Articoli marcati con tag ‘eva’

Adamo e Eva: con l’omosessualità nasce il conflitto sessuale

martedì, 25 dicembre 2012

Quando l’ignoranza avanza e ardisce a diritto, occorre riportare ordine nelle cose e nelle vite disordinate dei non eterosessuali.

Del continuo evolvere di ignoranza e arroganza elevate a diritto di nuova specie, si verifica quanto segue.

Si nasce donna o uomo:

questa è una certezza assoluta e naturale, non sostiuibile e non sindacabile, se si fa eccezione del rarissimo fenomeno dell’ermafroditismo o monoicismo, che viene definito come istantaneo o simultaneo quando i soggetti presentano contemporaneamente gonadi maschili e femminili;

esiste in natura un ermafroditismo sequenziale, talvolta indicato come inversione sessuale, nel caso di organismi viventi che cambiano sesso nel corso della loro vita e viene definito proterandria, quando un organismo nasce e resta maschio nella prima parte della vita, mentre viene definito proteroginia nel caso opposto;

ma in ogni caso, queste due sopra descritte mutazioni sessuali nel corso della vita (e non e mai alla nascita) non sono applicabili agli esseri umani, che anche cambiando il proprio sesso a mezzo terapie chirurgiche e/o farmacologiche, non potranno mai sostituirsi alla naturale differenza fra uomo e donna, fra maschio e femmina;

l’ermafroditismo nell’essere umano, è niente altro che una rara disgenesia gonadica e rientra nelle anomalie della differenziazione sessuale;

ogni altra variazione di specie e di genere sessuale nell’essere umano è quindi una mutazione indipendente dalla struttura genetica ed appartiene altrettanto certamente ad una disfunzione caratteriale di scelta, che va identificata in senso assoluto in una patologia deformante della personalità che produce squilibri esistenziali profondi nella “conversione del soggetto umano” e nella inversione del sesso nei soggetti volontariamente transessuali (si nasce uomo o donna e non esiste altro sesso che questi due in natura), appellati anche come invertiti a causa della definizione stessa del fenomeno.

La American Psychiatric Association, nel DSM IV-TR, 2000 identifica nei Disturbi Sessuali NAS, la diagnosi che prevede un “persistente ed intenso disagio collegato al proprio orientamento sessuale”.

Se si nasce uomo o donna, l’unico disturbo NAS possibile è quello di specie sessuale, cioè quello omosessuale.

Vale a dire, cari ignoranti, arroganti, postulanti e presuntuosi difensori del nulla diverso dal naturale elevato a diritto di nuova spece, nuova razza e nuovo sesso, che ancor oggi è riconosciuto come patologico il disturbo sessuale NAS, che prevede (lo riporto ancora una volta per gli ignoranti in materia) un “persistente ed intenso disagio collegato al proprio orientamento sessuale”.

Ma se si nasce uomo o donna, – e questo è assolutamente certo e normale – il disagio ed il disturbo sessuale successivo rappresenta una patologia, mica una nuova specie sessuale.

Inoltre, se non si è un uomo e non si è una donna, ma si appartiene alla categoria degli omosessuali o dei transessuali, non si rileva il fondamento giuridico di unioni in matrimonio che non siano fondate sulle due sessualità riconosciute come capaci di riprodursi, di avere dei figli, o di prenderne in adozione in difetto o mancanza della capacità riproduttiva.

Insomma tutta questa invidia piuttosto violenta che si abbatte come eterofobica volontà distruttrice del valore di normalità sessuale, di coniugazione fra due sessi normali e naturali, di matrimonio fra un uomo e una donna finalizzato alla riproduzione sessuale naturale, tutto questo livore violento, questa rabbia egoista ed egocentrista di stili e modelli sessuali terzi ed altri rispetto agli unici due esistenti in natura, quello maschile e quello femminile, tutta questa rabbia eterofobica scopre il nervo della gelosia sessuale, della invidia sessuale, del conflitto sessuale, considerazione ancora non ben illuminata, ma di fondamentale importanza ed evidenza, dal momento che la volontà di istituire un terzo sesso giuridicamente riconosciuto e riconoscibile, normalizzato e regolamentato, prevaricante ogni riconoscimento dell’unione eterosessuale, non può e non deve essere travisata ed abusata in una ferrea volontà terza in eterno conflitto con le altre due.

