Articoli marcati con tag ‘espansione islamica’

Uomo, Donna o “X”?

domenica, 18 agosto 2013

Man Woman - Uomo Donna - Male Female - Maschio Femmina - Männlich Weiblich - Homme Femme

Man Woman - Uomo Donna - Male Female - Maschio Femmina - Männlich Weiblich - Homme Femme


La Germania inserisce nel proprio ordinamento giuridico il terzo genere sessuale ideologico “X”, cioè, né Uomo, né Donna, ma indeterminato, asessuato.

Dio solo sa quanto sia grande il mio affetto, il mio rispetto e la mia ammirazione fraterna per il popolo tedesco e per la Germania, ma sono convinto nell’affermare che, sull’argomento di terzo genere “X” ideologico tradotto in terzo genere giuridico e sociale, la Germania ed i tedeschi sbagliano.

Una volta affermato questo principio per il quale un giudizio ideologico, un pregiudizio ideologico, una opinione personale ideologica si afferma e sale a valore di diritto, di forza di legge e di principio giuridico si apre la porta per qualunque altro pregiudizio ideologico, teologico, religioso, morale, materiale, sessuale e/o razziale che una lobby ben potente possa imporre in una democrazia, nella legge dei numeri o delle lobby, prima e non ultima l’affermazione nelle libere democrazia occidentali della sharia.

Compreso il pregiudizio razziale e religioso dello sterminio del demone occidentale, infedele e peccaminoso.

Avete aperto una porta che doveva restare chiusa e per sempre al solo fine di accontentare una potente lobby sessuale:

sarete costretti nel futuro a fare altrettanto per altri gruppi di pressione molto, ma molto meno accettati, condivisi e graditi dei gay.

Fratelli tedeschi, fratelli australiani:

avete commesso un grave errore pregiudizievole della sopravvivenza delle libere democrazie occidentali.

Riflettete e meditate sulle conseguenze di questa vostra onorevole apertura ad un sesso indeterminato ed inesistente in natura, ma che è stato imposto ed inserito in ambito civile a mezzo pressione sovrastrutturale al sistema democratico ed approvata in toto attraverso il convincimento che una lobby di pressione esercita sulla casta politica.

Questa sarà molto probabilmente la strada che sceglieranno i tumori degenerativi del sistema umano globale per uccidere la libertà degli uomini e delle donne uniti in comunità civica e civile.

Una comunità naturale che rischia di essere definitivamente subordinata a fattori di invidia e di gelosia, ovvero di odio e di differenza.

Nuovo non è automaticamente moderno ed avanzato, ma è solo nuova presenza.

Buona fortuna.

Gustavo Gesualdo
alias Il Cittadino X

Terrorismo islamista: da organizzato a individuale

venerdì, 24 maggio 2013

Le modalità del terrorismo islamista e islamico mutano da azioni eclatanti come quella dell’11 settembre 2001 ad isolate azioni “fai da te”.

Cambia anche il modello del terrorista che oggi è solitamente un cittadino occidentale convertito all’islam e poi utilizzato per l’azione terroristica.

Ovvero un cittadino immigrato in occidente, non integrato o apparentemente integrato, ed inserito come cellula dormiente di un terrorismo sempre più infiltrante le società occidentali.

La mira del terrorismo internazionale fondamentalista di matrice islamica è quella di creare azioni di disturbo alla sicurezza pubblica e privata, in attesa che il numero dei soggetti di religione, fede, credo ed obbedienza islamica diventino maggioranza nei paesi occidentali, prenderne il potere attraverso il metodo democratico della maggioranza dei numeri e dei voti ed espandere l’islam sino al raggiungimento di una unica religione globale:
l’islam della Shariʿah.

Più volte negli anni i servizi segreti di avveduti paesi occidentali avevano previsto questo andamento ed avevano avvertito sui futuri “cambiamenti di stile” del terrorismo islamico.

Più volte da questo blog, sono partite riflessioni sulle ripercussioni delle politiche filo-arabe italiane, sia di destra che di sinistra, politiche che hanno fondato il convincimento nel terrorismo islamico di avere la possibilità di incidere sulle divisioni interne di un mondo occidentale ed europeo assai degradato, sfiduciato e fallito, democraticamente attaccabile ed infiltrabile.

Il Libano e la sua storia recente (e non la Palestina) è l’esempio più calzante per comprendere come l’islam dei mussulmani procede ad acquisire la maggioranza del consenso democratico di un paese per imporre definitivamente l’islam.

Il multiculturalismo è fallito, ma la mancata integrazione produce violenza

L’insanabile contenzioso sociale europeo

La risposta al suicidio civile euro-occidentale secondo Anders Behring Breivik’s

Il terrorismo, sia di andata (islamico) che di ritorno (anti-islamico) va ricondotto ad una razionale visione di prevenzione della sicurezza, prevenzione che tutti i servizi segreti e di intelligence europei hanno dimostrato non essere sufficienti.

Perché ancora non si è capito, non si vuole capire e non si vuole lasciare ad intendere che la soluzione a questo tipo di attività terroristiche sta nella eliminazione di quei modelli e quegli stili di vita che sono incompatibili con il modello di civiltà avanzata e che rischiano di frammentare e disunire l’occidente, sia viso come monolite della libertà e della civiltà, sia visto come somma di paesi al cui interno gli stili di vita malati, patologici e incivili portano consenso ed attaccano alla stregua del nuovo terrorismo islamico l’unità delle società moderne occidentali, cadute in profonda crisi di identità e di vedute.

