Articoli marcati con tag ‘donne’

Puoi sentirmi?

venerdì, 4 marzo 2011
Sarah Scazzi

Sarah Scazzi

Yara Gambirasio

Yara Gambirasio

Puoi sentirmi?

Puoi sentire il grido di dolore di un popolo che piange la tua vita strappata?

Puoi sentire questa gente che urla la tua rabbia?

No, molti non ti conoscevano neppure, ma hanno imparato ad amarti quando ti hanno persa.

No, molti non ti avevano incontrata, ma hanno cercato disperatamente la strada che conduceva a te.

Puoi sentirmi?

Yara, puoi sentirmi?

Sarah, puoi sentirmi?

Scusami, se sono stato incapace di impedire tutto questo.

Ma non è per colpa mia se la barbarie ci sta uccidendo un po ogni giorno, non è colpa mia se la giustizia non è un muro abbastanza alto e fermo per impedire che la violenza ti uccida ancora ed ancora.

Puoi sentirmi?

Puoi perdonarmi?

Vuoi perdonarmi?

Ti giuro che mi impegnerò, ancor più di ieri, perchè la giustizia sia muro invalicabile per tanta facile violenza.

Ti giuro che urlerò ogni giorno che la giustizia si sposi con la difesa della vita di ogni Yara, di ogni Sarah.

Purchè tu mi perdoni, figlia mia.

Purchè tu ci perdoni.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Mai mula’ tegn dur

sabato, 18 dicembre 2010

In Italia, negli ultimi lustri, i partiti presenti già nella prima repubblica, si sono affacciati alla seconda senza guardare al futuro.

E così abbiamo subito la saga degli sdoganamenti.

I partiti comunisti si son sentiti in dovere di apparire meno comunisti di quanto non fossero, i democristiani meno democristiani di quanto non fossero, i socialisti meno socialisti di quanto non fossero, i democratici di sinistra meno di sinistra di quanto non fossero, i fascisti meno fascisti di quanto non fossero.

Nessuno di loro ha cercato uno sbocco verso il futuro, ma ha solo tentato costantemente di sdoganare il peggio della loro essenza nella nuova repubblica, al solo fine di trasferire nella seconda repubblica anche la leadership della prima, rivista, ripulita e corretta da uno sdoganamento storico-politico.

Questa operazione ha garantito la sopravvivenza di dinosauri politici anti-storici come gianfranco fini, massimo d’alema, romano prodi, nichi vendola.

Questa operazione ha impedito alle nuove leve politiche di concorrere alla nuova leadership politica e di contribuire a costruire quell’ordine di valori che rappresenta idealmente un nuovo modello politico.

Ma sono stati fermati.

E così, è iniziata l’epoca della reazione a tale “tappo anti-storico”, che occludeva l’accesso al futuro di ogni formazione politica proveniente e rinvenente dalla prima repubblica.

Ed’ stato lo sdoganamento del fascista fini nel moderno e affatto liberale sempiterno delfino coronato dal kippah, del delfino sempiterno di qualcun’altro (prima di Almirante, poi di Tatarella ed oggi di Berlusconi), del traditore degli ideali della destra storica italiana per una collocazione moderata di centro, per poi tornare indietro e dichiarare che “la destra sono io”, per poi tornare ancora indietro e ridisegnare il “futurismo politico” unito violentemente ad una libertà che “certa destra” ha sempre contrastato, da quella stessa destra, che ne pretende la rappresentatività unica ed univoca.

Un tradimento dopo l’altro, uno sdoganamento dopo l’altro.

Ed ecco arrivare la reazione delle nuove leve a siffatta condizione di “politica bloccata”, ed ecco arrivare il benservito per codesti dinosauri politici che si credono ormai leggende storico-politiche immortali, ma che i libri di storia accenneranno appena come componenti di alcune fazioni politiche minoritarie ed ininfluenti.

Ed ecco arrivare la “rottamazione degli sdoganati”, per pensionare radicalmente una intera dirigenza politica che si crede immortale, per offrire al paese un futuro realmente diverso dal passato, a cominciare dalle persone che lo incarnano.

Questa operazione di sdoganamento ha incontrato un nuovo fronte politico veramente nuovo, a partire dall’epopea berlusconiana ed il conseguente berlusconismo e dall’ormai storico superamento delle ideologie e della loro contrapposizione anche violenta in virtù del “regime del buon governo, del riformismo e della sana amministrazione” avviato dalla ormai leggendaria storia di un movimento politico a-partitico ed anti-ideologico:

la Lega Nord per l’Indipendenza della Padania.

