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Il condono alla napoletana e l’onestà tradita

domenica, 2 aprile 2017

Ancora una volta, è un blogger che deve farsi carico delle responsabilità di una classe politica fallita e incompetente e di una casta della informazione del tutto asservita alla casta politica e affatto libera.

Di cosa stiamo parlando?

Del condono tombale ed epocale che il presidente della regione campania de luca ha elargito come ennesimo obolo elettorale ad una regione meridionale che di tutto ha bisogno, tranne dell’ennesimo schiaffo alla legge e alla legalità.

Ma ormai, non ci troviamo più di fronte ad un regime democratico e repubblicano (sia pure proprio dal governo del partito democratico si muova l’ennesimo attentato alla legalità e alla democrazia), bensì, siamo di fronte al regno di re giorgio, detto il napolitano e della peggiore classe politica italiana in assoluto, quella meridionale.

Lungi dall’affrontare e risolvere la questione meridionale, la questione morale e affermare il principio della legalità, i politici meridionali occupano i posti chiave nella pubblica amministrazione, con un effetto invasivo nella pubblica amministrazione, che vede meridionali incarnare e esercitare poteri pubblici e funzioni pubbliche in ogni luogo del paese.

Non produce più nessuna reazione infatti, il sentire inequivocabili accenti meridionali in ogni dove in Italia, soprattutto dove c’è un potere pubblico o una funzione pubblica.

Peccato non accada anche il contrario.

Siamo di fronte ad una vera e propria ferita mortale inferta al principio della legalità, un condono che cancella decenni di corruzione e di abusi, decenni di regno delle mafie nelle istituzioni e sopra le istituzioni.

E chi se ne frega se nella sola città di napoli si rilevi che siano ben 7 su 10 gli edifici costruiti in abuso delle leggi e o in sopruso di ogni elementare regola di prudenza e di prevenzione dei rischi.

Tanto, se cadono giù per un terremoto, si chiamerà l’intero paese a rispondere e pagare per tali mancanze.

Il caso in se è vergognoso, incivile, anti-democratico, immorale, contro ogni etica e ogni diligenza e prudenza, sia umana che politica che amministrativa e di governo della cosa pubblica e della applicazione della legge.

Eh, sì, infatti la legge a napoli non si applica e non si applicherà mai.

A napoli c’è un enorme, diffuso, condiviso e totale rifiuto delle regole e non osservanza delle leggi?

E dov’è il problema?

Si fa un bel condono e si risolve tutto.

La cosa che più indigna tra tutte è il silenzio in cui è caduto questo vero e proprio attentato all’unità nazionale del paese:

se una regione può fare quel che le pare, perché nelle altre si dovrebbero osservare quelle leggi che altrove vengono aggirate, quegli abusi che altrove vengono condonati?

Così si istiga a delinquere, a violare la legge nella certezza della impunità, della impunibilità.

Così si esporta un modello di vita che impedisce all’intero paese di sedere degnamente tra i grandi paesi europei, uno stile di vita criminale ed incivile che costringe l’Unione Europea a creare compartimenti stagni (le due velocità servono anche a questo) per evitare la diffusione di questo pericoloso contagio e la Svizzera a chiudere di notte alcune frontiere per difendersi dalla aggressione criminale che proviene proprio da questa Italia qui, indegna e vergognosa.

Vi meravigliate che si commettano efferati delitti senza che nessuno paghi?

Vi meravigliate che questa Italia venga dileggiata e beffata, sbeffeggiata e degradata?

E credete che il condono campano sia estraneo alla convinzione che, chi sbaglia non paga mai, in Italia?

Il silenzio dei politici campani e napoletani sulla vicenda poi, è incredibile.

Tutti, ma proprio tutti, restano in silenzio, nessuno protesta, nemmeno di maio, che al massimo si fa venire un mal di pancia e dribbla i suoi impegni nei confronti dell’Onestà.

Tutti in assoluto silenzio.

Vergognoso

Platone:
“così muore la democrazia, prima che nel sangue nel ridicolo”

Moro:
“Questo Paese non si salverà, la stagione dei diritti e delle libertà si rivelerà effimera, se in Italia non nascerà un nuovo senso del dovere”

Adesso, potete andare a fanculo tutti quanti, lerci porci che distruggono l’Italia e l’affondano sino ad affogarla nella pece.

L’onestà, l’onestà:

appena arrivano vicini al potere, si scopre che fanno schifo esattamente come tutti gli altri, e che l’onestà, è solo e sempre quella degli altri, non e mai la loro, nemmeno quella intellettuale.

Non valete un cazzo, nessuno di voi vale un cazzo.

Soprattutto, nessuno di voi è in grado di cambiare questo paese, supposto che lo voglia veramente, poiché da quel che vedo, volete solo andare a fottere la legge, la legalità, l’onestà e inculare quei cittadini che si comportano onestamente (che non vi votano più, sia pure vi abbiano mai votato per questo).

Gustavo Gesualdo
alias il Cittadino x

Intercettazioni e Malapolitica sono Antitetiche

sabato, 9 aprile 2016

Torna di moda il refrain preferito dalla casta politica italiana:
limitiamo le intercettazioni“.

Questa posizione viene condivisa da una maggioranza-ombra di un governo-ombra che viola le regole democratiche:

il Patto del Nazareno.

Infatti, sono proprio Matteo Renzi e Silvio Berlusconi ad attaccare a testa bassa le intercettazioni come metodo investigativo e come strumento che renda di dominio pubblico metodi e prassi che la malapolitica italiana mette in atto nel governo della Cosa Pubblica, dimenticando appunto che essi governano la Cosa Pubblica e non una Cosa Privata o una Cosa Nostra.

Uno dei motivi di questo ragionamento è infatti il dimostrare che, oltre alla infiltrazione tipica e criminale delle organizzazioni mafiose ai poteri dello stato, esiste una infiltrazione di gruppi in accordo, di lobby e associazioni più o meno democratiche che originano una invasione di massa del potere pubblico per fini personali, famigliari, di partito, di loggia, di lobby, con tratti e percorsi del tutto simili a quelli delle mafie.

Una cosa è la rappresentatività a cui ogni parte sociale, politica, sindacale, economica e finanziaria ha diritto, ben altra è l’occupazione del potere che se ne realizza:

il potere pubblico è arbitro super partes delle corporazioni, non ne deve divenire mai parte monopolizzata da un ben determinato gruppo di potere e/o di pressione, magari sempre lo stesso, a danno della rappresentatività degli altri.

Cosa Pubblica è il significato stesso di una repubblica democratica, ne è la sua radice storica, lessicale, fenomenologica e terminologica:

res publica.

È Cosa Pubblica il governo di una democrazia, come esso venga realizzato, attraverso quali prassi, quali strumenti, quali metodi, quali accordi, quali maggioranze, quali selezioni e con quale discrimine.

Gli accordi politici sono Cosa Pubblica, al contrario di quel Patto del Nazareno segreto e mai pubblicamente chiarito, ma battezzato dall’alto rogito del terzo soggetto di questa analisi della malapolitica, del gruppo di potere che contrasta e odia l’uso delle intercettazioni:

Giorgio Napolitano.

È noto che Napolitano, stretto d’assedio da un dubbio atroce di tradimento dello stato in favore delle mafie, abbia fatto distruggere intercettazioni che lo coinvolgevano, impedendo così alla pubblica opinione, al popolo sovrano e alla magistratura ordinaria e anti-mafia di verificare se quelle conversazioni istituzionali fossero a carico o a discarico di eventuali responsabilità personali, umane, politiche e penali del Capo dello Stato.