In questa battaglia di intelligenza e di razionalità si gioca tutto il nostro futuro, come pure il futuro del globo terrestre.

Forse Anders Behring Breivik non era poi così pazzo di quanto hanno voluto farci credere.

Tanti auguri.

Gustavo Gesualdo
alias Il Cittadino “X”.

Mille islamici fucilati per ogni cristiano morto

sabato, 15 settembre 2012

E se l’Occidente cristiano smettesse per un attimo di mantenere un atteggiamento autolesionista e suicida e decidesse di proteggere i propri simili dall’attacco violento e terrorista dell’espansionismo demoniaco islamico, cosa accadrebbe?

I mussulmani terroristi, fondamentalisti, radicali ed indemoniati, cosa farebbero dinanzi ad una risposta occdentale che suoni più o meno così:

per ogni occidentale ucciso dalla violenza omicicda mussulmana, mille mussulmani devono perdere anch’essi la vita.

Ovvero, per ogni attentato terroristico islamico, una intera comunità islamica deve essere distrutta. come una tribù talebana o similari.

Inoltre, per ogni attentato terroristico islamico, espulsione immediata dal territorio italiano della etnia responsabile dell’attentato nel numero di mille uità.

Dopo un primo periodo di indispensabile assestamento al nuovo modello interattivo in risposta alle violenze islamiche, si avrebbero certamente effetti molto positivi e tornerebbe il giusto clima di rispetto reciproco e di timore delle forze occidentali, sinora dimostratesi troppo arrendevoli e flaccide, idiote e suicide rispetto ad un aggressione che si mostra ogni giorno più arrogante e prepotente, presuntuosa ed irriverente.

Si torna all’Antico Testamento:

occhio per occhio, dente per dente.

Il tutto moltiplicato almeno per mille.

Una comunità religiosa retrograda subnormale sottosviluppata e troglodita non comprende che la violenza?

E allora, che violenza sia.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Non ci temono e non ci rispettano : i mussulmani odiano i non mussulmani

giovedì, 13 settembre 2012

L’ennesimo attentato contro le istituzioni occidentali avvenuto in uno stato etico mussulmano, apre gli occhi del mondo occidentale sulla mistificazione della cosìddetta “primavera araba”, che pretendendo di essere una svolta storica nel corso della civiltà araba e coranica, si manifesta invece come un fallimento totale degli stati etici la cui giurisprudenza è guidata dal corano, la cui giurisdizione è organizzata dal corano ed il cui stile di vita ed i modelli proiettati sono gli elementi alla base dei tramontati stati arabi-mussulmani e lo sarà anche alla base dei fallimenti delle odierne rifondazioni primaverili.

Il problema infatti, non è il dittatore di turno travestito da “generoso e potente capo di stato democratico”, ma il problema invalicabile della inciviltà mussulmana è proprio avviluppato al corano, all’essere mussulmano di maometto.

Il problema è l’odio contro ogni essere vivente ed organizzazione umana che sia differente da quella mussulmana e non sia ispirata al corano di maometto.

Il corano ispira odio profondo verso lo straniero, avverso il demonio straniero.

Il problema è tutto qui:

il problema è il corano, chi lo interpreta, chi lo applica, chi lo insegna e chi lo segue ed esegue.

Quando poi a codesto malsano indirizzo religioso si associa una condizione culturale tribale, pregna di ignoranza, arroganza, presunzione e violenza, allora il mix è perfetto per una guerriglia infinita che fa della strategia della tensione e del terrore, fondamenta invincibili di resistenza all’avanzamento della società e della civiltà e di impedimento alla novazione e della innovazione, chiudendo in un crogiolo fatto di ombre, di terrore e di paure la vita dei malcapitati che si ritrovano costretti a subirle.

Un esempio immediatamente calzante è quello delle tribù talebane che governano in Afghanistan la produzione del 90% delle droghe (ab)usate nel mondo intero, vendite dai cui proventi si fonda una militarizzazione ossessiva ed assai violenta della vita sociale ed economica talebana.

Se veramente gli Stati Uniti d’America e tutto il mondo occidentale volessero spezzare le reni di questa orribile violenza gratuita religiosa, dovrebbero prendere la pur grave ma inderogabile decisione di bombardare senza soluzione di continuità e sino alla completa distruzione le tribù talebane come le tribù somale che traggono ispirazione dalla violenza coranica per sostenere la propria violenza gratuita.

Solo così, le culture tribali che fanno della religione islamica un centro per il reclutamento dell’odio mondiale, verranno ridotte alle dimensioni adeguate ed al timore ed al rispetto delle società, degli stati liberali e delle civiltà altrui.

Solo così, il cancro del mondo contemporaneo potrà essere distrutto, in virtù di una nuova ed antica era della pace e del progresso.

L’innocenza dei mussulmani – The innocence of muslism – Trailer

L’islam si è dimostrato in tutto il mondo occidentale come un cancro sociale non integrabile, un terrorismo rabbioso, odioso e violento, un razzismo mortale contro ogni cosa non sia islam e/o maometto.

Quando si sveglierà l’Occidente da un multiculturalismo fallito, da una integrazione impossibile perché rifiutata dai mussulmani, una primavera araba pregna di morte e di odio, una convivenza civile che si è dimostrata impossibile?

