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Riflessioni a tastiera aperta – 19 gennaio 2014

domenica, 19 gennaio 2014

In vista delle prossime elezioni, a scanso di equivoci e di perdite di tempo, avviso che io non vado più a votare per nessuno.
Ma soprattutto, io non voto più, poiché ritengo questo sistema la fonte di ogni male italiano ed ho quindi deciso di non validarlo con alcuna concessione di delega di sovranità da parte mia.
Se volete suicidarvi, accomodatevi pure.
Ma non mi chiedete di partecipare : preferisco vivere. Grazie.

Questa non è mai stata una democrazia, ma solo un suo fantoccio:
la realtà è che mafia e corruzione sono il sistema.
Ed io non ritengo democratico e repubblicano un sistema mafioso e corrotto.
Io lo abbatto un sistema così, a picconate o a mani nude.
Ma non lo valido certo delegando la mia quota di sovranità.
Anche complice, oltre che vittima, non mi avranno.

A proposito della casta che fotte il popolo sovrano e la pubblica opinione

Solite cortine fumogene che nascondono al popolo sovrano e alla pubblica opinione la vera portata di incontri che tutto hanno di propagandistico per riportare l’attenzione su leadership ormai scadute e pregiudicate al fine di salvare il sistema e la casta.
E che il popolo si fotta, il cambiamento muoia in culla:
nessuo di questi attori da avanspettacolo di provincia vuol cambiare quel sistema nel quale è nato e nel quale vive e benissimo.
berlusconi è morto, viva berlusconi! alfano è morto, viva alfano! il rottamatore è stato rottamato, viva la rottamazione!
L’unica vera rivoluzione, l’unico e solo cambiamento possibile è delegittimare questa casta di pagliacci e di buffoni privandola della delega di sovranità che il popolo conferisce con il voto.
Non si va a votare, non si delega sovranità alla casta e il sistema è delegittimato.
Allora sì che sarà possibile apportare cambiamenti.
Altrimenti, ogni altra soluzione lascia invariata l’origine della crisi italiana:
la casta politico-istituzionale italiana.

Eppure, ben 2.400 anni fa un uomo, un tal Aristone, descrisse benissimo quel che accade quando una democrazia degrada, tramonta e muore.

Da una discussione sulla disastrosa condizione politico-istituzionale del paese. Rispondo così a chi si augura che le mie analisi non siano veritiere.
“mah, sulle analisi non ho mai sbagliato una volta. Tra l’altro, è abbastanza facile in questo caso. Il problema è che nessun meccanico potrà mai riparare un’auto che ha problemi al motore mentre l’auto circola. Occorre fermarla, portarla in officina, valutare il problema e porvi rimedio. Con un sistema è la stessa cosa: non si cambia nulla se il sistema non viene resettato, fermato. azzerato. Credo che ognuno di noi, dentro di se, sa benissimo cosa accadrà. Quel che mi meraviglia è che il terrore procurato da questa visione immobilizza tutti e tutti continuano ad andare nella direzione sbagliata nonostante sappiano benissimo che è sbagliata. Ma il terrore gli impedisce di cambiare le cose, di invertire la marcia. Il problema è che le masse non sono capaci di ragionare. Ecco perché il capo deve essere uno, chi decide, deve essere uno: perché le masse si muovono in corrispondenza di regole ben precise che Gustave Le Bon e Max Weber hanno analizzato, studiato e pubblicato. Ci vogliono le palle, se mi passi il termine. Ma, a parte me, non vedo nessuno dotato di attributi sufficienti ad affrontare la situazione con riduzione del danno e salvataggio di quel poco che è rimasto. Con tutto il rispetto: ci vogliono le palle e non ce ne sono.”

L’ergastolo è pena inumana? Bene, allora, Pena di Morte

Killer seriali o a disposizione della mafia, di organizzazioni criminali o semplicemente assassini comuni vengono liberati.
Ne sono stati liberati già 6 presto ne verranno liberati altri 100.
Ma sono 1.200 gli ergastolani in Italia e rischiano tutti di uscire prima del previsto.
Solo la Pena di Morte salverà questo paese dal naufragio e dal fallimento totale, altro che ergastolo, altro che pene di 30 anni:
fucilazioni di massa in pubblica piazza.

Grave errore quello del M5S di difendere solo clandestini e carcerati:
così sono solo la brutta copia di Forza Italia e del Partito Democratico.
Dove sono finite le belle promesse di Beppe Grillo?
Di Beppe Grillo ce n’è uno, tutti gli altri, fan nessuno.

Dimezzare la spesa pubblica italiana: via camere di commercio, università pubbliche, province, prefetture, gli oltre cento enti inutili, le auto blu, via la camera dei deputati, via tutte le reti rai tranne una radiofonica e una televisiva, via finanziamenti pubblici sotto qualsiasi forma a partiti e sindacati.
Eliminare pensioni d’oro e imporre pensioni al massimo di 2.500,00 euro/mese.
Eliminare mafia, corruzione ed evasione fiscale.
Tre aliquote IRPEF.
Riduzione e semplificazione definitiva del totale delle tasse che gravano sulla vita delle famiglie e delle aziende italiane.
Dimezzare il cuneo fiscale con le risorse così liberate.
Ma non fatelo con la bocca, fatelo nella realtà!

Gravissima mancanza:
il reato di comportamento mafioso non è punito.

Quando la burocrazia si oppone o distorce all’indirizzo politico

Se i burocrati non sono in sintonia con la civica amministrazione dalla quale dipendono hanno il dovere di andare altrove a fare i lamentosi e i criticoni e a mettere i bastoni fra le ruote dell’indirizzo politico.
Via, via, fuori parassiti e professori del “so tutto io”.
C’è chi impartisce gli ordini e c’è chi li esegue: mai confondere le due posizioni, mai.

La marijuana, assunta nella forma di sigaretta fa un male cane, come e più delle sigarette commerciali.
Come farmaco terapeutico occorre che chi la assume si definisca affetto da patologia.
E comunque, non si guida l’auto, la moto, lo scooter, il bus, il tir, il furgone, la barca, la nave (vedi costa concordia), il treno, l’aereo ed ogni altro mezzo di locomozione. In caso di assunzione vanno adeguate le attività al suo consumo, a causa della alterazione della realtà che produce.

Come dire …. pare che la pazienza non sia più di moda e non sia nemmeno una virtù ….

