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Riflessioni a tastiera aperta – 13 giugno 2013

giovedì, 13 giugno 2013

Equazione matematica:
se la tv greca aveva 2.700 dipendenti ed ha chiuso i battenti causa crisi economica e finanziaria,
quanto dovrebbe licenziare la RAI TV idagliana che pare abbia qualcosa come più di 10.000 giornalisti fra collaboratori e dipendenti, senza contare amministrazione, regia, tecnici audio e video, elettricisti, informatici, tecnici antenne, tecnici di tutti i tipi e ruoli, dipendenti e collaboratori vari ed eventuali?

No, ma fatemi capire bene:
io dovrei bere una cosa del genere senza battere ciglio?
A napoli circola di tutto di più per le strade, dalle sigarette di contrabbando alla droga maltagliata, dal traffico di rifiuti tossico-nocivi alla merce contraffatta e poi leggo che la procura di Torino aprire una indagine ufficiale per presunti contenuti pericolosi negli aromi delle sigarette elettroniche sulla base di analisi effettuate dalla università di napoli?
Quantomeno le farei ripetere da altra università.
Quantomeno.

La prova provata che PD e PDL sono associati a delinquere:
il PDL stava zitto su MPS e il PD stava zitto su ENI e così via, la banda dei mafiosi politici idagliani rubano a destra e a manca, frodano, truffano, distruggono paese reale, massacrano economia reale, fottono e magnano insieme, da sempre.
PD e PDL non sono antagonisti, ma associati a delinquere.
Banditi senza frontiere.
Capito perché Grillo e il M5S fanno paura e subiscono il mobbing di casta politica e dell’informazione?

Siamo in troppi in questo pianeta e se sino al secolo appena trascorso la povertà era una questione di redistribuzione delle risorse planetarie, da quando è più che raddoppiata la popolazione mondiale in poche decine di anni, la povertà è solo una questione di “mors tua vita mea”.
Non c’è più ricchezza da condividere perché siamo in troppi.
Rimane da condividere solo la povertà.
E quando questo accade, le guerre sono alle porte dei nostri cuori.

L’esercito italiano non è adeguato ai tempi e alle esigenze.
Occorre investire maggiormente nella difesa esterna italiana, occorre eliminare dal governo delle Forze Armate l’influenza di politica e burocrazia idagliana.
Capisce ‘a mme.

Fuori le lobby gay dalla Chiesa Cattolica:
sono incompatibili con la visione di vita cristiana, fondata sulla unione fra un uomo e una donna e destinata alla procreazione.

Il ministero per l’integrazione è un ministero inutile che si propone di integrare ciò che la storia recente europea ed italiana ha dimostrato che non si può integrare.
Il multiculturalismo in Europa è fallito.
Ed ora dobbiamo pagare i costi e i danni della violenza di chi non si è integrato perché non si è voluto integrare.

Il distacco della finanza dal mondo del lavoro e della produttività nel quale è stata partorita segna la misura della distanza che dividono i popoli dalle loro nazioni.
Sono due distanze equivalenti, commisurate, direttamente proporzionali, scaturite entrambe da un enorme errore di valutazione. Non esiste democrazia senza il consenso del popolo sovrano e non esiste finanza senza il consenso del popolo dei cittadini lavoratori.

Un paese sul quale gravano gravi sospetti di trattative con le mafie e di tradimento istituzionale, con un elevatissimo grado di illegalità diffusa, con una presenza mafiosa infiltrante il potere pubblico e l’economia privata da parte delle organizzazioni mafiose, con un livello di corruzione politica e burocratica enorme, con gradi di evasione fiscale assurdi, con usura, estorsione e racket che impazzano allegramente, con due governi e due premier consecutivi mai eletti e mai indicati dal popolo sovrano, con una monarchia assoluta del capo dello stato molto più che ottuagenario rieletto per due settennati consecutivi, avete anche il coraggio di definire quella italiana, una democrazia?
Ma, conoscete la storia del paese nel quale vivete?
Sapete cosa è il concetto di democrazia inattuata, di democrazia bloccata?

Onde negative si spandono nella nostra Europa evidenziando come fosse il benessere a sostenere le nostre democrazie.
Popoli e nazioni alla prova della maturità.
Ma a stomaco vuoto, si ragiona male. Molto male.
Specie se si assiste alla protervia ed all’abuso nel potere pubblico da parte dei privilegiati.

Attività come fumare, parlare al telefono, tentare di mandar via un insetto o cercare qualcosa in una borsa mentre si guida distraggono gravemente dalla guida creando pericolo per se e per gli altri.
Ma occorre la giusta sensibilità, civiltà ed intelligenza per comprendere questi pericoli ed evitarli.

Per i reati commessi in virtù dell’abuso potere pubblico esercitato occorre aggiungere un moltiplicatore finale:
la punizione comminata in sentenza moltiplicata per tre volte.
Mi pare equo.

I paesi virtuosi europei hanno pienamente ragione: non si risolve nulla stampando valuta o aumentando il debito pubblico se non favorire la crisi e suicidare l’economia reale.
Certo, paesi viziosi e mafiosi come l’idaglia preferirebbero scaricare responsabilità politiche, debito sovrano, crisi economica e finanziaria sui paesi viziosi.
Fatto sta che i virtuosi mica sono fessi come li disegnano certi idagliani.
Essi sono sempre stati buoni e comprensivi, rispettosi e corretti con gli idagliani e come al solito, i buoni ed i virtuosi in idaglia vengono presi per fessi.
Ma i fessi siete voi, idagliani, voi che non sapete proprio vivere in maniera civile e guadagnare in modo corretto.
Potete anche uscire dall’euro, ma al costo di morire di fame e di freddo.
Siete poveri e viziosi: sareste sbranati dai mercati valutari globali in cinque giorni senza la copertura e la garanzia europea.
Ma no, certamente, non sono i virtuosi ad essere razza superiore, ma siete probabilmente voi ad essere razza inferiore.
Una perfetta razza di cretini!
Ma chi credete di fregare ancora?
E’ finita la pacchia!

L’aggressione mussulmana si integra con l’invasione mussulmana nei paesi occidentali e il terrorismo islamico fondamentalista.
Obiettivo è uccidere le moderne democrazie attraverso la forza dei numeri, che in democrazia conduce al potere.
C’è qualche idiota nella casta politica idagliana che ha capito cosa dobbiamo fronteggiare, contrastare e vincere?

Non conosco le mezze misure e non ho mai rubato nulla a nessuno.
Il mio comportamento mi regala decine di nemici ogni giorno.
Qualche volta, anche qualche amico.

Ma questi sono matti?
Svuotano le carceri e riempiono di nuovo le strade di feccia che le forze dell’ordine hanno faticosamente sbattuto in galera, regalano un lavoro di pubblica utilità ai tossicodipendenti, sconto pena, liberazione anticipata …
Lo dico io che questi sono complici dei caini ed avversi al popolo degli Abele.
Se sei un delinquente, un gay, un clandestino o un mafioso, lo stato idagliano ti tutela e ti difende, ma se sei uno che tira il carro della onestà, della lealtà e della correttezza, lo stato ti mortifica e ti punisce, premiando invece chi sbaglia sapendo di sbagliare, perché arriva sempre l’idiota politico di turno che lo premia e lo scarcera.
Fucilare tutti i politici idagliani è l’unica soluzione a questa dittatura della illegalità premiata e sostenuta, favorita e avallata.
Un indulto mascherato. nemmeno il coraggio di chiamarlo con il suo nome hanno questi idioti.