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

L’insanabile contenzioso sociale europeo

giovedì, 26 aprile 2012

un simbolo di pace? no, un simbolo che denunzia carenza intellettiva

Quanto teme la Norvegia il pluriomicida Breivik?

Molto, moltissimo.

In 40 mila si riuniscono per intonare una canzone odiata da Brievik intorno al carcere dove è detenuto.

I numeri parlano da soli.

La canzone, Children of the Rainbow, è un inno ideologico al perbuonismo e perbenismo idiota, suicida e masochista che vede l’Europa e gli europei soccombere sotto la pressione sociale di immigrati mussulmani che non hanno alcuna intenzione di integrarsi con il modello e lo stile di vita europeo, ma dimostrano invece di essere agenti esterni affetti da fobia anti occidentale.

Questa “riunione canzonatoria” è la dimostrazione provata che esiste un nesso ideologico di causalità in questa faccenda, in questa triste vicenda nella quale hanno perso la vita decine e decine di persone, in questa strage terribile ed orribile, (ma necessaria, come dice Breivik stesso) che lascia aperti interrogativi importanti sul futuro della Norvegia e della Europa.

Questa ninna nanna marxista comunista prova che la strage di Utoya non è opera di un folle, non l’atto indiscriminato di un pazzo.

Questa ninna nanna marxista comunista prova che la strage di Utoya è una strage figlia della contrapposizione ideologica:

è un atto di terrorismo politico che fa emergere un conflitto sociale, un contenzioso sociale, umano e politico europeo che le camere di compensazione istituzionali, democratiche e repubblicane si sono dimostrate incapaci di digerire e/o contenere.

Questo è l’insanabile contenzioso sociale che rischia di spezzare il patto comunitario che unisce le popolazioni europee ed occidentali spesso incapaci di governare i dissidi interni, di regolare l’espansionismo islamico, di superare il ritardo dei paesi del sud europa e di moderare l’eccessiva arrendevolezza dinanzi alle sfide del presente e del futuro da parte delle decadute e decadenti sinistre, arrendevolezza che è figlia di un eccesso di benessere che queste sinistre non hanno prodotto, ma contrastato e goduto contemporaneamente (vivere senza vergogna…), benessere che è scomparso dal nostro presente e dal nostro futuro.

Il braccio di ferro fra Anders Behring Breivik ed il suo paese denuncia le distanze, talvolta incolmabili, che derivano da differenti sitli di vita e di pensiero che si dimostrano inconciliabili ed anzi, in aperto e pubblico conflitto fra loro.

E la prova di tutto questo non sta nella strage compiuta da Anders Behring Breivik ad Utoya e Oslo, ma resta proprio nella risposta socio-politica ai suoi atti che fa emergere un conflitto di visione e di programmazione nel popolo europeo.

Questa strage è frutto della forsennata e idiota politica del multiculturalismo europeo, e rappresenta la messa in soffitta di un frainteso senso di accoglienza di cui abusano coloro i quali pretendono di essere padroni in casa altrui.

E di chi fa credere loro che così sia.

Con l’avallo suicida e morbosamente masochista di “certo arcobaleno” piuttosto tramontato.

Un arcobaleno di razze, di religioni, di stili e modelli di vita dimostratisi ampiamente incompatibili ed inconciliabili tra loro.

“Vivremo insieme, ognuna sorella e ognuno fratello, piccoli figli dell’arcobaleno e di una terra verde”.

En himmel full av stjerner (Un cielo pieno di stelle)
Blått hav så langt du ser (Mari blu fin dove riesci a vedere)
En jord der blomster gror (Un mondo dove crescono fiori)
Kan du ønske mer ? (Puoi chiedere qualcosa di meglio?)
Sammen skal vi leve (Insieme dobbiamo vivere)
hver søster og hver bror (Ogni sorella e ogni fratello)
Små barn av regnbuen (Piccoli bambini dell’arcobaleno)
og en frodig jord. (E un mondo in fiore)
Noen tror det ikke nytter (Alcuni pensano che non sia importante)
Andre kaster tiden bort med prat (Altri sprecano tempo in chiacchere)
Noen tror at vi kan leve av (Alcuni credono che si possa vivere di…)
plast og syntetisk mat. (…plastica e cibo sintetico)
Og noen stjeler fra de unge (E alcuni rubano ai giovani)
som blir sendt ut for å sloss (che sono mandati a combattare)
Noen stjeler fra de mange (Alcuni rubano ai molti)
som kommer etter oss (che verranno dopo di noi)

Ritornello

Si det til alle barna! (Ditelo a tutti i bambini)
Og si det til hver far og mor: (E ditelo a ogni padre e madre)
Ennå har vi en sjanse (Che abbiamo ancora la possibilità)
til å dele et håp på jord. (di condividere la speranza nel mondo)

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Knights Templar 2083 – Anders Behring Breivik’s Video

lunedì, 25 luglio 2011

Ho appena finito di vedere il video rintracciabile sulla rete web di Anders Behring Breivik:

Knights Templar 2083.

Anch’io credo che i maggiori pericoli per i popoli europei ed occidentali provengano da un ingannevole modello socio-culturale multietnico che attraverso il metodo democratico e la legge dei numeri demografica, puntano a prendere il potere pubblico insieme alle sinistre comuniste, grandi sostenitrici del tradimento storico del popolo europeo.

Non vi sono dubbi su questo.

