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Il governo Berlusconi, la casta, il do ut des e gli anni del dolore e del terrore

giovedì, 13 ottobre 2011

Si avvicina ogni giorno di più la resa dei conti all’interno della maggioranza di governo italiana.

Le spaccature si presentano ormai numerose, sia verticali fra gruppi politici che orizzontali, fra gli stessi partiti politici che sostengono il governo e la loro base popolare ed elettorale.

Questa condizione di frammentazione e di immobilismo politico, mette fine al cosìddetto populismo berlusconiano, fratturando in modo definitivo il rapporto fra un premier in grado di influenzare molta parte del mondo dell’informazione, sia pubblica che privata ed un popolo sempre più indignato ed arrabbiato, a causa della evidente incapacità dimostrata dalla classe politica italiana di offrire strategie di uscita e di contrasto alla attuale crisi economico finanziaria, irrimediabilmente sfociata e deteriorata in una cristi politica e strutturale di un paese mal educato all’approccio con il consenso elettorale, visto quasi sempre nei termini del do ut des:

il voto dietro corresponsione di un posto di lavoro, perlopiù di tipo pubblico o privato convenzionato o privato sottoposto alla estorsione del consenso politico e/o burocratico;

il voto dietro corresponsione di un appalto pubblico;

il voto dietro creazione artificiale di condizioni favorevoli ad una azienda o settore professionale e del lavoro o ad un gruppo di aziende ed un gruppo corporativo.

Questo è il cancro che sta ponendo fine al sistema economico italiano:

il parassitismo e l’abuso di potere elevato a sistema messo in atto dalle caste corporative del potere pubblico, sia politico-partitiche, che sindacali e burocratiche.

In un sistema statuale soggetto alle corporazioni e non al diritto ed al merito, si insinua perfettamente la logica di infiltrazione mafiosa, anch’essa in grado di condizionare grandemente il consenso popolare offrendolo in cambio di favori politici, di appalti pubblici, di posti del potere pubblico in cui insediare stabilmente gli amici degli amici, concorrendo in modo preferenziale nel sistema economico sano del paese, distruggendone l’economicità industriale, condizionandone l’aspetto finanziario, erodendo ed infiltrando dal di dentro quelle aziende e quelle società produttive messe in seria difficoltà da un sistema politico burocratico malato e da un sistema bancario e finanziario inadeguato ed immaturo, infiltrandosi ancor più sino a ricattare prima e sostituirsi poi al soggetto economico e produttivo sano, attraverso il sistema della usura.

Le maggioranze di governo che hanno sostenuto i vari governi Berlusconi si sono presentate come fautrici di quelle liberalizzazioni del sistema e delle sue corporazioni baronali e mafiose (professionali, finanziarie, della formazione scolastica ed universitaria, del lavoro, etc) che strozzano il cuore ed il motore produttivo italiano da sempre.

Il fallimento maggiore di Silvio Berlusconi e di Umberto Bossi, i veri leader dei principali partiti che sostengono la maggioranza dell’attuale esecutivo, sta proprio nella fine del cosìddetto decisionismo berlusconiano, declino decisionista che porta a quell’immobilismo politico che ha da sempre caratterizzato l’agire politico italiano della prima repubblica, vera e propria arma elettorale, politica e di governo del berlusconismo.

La fine del populismo e del decisionismo berlusconiano e fa emergere il vero mondo del potere pubblico italiano, profondamente corrotto ed incapace, distruttore di ogni merito e salvatore di ogni parassitismo.

La fine del sogno riformatore, liberale e liberista della politica berlusconiana, apre di nuovo il baratro del peggior incubo italiano:

l’abuso del potere pubblico a fini personali e di corporazione e non in favore della tutela degli interessi dei cittadini, dei lavoratori, degli imprenditori, come delle famiglie e delle aziende italiane.

Questa visione parassita del sistema pubblico era proprio il primo atto di denunzia della politica berlusconiana, quella politica che prometteva di spezzare queste logiche mafioso-corporative che dissanguano il paese ed arricchiscono caste di parassiti senza alcun merito.

Quel che resta di un ventennio di politiche liberali e riformiste è solo la polvere dei continui scandali politici, il peso della irrisolta questione morale e meridionale, del crescente malessere alla base della questione settentrionale.

Con la caduta del berlusconismo e del bossismo, si chiude un ciclo storico di grandi promesse seguite da enormi fallimenti politici, aprendo una porta sul nulla pericoloso di svolte autoritarie, popolari o verticistiche che siano.

Il popolo è stanco e profondamente provato, indignato ed oltraggiato dall’emergere della corruzione politica e burocratica sia morale che materiale generalizzata ed incontrastata, gravato dal peso impossibile di corporazioni che di fatto impediscono ogni liberalizzazione, ogni riforma, ogni diminuzione dello status quo politico, sindacale e pubblico in generale.

Le innumerevoli ingiustizie cui è gravato il popolo italiano conducono sempre più a reazioni di protesta popolari spontanee e/o organizzate, facendo emergere una indignazione che si preannuncia anche maggiore (e peggiore) di quella che si manifestò nell’era di Tangentopoli, quella era storica che produsse la nascita di due movimenti politici innovativi che promettevano il cambiamento del paese e che invece, sono stati assimilati e digeriti dal male oscuro di cui soffre da sempre il paese:

l’abuso del potere pubblico a fini personali e di corporazione e non in favore della tutela degli interessi dei cittadini, dei lavoratori, degli imprenditori, come delle famiglie e delle aziende italiane.

L’italia è divenuta così il paese delle “patacche pubbliche”, di quei poteri pubblici che sono stati deviati e piegati al livello di personaggi senza scrupoli e senza meriti che non sanno far altro che tirar fuori patacche e distintivi e chiedere l’intoccabilità o appellarsi alla persecuzione politica.