Non lo chiameranno indulto per non fare un torto a nessuno ma libereranno dalla galera la solita feccia che tornerà ad insozzare le strade e le piazze italiane.
Di più, l’idiozia politica che sgoverna questo disgraziato paese non solo vuole liberare i detenuti, ma vuole anche impedire gli arresti!
Razza di malinquenti che non siete altro!

Un tempo, la creatività architettonica e costruttiva più audace e intelligente era quella italiana.
Oggi, assistiamo con piacere ad una costruzione fantasiosa e tecnologica, intelligente e razionale, istintiva e artisticamente quanto paesaggisticamente inserita nel contesto urbano e nel territorio che la ospita in quella che veniva definita la “fredda Austria”, poco fantasiosa e assai rigida nei modi e nelle arti.
Oggi, dobbiamo ammirare come in Austria, in assenza di eserciti dl ladri politici e burocratici come in Italia, si ottengano magnifici ed efficaci risultati nella pubblica amministrazione, anche locale.
Quando in Italia avremo fucilato in pubblica piazza mafiosi, corrotti, corruttori, estorsori, usurai, burocrati e politici, potremo forse sognare realizzazioni come quella sopra presentata.
Viva l’Italia, Viva l’Austria. Ma non questa Italia. Un’altra che ancora non c’è. Complimenti ai fratelli austriaci.

Se le classi politiche avessero un rating, la casta italiana avrebbe rating Junk.

Sono più di 60 anni che si investono danari nella cloaca meridionale in Italia, con il solo risultato che, ad arricchirsi, sono stati mafiosi, politici e burocrati corrotti, caste corporative e mondo della illegalità, tutti, tranne le popolazioni meridionali.

La questione meridionale è risolta: causa decesso del meridione.

Il banco di napoli è già fallito ed è stato salvato da fiumi di danaro pubblico (degli italiani anche non soci, correntisti e clienti).
Ma non basta. Dopo il fallimento provocato dalle ruberie, dalle truffe e dalle frodi di monte paschi di siena vedremo anche il fallimento bis della banca di napoli?
siena e napoli simbolo dell’unità idagliana?

Svizzera:
paese civile che deve essere di esempio per tutta le vecchia europa, troppo degradata e demotivata per reagire alla morte programmata ed organizzata della cultura europea ed occidentale.

Se tornasse alla lira l’Italia, senza autarchia di risorse naturali, economiche e finanziarie, il popolo degli italiani morirebbe di fame. Solo le mafie avrebbero da guadagnare in un ritorno alla emissione di valuta nazionale in Italia.
E con questo si comprende meglio anche perché berlusconi spinge molto in tal senso.

Il mio partito, quello del NON VOTO e NON sostegno e validazione a questo sistema assai corrotto e mafioso ha vinto anche queste elezioni.

Il problema è che la costituzione è inattuata e il paese reale se ne sta andando per conto suo.
Solo gli idioti che prendono lo stipendio dalla costituzione continuano a difendere la carta invece di difendere il popolo delle famiglie e delle aziende.

Liberatemi dagli ignoranti, dagli arroganti, dai tracotanti, dai presuntuosi, dai mafiosi, dai corrotti, dagli evasori fiscali e dagli usurai. Questa è la latrina inumana e incivile che uccide il paese reale, non certo chi ha il coraggio di dire la verità e la capacità di analisi e di operatività.
Poveri sciocchi: non perdonate loro, perché non sanno nemmeno quel che dicono.
E scrivono.

Un mattino, l’ennesimo inetto ed incapace della casta polidica idagliana si sveglia e detta l’agenda del governo.
Ogni mattino idioti politici telecomandati aprono la bocca e gli danno fiato senza prima collegare il cervello alla lingua.
Sempre che siano dotati di cervello.
Ed è un continuo belare di capre.

L’arma è una schiava sciocca. Chi la prende in mano e chi ne viene nella disponibilità senza averne criterio sufficiente fa la differenza.
Come al solito i supposti pacifisti dimostrano di non capire nulla di sicurezza e di armi.
Non si lascia un’arma da fuoco senza conseguenze nella disponibilità di un bimbo di 4 anni.
Non esisterebbero le armi se non esistesse la violenza.
Senza armi, vince il più violento.
L’arma da fuoco è la soglia della civiltà.
“God Made The Man. Mr Colt Made Them All The Same”.

Non so se sia più scomodo un sistema bancario che tratta solo finanza speculativa invece di finanziare audaci intraprese umane e imprenditoriali ovvero sia più scomodo il sistema partitocratico e istituzionale italiano.
A furia di stare scomodi qui ci facciamo le piaghe lì, proprio lì, dove non batte il sole.

Il drago e la capra.
Un fulgido esempio di incapacità idagliana.
Fu raccomandato personalmente da napoletano e berluscotti.
Capra certificata …

Per salvare bancarelle come monte paschi siena lo stato sta massacrando famiglie ed aziende, lasciandole prede della stretta creditizia degli istituti bancari.
Ecco cosa sta accadendo.
Banditismo bancario autorizzato e avallato dallo stato idagliano delle capre politiche.
Capre!

Che squallore e che bassezze raggiunge l’umanità.
Scambiare per un diritto naturale un godimento sessuale è come pretendere che il matrimonio sia anche per gay. Impossibile. Lo dice la dichiarazione universale dei diritti dell’uomo (e della donna, il terzo sesso non esiste).

E secondo voi perché alla gendarmeria europea darebbero poteri maggiori dei poteri concessi normalmente alle forze di polizia?
Perché il fenomeno mafioso va eliminato senza badare troppo alle regole.
Pena di morte per il reato di comportamento mafioso.

Ti avevo avvisato che dall’interno di un sistema mafioso e corrotto non cambi nulla.
Ti avevo avvisato che questa non è democrazia, ma un suo fantoccio.
Ti avevo avvisato che validavi questo sistema e basta:
non ti avrebbero concesso di cambiare nulla.

Andare a votare è inutile. Bisogna agire politicamente in altro modo per cambiare le cose.
Guardate cosa è accaduto alla lega nord: da nemico giurato del potere romano a presidenza del Copasir.
Completamente assorbiti, integrati, venduti e comprati.

Io non so più cosa pensare, cosa dire di questi tracotanti saccenti, ignoranti, arroganti, presuntuosi, inetti, inutili incapaci politici idagliani della casta dei deficienti, dei corrotti e dei mafiosi.
Le loro stronzate sono incredibili, irresponsabili e perdenti scarichi delle proprie responsabilità su terzi incolpevoli e innocenti.
Ma cosa a che vedere con il fallimento dei paesi viziosi, corrotti e mafiosi come l’Italia il leader della Germania virtuosa, ricca e potente?

Ma come si fa ad affermare che questo paese è unito quando in Liguria le ricette diventano elettroniche (come le sigarette) ed in Puglia ti chiedono ancora il Libretto Sanitario cartaceo per accedere ai servizi sanitari?

Una domanda retorica:
quale legge ordinaria o quale articolo della costituzione italiana prevede che sia la giuridicamente ignota figura dei saggi a dettare norme e riforme, incontrare poteri istituzionali e costituzionali, precedere la costituzione dei governi?
Quando è stato scritto in costituzione che la prassi supera forza e valore di legge ordinaria e costituzionale?
Devo essermi perso qualche puntata…

L’obiettivo della casta politica non è realizzare riforme e liberalizzazioni, azzerare il costo dello stato sul paese reale, ma è restare quanto più tempo al potere, occupare il potere.

