza necessaria che discende dalla capacità di restare fedeli ai patti assunti con il popolo sovrano e leali a quelle solide maggioranze che hanno sinora dimostrato che, governare con continuità e stabilità questo paese è possibile.

Nonostante quelle anomalie e quelle eccezioni che confermano la regola della stabilità e della unità di un paese rispetto al proprio stato e al proprio governo nazionale.

Ma questa è un’altra storia, una storia che parte dalla crocifissione di quell’uomo che liberò l’umanità dal male ed arriva ai nostri giorni, laddove la difesa di un vessillo tricolore, non corrisponde alla difesa effettiva del paese che quel vessillo rappresenta.

Ed è la storia di certa umanità, sempre in posizione di difesa rispetto al nuovo che avanza.

« Ma essi, udendo queste cose fremevano d’ira, e si proponevano di ucciderli. Ma un fariseo, di nome Gamaliele, dottore della legge, onorato da tutto il popolo, alzatosi in piedi nel sinedrio, comandò che gli apostoli venissero un momento allontanati. Poi disse loro: «Uomini d’Israele, badate bene a quello che state per fare circa questi uomini. Poiché, prima d’ora, sorse Teuda, dicendo di essere qualcuno; presso di lui si raccolsero circa quattrocento uomini; egli fu ucciso, e tutti quelli che gli avevano dato ascolto furono dispersi e ridotti a nulla. Dopo di lui sorse Giuda il Galileo, ai giorni del censimento, e si trascinò dietro della gente; anch’egli perì, e tutti quelli che gli avevano dato ascolto furono dispersi. E ora vi dico: tenetevi lontani da loro, e ritiratevi da questi uomini; perché, se questo disegno o quest’opera è dagli uomini, sarà distrutta; ma se è da Dio, voi non potrete distruggerli, se non volete trovarvi a combattere anche contro Dio». »
(Atti 5,33-39)

Ora, non sarà venuta l’ora per la civiltà umana di consentire alla razionalità di prevalere sull’istinto e di creare un precedente storico che unisca vecchio e nuovo verso un futuro univoco, piuttosto che vecchio e nuovo del mondo si combattano atrocemente, il primo per prevalere e conservare ed il secondo per prevalere ed avanzare?

Una cosa insegna la storia, sia pure nel suo avvolgimento vichiano:

indietro non si torna.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Governo: fra udc e Lega

domenica, 11 luglio 2010

Il tradimento dell’ala finiana della pdl investe il governo di nuovi problemi di tenuta e di governabilità.

La garanzia berlusconiana della governabilità e della continuità nell’indirizzo politico è messa in crisi da un rigurgito partitocratico, conseguenza della buona azione di compattazione degli schieramenti politici a contrasto di una proliferazione assurda, inutile e dannosa di partiti e partitini, di correnti e correntine.

Di fronte a questo tentativo di restaurazione del regime partitocratico, da sempre all’origine della ingovernabilità del paese, il premier Berlusconi potrebbe vedere con favore il rientro dell’udc in seno alla maggioranza di governo.

La Lega alza gli scudi, dichiarando incompatibile la coesistenza di Lega e udc all’interno della alleanza di governo.

La posizione della Lega è grandemente condivisibile, visto che all’origine dei motivi che condussero alla fuoriuscita dalla maggioranza di governo (FI, AN, UDC e Lega) dell’udc vi fu l’inaffidabilità politica della stessa udc e la sua spinta restauratrice ad un modo di fare politica che non esiste più e che non sarebbe mai dovuto esistere:
quello del modello di democrazia bloccata (incompatibile con l’alternanza di governo), quello di un unicum ingovernabile corrotto da spinte intestine e demolito da una visione correntizia e disgregatrice della politica.

Inoltre, l’udc non ha mai fatto mistero di avere come obiettivo primario il contrasto al necessario federalismo fiscale, modello anch’esso incompatibile con quello di uno stato nazionalista accentratore a democrazia bloccata.

Appare largamente evidente che anche la stessa udc si ritiene incompatibile con la spinta riformatrice al cambiamento prodotta dal federalismo della Lega.

Difficile fare una scelta in questa condizione.