Nel dubbio, siamo di fronte ad una negazione del rendere pubblico la Cosa Pubblica.

E questo è già grave, in questa sola dimensione.

Una Magistratura non messa in condizione di garantire Giustizia,
un comparto Sicurezza non messo in grado di garantire Sicurezza,
una Informazione politicamente controllata e relegata ai più bassi livelli nelle classifiche della Libertà di Informazione,
questa triade di poteri depotenziati, rappresenta la prova provata che la casta politica che governa Giustizia, Sicurezza e Informazione non sia interessata a normalizzare in senso di efficienza, verità e libertà.

Sono i politici a scrivere le leggi e governare la Pubblica Amministrazione e sono sempre i politici che hanno creato e mantengono un indirizzo politico non alternativo a se stesso, unico e universale, indipendente dalla alternanza dei partiti che siano al governo, un indirizzo politico cristallino e limpido (anche se originato in modo occulto e non pubblico) che impedisce la tutela e la difesa di diritti e interessi fondamentali, costituzionalmente originati e garantiti alla Giustizia, alla Sicurezza e alla Libera Informazione

Non per nulla, quello che sembrava essere in un primo momento un elemento di rottura di questo sistema, avvia la sua scalata politica al potere pubblico proprio come imprenditore della televisione, poi divenuto anche editore della carta stampata.

Sì, si tratta di uno dei componenti del patto del Nazareno:
Silvio Berlusconi.

Ma come, penseranno in molti:
questo post sembra un atto di accusa contro la casta politico-istituzionale?

Sì, infatti, lo è.

Con tanto di ragionata difesa delle motivazioni che costringono od estorcono certi comportamenti antidemocratici ai politici italiani.

-1 -
Perché i politici non regolamentano l’accesso e l’influenza al lavoro pubblico delle lobby economiche e sociali?
Perché non fanno emergere queste corporazioni che in modo del tutto lecito e legale ed in forza di diritti assolutamente comprensibili, condizionano o tentano di condizionare le scelte dei governi e dei parlamenti di tutto il mondo?

Queste domande pretendono risposte per capire quali sono gli obiettivi reali dei partiti e dei politici in Italia.

Ovvio che le pressioni e i tentativi di condizionamento della politica da parte di agenti e gruppi economici e finanziari sono direttamente proporzionali agli interessi in gioco.

Ovvio che ogni lecita e legale esigenza corporativa debba essere rappresentata in uno stato democratico attraverso la regolamentazione del suo accesso al potere pubblico e nelle relazioni pubbliche e trasparenti che deve avere con il potere pubblico al fine di proporre e sostenere le proprie ragioni.

Di conseguenza regolamentare questo accesso e questa partecipazione democratica delle corporazioni del paese alla vita dello stato diviene un dovere, a meno che, non sia il fine di fasciare, legare e unire le corporazioni di un intero paese per renderlo forte e libero il fine ultimo della politica, ma sia invece quello di sottoporli ad una selezione di tipo diverso, con un discrimine che sia utile alla partitocrazia in quanto trappola estorsiva mafiosa piuttosto che alla partitocrazia come elemento di traduzione e governo delle esigenze e volontà popolari, economiche e finanziarie.

E quale potrebbe essere questa selezione, quale il discrimine?

Beh, basta leggere i giornali che pubblicano le intercettazioni per saperlo:

il discrimine è la corruzione politica, personale e di partito, di gruppo e di lobby politica segreta.

Quale altro discrimine giustificherebbe quel muro di gomma politico e burocratico che si trovano dinanzi quotidianamente cittadini, imprenditori, lavoratori, quel muro così sordo e cieco che però parla e sembra dire a tutti:

e io, cosa ci guadagno?

Questo muro sembra dire:

per ottenere voti che garantiscano la mia continuità e la continuità dei rapporti che abbiamo instaurato con le corporazioni sociali ed economiche del Paese Reale servono posti di lavoro da scambiare con consenso e voti da vendere e/o scambiare per acquisire quella capacità economica e finanziaria di spesa che esige una campagna elettorale all’italiana.

Vuoi un posto di lavoro, una autorizzazione, una licenza, un appalto?

Tranquillo:

ho tutte le sguattere e i servi che servono per raccogliere le tue esigenze attraverso il prezzo e il discrimine della corruzione morale e materiale della casta politica.

Così, controllando l’accesso al mondo del lavoro, la casta controlla il consenso popolare e scippa la sovranità.

Così, controllando l’accesso al mondo degli appalti, delle licenze, delle autorizzazioni, delle forniture di beni e servizi alla Pubblica Amministrazione, la casta controlla il consenso delle categorie economiche, sociali, associative, corporative e finanziarie al potere e al danaro pubblico.

Per me, una condizione del genere, rappresenta solo una mafia come tante altre, metodo associativo che pare avere molto successo in Italia:
ci si associa e si sta insieme solo per fottere il prossimo e non per garantirlo e difenderlo, nello stesso modo in cui si pretende di essere garantiti e difesi da lui.

Il debito pubblico italiano così come la spesa pubblica, in questa ottica, sembrano composti e originati proprio dalla volontà politica di abusare del danaro pubblico per creare orticelli clientelari e non offrire servizi fruibili, accessibili, trasparenti, efficienti ed efficaci alla cittadinanza:

il corto circuito del do ut des sposta sugli interessi personali e di parte il motivo primo e ultimo del governo della Cosa Pubblica.

Ma gli interessi personali e di parte sono leciti e vanno rappresentati.

Certo, ma è il modo, è il metodo che cambia tutto, che ruba tutto, diritti e benessere, servizi e welfare, appalti e lavoro.

E vi meravigliate che esistano differenze economiche e sociali importanti in un paese così governato?

Ma se è proprio questo l’indirizzo, l’obiettivo e il fine della casta politica!

L’unità del paese è messa in dubbio?

Beh, dividi che ridividi, metti in concorrenza e l’un contro l’altro armato e imperare sarà un gioco da ragazzi.

- 2 -
Perché i politici non eliminano la mafia, l’usura, il crimine, l’illegalità diffusa e la corruzione?

La risposta mi sembra più che evidente.

Perché è la casta della pagnotta:

io rubo
tu rubi
egli ruba
noi rubiamo
voi rubate
essi rubano

Soprattutto rubare impuniti, inascoltati, non intercettati e indagati.

Rubano e fanno rubare, come elemento di selezione e discrimine per l’accesso alla casta:

solo se hai cattive intenzioni entri nella casta, i bene intenzionati, o finiscono mobbizzati e minacciati, ricattati e dossierati, o non entrano affatto.

In questa realtà, il diverso, l’anormale, il criminale, l’asociale e il disadattato è chi non ruba, è relegato al ruolo di rompicoglioni di scemo del paese delle meraviglie mafiose.

Tutti rubano?

Nessuno ruba.

Tutti rubano?

Allora si applica il metodo democratico della maggioranza per garantire che i ladri rubino e restino impuniti:

è la rappresentazione della distorsione del metodo democratico delle maggioranze, nel quale se tutti sono mafiosi, nessuno è mafioso, se tutti sono corrotti e corruttori, nessuno è corrotto e corruttore.

Spostando l’asticella del limite della Legalità, si ingloba tutto ciò che è illegale, dichiarandolo legale.