I veri nemici dei T.A.V.?
Chi sono quelli che ci rimettono di più dalla presenza di una rete ferroviaria veloce e d’avanguardia?
Le compagnie aeree e le società di trasoporto merci e passeggeri su gomma.

La storia del maresciallo dei Carabinieri Saverio Masi ha dell’incredibile e svela in quali condizioni si possa svolgere l’attività di un fedele servitore dello stato quando obiettivo delle indagini sono le organizzazioni criminali di stampo mafioso.
La vicenda umana e professionale di Saverio Masi apre inoltre uno spaccato nuovo nella indagine denominata Trattativa stato-mafia e getta una nuova luce su termini quali:
fedeltà, lealtà, spirito di servizio, senso dello stato.

Non fuggono solo giovani, cervelli e aziende:
da questa Italia fuggono anche i pensionati.

Come, come?
Sento mica odor di diversificazione delle responsabilità ai vari livelli nel governo e nella reppresentanza politica italiana?
Non è forse questa voglia di federalismo?
E dove erano lor signori quando si combatteva per la devoluzione?
E cosa hanno da lamentare oggi sui tagli del governo nazionale centralizzato e distante dalla periferia amministrativa?

Ma quante menate per nulla.
La degirolamo ha influito sulle scelte in materia sanitaria nella provincia di Benevento perché era il ministro della salute!
E che maniere, quante storie inutili. Come? Che? Ah, la degirolamo non è il ministro della sanità? Ah, no? ah, la digirolamo è il ministro dell’agricoltura? E non è nemmeno assessore alla sanità? Ah, no? Nemmeno consigliere regionale? Ah, no? E allora, ditelo ….

Il Libano implode sotto i colpi del terrorismo e della guerriglia islamica e la colpa è di Israele, un razzo colpisce il Libano e la colpa è di Israele, il terrorismo palestinese fa saltare in aria un autobus in Israele e la colpa è degli israeliani, se la Siria usa armi di distruzine di massa contro cittadini libici civili ed indifesi è sempre colpa di Israele.
Quantomeno, c’è un cortocircuito analitico, se non un vero e proprio problema di doppia personalità.

La casta dei politici a difesa della casta dei banchieri e dei bancari italiani:
una questione di cosche mafiose, né più, né meno.

Vagare nei meandri di internet a caccia di offerte di lavoro ed imbattersi in questa richiesta è una amarezza profonda.
Ancor peggio è accorgermi che io nulla possa fare per aiutare.
“ho due bambini da mantenere e cerco con massima urgenza un lavoro serio , per favore aiutatemi vi prego debbo dar da mangiare i miei figli, aiutatemi.. telefono 3xx . xxxxxxx grazie di cuore. ”

Ma una cosa normale come traslare le armi chimiche siriane su una nave americana nei porti siriani invece di impegnare un porto italiano no, una così normale no, vero?

Con tutti i rifiuti tossici sotterrati dalla mafia con la complicità dello stato nel territorio italiano e sversati nel mare italiano si corre il rischio di morire prima del tempo con la cucina mediterranea all’italiana.
Credevate non avrebbe prodotto effetti la monnezza napoletana?
Piccoli presuntuosi ed arroganti che non siete altro, idioti da baraccone di terza serie.
Ma veramente pensate di essere più furbi degli altri?
Ma se non siete nemmeno intelligenti …

Il sistema non lo cambiate dall’interno di un sistema corrotto.
Non è possibile riparare il motore di una autovettura in corsa.
La democrazia non può essere difesa con le buone maniere, con il bon ton, con il perdonismo, con il “così fan tutti”.
La democrazia corrotta non è un cosa buona né costituzionale.
Occorre dichiarare lo stato di emergenza e ripulire i gangli vitali della burocrazia e della pubblica amministrazione dalla infiltrazione mafiosa, dalla corruzione invasiva, pervasiva e diffusa.
Occorrono anni di lavoro con la disponibilità di un potere non limitato e non limitabile né dalla casta politica né dalla casta burocratica e sindacale per poter aver ragione del vizio ed avviare un sano percorso alla virtù.
Altrimenti è tutto inutile e perdiamo il nostro tempo prezioso e le nostre risorse altrimenti meglio spendibili.
Inutile, perfettamente inutile è cambiare una legge elettorale in un sistema così diffusamente corrotto.

Scoperta veramente interessante e singolare:
un buco nero che non emette raggi x e gira intorno ad una stella che gira vorticosamente su se stessa.
Nuove dinamiche nella vita dell’universo in vista umana?

Come al solito, si registra un singolare accanimento verso la sinistra italiana da parte della magistratura … bisognerebbe raccogliere in un libro i casi simili a questo … ne viene fuori una enciclopedia universale …. ma guai a scrivere un libro sulla magistratura politicizzata …

Un altro miliardo di euro in meno di gettito nella diminuita vendita di idrocarburi alla pompa per la famelica spesa pubblica italiana che ne produrrà un altro miliardo in più nel debito pubblico italiano ovvero, aumentando ulteriormente la pressione fiscale, produrrà un altro miliardo in più nel debito privato italiano.
E addio agli equilibri e dei rapporti del deficit con il PIL che il governo vantava come migliori in Unione Europea.
Un’altra menzogna truffaldina sbugiardata.
Ma così non potremo andare avanti ancora per molto … è un suicidio …

Questa dovrebbe essere la classe dirigente in grado di risolvere la secolare questione meridionale? Ma se sguazzano benissimo nel brodo del magna magna tipico delle precedenti classi dirigenti meridionali, come e perché dovrebbero cambiare il menu? Non ci siamo: tutto questo dimostra che non esiste possibilità di cambiare il sistema dall’interno del sistema. E questo fatto è di una gravità assoluta, poiché dimostra che la casta ha modificato le regole e le istituzioni democratiche al fine di creare una dittatura sul modello delle cosche famigliari (specie nel sud) che perpetui il loro potere e non cambi mai nulla nel sistema, ma soprattutto, impedisca il cambiamento, le riforme e le liberalizzazioni che potrebbero mettere in forse l’arricchimento sfrenato e degnerato di appettiti divenuti ormai insaziabili. Andare a votare è divenuto perciò, esercizio inutile di una democrazia sterile.

La RAI non rispetta la privacy degli italiani.
SKY invece la rispetta.
E la fa rispettare.

