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Invasione islamica e sinistra resa d’Occidente

domenica, 8 maggio 2016

Però, funziona questo terrorismo islamico

Attaccano Casa bianca, Pentagono e Twin Towers e i democratici americani si calano le braghe e candidano e fanno eleggere Barack Hussein Obama II come presidente degli Stati Uniti d’America

Attaccano Londra, Madrid, Parigi e Bruxelles e i laburisti britannici candidano e fanno eleggere Sadiq Khan a sindaco di Londra

Però, funziona questo terrorismo islamico che tutti dicono di voler eliminare e nessuno elimina mai

La strategia c’è, e si vede, e si paga

Invasione islamica d’Europa compresa e non esclusa

Delle due l’una:

o esiste un nesso di causalità tra il terrorismo islamico e il comportamento delle forze politiche di sinistra in occidente

o esiste un qualche altro piano strategico, ben delineato, coordinato e preciso che punti alla infiltrazione delle libere democrazie occidentali proprio attraverso l’invasione musulmana incontrastata, ingovernata e incontrollata e l’uso delle regole democratiche per raggiungere il potere con mezzi democratici

Peccato che in ogni paese musulmano del mondo l’islam si sia rivelato antitetico alla democrazia e il risultato della invasione islamica in Occidente si preannunci disastroso e irrimediabile

Strano è che questo pericolo per le democrazie sia supportato dalle forze politiche che si autodefiniscono come democratiche e strenui difensori della democrazia

Politicamente corretto

Umanamente malato, degenerato, folle, stupido, suicida e traditore proprio di quegli ideali di cui si favorisce l’estinzione e si pretende di sostenere e difendere

Di solito non sbaglio mai una analisi e credo fermamente che questa azione negativa delle sinistre in Occidente porterà ad una loro irrimediabile estinzione

Corsi e ricorsi storici?

No, stupidi e sconfitti ancora una volta, come la storia insegna

Non sembra una questione politica, ma di deficienza cognitiva, intellettiva e mentale.

Altrimenti, si apre la strada alla questione del tradimento organizzato delle democrazie proprio in nome della democrazia

Scegliere liberamente non significa sottomettersi per viltà al terrore

Significa essere uomini e donne liberi e democratici che in un libero territorio democraticamente governato difendono liberamente la libertà e la democrazia nei loro paesi e nel mondo

Dio mio, che teste di cazzo penose e pericolose che siete:

fate venire i brividi e accapponare la pelle

Impossibile accettare la vostra resa:

è irricevibile, inaccettabile, impagabile

Proprio come voi vi dimostrate:

impagabili idioti che fanno e sono la felicità del proprio nemico

Finirete spazzati via, dispersi, distrutti e sconfitti dalla vostra stessa idiozia

Complimenti

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Germania sotto attacco – Germany under attack – Allemagne sous attaque – Deutschland unter Beschuss

domenica, 10 gennaio 2016

La Germania è sotto attacco.

Non si contano le provocazioni gravi e gli attacchi veri e propri che subisce il popolo tedesco a causa del suo ritorno nel novero delle potenze mondiali.

I fatti di capodanno sono solo l’ultimo atto di una serie di eventi tutt’altro che casuali e rappresentano il più grave e serio attacco terroristico islamico subito dall’Europa, un attentato organizzato e premeditato:

chissà da chi e perché.

Non è casuale lo scandalo Volkswagen, messo in atto dall’America di Barack Hussein Obama II, servitore assoluto della lobby gay americana e della espansione musulmana globale sostenuta dai sauditi.

No, non cercate riscontri a queste alleanze, non ne troverete:

Obama infatti, non ha mai reso pubblico l’elenco dei suoi sostenitori e finanziatori.

Un vero democratico:

trasparente e fedele alla patria americana.

Sta di fatto che è molto probabile che lo scandalo Volkswagen sia stato organizzato e preparato dai servizi segreti americani, totalmente riorganizzati sostituendo i capi di ogni servizio.

I segreti industriali di Volkswagen sono stati probabilmente violati dalla NSA, che invece di controllare il terrorismo islamico dell’ISI e di Al Quaida per prevenire attacchi terroristici in Occidente, usa le intercettazioni per conoscere i segreti dei politici e delle industrie tedesche, al fine di avviare una vera e propria guerra di spionaggio economico e politico contro la Germania e tutti i leader europei, al fine di poterli ricattare e piegare a lobby gay ed espansionismo islamico (Berlusconi non è caduto a caso).

Questa nuova Unione Europea, nonostante i tanti errori e il distacco che ha evidenziato dalle volontà dei popoli europei, rappresenta un pericolo mortale per una America disfatta e sfiancata, attaccata e terrorizzata, islamizzata e sottoposta al governo della lobby gay.

Questa è una guerra, cari signori e care signore, una vera e propria guerra cui il leader italiano Matteo Renzi è tutt’altro che estraneo.

Infatti, è solo grazie al mancato controllo e governo dei flussi migratori che l’Italia, sotto comando americano, ha determinato una invasione islamica senza precedenti nella storia, con numeri e cifre importanti, imponenti, inaccettabili.

Gli obiettivi sono chiari:

provocare la Germania, mantenerla sotto pressione, indurla in errore sulla gestione dei migranti clandestini al fine di poterla attaccare con la solita solfa del razzismo e del nazismo.

Ma, Angela Merkel, è leader vero:

non ha prestato il fianco a nessuna di queste provocazioni, salvo punire doverosamente Renzi per non aver preso le impronte digitali ai clandestini che entravano in Italia, e quindi, in Europa e in Germania, creando i presupposti per una infiltrazione terroristica totale e pervasiva del territorio europeo e tedesco.

Resiste la Merkel, condivisa da un popolo che è granito puro, che soccorre il suo rappresentante nel mondo sino a quando egli/ella è tale, senza se e senza ma.

I tedeschi non sono gli italiani.

L’attacco terroristico di capodanno rappresenta però una svolta in ogni caso nelle politiche europee, pressate dai vassalli inglesi e italiani del prepotente americano di turno.

La Francia e i francesi hanno compreso anche loro cosa sta accadendo, ma i loro politici sono tutti impegnati a difendere il potere dall’avvento dei Le Pen per poter offrire una risposta adeguata a questo attacco ad una Grande Europa, che troppo vicina alla Russia (che è in Europa, al contrario dell’America), rischia di divenire una potenza tale e tanta da essere indipendente dalle risorse strategiche e quindi, dai sauditi, cavallo di troia obamiano in Europa.

In realtà, questa America è finita, fallita quando mortalmente colpita dal terrorismo islamico di cui ha costruito la nascita e (forse) perso il controllo, ha eletto un presidente musulmano alla Casa Bianca:

una vera e propria resa incondizionata al mondo islamico.

Scrivo queste considerazioni perché possiate meglio comprendere la reale posta in gioco, i ruoli dei personaggi, la trama di un momento storico assai delicato e rischioso, una vera e propria pre-guerra.

Francia e Gran Bretagna hanno destabilizzato la Libia su comando americano.

Israele è stata abbandonata al suo destino e data in pasto ai musulmani.