Ma è mica questa politica al servizio dei cittadini:

è “politica” posta arbitrariamente al servizio del crimine, della illegalità, della insicurezza dei cittadini.

Vi meravigliate che imputati di gravi reati o in odore di mafia siedano nei programmi RAI e nelle aule universitarie?

Rubare e uccidere ma restare ugualmente impuniti è mica cosa da tutti:

è arte che va insegnata nelle scuole, alla tv, nelle università, va tramandata per garantire un Paese sottomesso al crimine, alla malapolitica, alle mafie, alla corruzione morale e materiale.

Il sistema funziona e produce ricchezze immense solo per chi accetta di pagare una mazzetta per avere un lavoro o una autorizzazione, una licenza o un appalto e chiuda non un occhio, ma ambedue sulle illegalità del suo prossimo, dimostrando il metodo omertoso come metodo mafioso:

una mafia socializzata, sistemica, omologata e statualizzata.

Guai a criticare questo metodo:

sarai relegato nel mondo dei gufi, degli incazzati, dei frustrati e dei demoralizzatori del sistema Italia, di chi infanga il buon nome dell’Italia.

Il paradosso dell’abuso di potere da parte di un fenomeno mafioso risulta sempre essere una accusa di questo tipo, fondata nel correttamente politico delle mafie nostrane:

il sistema funziona e produce ricchezza e benessere, dovete adeguarvi o beccarvi l’accusa d’essere un limite alla crescita e al benessere italiano.

Fa nulla che sia una crescita originata in modo criminale, criminoso e criminogeno, non importa che sia interpretata dal metodo e dal comportamento mafioso.

Fa niente che uno stato democratico abbia come ragione di vita l’esatto opposto di un comportamento criminale e mafioso.

Tutti quelli che non si sottomettono a questo dogma mafioso e corrotto sono sottoposti invece alla dura e pura applicazione della legge e se si lamentano, rischiano grosso:

queste mafie sono pericolose esattamente come le mafie tradizionali.

Queste mafie esercitano il potere pubblico e possono rendere la vita impossibile a quella interpretazione della cittadinanza onesta, leale e corretta che le avversa, che le limita.

Possono uccidere senza sparare un colpo:

basta impedire l’accesso a lavoro e benessere ed il risultato ottenuto è maggiore di una bomba della mafia terrorista.

Ma possono agire in modo anche diverso:

tu che mi hai chiesto un posto di lavoro pubblico, confortevole e senza grossi carichi di lavoro hai accettato il do ut des ed ora fai parte della nostra mafia, ne sei associato, per cui, abusa del potere pubblico al quale io ti ho dato accesso per favorire i miei amici e distruggere i miei nemici, altrimenti, i tuoi figli non avranno accesso al mondo del lavoro e il tuo lavoro diventerà improvvisamente un inferno insopportabile.

Eppure, cancellare letteralmente una organizzazione mafiosa è cosa da 5 minuti, se si guarda alla responsabilità penale dei comportamenti personali, così come recita l’articolo 27 della costituzione italiana:

basta istituire il Reato di Comportamento mafioso, attraverso il quale si colpisce in via ordinaria e con magistratura ordinariamente anti-mafia tutti gli attori della ingerenza mafiosa nei fatti privati e pubblici della vita italiana.

Non si avrebbe così l’onere della prova per l’affiliazione alla associazione mafiosa per politici, burocrati, imprenditori e per gli stessi mafiosi.

Si spezzerebbe in un sol colpo il papello che contiene un accordo mica tanto segreto tra istituzioni politiche e organizzazioni mafiose, con il risultato che mafie e partiti diverrebbero dei nemici reciproci e non degli amici di merende.

Ma no, questo clima di avversione, di astio e di odio è da evitare, diranno i politici.

E certo:

altrimenti non si ruba più!

Infine, possiamo affermare e senza tema di smentita che indagini della magistratura, contrasto alle mafie, alla evasione fiscale e alla criminalità sono azioni governate dalla Pubblica Amministrazione che si dimostrano antitetiche alla malapolitica nella realtà, senza alcun dubbio.

L’avversione, l’astio e l’odio che i politici dimostrano pubblicamente e senza remore o vergogna avverso alle intercettazioni, racconta questa misera e miserabile storia di una banda di furbetti del quartierino infiltrati nel potere pubblico per fare della Cosa Pubblica, una Cosa opaca, ombrosa, non trasparente, illeggibile agli investigatori e alla opinione pubblica, ai controlli e alla vigilanza internazionale ed europea, utile all’arricchimento personale, di lobby, di partito e di mafia.

Spero finiate tutti in galera, magari per sempre, ovvero in fila a ridosso di un muro, in attesa di un plotone di esecuzione che uccida la vostra profonda avversione alla Verità, alla Libertà, alla Legalità e alla Onestà.

E non è detto che, prima o poi, non possa godere di questo magnifico spettacolo.

Dalle e dalle, ce spezze pure ‘u metall.

Non so se avete capito che siamo indignati, offesi, traditi, stanchi, aggrediti da una crisi orrenda, derubati dai parassiti del sistema e dai ladri impuniti e da chi ha giurato di difendere l’interesse italiano dai ladri, dai corrotti e dai mafiosi e invece pare intenzionato solo a chiudere la bocca alle inchieste giornalistiche e alle indagini di forze dell’ordine e magistratura per non far conoscere la Verità.

Ve lo dico un po più chiaramente:

Avete rotto il cazzo.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

stato criminale: è marchio indelebile del made in Italy

mercoledì, 29 luglio 2015

degrado civile
disagio sociale
insicurezza
ingiustizia
malgoverno
illegalità
mafia
e
corruzione
di
stato criminale:
#madeinitaly

La Germania e il razzismo

lunedì, 13 luglio 2015

Una raccolta di miei post nei social sul caso del default greco.
E la considerazione che, il ritorno della Germania nella leadership europea e globale, provochi il mal di pancia dei soliti razzisti che indirizzano il mondo solo criminalizzando chi ha ragione da vendere.
Pare chiaro il tentativo bifronte di USA e Russia di impedire una unificazione europea forte, che prevalga su tutti con una Germania in splendida forma.
Buona lettura.
Soprattutto, buona riflessione.

Il caso del default e del conseguente salvataggio greco complicato dal No del referendum greco agli aiuti della Unione Europea puzza di razzismo avverso ad una Grande Germania in una Grande Europa.

La Grecia fallita dice NO con referendum ad aiuti UE ed è la Germania ad essere sotto accusa?

Sono i greci che dovrebbero vergognarsi e chiedere scusa per aver compromesso in tempi di crisi la stabilità di tutti i paesi UE:
estorsione a cielo aperto.

Ai greci piaceva andare in pensione a 43 anni e pretendere aiuto dai tedeschi che vanno in pensione a 70 anni?

Ai greci piaceva avere garantito lavoro nel pubblico per ogni figlio di dipendente pubblico?

Ai greci piaceva non pagare le tasse e produrre debito pubblico per coprire la loro evasione, un debito che avrebbero fatto pagare indebitamente agli europei?

Greci hanno vissuto meglio degli americani e presentato il conto del loro vizio agli europei che gli hanno risposto:
acca’ nisciuno è fesso, ovvero, come ha detto Schauble a Draghi “Don’t take me for a fool” (non prendermi per stupido).

AVREBBE DOVUTO PAGARE L’EUROPA IL VIZIO GRECO?
NO, LO DEVE PAGATE IL POPOLO GRECO IL VIZIO GRECO.
GRANDE LEZIONE EUROPEA AL MONDO DI GIUSTIZIA SOCIALE.