Un detenuto napoletano dalla reclusione del carcere napoletano di Poggioreale si rivolge al capo dello stato napoletano chiedendo l’applicazione della eutanasia.
Con tutto il rispetto per il caso di specie, penso che questo capo dello stato non sia mai stato super partes, denunciando egli stesso un debole per napoli e i napoletani.
Gli italiani, crepino pure.
E andiamo avanti.

Capita spesso che mi si rimproveri di non rispondere alle telefonate in arrivo al mio cellulare.
Purtroppo, ogni volta che vengo ripreso, mi accorgo che il mio telefono non rileva nessuna chiamate in entrata, sia persa che risposta.
Evidentemente c’è qualcosa che non va.

Globalizzazione della Giustizia :
“Non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te”.

Mandiamo i preti a lavorare nelle fabbriche, perché mi sa che si sono dimenticati cosa fa la gente normale per vivere:
lavora!

Oggi chi tira forte economicamente parlando è la Germania, segue la Cina che tira e basta.
La Russia, nonostante le sue immense riserve di acqua e di idrocarburi non riesce a controllare una economia interna che cresce il modo convulso.
Ma chi si arricchisce sono i soliti nomi che usano il potere pubblico per arricchirsi, come è tipico delle mafie.
La Russia è assai instabile e basterebbe la caduta o la morte di Putin per vedere il paese intero dissolversi in egoismi ed appetiti incontrollabili da uno stato che non c’è, se non nella sua incarnazione dello zar Putin.

E salvini si prende del fannullone in un perfetto italiano da un parlamentare europeo non italiano.
Ci manca solo che uno svedese lo appelli terrone e il quadretto è completo

Grande Barilla che non vuole omosessuali nei promo ed è all’avanguardia nel settore alimentare globale con la produzione diretta in distribuzione della pasta progettata dall’utente e realizzata con stampanti 3D!

Rispondo così alla solita idiozia che salta su a difesa dell’operato dei sindacati dei lavoratori italiani:
“Quanto siete ignoranti, puzzate di ignoranza e venite su come germogli di orgoglio ben concimato. Chi ha sottoscritto TUTTI i contratti di lavoro dei lavoratori dipendenti? cgil, cisl e uil. Chi ha assistito senza mai fare uno sciopero o una lotta VERA contro la costruzione del più pesante cuneo fiscale del mondo occidentale? cgil, cisl e uil. Chi ha consentito che il gettito IRPEF sia compsto per il 93% di contributi rinvenenti da lavoro dipendente e pensionati (e tutti gli altri non pagano le tasse nel silenzio-assenso dei sindacati)? cgil, cisl e uil. Ed ora viene il meglio: chi ha acconsentito ed è stato in assoluto silenzio quando si è creato l’abominio peggiore, il crimine più grande che si possa commettere contro la classe dei lavoratori quando si è reso obbligatorio (per legge) il prelievo alla fonte della tassazione a lavoratori dipendenti e pensionati, cosa che impedisce a questa categorie di lavoratori o ex tali di esercitare la libertà di EVADERE le TASSE come è concesso invece TUTTE le categorie di lavoro AUTONOMO? cgil, cisl e uil. Ora, puoi anche andare al cinema a vedere i film raccomandati dai sindacati idagliani e continuare a pagare una tessera che è un vera e propria truffa, una frode, un omicidio, un delitto autorizzato per milioni e milioni di lavoratori indifesi, raggirati e traditi.”

Se le donne che dovevano riscattare il sesso femminile in politica si chiamano de girolamo, minetti, kyenge, idem, mussolini (il nonno si rivolterà nella tomba), boldrini e compagnia bella, allora temo che le donne abbiano perso una grande occasione per affermare la loro diversità rispetto agli uomini in politica.

Dico, ma una classe dirigente olandese, danese, finlandese, svedese e tedesca in Italia non si può avere?
Nei paesi viruosi la recessione e la crisi quasi non si è sentita.
Se governassero i paesi virtuosi anche i paesi viziosi, allora, forse, avremmo qualche possibilità di salvezza.
L’unico problema è: dove mettiamo l’orgoglio di chi è un fallito e crede di essere un vincitore? Come creiamo quella dignità che l’orgoglio uccide violentemente e supplisce malamente? Come facciamo capire a chi non capisce e soprattutto non vuol capire che è venuto il momento di smettere di essere viziosi, corrotti, mafiosi corruttori, evasori ed usurai?
Come lo diciamo a questi trogloditi sottosviluppati che è giunto il tempo di andare a LAVORARE per campare? Io consiglierei il metodo del bastone e della carota, laddove il bastone è un manganello e la carota una bottiglia di olio di ricino.
Secondo me, funziona.
Ed è anche storicamente provato.

Nonostante la recessione, l’economia tedesca è cresciuta nel 2013 dello 0,4% rispetto ad una attesa dello 0,5%.
Sempre in Germania, nel 2013, l’occupazione è aumentata e la disoccupazione è diminuita.
Questo accade ai paesi virtuosi durante la recessone e dopo, durante la crisi. Ma non vi preoccupate, questo destino non è consentito a voi idagliani, non seguirete le orme di un paese virtuoso, poiché siete viziosi.

La palma va a nord e non ha paura dello stato

Ormai tutte le speranze di paesi immiseriti e viziosi come l’Italia sta nella capacità di paesi ricchi e virtuosi come la Germania di trainarli nella loro ripresa economica (a dire il vero, la crisi tedesca non si è vista e se si è vista, non la hanno pagata le famiglie tedesche e nemmeno le aziende tedesche, come è invece accaduto in italia).
Quindi, quando leggete queste notizie o le affermazioni mendaci di politici idagliani che annunciano la ripresa economica in italia, siate tanto intelligenti da capire che è una truffa, una frode.
La crisi inizia solo dopo la fine della recessione, che (forse), è appena terminata. Ora attedono anni e anni di crisi a questa italia, nella speranza di essere trainati e salvati da paesi come la Germania.
Questa è la verità, questo è il vostro futuro.
Prendetene coscienza e conoscenza.

Non mi aspettavo questa svolta positiva nel governo della sanità pugliese, non mi aspettavo una accelerazione così rapida dalla manifestazione di volontà alla realizzazione della apertura prolungata degli ospedali foggiani al fine di abbattere le liste di attesa.
Ora bisogna abbattere ed eliminare le resistenze interne e garantire continuità a questo nuovo servizio sanitario.
Chapeau!

