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La Forza è l’unica ricchezza possibile

venerdì, 18 ottobre 2013

Esiste in questa umanità una cosa che è alla base di tutta la vite di ogni singolo essere umano come di ogni comunità su questa terra.

Questa cosa è la forza.

Se siete forti, sarete sicuri e ricchi, ben difesi e confortati dal benessere.

Se siete deboli, farete la sicurezza e la ricchezza degli altri, il benessere e il conforto degli altri.

Ora, parafrasiamo e trasferiamo questo concetto nel sistema italiano, che è il sistema più stupido, autolesionista, vile e debole del mondo.

Attraverso una costituzione-idiozia che frammenta in mille rivoli il potere pubblico in modo da non renderlo esercitabile, l’Italia diviene un paese debolmente rappresentato, affatto forte, che fa la forza e la ricchezza degli altri stati con cui viene in contatto mentre produce per i propri cittadini miseria e debolezza.

Questa è l’idaglia degli idagliani, uno stato talmente debole e vile da dover difendere la viltà estrema del proprio capo dello stato con il reato del vilipendio:

poiché è scelto vile e debole fra vili e deboli selezionati da 65 anni di democrazia bloccata dalla viltà e tre repubbliche delle mafie e delle corruzioni, nessuno e per dettato costituzionale, può definire vile il capo di questo stato.

Evidentemente, il non comprendere queste elementari regole di vita umana, fa degli idagliani un popolo di malati di immobilismo, di poveri disgraziati senza un futuro, nessun futuro.

Chi difende questa costituzione-idiozia dovrebbe invece abbatterla con i martelli ed i picconi così come è stato abbattuto il muro di Berlino per liberarsi di un vincolo che condanna alla debolezza.

Ma il popolo idagliano è troppo vile anche solo per questo:

è stato selezionato con certosina programmazione proprio per essere debole, esiliando di fatto le migliori volontà, le più grandi intelligenze, le migliori braccia e le migliori gambe che la genetica italica crea per selezionare invece generazioni di classi dirigenti di perfetti idioti e di vili, al servizio della forza, degli interessi e della ricchezza dei non italiani.

E allora gli idagliani nascono, vivono e muoiono vili, deboli e miserabili, sempre vinti e mai vincitori:

questo è il destino ed il futuro che gli idagliani si sono costruiti, che difendono e che meritano.

Eppure i segnali che provengono dal mondo esterno sono molto chiari:

paesi viziosi, sbarazzatevi delle costituzioni anti-fasciste.

E invece, gli idagliani difendono la costituzione e criminalizzano la forza, qualunque forza, compresa e per prima la propria.

Criminalizzano sia la forza pubblica che la forza privata dimenticando che queste forze sono entrambe italiane e che più potenti saranno queste forze, più potranno prevalere essi in un mondo sempre più globalizzato e potente.

Come se in una corsa di cavalli uno scommettitore scommettesse sempre e solamente sul cavallo più debole:

non potrà che perdere, perdere sempre e perdere solamente.

Più stupidi (o interessati?) di così, non è possibile.

Ma che popolo di sfigati, di autolesionisti di perdenti.

Gustavo Gesualdo

La truffa istituzionale alla napoletana è servita

domenica, 13 ottobre 2013
Ha sempre avuto ragione chi li chiama Ladri

Ha sempre avuto ragione chi li chiama Ladri

Il capo dello stato napolitano giorgio chiede contestualmente di:

- eliminare la piaga del lavoro e nero;

- deliberare una amnistia (toglie pena e cancella reato = non sono più pregiudicati).

Adesso vi spiego dov’è il trucco e la truffa alla napoletana:

con l’amnistia napolitano elimina pena e reato proprio per quei reati che sono alla base della immigrazione clandestina e del mondo del lavoro nero.

Capito chi è questo signore e cosa fa?

Con una mano toglie e con una mano restituisce quel che ha tolto.

Chiede l’eliminazione del lavoro nero e contemporaneamente spezza la daga che punisce i criminali che traggono profitto dal lavoro nero impedendo che vengano puniti.

Il peggiore capo dello stato della storia italiana, senzadubbiamente.

Il premier italiano letta enrico sostiene decisamente le tesi del napoletano del colle e dichiara che le priorità del governo italiano sono immigrati e lavoro nero.