Se greci dimostrano di non aver capito perché sono falliti, allora sono a rischio per un nuovo fallimento.

Lo sviluppo greco sta nelle intraprese private greche, non nella malversazione del danaro pubblico.

Il danaro pubblico serve esclusivamente per fornire servizi essenziali alla popolazione di un paese.

Paghiamo tutti il costo della maleducazione dei greci.

Perché i greci si sono indebitati sino al collo?
Se loro sono sbagliati non è colpa di chi li salva, ma di chi non li ha educati.

Cosa ci insegna la vicenda greca?
Che questa Europa NON è l’Europa del vizio, delle estorsioni mafiose, della corruzione morale e materiale.
Grande lezione di Legalità sociale.

Giornalai pubblicassero il danno inferto (sia in termini finanziari che economici) dal ricatto greco:
poi vediamo chi ride, chi ricatta e chi è razzista.

La verità è che in ogni sistema sano i virtuosi governano e i viziosi le prendono: devi solo decidere chi sei.

Non è un posto per deboli di cuore e corrotti di mente:
questa è l’Europa che mi piace, ogni giorno di più.

Il popolo greco ha votato al referendum ed è stato ancora una volta salvato da quella UE che dimostra di odiare, minacciare e ricattare.

Scommetto che epico orgoglio greco impedirà realizzazione dell’accordo raggiunto con tanta fatica.
Se sbagliano ancora, biglietto di sola andata.

La vera tragedia greca è l’invidia di chi vorrebbe essere come i tedeschi e non lo sarà mai.

Strana gente gli esseri umani:
gli fai del male e ringraziano, gli fai del bene e ti sputano in faccia.

Parlamento esautorato, usurpato, delegittimato

giovedì, 27 novembre 2014

La continua diminuzione di consenso elettorale, comunitario, sociale e politico delle istituzioni racconta bene il distacco ormai incolmabile che separa questo stato italiano dal Paese Reale Italia.

La violenza e la sopraffazione con cui il potere esecutivo ed il sindaco di Roma usurpano impuniti e pubblicamente il potere legislativo ad un parlamento sciatto, vuoto, costoso, inutile e dannoso, raccontano bene lo stato dell’arte nelle istituzioni politiche italiane, il cui massimo capo e custode, ammutolisce sempre più dinanzi ad un disastro annunciato, ma non evitato, dal quale fugge al solo fine di distrarre e protrarre questa infinita agonia istituzionale, cui il paese reale tenta disperatamente di sottrarsi.

Il parlamento italiano non ha più alcun motivo di esistere, avendo la casta partitocratica politico-istituzionale extraparlamentarizzato il suo motivo di esistere:

contenere e rappresentare le esigenze dei cittadini italiani e servirli normalizzando la vita sociale intorno a loro, consegnando loro, un sistema-stato che produce, governa e riproduce un Paese Normale.

Fuori dal parlamento, nelle piazze, nelle strade, nelle case occupate, comprate, vendute, affittate, pignorate dalle banche usuraie si confronta un popolo disunito, disuguale, maleducato, ineducato, lasciato volontariamente nella ignoranza da una informazione complice o succube, tutto, fuorché libera.

Il potere della informazione si è trasferito nel libero mondo del web.

Il potere legislativo ha abbandonato le istituzioni convincendo non pochi italiani che la giustizia, le sentenze, i processi lunghissimi che non puniscono mai nessuno, che non rendono giustizia a chi ha ragione, ma solo al più forte, non può né deve essere più agito nelle aule parlamentari e nelle aule giudiziarie, bensì nel mondo reale del (Tribunale del) popolo virtuale, innamorato di una democrazia diretta che dia le risposte che questa democrazia bloccata e corrotta non offre.

Il potere esecutivo ha abbandonato il governo del paese, del territorio e del popolo, convincendo non pochi italiani che possono e devono difendersi da soli, che la loro sicurezza debba essere difesa ben oltre le forze di polizia e la burocrazia statale.

Tutto questo poteva essere un momento evolutivo, se lo stato avesse accettato e normalizzato le spinte che chiedevano Giustizia e Sicurezza.

Tutto questo poteva essere evitato, se solo la casta non si fosse chiusa in se stessa, credendosi dogma sopra ogni altro dogma, casta sopra ogni altra casta, potere sopra ogni altro potere.

Tutto questo e tutta la violenza, l’ira e l’indignazione che ne seguiranno sono da assegnare alla casta, alla classe dirigente italiana, alle istituzioni, mute, cieche e sorde ai richiami e alle grida di dolore del popolo sovrano.

Ora, il popolo sovrano nega la insostituibile (in una democrazia) delega di sovranità al parlamento, al governo, alle istituzioni e allo stato.

Ora il parlamento è esautorato, usurpato, delegittimato.

Ora, è troppo tardi per cambiare, per riformare.

Ora, è l’ora dei tribunali del popolo, delle ronde del popolo.

Ora, una sentenza emessa dal popolo italiano nel mondo libero del web, vale milioni di volte quella di un tribunale all’uopo abilitato ed istituito.

Ora, il diritto alla difesa personale, il diritto privato alla conservazione e alla difesa del proprio benessere, della propria incolumità come quella dei propri affetti familiari, del proprio patrimonio, supera ogni desiderio di istituto superiore, di potere non riconosciuto, di prepotere mafioso e corrotto.

Ora, un cittadino qualunque afferma, senza timore di essere smentito, che questo stato non è il suo stato, che questo stato non può essere né cambiato né riformato, ma deve essere abbattuto e ricostruito, rifondato, salvando solo i servizi essenziali che dimostrano di funzionare, di essere funzionali alla difesa e alla tutela degli interessi del popolo italiano.

Ma se un cittadino osa affermare queste verità allora viene tacciato d’essere un rivoluzionario:

ma io sono solo una persona normale che desidera uno stato normale che governa un paese normale.

Anormale è questo stato fallito, che va destituito e rifondato.

Gustavo Gesualdo
alias Il cittadino “X”

Art 1 costituzione: La sovranità appartiene al popolo

lunedì, 24 novembre 2014

Nelle regionali 2014 votate ieri in Calabria ed Emilia Romagna, un terzo degli italiani si è recato a votare.

Due terzi dei cittadini italiani hanno rifiutato la delega di sovranità popolare a questo stato antidemocratico, fallito, parassita, assai corrotto e mafioso.

Articolo 1 della costituzione italiana:

L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.

La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

Possiamo riscrivere questo articolo partendo dalla situazione di fatto e di diritto così come è decaduta oggi:

L’Italia è una Repubblica anti-democratica, affondata sul lavoro.

La sovranità appartiene al popolo, che non la esercita e ne viene defraudato e derubato nelle forme e nei limiti della legge dalla casta politico-istituzionale che è anti-costituzionale.

