Articoli marcati con tag ‘famiglia’

Furbetti del cartellino del comune di Foggia

martedì, 10 maggio 2016

Foggiani d'altri tempi

Cari ‪furbetti del cartellino‬ del comune di ‪‎Foggia‬:

accogliete il mio vaffanculo unito a quello di mio nonno

Occorrono sforzi enormi di persone esemplari ed una intera vita dedicata e donata al Lavoro con Sacrificio ed irreprensibile costanza, con enormi energie sottratte alla gioia della Famiglia per costruire una immagine dignitosa e un modello positivo storicamente comprovato che viene mortificato in pochi momenti da altri, troppi altri

La vostra difesa è che siete “vittime di un sistema”

Un sistema patologico si contrasta, si subisce o si incarna

Dipende dalle persone

E dal loro Onore

Gustavo Gesualdo
Foggia

Lettera di un bimbo manipolato

martedì, 24 marzo 2015

Un giorno a scuola mi hanno detto che oltre ai maschietti come me e alle femminucce come mia sorella esistono altri generi di sesso.

Io mi sono meravigliato, ho sorriso, mi sono sopreso credendo ad uno scherzo.

La figura della mia maestra è molto per me:

da quella imparo cosa è la vita, cosa è il mondo che mi circonda.

Ho imparato tanto da lei, ma questa del sesso inesistente che diventa improvvisamente sesso materiale e morale mi pare proprio strana, assurda.

Vero che di cavolate scambiate per modernità ne sento a bizzeffe ogni giorno, ne vedo in tv, ne sento raccontate dai miei genitori, che sono un uomo e una donna, mica un genere x ed uno y.

Insomma, quel che mi impone la maestra mi suona sbagliato.

Eppure io sono privo di quel senso critico minimo necessario per poter contestare alla figura autorevole ed autoritaria, univoca e universale della mia maestra di scuola e di vita che sta sbagliando, che non esiste nessun altro sesso, che le donne possono portare indifferentemente gonne e/o pantaloni e che questa forma differente, non cambia la loro sostanza:
restano delle femmine, delle donne, delle signore.

Non si diventa donna con un intervento chirurgico e una minigonna.

Donna è madre, donna è sorella, donna è nonna e donna è zia, donna è mia cugina, che risveglia in me sentimenti molto maschili.

Ma donna non sono io, che sono maschio e tutta questa pagliacciata gender, tutto questo mescolare le carte sul tavolo della vita sessuale, tutta questa confusione tra stili di vita, uso e abuso di orifizi fecali scambiati per atto sessuale da cui discenderebbe addirittura una nuova categoria sessuale, a me, che sono un bimbo, pare proprio una stronzata.

Ma io sono piccolo, sono bimbo, sono alunno:

e tutto questo non lo posso opporre con successo e con ragione alla mia maestra, alla mia scuola, che mi da voti e mi impone comportamenti, scelte e modelli di vita invece di farli scegliere a me, LIBERAMENTE, come dovrebbe invece essere.

Ma io sono anche figlio ed ho guardato dritto negli occhi mio padre quando gli raccontavo di queste stronzate che fanno a scuola, un po una via di mezzo tra la ricreazione e l’ora di deviazione e di imposizione (a)morale e (in)civile, e con quello sguardo chiedevo aiuto, perché tutto questo mi provoca un DISAGIO, che io vivo male, ma al quale io NON POSSO RIBELLARMI, un gioco che NON MI PIACE al quale IO SONO OBBLIGATO a giocare.

E mio padre mi ha risposto con lo sguardo:

amore mio, cucciolo di uomo, tu hai ragione e il tuo disagio è anche il mio disagio.
Questa imposizione, questa coercizione snaturata ed incivile è dannosa al tuo animo come lo è per la tua mente, ed io, soggetto cui la natura e le legge impone il diritto-dovere della potestà e della scelta in vece tua, credo che questa stronzata sia un modo violento e prevaricatore del tuo diritto di piccolo uomo e di figlio maschio, come della piccola donna e della figlia femmina che è tua sorella.

Io condivido il tuo disagio e protesto vivamente, anche per te, per tua madre e per tua sorella, io protesto per tutta la nostra famiglia, celluala fondamentale della civiltà alla quale apparteniamo, non per caso, ma per LIBERA SCELTA, io protesto con codesta lettera che questo stato abusa i suoi poteri, questa scuola erige muri discriminatori rispetto alla sessualità naturale imponendo modelli e stili di vita e miscugli comportamentali innaturali come da accettare coercitivamente.

Io protesto, io Uomo, protesto, io Uomo, contesto, io Uomo, pretendo che mio figlio e mia figlia vengano rispettati e non traviati, vengano educati e non modellati o manipolati come cavie da laboratorio.

Io Uomo, Io Padre, Io Figlio, Io Fratello, pretendo rispetto da uno stato che impone con la forza e la violenza una educazione innaturale, impone la persecuzione del mio modello di vita, impone la distruzione non solo comportamentale, ma anche e soprattutto esistenziale della mia famiglia:

io chiedo e pretendo il RICONOSCIMENTO ALLA ESISTENZA MIA, DEI MIEI FAMIGLIARI E DELLA MIA FAMIGLIA.

Io Uomo, Io Padre, Io Figlio, Io Fratello, CHIEDO che i MIEI FIGLI non vengano sottoposti a questa violenta persecuzione sessuale, che mette alla berlina l’eterosessualità introducendo sessualità inesistenti nel modello educativo, ponendo un FONDAMENTO IDEOLOGICO al posto di un FONDAMENTO GIURIDICO ad un nuovo modello sessuale e di società che NON È LA MIA SOCIETÀ, NON È LA NOSTRA SOCIETÀ, ma è la SOCIETÀ DI QUALCUN ALTRO, che d’oltreoceano impone questa coercizione a me, a mia moglie, a mia figlia e a mio figlio.