Una cosa è oramai certa: le istituzioni italiane come parlamento, partiti e governo non esistono e non servono più. Il fall out della democrazia sta proprio in un neo-procedere, in una nuova prassi che stringe il potere di scelta in piccoli gruppi scelti, detti i saggi.
Lo stato ammette così esplicitamente e per la prima volta che la democrazia in Italia non funziona, se pure abbia mai funzionato.
Il coro di Sì al presidenzialismo e ad un premierato più forte la dice tutta sul fallimento dell’attuale assetto istituzionale e sul perduto equilibrio fra i poteri dello stato, in sempiterno conflitto tra di loro.

I veri leghisti erano i secessionisti, quelli traditi proprio dalla Lega Nord che ha svenduto la secessione per il federalismo, il federalismo per un referendum e il referendum per le cadreghe del potere romano.
Ecco chi erano i veri leghisti.I veri leghisti sono i secessionisti, quelli traditi proprio dalla Lega Nord che ha svenduto la secessione per il federalismo e il federalismo per le cadreghe del potere romano.
Ecco chi erano i veri leghisti: quelli che sono stati traditi e venduti al demonio.

Posto che nell’ordinamento penale italiano il reato penale è di responsabilità personale, mi dite allora perché in Italia si punisce il reato associativo mafioso e non il reato personale di comportamento mafioso?

Qualcuno spieghi a Zanonato che non deve rimediare alle gravissime mancanze ed agli abusi della famiglia Riva che hanno portato a fare strage del popolo tarantino finanziando le direttive Aia con danari pubblici (del popolo sovrano dei cittadini derubati e defraudati).
Questa mentalità per cui quando le aziende idagliane sono in attivo non spartiscono i loro dividendi con lo stato ma li nascondono al fisco trasferendoli all’estero in paradisi fiscali e quando invece sono in passivo, assegnano costi di ammodernamento e situazioni debitorie allo stato DEVE FINIRE.
Avete rotto! Basta spreco di danaro pubblico, basta! Zanonato deve vendere l’ILVA ai tedeschi o ai cinesi e far finanziare dagli acquirenti tutti gli adeguamenti del caso alla normativa italiana, europea ed internazionale e consentire all’ILVA di avere un futuro certo e sicuro.
BASTA SPRECARE I DANARI DEGLI ITALIANI! BASTA REGALI AGLI AMICI DEGLI AMICI CHE HANNO FINANZIATO IL PARTITO POLITICO DI ZANONATO! Basta, Zanonato: lei sa cosa significa il termine BASTA? Ecco, BASTA !!!

L’omosessualità è una disfunzione, una patologia?
Cosa è l’omosessualità?
Quale la sua origine?
Quale il suo diritto ad esistere?
Quale il suo fondamento naturale e giuridico?

mario draghi non ne azzecca una nemmeno per errore: sono anni che prevede la crescita economica nella seconda metà di ogni anno e regolarmente quanto prevedibilmente sbaglia previsione ogni volta. Il solito idagliano straraccomandato che vive di parole fritte e di illusioni stracotte.
E pensare che per garantirgli la poltrona di presidente BCE napolitano e berlusconi hanno trascinato l’Italia nella guerra alla Libia.
La casta idagliana è inetta, incapace, cialtrona, furfante, malintenzionata e idiota.

Ma in Italia, qualcuno ha capito che il lavoro viene solo dal privato?
Creare altri inesistenti posti di lavoro pubblici, specie laddove la pubblica amministrazione è già oltremodo intasata di parassiti, faccendieri, assenteisti, raccomandati e scansafatiche, significa innalzare ancora pericolosamente spesa pubblica e debito pubblico e mettere in ginocchio l’intero paese.

Cosa ho capito?
Quando un cittadino ha ragione della casta, allora la casta lo definisce pieno di rabbia.
Orgoglioso e fiero di esserlo.

Chi di politica vive, di politica muore.

In Europa son tutti contenti quando le borse asiatiche trascinano in positivo le borse europee per poi lagnarsi e belare se le trascinano in giù.
Per essere trascinatori anziché trascinati occorre essere forti e questa Europa, questo occidente, sono decadenti e affatto forti.

Oltre ad essere immune alla azione degli antivirali e mortale, il nuovo ceppo virale H1N7 è anche asintomatico.
Siamo a posto.

Lo stato italiano deve solo ed esclusivamente erogare servizi fondamentali efficaci ed efficienti e non deve finanziare partiti, giornali, tv, radio e sindacati, associazioni di categoria e quant’altro non sia strettamente di sua competenza. Occorre eliminare l’interventismo statale fuori luogo, ridurre il numero assurdo dei dipendenti pubblici (la scuola italiana è la barzelletta europea con il suo milione e mezzo di addetti che ne fanno il più grande datore di lavoro pubblico privato d’Europa), occorre diminuire drasticamente i 250 miliardi/anno di evasione fiscale, eliminare gli oltre 100 miliardi euro/anno di corruzione, gli oltre 150 miliardi/anno di fatturato delle mafie ed i 50 miliardi/anno di fatturato dell’usura. Ed occorre fare tutto questo SUBITO, per eliminare il cuneo fiscale e riportare il mondo del lavoro italiano in concorrenza con il resto del globo.

Negli Stati Uniti d’America il contratto a tempo indeterminato praticamente non esiste.
Se un privato ha commesse private o appalti pubblici effettua assunzioni temporalmente coincidenti con la durata della commissione o dell’appalto, generalmente un mese.
Così, se il servizio, il bene o la merce prodotta o erogata per conto terzi non è di gradimento del committente o dell’appaltante, il mese successivo l’appalto e la commessa scadono e tanti saluti a chi produce e lavora male.
Avanti un altro più bravo e meritevole.

L’ostentamento della sessualità è l’orgoglio omosessuale, il gay pride.
L’eterofobia pubblica è violenta come un colpo di fucile.
Sono violenti e aggressivi, non amano la democrazia e impongono la loro visuale monotematica assolutamente avversa alla eterosessualità, di cui farebbero volentieri polpette di carne.
Non è nel mio interesse. Non lo sarà mai.

Non ho mai capito se siamo noi italiani ad essere arretrati rispetto al diritto alla casa ovvero se sono alcuni italiani ad esondare tale diritto riconducendolo alla prevaricazione del diritto altrui

La Germania dell’Ovest dopo la riunione con la Germania dell’Est si trovò a dover superare il gap economico e sociale fra le due germanie, un po come le due italie, quella del nord e quella del sud.
Ebbene, la Germania realizzò un piano triennale nel quale spese un quinto di quello speso dall’Italia per recuperare il gap fra nord e sud con la cassa del mezzogiorno.
A distanza di decenni dalla perfetta integrazione ed unificazione tedesca, l’Italia ha sprecato altre montagne di risorse pubbliche senza ottenere altro risultato che quello di finanziare politici corrotti e mafiosi.
Ora sapete perché non bastano 18 mesi per fare quello che non si è fatto in due repubbliche e 65 anni di tempo.

A proposito dello Ius Soli
In un paese a civiltà avanzata come la vicina Svizzera, dopo ben 15 anni di residenza, chi desideri ricevere l’onore della cittadinanza elvetica si deve sottoporre ad un referendum: il quartiere, il vicinato e la città in cui ha vissuto e lavorato voterà un Sì o un No alla sua accoglienza nella cittadinanza civile elvetica.
Quindi, se si è comportato bene, otterrà il premio della cittadinanza.
Se il suo comportamento non è stato adeguato, potrà restare come residente, ma fare a meno della cittadinanza.
Questo avviene in un paese civile.
E in Italia, vi chiederete. Beh, discorrevo di paesi civili e virtuosi.
L’Italia non fa nemmeno comprendere il valore della cittadinanza che affida a perfetti sconosciuti entrati, tralaltramente in modo illegale e clandestino sul suolo italiano.
L’Italia non è la Svizzera. Senzadubbiamente.