Interessante la posizione della Cina, che ha guadagnato una grande influenza in Africa, senza guerre, spionaggio, violenze:

finanzia in modo massiccio i paesi emergenti, tentando di renderli indipendenti dai giochi oscuri che una classe politica americana vecchia e stanca mette in campo per destabilizzare e provocare, aizzare e denigrare.

Donald Trump, in questa condizione, è un vero e proprio salvatore della patria americana, attore che rischia seriamente di mettere in cantina l’oligarchia dei clan Bush e Clinton, ripristinare il valore del sogno americano, del benessere americano, dell’essere americano.

La Russia procede in modo diverso dopo i colloqui di Parigi per l’ambiente con Obama:

c’è da domandarsi perché si sia rallentata grandemente l’offensiva russa ai danni dell’ISIS.

Come c’è da domandarsi che fine abbia fatto la promessa di dura reazione all’ISIS da parte di Obama, reazione che non c’è mai stata ed apre ulteriori dubbi sul rolo americano di Obama, piuttosto del suo ruolo saudita, arabo e musulmano.

Insomma, la Polemologia torna di moda, e forse, non è mai andata via.

Venti di guerra soffiano nel mondo, provocati da una America irriconoscibile, incondivisibile, almeno in questa presidenza disgraziata e globalmente pericolosa.

Credo di aver espresso tutto il mio pensiero.

Meditare è d’obbligo, prima di agire.

Ma (re)agire è divenuto ancor più urgente.

In moto meccanismi furbetti, del tipo dei 36 stratagemmi cinesi.

Nesssuno fa il primo passo per non dare all’avversario le ragioni di una reazione giustificata dalla strategia, dalla furbizia.

Io tifo per l’intelligenza e non per la furbizia, che ne è limite invalidante e pericoloso, che può consentire la ragione a chi ha torto marcio, sol perché si presenta come offeso e giustificato alla reazione.

L’intelligenza sa come si fa a governare il mondo con logica e promozione delle differenze piuttosto che del loro confliggere.

Ma, di intelligenza in vista, ce ne è poca o niente.

Siamo alle schermaglie:

le vere strategie, i veri colpi da maestro, le genialità devono ancora iniziare a ballare.

Per ora, come in ogni pre-guerra, è corsa alle risorse che consentono di sostenere una eventuale guerra.

La tecnologia e la strategia come l’intelligenza faranno la differenza, specie in quei paesi deboli come l’Italia e privi di risorse energetiche strategiche.

E qui, consentitemi un grande vaffanculo ai traditori che hanno privato l’Italia di una indipendenza strategica energetica:
prima, con l’assassinio di Mattei e la svendita dell’ENI;
poi, con l’antagonismo idiota e analfabeta che ci priva di energia nucleare.

Se scoppia una guerra, credo che queste saranno le prime teste a cadere.

Il tradimento non è consentito in tempi di guerra e viene duramente punito.

Ad ognuno le proprie responsabilità.

L’oste della storia chiede di pagare il conto.

Chiamatela come volete:

III Guerra Mondiale o I Guerra Globale.

Ma questa è guerra, senza alcun dubbio.

Gustavo Gesualdo
alias
Il cittadino X

Il colpo di stato musulmano e gay in America

sabato, 27 giugno 2015
Chi governa in America? La minoranza o la maggioranza?

Chi governa in America? La minoranza o la maggioranza?

“omosessuali possono criticare eterosessuali
il contrario è definito omofobia sic et simpliciter”
Gustavo Gesualdo

islam will dominate the world . Fredoom can go to hell

islam will dominate the world . Fredoom can go to hell

“musulmani possono criticare cristiani
il contrario è definito islamofobia sic et simpliciter”
Gustavo Gesualdo

A partire dall’ 11 settembre 2001 con il secondo attentato islamico alle Twin Towers (il primo al World Trade Center avvenne il 26 febbraio 1983 ad opera di Ramzi Yusuf, Mahmud Abouhalima, Mohammad Salameh, Nidal Ayyad, Abdul Rahman Yasin, Ahmad Ajaj), gli Stati Uniti d’America perdono primato mondiale e leadership globale, soprattutto, perdono la loro inviolabilità territoriale:
mai nessuno aveva colpito così a fondo e nel cuore del territorio americano.

Da quel momento ci saremmo aspettati tutti una forte attività di recupero e di rincorsa alla leadership globale da parte dell’ex poliziotto del mondo, recupero che non ci fu, almeno nei termini che potevamo attenderci qui, nella vecchia europa.

Anzi.

Da quel momento possiamo registrare una infinita serie di sottomissioni dell’America all’Islam con la sola eccezione della cattura e dell’omicidio di Osāma bin Muhammad bin ʿAwaḍ bin Lāden, terrorista, di famiglia nobile saudita, fondamentalista islamico sunnita, fondatore e leader di al-Qāʿida, potente organizzazione terroristica internazionale di stampo jihadista.

L’omicidio di Osama Bin Laden ad opera di militari statunitensi poteva essere evitato, ma le cose che aveva da raccontare Osama al mondo non sarebbero piaciute a certa casta politica americana che lo aveva creato come cellula operativa guerrigliera finanziandolo con centinaia di milioni di dollari americani per fermare l’invasione comunista sovietica in Afghanistan.

Il momento fondante del tradimento della leadership politica americana nei confronti del popolo americano sta nella elezione dell’afro-americano e musulmano Barack Hussein Obama II alla presidenza degli Stati Uniti d’America.

I momenti successivi riguardano la mancata risposta americana al terrorismo islamico e islamista che, dal momento della ascesa di Obama alla casa Bianca diviene iperattivo e punta ad una massiccia guerra contro il mondo occidentale attraverso numerosi attacchi con “vittime di massa” contro obiettivi civili occidentali.

Eppure il terrorismo musulmano non trova alleati nella Cina e nella Russia, come nell’India e nell’Europa:

come riesca a prevalere sull’intero pianeta senza un sostegno (anche solo per omissione) della presidenza degli Stati Uniti d’America, questo fatto resta inspiegabile, sia pure trovi notevoli e continui riscontri.

A meno che, non si possa e debba ipotizzare un vero e proprio “controllo” dei paesi arabi musulmani sul governo americano.

E dimenticate la ventilata differenza tra paesi arabi musulmani moderati e radicali:

è sempre la stessa pappa maomettana.

Ma, restiamo nel tema e definiamo questa nuova condizione di fatto:

l’America di Obama non contrasta a sufficienza il terrorismo islamico e isola conseguentemente Israele lasciandola alla mercé di uno stato etico musulmano che finanzia da sempre il terrorismo islamico:

l’Iran, cui Obama attraverso la sua influenza consente l’accesso alla pericolosissima e temibilissima tecnologia nucleare.

Inoltre, la nascita dell’ISIS e il sopravvento del terrorismo islamico su tutti i sistemi di intelligence, di sicurezza e di prevenzione occidentale unita all’espansionismo arabo, nero e musulmano pone una pressione altissima sia alle frontiere che all’interno e nell’immaginario dei paesi europei ed occidentali.