Questo “incontro” con il nuovo che avanza nel paese, sembrava almeno inizialmente resistere al canto delle sirene che invocavano potere senza il relativo consenso elettorale, così come avveniva nella prima repubblica della democrazia bloccata e ricattata da piccoli gruppetti parlamentari che dettavano legge con lo zero virgola qualcosa di ago della bilancia parlamentare.

Ed è la storia del passato incarnato dai casini e dai fini, ambedue sdoganati e salvati dalla caduta della prima repubblica ed ambedue autori dei tradimenti politici più contestati nelle maggioranze del cdx, come la storia dei d’alema e dei prodi nel csx, traditisi a vicenda e senza pietà alcuna per il bene comune e l’interesse del paese.

Ora, questa restaurazione conservativa della prima repubblica, tenta l’attacco mortale al nuovo che vanza nel paese, tenta di fermare le riforme che urgono al paese, tentano di impedire quei cambiamenti poloitico-istituzionali e normativo-costituzionali, che servono al paese per uscire velocemente dalla crisi economico-finanziaria che lo assilla, ma che decretano la fine di ogni prassi e procedura come di ogni leadership che provenga dal passato, un passato che questo nuovo paese nascente vuole assolutamente dimenticare.

Questa politica parruccona e irresponsabile attacca ora il governo del paese, creando aqd arte una crisi politica artificiale ed irreale, per tentare, per l’ultima volta, di impedire il cambiamento del paese e di invertire la marcia del riformismo federalista e del buongoverno leghista.

Ma questa politica parruccona e vecchia, riceve invece lo schiaffo in pieno volto di chi, questa politica e questi politici, vuol rottamare e dimenticare.

E per assurdo, lo schieramento dei rottamatori vede, oltre ai berlusconiani ed ai leghisti, schierarsi l’anti-politica dei grillini e la base politica dell’IDV e del PD, poichè per cambiare il paese, bisogna rottamare e smaltire tutto il passato che doveva morire con la caduta del muro di Berlino e che invece oggi è vivo e vegeto ed attacca il cambiamento più grande:

il rinnovamento generazionale.

E’ la battaglia più grande e più bella di tutta la storia della repubblica italiana, è la battaglia mortale ai fenomeni mafiosi, è la battaglia ad una leadership politica che è stata solo sdoganata, ma che non è affatto cambiata, e che rappresenta oggi il più grave ostacolo all’accesso al futuro di famiglie ed aziende italiane.

Una guerra terribile ed orribile si dipana in questi giorni, con l’ombra minacciosa di quella sinistra che è stata sconfitta dalla storia ma che tenta lo sdoganamento dell’impossibile,

lo sdoganamento della violenza politica e di quel terrorismo criminale che, come nell’iconografia dell’Arcangelo Michele, schiacciata a terra in forma di serpente o di diavolo, ma pur sempre viva e pronta a prevalere sul bene.

E’ la sempiterna lotta fra il bene ed il male, fra il regno dell’amore e il regno della violenza e dell’invidia, della gelosia e dell’arroganza.

E’ la sempiterna lotta che non vedrà mai prevalere il male.

Almeno sino a quando esisterà anche un solo arcangelo del bene.

Ed è per questa speranza che il mondo vive, senza della quale, sarebbe destinato ad un futuro disperato di povertà e di oppressione, di sudditanza e di schiavitù eterna.

Ed è per questa speranza che uomini e donne come me, non smetteranno mai di combattere per il bene:

poichè nella sempiterna lotta fra il bene ed il male, è solo il continuo e quotidiano contrasto degli uomini e delle donne di fede (fedeli) che impedisce al male degli infedeli e dei traditori di prevalere.

Fate il vostro gioco signori, fate il vostro gioco.

ma sappiate che noi, non molleremo mai la presa.

Mai mula’, tegn dur.

Ed ora, potete anche tornare dall’inferno dal quale siete venuti:

di qui, non si passa.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Violenza e molestie sulle donne

giovedì, 16 settembre 2010

Brutte notizie, bruttissime.

Pare che almeno una donna su due abbia subito molestie sul lavoro e che siano ben oltre dieci milioni le donne molestate durante il lavoro, con una età che va dai 14 ai 24 anni.

E la gran parte di queste molestie e di queste violenze non vengono nemmeno denunziate alle autorià competenti.

Ho hiesto ad una vittima:

perchè non hai denunciato l’accaduto?