Con la negazione della delega di sovranità del popolo sovrano allo stato anti-democratico italiano, si stabilisce e si afferma che:

(1)
le leggi elettorali-truffa hanno il solo fine di usurpare il Popolo della sua propria e indivisibile sovranità popolare e di garantire una legittimità istituzionale e costituzionale del tutto formale, con la complicità vile, traditrice e criminale delle istituzioni che avevano giurato di difendere e di fare osservare la costituzione e l’hanno invece travisata e distrutta nella sua applicazione nella realtà, garantendo e difendendo solo criminali, delinquenti, mafiosi, corrotti, corruttori, evasori, elusori e usurai e massacrando il popolo dei lavoratori, delle famiglie e delle imprese;

(2)
la casta governa a tutela esclusiva del crimine e abusa del potere pubblico rivestito per arricchirsi in continui conflitti di interessi privati e personali con interessi pubblici e statali;

(3)
la casta, in accordo con le organizzazioni mafiose definito in trattative continuate e aggravate con le mafie, ha tradito lo stato ed il giuramento di fedeltà ad esso consentendo alle mafie di divenire più forti dello stato stesso, firmando in definitiva, una resa senza condizioni dello Stato all’anti-stato, della Legalità alla illegalità, della democrazia alla dittaura del più forte, del male assoluto;

(4)
tale condizione di tradimento ha allontanato la stragrande maggioranza dei cittadini italiani dal consegnare la delega di sovranità alla partitocrazia e alla truffa politico-istituzionale vigente che ha esiliato le migliori menti, le migliori gambe e le migliori braccia italiane al fine di favorire il dominio mafioso, ricevendone in cambio arricchimento e potere sottoforma di corruzione, concussione abuso d’ufficio e di potere pubblico, piegato a interessi particolari e illegali, anziché generali e legali.

Il gioco della casta è scoperto, la sovranità resta nelle mani del popolo che la eserciterà molto probabilmente in polizia del popolo, tribunali del popolo, governo dle popolo.

Lo stato è delegittimato, fallito e indirizzato da interessi antitetici con quelli del popolo italiano.

Occorre immediatamente dichiarare lo Stato di Emergenza,
azzerare ogni pubblica amministrazione che non sia un servizio fondamentale,
istituire il reato di comportamento mafioso e punirlo insieme ai reati di corruzione, concussione, abuso di potere pubblico, abuso d’ufficio pubblico, evasione fiscale grave e l’usura con al pena di morte.

Questo stato è mafioso e corrotto e non può essere né salvato, né riformato, né cambiato.

Urge azzerare questo stato e costituirne un altro stato, un nuovo stato che sia intransigente e perentorio nell’affermare la Sicurezza interna ed esterna del Paese Reale, nell’assicurare Giustizia, nel curare la salute pubblica, nell’offrire servizi fondamentali accessibili, reali ed economici ai cittadini.

L’Italia e gli italiani ha bisogno di affermare che i migliori italiani devono restare e non essere esiliati, emarginati e mortificati, che chi sbaglia e non osserva la legge non vince, ma paga, che il merito e l’onestà siano valori che nessuna laurea regalata, comprata o scambiata possa limitare, che nessuna raccomandazione politica o condizionamento mafioso e/o straniero possa prevalere sulle imprese e sulle famiglie, che la Libertà tornerà a vivere in questo paese, solo a condizione che si torni a difendere Abele e non caino.

Non voglio più vedere prevalere la cialtroneria di ignoranti travestiti da professori universitari affermare che, l’astensionismo elettorale è frutto del benessere generato dalla democraiza, poiché è vero l’esatto contrario e che il perdono sia la chiave per il recupero di criminali irrecuperabili.

Non voglio più vedere giudici asserviti, ricattati, corrotti dalla casta politica o dalle mafie, ma liberi arbitri ed esecutori fedeli della legge e della amministrazione della giustizia.

Non voglio più vedere forze di polizia e forze militari svuotate o limitate nei poteri, male organizzate, malformate, malpagate e costrette a rincorrere una giustizia che libera i delinquenti più rapidamente di quanto loro non riescano a metterne in galera.

Non voglio più vedere parassiti pubblici fancazzisti che dimostrano il loro strapotere abusando di tutto e di tutti, dimenticando che essi sono al servizio, sono servitori del popolo, non asserviti a caste, corporazioni ed organizzazioni mafiose e criminali, antidemocratiche e liberticide.

Lo stato è stato desovranizzato, deligittimato e nessuna legittimazione formale riuscirà a contenere la mia indignazione e l’indignazione di un intero popolo sottomesso al male assoluto.

Basta:

il magna magna generale è finito, è venuto il momento di saldare il conto con l’oste della storia.

Buffoni di corte:

andate a fare in culo tutti quanti, luridi cenci mafiosi, porci corrotti di merda.

Gustavo Gesualdo
alias Il Cittadino “X”
alias Maximilien-François-Marie-Isidore de Robespierre
detto l’Incorruttibile

La mafia non esiste. Lo stato nemmeno.

domenica, 2 novembre 2014
Mappa intensità violenza in Italia

Mappa intensità violenza in Italia

“L’intensità della violenza varia nello spazio:
fattori di contesto / organizzativi possono spiegare la variazione”

Nessun giornalaio come nessun politico, burocrateo sindacalista vi dirà mai la verità sulla questione meridionale, sulla mafia e sulla resa dello stato dinanzi a questi violentissimi attacchi.

Preferiscono nascondere la verità, piuttosto che affrontarla.

Vili.

E vi meravigliate se si nascondano dietro il vilipendio?

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino “X”

L’Italia non va Riformata: va Rifondata

mercoledì, 29 ottobre 2014

P R E M E S S O CHE

– la peculiarità delle organizzazioni mafiose italiane consta nell’infiltrare i poteri pubblici dello stato per tutelare e difendere interessi illeciti, illegittimi o illegali, clandestini e non pubblici, individuali, corporativi, di casta e di associazioni di persone, gruppi o pluralità di soggetti uniti dal fine del trarre vantaggio dalla occupazione del potere prevaricando il diritto e l’interesse altrui, la legge e le norme minime indispensabili di solidarietà e di unità della comunità sociale e della società civile, dello stato e della nazione, una e indivisibile, fatta eccezione per le mafie, che esitono, crescono e si sviluppano in modo straordinario nello stato italiano, come se fosse esso il più favorevole e non il peggiore e più avverso degli humus per accogliere e accrescere le organizzazioni criminali e mafiose, come se esistesse un ben visibile indirizzo politico che veda nella estensione delle mafie in tutto il paese partendo dalle loro origini storiche come ad una unità nazionale costituzionalmente interessante, interessata, difesa e tutelata;

– la partitocrazia non rappresenta più il segmento di mediazione tra paese reale e stato, incarnando piuttosto interessi di piccole e grandi lobby e negando sempre più il riconoscimento, la difesa e la tutela dei diritti della persona, della donna, dell’uomo e del bambino/a, della famiglia e del cittadino, ponendo che, nella carta costituzionale il termine lobby o gruppo di pressione non viene mai citato o garantito al contrario di quello di cittadino/cittadina;

– il mondo della informazione è regolato da una legge fascista orientata a sottoporre il controllo della informazione al potere pubblico e politico attraverso un condizionamento della informazione attiva, nel suo formarsi, nel suo propagandarsi e diffondersi e non nelle possibilità di essere ricevuta (informazione passiva), in piena violazione dell’articolo 21 della costituzione italiana e nel totale immobilismo e silenzio delle istituzioni che dovrebbero difenderla e custodirla, altresì, come in una recente modifica della legislazione, questa drastica riduzione dei soggetti abilitati a fare e diffondere informazione, garantita dal modello degli albi obbligatori e delle iscrizioni obbligatorie in detti albi, è stata pericolosamente ed ulteriormente ristretta, imponendo come conditio sine qua non che questi soggetti debbano essere laureati, restringendo ancor più il diritto a fare e diffondere informazione, più di quanto non lo fosse già prima, limitando ancor più il diritto costituzionale alla informazione in maniera subdola, strangolando nella fase attiva e non in quella passiva l’opinione pubblica, in queste ristrette e delittuose condizioni più facilmente orientabile, condizionabile, indirizzabile, destituita, usurpata, defraudata e depredata di ogni diritto a esprimere idee con la parola e con lo scritto;