La realtà è che questi idioti non sanno che pesci prendere.
E allora, prendono tempo.
Ma il loro tempo è finito.
Come pure il loro regno del male.

Io ho smesso di essere ragionevole e fesso ed ho anche smesso di essere un uomo di buona volontà.
Ho smesso di fumare le sigarette e di votare mafiosi e corrotti.
Io mi voglio bene.

Stupito osservo politici idagliani offrire ricette per risvegliare ripresa economica e sviluppo.
Sono e resto convinto che un professionista del non lavoro non potrà mai capire nulla di paese reale, economia reale e società reale.
Ma per assurdo, le governa tutte.
La politica è il problema, non la soluzione.

L’idaglia è un paese democratico?
Non credo proprio.
Ecco solo un motivo dei tantissimi per crederlo.
L’80% del gettito fiscale proviene da lavoratori dipendenti sia pubblici che privati e pensionati. TUTTO il resto del paese contribuisce con un misero 20%.
E non è colpa della crisi, ma è così da sempre in questo paese.
Probabilmente l’evasione fiscale in Italia ha superato la soglia dei 250 miliardi di euro ogni anno,
Vergogna è dire poco.

Io non sono italiano, di Gustavo Gesualdo

domenica, 12 giugno 2011

Avete visto l’ultimo film della serie degli X-Men, “L’Inizio” (X-Men First Class)?

Avete visto la scena del postribolo pieno di prostitute e uomini di potere?

La scena si apre all’ingresso dell’Atomic di Las Vegas con agenti della CIA che spiano da un’auto l’arrivo “dell’uomo della Nato” il colonello che verrà in seguito clonato da un mutante.

Per dare un tocco di “mistero del male assoluto”, il colonnello della Nato viene spiato in compagnia di:

” … sì, è lui, perchè ci sono tre capi mafiosi, l’ambasciatore italiano e il presidente della Lockheed … “.

Ormai è ufficialmente riconosciuto in tutto il mondo che, per raffigurare il lato oscuro dell’umanità, quello corrotto e pericoloso, devono essere presenti dei capi mafiosi ed un uomo del potere pubblico italiano.

Il riferimento alla Lockheed è legato all’omonimo scandalo che scoppiò in Italia negli anni settanta e che vide coinvolti i massimi poteri istituzionali italiani che decisero l’acquisto del famoso Hercules C-130 per l’aeronautica militare italiana.

Lo scandalo delle tangenti pagate per l’acquisto di aerei della Lockheed coinvolgerà anche i Paesi Bassi, la Germania Ovest e il Giappone, ma ovviamente, il maggior risalto lo da lo scandalo italiano, proprio perchè italiano è ormai sinonimo di illegale, truffaldino, mafioso, corrotto, furfante, come il film lascia ben a intendere in quella scena.

In Italia vennero coinvolti gli ex presidenti del consiglio dei ministri della repubblica italiana Mariano Rumor e Giovanni Leone (nella vicenda sospettato di essere “l’Antelope Cobbler” e nel frattempo divenuto capo dello stato – presidente della repubblica italiana), gli ex ministri Luigi Gui e Mario Tanassi, il presidente di Finmeccanica Camillo Crociani, il generale dell’aeronautica Duilio Fanali ed i fratelli Ovidio ed Antonio Lefebvre (amici del presidente Leone).

Tutto gira intorno alla figura del napoletano Giovanni Leone (che riuscì ad uscire anche impunito da questo scandalo) e dei suoi “bravi” Lefebvre il cui “potere di condizionamento” viene molto ben descritto da un estratto della Storia d’Italia di Indro Montanelli:

«Rumor aveva ricevuto a Palazzo Chigi alcuni dirigenti della Lockheed presentatigli dal solito clan Lefebvre: e con la sua innata cortesia, aveva amichevolmente annuito a quanto costoro andavano dicendo in inglese. Ovidio Lefebvre fungeva da interprete, e Dio solo sa se e come avesse adattato le frasi degli interlocutori ai suoi disegni di mediazione. Finita l’udienza, i lockheediani s’erano precipitati al telefono per comunicare alla casa madre che il presidente del Consiglio era d’accordo su tutto».

Ma allo scandalo seguì anche la tragedia di un paese che non poteva permettersi l’acquisto di quei 14 magnifici gioielli della tecnologia aerea che erano all’epoca gli Hercules C-130, come non poteva permettersi la manutenzione di quegli aerei:

solo 5 di quegli aerei volarono effettivamente, mentre gli altri 9 vennero cannibalizzati in pezzi di ricambio, e questo sino al 3 marzo 1977, quando un C-130 dell’Aeronautica Militare si schiantò nei pressi di Pisa, provocando la morte dei 5 membri dell’equipaggio, dei 38 allievi dell’Accademia Navale di Livorno che ne erano trasportati e del loro ufficiale, incidente le cui cause sarebbero imputabili proprio alla cattiva manutenzione dell’aereo.

E questa è solo la punta dell’iceberg della corruzione assassina italiana.

La profondità, la quantità, la qualità e la cronica presenza di queste corruzioni politiche emergeranno in altri scandali nazionali sino a raggiungere il culmine nella cosìddetta Tangentopoli (nella quale furono coinvolti ministri, deputati, senatori, imprenditori, ex presidenti del Consiglio dei ministri, segretari di partito), indagine della procura milanese che passerà alla storia come l’indagine del Pool Mani Pulite.

Ma in Italia è tutta una illegalità, ogni cosa è corrotta profondamente, a giudicare dalla nuova terminologia che si è dovuta inventare l’informazione per definire quella che io chiamo la scandalopoli all’italiana:

tangentopoli, parentopoli, affittopoli, calciopoli, etc.

L’Italia è divenuta in tutto il mondo e per antonomasia, il paese della truffa e della corruzione, così come si evince anche dalla cinematografia sopra richiamata, e non solo da quella, a giudicare anche dal trattamento che riserva all’Italia la stampa estera.

A onor del vero e per dirla proprio tutta, nel mondo siamo anche il paese della monnezza, in riferimento diretto allo scandalo sempiterno della Monnezza Napoletana.

Per non parlare del processo per mafia all’ex presidente del Consiglio dei ministri Giulio Andreotti, naufragato nella ingiustizia italiana delle decorrenze e delle scadenze tecnico-temporali, di un mondo della giustizia che non funziona e sembra che non si voglia che funzioni, proprio per lasciar sempre una “via di fuga” al politico di turno coinvolto in scandali corruttivi.

O si può far riferimento alla squallidissima vicenda delle indagini denominate Why Not e Poseidon, che aprirono squarci atroci di complicità fra alti poteri dello stato ed organizzazioni mafiose (‘ndrangheta) nella gestione del potere pubblico, degli incarichi pubblici e, soprattutto, deli appalti pubblici, vicenda che vedeva coinvolto il presidente del Consiglio dei ministri Romano Prodi e che venne insabbiata dall’allora ministro della giustizia Clemente Mastella, ministro del governo Prodi, appunto.

Di questo scandalo e delle indagini che la originarono, non è mai emersa una verità, nessuna verità.