Quel che avrei voluto meglio comprendere nella visione di Anders, era la motivazione razionale che lo ha spinto a scegliere cittadini norvegesi di sinistra come obiettivo stragista e terrorista, nonchè come monito iniziale di una guerra mai dichiarata che serpeggia nei paesi europei ed occidentali contro l’espansione islamica.

Ho una serie di domande che non hanno risposta su questo caso.

1 – Perchè Anders Behring Breivik ha scelto di compiere una strage fra giovani norvegesi laburisti (di sinistra) piuttosto di attaccare direttamente invece i simboli di quello che egli stesso vede come il pericolo maggiore: i mussulmani?

2 – Perchè Anders Behring Breivik non ha cercato di connettersi alla rete di resistenza politica europea che combatte politicamente per la tutela e la difesa della storia, della cultura, della religione e della libertà dei popoli euro-occidentali?

Ne ho ancora di domande, ma per risolvere l’enigma “Anders Behring Breivik”, mi acconteterei almeno di queste risposte.

Certo, in Norvegia non ci sono le mafie come in Italia, non ci sono popolazioni di africani con cittadinanza italiana che si rifiutano di gestire i propri rifiuti, costruiscono edifici senza alcuna autorizzazione e si rifiutano di obbedire alla legge creando di fatto uno stato illegale nello stato democratico.

Personalmente aggiungerei ai pericoli comunista e islamico messi in evidenza da Anders Behring Breivik che vive il modello socio-culturale nord-euro-occidentale, anche:

gran parte delle popolazioni delle regioni meridionali italiane,

tutte le organizzazioni mafiose italiane,

molto del sistema degenerato italiano che produce continue ingiustizie nell’abuso corrotto e corruttore del potere pubblico;

tutte quelle isituzioni democratiche che favoriscono i napoletani che si rifiutano di smaltire la propria monnezza e puniscono invece tutto il resto del paese nella mancata richiesta di danni da avanzare ai napoletani per la perdita di immagine dell’Italia e del del marchio commerciale Made in Italy a causa del loro stile di vita incivile,

tutte le popolazioni meridionali che non contrastano le organizzazioni mafiose e l’espansione islamica.

Per l’islam, di cui si è ampiamente e storicamente dimostrata l’incompatibilità con le libere democrazie occidentali, andrebbe immediatamente dichiarata la sua illegalità nei paesi europei, in modo da poter espellere immediatamente tutti i mussulmani che non si sono integrati e che rappresentano un grave e mortale pericolo per il popolo nord-euro-occidentale.

Per i comunisti si potrebbe prevedere un loro esilio immediato in paesi islamici, vista la vicinanza culturale e di intelligenza che rende fratelli due modelli culturali di cui il mondo intero farebbe molto volentieri a meno.

E visto che si sta facendo un po di pulizia di modelli inadeguati ed incompatibili con quelli nord-euro-occidentali, potremmo pensare all’esilio della nostra intera casta politica nel continente africano, in blocco, con un biglietto di sola andata.

Su questo, il mio pensiero e la mia azione si differenziano certamente con quelli di Anders Behring Breivik:

per cambiare le cose e salvare il salvabile, possiamo evitare le stragi e le guerre civili, semplicemente esiliando i modelli socio-culturali incompatibili con il nostro, ricomponendo omogeneità sociali che gravi errori storici hanno procurato, come quello dell’unità italiana.

C’è tanto spazio in africa per napoletani, mussulmani e politici scandalosi:

se essi non corrispondono al modello civile occidentale, andranno benissimo per quello africano.

Simili con i simili, e non vi saranno mai più problemi di integrazione.

Ma questo deve accadere adesso, non dopo il 2013:

Secessione da tutte queste degenerazioni incompatibili con il nostro modello e stile di vita.

Secessione, adesso, subito, immediatamente.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Il multiculturalismo è fallito: ma la mancata integrazione crea violenza

domenica, 24 luglio 2011

Un giovane trentaduenne decide razionalmente di far esplodere un’autobomba nel centro della capitale norvegese Oslo, fra la sede del governo e la redazione del tabloid Vg, provocando ingenti danni e la morte di almeno 7 persone.

Due ore dopo, travestito da agente di polizia ed armato di una pistola, un fucile da caccia ed un’arma automatica, il reo confesso Anders Behring Breivik si è recato sull’isoletta di Utoya dove era in corso il ritrovo annuale dei giovani laburisti ed in 90 minuti circa, ha ucciso 85 giovani laburisti.

Si direbbe il solito gesto del folle di turno, se non fosse che, il Breivik, pare abbia organizzato (da solo?) l’attentato e la strage ben due mesi prima, sin nei minimi dettagli.

L’eccezionale razionalità e freddezza con cui egli ha progettato e realizzato il duplice gesto violento, fanno trasparire ben più di un gesto irrazionale, anzi, tutt’altro che irrazionale.

Il giovane è un agricoltore, ideologicamente collocato a destra, avverso alla espansione islamica nel mondo occidentale, contrario alle politiche di integrazione forzata che poggiano sul modello di società multiculturale.

Il suo profilo è netto, senza ombre e perfettamente coerente con quanto ha realizzato:

nulla fa pensare ad un atto improvvisato, irragionevole, irrazionale, proprio nulla.

Le idee di questo giovane potrebbero essere le idee di chiunque in questa Europa contemporanea, compresi alcuni leader di paesi anche importanti (“Il multiculturalismo di stato ha fallito” David Cameron; “il modello multiculturale è totalmente fallito” A. Merkel) e l’azione piuttosto isolata a difesa dei confini europei e di revisione del Trattato di Schengen del ministro dell’Interno italiano Roberto Maroni, poi seguito a ruota da Il Front National di Marine Le Pen in Francia e dal Partito del Popolo in Danimarca.

