Articoli marcati con tag ‘democrazie liberali’

Egemonia omosessuale eterofobica e cristianofobica

domenica, 3 maggio 2015

La lobby gay governa gli Stati Uniti d’America e pretende di governare il mondo:

ecco la prova della egemonia omosessuale americana

Omosessuali sono minoranza in America, in Europa e nel mondo, ma attraverso una egemonia dittatoriale e liberticida impongono alle libere democrazie la egemonia omosessuale.

Chi finanzia la campagna elettorale di Hillary Clinton del 2016?

Chi ha finanziato Barck Hussein Obama II nel 2008 e nel 2012?

Questa è una guerra, ed è una guerra a difesa della libertà e della democrazia aggredite dalla lobby gay e dalla egemonia della lobby gay americana.

Questa è Roma cristiana e romana:

da qui, non si passa.

Logo campagna elettorale Hillary Clinton

Logo campagna elettorale Hillary Clinton

Ecco la prova della egemonia omosessuale americana

Ecco la prova della egemonia omosessuale americana

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La Crisi delle Democrazie Occidentali

martedì, 9 agosto 2011

Assistiamo ormai da un ventennio, alla caduta ed alla decadenza delle democrazie occidentali liberali, bloccate al loro interno dalle corporazioni e dalle caste del (pre)potere politico, vinte, piegate, sconfitte e soggiocate a loro volta dalla storica vittoria sul comunismo.

Dalla caduta del Muro di Berlino e dal conseguente smantellamento della Cortina di Ferro inizia infatti la caduta verticale del dominio globale delle democrazie occidentali liberali, incapaci di innovare la propria politica senza l’antagonismo anticomunista.

La corona del nuovo dominio globale è infatti da assegnare alla Cina, unica figlia sopravvissuta insieme a Corea del Nord e Cuba, di quel comunismo tanto combattuto dalle democrazie occidentali.

Ma è molto improbabile che sia l’ideologia comunista il valore di riferimento che si dimostra vincente nella Cina contemporanea, quanto un mercato economico in forte crescita che trascina nel suo sviluppo tumultuoso anche la società cinese, ma che non riesce a prenderne e condizionarne più di tanto, le redini politiche.

La Cina, al contrario degli states infatti, è una repubblica socialista governata da un partito unico.

E questo aspetto affatto secondario alla sua prevedibile crescita economica, le consente di navigare i mari agitati dei tempi di crisi moderni con adeguata sicurezza, potendo contare su di un potere esecutivo saldo e forte, continuativo, stabile e politicamente governato.

La politica delle libere democrazie occidentali appare invece in profonda crisi di identità, insicura, ferita a morte dalle sue stesse regole democratiche.

E’ grazie alla regola dei numeri che, per esempio, all’interno delle potenze economiche e nucleari europee si sono aperte profonde crisi di identità, avendo concesso un ingresso senza limiti a milioni di immigrati di religione mussulmana, affatto inclini alla integrazione, ed anzi, fortemente motivati nel raggiungere il potere in europa attraverso la regola democratica dei numeri e piegarla alla legge coranica della Shariʿa.

Ed è sempre grazie allla regola dei numeri che all’interno di paesi avanzati come l’Italia, si sono aperte profonde crisi di identità regionale e di rappresentanza avendo il sud, raggiunto la maggioranza numerica e democratica, esprimendo così un potere dominante nel parlamento, un potere che non è affatto libero dai condizionamenti mafiosi, dalla incapacità di governo dei suoi quadri dirigenti e da uno stile di vita assolutamente incompatibile ed antitetico con un ordinamento giuridico che garantisca diritti e imponga doveri, dato che appare evidente come le regioni meridionali siano assolutamente e da sempre malgovernate, impegnate a rivendicare solo dirittti, ma mai inclini a rispettare le relative regole.

Così, grazie alla regola democratica dei numeri e delle maggioranze, le scelte ragionate, le intelligenze acute e le volontà politiche siano sottomesse ad una casta politica insignificante, immorale, troppo spesso corrotta, talvolta mafiosa, ma soprattutto, senza alcuna capacità di interpretare le esigenze del popolo ed offrire risposte che lo soddisfino.

Così le esigenze delle famiglie e delle aziende italiane ed europee, vengono sottomesse a stili di vita assai improduttivi, prevaricatori ed arroganti, non assimilabili e nemmeno integrabili nelle società civili occidentali.