Potremmo aggiungerci la clamorosa vicenda del comma Fuda, la frode-indulto per amministratori pubblici inserita ad arte nella finanziaria del governo Prodi, ovvero potremmo domandarci cosa significhi la famosa frase rivolta al governo a guida Massimo D’alema nel 2004:

«Sono entrati a Palazzo Chigi con le pezze al sedere e ne sono usciti ricchi».

E potremmo anche rivangare mille e mille operazioni politiche quantomeno opinabili, come quella dei Fondi Neri dell’IRI, o come quella della Telecom, o come quella della privatizzazione dell’ENI, di cui si trova sul web una spietata ricostruzione di Benito Li Vigni, già collaboratore di Enrico Mattei.

Ma questa è l’Italia, piaccia o non piaccia.

Festeggiarne con enfasi ed in questa misera condizione i suoi 150 anni di unità, pare veramente una presa per i fondelli.

Cosa festeggiamo:

150 anni di corruzioni e di mafiosità, di inefficenza statale, di concorsi e appalti pubblici frodati, di ladrocini e di raccomandazioni politiche che hanno ucciso il merito o lo hanno fatto fuggire all’estero sotto forma di menti illuminate ed aziende penalizzate?

Io ci vedo ben poco da festeggiare, mentre ci vedo ancora tanto da lavorare per porre rimedio ad una situazione che definire scabrosa, vuol dire veramente essere troppo buoni.

Ed il tempo dei troppo buoni e dei cosiddetti fessi in questo paese è scaduto.

Non basta più sventolare un tricolore per rivitalizzare una identità ed unità nazionale che non debba profondamente vergognarsi di quel che è e di quel che rappresenta nel mondo.

Io non condivido tutto questo.

Tutto questo mi è estraneo.

Tutto questo mi è offensivo.

Poichè, se tutto questo vuol dire essere un italiano, allora, io non sono un italiano.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Il potere, i potenti e la terza via italiana

domenica, 17 ottobre 2010

Vi sono molte domande nella storia moderna e contemporanea del nostro paese che non hanno risposte, che non sono scritte sui libri ufficiali di storia, che alcuni giornali lasciano solo trasparire, senza mai dichiarare apertamente, senza mai avere il coraggio di rendere pubbliche, al fine di rendere comprensibile il passato come il presente ed il futuro del nostro paese.

Scuserete se sembrerò un po’ disordinato nella esposizione:

non so da dove cominciare, non so come spiegare.

Diciamo che l’indirizzo di questo scritto lo può descrivere bene questa frase:

“I giornali la storia la possono anche raccontare ma la storia non puo’ essere scritta basandosi sui giornali”
Renzo De Felice (Rieti, 8 aprile 1929 – Roma, 25 maggio 1996)

Una storia che potrebbero raccontare e che forse non racconteranno mai i giornali ed i libri, quella storia che possono raccontare “tre borse di cuoio marrone”.

Tento una ricostruzione, non storica, ovviamente, ma umana ed economica, inseguendo gli interessi ed i poteri.

Già, poichè sono sempre le scelte economiche a condizionare fortemente l’agire dei grandi uomini ed i popoli da loro guidati in tutti i tempi, uomini che hanno pagato dolorosamente la loro grandezza “incompresa”.

In tutti i tempi, compreso il nostro, il più (in)comprensibile di tutti.

Forse perchè l’abbiamo già vissuto, ma nessuno ci ha insegnato a riconoscere.

Benito Amilcare Andrea Mussolini – Predappio 29 luglio 1883 – Giulino di mezzegra – 28 aprile 1945,
L’uomo della Provvidenza (o “inviato della Provvidenza” 14 febbraio 1929 – Papa Pio XI).

Quello che univocamente viene ricordato come “il Duce”, non fu però il primo ad essere appellato così.

Prima di lui, il Duce era Pietro Nenni, il socialista Pietro Nenni.

Perché questa digressione che ha l’apparenza di essere una digressione meramente formale?

Perché la storia di questo pianeta degli ultimi due secoli è la storia del socialismo:

la più tormentata, la più osannata, la più lapidata, anche a suon di monetine, come nel caso del socialista italiano Benedetto Craxi detto Bettino (Milano, 24 febbraio 1934 – Hammamet, 19 gennaio 2000).

Socialisti e sindacalisti nascono infatti Adolf Hitler (Braunau am Inn, 20 aprile 1889 – Berlino, 30 aprile 1945) e Benito Mussolini che agganciarono l’ispirazione socialista al concetto di nazione, piuttosto di altri “socialisti rivoluzionari” come Vladimir Ilyich Ulyanov o Vladimir Ilich Uljanov detto Lenin (Simbirsk, 22 aprile 1870 – Gorki Leninskie, 21 gennaio 1924), Iosif Vissarionovic Džugašvili detto Stalin – da un termine russo che significa “d’acciaio” – (Gori, 6 dicembre 1878[1] – Mosca, 5 marzo 1953).

Come potete vedere, l’epoca degli uomini forti, fu l’epoca dei socialisti, legati al concetto di popolo o di nazione, come dichiarò Benito Mussolini in un discorso al parlamento, indicando così la medesima matrice politica fra fascismo e comunismo (all’epoca era conosciuto meglio come socialismo).

E socialiste furono le riforme fasciste, a cominciare dall’unica riuscita riforma agraria realizzata che il mondo conosca, quella riforma che toglieva i terreni agricoli al latifondo per consegnarli ai reduci e al popolo affamato.

Ma tutto questo ci porta lontano dalla considerazione ultima che ognuno di noi fa del fascismo:

perché Mussolini si alleò con Hitler, trascinando l’Italia e tutto il mondo in una guerra totale?

La storia che ci raccontano i libri non può dare una risposta a questo quesito.

Dobbiamo cercare un’altra via, una strada che è sotto gli occhi di tutti noi e che segna ancor oggi il nostro limite maggiore:
la povertà di risorse energetiche (gas, petrolio) italiane.

Da dove partiamo?

Dall’Iraq, naturalmente, e più precisamente da Ninive, la capitale Assira citata nella Bibbia cristiana, oggi conosciuta come Mossul (e non Mosul o Mossoul, come comunemente ed erroneamente viene tradotto).

Come vedete, siamo nel passato e nel presente, siamo sempre nel teatro della contesa internazionale sulle risorse strategiche energetiche:

il petrolio.

Benito Mussolini comprendeva chiaramente che l’italia non sarebbe mai divenuto un paese ricco e potente e non avrebbe mai ricevuto il riconoscimento e la dignità di grande potenza mondiale senza il petrolio, e si prodigò grandemente per sottrarre alla tutela britannica ed alla triplice alleanza egemonica del petrolio planetario – anglo-francese-americana – il giacimento petrolifero di Mossul.

E vi riuscì.

Verso la metà degli anni trenta l’Agip deteneva (ricordate questo nome, sarà ricorrente in questa narrazione insieme a quello dell’Iraq) la concessione per lo sfruttamento dei pozzi petroliferi iracheni.

Ben trentaduemila barili al giorno, corrispondenti a 1.750.000 tonnellate annue consentivano all’italia la piena autonomia petrolifera e, in breve tempo, ne avrebbe fatto un paese esportatore.

Malauguratamente, l’avventura etiopica ed il conseguente isolamento internazionale, costrinse Mussolini a dare mandato all’ Agip di vendere la quota maggioritaria nella Mosul Oil Fields.

L’errore italiano fu quello della imitazione di un modello colonialista che Francia, Inghilterra e America stavano invece abbandonando, proseguendo sulla strada di un diretto e meno costoso controllo delle risorse energetiche piuttosto dell’effettivo e costosissimo controllo dei territori che ne erano ricchi.