– la giustizia non garantisce sicurezza, nella misura in cui, il sistema della matematica lentezza della macchina della giustizia garantisce quei soggetti che possono sostenere costi, oneri e danno successivamente e maggiormente intervenuto a causa della mancata giustizia o della giustizia intempestiva e tardiva per periodi anche lunghissimi, sovrumani, inumani, che spesso portano alla prescrizione del reato (se penale) ovvero a gravi e frequenti errori (derivanti dall’eccesso dei carichi pendenti? E se i carichi pendenti dell’amministrazione della giustizia sono sempre calcolatamente eccessivi, non si configura forse una volontà politica, un indirizzo ben preciso nel volere che cosi sia?) come la decorrenza dei termini, o il valutare con poca serenità soggetti potenzialmente pericolosi come non pericolosi, ovvero, grazie alla gravosa e diffusa corruzione politica e burocratica, o alla infiltrazione, al ricatto o alla estorsione mafiosa e criminale nei confronti dei soggetti che esercitano l’amministrazione della giustizia, alla vittoria in causa o alla liberazione da imputazioni e pene, ovvero alla rinuncia a difendere e rivendicare dinanzi alla giustizia i propri interessi civici e civili a causa dell’eccessivo onere che anni e anni di contenzioso giudiziario comporta, tutto questo massacro giudiziario non espone forse che, in questo “stato di diritto” non vince la causa in tribunale chi ha ragione, ma chi ha maggiore disponibilità di risorse finanziarie, economiche, famigliari, aziendali, di impresa e personali, provvedendo a servire, offrire e garantire certamente ad una giustizia sicuramente quanto profondamente ingiusta ed all’accertamento di una verità giudiziaria che in realtà è sicura punizione per i meno abbienti e capaci di risorse e sicura vittoria per i più abbienti e capaci di risorse, dimostrando così una dittatura della forza bruta, nemmeno lontanamente avvicinabile ad una democrazia costituzionale, repubblicana e democratica dei cittadini, così come quella italiana pretende di essere riconosciuta?;

– l’incertezza del diritto e della pena così magistralmente ottenute garantisce l’illegalità diffusa, il crimine organizzato, individuale e/o mafioso, la violazione impunita di ogni regola ed il suo riconoscimento sociale ed economico, l’emersione di un potere arrogante che prevarica cittadini e stato e si impone come esso stesso stato e sistema,
e visto altresì che,
il reato di comportamento mafioso non viene né previsto né punito dal legislatore italiano, che ritiene evidentemente l’articolo 27 della costituzione non molto chiaro nella individuazione della responsabilità penale in soggettiva, piuttosto che al suo contrario, in associativa e consociativa, o plurale, così come è attualmente ed esclusivamente formato l’indirizzo politico del legislatore italiano in tema di reato mafioso;

- le annose questione morale e questione meridionale non sono mai state affrontate e risolte dalle istituzioni politiche italiane, che hanno sprecato enormi risorse pubbliche per tentare di risolverle con il triste e perdente risultato di aver alimentato la questione morale con la corruzione che favorisce le mafie e il mondo della illegalità nell’accesso a dette risorse, altresì, alimentando così la questione meridionale, legata a filo doppio a quella morale e a quella mafiosa e ponendo l’esito atroce di un fallimento totale, continuo e indiscutibile dei governi, dei parlamenti e delle massime istituzioni italiane sin qui affermatesi e cadute nella sconfitta più totale rispetto alle sfide e alle questioni da sempre contrapposte allo stato, irrisolte, in maniera matematica, ponderata e determinata in favore dell’anti-stato, che oggi prevarica, controlla, condiziona, ricatta, estorce o corrode il potere statale dal di dentro, dal suo interno, pe rmezzo del suo potere;

– il cittadino onesto, probo, volenteroso, sempre orientato ad osservare le regole morali, le leggi statali e il rispetto dei suoi concittadini, della storia e del territorio che con essi condivide, viene oggi deriso, mobilizzato, messo alla berlina, ridicolizzato, abusato, violentato e punito dal sistema statale dei poteri costituzionali, istituzionali e dalla pubblica amministrazione in generale, sempre attenta e pronta ad aggredire e perseguire i cittadini onesti per qualche peccato veniale, e impegnata invece a tenersi ben alla larga dai delinquenti, dai criminali e dai mafiosi, dei quali hanno evidentemente paura, timore reverenziale, se non dimostrano vere e proprie connivenze e complicità, cointeressenze e convergenze con le mafie e il crimine (il voto in Italia è condizionato dalle mafie, che lo vendono o lo scambiano con i partiti), come la realtà insegna e prova ogni giorno in questo stato di diritto solamente formale, affatto sostanziale, incoerente rispetto alle proprie regole costituzionali così come può essere solo uno stato ed una pubblica amministrazione che trova interessante e profittevole esserlo;

- la casta burocratica è oramai vero potere antidemocratico e anti-stato sostitutivo del potere e del primato politico, aberrazione e devianza conclamata di un sistema stato della rappresentanza che è fallito, come l’esempio lampante e fulminante della mancata abolizione di senato e province dimostra, laddove i tagli alla casta burocratica si presentano impossibili da realizzare e il licenziamento dei burocrati od anche solo un taglio salariale e/o pensionistico nei loro confronti diviene cosa impossibile da realizzare per una casta politica troppo debole e ricattabile, vecchia e vetusta, stanca e arresa, incipriata e parruccona, assai corrotta e condizionata come è quella politica, complice e succube di un apparato burocratico deviato, corrotto e inefficiente, sprecone e malvivente, visibilmente incapace di governare e legiferare e di imporre l’osservanza delle regole democratiche e dell’azione esecutiva ad una macchina burocratica ormai impazzita, fuori controllo e fuori da ogni realtà, vero e proprio elemento negativo di impedimento continuo nella realizzazione degli obiettivi statali e pubblici piuttosto che servizio pubblico ai cittadini, un vero e proprio anti-stato (l’ennesimo coltivato dallo stato stesso e non combattuto e contrastato) nello stato. La prova più evidente della complicità tra casta politica e casta burocratica sta nel fatto che, nei casi di corruzione e/o di infiltrazione mafiosa, raramente è il controllo burocratico a denunciare l’errore politico ovvero, il controllo politico a denunciare l’errore burocratico;

D E N U N C I A

il fallimento dello stato italiano e la sua ormai incorreggibile deriva antisistema, antistato, antidemocratica, antirepubblicana e anti-italiana.

