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Art 1 costituzione: La sovranità appartiene al popolo

lunedì, 24 novembre 2014

Nelle regionali 2014 votate ieri in Calabria ed Emilia Romagna, un terzo degli italiani si è recato a votare.

Due terzi dei cittadini italiani hanno rifiutato la delega di sovranità popolare a questo stato antidemocratico, fallito, parassita, assai corrotto e mafioso.

Articolo 1 della costituzione italiana:

L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.

La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

Possiamo riscrivere questo articolo partendo dalla situazione di fatto e di diritto così come è decaduta oggi:

L’Italia è una Repubblica anti-democratica, affondata sul lavoro.

La sovranità appartiene al popolo, che non la esercita e ne viene defraudato e derubato nelle forme e nei limiti della legge dalla casta politico-istituzionale che è anti-costituzionale.

Con la negazione della delega di sovranità del popolo sovrano allo stato anti-democratico italiano, si stabilisce e si afferma che:

(1)
le leggi elettorali-truffa hanno il solo fine di usurpare il Popolo della sua propria e indivisibile sovranità popolare e di garantire una legittimità istituzionale e costituzionale del tutto formale, con la complicità vile, traditrice e criminale delle istituzioni che avevano giurato di difendere e di fare osservare la costituzione e l’hanno invece travisata e distrutta nella sua applicazione nella realtà, garantendo e difendendo solo criminali, delinquenti, mafiosi, corrotti, corruttori, evasori, elusori e usurai e massacrando il popolo dei lavoratori, delle famiglie e delle imprese;

(2)
la casta governa a tutela esclusiva del crimine e abusa del potere pubblico rivestito per arricchirsi in continui conflitti di interessi privati e personali con interessi pubblici e statali;

(3)
la casta, in accordo con le organizzazioni mafiose definito in trattative continuate e aggravate con le mafie, ha tradito lo stato ed il giuramento di fedeltà ad esso consentendo alle mafie di divenire più forti dello stato stesso, firmando in definitiva, una resa senza condizioni dello Stato all’anti-stato, della Legalità alla illegalità, della democrazia alla dittaura del più forte, del male assoluto;

(4)
tale condizione di tradimento ha allontanato la stragrande maggioranza dei cittadini italiani dal consegnare la delega di sovranità alla partitocrazia e alla truffa politico-istituzionale vigente che ha esiliato le migliori menti, le migliori gambe e le migliori braccia italiane al fine di favorire il dominio mafioso, ricevendone in cambio arricchimento e potere sottoforma di corruzione, concussione abuso d’ufficio e di potere pubblico, piegato a interessi particolari e illegali, anziché generali e legali.

Il gioco della casta è scoperto, la sovranità resta nelle mani del popolo che la eserciterà molto probabilmente in polizia del popolo, tribunali del popolo, governo dle popolo.

Lo stato è delegittimato, fallito e indirizzato da interessi antitetici con quelli del popolo italiano.

Occorre immediatamente dichiarare lo Stato di Emergenza,
azzerare ogni pubblica amministrazione che non sia un servizio fondamentale,
istituire il reato di comportamento mafioso e punirlo insieme ai reati di corruzione, concussione, abuso di potere pubblico, abuso d’ufficio pubblico, evasione fiscale grave e l’usura con al pena di morte.

Questo stato è mafioso e corrotto e non può essere né salvato, né riformato, né cambiato.

Urge azzerare questo stato e costituirne un altro stato, un nuovo stato che sia intransigente e perentorio nell’affermare la Sicurezza interna ed esterna del Paese Reale, nell’assicurare Giustizia, nel curare la salute pubblica, nell’offrire servizi fondamentali accessibili, reali ed economici ai cittadini.

L’Italia e gli italiani ha bisogno di affermare che i migliori italiani devono restare e non essere esiliati, emarginati e mortificati, che chi sbaglia e non osserva la legge non vince, ma paga, che il merito e l’onestà siano valori che nessuna laurea regalata, comprata o scambiata possa limitare, che nessuna raccomandazione politica o condizionamento mafioso e/o straniero possa prevalere sulle imprese e sulle famiglie, che la Libertà tornerà a vivere in questo paese, solo a condizione che si torni a difendere Abele e non caino.

Non voglio più vedere prevalere la cialtroneria di ignoranti travestiti da professori universitari affermare che, l’astensionismo elettorale è frutto del benessere generato dalla democraiza, poiché è vero l’esatto contrario e che il perdono sia la chiave per il recupero di criminali irrecuperabili.

Non voglio più vedere giudici asserviti, ricattati, corrotti dalla casta politica o dalle mafie, ma liberi arbitri ed esecutori fedeli della legge e della amministrazione della giustizia.

Non voglio più vedere forze di polizia e forze militari svuotate o limitate nei poteri, male organizzate, malformate, malpagate e costrette a rincorrere una giustizia che libera i delinquenti più rapidamente di quanto loro non riescano a metterne in galera.

Non voglio più vedere parassiti pubblici fancazzisti che dimostrano il loro strapotere abusando di tutto e di tutti, dimenticando che essi sono al servizio, sono servitori del popolo, non asserviti a caste, corporazioni ed organizzazioni mafiose e criminali, antidemocratiche e liberticide.

Lo stato è stato desovranizzato, deligittimato e nessuna legittimazione formale riuscirà a contenere la mia indignazione e l’indignazione di un intero popolo sottomesso al male assoluto.

Basta:

il magna magna generale è finito, è venuto il momento di saldare il conto con l’oste della storia.

Buffoni di corte:

andate a fare in culo tutti quanti, luridi cenci mafiosi, porci corrotti di merda.

Gustavo Gesualdo
alias Il Cittadino “X”
alias Maximilien-François-Marie-Isidore de Robespierre
detto l’Incorruttibile