Il “sacro egoismo” italiano di territori ci privò sfortunatamente del petrolio che quei territori nascondevano.
Qui inizia il percorso che portò Mussolini a scegliere di entrare in guerra al fianco di Hitler piuttosto che al fianco di Churchill.

Mussolini tenterà inutilmente ancora due carte successivamente per ottenere l’indipendenza petrolifera:

– il sostegno agli indipendentisti iracheni nel 1941, che fallirono nella sollevazione e furono sconfitti dagli inglesi, sostegno che avrebbe portato allo sfruttamento dei pozzi petroliferi di Quayara, nella regione di Mossul.

– il sostegno all’organizzazione “Tetri Giorgi” (Georgia bianca, finanziata e sostenuta da Mussolini) che era una organizzazione politica formata nel 1924 da emigranti georgiani che aveva come principale scopo la liberazione della Georgia dall’occupazione societica e che interessava all’Italia per il controllo del porto di Batumi, scalo strategico sul Mar Nero dei flussi di petrolio che venivano estratti dal Mar Caspio e dell’ Iraq.

Dopo questo rapido quanto inesauriente escursus, torniamo alla domanda fatale:

perché Mussolini si alleò con Hitler, trascinando l’Italia e tutto il mondo in una guerra totale?

Perché nonostante il grande lavoro di “salvatore della pace” di Mussolini, l’italia restava comunque esclusa dal giro delle grandi potenze che gestivano il petrolio nel mondo e perché Hitler, propose l’entrata in guerra dell’Italia al fianco della Germania come prezzo di questa indipendenza:

il petrolio a condizione di una guerra.

Se Churchill avesse garantito un accesso privilegiato all’Italia al petrolio invece di Hitler, noi non avremmo perso una dolorosa e sanguinosa guerra.

Non cercate riscontri a questa frase nei libri di storia e nei giornali: non ne troverete.

Forse Churchill non si fidava completamente della lealtà italiana o forse Hitler fu semplicemente più furbo di tutti.

Ma è la garanzia tedesca all’Italia fascista di una indipendenza energetica la goccia che fece traboccare e rompere il vaso italiano, fu la speranza italiana di sostituire Francia e Inghilterra nella gestione globale delle risorse petrolifere, il vero motivo della infelice scelta italiana.

Mussolini pensò alla egemonia italiana in europa senza un intervento americano nel conflitto.

Ma le speranze di Mussolini si infransero sui sogni onirici ed ormai folli di Adolf Hitler, che rispose a muso duro alle critiche avanzate da Mussolini sulla ripresa delle ostilità tedesche nel gennaio 1940:

“O con noi, o sarete relegato a un ruolo subalterno”.

Il sogno fascista della crescita di una Italia che fosse un grande potenza mondiale si infrange sulla scelta:

o subalterni a Francia, Inghilterra e America ovvero subalterni alla egemonia tedesca.

In ogni caso, subalterni.

Mussolini inseguì ancora il suo sogno e scelse chi garantiva di più, senza pensare al prezzo da pagare ed accettò l’offerta di Hitler:

l’Italia ha un debito enorme con la Romania (a causa del petrolio acquistato dall’Italia in una delle più importanti zone di produzione petrolifera dell’epoca, Ploiești), ebbene, la Germania invaderà la Romania e cancellerà quel debito se l’Italia entrerà in guerra con la Germania.

Ecco la goccia che fece traboccare il vaso di Mussolini nel vaso di Hitler invece che in quello di Sir Winston Leonard Spencer Churchill.

Ancora e come sempre, una goccia di petrolio in un mare di assetati.

Ma la storia non finisce qui.

Ecco l’epopea italiana dell’Agip di Enrico Mattei (Acqualagna, 29 aprile 1906 – Bascapè, 27 ottobre 1962).

L’Agip raccolta da Mattei è un involucro vuoto, improduttivo, con nessuna influenza nel mercato degli idrocarburi, mercato controllato dalle cosidette “sette sorelle”, termine “inventato” da Mattei per definire le sette società petrolifere più ricche del mondo che ne detenevano un sostanziale monopolio mondiale.

Esse erano:

1.Standard Oil of New Jersey, successivamente trasformatasi in Esso (poi Exxon negli USA) e in seguito fusa con la Mobil per diventare ExxonMobil – Americana;
2.Royal Dutch Shell – Anglo-Olandese;
3.Anglo-Persian Oil Company, successivamente trasformatasi in British Petroleum e ora nota come BP – Britannica;
4.Standard Oil of New York, successivamente trasformatasi in Mobil e in seguito fusa con la Exxon per diventare ExxonMobil – Americana;
5.Texaco, successivamente fusa con la Chevron per diventare ChevronTexaco – Americana;
6.Standard Oil of California (Socal), successivamente trasformatasi in Chevron, ora ChevronTexaco – Americana;
7.Gulf Oil, in buona parte confluita nella Chevron – Americana.

Notate che, in pratica, si tratta dello stesso cartello che dovette affrontare l’Italia fascista, lo stesso cartello che impedì all’Italia di ottenere una indipendenza energetica, il cartello dei vincitori.

E l’Agip comincia ad estrarre petrolio (poco) e metano in Val Padana.

Le sette sorelle sono attratte da questi ritrovamenti, che come nel caso del petrolio, vengono abilmente utilizzati da Mattei come specchietto per le allodole e prontamente difese e tutelate.

Mattei usa metodi spicci e crea un gruppo di lavoro formato da fedeli collaboratori di Matelica, ex appartenenti alla resistenza ed ex appartenenti alle forze dell’ordine.

Dirà lui stesso di aver violato almeno 8.000 fra leggi, leggine e ordinanze per ossequiare il suo:

“fare prima, discutere poi” (un decisionismo che ritroviamo nel passato mussoliniano e nel presente berlusconiano).

Ed è un successo.

Costruisce metanodotti, una distribuzione di benzina di prima qualità associata a servizi igenici associati sempre puliti, con pompe all’avanguardia e servizi gratuiti come la pulitura dei vetri, il controllo dei liquidi del motore e della pressione dei pneumatici.

Avvia una politica di prezzi bassi per la benzina e produce fertilizzanti prodotti dal metano con un ribasso del 70% del prezzo d’acquisto.

Fonda l’Ente Nazionale Idrocarburi (E.N.I.) di cui diviene presidente nel 1952.

L’11 gennaio 1957 riesce a far approvare una legge che dona ampia autonomia d’azione all’ENI, sia dentro che fuori dal paese.

Il successo continua.

Mattei attacca frontalmente il cartello delle sette sorelle nel suo core business:

l’estrazione petrolifera.

Offre ai paesi produttori di petrolio joint venture societarie che prevedono una partecipazione dell’Agip al 49% e al 51% del paese che gode dei giacimenti petroliferi, contro il contratto capestro offerto dalle sette sorelle che prevede una partecipazione agli utili dell’1% al paese produttore (che generalmente finisce nelle tasche dei loro governanti e non del popolo) e del 99% per loro.

Inoltre Mattei aumenta la cooperazione offrendo una partecipazione occupazionale del lavoro meno qualificato al paese produttore ed un contributo di know how specializzato da parte italiana.

E funziona, eccome se funziona.

L’Italia diviene il maggior produttore di sonde ad alta qualità per l’estrazione petrolifera.

Ma l’azione di Mattei non è solo imprenditoriale, va oltre gli affari, e punta alla promozione di una federazione fra Marocco, Algeria, Tunisia e Libia.