In effetti, il profilo sociologico e politico di questo giovane norvegese potrebbe essere quello di tanti, di molti altri giovani europei, senza alcun dubbio, come pure io non trovo molti punti di differenza fra il pensiero di questo giovane norvegese e molti giovani francesi, tedeschi, italiani, polacchi, olandesi, danesi, o inglesi.

Vi prego di non fraintendere questa analisi, totalmente concentrata sulle motivazioni che sono all’origine di gesti impazziti come questi, certamente, ma altrettanto orientata a far emergere l’intera matassa sociologica, politologica, ideologica, religiosa, identitaria, territoriale, popolare e comunitaria che è alla base degli avvenimenti contemporanei in Europa.

Quindi io non sto paragonando leader europei di tutto rispetto con i gesti violenti ed assassini del giovane norvegese, ma sto operando una analisi complessiva che offra la comprensione della evoluzione azione-reazione in tema di fallimento del modello di società multiculturale oggi in Europa.

E se oggi piangiamo la morte di decine di giovani norvegesi, lo dobbiamo proprio ad una assenza di modelli culturali e sociali che rispondano alle esigenze dei popoli europei, lasciandoli soli di fronte ad un modello multiculturale che, pur essendo fallito, insiste e persiste ad imporsi.

Non stiamo qui trattando del multiculturalismo perfetto che è alla base della Confederazione Elvetica, per esempio, assolutamente omogenea nella componente culturale e popolare, identitaria e storica, ma stiamo trattando di una inerme Europa che si è fatta letteralmente invadere da soggetti affatto inclini ad integrarsi, favoriti da una cultura interna piuttosto degenerata che propone l’estinzione del modello culturale europeo in virtù della nascita di una grande europa islamica ed anti-occidentale, anti-cristiana ed orientata ad un suicidio di massa delle civiltà esistenti, delle loro storie, delle loro tradizioni, delle loro identità.

Reazioni anche violente e/o violentissime a visioni così infauste e suicide, possono essere prevedibili.

Vero è che, atti di violenza così eclatanti in nord europa, non se ne vedevano da un bel pezzo.

Ma l’Europa vive acque agitate già da un po rispetto all’espansionismo islamico tanto sostenuto, propagandato e difeso dalle sinistre europee come l’unico modello culturale possibile.

Basterà ricordare le polemiche che sono sorte sulle dichiarazioni di amore sfrenato per l’immigrazione clandestina e l’espansionismo islamico del neo sindaco di Milano Pisapia e del leader del Sel Vendola durante l’infuocata campagna elettorale amministrativa di qualche mese fa.

La volontà suicida delle sinistre europee di puntare tutto sul multiculturalismo, offre ben più di un fianco alle aspre critiche politiche che indicano Pisapia e Vendola come dei traditori dei territori e dei popoli che governano, in virtù di una accelerazione verticale negli ingressi di immigrati clandestini in Puglia come a Milano, con buona pace del futuro dei giovani pugliesi e milanesi, che dovranno contendersi un pezzo di pane, un lavoro, il benessere, il welfare, una casa ed un futuro (assai incerto) con immigrati affatto inclini ad integrarsi nel tessuto sociale pugliese e milanese, ma altrettanto certamente determinati a concorrere nel futuro dei giovani italiani, nel governo del potere pubblico e nella determinazione delle scelte politiche future italiane ed europee.

Il fuoco che cova sotto la brace dei conflitti sociologici, economici e politici europei, parte da lontano, parte da quel maggio 2002 in cui fu ucciso a colpi di pistola il leader della destra olandese del Partito per una Olanda Vivibile, quel Pim Fortuyn che si dichiarava al “servizio del paese” e che aveva vinto un paio di mesi prima le elezioni amministrative con lo slogan “l’Olanda è piena”, raggiungendo il ragguardevole risultato del 34% dei consensi.

Pim Fortuyn viene assassinato a pochi giorni dal voto nazionale, dal quale si poteva facilmente prevedere una forte affermazione della sua lista che aveva promesso la fine dell’immigrazione mussulmana in Olanda.

Populista, anti europeo, anti islamico: questo era il Fortuyn, che fu assassinato perché non prendesse il potere in Olanda.

Come potete vedere, non sono pochi i punti di pensiero che si toccano nel pensiero di Breivik e quello di Fortuyn.

Certo, Fortuyn non ha mai messo in atto violenze premeditate come quelle messe realizzate da Breivik, anzi, egli stesso è caduto sotto la violenta mano altrui.

Ma il comune sentire, la medesima ispirazione, i progetti politici condivisi, le analisi sociologiche identiche, fanno pensare allo sviluppo di un pensiero comune della nuova destra europea che va oltre il canone classico dell’antisemitismo (ma come si fa ad essere di destra, anti-islamici e anti-semiti? Fra Palestinesi arabi e mussulmani e Israeliani ebrei e “cristiani” non c’è possibilità di scelta: un bianco, cristiano, europeo, occidentale non può stare dalla parte dei mussulmani!) e punta tutto sulla difesa del territorio e del popolo europeo dalla espansione demografica islamica, volta a raggiungere il potere attraverso il metodo democratico dei numeri.