Ed ecco la risposta:

” io ho subito, non sul lavoro , e se vuoi la mia testimonianza del perchè non ho denunciato eccola qua’. Ero minorenne,mamma e avvocato mi hanno messo difronte a quello che avrei dovuto subire in tribunale……e per chi ha già subito l’uccisione dell’animo è troppo, o almeno alla mia età era troppo…………ho rinunciato e questo ora pesa certo, ma allora psicologicamente non avrei potuto farcela. “.

Spero che questa risposta riesca a far meglio comprendere il danno ricevuto da queste donne e le difficoltà che portano alla scelta di non denunciare la molestia o la violenza subita.

E spero anche che qualche politico avveduto e sensibile, formuli un disegno di legge che sia di supporto e di aiuto alle persone che sono vittime di queste violenze, consentendo, per esempio, l’accesso a strutture pubbliche che garantiscano l’anonimato e che aiutino in scelte così difficili e complesse persone psicologicamente e fisicamente così profondamente ferite.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Mandiamoli a casa: la loro

martedì, 27 aprile 2010

Un presente sempre più disperato uccide gli esseri umani più deboli:
i bambini.
C’è chi li annega, c’è chi li brucia, chi li uccide a coltellate e chi li abbandona appena nati in una busta di plastica.
Padri di famiglia che perdono il lavoro e si suicidano sulla via di casa, madri rese folli di terrore che sopprimo i loro figli …..
Che brutti tempi siamo costretti a vivere, che malessere disumano siamo costretti a subire.
Mancanza di speranza e incertezza nel futuro spazzano il nostro quotidiano, piegando le volontà meno forti, rendondo folli le menti meno equilibrate.
Il paese ha bisogno di speranza e di cambiamento, ma la casta politica italiana pare essere cieca e sorda a questi richiami.
Il paese urla di dolore e la casta se ne disinteressa completamente.
Unica e sola, la Lega naviga in questo mare in tempesta a testa alta, senza mai piegare le spalle, issando un vessillo che è divenuto l’unica concreta speranza di un futuro migliore:
la bandiera delle riforme e del federalismo.
Gli altri politici è come se non esistessero, troppo impegnati in piccole faccende personali, bieche provocazioni razziste, troppo occupati delle loro poltrone e dei loro privilegi per rendersi interpreti delle esigenze del paese.
Un mondo impazzito è questo.
Un mondo che merita solo di essere mandato a casa.
La loro.

Orgoglio leghista: cosa è?

martedì, 23 marzo 2010

Orgoglio leghista.
Cosè?

E’ quella cosa che non ti fa accettare che si riempia il tuo futuro, la tua amata terra e la tua cara vita di monnezza,

è quella cosa che non ti fa accettare quel luogo comune che vuole l’Italia e gli italiani come un un paese ed un popolo irrimediabilmente fraudolento truffaldino, furbetto, mafioso e corrotto,

è quella cosa che ti tiene sveglio anche quando sei stanco,

è quella cosa che ti fa andare avanti anche quando sei rotto dal duro lavoro quotidiano,

è quella cosa che ti spinge giù dal letto al risveglio, anche quando non sei riposato,

è quella cosa che ti impedisce di arrenderti al male che ti circonda,

è quella cosa che ti spinge a combattere quotidianamente per il bene che lega le genti,

è quella cosa che non si piega e non si spezza,

è quella cosa che ti accarezza come solo una madre sa fare,

è quella cosa che ti illumina il viso anche quando sei preda del dolore,

è quella cosa che ti proibisce di svendere la tua dignità,

è quella cosa che ti impedisce di cedere alla carezzevole mano della corruzione materiale e morale,

è quella cosa che ti fa vedere il futuro dei tuoi figli come una cosa da amare e da difendere,

è quella cosa che ti fa vedere la vita come un dono da rispettare,

è quella cosa che ti fa vedere il tuo tempo terreno come un bene da non sprecare,

è quella cosa che ti costringe al confronto con il prossimo tuo,

è quella cosa che ti rende anche la morte come un evento accettabile,

è quella cosa che ti riempie i polmoni di fresca energia quando respiri,

è quella cosa che spinge il tuo cuore a battere sempre più forte,

è quella cosa che ti riempie l’anima di speranza,

è quella cosa che da un senso al futuro,

è quella cosa che spinge da sempre gli uomini e le donne a combattere per le cose in cui credono,

è quella cosa, che ha un nome antico ed un sapore potente:

è quella cosa che gli uomini chiamano da sempre,
libertà.