Di Beppe Grillo ce n’è uno.
Tutti gli altri fan nessuno. Compresi e non esclusi i grillini.
Questo è il vero problema di Beppe: è troppo intelligente e non conosce la paura in un paese che non ama gli eroi e gli intelligenti li ha cacciati via tutti.

Questa è l’unica e grande verità della vita:
o soccombi alla paura o impari a viverci dentro senza farti condizionare nelle scelte

si nasce uomo, si nasce donna
null’altro

Solo paesi degradati come l’idaglia degli idagliani disagiati e poco civili consentono un ingresso dei flussi migratori senza alcuna selezione.
Poi ci sono gli idioti pieni di pregiudizio che attaccano razzisticamente il cittadino italiano che sottolinea questo deficit selettivo

Un dirigente del nuovo pd viene indagato per aver usato a fini personali i danari pubblici destinati ai gruppi politici e lui, il renzi, dimenticando i morti suicidi per la crisi, i morti ammazzati dalla famiglia riva (che finanzia il PD) a Taranto, lo scandalo MPS, ignorando le aziende che fuggono ed i cervelli che scappano a gambe levate, si preoccupa solo e solamente di froci e clandestini, liberalizzazione di cannabis e legge elettorale.
Ma che bravi i politici idagliani, bravissimi …. chiaviche

E come mai il segretario della lega non si è sentito fiatare nel ritrovamento di rifiuti tossico-nocivi sotto il manto stradale della A4?
L’alleanza con il demonio non è uno scherzo:
chi vende l’anima alle mafie è come uno zombie, un morto che cammina e parla a comando.

L’Italia è solo tutta una mafia ormai insalvabile:
dovrà bruciare nei propri vizi per poter risorgere dalle proprie ceneri.
Se mi chiamate italiano vi mando a ‘fanculo:
io con questa merda non ho nulla da spartire, nulla.
Razza di mafiosi inchiavabili che non sono altro.

I partiti sono associazioni a delinquere finalizzate ad abusare il potere pubblico a fini di arricchimento famigliare, di partito, di corporazione e di casta.
La casta è il male e non potrà mai e poi mai essere la casta a cambiare il sistema che essa stessa ha creato per rubare libertà e benessere al popolo sovrano dei cittadini, delle famiglie e delle aziende italiane.

Ecco la politica regionale siciliana:
97 indagati di cui 83 deputati di questa e della precedente legislatura.
I soldi dei gruppi parlamentari trasferiti dai c/c dei gruppi a quelli personali.
La regione a statuto speciale sicilia ha 90 deputati in tutto.
Grazie ladri.

Eccoli, eccoli:
li vedete?
Li sentite?
Sono i salvatori della patria che combattono il male e metteranno tutto a posto, sono i candidati che vi chiederanno ancora fiducia per cambiare le cose, per fermare il degrado, il declino, il disagio, la crisi, la mafia, la corruzione.
La città è allo sbando: dobbiamo salvarla!
Beh, io mi faccio un riposino, che è meglio.
Anzi, devo uscire per un progettino che ho in mente che è niente male.
Un progetto politico???
No, no, per carità: sono una persona seria!

ONU

ONU


Human rights are for everyone.
Planet Earth overpopulated does not recognize rights.
Try again: you will be luckier

Ora che anche il M5S, figlio illegittimo ed innaturale di Beppe Grillo ha tradito Beppe Grillo, possiamo cancellare ogni speranza di cambiamento in questo paese che ha delle singole capacità personali anche eccelse, ma è composto mediamente da un popolo di perfetti idioti, amanti del vizio, della illegalità, della furbizia, delle mafie, della pigrizia, della indolenza, del perdonismo, della usura e della corruzione, sia materiale che morale.
Da ora in poi, io mi dichiaro in aperta avversione ad ogni rappresentanza e presenza politico-istituzionale, sindacale, burocratica.
Io non sono italiano né mi sento italiano.
Ed ora, vi guarderò morire tutti nella più buia notte che la storia gloriosa di questa penisola abbia mai conosciuto, vi vedrò morire di fame e di freddo, vi vedrò morire di tutti i mali che avete sempre amato, di cui vi siete cibati, di cui vi siete ingrassati. di cui vi siete saziati.
Ora attendo solo l’oste della storia e mi contenterò di vedervi soffrire le pene dell’inferno senza muovere un solo dito per la vostra salvezza.
Voi non potete fallire:
voi avete il dovere imperativo di fallire e di sparire.
Buona morte, idagliani.

Le larghe intese funzionano:
cdx e csx insieme a rubare, come sempre, per sempre.
Andare ancora a votare è da perfetti idioti.

L'intelligenza non si studia

L'intelligenza non si studia


L’intelligenza non si studia
Cartello da esporre dinanzi a tutte le università pubbliche italiane.
Senzadubbiamente

Questa mattina, come al solito, accompagno i miei figli più piccoli a scuola. Andiamo con l’auto, contrariamente al solito.
Arrivo ad un incrocio cui ho l’obbligo di dare la precedenza.
Visibilità ai lati pari a zero per le solite auto parcheggiate sugli incroci e sugli attraversamenti pedonali.
Uso maggiore prudenza e mi fermo.
Non vedo arrivare nessuno, inserisco la prima marcia e mi riavvio:
per poco non vengo investito da un pazzo che proveniva dalla mia sinistra a velocità elevata e che rientrava in corsia destra, forse dopo un sorpasso ad alta velocità nell’incrocio precedente e lontano poche decine di metri, ovvero forse perché partiva dalla corsia opposta.
Il pazzo ha il sole dritto negli occhi e si spaventa non poco nell’accorgersi all’ultimo secondo della mia auto.
Frena decisamente e suona e impreca nella mia direzione.
Come il solito foggiano che la patente di guida l’ha ricevuta in regalo, l’ha comprata e comunque non l’ha mai guadagnata né meritata, dopo aver commesso errori e violazioni gravi, si spaventa di un possibile incidente (evitato per poco) dovuto alla sua folle velocità (siamo in ambito urbano e nei pressi di un incrocio semaforico e lui aveva visibilità ridotta dal sole da poco levatosi e che puntava dritto nei suoi occhi) e scarica tutta la sua idiozia su chi, oltre a subire un tentato omicidio (stradale), deve anche subire l’aggressione selvaggia del foggiano tipico medio di turno.
Ovviamente, ho risposto di conseguenza appellando l’idiota come assassino e più volte assassino,perché lui aveva attentato alla mia vita e alla vita dei miei due figli e, cosa assolutamente normale in questo schifo di città denominata Foggia, pretendeva anche di avere ragione, in modo presuntuoso, arrogante, ignorate e protervo.
Certamente si trattava di uno che si credeva potente in questa città assai mafiosa e corrotta, sia moralmente che materialmente, abituato ad agire da re e trattare tutti quelli con cui veniva in contatto da luridi sudditi e schiavi.
Stavolta è capitato male.
E deve ringraziare Dio che avevo i bambini spaventati in auto.
Altrimenti, l’educazione che questa città si rifiuta di impartire e le legge che qui si rifiutano di far rispettare (non tutti, ma in troppi), le avrei volute insegnare personalmente all’ennesimo foggiano tipico medio di turno, tutto chiacchiere e distintivo (si ferma e invesice, ma le palle di scendere dall’auto e cercare il mio sguardo diretto, no, quel coraggio no, non lo ha).
Good Morning, Foggian!