Non si è riusciti a far emergere a livello di partecipazione al potere pubblico i poteri economici sani e naturali come quello positivo delle lobby, offrendo invece come unico fattore di mediazione e di risoluzione politica quello delle segreterie partitiche e personali e quello delle associazioni segrete pseudo-massoniche della corruzione elevata a sistema, aprendo la strada ad una corsia preferenziale in favore delle organizzazioni criminali politico-burocratiche del prepotere pubblico e delle organizzazioni mafiose, ormai regine incontrastate della economia e della finanza.

Il fallimento è totale e grave, anche perché, nonostante l’evidente debacle del sistema paese, le corporazioni politica e burocratica continuano a salvare solo se stesse dalla crisi, divenendo esse stesse protagoniste ed autrici del peggior massacro di diritti e di doveri della storia democratica e repubblicana italiana.

Una ecatombe disastrosa che continua a generare crescita della spesa pubblica, decrescita e depressione economica, aumento del debito pubblico sovrano.

Il do ut des elevato a sistema sociale, tutte le inaccettabili prevaricazioni della casta dominante e la caduta verticale di consenso verso quei soggetti politici che avevano promesso il cambiamento strutturale e la salvezza da un fallimento annunciato del paese, ebbene tutte queste condizioni divengono oggi il vero nodo da risolvere, il vero problema da eliminare.

E quando si usa il termine “eliminare” in momenti storici come quello attuale, c’è di che avere paura, a torto o a ragione.

Poiché questi si preannunciano come gli anni della miseria e della fame, come gli anni della indignazione e della rabbia popolare, come gli anni della resa dei conti fra stato di diritto e paese reale.

Benvenuti nell’era del dolore e del terrore, benvenuti nel tempo in cui ogni cosa tornerà al suo posto, ogni pezzo del puzzle, nel suo ordine naturale.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Forza Gnocca: il governo prepara condoni, indulti e gnocca gratis per tutti

domenica, 9 ottobre 2011

L’italia è un paese ad altissimo rischio in questo momento, non solo economico e finanziario.

Il mancato varo di una dura e decisa normativa anti corruzione e la determinata volontà di silenziare ogni critica nel mondo della informazione come nel libero mondo del web, racconta della evoluzione maligna di una maggioranza di governo che si dimostra sempre più pericolosa ed incapace.

Pericolosa nel mancato contrasto alla corruzione politica e burocratica.

Incapace nel contrastare la crisi economico-finanziaria in atto.

La terza via percorsa dall’esecutivo italiano, senza risolvere alcun problema fondamentale, lavora incessantemente per mettere a tacere ogni critica ed ogni opinione differente da quella di un governo sempre più scosso da scandali e crisi politiche interne ai due partiti che compongono la maggioranza.

Il risultato finale è l’ingovernabilità del paese e l’immobilismo più totale nel governo del paese.

Così, invece di abbattere la spesa pubblica che cresce spingendo all’aumento il debito pubblico, il governo progetta il varo di manovre per lo sviluppo dal fiato corto e dalle gambe corte, come l’ennesimo condono che non fa altro che sostenere e premiare chi nel tempo ha violato o eluso la legge italiana e punisce i cittadini, le famiglie e le aziende italiane che invece hanno rispettato la legge e che vedono questo governo e questa maggioranza a difesa di chi sbaglia e non di chi ben si porta.

D’altronde, la gran massa di scandali che hanno coinvolto a tutti i livelli questa maggioranza e questo governo, fanno ben intendere a favore della tutela di quali interessi è schierato l’esecutivo italiano.

Il grado di pericolosità di questo governo sale di ora in ora, condito da dichiarazioni del premier (forza gnocca) che varcano la soglia della razionalità ed aumentano la sfiducia dei paesi europei ed occidentali nella capacità di questo esecutivo e di questa maggioranza parlamentare di mettere in atto quelle procedure richieste all’italia per un suo eventuale salvataggio.

PDL e Lega sono continuamente scossi da forti malumori interni, che molto probabilmente sfoceranno in un dissenso pesante alle prossime elezioni politiche, sia che si voti oggi, sia che si voti alla fine naturale della legislatura.

In realtà, non esiste miglior promozione delle opposizioni politiche oggi in italia, della esistenza di questo governo e di questa maggioranza.

Nonostante il gran vuoto pericoloso ed incapace che esprime tutta la casta politica italiana, di governo come di opposizione.

Il paradosso politico italiano è talmente importante da aver completamente snaturato il sistema politico tradizionale, tanto da validare posizioni politiche antagoniste di comici prestati alla politica.

Per cui oggi, sarebbe molto più appropriato vedere un comico come premier italiano, mentre per la casta politica, sarebbe molto più appropriato esibirsi in qualche spettacolino di cabaret in un piccolo teatro di periferia.

Questo detto, per misurare il grado di pericolosità e di incapacità raggiunto dalla casta politica italiana.

La follia governa e l’incapacità regna sovrana oggi in italia.

Chiunque e qualunque politica sarebbe certamente meglio di questo squallore scandaloso.

Purché contrasti la corruzione politica e burocratica, elimini le organizzazioni mafiose, ristrutturi e riformi una pubblica amministrazione inefficace ed inefficiente, ma anche oltremodo costosa.

Invece del solito condono pro-illegalità e del solito indulto di cui si paventa sempre più.

Un governo orientato alla tutela della illegalità non merita di sopravvivere a se stesso.

Un governo incapace di contrastare la crisi economico-finanziaria che massacra cittadini, famiglie ed aziende italiane, è meglio che faccia un passo indietro.

Anzi, due.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X