Anzi, attraverso la spinta alla reazione contro gli attentati e la guerra musulmana l’NSA americano provvede a stendere una fitta rete di controllo e vigilanza planetaria sulle linee telefoniche e di internet.

Peccato si venga a conoscenza attraverso lo scandalo WikiLeaks del fatto che gli americani non usavano questo cordone di sicurezza anti-terrorismo per controllare e prevenire attentati alla sicurezza e alla integrità dei fratelli europei, ma la utilizzava per spiare i leader europei e consegnare le informazioni così acquisite a chi?

Al musulmano Obama?

A qualche altro musulmano?

Quale uso ne è stato fatto?

A queste domande Obama non risponde.

Questo nuovo quadro globale evidenzia un secondo fine, un pericolo ancor più subdolo del mero terrore per le libere democrazie occidentali:

il mondo musulmano (tutto) vuole espandersi nei paesi occidentali in modo massiccio in modo da rappresentare attraverso la forza dei numeri introdotti nelle democrazie occidentali l’esercizio della regola dei numeri in democrazia, ovvero, prendere il potere democraticamente per imporre “democraticamente” la Shariʿah e fare delle democrazie degli stati etici musulmani governati dalla legge islamica.

E possiamo tastare questa espansione anche nel settore economico e finanziario, laddove i paesi arabi musulmani prendono il controllo di numerosi e importanti cardini della vita occidentale facendo ingresso nei consigli di amministrazione di storiche aziende europee e americane.

Insomma, siamo nella contezza del pericolo musulmano oggi rappresentato nel mondo e lo possiamo rappresentare con una operazione in termini matematici, di fronte alla certezza di un indirizzo politico occidentale perdente e/o complice:

uno più uno, fa due.

Scriviamolo in numeri arabi, come certamente piace ad Obama:

1 + 1 = 2

Vi lascio alle riflessioni e alle osservazioni che riterrete di fare a queste mie ricostruzioni dei fatti avvenuti sinora nella storia dell’espansionismo islamico mondiale attraverso un colpo di stato avvenuto in America:
costretta a scegliere un presidente afro-americano e musulmano dalla forza preponderante ed invadente del terrore musulmano.

Passo ora ad illustrare un altro colpo di stato, uguale e diverso a questo ma avvenuto egualmente ai danni degli Stati Uniti d’America.

La lobby gay americana è potente, influente.

Eppure essa sa con certezza assoluta di non avere la possibilità di prendere il sopravvento sul potere americano e globale attraverso il metodo democratico delle maggioranza dei numeri:

i gay sono e resteranno sempre una minoranza assoluta nel mondo, una minoranza insufficiente a consentire di controllare il governo nelle libere democrazie occidentali e influenzarne le scelte e gli indirizzi politici.

La lobby gay è basata su di un modello umano egocentrico, arrogante, presuntuoso, orgoglioso e tenta anch’essa il colpo di stato alle libere democrazie occidentali attraverso il tipico modello delle dittature antidemocratiche:

l’elitismo e l’elitarismo.

Insomma, attraverso la pressione operata come lobby sulla partitocrazia, come gruppo di pressione, la lobby gay passa dalla giusta salvaguardia dei propri interessi ad una salvaguardia classista, razzista, sessita, di elite, antidemocratica:

una vera e propria dittatura omosessuale globale operata e cercata attraverso la rivendicazione di putativi diritti di minoranza trasformati in aggressione violenta ai sistemi democratici per affermare una dittatura delle minoranze attraverso il tipico riconoscimento che nelle democrazie si affida alle minoranze.

Al confronto, i musulmani sembrano dei piccoli aspiranti maghetti di quartiere, vero?

La storia diventa quella di questi giorni:

il parlamento europeo che approva una relazione di indirizzo favorevole alle unioni civili tra gay e la corte suprema americana che si spinge ben oltre, deliberando addirittura il matrimonio gay con una sentenza.

Eppure, numerosi stati americani si erano già espressi con un deciso NO al matrimonio gay, anche nella forma del referendum, che coglie al meglio l’espressione popolare.

Poteva essere un atto unilaterale del presidente Obama a imporre i matrimoni gay, ma questo atto avrebbe scoperto l’interesse diretto nel duplice colpo di stato musulmano e omosessuale (chi conosce bene il mondo musulmano e arabo sa che non passa molta differenza tra queste due identità a differenza di quanto appare).

Poteva essere l’espressione del parlamento USA a imporre i matrimoni gay, molto più appropriato e democratico.

O poteva essere chiamato il popolo americano ad esprimersi su questo controverso interesse gay:

ma la regola della eversione gay è abusare degli strumenti democratici per avere ragione con la forza e non avere ragione attraverso la libera espressione del popolo sovrano attraverso gli strumenti democratici.

Così, con una sentenza della corte suprema (i cui giudici vengono nominati a vita dal presidente degli states) si deresponsabilizza la casta politica americana da una scelta di indirizzo politico che essa stessa subisce, ma non condivide.

A proposito di democrazia:

non è facile capire cosa ha di democratico una corte suprema americana i cui giudici non sono eletti dal popolo e restano in carica a vita.

Ma il metodo e lo strumento democratico ad una lobby elitaria ed elitista, classista, sessista e razzista come è la lobby gay americana non interessa affatto:

il vero spirito liberale democratico non è nei pensieri e nell’animo della lobby gay, se non nella mera visione utilitaristica e pragmatica del riconoscimento del diritto di minoranza, da trasformare artatamente in una dittatura della minoranza che imponga eversivamente la volontà di una minoranza sulla volontà di una maggioranza.

Ecco disegnati brevemente i due programmi di eversione delle democrazie in atto in questi anni sul pianeta Terra.

Essi, a mio parere, sono già riusciti a prevaricare la democrazia delle democrazie, quella americana.

E sono a buon punto anche nelle democrazie europee.

Insomma, entrambi gli aggressori al futuro del pianeta, sono in grado di prevalere con mezzi che hanno ben studiato ed analizzato le debolezze delle democrazie per penetrarle e abbatterle.

E la loro costante e subdola attività anti-democratica nelle direzioni che io ho qui raccontato, prova secondo me la loro profonda avversione alla libertà degli altri rispetto alla propria.

Invidia e gelosia sono infatti gli elementi base di queste due aggressioni, entrambe dirette ad esercitare quel potere che sono pronte a criticare e lapidare.

Un potere democratico da abbattere e da infiltrare, da corrodere e lapidare, in una parola, da inculare.

Ecco esposto il colpo di stato musulmano e gay ai danni delle libere democrazie occidentali.

Vale di più un gruppo di pressione arabo e una lobby gay della volontà popolare italiana, europea e americana?

Credo proprio di sì, visto che in questi casi esposti non si legge la ricerca, la tutela e la libera, democratica ed aperta volontà popolare rispetto alle scelte di indirizzo politico, ma si adotti invece il metodo democratico per incularsi la volontà e la sovranità popolare.

Fine dell’era delle democrazia:

Così muore la democrazia: per abuso di se stessa.