Adesso sono proprio afono, dopo l’ennesimo assurdo litigio con il foggiano tipico medio a causa della sua incapacità conclamata nel guidare un autoveicolo secondo le norme del codice della strada piuttosto che secondo le sue isteriche paturnie dementi, assai ignoranti ed arroganti.
Oggi pomeriggio sono fermo ad un semaforo.
Io sono sulla corsia di destra, destinata a chi svolta a destra e al mio fianco, in una auto i cui vetri lordi rendono difficile la visibilità, una signora in una utilitaria scura, nella corsia di sinistra, che sembra destinata a svoltare a sinistra.
L’incrocio (per chi conosce Foggia) è quello tra Via Marchese De Rosa e Corso Roma.
Scatta il verde.
La signora Fa una partenza da Formula Uno e gira a destra invece che a sinistra con l’evidente intento di tagliarmi la strada, visto che immediatamente dopo, dovevo svoltare a sinistra, come il mio indicatore di direzione segnalava.
Ma la manovra azzardata della signora non riesce ed io imbocco l’incrocio di Piazza della Libertà che conduce a Via Zuretti e Viale Cristoforo Colombo.
Su Viale Colombo la signora è sempre dietro la mia auto e per poco non mi tampona quando freno per l’attraversamento pedonale di una signora (sulle strisce).
Inserisco l’indicatore di direzione per parcheggiare sula mia destra e freno a più riprese per far capire (e vedere) alla signora che mi stavo fermando per effettuare una manovra di parcheggio.
Ma la signora, proditoriamente, si attacca al mio parautri posteriore ed aziona il suo clacson per mezzo minuto senza interruzione.
Capito che la signora mi impediva la manovra di parcheggio volutamente e suonava ininterrottamente al mio indirizzo perché al semaforo non avevo ceduto la mia corsia per consentire la sua manovra pericolosa e azzardata (i foggiani medi tipici sono orgogliosi senza alcuna dignità ed agiscono così, mafiosamente), scendo dall’auto per chiedere alla signora cosa voleva.
Ma lei non smette di suonare e dietro di lei, inizia a crearsi una coda di auto.
Alle mie richieste di chiarimento e alle mie successive proteste abbassa il finestrino e mi da del maleducato.
Una zozzosa con i denti tra il giallo e il nero, che puzzava (lei o l’auto o tutte e due: era una puzza indistinta, democraticamente omnicomprensiva), senza cintura di sicurezza inserita, sia lei che il bambino che era (sfortunato) passeggero al suo fianco, in una auto dai cui vetri unti e bisunti non si vedeva nulla, mi dava del maleducato dopo tutto quel che aveva combinato.
Le ho restituito l’appellativo di maleducata e soprattutto le ho detto che la patente di guida lei non l’aveva mai presa, evidentemnete, visto e subito il suo comportamento folle e la sua proditoria volontà di bloccare il traffico che confermavano il suo comportamento assurdo, privo di ogni logica e di qualunque rispetto alla guida di un’auto.
Mi da di nuovo del maleducato e io le ricordo il suo comportamento precedente e lei mi da di nuovo del maleducato.
La invito a liberare la corsia e dopo una manovra da deificiente e senza usare gli indicatori di direzione, invadeva la corsia opposta nel richiamo dei clacson delle auto che dovevano improvvisamente interrompere la marcia per lasciarla passare e andava via alzando una mano a mo’ di gesto del vaffa.
Questi sono i foggiani medi tipici:
qualcuno li vuole?
Good Morning, Foggians!

Ho risposto così ad un annuncio per una offerta di lavoro che richiedeva notevoli e molteplici requisiti, qualità e capacità, tra le quali:
“Capacità di mantenere rapporti interpersonali con tutto il personale e clienti/utenti.”
Io ho risposto così, candidandomi alla selezione:
“Capacità e qualità personali coprono e superano ampiamente le Vostre richieste:
ottime capacità di relazione con clienti e utenti.
Ma se avete assunto nel passato parassiti, fannulloni, scansafatiche e immeritevoli, allora il problema non è il mio e non desidero assumerlo:
ritenete questa autocandidatura nulla.
Grazie per l’attenzione.
Codialità”

Babbo Natale non esiste, la vostra bontà fa la felicità dei furbi e il mio augurio è che sia più intelligenti che furbi.
Buon Natale 2013.

Dio mio, non ti chiedo né una villa né una vigna, ma esaudisci il mio desiderio di andare fuori dai coglioni da questo paese di merda.
Solo questo ti chiedo per Natale, solo questo.

Cammino in una piazza abbastanza centrale di Foggia e mi avvedo che un tizio, avendo mangiato qualcosa al forno lì vicino e abbandonato l’auto in divieto di sosta, getta in terra il tovagliolo di carta con cui manteneva il cibo.
Gli dico indicando la carta in terra: questa è sua.
Fa finta di non capire.
Ripeto e lo invito a gettare la carta in un cestino.
Si irrita e mi manda a quel paese.
Lo appello “foggiano” e gli ripeto di lasciare pulita la strada.
Si irrita, viene verso di me, mette la mano dx in tasca come se volesse tirare fuori un coltello.
Mi inquieto, arretro di due passi, mi preparo all’attacco, alzo la voce e gli intimo:
se tiri fuori un coltello ti spacco la faccia.
Arretra sino all’auto e scappa inseguito dai miei improperi.
Foggiani: uappe ‘e cartone … mafiosi da quattro soldi.