Ma il premier è sottoposto ad una scelta inderogabile:

o continua nella demolizione del partitismo e del correntismo al fine di costruire una nuova strada politica che conduce al buongoverno e che dia garanzie di continuità (va ricordato come solo i governi Berlusconi sono riusciti a concludere il mandato elettorale quinquennale),

ovvero si rende artefice della restaurazione di un passato che ha impedito sinora la piena realizzazione di una democrazia compiuta e matura.

O si torna indietro scegliendo l’udc e condannando di conseguenza il paese a tornare in piena I Repubblica, ovvero punta dritto verso il futuro continuando a governare con il suo alleato più fedele, la Lega Nord di Umberto Bossi.

In buona sostanza si potrebbe anche concludere così:

se marcello dell’utri e totò cuffaro possono convivere politicamente, entrambi sono veramente troppo al fianco di un leghista.

Forse così è più semplice e comprensibile per tutti.

Forse così, non lasciamo ombra di dubbio sul destino di eventuali fughe in avanti.

Ma forse, sarebbe meglio definirle delle fughe all’indietro …..

La crisi greca trascina giù borse ed euro

mercoledì, 5 maggio 2010

L’entrata nella Unione Europea e l’adozione della moneta unica europea, non ha portato tutti i benefici che i suoi fautori promisero.

Ora come ora, con le economie dei paesi europei così strettamente collegate, con la sovrastruttura finanziaria della moneta unica euro, il rischio che il crollo della Grecia abbia ripercussioni temibili in altri paesi europei, è elevato e tangibile.

Giù le borse europee, americane ed asiatiche, mentre il premier tedesco Angela Merkel, dichiara di fronte al parlamento tedesco che è in gioco “niente meno che il futuro dell’Europa – e con esso il futuro della Germania in Europa”, di fronte alla più grave crisi dalla nascita della moneta unica.

Il ministro delle Finanze finlandese Jyrki Katainen ha dichiarato: “le nostre economie sono così collegate che il rischio che i problemi si diffondano da un paese a un altro è molto alto”.

In tutto questo marasma, la casta politica italiana si dibatte in continui casi di malaffare, malgoverno e corruzione.

Unica, la Lega, veleggia in questo disperato mare, sapendo di aver sempre difeso le famiglie e le aziende italiane.

Ancora la Lega avvisava sui rischi che avrebbe portato l’euro alla nostra stabilità economica e finanziaria.

Ancora la Lega poneva serie riflessioni sui temi della sicurezza, della immigrazione, della difesa delle aziende e delle famiglie italiane, sulla difesa del nord produttivo e laborioso dagli attacchi di fannulloni, parassiti e mafiosi.

La lezione greca però non sembra segnare più di tanto tutti gli altri partiti politici italiani, distratti da beghe e lotte di potere intestine, indagini della magistratura, personalismi allucinanti, assoluta mancanza di una proposta politica decente.

Se questo paese fosse un paese normale, in un momento come questo dovrebbe stringersi intorno alle proposte della Lega e sostenere con forza il federalismo fiscale, argine unico al proliferare di quel sistema parassitario che ha condotto la Grecia verso la disintegrazione statale e sociale.

Se esistesse una casta politica responsabile e disinteressata, essa dovrebbe fare cerchio attorno alla Lega e alle sue proposte, consentendo a questo apese di essere finalmente traghettato verso un futuro migliore.

Ma esiste abbastanza buonsenso e senso di responsabilità, spirito di sacrificio e coesione comunitaria perchè tutto questo possa avvenire?

Nella risposta a questa domanda si nasconde il nostro futuro, nel bene e nel male.

Al di là del bene e del male, lì dove si dovrebbe avere la forza ed il coraggio di andare.

Vincerà chi crede nel futuro

lunedì, 3 maggio 2010

Fatta l’Italia, bisogna fare gli italiani.

Dal giorno della unificazione dell’Italia, non si è mai proceduto a creare un sistema che consentisse la coabitazione di popoli, interessi e culture diametralmente opposti.

L’unica formula vincente è quella proposta dalla Lega.

Ma la conservazione romana del potere e dei privilegi si oppone con forza.

E’ una grande battaglia di libertà.

Da una parte i conservatori del potere personale e dell’immobilismo del paese, utile alla sopravvivenza delle caste e delle mafie imperanti.

Dall’altra parte i riformatori che vogliono riformare il paese e lanciarlo in un futuro di benessere diffuso.

Vincerà, chi sa credere nel futuro:
la Lega