E prima che nel sangue, nel ridicolo

Gustavo Gesualdo

Perché l’Italia non è ancora fallita

domenica, 4 agosto 2013

Il “botto” l’Italia lo farà prevedibilmente fra sei mesi, quando è previsto il tracollo della finanza pubblica, quel momento in cui lo stato dilapidatore, sprecone, inefficiente, inefficace, corrotto, illiberale, non concorrenziale, non competitivo e troppo indebitato non trova più le risorse sufficienti a pagare i salari di medici, giudici, carabinieri, infermieri, poliziotti, operatori ecologici, chirurghi, finanzieri, ecc.

Il debito pubblico italiano è sin troppo cresciuto e non potrà crescere ancora: l’emissione di nuovo debito sovrano è coperta dalla garanzia europea, ma questa garanzia non può essere per sempre ed in ogni caso garantita (vedere downgrade fondo salva-stati BCE).

Il governo italiano ha annunciato una imminente privatizzazione del patrimonio mobiliare e immobiliare pubblico, il che servirà solo a spogliare ulteriormente di valore lo stato, svendere il patrimonio accumulato dal sacrificio degli italiani mentre potrà solo spostare nel tempo il momento del default e non impedirlo.

Il motivo per cui i paesi virtuosi europei non ritengono di dover mandare in fallout l’Italia è solo quello che un eventuale fallimento italiano rischia di coinvolgere e di sconvolgere l’equilibrio di altri paesi che hanno interazioni importanti con il sistema italiano, creando la possibilità di un effetto domino che risucchi nel fallimento italiano gran parte del mondo europeo ed occidentale.

Ecco perché l’Italia non è ancora fallita.

Ecco perché l’Italia può fallire.

Tutto qui.

Gustavo Gesualdo

PS
scordatevi di fantascientifiche cordate internazionali dei poteri più o meno occulti che puntino concordemente a rovinare l’Italia:
gli italiani sono responsabili primari della condizione di crisi profonda in cui galleggiano malamente.
Nessuno ha rovinato l’Italia più del cattivo comportamento italiano, dello stile di vita italiano e dei modelli di riferimento italiani, primo fra tutti, la ben nota furbizia, acerrima nemica della intelligenza.

Kyenge, Maroni: il governo delle capre e la repubblica delle banane

martedì, 30 luglio 2013

Gli avvenimenti che vedono motore propulsore e calamita attraente di fenomeni curiosi e indicativi il ministro dell’integrazione Cécile Kyenge, all’anagrafe come Kashetu Kyenge mi spingono a raccogliere alcuni pensieri sulla questione della immigrazione senza limiti che aggredisce l’Italia e l’Europa, i flussi migratori senza freno dai quali ricavano grossi e grassi flussi finanziari ed arricchimenti i mafiosi, i dleinquenti ed i criminali sia nei paesi di origine dai quali fuggono questi disperati sia i mafiosi, i dleinquenti ed i criminali che attentato quotidianamente all’ordine pubblico italiano e alla sicurezza pubblica degli italiani e dei loro patrimoni che favoriscono l’ingresso continuo di immigrati clandestini da regalare come manovalanza a basso costo alle organizzaizoni criminali comuni e mafiosi e ed ai datori di lavoro che si arricchiscono di lavoro nero dei profughi neri consegnati da certo buonismo ad una nera disperazione da cui deriva solo lavoro nero, morte nera e schiavitù nera, più nera fredda e buia della nera notte.

Il bello è che tali idioti senza cervello e senza dignità si autodefiniscono anche dei bravi e diligenti cittadini consegnando a tutti coloro i quali non si sottomettono al loro pensiero unico di capre emerite e certificate l’epiteto di razzista:

ma se non c’è una casa ed un lavoro per gli italiani che già risiedono in Italia, a quale nero futuro consegniamo le vite di questi poveri disgraziati?

E se il multiculturalismo è già ampiamente fallito in Europa ed in Italia a causa della mancata integrazione di questi soggetti, chi paga per la violenza che questa mancata integrazione (forzata) provoca?

Mistero della fede del buonismo all’idagliana spacciato per cattolicesimo di qualità e civiltà avanzata e certificata.

Queste considerazioni le invio rispettosamente al capo della Chiesa cattolica, il Papa Francesco.

“La chiesa cattolica proibisce ogni metodo di contraccezione favorendo il boom demografico che è alla base dei flussi migratori dai paesi più poveri nel mondo a quelli più ricchi, viaggi della speranza che costano anche la vita di questi poveri disgraziati.
Poi, sempre la chiesa cattolica esercita una serie di servizi finanziati dallo stato italiano nei confronti dei migranti.
Poi, sempre la chiesa cattolica pretende di bacchettare i governi dei paesi che non si sottomettono ad un inesistente “dovere dell’accoglienza” di disgraziati prodotti senza contraccezione.
C’è un limite a tutto: alla decenza, alla prudenza, alla impudenza ed alla arroganza.
Fermati Francesco: stai sbagliando strada.”

Queste considerazioni le invio rispettosamente al ministro della integrazione della repubblica italiana Kyenge.

“Chi semina vento raccoglie tempesta, chi provoca volutamente quanto pubblicamente come fa la ministra Kyenge deve stare attenta alla reazione: in un’aula di tribunale dimostrare di essere stati sufficientemente provocati libera dalla condanna e giustifica anche atti violenti.
La legge in un paese veramente democratico non è solo dalla parte del potere pubblico (abusato, nessuno autorizza ad abusarlo per provocare il popolo sovrano in virtù di una crescita civica e civile di cui non si vede l’esempio né l’utilità), ma anche dalla parte dei cittadini che si sentono provocati e traditi dall’azione di un ministro della repubblica italiana che attenta provocatoriamente all’unità italiana e alla difesa di interessi e diritti degli italiani in favore di non italiani.
Occhio signora mnistro, che c’è anche il reato di alto tradimento!
Mica si scherza con le faccende serie, cara bambina immatura ed irresponsabile.
E mi spiepo meglio.
Accendere di questi fuochi visibilmente provocatori in tempi di crisi complessiva come questi è da sconsiderati, scriteriati, folli ed irresponsabili, immaturi e disgraziati. Signfica fomentare disordini, cercare guai.
Io chiederei l’intervento del napoletano innominabile (giusto perché la legge e la costituzione gli affida poteri, funzioni e attribuzioni, atrimenti è già ampiamente dimostrato che trattasi di perdita inutile di tempo e di risorse ricorrere al vilipendio viìvente della costituzione e delle istituzioni – portatemi in una aula di tribunale che ve lo dimostro -) denunciando possibili e futuri disordini pubblici derivanti dalla azione di un ministro che non vuol governare, ma intende manifestamente ed esclusivamente provocare disordine politico, disordine nell’esecutivo e disordine pubblico, al solo fine di godere di maggiori attenzioni e visibilità (se avesse avuto l’attenzione e la scorta di cui gode la ministra Kienge, Aldo Moro sarebbe probabilmente ancora vivo).
Una sorta di mania di persecuzione orchestrata e diretta da chi esercita il potere pubblico con il solo obiettivo di attirare l’attenzione della opinione pubblica su di se, usando e distorcendo le reazioni alle proprie provocazioni come arma di estorsione politica.
Andrebbe denunciata per violazione dei diritti umani, civici e civili dei cittadini italiani in favore di entità e soggetti stranieri.
E andrebbe denunciata anche all’ONU, come soggetto provocatore eversivo e sovversivo del governo della cosa pubblica italiana in favore di interessi e soggetti non italiani:
una vera e propria fonte di terrorismo politico.
Pare proprio un agente provocatore straniero.
Se poi alle sue provocazioni si risponde con altrettante provocazioni, beh, mi spiace per il complessivo decadere dell’agone politico italiano, ma mi pare altrettanto vero che chi semina vento, raccoglie tempesta, e non ha mica il diritto di lamentarsi se il vento tempestoso così provocato le scombini l’acconciatura dei capelli.”