Hey, traditore: tu non sei il parlamento, non sei il governo;
l’indirizzo politico non ti appartiene:
non sei tu il destinatario di alcun potere di cui ti arroghi il diritto e l’esercizio abusivo.

Non sapete guidare?
Avete preso una patente di guida chissà come o “per grazia clientelare o corruttiva ricevuta”?
E allora perché vi mettete alla guida di mezzi di trasporto mettendo a rischio l’incolumità fisica e mentale altrui?
Idioti Patentati!

Io ho terminato la mia pietà e la mia pazienza:
non ne ho più per nessuno

La restaurazione conservativa della repubblica burocratica italiana

sabato, 12 novembre 2011

Il potere pubblico in Italia, è stato a lungo abusato in favore delle caste mafiose e delle corporazioni dell’abuso continuato ed aggravato del (pre)potere pubblico.

Ogni tentativo di spezzare la catena di autoreferenzialità delle caste (politica e burocratica) e delle corporazioni (delle professioni, del lavoro, dell’economia in appalto pubblico, etc) e degli apparati pubblici deviati, ha provocato una forte reazione nel paese.

Ogni tentativo di interrompere il prepotere pubblico della casta politica e burocratica è naufragato miseramente (Devolution 2006 e Riforma Fiscale Federalista 2011).

Il rincorrersi di voci insistenti nei recenti anni di patti e contratti stipulati fra lo stato e l’anti-stato mafioso, aprono scenari pericolosi di colpi di coda reazionari del sistema del potere pubblico deviato, nella prospettiva che le organizzazioni mafiose detengano un potere di condizionamento della politica in Italia molto elevato, in virtù del condizionamento del consenso elettorale in molte regioni italiane, specie in quelle meridionali.

Non possiamo e non dobbiamo dimenticare che la prima azienda per fatturato nel patologico sistema economico italiano risulta essere l’organizzazione mafiosa della ‘ndrangheta.

Ma non si può nemmeno sottovalutare un potenziale abuso del potere pubblico da parte di quelle consorterie che impediscono di fatto ogni liberalizzazione ed ogni riforma strutturale del paese.

Una vera e propria reazione a catena, un organizzato attacco fatto di stillicidi personali, di modulazione della tolleranza nella applicazione della legge (non dimentichiamo che le funzioni pubbliche ed i poteri pubblici sono incarnate da corporazioni e caste che li esercitano da sempre, da vere e proprie baronie corporative), di inflessibilità nella tolleranza, di mancate vigilanze, di inosservate tutele.

Chiunque chieda più libertà, chiunque si esponga pubblicamente al cambiamento vero (non quello delle chiacchiere, ma quello più pericoloso per le caste; un cambiamento vero, autentico e realizzato, che impedirebbe la cooptazione, la baronia, il nepotismo, la familiarità e la mafiosità nelle scelte fondamentali della vita pubblica:
decidere a chi affidare potere pubblico e/o funzioni pubbliche a mezzo concorso e a chi indirizzare ricchezze enormi e potere pubblico attraverso l’affidamento di appalti pubblici),
chiunque chieda il riconoscimento del merito nella società e nel lavoro, come nella Pubblica Amministrazione
rischia come minimo di vedersi garantita una applicazione della legge a tolleranza zero,
se non un vero e proprio mobbing del potere pubblico deviato e deviante le finalità pubbliche e sociali, le libertà irrinunciabili e fondamentali della persona umana.

E non c’è molto da sperare nel controllo della informazione su eventuali abusi o veri e propri attacchi da parte del prepotere pubblico abusato,
poiché in Italia, il mondo dell’informazione è esso stesso casta corporativa, cui si accede esclusivamente per concorso pubblico.

Una realtà devastante e destabilizzante di ogni cambiamento positivo, di ogni mutamento dello status quo di chi detiene un pezzettino sia pur piccolo di potere pubblico e ne abusa per difendere il suo status corporativo, la sua posizione sociale, la continuità nel tempo dell’accesso per i suoi familiari ed affini al potere pubblico.

Una realtà grave e seria, una realtà che non può non essere presa in considerazione e prevenuta, almeno negli aspetti deteriori e del danno causato ingiustamente:

le preoccupazioni e le ingiustizie subite possono uccidere, esattamente come può farlo un attentato mafioso o terroristico.

Il momento storico attuale italiano può essere equiparato al momento storico della fine del comunismo reale in Unione Sovietica, avviato dalla Perestrojka (ricostruzione) e dalla Glasnost’ (trasparenza) intraprese da Mikhail Gorbačëv (Mikhail Gorbaciov) nella estate del 1987, iniziate, ma guarda un po il caso, allo scopo di ristrutturare l’economia nazionale.

Entrambe le ristrutturazioni russe ebbero vita breve, contrastate aspramente dalle oligarchie interne al passato, ma non deceduto, sistema pubblico-massimalista sovietico, oligarchie burocratiche che detenevano effettivamente il potere pubblico, oligarchie che, dopo la caduta della oligarchia politica, presero il sopravvento sino a portare alle massime cariche russe gli apici del potere pubblico, come nel caso di Vladimir Vladimirovič Putin, dirigente dei servizi segreti russi, il famigerato KGB.

Come vedete, nell’analisi suindicata, nessuna ristrutturazione politica può vincere in un sistema profondamente segnato dal potere immutato delle oligarchie burocratiche, che usano od abusano del potere pubblico prima, durante e dopo ogni mutamento riformista, condizionandone l’evoluzione o bloccandone la riuscita.

Ed è un momento molto simile a quello descritto, quello vissuto nei tempi odierni dall’Italia che tenta di cambiare se stessa.

Ed i pericoli che si affacciano al cambiamento italiano e a chi lo incarna, chi lo favorisce, chi lo invoca, possono essere non molto differenti dai pericoli che si sono vissuti e si vivono tutt’ora in un paese enormemente ricco come la Russia, ma governato da oligarchie burocratiche sopraffattrici di ogni libertà.

Attenzione a ciò che potrà avvenire in Italia nei prossimi tempi:

terrorismo politico, atti di intimidazione, pressioni illecite, subdoli esercizi del potere pubblico e del suo grado di tolleranza.

