Articoli marcati con tag ‘demografia’

La fine della vita

martedì, 24 settembre 2013

Gli esperti di tutto il mondo affermano che abbiano una decina di anni per salvare la vita su questo pianeta.

E questo è l’ennesimo importante fallimento della politica delle nazioni modello Risiko piuttosto di un governo globale unico, universale, unitario ed univocamente indirizzato, orientato ed eseguito.

Come al solito sia gli esperti che i politici che i giornalisti tacciono qual’è il vero problema, il vero nodo da sciogliere e cioè, l’umanità.

Siamo troppi ed il numero degli esseri umani è triplicato negli ultimi 50 anni e continua ad aumentare senza alcun freno.

Domandina intelligente: come contribuisce una tale popolazione umana alla produzione di CO2?

Respirando innanzitutto.

Poi allevando animali per alimentazione umana, i quali animali hanno la pessima abitudine di respirare anche loro per vivere.

Poi vengono le attività antropiche propedeutiche alla vita umana su questo pianeta come industralizzazione, produzione dell’energia, trasporti, ecc.

Questo gas ad effetto serra (il CO2) aumenta la temperatura terrestre provocando una maggiore e più rapida evaporazione degli oceani, che immagazzinano una quantità di CO2 e di metano enorme, talmente grande che solo il suo immagazinamento nella parte ricoperta di acqua del pianeta consente la vita stessa.

Ma gli esseri umani non emettono solo CO2.

Infatti le loro puzzette emettono gas metano come pure le loro eiezioni emettono metano macerando.

Insomma, ci siamo capiti.

Punto primo: via le democrazie dove non si decide mai nulla e basta un referendum od una sollevazione popolare per cambiare l’indirizzo politico appena intrapreso vanificando ogi azione a salvaguardia della sopravvivenza umana terrestre.

Punto secondo: aggregazione forzata per continenti degli stati e della nazioni, attraverso il federalismo continentale (unica regola: simili con i simili) che rappresenta poi ogni singola nazione ed ogni continente nel governo globale che a sua volta, per divenire autorevole e rispettato deve immediatamente dotarsi del più grande e potente, attrezzato e dotato esercito del mondo e di una potente polizia globale federale.

Punto terzo: governo del globo con una leadreship unica sostenuta da un consigliere per ogni continente planetario.

Punto quarto il governo globale rende esecutive le proprie manovre e le proprie azioni a tutela e difesa dell’umanità in modalità istantanea, usando una forza inaudita ed energica contro ogni avversione all’indirizzo politico globale.

Fine delle democrazie e loro fallimento totale.

Arriva il nuovo ordine mondiale.

Se non dimezziamo subito la popolazione mondiale non potremo assicurare né garantire alcuna continuità alla razza umana.

E senza un governo unico federale globale non si potrà agire nella dovuta agilità e tempestività.

E visto che nessuno si è ancora presentato come candidato al suicidio, non si vede come possa salvarsi questo pianeta.

Fatemi un piacere però, fino a che siamo ancora tutti vivi:

non fatevi chiamare mai più homo sapiens che voi, l’intelligenza umana, non sapete nemmeno dove sta di casa.

Discorsi sulla vita, strofe di esistenza, parole per la sopravvivenza

martedì, 29 maggio 2012

Riporto alcuni brani tratti dal confronto con un amico su Facebook.

L’amico è colmo dell’amore di Dio, così come solo un americano sa essere.

Un amore planetario, che si scontra con la dura realtà.

La dura realtà di un uomo come me, che non riesce mai a spegnere il cervello, nemmeno dinanzi all’amore di Dio e all’amore degli uomini, al concetto di fratellanza e di uguaglianza umana.

Ecco i brani, riporto di seguito solo le mie risposte:

“nella vita spesso si pensa che, per ottenere il bene, bisogna fare del bene. Si confonde facilmente il bene con l’amore. E così, si finse per amare il simile che ti uccide. Per raggiungere l’amore o il bene della pace, in questa valle di lacrime, spesso bisogna far ricorso alla guerra, ovvero, dimostrarsi sempre pronti a difendere bene ed amore. Ovunque. Contro chiunque. Gli esseri umani sono complessi ….”.