Questi contrasti emergono sempre più prepotentemente nella realtà dei paesi europei, chiedendo validazione istituzionale, rappresentanza politica ed incarnazione esecutiva in quei paesi in cui tali “disconnessioni comunitarie” nascono e crescono tumultuosamente.

Da un lato, la volontà di offrire difesa in Olanda agli olandesi ed in Norvegia ai norvegesi, e dall’altro la volontà di far prevalere gli interessi di soggetti non olandesi e non norvegesi in tutta Europa.

Non c’è affatto da meravigliarsi se la Unione Euorpea viva oggi i suoi peggiori giorni, visti i termini politici e sociali in cui si pone la questione, avvolta come è in una crisi di identità che molto probabilmente, la porterà alla sua fine di ente di governo e di rappresentanza europea.

Il multiculturalismo è sicuramente fallito, però la mancata integrazione dei generazioni e generazioni di flussi migratori in Europa pare creare forti contrasti, dissidi insanabili e, purtroppo, anche violenze di notevole entità.

Personalmente sono molto curioso di ascoltare le dichiarazioni di questo giovane norvegese ai suoi giudici naturali, previste per lunedì.

La razionalità dei suoi gesti violentissimi ed atroci, preannuncia una forte motivazione del Breivik, una granitica ostinata ed assai determinata volontà di agire nei confronti di coloro i quali, secondo la estrema visione di un giovane norvegese, sarebbero in qualche modo responsabili di quei dissidi e contrasti che il Breivik non è riuscito a contenere e razionalizzare, se non ottenendo una reazione come quella di cui assistiamo sbigottiti dinanzi ai report informativi che si succedono su questa assurda strage di giovani norvegesi.

Sono convinto che le tesi del giovane Breivik potrebbero essere inattaccabili dal punto di vista della razionalità.

Più che esserne convinto, ne ho il vivo timore.

Commenteremo su questo blog anche quelle sue dichiarazioni, per cercare di capire perché questo nostro mondo, sembra improvvisamente quanto repentinamente impazzito e perché un giovane norvegese non abbia avuto alternative a questa per far sentire la propria voce, la propria opinione, senza violenze e senza spargimenti di sangue.

Poiché ancora riecheggiano nelle mie orecchie le sue ultime dichiarazioni su quanto avvenuto:

atto atroce, ma necessario“.

Ed aveva anche scelto come slogan personale quello del filosofo inglese John Stuart Mill:

Una persona con una fede ha la forza di 100.000 che coltivano solo i loro interessi“.

Il nostro mondo deve fare i conti con se stesso, con i suoi modelli di valorizzazione, con i suoi modelli sociologici, se vuole evitare che accadano altre violenze come queste, a mio parere personale, affatto imprevedibili.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Il modello multietnico è fallito, come pure il modello comunista

martedì, 24 maggio 2011

Viaggio a Foggia, nella Puglia governata da Vendola.

Tunisini a gruppi e famiglie che scavano con le mani nei cassonetti dei rifiuti, tunisini ricoverati in ospedale, tunisini a frotte nelle mense dei poveri, tunisini galvanizzati in feste di piazza della sinistra che inneggiano alla migrazione e chiedono di affidare il voto agli immigrati.

Una follia terribile aleggia in queste lande.

La resa della società civile pugliese alla volontà suicida della sinistra, corrisponde alla fine della civiltà pugliese in quanto tale, alla fine del modello religioso cristiano, alla fine del modello culturale italiano, svenduto allo straniero mussulmano.

Quel che accade oggi in Puglia, può essere rivelatore e di monito a quei milanesi che intendono dare credito all’allucinante programma elettorale del candidato delle sinistre Pisapia, il quale ha incentrato tutto il suo programma sugli stranieri, e non sui milanesi, sui mussulmani, e non sui cristiani, sui tunisini e non sugli italiani.

Anche gli affezionati sostenitori dell’unità italiana dovrebbero provare ripugnanza e sdegno di fronte a tali assurde pretese in favore di un modello culturale multietnico che è già fallito in tutta Europa.

Ed è proprio il fallimento sociale, cultutale e politico delle sinistre comuniste a sostenere e favorire l’ingresso di immigrati clandestini in Italia, consegnando loro un diritto al voto per compensare il netto rifiuto delle popolazioni italiane alle folli proposte politiche delle sinistre.

L’obiettivo politico sembra molto più che evidente:

sostituire gli italiani con gli immigrati dai quali si spera gratitudine e consenso.

Uno squallore inaudito, un suicidio civile senza alcuna giustificazione, un tradimento inaccettabile del popolo sovrano, della tutela e della garanzia dei suoi interessi e dei suoi diritti.

In tutti i paesi europei è stata abbandonata la speranza di una convivenza fra popoli, culture, culture e religioni incompatibili fra loro, mentre in Italia le sinistre puntano tutto il loro programma in quella multietnicità che sta provocando enorme dissenso popolare ed un sentimento di netto rifiuto ad un modello di convivenza e di integrazione che è fallito in partenza.

Uno zingaro, un rom, non andrà mai a scuola e non avrà mai un lavoro, un rom non si integra, perchè non vuole integrarsi.

Un mussulmano non accetterà mai la nostra storia, la nostra cultura e la nostra religione: un mussulmano non si integra, perchè non vuole integrarsi.

Così come un comunista non accetterà mai la nostra storia, la nostra cultura e la nostra religione.

Un comunista non si integra, perchè non vuole integrarsi.