C H I E D E

- l’immediata dichiarazione dello Stato di Emergenza;

- l’adozione del Codice Penale di Guerra;

- la sospensione di ogni organo istituzionale e costituzionale sino a nuovo ordine e per un limite temporale massimo non superabile di anni venti;

- la semplificazione della verticale esecutiva del potere pubblico con la eliminazione degli attuali regimi nazionali, locali e intermedi;

- l’assegnazione di ogni potere esecutivo ad un premier nominato sulla base della realizzazione di un programma di rifondazione dello stato italiano, un soggetto unico che governi, rappresenti, riscriva, riformi e riordini lo stato italiano in funzione delle rinnovate esigenze dei tempi e dei fondamenti civici e civili, della sua storia e delle sue cellule fondamentali:
la famiglia e l’azienda, nel pieno rispetto del concetto di persona, di lavoratore e di cittadino/a;

- la collocazione di un commissario plenipotenziario in ogni provincia ed in ogni comune:
quello nelle province, di nomina diretta del premier e quelli in ogni comune di nomina diretta del commissario provinciale su proposta del premier;

- unificazione delle forze di polizia ad eccezione dell’Arma dei Carabinieri, che si deve rendere garante ed esecutore fedele del compimento di una tale delicata quanto necessaria rifondazione;

- il premier è a capo delle Forze Militari e delle forze di Polizia e dei Carabinieri;

- il controllo della esecuzione della rifondazione è affidato ad un consiglio europeo nominato dai singoli premier delle nazioni UE e di uno per gli USA, nominato nello stesso modo, che godano ognuno singolarmente e collegialmente della approvazione del premier che potrà chiederne la sostituzione, ma non imporla;

- il potere giudiziario viene messo sotto il controllo diretto del premier nella misura in cui deve essere anch’esso rifondato, ricostituito, riformato e adattato alle esigenze e ai servizi che deve offrire;

- ogni libertà di idee, di espressione attraverso la parola e lo scritto viene garantita ad ogni singolo cittadino come a spontanee associazione di cittadini che vogliano partecipare e offrire collaborazione a questo processo rifondativo, nei termini e nei modi che il premier adotterà;

- ogni dimostrazione pubblica di contrasto alla esecuzione rifondativa dello stato è invece vietata nella sua forma violenta;

- ogni forma di protesta o di critica pacifica sarà tollerata e consentita, purché non vi sia un evidente intento meramente e solamente antagonista o di avversione al modello statale rifondato.

Gesualdo Gustavo alias Il Cittadino “X”

Osservatore Attento

Osservatore Attento

Renzi silvio giorgio: la restaurazione partitocratica e burocratica

giovedì, 28 agosto 2014

Un premier peggiore di Renzi non c’è come non c’è una casta dirigente peggiore di quella italiana, in tutto il pianeta.

In questo momento storico in cui l’Italia depressa e deprivata, degradata e disagiata da decenni di malgoverno consociativo in puro stile mafioso che si sosteneva sulla compravendita dei voti e del consenso scambiati per comodi, confortevoli e affatto carichi di lavoro posti di dipendenti pubblici (burocrati in concorrenza con i politici nella produzione non di servizi adeguati ed economici ai cittadini, bensì nella concorrenza spietata a chi ruba di più ai cittadini, a chi produce più malversazione e corruzione) e di appalti pubblici concessi solo in cambio di consenso o di tangenti corruttive sino al punto da far divenire le opere pubbliche fonte esclusiva e continuativa di finanziamento per partiti e politici anziché prassi civile per erogare servizi strutturali ed infrastrutturali alla cittadinanza;

dopo che la corruzione si disegna in proporzioni almeno pari all’importo del debito pubblico (la casta ha prodotto il debito sovrano rubando a piene mani dalle casse dello stato);

dopo che eserciti di intere generazioni di inutili e dannose classi dirigenti istituzionali hanno tradito il Paese reale e i cittadini italiani svendendo la sicurezza interna dello stato alle organizzazioni mafiose in miserabili trattative tra stato e mafia;

dopo che casta burocratica e casta politica hanno determinato e fondato un asse mafioso che con metodi terroristici ed estorsivi impone al popolo sovrano di cedere la propria sovranità da abusare al solo fine di privilegiare i parassiti che consumano inutilmente risorse pubbliche e massacrare e indurre al suicidio tutti queei soggetti (imprenditori, professionisti, artigiani, commercianti, industriali, lavoratori dipendenti privati) che invece, producono quella ricchezza che l’asse mafioso politico-burocratico brucia esclusivamente a fini della propria sopravvivenza e a danno della morte del Paese Reale e della Economia Reale;

dopo che questi eserciti della morte hanno distrutto il paese e indotto all’esilio o al suicidio i meritevoli,

quando finalmente è arrivato il momento di riformare in senso liberale lo stato e di liberare il paese reale dal pesantissimo fardello mafioso burocratico e partitocratico,

quando è infine emerso che la crisi di un paese avanzato, ricco e moderno come l’Italia sta nelle innumerevoli ingiustizie proclamate in sentenze (emesse in ritardo, mai emesse, emesse esclusivamente in favore dei poteri forti o dietro pagamento di tangente corruttiva),

nelle innumerevoli aberrazioni di una casta burocratica che non lavora per vivere, non vuole lavorare e soprattutto depreda ricchezze pubbliche in nome della loro funzione pubblica,

nelle infinite ruberie di diritti, libertà, risorse e ricchezze pubbliche e private di una casta politico-istituzionale aberrante, deviata, indegna, incapace, egoista, idiota, malversatrice, omertosa se non addirittura complice delle mafie od immutabile organizzazione mafiosa essa stessa, organizzazione che mai cambierà il sistema creato per depredare e rubare e non certo per cambiare e migliorare il paese,

arrivati al momento in cui tutti auspicano un passo indietro delle assunzioni clientelari di massa nella pubblica amministrazione di parenti, affini, amici, portatori di consenso, parassiti, mantenuti e mantenute, depistatori, disinformatori e distruttori della cosa pubblica,

quando si parla a sproposito e quotidianamente di una spending review che deve tagliare spesa pubblica, debito pubblico, posti di lavoro pubblici,
ecco,
quando è ormai chiaro ed emerso tutto questo,
ecco che il premier della casta dei mafiosi e dei corrotti propone un patto all’asse mafioso:

compriamo 100.000 nuovi portatori di voto e di consenso per uno stato criminale, criminoso e criminogeno con assunzioni di massa nel settore pubblico e fottiamo ancora una volta il popolo e la Unione Europea con una serie di false e finte riforme, solo di facciata, propagandistiche, per mantenere in vita l’attuale regime mafioso e corrotto che rappresentiamo e impediamo così che si formi un dissenso tra i nostri affiliati, complici e picciotti, dissenso che possa compromettere il nostro magna magna generale ai danni della cittadinanza italiana migliore, quella che produce quella ricchezza che noi sappiamo solo sprecare, rubare, malversare.

Il governo italiano fa esattamente tutto il contrario di quel che serve per salvare il paese,
ma fa tutto il necessario per salvare il cancro che uccide il paese:

si tratta di atti di terrorismo di stato, si tratta di veri e propri atti di prevaricazione della costituzione, delle regole democratiche, dello stato repubblicano, del popolo italiano.

Siamo ancora una volta dinanzi a ad una violentissima restaurazione burocratica e partitocratica con comportamenti e modalità apertamente avverse ai principi costituzionali come a principi sani e mai veramente garantiti come quello della diligenza del buon padre di famiglia.

Negli atti del governo troviamo negligenza e propaganda, mai diligenza e spirito di sacrificio, senso del dovere, lealtà e fedeltà alla costituzione e alla nazione.

Governo, parlamento, massime cariche e poteri dello stato stanno volontariamente assumendo comportamenti che non cambiano nulla, non riformano nulla, non liberalizzano nulla al fine di aumentare il peso della burocrazia, il consenso alla partitocrazia istituzionale, ma soprattutto, comportamenti che aumentano ancora la spesa pubblica e il debito pubblico, proprio quei fattori che hanno prodotto l’attuale crisi interna a cause endogene italiana.