In tal senso si annotano ben altre propulsioni in questo terzo sesso:

propulsioni lobbistiche, di potere politico, di deformazione del sistema democratico, del senso della libertà sessuale imposta come godimento sessuale alternativo, del sistema sanitario riscritto per servire un nuovo sesso che non è mai nato, una propulsione lobbistica di nicchia che pretende il potere di disintegrare la famiglia per non essere più diverso e non vivere mai più come una colpa la propria diversità (se non esiste più la normalità, nessuno è più diverso), insomma, di una nuova lobby che avanza con un solo fine:

distruggere quel che non è e quel che non potrà mai essere.

E questa condizione mentale, sociale, politica, sessuale e di sistema umano, pretende uguaglianza affermando diversità, offre distorsioni in cambio di equilibrio, vuole il conflitto sessuale.

L’eterofobia fondata sulla frustrazione della non possibile appartenenza al sesso maschile o al sesso femminile, è una manifestazione sempre più evidente di squilibrio dei sistemi, un fenomeno che usa il dissenso feroce e violento avverso gli eterosessuali al costo di un sempre proibito e punito dissenso sugli omosessuali:

secondo questa ignorante ed arrogante protervia presuntuosa e violenta prevaricatrice onda omosessuale eterofobica, gli eterosessuali possono essere aggrediti in modo razzista e sessita, gli omosessuali invece no (!).

Il fatto curioso di tutto questo è che le decadenti e perdenti democrazie moderne sono cascate in pieno in questa gabbia del diritto omosessuale cui non corrisponde alcun dovere omosessuale.

E allora occorre domandarsi chi è razzista?

E allora occorre domandarsi, chi è sessita?

E allora occorre urgentemente domandarsi:

qual’è il punto di riferimento della normalità sessuale cui rapportare, per una valutazione umana, tutto ciò che si presenta come nuovo indirizzo umano?

Chi è normale e chi no?

Chi ha diritto ad essere tutelato e chi ha il dovere di essere curato e riportato in alveo di normalità?

Ovviamente queste domande vanno indirizzate a menti equilibrate e serene, non coinvolte, non interessate, non gelose ed invidiose del concetto di normalità altrui, non ossessionate da sessualità atipiche che invertono i sessi a piacere e ne creano di nuovi a volontà, che scambiano sessi per sensi, amori per voluttà, ma in ogni caso di rango e valore di umanità e di sessualità che queste menti e queste vite non hanno e non potranno mai avere e che esse attaccano quotidianamente in un conflitto sessuale che politica e informazione celano, insabbiano, silenziano.

Evidentemente questa terza sessualità è molto presente e forte nei poteri e negli equilibri istituzionali delle decadenti e decedute democrazie occidentali.

E questo conferma che si tratti di una vera e propria lotta per il raggiungimento del potere attraverso un falso problema di rappresentanza giuridica, sessuale e sociale:

è solo una nuova lobby rivoluzionaria anti-umana e anti-democratica che non sa come farsi valere altrimenti.

Una lobby che ha imposto il diktat anti-democratico ed anti-umano per cui, ciò che è sbagliato va tutelato, garantito e difeso ( ma esso attacca con violenza il diverso da se stesso), ma mai criticato (ma non deve essere criticato), mai indicato (ma esso può mettere il diverso da se stesso all’indice sociale come razzista o sessita), mai giudicato (ma esso può giudicare il diverso da se stesso), mai valutato (ma esso pretende di valutare tutto e tutti e di chiudere in un recinto primordiale fatto di assenza di diritti fondamentali e di violenta repressione, ogni essenza umana che fa riferimento alla normalità.

I diversi sono gli altri, i pazzi da ingabbiare sono gli altri, i malati da curare sono sempre gli altri.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X