Il Caso Australiano

“L’Australia, definito come il paese più felice del mondo, sbarra la strada ai boat people, i barconi della speranza pieni zeppi di poveri disgraziati sfruttati da delinquenti, criminali e mafiosi che speculano nello sfruttamento del traffico di esseri umani per arricchirsi illecitamente, immoralmente ed illegalmente :
non verranno più accolti in terrirorio australiano.
L’accordo prevede che, qualora fosse accolta la richiesta di asilo politico, i migranti verranno insediati in Papua Nuova Guinea e non in Australia , contro una serie di aiuti economici dell’Australia alla Guinea.
Non vi sembra un accordo molto simile a quello che fu definito fra Roberto Maroni e la Libia?”

Considerazioni finali:

ma la smettete una buona volta di dare del razzista a tutti coloro i quali difendono se stessi, la propria integrità culturale, nazionale, religiosa, territoriale, la propria unità nazionale e popolare, la propria dignità di esseri umani viventi e civili invece di dare giustamente del criminale a chi attenti provocatoriamente a questi beni supremi e superiori di ogni nazione, popolo e territorio della terra?

Non siete in grado di affermare le idee e le posizioni politiche (pregiudizi compresi) di cui siete portatori?

E allora smettetela di abrogare l’altrui diritto a manifestare pensieri e politiche che non condividete ed eticchendoli qualunquisticamente come razzisti al solo fine di impedire la vostra sconfitta sul piano politico ed umano.

Se tiro una pietra e nascondo la mano, può anche andar bene.

Se esco di casa e prendo a picconate i passanti non va bene.

Ma se lancio un boomerang australiano, allora non posso lamentarmi se esso tornando indietro, mi colpisca con violenza alla tempia o alla nuca (periodo dedicato esclusivamente a chi conosce ed apprezza l’ironia).

Lo vedete anche voi che a furia di screditare l’avversario avete gettato discredito e degrado tutto intorno a voi e nel paese?

Ma lo vedete che tutto ciò, tutto questo fumo serve solo a impedire di vedere quali siano i veri e primari interessi da difendere e tutelare, a celare invece l’azione dei veri nemici del paese, i corrotti ed i mafiosi?

Non se ne può più.

Tutti contro tutti ed i problemi del Paese restano irrisolti e sepolti sotto tonnellate di pregiudizi e preconcetti reciporoci.

Violenza chiama violenza.

Ad ogni azione, corrisponde una reazione.

Il rispetto per il proprio ruolo e per chi è sottoposto al proprio governo è un dovere primario ed irrinunciabile.

Specie se nessun popolo sovrano ha mai delegato la propria sovranità indicando quella maggioranza e quel premier a governarlo.

P.S.
Se siete capaci, rilanciate lo sviluppo economico e sociale, sviluppate il paese, create quella ricchezza che volete condividere con soggetti più sfortunati, eliminate e contrastate la crisi ed allora, ma solo allora, quando avrete compiuto il dovere primario a cui siete stati chiamati, potrete rivolgere attenzione particolare a chi soffre in altri paesi e chiede aiuto al nostro.
Siate capaci e dimostrate di valere quel che costate, ovvero ritiratevi in buon ordine.
Ma soprattutto, in ossequioso silenzio.
E se salvate berlusconi silvio dalla galera, che peste vi colga e vi raccolga nei fetidi cimiteri della inciviltà umana:
andrebbe cancellata ogni traccia del vostro passaggio su codestra terra anche nel solo ricordo funebre, che viene concesso a tutti, anche ai caduti in guerra.
Ma questa non è una guerra:
è solo una infame farsa della mafia, della corruzione, della evasione e della usura, travestita da civiltà umana.
Ma a chi credete di poter dare lezioni di civiltà, voi?
Se discrediti e provochi me, io discredito e provoco te.
Il rispetto si guadagna, come pure il consenso.
Il Nuovo Testamento è morto.
Viva il Vecchio Testamento.

Gustavo Gesualdo
alias Il Cittadino X

Esercizio potere, funzione e servizio pubblico: non è pubblico né trasparente

giovedì, 18 luglio 2013

In questo paese di merda, in questo schifo vizioso, corrotto e mafioso indicibile, in questo paese sgovernato da governi, parlamenti, caste politiche e classi dirigenti del tutto autoreferenziali, il male assoluto è insediato nell’esercizio del potere pubblico, nelle funzioni eseguite di servizio pubblico e nel servizio pubblico.

Generazioni e generazioni di viziosi, di corrotti e di mafiosi hanno imparato ad infiltrare il potere pubblico al fine di abusarlo per interessi personali, piegarlo ad tutela e difesa di interessi famigliari, di cosca, di parte sociale, economica e politica.

Niente spirito di sacrifico e senso del dovere, nulla di tutto questo:

non se ne trova traccia.

Si annota invece autoreferenzialità arrogante e delinquente di corporazioni e di vere e proprie associazioni con finalità illecite e/o illegali invadere il potere pubblico, appropriarsi di un distintivo di intoccabilità e di immunità de facto e de iure e rifiutarsi proditoriamente di essere sottoposti a controlli, analisi, ispezioni e vigilanza nel proprio comportamento e nell’azione in esercizio e/o funzione del potere pubblico rappresentato.

Ovvio che una casta mafiosa, viziosa e corrotta che prendesse il potere infiltrandolo dal di dentro dovrebbe per prima cosa esercitare il potere pubblico senza alcun controllo, usandolo a piacimento come fosse un manganello nei confronti di chiunque metta in dubbio la sua capacità ed il suo equilibrio nell’esercitarlo, dovrebbe impedire ogni valutazione, analisi, controllo, ispezione e rendiconto di codesto esercizio del potere pubblico.

Immaginate per un momento che, in codesta condizione, se corpo insegnante e corpo giudiziario, ad esempio, fossero sottoposti a valutazioni periodiche i cui risultati fossero resi di pubblico dominio in questa Italia?

Cosa impossibile, irrealizzabile, in quanto mina il corpo mafioso delle caste corporative che vivono nel privilegio dell’abuso del potere pubblico.

Eppure, proprio in questi giorni, la valutazione del corpo insegnate e del corpo giudiziario viene pubblicata online, a disposizione del popolo sovrano.

Dove?

In Gran Bretagna, un paese certamente civile, laddove evidentemente prevalgono intelligenza e razionalità su mafie e vizio, parassitismo e arroganza proterva ed ignorante.

Ma in Italia, voi credete possibile un esercizio civile così avanzato?