E non è solo un settore ad interessarlo:

l’ENI acquista la Lanerossi ed invade il settore tessile e del vetro, oltre che della meccanica di qualità.

Mentre i metanodotti italiani si snodano fra:

Costa d’Avorio, Etiopia, Marocco, Senegal, Ghana, Somalia, Tunisia, Sudan, Libano, Giordania, India, Iran, Iraq, Pakistan, Argentina.

Stringe accordi con la Cina per la consegna di fertilizzanti e con la Russia dove scambia petrolio con gomma sintetica, tubi e apparecchiature elettroniche a tecnologia avanzata per la ricerca e l’estrazione.

Anche la stessa nascita dell’OPEC in quegli anni, non può essere definita “estranea” all’azione di Mattei.

Nel 1961 sbarca a Bari la prima petroliera con petrolio prodotto in Iran.

Ormai Mattei governa interessi in tutto il mondo, da lavoro ad oltre 55.000 persone, possiede 15 petroliere ed investe in termini di centinaia di miliardi e procura utili che vanno molto oltre le cifre isciritte a piè del bilancio ENI.

Il 27 ottobre 1962, Enrico Mattei perde la vita in un incidente che non pare affatto un incidente e che puzza di mafia siciliana e di tutela di interessi affatto italiani.

E’ la fine di una epopea che porta l’Italia a soddisfare completamente il suo fabbisogno petrolifero e di gas e che ne fa addirittura un esportatore.

E’ la realizzazione, drammaticamente interrotta del sogno di Benito Mussolini.

Nelle dichiarazioni di Benito Livigni, Assistente personale di Enrico Mattei, leggiamo lo smembramento di questa enorme risorsa creata da Mattei, assistiamo inermi alla follia suicida che ucciderà l’autonomia e la indipendenza italiana nel settore degli idrocarburi e dei suoi derivati.

Nel 1994 viene privatizzata l’ENI, società con struttura anglosassone, integrata con il tessile, il minerario, la tecnologia avanzata, le telecomunicazione.

Viene smembrato l’ENI, chiusa la chimica di base dell’ENI, disgregato il tessile, snaturata la Nuovo Pignone.

Il 70% del pacchetto ENI è in mano ai fondi americani.

Il resto di questo scempio, di questa carneficina, fa perdere in un sol colpo il 36% del PIL italiano.

100.000.000.000.000 di patrimonio ENI (due centri turistici, 2.600 palazzi, il palazzo di vetro dell’ENI, etc) viene ceduto ad un fondo gestito dalla Goldman Sachs, operazione condotta dal governo Amato e dal suo ministro dell’economia Ciampi (che diverrà immediatamente dopo presidente della repubblica) e dal presidente del comitato per le privatizzazioni Mario Draghi, che verrà successivamente chiamato alla carica di Vicepresidente Goldman Sachs prima, Governatore della Banca d’Italia poi ed in seguito, alla guida della Banca Centrale Europea.

La banca d’affari Goldman Sachs è una delle prime al mondo e incontra spesso e volentieri i destini della casta politica, e non solo di quella italiana.

Ecco alcuni esempi:

Romano Prodi, da consulente Goldman Sachs a Presidente del Consiglio in Italia
Mario Draghi, da Vicepresidente Goldman Sachs a Governatore della Banca d’Italia
Mario Monti, dalla Commissione Europea sulla concorrenza alla Goldman Sachs
Massimo Tononi, dalla Goldman Sachs di Londra a sottosegretario all’Economia nel governo Prodi del 2006
Gianni Letta, membro dell’Advisory Board di GS è nominato sottosegretario alla Presidenza del Consiglio del governo Berlusconi (2008)
Robert Rubin, da dirigente Goldman Sachs a segretario al Tesoro presidenza Clinton
Henry M. Paulson, da vice Presidente di Goldman Sachs a Segretario al Tesoro sotto presidenza G.W. Bush
Robert Zoellich, da dirigente Goldman Sachs a vicesegretario U.S.A.
William Dudley, da dirigente della Goldman Sachs a capo della Federal Reserve Bank di New York, il distretto principale azionista della Federal Reserve
Paul Thain, da Presidente Goldman Sachs nel 2003 a capo del New York Stock Exchange
Philip D. Murphy, da presidente Goldman Sachs in Asia a Responsabile per la raccolta fondi per il Partito Democratico U.S.A.
Joshua Bolten, da dirigente Goldman Sachs, a capo del gabinetto dell Casa Bianca
Gary Gensler, sottosegretario al tesoro
Jon Corzine, da ex presidente Goldman Sachs a Governatore del New Jersey

Una cosa è certa:

se esistessero veramente i cerchi sovrastrutturali di cui si narra spesso, questi cerchi non potrebbero fare a meno di una struttura come questa banca d’affari per influenzare la politica mondiale.

E viceversa.

L’epopea berlusconiana.

Nasce un nuovo imprenditore italiano, è intelligente e punta tutto sul mezzo di comunicazione di massa:

la televisione.

Intraprende una lotta imprenditoriale simile a quella di Mattei, i cui risvolti, non possono essere meramente limitati al normale svolgimento di una impresa d’affari.

Silvio Berlusconi va oltre gli affari e regala agli italiani la prima televisione commerciale nazionale, Canale 5, spezzando così il monopolio dello stato ( e della casta politica) nel settore mediatico, fatto che certi poteri, non gli hanno mai perdonato.

Berlusconi va avanti, diviene il primo imprenditore televisivo italiano ed intraprende la scalata europea approfittando della concessione di due nuove licenze gratuite nella Francia di Mitterand.

Nasce “La Cinq” con l’obiettivo dichiarato di esportare il modello vincente del canale 5 italiano.

Ma viene fermato.

L’avventura francese durerà poco (dal 20 febbraio 1986 al 12 aprile 1992).

Nonostante la copertura dell’80% del territorio francese, la scalata sino alla terza posizione nazionale con il 10,9% degli ascolti e l’avvio di originali format informativi (“Le journal permanent” l’antesignano del “Prima Pagina” italiano, con notizie ogni 15 minuti, la conduzione uomo-donna, il faccia a faccia (“Face à France”) domenicale fra un politico e comuni cittadini scelti dalla società di sondaggi Ipsos, ed il “duello”, che chiudeva le notizie delle 12.45, e a cui prese parte Nicolas Sarkozy) La Cinq, dopo notevoli vicissitudini ed un bilancio in forte perdita, chiuderà i battenti.

Sarà Bourret (il socio francese de La Cinq) ad annunciare che il canale televisivo morirà, parlando poi di pressioni politiche ed economiche volte a “uccidere” il canale.

E torna ancora una volta il mito dei cerchi sovrastrutturali, le banche, il mondo finanziario.

Berlusconi capisce che il contrasto al suo gruppo non si fermerà qui e dopo la caduta verticale della terza via socialista craxiana, fonda un partito politico, scende in campo.

E’ l’era del riformismo, quello vero, è l’era del federalismo fiscale, è l’era di un ritorno al successo internazionale dell’Italia.

Oggi Berlusconi può contare su patti politici che garantiscono l’Italia a livello europeo (il duopolio franco-tedesco), ma fa di più, ed insegue il sogno mussoliniano e matteiano:

l’indipendenza del paese dal fabbisogno energetico e del petrolio.

Ed ecco il patto con la Russia di Vladimir Vladimirovic Putin, con la Libia del Mu’ammar Abu Minyar al-Qadhdhafi, con il Brasile di Luiz Inácio Lula da Silva, tutti leader di paesi produttori ed esportatori di petrolio e di gas.

Ma, esistono ancora le sette sorelle?