L’impegno del governo italiano preso con il capo dello stato italiano è quindi quello di dare priorità a carcerati, delinquenti, criminali, mafiosi, corrotti, omicidi, stupratori, immigrati clandestini ed extra-comunitari.

Non è priorità osservata dal governo e dal capo dello stato la crisi economica e sociale e che miete suicidi di cittadini italiani vinti e sopraffatti dai danni della depressione, lasciati soli e traditi dalle istituzioni italiane e senza alcun aiuto, supporto o conforto.

La competitività italiana non è priorità del governo, il contrasto alla criminalità non è priorità del governo, il disastro compiuto dalla casta politica che uccide il paese, la sua economia, la sua ricchezza ed il suo benessere non sono priorità per il governo italiano e per il capo dello stato italiano.

Le istituzioni del tradimento si mostrano senza pietà alcuna, senza responsabilità, cieche e sorde al grido di dolore del popolo sovrano italiano che chiede liberalizzazioni, chiede riforme del mondo del lavoro e della produttività, chiede lavoro vero, non lavoro nero e non posti di lavoro finti per parassiti raccomandati che aumentano solo l’inefficienza della Pubblica Amministrazione, la Spesa Pubblica e il Debito Pubblico.

Ma queste istituzioni sono la casta politica, sono quella partitocrazia che vive di clientela politica e non di merito.

Queste istituzioni prendono solo tempo nella unica speranza che la crisi passi da sola, poiché loro non sono proprio capaci di risolverla, di governarla, non si mostrano all’altezza di difendere il popolo dei cittadini-lavoratori dai danni causati dalla depressione economica, sociale e mentale.

Lo slogan di questa casta resta sempre il medesimo:

Non sei gay?
Non sei clandestino?
Non sei mafioso?
Non sei corrotto?
La tua pelle è bianca?
Beh, lo stato idagliano ha un messaggio per te:
DE V I M O R I R E.

Siamo oltre ogni umana, civile e civica sopportazione di una classe dirigente così spaventosamente egoista e clientelare, così apertamente schierata a favore della illegalità e del disordine pubblico, così determinata a mantenere per se e per i propri complici e raccomandati tutti i privilegi acquisiti e altrettanto determinata a impoverire e massacrare il popolo delle famiglie e delle aziende, dei cittadini lavoratori, dei cittadini imprenditori, dei cittadini studenti e dei cittadini che sono schierati dalla parte della legalità.

Questa casta deve finire per garantire la sopravvivenza dello stato italiano e del paese reale.

Deve sparire, In un modo o nell’altro.

Questa truffa istituzionale alla napoletana deve finire, in ogni modo.

Le classi dirigenti italiane dell’abuso del potere pubblico italiano sono associate a delinquere contro la tutela e la difesa degli interessi del popolo sovrano.

Ha sempre avuto ragione chi li chiama : L A D R I.

Ladri di diritti e di libertà, ladri di benssere e di ricchezza, ladri di democrazia e di partecipazione.

Gustavo Gesualdo, alias Il Cittadino X

Il piano segreto di Enrico Letta

martedì, 25 giugno 2013

Non Sento, Non Vedo, Non Parlo

Vi svelo il piano segreto che il premier Letta impone all’Italia e agli italiani:

sopravvivere.

La casta del nulla politico PD + PDL, dopo aver sgovernato il paese durante tutta la seconda repubblica italiana si ripresenta compatta, unita e come al solito gravemente scorretta sul palco del teatro della partitocrazia italiana.

A Enrico Letta serve tempo e ne prende a dismisura, rinviando gli accapi più importanti, determinanti e qualificanti del programma di governo.

Letta junior ha bisogni di eliminare le prove della origine politica, sindacale, burocratica e partitocratica alla crisi che l’Italia vive in modo grave e serio.