Credete che un corpo, una casta autoreferenziale che vive di abuso del potere pubblico si sottoporrebbe ad una tale operazione di trasparenza tale da mettere a nudo il lato oscuro del potere pubblico italiano, il segreto della immunità e della impunità in Italia?

E credete che licenziare quei soggetti che risultassero di troppo inferiori alla media degli insegnanti e dei giudici italiani, credete che questo atto di selezione civile e democrazia meritocratica applicata potrebbe realizzarsi in questa idaglia degli idagliani, paese di merda?

Benvenuti all’inferno della furbizia e del vizio, mafioso e corrotto, autoreferenziale e del potere pubblico ridotto “cosa nostra”, o meglio, “cosa loro”, o ancor meglio: “casa loro”.

E adesso, comprenderete tutti meglio perché paesi come la Gran Bretagna sollevano più di un ragionevole dubbio, più di un razionale conflitto, più di una considerazione intelligente pregiudizievoli all’ingresso in una Unione Europea nella quale gravitino paesi così malmessi, sottosviluppati, trogloditi e distruttivi come questa repubblica italiana.

Leggete e ascoltate le indignate reazioni al vizio idagliano di Der Spiegel e CNN?

Vi rendete conto che l’indignazione di paesi come Germania e Stati Uniti d’America, pur rispettando questa idaglia degli idagliani, involve da indignazione inascoltata a vera e propria ira a causa della impossibilità raggiunta dallo stato italiano nel rendere giustizia alle vittime tedesche e americane del pluriomicida schettino, vile assassino ancora incomprensibilmente a piede libero?

Avete una sia pur minima idea di cosa pensano i paesi virtuosi del mondo nel vedere la Banca Centrale Europea (BCE) governata da un italiano cresciuto e formato in questa idaglia degli idagliani?

Le sentite le fragorose risate?

Avete letto del downgrade preannunciato del fondo salva-stati fortemente voluto dall’italiano mario draghi, fondo fortemente voluto dai governi dei paesi viziosi come l’Italia che continuano a spendere più di quanto conferito dai cittadini creando crescita del deficit e debito pubblico?

Paese vizioso, criminale e criminogeno, mafioso e corrotto, sgovernato da caste di autoreferenziali eserciti di chiacchieroni con un distintivo, vincitori di concorso pubblico, alienati del e dal Paese Reale.

Gustavo Gesualdo
alias Il Cittadino X

Art. 27 Costituzione: la responsabilità penale è personale

mercoledì, 6 marzo 2013

La follia, la viltà, l’inettitudine, l’incapacità, l’idiozia e la irresponsabilità della casta politica e della classe dominante italiana dalla istituzione della democrazia repubblicana e sino ai giorni nostri è vasta e ampiamente dimostrabile su di un pulpito civico o politico, in una aula parlamentare come in una aula giudiziaria.

Immaginate, ad esempio, che nella carta costituzionale italiana si fissi il principio della responsabilità penale come una responsabilità esclusivamente personale.

Immaginate ad esempio che in Italia dimori e cresca la più grande organizzazione criminale di stampo mafioso d’Europa (prima azienda italiana per fatturato e primo agente economico italiano) ed una delle prime tre organizzazioni criminali di stampo mafioso globali (n’drangheta calabrese).

Immaginate ancora che, sempre in Italia, dimorino e crescano almeno altre due organizzazioni criminali di stampo mafioso (mafia siciliana, camorra napoletana) di potenziale identico a quella che domina l’Italia ed insidi l’Europa intera, tentando di infiltrarla.

Immaginate che vi siano in ato da parte della magistratura italiana indagini e processi, come pure vi siano presenti delle sentenze già emesse che dimostrino una trattativa fra istituzioni e apparati dello stato e mafia.

Ecco, ed ora immaginate che questo stato, in 65 anni i vita, non abbia trovato di meglio nel contrasto alle organizzazioni mafiose che punirle con un reato associativo, quello appunto che punisce l’associazione mafiosa, dimenticando che in Italia, la responsabilità penale è personale.

E dimenticando in tutti questi 65 anni di punire il reato mafioso nel suo comportamento mafioso e non solo nel suo essere associati in mafia.

Immaginate quindi che, lo stato italiano, guidato da follia, viltà, inettitudine, incapcità, idiozia e irresponsabilità della casta politica e della classe dominante italiana, abbia semplicemente dimenticato di punire il mero “comportamento mafioso“, facendo così il più gran regalo che lo stato italiano potesse fare al suo peggior nemico:

l’anti-stato mafioso.

Ma ancor oggi, nessuna fazione, nessuna associazione, nessun movimento nessun sindacato, come nessun partito italiano ha ancora sentito l’esigenza di istituire il reato di comportamento mafioso, ovvero di punire le famiglie dei mafiosi sottoposti a provvedimenti restrittivi delle libertà personale che vengono sostenute da una storica raccolta mafiosa di danari, in estorsione al commercio, all’industriali e all’artigianato con il nome di pizzo violentemente richiesto dal racket delle estorsioni.

Ma in Italia, a quanto pare, è vietato punire i mafiosi, i quali possono ancora contare su di un antiquato ed inefficace dettato costituzionale per il quale, “le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso dell’umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato”.

In Italia insomma, esistono eserciti di idioti che credono ancora che si possa rieducare un mafioso responsabile dell’omicidio volontario e premeditato di decine e decine di persone.

Le organizzazioni mafiose ringraziano lo stato italiano, il popolo italiano, il governo italiano, il parlamento italiano:

senza di loro, le mafie, molto probabilmente, sarebbero state già sconfitte.

Gustavo Gesualdo
alias Il Cittadino X

La questione meridionale mina l’unità italiana ed europea

martedì, 13 novembre 2012

« Che esista una questione meridionale, nel significato economico e politico della parola, nessuno più mette in dubbio.
C’è fra il nord e il sud della penisola una grande sproporzione nel campo delle attività umane, nella intensità della vita collettiva, nella misura e nel genere della produzione, e, quindi, per gl’intimi legami che corrono tra il benessere e l’anima di un popolo, anche una profonda diversità fra le consuetudini, le tradizioni, il mondo intellettuale e morale. »

Giustino Fortunato

Che esista una questione meridionale, nel significato proprio o lato della parola, solo un ideologo colmo di pregiudizi ovvero un idiota pieno di ignoranza lo mette in dubbio.
C’è fra il nord e il sud della penisola, dell’Europa e del mondo intero, una grande sproporzione nel campo delle qualità umane, nella normalità della vita, sia individuale che collettiva, nella misura e nel genere della produzione di impedimenti pretestuosi e provocatori costanti e continui alla vita altrui, in specie se attiva e produttiva.
Quindi, per gl’intimi legami che corrono tra il benessere e l’anima di un popolo o del singolo cittadino, esistono sproporzioni enormi nel rispetto della persona, delle regole e della vita sociale ed economica.
Tali legami, propongono una profonda diversità fra le consuetudini, le tradizioni, il mondo intellettuale e morale.
La questione meridionale mina l’esistenza stessa del paese, lo corrode dal di dentro, lo infiltra e lo uccide in un silenzio che viene rotto qua e la dalle grida di protesta sempre più frequenti e insofferenti dei cittadini che chiedono inutilmente il divenire di modelli di civiltà e di società ancora sconosciuti al meridione, di stili di vita comportamentali che non collimano con quelli unitari, e soprattutto, modelli comportamentali che e non vogliono condividere e che rifiutano il modello europeo ed occidentale delle civiltà democratiche, repubblicane, socialiste e liberali, riformiste e avanzate.