È come se un medico adottasse terapie farmacologiche, sanitarie e chirurgiche esattamente contrarie alla salvezza della vita di un paziente e alla cura della sua salute.

In poche parole, si tratta di una eutanasia omicida, che uccide il paziente e non lo cura affatto.

A Bruxelles vedono benissimo quel che accade in Italia, ma sono anch’essi sotto ricatto da parte della casta dirigente assai mafiosa e corrotta italiana, la quale opera per il male del popolo italiano minacciando l’intera Unione Europea di far fallire invece l’Italia, con un default che sarebbe ingiustamente costoso ed oneroso per gli incolpevoli paesi virtuosi europei.

Un perfetto ricatto mafioso, una estorsione in perfetto stile “casta politica italiana”.

Così, mentre i tribunali non ricevono le risorse e le attenzioni e le selezioni sufficienti ad assicurare giustizia, mentre polizia e carabinieri sono ridotti nell’imbarazzante necessità di assicurare il carburante necessario ai propri mezzi a mezzo collette interne, mentre nella sanità si continua a rubare e si consente ancora di corrompere invece di curare la salute degli italiani, mentre tutto il paese sano chiede un cambiamento, ebbene questo anaelito di cambiamento, questa volontà di giustizia politica, economica, sociale e civile viene tacciato d’essere sovversivo, e si adottano indirizzi politici che peggiorano le condizioni generali del paese, senza garantire alcuno sviluppo e nessuna crescita.

Che tutto il mondo sappia con quale tipo e livello di mafiosità e di corruzione hanno a che fare i cittadini italiani.

Che tutto il mondo sappia che la crisi italiana è politico-mafiosa, partitocratico-burocratico-corruttiva.

Che tutto il mondo sappia che il popolo italiano è ostaggio di una casta di delinquenti, di criminali, di traditori e di terroristi.

Che tutto il mondo sappia che la democrazia in Italia non c’è mai stata, non c’è e non viene nemmeno ricercata.

Che tutto il mondo sappia che un cittadino, un cittadino qualunque, un cittadino “X”, disprezza e denuncia tutto ciò, a futura memoria.

Questi criminali ci massacrano.

Se potete, fate qualcosa:

qualunque cosa.

Probabilmente questo appello come tutti quelli simili a questo cadrà nel vuoto del nuovo terrore internazionale di una nuova terza guerra mondiale o di una nuova prima guerra globale, che richiede una compattezza tra i paesi occidentali ed una coesione (più volte richiamata proprio dal capo dello stato italiano, massimo vertice politico istituzionale, guarda che caso) che impediscono il cambiamento, ogni cambiamento.

D’altro canto, io affermo senza l’ombra di una qualsiasi smentita che allora, è meglio una feroce dittatura che questa mafiosa e corrotta falsa e finta democrazia del sopravvento del più forte sul più debole, del cretino sull’intelligente, del furbo sul meritevole.

Meglio una dittatura che rimetta in ordine le cose che codesto gioco al massacro.

Fate qualcosa, qualunque cosa, ma fate qualcosa.

Ovvero rischiamo e rischiate di perdere il controllo sull’Italia, a tutto rischio e danno dell’Occidente.

Questi mafiosi e questi corrotti ci uccidono, ci massacrano e ci invitano al suicidio:

noi, popolo italiano, abbiamo diritto ad una difesa.

Noi, popolo italiano abbiamo diritto a chiedervi di difenderci.

Noi, popolo italiano, abbiamo diritto di difenderci da chi ci uccide ed uccide il futuro dei nostri figli.

Che sia ben chiaro:
nessun timore reverenziale verso chi mi uccide, nessuna paura nei confronti di chi attenta al futuro dei mie figli.

Ho diritto di difendermi ed è mia intenzione esercitare questo diritto, nelle forme e nelle modalità che riterrò necessarie per farlo.

Io, come ogni singolo cittadino italiano.

Gustavo Gesualdo
alias Il Cittadino “X”
alias Maximilien-François-Marie-Isidore de Robespierre
detto l’Incorruttibile

Un popolo di idioti, di venduti e di traditori merita solo il default

mercoledì, 6 agosto 2014

Italia nella Unione Europea in un Occidente forte ed unito: questa è l'unica salvezza

Italia nella Unione Europea in un Occidente forte ed unito: questa è l'unica salvezza


L’euro e l’euro zona sono le uniche cose che mantengono ancora in vita lo stato italiano ormai in default per deficit originari nazionali che nulla hanno a che vedere con la moneta europea e l’unificazione.

Il collasso dei paesi viziosi come l’Italia, evitato sinora dai paesi virtuosi europei, sarebbe immediato e catastrofico appena un paese europeo vizioso mostrasse solo l’intenzione di uscire dalla Unione Europea:

solo, debole, indebitato, disservito, con burocrazia e pubblica amministrazione da suicidio e soprattutto privo di materie prime e risorse energetiche, quel paese vizioso uscito dall’orbita e dalla protezione europea sarebbe divorato da quegli stessi sistemi finanziari globali tanto temuti e che solo la forza economica, politica e finanziaria dell’Unione Europea e dell’euro tengono a distanza, come farebbe un cane da guardia con un gregge di pecore attaccato dai lupi, per intenderci.

E voi, non avreste il ruolo dei cani e nemmeno quello dei lupi, ma quello meritato delle pecore.

L’esatto contrario di quello che i conta balle della casta (partiti politici corrotti e corruttori, giornalisti da strapazzo e populisti senza cervello) dicono al popolo per evitare la sua indignazione e incazzatura a causa della propria idiozia politica dimostrata e per dirottare il malcontento popolare sulla incolpevole ed anzi, salvifica, Unione Europea.

Cari concittadini italiani, fatevelo dire, che ve lo meritate:

siete solo un popolo di beoni che non capisce nulla, un popolo di coglioni inauditi, un gregge di pecore che la casta gira e volta e muove e rimuove a suo piacimento.

Povera Italia:
essa è fallita nelle vostre mani di ignoranti patentati e certificati, nelle mani del vostro vizio, della vostra corruzione e delle vostre mafie.

Non meritereste altro che un default, per poter godere dello spettacolo del vedervi mordere l’uno con l’altro, arrabbiatissimi ed incazzatissimi dopo aver scoperto che vi hanno sempre ingannato, con una facilità inaudita, vi hanno sempre diviso per imperare, per rubare, per corrompere, per mafiosare, per massacrare il Paese Reale e l’Economia reale a loro piacimento.

E voi, coglioni, viziosi, corrotti e mafiosi:
voi non siete altro che questo.

E voi, proprio voi, siete la peggior specie di idiota europea ed occidentale, perché, nonostante tutto, continuate ad andare a votare per una casta politico-istituzionale di venduti ai poteri forti (mafia e corruzione) e di traditori (tradimento del giuramento di fedeltà allo stato, tradimento nelle trattative segrete con le mafie a danno del popolo italiano) che è da ricovero coatto in TSO presso un presidio psichiatrico criminale, ovvero, da ghigliottinare senza alcuna pietà o da fucilare in massa in pubblica piazza.

Invece voi li votate, credete alle loro incredibili stronzate e vi bevete le loro massicce dosi di bugie come fossero una ottima bibita rinfrescante nel caldo afoso estivo.

Voi, con questi comportamenti, dimostrate solo di non avere nulla in quella testa che portate sul collo.

Popolo di idioti rovinati dalla propria idiozia e dal tradimento di chi aveva spergiurato di difenderli.

Gustavo Gesualdo
alias il cittadino X