Chiunque tenti l’ormai irreversibile processo di aggiornamento e di adeguamento della Pubblica Amministrazione, delle sue funzioni e dei suoi illimitati poteri, deve mettere in conto una reazione “burocratica”.

I maggiori ostacoli al processo di ristrutturazione, di liberalizzazione, di mutamento e di cambiamento positivo del paese reale, sono sempre i medesimi:

la casta politica, la casta burocratica, le corporazioni del potere pubblico e le organizzazioni mafiose.

Questo è il nemico dell’Italia e degli italiani, oggi, come ieri.

Questo è l’elemento che tenterà di destabilizzare e di fermare ogni mutamento dello status quo corporativo.

Da questa corte di prepotenti, verranno gli attacchi subdoli, vili e vigliacchi ai giusti che combattono per la libertà.

Che vengano:

li stiamo aspettando.

Oggi come ieri.

Nella seconda come nella prima repubblica burocratica italiana.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

L’imperativo della Casta: “levare al povero per dare al fannullone”

martedì, 26 luglio 2011

Era il 2 maggio 2007 quando Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella pubblicarono il libro- inchiesta:

La casta. Così i politici italiani sono diventati intoccabili.

Solo l’anno precedente, nel famigerato referendum-truffa che impedì il varo della devoluzione, della diminuzione del numero dei parlamentari e dei loro incredibili privilegi, in quel giugno 2006 che segnò l’ennesima truffa al popolo italiano da parte della casta dei politici, di quei soggetti che non vogliono lavorare per vivere al di sopra delle proprie possibilità, si segnò la sconfitta della civiltà in questo paese.

Per offrire la posssibilità di meglio comprendere lo stato d’animo comunemente condiviso dei cittadini di fronte a questa indecorosa condizione, riporto la definizione di un amico di Facebook, Guido, che in poche parole descrive magnificamente il quadro:

“lo stato italiano è una metastasi che ha divorato nel tempo la ricchezza prodotta, ha levato al povero per dare al fannullone, dovunque ha messo le mani corruzione e sprechi …”

Il terzo capitolo del libro “La Casta” è intitolato “Quattro regine al prezzo d’un Napolitano” ed analizza i costi dell’istituzione più inutile (ma potente), quella che vive al Colle del Quirinale, quella della Presidenza della Repubblica, quella del Capo dello Stato.

All’epoca della pubblicazione del libro-inchiesta, il bilancio del Quirinale risultò segreto, non pubblico, mai pubblicato, assolutamente vietato all’accesso dei cittadini che invece, lo pagano per intero, senza aver diritto a conscere a quanto ammonti questo “intero”.

In questo momento preciso, il sito ufficiale della presidenza della repubblica pubblica un bando per l’assunzione di nuovi 6 ragionieri, a conferma del fatto che di conti da fare al quirinale, ve ne sono, e molti anche.

Sempre sul sito ufficiale, si legge che il personale a disposizione del colle si divide in comandato, a contratto e distaccato, e che è stato diminuito dal dicembre 2006 di 374 unità, di cui 72 nel solo 2010.

Il solo personale di ruolo al 31 dicembre 2010 risulta essere di ben 843 unità (144 in meno dal 2006) così ripartite:

74 appartenenti alla carriera direttiva, 97 alla carriera di concetto, 204 alla carriera esecutiva e 468 alla carriera ausiliaria.

Un piccolo esercito di inutili burocrati.

Un parco macchine di 35 unità (12 di proprietà e 23 in leasing) con 41 autisti a disposizione.

Il quirinale è anche quel paradosso per cui, un segretario generale che va in pensione, non va in pensione effettivamente, ma viene nominato “segretario generale onorario”, gli viene costruita intorno una nuova organizzazione burocratica e viene reinserito nel quirinale con il medesimo grado con il quale è uscito (e forse, anche con il medesimo stipendio).

Ma il quirinale è anche quell’istituzione che dispone di circa 300 corazzieri dei quali sarebbe utile sapere dove consumino il vitto (militare o quirinale?), dove alloggino e a spese di chi, con quali nezzi di trasporto si muovano e a spese di chi.

I corazzieri sono citati perchè è l’unica informazione resa pubblica nel 2007 del bilancio del quirinale, ma sono tantissimi i dipendenti pubblici che sono a disposizione del quirinale pur non dipendendo dalla presidenza della repubblica:

in quale bilancio sono iscritte queste spese, chi ne tiene i conti, chi ne rende conto e soprattutto, a chi?

Sempre dati comparati del 2007 fra presidenza italiana e tedesca informano che:

meno d’un decimo di quella del Quirinale la spesa tedesca, molto meno d’un decimo il personale.

Ed ancora apprendiamo dalle stesse nota informativa del colle che il personale complessivo a disposizione della presidenza della repubblica italiana è (2006) risulta essere nel 2006 di ben 2181 dipendenti, mentre nello stesos anno:

la Regina Elisabetta d’Inghilterra dispone di 300 dipendenti;

il Re di Spagna 543;

il Presidente degli Stati Uniti d’America 466.

Sarebbe utile scrivere un secondo libro dedicato alla casta ed ai suoi costi incredibili, con gli aggiornamenti su come i politici italiani siano caduti in basso, sempre più in basso.

Il peggio è che, per mantenere questa casta di politici senza alcun merito, si sprema il cittadino più povero e con meno potere di contrattazione, lasciando “i protetti della Casta”, fuori dalle privazioni cui la crisi economica costringe i cittadini qualunque.

Continuando così, nel “levare al povero per dare al fannullone”, il paese rischia di spaccarsi, ricadendo in rivoli continui di contestazioni e di indignazioni popolari, fra l’altro giustissime e sacrosante.

La casta impera ancora, distruggendo il futuro del popolo sovrano, ed adesso che i politici della casta hanno dinanzi a loro qualche anno senza tornate elettorali, riusciranno a dare e fare il peggio del peggio che la loro incoscienza ed irresponsabilità merita.

O che la loro ingordigia ordina.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

La strana storia di un paese in rovina

venerdì, 27 maggio 2011

Le classifiche mondiali vedono l’Italia perdere sempre più posizioni nella gerarchia economica e politica nel mondo contemporaneo.