Il residuo comunista italiano tenta di uccidere la società ed il modello italiano al solo fine di imporre il modello comunista attraverso una sostanziale modifica della società italiana e del popolo sovrano al fine di ceare artificiosamente quel consenso che viene loro negato loro e da sempre dal popolo italiano.

Se maometto non va alla montagna, la montagna andrà da maometto.

Così i comunisti italiani procedono nello spostare la montagna italiana per genufletterla al cospetto dell’islam.

Votare Vendola o Pisapia, significa votare islam, votare mussulmano, votare anti-pugliese, votare anti-italiano.

Orgogliosi italiani tanto affezionati all’italianità ed alla sua unità:

dove siete?

In queste elezioni si misura una identità culturale, sociale, storica e religiosa:

o gli italiani bocciano il modello Vendola-Pisapia, ovvero avalleranno l’osservazione che questo paese non sia unito, non abbia una identità nazionale unica ed univoca, non debba necessariamente e forzatamente restare unito per servire popoli stranieri invece del popolo sovrano.

Questa è una guerra, una guerra a tutti gli effetti.

E le guerre, si sa, non finiscono mai in pareggio:

ne resterà uno solo, sopravviverà un solo modello.

Bisogna votare secondo coscienza sapendo di votare per il popolo italiano o contro il popolo italiano.

Sempre che il popolo italiano sia unito, sia uno solo e sia disposto a scomparire in favore degli stranieri.

Sopravvivere o soccombere, questa è la scelta.

Ed ora, votate.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Bin Laden è morto. Bin Laden è vivo.

domenica, 8 maggio 2011

Dalle immagini diffuse dalla Presidenza degli Stati Uniti d’America, possiamo vedere come la cabina di comando del terrorismo fondamentalista ed integralista islamico, non era nella casa di Bin Laden.

Un uomo che guarda e riguarda se stesso nei tempi in cui dominava il mondo con il terrore e la violenza, un povero vecchio assorto in filmati registrati su vecche videocassette, ecco cosa appare il mito del terrorismo mondiale Bin Laden.

Da questa immagine del leader di Al Quaida e del popolo talebano viene fuori una organizzazione meno verticistica di quel che si pensava potesse essere.

Il terrorismo islamico è capillare e diffuso, unito non da una ferrea organizzazione militare verticistica, ma dall’odio verso l’infedele, verso i cristiani, verso le democrazie occidentali tutte, nessuna esclusa.

E’ il dettato del Corano che unisce territori diversi e popoli diversi in una sola guerra.

L’impressione che se ne trae è quella di essere di fronte ad un male diffuso e trasversale, che si nutre della ignoranza tribale, della ricchezza prodotta dalla produzione e dal commercio di droghe per acquistare quelle armi che fanno grandi i Signori della Guerra Santa.

No, Bin Laden non coordinava tutto questo, Bin Laden non governava tutto questo:

egli era solo un povero vecchio recluso in due stanze con un paio d’ore d’aria al giorno da trascorrere passeggiando in un piccolo cortile interno alla sua abitazione.

L’azione del terrorismo di matrice islamica si ispirava alle sue “gesta”, ma non ne dipendeva direttamente, a quanto pare.

Altri coordinavano e gestivano il terrore in nome e per conto di Bin Laden, ridotto ad un povero fantoccio da esibire come l’alter ego dell’Occidente.

Le domande cui occorre dare delle risposte sono le seguenti:

Come si finanzia oggi Al Quaida?

Come si finanziano i Talebani?

Come si finanziano i gruppi islamici terroristici sparsi nel mondo e Chi e Come li guida?

Resto sempre più convinto che, aldilà di ogni interpretazione che vogliamo dare alla morte di Bin Laden, dobbiamo fare i conti con un mostro dotato di molte teste, un Cerbero messo a guardia dei peggiori inferi mussulmani.

Il mostro che ci troviamo ad affrontare oggi, non è il mostro che abbatte grattacieli con aerei, ma è un mostro che attenta alle libere democrazie proprio attraverso il metodo della usurpazione del potere attraverso il metodo democratico della legge dei numeri.

Cosa accadrà al primo paese occidentale che dovesse vedere raggiungere al suo interno una maggioranza demograficamente e democraticamente raggiunta di matrice islamica?

Vedrà approvare in un democratico e libero parlamento la legge coranica della Sharia?

Vedrà abolire ogni libertà individuale e collettiva, ogni culto religioso differente da quello islamico, ogni identità etnica differente da quella mussulmana?

Sarà il momento delle leggi razziali coraniche?

E quale è il terrore che dobbiamo temere di più, quale di queste teste dobbiamo temere di più?

Quella armata di Kalasnikov e bombe umane oppure quella della più subdola infiltrazione demografica?

Si aprono scenari nuovi ed antichi dopo la morte di Bin Laden.

L’unica certezza che abbiamo è che, Bin Laden è morto.

E che Bin Laden e tutto quello che egli rappresentava, è ancor vivo e vegeto, nelle mani e nelle teste di altri Signori della Guerra, di altri Sceicchi dle Terrore.

Il filo che lega il terrore è sempre lo stesso:

il dettato del Corano.

Non dobbiamo mai dimenticare che ogni islamico è stato educato a vedere nell’infedele il suo primo nemico.

E quell’infedele siamo noi, tutti noi.

Che impugni un Kalasnikov ovvero una copia del Corano, egli rappresenta un rischio altissimo per la nostra stessa sopravvivenza.