Gustavo Gesualdo

Riflessioni a tastiera aperta – 14 ottobre 2012

domenica, 14 ottobre 2012

Regione Lombardia, formigoni, berlusconi, alfano

Il siciliano alfano continua ad influire, un giorno in una direzione, il giorno dopo nella direzione opposta alla precedente, nelle questioni interne alla regione Lombardia.
Un siciliano, con tutto quel che significa la regione sicilia, può influire nelle questioni lombarde?
Uno che non riesce a normalizzare la propria regione sicilia, con quale arroganza pretende di impartire indirizzi politici in altre regioni?
Come pretende il siciliano alfano di governare politicamente le scelte lombarde, quando non sa impedire le scelleratezze regionali tipicamente siciliane dei suoi siciliani Cuffaro & Lombardo?

Prima il Nord, ovvero prima il peggio del sud?

Ora sarà il Veneto ad essere il punto di riferimento italiano.
Così come avrebbe dovuto essere da sempre, visti i risultati.

Leggendo dell’ennesimo episodio di violenza gratuita e violazione della legge da parte di immigrati extra-comunitari

Volendo pur rispettare i diritti fondamentali dell’uomo e della donna, mi dite perché dovremmo consentire un continuo degrado sociale delle nostre comunità al costo di un diritto alla immigrazione altrui che si trasforma in un diritto alla devastazione socio-economica nostra?
Ma, vi rendete conto che tanti di questi immigrati han confuso il nostro paese per un territorio dei senza legge, dei senza doveri, dei solo diritti e privilegi (forse anche a ragione ed a seguito del cattivo esempio ricevuto)?
E il danno (non solo biologico) inferto alle popolazioni residenti, il degrado civile ed il disagio sociale derivanti, chi lo valuta, chi lo esamina, e soprattutto, chi lo paga?

Della “normalità foggiana”

Foggiani:
non sono normali.
Ne volete una prova?
Instaurato un regime di parcheggio a pagamento urbano (eccetto per i residenti) di strisce blu, i foggiani evitano il pagamento parcheggiando l’auto ovunque:
attraversamenti pedonali, passi carrabili, scivoli per accesso ai marciapiedi per disabili, angoli delle strade, incroci, ecc.
La soluzione foggiana per un problema foggiano?
Punire pesantemente a mezzo processo verbale (magari non applicando la tolleranza dei 2/6 del massimo) chi tenta di evitare il pagamento del parcheggio, devastando ed impedendo così, con un parcheggio selvaggio pressoché impunito, la libera circolazione di pedoni e autoveicoli?
No, troppo intelligente, troppo razionale, troppo normale.
I foggiani vogliono l’eliminazione delle strisce blu.
Fuggi da Foggia …..
…. di corsa e senza guardarti indietro, mai più.

Dell’andare, del tornare, del restare, del ripartire e del fuggire

Maledetto il giorno in cui sono tornato, maledetto quel giorno in cui ho deciso di venire in questa latrina incivile.
Ma avrò ragione di voi e della vostra stupidità.
Garantito.
Nessuno ha la testa più dura della mia:
sino a quando resto a Foggia, le mie proproste avranno vita e gambe su cui camminare.

Fuggi da Foggia, non per Foggia, ma per i foggiani

Sarà meglio introdurre un po di sana teutonica razionale intelligenza a Foggia, visto che quel che c’è si crede più furbo di quel che è..

Della Unione Europea

Esiste una questione di fondo irrisolta:
entriamo in Europa sol perchè ci conviene ovvero perché vogliamo parteciparvi?

Della Evasione Fiscale

Ma vai via squinzi e di’ ai tuoi iscritti di PAGARE le TASSE:
l’80% del gettito fiscale in Italia proviene da lavoro dipendente e pensionati.
Vergognatevi, banditi travestiti da persone per bene!

Della assicurazione alla Fiat Punto della Municipale di Foggia che costa 5.300 euro all’anno

Stamane son passato in auto dinanzi al municipio di Foggia, dove era parcheggiato il carro attrezzi per la rimozione della auto, ho abbassato il finestrino, mi sono accostato ed ai due vigili (non chiamateli poliziotti, per carità) ho urlato:
e questo, così grande cosa costa di assicurazione annuale, trentamila euro??!!??
Ma attenzione: l’assessore competente (un ex dirigente della Polizia di Stato, un “tecnico”) dichiara:
tutto legale e regolare.
Ha già imparato come si fa politica a Foggia ….

Mai letto Platone; ma osservo che avrei potuto scrivere quel che ha scritto, tanto lo condivido

“… Allora la gente si separa da coloro cui fa colpa di averla condotta a tanto disastro e si prepara a rinnegarla prima coi sarcasmi, poi con la violenza, che della tirannide è pronuba e levatrice.
Così muore la democrazia: per abuso di se stessa.
E prima che nel sangue, nel ridicolo.”
Aristone, detto Platone

Delle Trattative fra stato e mafia e dei Tradimenti dle Popolo Sovrano

Se qualcuno pensa di uscir fuori dalle proprie responsabilità per il rotto della cuffia, si sbaglia.
Questa brutta faccenda, avrà ripercussioni dolorose e imprevedibili.

Il benservito alla casta politica da Super Mario

Mario Monti: abbiamo fatto riforme sofferte ma siamo più popolari dei partiti che non le avevano fatte.

Dell’Italia repubblicana e democratica, liberale e mafiosa

Un titolo de l’Espresso del 1956:
«Capitale corrotta, nazione infetta»
Un titolo de La Repubblica del 2012:
«Politica corrotta, economia infetta»
Dalla nascita della repubblica Italiana ad oggi, nulla è cambiato.
Tangentopoli non è stata una stagione, ma una intera repubblica del malaffare, della malversazione, del dominio mafioso e della tutela dei delinquenti.

Il ministro della Giustizia Paola Severino:
siamo di fronte a una seconda Tangentopoli

Il Cittadino X, Gustavo Gesualdo:
no, non siamo di fronte ad una seconda Tangentopoli o ad una terza Repubblica;
è sempre la stessa repubblica della corruzione e delle tangenti, la medesima da ben 64 anni.

La Nuova Unione Europea senza Centro e Sud Italia

venerdì, 15 giugno 2012

L’autorevole organo di informazione finanziaria, economica e politica, il Financial Times, lancia l’idea condivisa da molti autorevoli leader politici, economici e finanziari europei di una Nuova Unione Europea che sia sganciata dal malgoverno e dalla inciviltà che rendono incompatibili taluni stili e modelli di vita soprattutto sud europei e mediterranei.

Il nuovo modello europeo, definito “modello ideale”, prevede l’integrazione delle sole Francia, Germania, Benelux e Nord Italia, così come riportato nel disegno.