Certo che esistono, ma sono cambiate nel frattempo, ed eccole nella classifica del 2007 redatta dal Financial Times:

1.Saudi Aramco ( Arabia Saudita)
2.JSC Gazprom ( Russia)
3.China National Petroleum Corporation ( Cina)
4.National Iranian Oil Company ( Iran)
5.Petróleos de Venezuela S.A. ( Venezuela)
6.Petrobras ( Brasile)
7.Petronas ( Malesia)

Come vedete, il fronte anglo-americano è scomparso e spuntano i nomi di produttori mondiali con cui il cavalier Berlusconi ha sapientemente coltivato patti di amicizia.

Ma restano in mano a questo fronte, le maggiori banche d’affari mondiali, quelle banche che porteranno disgraziatamente alla più grande e grave crisi finanziaria mondiale, banche d’affari, che continuano a condizionare le scelte dei governi mondiali.

E’ il secondo atto della trasformazione di questi poteri sovrastrutturali:

dapprima abbandonano il colonialismo dei territori in virtù del mero controllo delle risorse dei territori mondiali, ed ora abbandonano il diretto controllo delle fonti energetiche in virtù del controllo finanziario globale, condizionante ogni momento ed ogni settore strategico del mercato mondiale, ivi comprese, le scalate politiche e le scelte dei governi, considerati amici o nemici che siano.

Ma per l’italia, è ancor oggi la necessità di indipendenza energetica a tenere banco, compresa la fonte nucleare che il Berlusconi tenta di inserire come fattore energetico determinante nel disperato bisogno energetico italiano.

La storia è quella dei nostri giorni:

lo scissionismo politico finiano, lo scandalismo alla D’addario, il dossieraggio e, ancora una volta, i cerchi sovrastrutturali, quei poteri che contrastano da sempre l’emersione dell’Italia nel firmamento delle grandi potenze mondiali, a pieno titolo, in piena dignità.

Il percorso del movimento politico della Lega Nord nella storia italiana di questi anni, non è affatto secondario, anzi.

E’ un percorso fatto di nuovo metodo politico meno formalista e più sostanziale, è la testimonianza politica comportamentale che negli ultimi venti anni ha modificato e riformato il paese come mai prima e che ha consentito al decisionismo berlusconiano (figlio di quel “fare prima, discutere poi” di Enrico Mattei che da tanto fastidio ai finiani della restaurazione dei poteri slegati dal consenso popolare) di adeguare il paese reale allo stato di diritto, agganciando come non mai, il metodo democratico del consenso popolare con le scelte dell’esecutivo.

Ed è proprio “popolare” il termine più indicato per identificare il movimento della Lega Nord.

Eppure, poteri mai pubblici, tentano di contastare questa nuova quanto antica via che conduce al riscatto italiano.

Ma, chi e cosa sono questi poteri che sovrastano gli interessi del popolo italiano e del suo governo?

Non si sa, ma a me va di fare un piccolo elenco di potenziali interessi.

Forse coincidono con quei famigerati “cerchi sovrastrutturali”, forse no, non lo sappiamo.

Ma rileviamo una serie di analoghe coincidenze.

Pare che si muovano interessi americani in questi giorni, contro Berlusconi.

Io li definirei ovvi ed evidenti, visto che il padre padrone delle televisioni americane (e non solo quelle) che tenta l’invasione del mercato italiano si chiama Rupert Dylan Murdoch, imprenditore e produttore televisivo australiano naturalizzato americano, che con la News Corporation, monopolizza il mercato dei mezzi di comunicazione di massa mondiale.

Così torna un interesse americano a pesare sulle vicende di casa nostra, interesse che non è confutabile, in quanto l’elenco dei finanziatori della campagna elettorale del 2008 che condusse Barack Hussein Obama II alla poltrona di presidente degli Stati Uniti d’America, non è mai stato reso pubblico.

Anche l’interesse negli states mostrato da gruppi imprenditoriali italiani da sempre avversi alla epopea berlusconiana offre il fianco a considerazioni e domande:

– perchè il gruppo Fiat (guidato dall’AD Marchionne e precedentemente dal dirigente d’azienda Luca Cordero di Montezemolo – dal 2004 al 2010 -) investe e conseguentemente ottiene finanziamenti dalla presidenza Obama per salvare il gruppo automobilistico Chrysler, quando il gruppo che conta quasi 50.000 dipendenti è in enormi difficoltà in Italia?

– perchè allorquando la Fiat decide di avviare un rinnovamento gestionale profondo nel settore automobilistico italian, il suo alfiere Montezemolo lascia la guida Fiat e nasce il “pugile” Marchionne?

Forse nel futuro di Montezemolo si aspira alla premiership italiana?

Forse le scelte impopolari di Fiat in Italia non dovevano ricadere su chi la popolarità la desidera “ripulita” dall’altra faccia della medaglia del riformismo?

Forse l’avventura della Fiat di Montezemolo nell’America di Barak Obama si connette a poteri sovrastrutturali che tentano di condizionare e di piegare il governo italiano sino alle dimissioni del premier Berlusconi?

E’ come sempre, una storia fatta di potere e di interessi quella umana, certamente.

Ma una cosa è certa:

quella linea, quel filo che collega i momenti storici di un “certo socialismo” che va dal fascismo di Mussolini a quella famosa “terza via” sognata e realizzata da De Gasperi e Mattei, che va da quel socialismo che diviene “terza via” politica che sblocca il sistema della democrazia bloccata e sdogana la nuova destra del tradimento storico finiano e la nuova sinistra del’incapacità di perseguire gli interessi di quel “popolo” che pretendeva di rappresentare, quel filo che lega “un certo modo di difendere e tutelare gli interessi italiani” e che conduce alla storia contemporanea dell’uomo imprenditore e dell’uomo politico Berlusconi, ebbene, quel filo, quella storia, quella aspirazione di tutela degli interessi italiani, si scontra spesso e volentieri con “certo modo di fare politica” che in qualche modo è collegato (se mi chiedete come, non so spiegarlo) a quei poteri sovrastrutturali che hanno sempre negato all’Italia la piena dignità e l’indipenenza energetica, economica e soprattutto, politica.

Non è scritto che in alcuni libri di storici contemporanei che quel filo esiste, che quel filo che collega gli interessi del popolo a quelli della nazione, traccia il percorso di personalità storiche il cui destino è sempre più cristiano, poiché essi finiscono tutti “crocifissi” alla difesa e alla tutela degli interessi del popolo.

Ed è scritto qui, in questo lungo e un po’ folle ripercorrere la storia italiana che, questi uomini, questi grandi uomini, trovano un contrasto forte e potente in quella famiglia che di sorelle ne ha tante, sorelle che da ricche petroliere, si sono trasformate in ricche banchiere, senza perdere il pessimo vizio di influire sulla storia e sugli interessi di questo paese.

Ed è scritto nella storia degli ultimi lustri che la difesa degli interessi italiani passa solo nella difesa di quel nuovo principio politico della “territorialità”, di quella identità territoriale qualcuno tenta di far passare come elemento di divisione del paese, ma che invece è esso stesso, l’unica salvezza della integrità di questo paese.

Ma guai a dirlo.

Guai a dire che gli americani sono dei razzisti perchè controllano i flussi migratori dal Messico e da tutti i paesi mondiali con un metodo molto deciso e perentorio.

I “razzisti” per certi poteri, sono sempre gli altri.

Con buona pace di quei traditori e di quei venduti agli interessi non italiani.

E andiamo avanti, sempre avanti.

Avanti!

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X