” capire …. le regole del pianeta sono differenti dalle aspirazioni dell’umanità. Credere che salvare una vita o mille vite o centinaia di milioni di vite ogni anno sia una cosa amorevole e buona, un bene comune, è un evidente errore. Il pianeta sta morendo, soffocato da una insostenibile umanità, troppo popolato, troppo sfruttato. Ogni nuova bocca che respira e che si nutre, diminuisce drasticamente le aspettative di vita di tutte le altre vite già esistenti. L’amore spinge a salvare ogni vita. La difesa della vita spinge a diminuire drasticamente il numero degli esseri umani, numero raddoppiato negli ultimi 40 anni. …. capire …. capire cosa? le ragioni del cuore? le ragioni del pianeta? le ragione della vita? e di quale vita?”

Le domande sono dure, nude e crude.

Le risposte sono inumane, sebbene umane, poco o troppo umane, a seconda delle visioni.

Ma è vietato non applicare il dono di Dio della razionalità.

Riflettere ed agire conseguentemente oggi sul futuro del pianeta e della stessa sopravvivenza dell’umanità, potrebbe cambiare le cose, potrebbe salvare l’umanià degli uomini e delle donne.

Ma serve coraggio per affermare il bene.

Specie quando in troppi leggono il male come un bene fraterno e uguale a se stesso.

Specie quando esistono religioni, credenze, stili, visioni e modelli di vita inconciliabli ed incompatibili con la sopravvivenza dell’umanità.

Occorre riflettere.

Occorre prendere decisioni importanti, vitali direi.

Occorre agire, occorre reagire all’inazione.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino x

Il rifiuto dell’integrazione e l’odio verso lo stile di vita occidentale

lunedì, 13 dicembre 2010

Fonti di intelligence canadesi rivelano, in un rapporto pubblicato dal National Post, l’esistenza di un programma segreto di incitazione all’isolamento dei musulmani nel mondo.

Il programma prevede l’allontanamento da ogni modello di civiltà occidentale e la conseguente nascita di una “nuova ideologia” che contrasti apertamente con i valori di riferimento della civiltà occidentale.

Una miriade di “mini società islamiche fondamentaliste” nel corpo di ogni paese occidentale, per utilizzare l’ideologia come mezzo di contrasto democratico al modello ed allo stile di vita occidentale.

Come metastasi di un tumore maligno, tali gruppi hanno il compito di mettere a rischio la coestistenza e la stessa sussistenza dei paesi occidentali liberi e democratici proprio attraverso un processo di “crescita tumorale interna” che proceda in modo accelerato rispetto alla crescita delle cellule benigne e le soffochi tutte al momento in cui avranno preso il potere dall’interno dell’organismo-stato attraverso il metodo democratico della rappresentatività e delle libere elezioni democratiche.

L’isolamento iniziale di cui rivela il rapporto, serve a non contaminare le cellule maligne musulmane sparse nei paesi occidentali con la cultura e lo stile di vita occidentale, da sempre orientato alla tutela e alla difesa delle libertà individuali e dei diritti di cittadinanza.

In questo stato di “dormienza riproduttiva”, tali gruppi cellulari devono concentrarsi quindi sulla crescita demografica maggiore possibile, per raggiungere quel punto di non ritorno che consentirebbe ai musulmani di prendere il potere senza dover ricorre becessariamente all’uso della violenza nei paesi democratici occidentali e trasformarli così in paesi islamici fonamentalisti, ove ogni diritto ed ogni libertà individuale verrebbe abrogato e dove la norma religiosa musulmana coinciderebbe con la norma dello stato, nella produzione di uno stato etico.

Fondamentale in questa fase è l’isolamento, nel quale, deve avvenire la mutazione cancerogena islamica, al fine di creare il clima e le condizioni favorevoli per l’accoglienza di quei messaggi che provengono dal mondo del terrorismo islamico e indurre le conseguenti (re)azioni, violente e non, nei confronti delle società liberali e democratiche, azioni, che dovranno essere prodotte e messe in atto dal vivaio musulmano riprodotto, cresciuto, educato, formato, istruito e naturalizzato in un paese occidentale.

La proiezione demografica islamica è propedeutica alla istituzione di uno stato islamico etico globale governato dalla legge islamica.