E non a caso, nella mitologia terroristico-religiosa islamica, si dipinge spesso un vessillo con due braccia tese:

una imbraccia un Kalasnikov e l’altra il Corano.

Bin Laden è morto, certo.

Ma il pericolo rappresentato da Bin Laden è ancor vivo e vegeto.

Vietato abbassare la guardia.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

L’agonia della Unione Europea e l’asse Milano-Berlino

giovedì, 28 aprile 2011

L’Unione Europea non esiste più, se pure è mai esistita.

Priva di una personalità giuridica riconosciuta all’estero e di una identità statuale riconosciuta al suo interno, l’Unione Europea, dopo la profonda crisi interna aperta dal caso greco e investita dal caos dei veti trasversali dei suoi paesi membri, resta immobile dinanzi al suo disfacimento totale.

Le scelte belligeranti francesi, la crisi di consensi del premier Sarkozy, si scaricano pesantemente sulle politiche europee, spaccando quel dualismo franco-tedesco che sinora, aveva governato le istituzioni europee, in qualche modo.

L’Europa non esiste più, nei termini dell’Unione Europea.

Su temi quali la difesa dei confini europei, la questione rom, la questione della espansione egemonizzante islamica, la questione della difesa delle radici cristiane europee, la politica europea nel Mediterraneo, l’invasione della immigrazione clandestina che colpisce l’Italia, come su tanti altri temi importanti ed attuali che la coinvolgono, l’Unione Europea ha balbettato qualcosa attraverso la sua Commissione, spesso sbugiardata, superata o addirittura avversata dagli interessi dei suoi paesi membri.

Questo fallimento diviene anche più evidente nella arrogante sentenza della Corte Europea che condanna l’Italia nella sua piena liberalità statuale e normativa di regolarizzare e normare il reato di clandestinità.

Dopo aver abbandonato l’Italia nella politica dei confini europei, dopo aver lasciato incivilmente sola l’Italia a governare i flussi migratori clandestini che la invadevano, le istituzioni europee si arrogano finanche il diritto di condannare il modo in cui l’Italia gestisce i suoi affari interni sulla medesima questione nella quale è stata isolata, sbeffeggiata e proditoriamente avversata dalle stesse istituzioni europee.

No, basta, questo è troppo.

L’Italia non è la Libia e nemmeno la Tunisia:

l’Unione Europea non può agire con l’arroganza dimostrata dai francesi ingerendo nelle questioni interne italiane, peraltro questioni che erano di mantenimento dei confini europei e di difesa di detti confini dalle invasioni clandestine, flussi migratori che penetravano i confini europei, non solo italiani.

Le istituzioni italiane non possono consentire che la UE tratti il popolo italiano come tratterebbe un paese extra comunitario.

Questa assurda condizione di violenta sottomissione a voleri e poteri avversi alla tutela degli interessi italiani non può essere ricevuta ne tantomeno accettata:

va respinta al mittente.

La crisi economico-finanziaria dei paesi della Unione Europea, viene esternalizzata sul tavolo europeo, dove finisce per far emergere tutte le contraddizioni e le differenze di strategie e di politiche interne, piuttosto che quei momenti di condivisione e di solidarietà che dovrebbero unire i paesi europei.

L’Italia, in questo senso, è stata letteralmente maltrattata e umiliata, lasciata sola ed isolata, aggredita nelle sue scelte autonome di stato sovrano la cui personalità giuridica è riconosciuta in tutto il mondo, a differenza di quella della UE.

Si apre così una frattura indelebile all’interno di una unione senza unione e di una europa senza identità.

Siamo fuori da questa europa, di fatto.

Questa Unione Europea non esiste più, di fatto, e forse anche di diritto.

Siamo popolo libero in libero stato e dalla UE, non abbiamo ricevuto nemmeno quella solidarietà minima indispensabile per considerarla effettivamente una unione.

L’Italia si trova di fronte ad un bivio:

abbandonare l’Unione Europea ovvero attendere che le profonde spaccature interne ne determinino la morte?

E se, anche la Germania decidesse di abbandonare questa squallida europa della multietnicità fallita e della dispersione delle identità europee?

Potrebbe l’Italia andare verso un asse Roma-Berlino, autonomo dalla Unione Europea?

Potrebbero due popoli che provano disagio notevole in questa Unione Europea, decidere di accettare la fine di un modello europeo e fondarne uno nuovo?

Ecco la sfida che si prospetta nel futuro italiano.

Sempre che “certe istituzioni italiane”, siano in grado di discernere fra gli interessi francesi e quelli italiani, fra la tutela del popolo francese e quella del popolo italiano.

Altrimenti, potremmo fare a meno serenamente anche di queste istituzioni romane e fondare un nuovo asse di unione Milano-Berlino.

Ed avremmo solo da guadagnarci a perdere quella palla al piede che si chiama centralismo romano, sprecone, inefficiente, corrotto ed avverso alla cura, alla garanzia, alla tutela ed alla difesa degli interessi del popolo sovrano italiano.

L’orologio della storia avanza inesorabile, mentre una politica misera e miserabile boccheggia nel mare nostrum di una europa in agonia.

E’ tempo di scelte, è tempo di essere sudditi in questa europa o alleati di paesi fraterni in altre unioni, maggiormente dignitose e rispettose del popolo come del territorio italiano.

E queste scelte, una volta incarnatem andranno anche difese.

Da tutto e da tutti.

Contro tutto e contro tutti.

Nell’esclusivo interesse del popolo sovrano.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X