Così, le garanzie democratiche si dimostrano mera riserva proliferativa di territori e popoli fuori legge e di soggetti il cui comportamento risulta altamente pericoloso per la sopravvivenza dei paesi europei ed occidentali così come sono oggi.

Va sottolineato come, il paese occidentale che rappresenta maggiormente il mito della interazzialità e della multiculturalità incontri la sua prima vera crisi di identità e di potere, vedendosi addirittura svalutare in credibilità e fiducia dalle società internazionali di rating, proprio nei tempi in cui ha espresso il suo primo presidente “differente” dai precedenti.

Gli Stati Uniti d’America inoltre, debbono la garanzia sul loro debito pubblico interamente alla buona volontà del popolo comunista cinese, il che, rappresenta una duplice sconfitta storica per l’America.

Non bisogna dimenticare però, che un certo margine di perdita di credibilità, di immagine e di potere gli states lo abbiano incontrato anche a causa degli attentati terroristici del fondamentalismo islamico, volti proprio a minare alla base il potere e l’immagine dell’infedele occidentale per eccellenza:

la libera e democratica America.

Da non sottovalutare anche il fallimento della esportazione delle democrazie nei paesi arabi mussulmani come l’Irak o l’Afghanistan, fallimento che nasce anch’esso da una cocente delusione storica:

la raggiunta convinzione che la religione islamica sia assolutamente antitetica al sistema democratico e civile occidentale.

Tutto questo quando il presidente USA risponde al nome di Barack Hussein Obama II:

un paradosso che solo la bizzarria della storia poteva inventare.

Il Mediterraneo appare come un fattore ad alto rischio per l’europa, essendo proprio i paesi dell’area mediterranea o comunque dell’area meridionale europea, quelli esposti ad un maggior rischio di default:

Grecia, Italia, Spagna, Portogallo.

Mentre i paesi arabi mediterranei sono tutti in preda a rivoluzioni interne terribili, condizione di crisi che peggiora ancor più l’intero quadro socio-politico-economico europeo, come si nota nell’intervento armato nella crisi libica.

Una certezza emerge da questa analisi:

lo stile di vita e di governo delle popolazioni dell’europa meridionale è fallito, rischiando di trascinare con se, il resto delle popolazioni e dei paesi europei.

Non sono infatti di poco conto le spinte separatiste che vive questa europa contemporanea (proprio nel suo cuore direzionale in un Belgio ormai prossimo alla secessione interna) nata come una europa delle nazioni, anzichè come una europa dei popoli.

Come non sono affatto da trascurare il massacro norvegese messo in atto del giovane Ander Behring Breivik, gli odierni tumulti inglesi ed il malessere che serpeggia sempre più in questa europa che è tutta da rifare, soprattutto nelle sue scelte impossibili e suicide che prevedono una sempre più possibile maggioranza democratica nel prossimo futuro che non risponda più alle radici cristiane, civili, storiche e culturali dei popoli europei.

Va inoltre valutato storicamente e politicamente come, in taluni paesi del sud del mondo, sia ormai dimostrato come non sia possibile applicare un sistema democratico liberale e civile basato sulla alternanza.

Una prova vivente ne è l’Italia, passata da una repubblica socialista governata da un partito unico (fascismo) per approdare ad una sempiterna democrazia bloccata, all’interno della quale si è strenuamente impedito a certa immaturià ed irresponsabilità politica delle eterne opposizioni di raggiungere il potere e, laddove invece esse siano riuscite nell’intento di governare il paese, abbiano miseramente fallito, cadendo sotto il peso della loro cattiva predisposizione alla disciplina ed all’ordine.

Prego raccogliere la similitudine fra il fascismo storico italiano ed il comunismo cinese moderno:

entrambe, possono essere definite come delle repubbliche socialiste governate da un partito unico.

Prego anche raccogliere le sempre più motivate e numerose voci che chiedono l’intervento di governi dal potere non subordinato alle normali regole democratiche, al fine di superare le molteplici crisi in atto nelle democrazie occidentali.

Prego raccogliere le sempre maggiori e numerose spinte separatiste di popolazioni che non condividono affatto stili di vita che sono alla base delle crisi contemporanee, sia politiche che sociali, che economiche e finanziarie.

Un esempio ne è ancora l’Italia, unita con la forza in un paese che non è mai stato omogeneo ed integrato.