Il nuovo modello sociale islamico ideologizzato, è molto vicino al modelo socialista delle dittature comuniste, laddove la norma ideologica era di pari forza di quella statale, creando così un modello statuale di “dittatura del socialismo reale”, laddove la base ideologica veniva applicata sic et simpliciter alla vita dei cittadini di un paese, piegandone con assoluto rigore gli stili di vita, le libertà individuali ed ogni altra volontà od istanza che prevenisse dal basso.

La mistura ideologica social-comunista di stampo islamico appare oggi il maggior pericolo alla stessa esistenza e sussistenza di un mondo libero e liberale e del mantenimento di un modello di vita occidentale laico, da sempre e per definizione, opposto e combattuto dal modello islamico.

Da sempre infatti, i residui del comunismo nel mondo, sono stranamente attratti e favorevoli allo sviluppo di una espansione colonizzatrice islamica, vista come una “rivincita” sulla storica e definitiva sconfitta del socialismo reale proprio da parte della fratellanza delle democrazie occidentali, laiche e liberali per definizione.

Il mondo deve quindi difendersi da questa nuova quanto antica minaccia, che tenta di destabilizzare dal di dentro i liberi paesi laddove i cittadini vivono uno stile di vita libero ed un modello globale vincente e sinora, almeno sinora, imbattuto.

Il grido di allarme lanciato dai servizi di intelligence occidentali è un campanello suonato per le caste politiche addormentate e parruccone che stentano a riconoscere l’espansione islamica come un pericolo mortale per ogni tipo di società multiculturale e democratica.

Posto che nessuno di questi imbelli politici, il giorno 11 del mese di settembre dell’anno 2001 dopo la nascita di Gesù Cristo, fosse seduto davanti ad un televisore ad assistere al più grave attacco al modello occidentale.

Su temi come flussi migratori, immigrazione clandestina, accettazione di culture che rifiutino ogni integrazione e che ci odiano profondamente, come sul nostro sile di vita ed il nostro modello culturale e sociale, è principalmente su questi temi che si divide da oggi in poi il buon governo dal cattivo governo, il buon politico dal cattivo politico, la buona società dalla cattiva società.

E’ in gioco il nostro futuro e la nostra stessa sopravvivenza.

Ogni tipo di tradimento è assolutamente proibito e punito, ovviamente.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Gli omosessuali, la famiglia naturale e la difesa delle libere democrazie

mercoledì, 24 marzo 2010

La famiglia e’ una societa’ naturale formata dal matrimonio fra un uomo e una donna, questo è il principio affermato dall’articolo 29 della costituzione italiana.
Questo vuol dire che le unioni omosessuali non possono passare attraverso l’istituto giuridico del matrimonio, a meno che, non si voglia modificare il dettato della costituzione italiana con una maggioranza qualificata.
Ma per ottenere questo risultato, la società italiana dovrebbe essere rappresentata per almeno 2/3 di omosessuali.
Questo scenario è il motivo per cui difendo strenuamente la famiglia naturale, caposaldo di una società naturale, argine assoluto alle novelle invasioni barbariche che si insinuano nel sistema democratico italiano con un vero e proprio attacco demografico, cui le coppie gay, non possono rispondere ed offrire alcun contrasto.
Le degenerazioni dei modelli e degli stili di vita occidentale offrono il fianco ai suoi competitori ed ai suoi più violenti avversari.
Ecco perchè invito chiunque faccia scelte di vita sessuale differenti da quelle naturali a prendere coscienza delle conseguenze pesanti che tali libere scelte hanno sulla stessa continuità e sopravvivenza del nostro comune modello occidentale, cristiano e naturale, oggi oggetto del più violento attacco culturale, religioso, demografico e terroristico che si sia mai registrato sinora.
E debbo ricordare agli omosessuali che, proprio il modello e lo stile di vita occidentale basato sulle libere scelte individuali e sul sistema delle libere democrazie è il primo argine alla loro stessa sopravvivenza, poichè risulta anche troppo evidente che, l’omosessualità vissuta nei paesi avversi al nostro modello di vita occidentale, viene avversata, violentata e punita anche con la morte.
Se io fossi un omosessuale, e non lo sono e non lo sarò mai, ci penserei più di una volta prima di fare il gioco di chi mi vorrebbe vedere penzolare da una forca.
Questa è una chiamata alle armi.
Questa è una chiamata alla riflessione sul senso di responsabilità di chiunque voglia vivere nella civiltà della democrazia e della libertà.