Gli indicatori dei salari italiani rapportati a quelli del mondo occidentale disegnano una povertà imminente per chi vive di lavoro dipendente, in specie nel settore privato.

L’oppressione fiscale scaccia le aziende italiane verso paesi meno esosi che erogano servizi pubblici efficienti e dotati di una burocrazia che non divenga una pesantissima palla al piede del sistema economico ed imprenditoriale.

L’assenza di una giustizia tempestiva e l’inaudita durata dei processi inibisce gli investimenti di capitale privato dall’estero, spaventati dalla possibilità di vedersi stravolgere le strategie e gli investimenti aziendali da una sentenza negativa o da una sentenza positiva che non arriva mai.

E se la Casta Burocratica dei dipendenti pubblici costa troppo e produce poco e male, la Casta Politica pare proprio non essere da meno.

La mancata maturazione di una sinistra politica moderna e democraticamente orientata, mantiene in uno stato di “prolungata democrazia bloccata” l’alternanza al governo del paese come delle regioni, delle province e dei comuni.

Un centro destra che potrebbe essere egemone invece, si spacca ciclicamente sotto il peso di tradimenti politici abbietti, aventi come scopo dichiarato impedire le riforme che urgono al paese ricattando la maggioranza di governo al costo di misere ambizioni personali travestite da idealità ridotte ad aspetti propagandistici e formali.

In particolare il Federalismo, la riforma della giustizia, la riduzione delle costose poltrone del (pre)potere politico, l’incremento di efficienza della Pubblica Amministrazione, l’abbattimento dei costi eccessivi nella erogazione dei servizi al cittadino-lavoratore ed al cittadino-imprenditore, questi, come molti altri aspetti relativi alla evoluzione e della crescita del paese, vengono costentemente osteggiatti, contrastati o ricattati, al fine di non ammettere che le proposte politiche della maggioranza di governo ed in particolare della componente leghista, sono le uniche proposte valide sul tavolo della discussione politica.

Non si vuol dare ragione a chi ne ha da vendere, non si vuol accettare la sconfitta politica, non si vuol ammettere che altri abbiano sempre ragione e che troppi parrucconi incipriati che elevano spesso e volentieri grida di tutela del sistema stato così come è disgraziatamente oggi, occupino arbitrariamente posizioni di rilievo politico ed istituzionale quando intere generazioni di giovani capaci e preparati vengono impediti all’accesso nelle stanze del potere pubblico e statale.

La conservazione di privilegi e poteri a fini personali o di casta, questa, è molta parte della politica contemporanea italiana.

Il risultato complessivo è che il paese è in rovina, non cresce nei momenti di crescita complessiva e decresce nei momenti di stagnazione e di crisi economica e finanziaria.

Scappano i cervelli, fuggono le aziende, emigrano i capitali:

è una continua secessione di intere parti della società civile e produttiva, una secessione della Italia Privata da quella Pubblica.

Tutti scappano da un paese in rovina, fuggono da uno stato che non funziona, si dileguano dinanzi alla corruzione, si eclissano soffocati dall’usura, prendono il volo tiranneggiati dalle organizzazioni mafiose.

Non c’è giustizia in questo paese in rovina, non c’è speranza, non c’è futuro.

La dissociazione è una costante quotidiana, gli scismi polverizzano la volontà popolare, le scissioni amputano le gambe alle riforme, le spaccature tradiscono l’interesse comune:

è tutta una secessione.

Il leghismo applicato alla realtà rappresenta l’unica via d’uscita da una simile condizione di decadenza e di declino, ma viene sempre più ostacolato nel suo cammino.

Così, anche l’unica parte politica in grado di esprimere uomini e donne di valore a supporto di proposte politiche intelligenti e razionali federaliste, viene isolata e diffamata quotidianamente, portando a riconsiderare i leader leghisti che un ritorno alla scelta secessionista invece che navigare le fetide acque della politica dei palazzi del prepotere romano, paghi maggiormente i sacrifici e gli sforzi sinora compiuti per riformare il paese.

Pare proprio che, da una condizione di stupro continuo dello stato di diritto nei confronti dello stato di fatto, si possa uscire solo grazie ad una secessione, a tutti i livelli, in tutti i contesti, in tutti i settori, in tutte le stratificazioni sociali ed economiche.

E non è detto che una secessione effettiva nel paese, non sia la migliore risposta alla strana storia italiana, lastricata di tutele di caste inutili e costose e murata in una continua mancanza di difesa del popolo sovrano.

Il moto popolare secessionista non trova sfogo in questa Italia invalida e comatosa, aprendo scenari di secessioni verticali, trasversali ed orizzontali nel paese, scenari secessionisti che sono già in atto da tempo, secessioni che dissanguano sempre più il paese delle migliori energie, delle migliori menti, delle migliori braccia, delle migliori gambe.

O forse la secessione territoriale appare come naturale conseguenza di quella secessione che è già in atto all’interno del paese, una secessione che indica come certa casta politico-burocratica, certe corporazioni e certe mafie, non vogliano mollare la presa sulle finanze statali, sugli appalti pubblici, sui finanziamenti pubblici, sul lavoro pubblico, sui servizi pubblici, sulle poltrone del potere pubblico.

Ma che sia la prima secessione conseguenza naturale della seconda o viceversa, non fa differenza ormai, visto che il paese reale si mostra semrpe più spaccato e diviso di fronte ad una unità nazionale che impoverisce il popolo ed ingrassa i furbi, premia i fannulloni ed i racomandati e punisce severamente i probi ed i meritevoli con la punizione massima:

la schiavitù del merito al demerito, dell’azienda sana all’azienda mafiosa, del lavoratore probo al lavoratore fannullone, del cittadino partecipativo al cittadino rassegnato.

E se estirpare i mali che infestano il paese diviene opera sempre più difficile ed impossibile, allora amputare diviene preferibile al morire.

E se lo stato vuol liberarsi dall’anti-stato, non è forse meglio scindere ciò che non può convivere?

Dilemmi importanti si affacciano al nostro presente.

Dilemmi dai quali non si può sfuggire.

Governare questo presente è un dovere:

chi rifugge da questo imperativo lo fa solo per interesse.

Chi vuol lasciare tutto così come è, lo fa solo perchè gli sta comodo questo sistema statuale corrotto e corruttore.

E’ venuta l’ora di smettere di fuggire, è venuto il momento di affrontare la strana storia di un paese in rovina.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X