La Nuova integrazioe Europea include solo Francia, Germania ed i Paesi del Benelux

Nessuna integrazione prevista per Grecia, Spagna, Portogallo, Irlanda e Centro-Sud Italia.

A ben osservare, sono proprio gli stili di vita ed i modelli socio-politico-economici del sud Europa e del Mediterraneo ad essere estromessi da questa Europa ideale, e sono proprio quelle regioni europee cadute sotto la scure della crisi a soccombere a causa del malgoverno, della corruzione e dei livelli di vita incompatibili con le proprie economie mantenuti in essere da un indebitamento insostenibile.

In più, si osserva che tutti i paesi estromessi da questa futuribile Unione Europea, sono paesi marcatamente cattolici.

Evidentemente vi deve essere un nesso ed una relazione fra il malgoverno, la corruzione, l’inefficacia, l’inefficienza politica e burocratica e l’ispirazione cattolica in quei paesi che sono miseramente falliti.

Deve esserci una certa incompatibilità fra il verbo della Chiesa ed il verbo della civiltà umana avanzata, come se l’avanzamento civile dell’uomo chiedesse un nuovo adeguamento alla condizione umana moderna alla Chiesa Cattolica, quasi un Nuovissimo Testamento che i figli di San Pietro rifiutano evidentemente a causa della verticale perdita di potere temporale richiesta da un tale passo di adeguamento ed aggiornamento religioso alla vita civile e democratica.

Per quanto riguarda le cose italiane, il nuovo modello ideale di una Europa Unita esclude il Centro ed il Sud Italia, integrando solo la ricca e maggiormente civilizzata regione padana.

Si percepisce in questa scelta la volontà di alienare dalla Unione Europea l’inciviltà conclamata di regioni dedite alla adorazione egoistica del dio danaro, nella quali mafia, usura, corruzione, evasione fiscale ed abusi, frodi organizzate e truffe in associazione del potere pubblico la fanno da padrone, pretendendo di godere di un benessere ed una ricchezza che non si è mai prodotta in quelle stesse regioni, ma in altre ad esse asservite con la violenza di una integrazione coercitiva ed oppressiva.

E tutto questo fermento disintegrativo del presente modello europeo sembra prendere forma dal giorno in cui, la più grande organizzazione criminale europea, l’organizzazione mafiosa ‘ndrangheta italiana, ardì commettere una strage denominata Strage di Duisburg o Strage di Ferragosto, evento criminale avvenuto in Germania e messo in atto da esponenti della ‘Ndrangheta, davanti ad un ristorante italiano.

Da allora, non si contano più i continui richiami della “Europa che conta” a riordinare e riformare non solo i conti ed i bilanci statali, ma anche la penosa politica italiana, incapace di assicurare uno stato democratico efficiente e moderno al popolo italiano, ed in particolare, al popolo meridionale italiano.

La strage mafiosa italiana commessa nel cuore dell’Europa ha avuto una risposta netta e decisa:

non si accettano provocazioni mafiose, non si accettano mafie in Europa, non si accettano mafiosi e corrotti nella Unione Europea.

Se le intuizioni su riportate avessero un che di verità, la situazione presente e futura delle popolazioni del centro-sud Italia muterebbe diametralmente:

un fallimento totale, civile, sociale, statale, politico, economico e finanziario che trascinerebbe le popolazioni meridionali in condizioni di povertà dure e pesanti, premessa di azioni violente a tutela dalla aggressività mafiosa presente in quelle regioni.

Insomma, una guerra civile.

Domanda:

è questo il futuro desiderato dalla popolazioni centro-meridionali italiane?

A giudicare dal comportamento e dall’indirizzo politico-burocratico sinora tenuto dalle classi dirigenti centro-meridionali, sembra non vi sia alternativa al fallimento e ad una probabile esclusione dalla futura ed ideale Unione Europea.

A giudicare dal comportamento delle popolazioni centro-meridionali, sembra non vi sia alcuna spinta popolare sufficiente ad ottenere un cambio di direzione delle classi dirigenti.

Insomma, sembra che con il metodo democratico, non si possa ottenere un cambio di direzione utile e necessario alla salvezza e alla continuità di una Italia unita, veramente unita, veramente solidale, veramente forte.

Forse solo un periodo pluriennale di quarantena in cui vigesse la pena di morte per reati quali il comportamento e l’associazione mafiosa e la dilagante ed imperante corruzione politica e burocratica, unito alla liberalizzazione del mondo del lavoro ed una riforma completa e realizzata del sistema democratico adattato alle peculiari esigenze derivanti dalla caratteristica infiltrazione mafiosa degli apparati del potere pubblico statale, forse solo una serie di misure energetiche che liberino il centro-sud Italia dalla mafiosità e dalla illegalità imperante potranno in un certo periodo riequilibrare storture decennali di democrazia bloccata e ricattata.

D’altronde, non si conosce autovettura rièarabile durante il suo ciclo di trasporto:

per curare un malato grave, occorre trasferirlo in ospedale e sottrarlo ai consueti impegni, così come, per riparare il motore di un’auto, occore fermare quell’auto in una officina.

Come potrebbe essere riparata in essere una democrazia così aggravata, bloccata, ingiusta e disgraziata?

In effetti, queste misure o misure similari, le avrebbero dovute già richiedere a gran voce i procuratori della repubblica, i questori, i prefetti, i sindaci, i presidenti di province e regioni del centro-sud Italia, a tutela degli interessi di famiglie ed aziende.

Ma ciò, non è mai avvenuto.

Forse si riscontra un peso eccessivo della caste mafiose politica e burocratica nella selezione dei concorsi pubblici, come pure degli appalti pubblici.

Tale selezione, ha introdotto nella Pubblica Amministrazione solo omertosi e inattivi, nella certezza che costoro nulla avrebbero mai cambiato e nulla avrebbero modificato nella conduzione forzatamente rallentata ed inefficiente dei servizi al cittadino, alle aziende e alle famiglie:

una vera e propria estorsione mafiosa nella quale, chi si dovesse ribellare, verrebbe contrastato con il potere pubblico.

Geniale l’infiltrazione mafiosa, non c’è che dire:

l’isolamento, estromissione ed il mobbing istituzionale come atto criminoso di intimidazione e repressione dei cittadini partecipativi ed attivi, in favore dei più “controllabili” pigri ed indolenti, che anche dinanzi ad un atto grave e criminoso commesso in loro presenza, non mostrerebbero alcuna reazione.

Così, nella Pubblica Amministrazione italiana si sono commessi e si commettono ancora, delitti e crimini in quantità, coperti sicuramente dalla omertà, dalla complicità o dalla semplice sottomissione di sudditanza, del ricatto e del silenzio dei deboli e dei pigri.

Tutto nel silenzio omertoso delle istituzioni collaborazioniste delle mafie e di una informazione vile completamente sottomessa ed asservita anch’essa alle caste mafiose imperanti.

Il quadro è chiaro, come è ancor più chiaro perché, oltre al nord Italia, il centro sud Italia non lo vorrebbe nemmeno la Nuova Unione Europea.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X