Io Uomo, Io Padre, Io Figlio, Io Fratello, io mi OPPONGO a codesta violenza.

Io Uomo, Io Padre, Io Figlio, Io Fratello, mi pongo a difesa della famiglia naturale e dell’istituto del matrimonio così come è e così come deve essere e sarà.

Io Uomo, Io Padre, Io Figlio, Io Fratello, RESPINGO queste violenze imposte ai miei figli e alla mia famiglia.

Io Uomo, Io Padre, Io Figlio, Io Fratello, DICHIARO CHE GENDER, NON È NEL MIO INTERESSE, NON È NELL’INTERESSE DI MIA FIGLIA E DI MIO FIGLIO, NON È NELL’INTERESSE DI MIA MOGLIE, NON È NELL’INTERESSE DI MIO PADRE E DI MIA MADRE, NON È NELL’INTERESSE DELLA MIA FAMIGLIA.

Gustavo Gesualdo
della Famiglia Gesualdo

Riflessioni a tastiera aperta – 23/04/2012 di Gustavo Gesualdo

lunedì, 23 aprile 2012

Politica

Politici veri in questo paese ve ne sono pochissimi.
Basterebbe un parlamento composto di un centinaio di deputati in un sistema a democrazia diretta.
Il resto della casta politica, nelle patrie galere.

Sulla possibilità che Nicolas Paul Stéphane Sarközy de Nagy-Bocsa, detto Nicolas Sarközy perda le elezioni
Il futuro dell’Europa?
Se si rompesse l’asse Merkel-Sarkò, non vedremo altro che richieste ingiustificate di danari alla Germania per ripianare i debiti dei paesi del sud europa, assai imprudenti, imprevidenti, sprovveduti e mal governati.
In questo caso, la Germania si tirerà fuori, fondando la sua personale Grande Europa.
I paesi che accetteranno le condizioni tedesche, ne faranno parte e godranno dell’aiuto tedesco economico e finanziario.
I paesi che non accetteranno tali condizioni, saranno destinati al più completo fallimento.
Questo è lo scenario.
Prendere o lasciare.
Sopravvivere o morire di fame.

Il quoziente famigliare ed il sostegno alle famiglie italiane con prole:
l’unico argine al dissolvimento delle popolazioni autoctone italiane aggredite da moltitudini di extra comunitari divenuti imnporvvisamente “padroni a casa nostra”, usi,costumi, stili di vita e regole religiose comprese.

Bimba di due anni politraumatizzata muore a causa delle percosse del padre mussulmano
Incompatibile con il sistema di vita occidentale.
Un mussulmano è e resterà per sempre un mussulmano.
Non si integra.
Non vuole integrarsi.
Vuole solo spadroneggiare su tutto e tutti, schiavizzare le donne e distruggere la cultura e la storia occidentale.

UDC verso il partito della nazione
Quanto vale il partito della nazione che non c’è?

Corruzione nella pubblica amministrazione regionale pugliese:
50 funzionari della pubblica amministrazione regionale coinvolti in indagini della magistratura che vertono su corruzione in tema di sanità.
Altre merdacce da eliminare per ripulire l’aria pugliese.

E venne il tempo delle donne
Il mio destino?
Avere sempre e comunque ragione nelle proiezioni e nelle analisi, come pure nelle conseguenti azioni.
Avere sempre e comunque a che fare con sciocchi colmi di ingiustificato orgoglio che pensano di poter detenere il potere per sempre.
E invece, crollano miseramente, uno dopo l’altro, questi monumenti di argilla eretti al più cieco e stupido orgoglio maschile.
Benvenga allora, il tempo del potere gestito dalle donne.

Economia

Il Patron Luciano Benetton passa il bastone del comando del gruppo al figlio Alessandro
“Ma la scommessa resta la stessa. Fare, immaginare, essere innovativi:
questo faceva, fa e dovrà sempre fare un imprenditore”.
Invece, nella realtà italiana, una classe imprenditoriale di incapaci malintenzionati molto raccomandati e politicamente ammanigliati, si arricchisce in modo delinquenziale evadendo le tasse e pagando gli stipendi più bassi di tutto il mondo occidentale ed europeo.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Ritorno al Futuro

giovedì, 5 aprile 2012

Mi guardo intorno e vedo una stanza, la stanza dove ho vissuto da solo negli ultimi quattro anni.

E sono ben sei anni che sono lontano dalla mia famiglia, senza uno straccio di vita sociale, alla caccia di chissà cosa, alla mercede di chi non sa cosa fa.

Fuggito da un male divenuto oggi ancor più forte e all’inseguimento di un sogno che si è invece infranto.

Non ho più un posto dove andare, ne un motivo per restare.

Mi è rimasta una sola cosa, l’unico bene della mia vita.

Andrò da loro, da mia moglie, dai miei figli.

E quel che non ho avuto il coraggio e l’egoismo di fare per me stesso, lo farò per loro.

Io cambierò questo paese.

O cadrò nel tentativo.

Ma non cadrò da solo:

non lascerò nulla dopo di me di impunito o di impunibile, o peggio ancora, di intoccabile.

No, io non cadrò inutilmente.

Poiché Io sono stanco di avere sempre ragione e di restare in ogni caso inascoltato.

Oggi finisce il tempo delle parole.

Oggi, inizia il tempo del bastone.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X