Letta e Berlusconi devono mantenere ed occupare il potere per impedire a Beppe Grillo di scoprire le carte delle mafie che infiltrano, ricattano, affiliano, guidano ed indirizzano le istituzioni democratiche, deve assicurarsi che nessuno possa rendere pubbliche le prove che la casta politica è responsabile primaria ed assoluta della svendita del paese reale e dello stato di diritto alle organizzazioni mafiose, alla corruzione politica e burocratica, alla usura bancaria e mafiosa, ad una evasione fiscale che impone con l’abuso della forza e del potere pubblico l’obbligatorietà di contribuzione fiscale esclusivamente ai ceti più deboli, a quei lavoratori dipendenti pubblici e privati e a quei pensionati cui lo stato impedisce la libertà di evadere le tasse prelevandole forzosamente alla fonte, unico caso al mondo di limitazione della libertà di non contribuire volontariamente al fisco riservata a classi sociali, economiche e del lavoro ben determinate ed individuate, in modo da poter garantire esclusivamente l’arricchimento indiscriminato dei ceti ricchi a cagione e danno dei ceti poveri.

E la chiamano democrazia.

In una democrazia non si consente ad un Capo dello stato coinvolto in un gravissimo scandalo di svendita del potere statale e di alto tradimento nei confronti del popolo sovrano e delle istituzioni democratiche di imporre la distruzione delle prove che lo possano scagionare o accusare di trattativa diretta con le mafie a scopo terroristico ed eversivo.

In una democrazia non si consente una continua litania della deresponsabilizzazione politica e burocratica, tale e tanta da rendere ingovernabile alcunché sia pubblico potere, volutamente, per poter imbrigliare libertà e democrazia e far vincere ed imperare un corpo dirigente assai mafioso e corrotto, colpevole di volontario fallimento dello stato di diritto e del paese reale, al fine di continuare ad assoggettare il primo ed il secondo alla proditoria, proterva, ignorante ed arrogante prepotenza di classi dirigenti che sono solo da fucilare, senza alcun processo, in luogo pubblico.

Ciechi e sordi ai continui richiami della Germania, della Unione Europea, dei paesi virtuosi nord europei, delle ultime esternazioni di J.P. Morgan, della FED, del FMI e di tutte le sovrastrutture finanziarie mondiali, codeste tre scimmiette del “non vedo, non sento, non parlo” sgovernano fra gli scandali del ministro J. o del ministro K., che attaccano proditoriamente il tessuto e l’unità della cittadinanza italiana e del popolo sovrano nel colpevole silenzio delle massime istituzioni repubblicane:

una condizione di continuo scandalo e di emergenza democratica, condizione ormai divenuta insostenibile, irricevibile, inaccetabile, imprescrivibile.

Il piano segreto del governo dei rinvii e dell’immobilismo predisposti e realizzati da un finto fuoco incrociato fra PD e PDL che fa sembrare centrale il perno IVA-IMU e tende invece a far dimenticare le vere ed autentiche emergenze del paese:

eliminazione del cuneo fiscale, imposizione di nuove tassazioni patrimoniali e finanziare, eliminazione delle organizzazioni mafiose, risoluzione della questione morale, risoluzione della questione meridionale, risoluzione della questione settentrionale, assicurare giustizia certa e tempestiva, diritto certo e punizione certa, garantire sicurezza, giustizia e legalità a tutti indistintamente dalla appartenenza a corporazioni mafiose, liberalizzazione dei meccanismi che impediscono al mondo del lavoro italiano di essere competitivo con il mondo del lavoro e della produzione globalizzato.

Ecco il piano segreto della casta ed il programma di sgoverno di Enrico Letta:

sopravvivere, sopravvivere, sopravvivere, anche a costo di suicidare il paese reale e tradire ancora una volta, per l’ennesima volta, lo stato e le istituzioni democratiche, il popolo sovrano ed il paese reale, le famiglie e le aziende italiane.

In poche parole, questi inetti, questi inutili, questi incapaci idioti tirano solamente a campare, superare l’estate, anche e soprattutto in barba a quegli italiani che si sono già tolti la vita e che se la toglieranno e la toglieranno anche alle loro innocenti famiglie smarriti di fronte ad una crisi che li distrugge, sia materialmente che moralmente.

Che Dio abbia pietà di loro:

dal popolo non potranno mai più ricevere pietà umana e carità cristiana, per raggiunto e superato abuso di ogni limite:

del limite di sopportazione umano e del limite di sopportazione cristiana.

Che Dio li maledica, tutti

Che gli uomini e le donne di buona volontà li condannino alla punizione eterna dell’esilio sine die.

Gustavo Gesualdo
alias Il Cittadino X