E sono sempre e proprio le mancate integrazioni il leit motiv dei nostri giorni.

Politici illuminati capaci di comprendere tale analisi e costruire un futuro adeguato cercansi.

Non è più il tempo delle partitocrazie:

è venuto il tempo degli uomini e delle donne di coraggio che sanno superare la vergognosa presenza politica di idioti e di incapaci assolutamente immeritevoli di rappresentare e di governare alcunchè.

Il treno della storia non ha mai aspettato nessuno, men che meno indecisi ed insicuri, ovvero ammaliati e soggiogati dal potere in quanto tale.

Bisogna far presto, prima che la democrazia uccida ciò che resta dell’europa e prima che i mercati perdano ogni fiducia nella possibilità delle potenze europee ed occidentali di risolvere i loro problemi.

In Cina infatti i mussulmani che protestano con violenza non trovano terreno fertile, ma anzi, vengono probabilmente utilizzati per rendere fertile il terreno cinese.

Basterà ricordare come il presidente cinese Hu Jintao lasciò precipitosamente il G8 dell’Aquila in l’Italia per rientrare in Cina a soffocare la crisi nello Xinjian, provincia nordoccidentale della Cina dove vive una maggioranza di etnia musulmana turcofona e dove erano in corso violenti incidenti con centinaia di morti, fra gli uiguri (mussulmani) e i cinesi di etnia han (che è maggioritaria in Cina).

E c’è ancora qualche decadente idiota politico che in Italia ed in Europa sostiene fortemente l’ingresso di paesi a maggioranza mussulmana come la Turchia nella Unione Europea:

misteri degenerativi delle democrazie e del frainteso senso della libertà individuale e collettiva.

Anche per queste evidenti idiozie, il sistema democratico occidentale appare in una crisi senza uscita, profonda e per certi tratti, suicida.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

La forza della mediocrazia: il gioco di squadra

sabato, 9 luglio 2011

Quando si ascoltano ripetuti richiami nei confronti di un soggetto ad un maggior impegno nel cosìddetto “gioco di squadra”, non vi sono dubbi sullo scopo finale di un tale invito:

assoggettare l’individuo intellettualmente superiore ed il soggetto meritevole alla mediocrazia ed alla idiocrazia imperante.

Non vi è alcun dubbio infatti, che se tale soggetto viene invitato ad un maggior gioco di squadra e non viene semplicemente invitato ad “uscire dalla squadra”, è perchè il suo valore è necessario a tutti, mentre appare più evidente che, sua pure nell’ottica dell’adagio “tutti sono necessari, nessuno è indispensabile”, di tutti gli altri giocatori si potrebbe fare certamente a meno, tranne proprio di quello che pare non fare il gioco di squadra.

La distorta visione di una democrazia che sia la dittatura degli idioti e degli immeritevoli sui soggetti razionali ed intelligenti oltre che meritevoli, affonda le sue radici storiche nel concetto erroneo che i soggetti, gli individui e le persone, siano tutti uguali.

Questa evoluzione negativa della democrazia in un concetto distorto di cittadinanza avverte le coscienze di quale grado di mediocrità e di irrazionalità si sia raggiunti in una società che immagina non un punto di partenza uguale per tutti, ma una uguaglianza obbligatoria e senza soluzione di continuità che sostenga la crescita di ognuno.

Ma la realtà ci avvisa che, sostenendo sempre e comunque un idiota nella sua crescita formativa umana, professionale, politica e di cittadinanza, si formano solamente eserciti di mediocri affatto inclini al sacrificio, soggetti che sono stati abituati a credere che il loro pensiero vale quanto se non più di quello degli altri.

Questa pantomima dell’umanità incontra poi il concetto deviato di uguaglianza, facendosene scudo e spada:

poichè siamo in democrazia, ognuno ha diritto di pensiero e di parola ed io penso e manifesto i miei pensieri, che devono essere sostenuti dal concetto errato di eguaglianza secondo cui, il pensiero di un idiota, in assenza di una Pubblica Opinione ben educata e formata che sappia discernere fra il pensiero di un mediocre da quello di un intelletto superiore, valga infine il pensiero di un essere intelligente e razionale.

E siamo alla fiera dell’imbecillità, supportata dalla assenza di una cultura generale sufficiente a discernere fra mediocrazia e democrazia.

In una condizione del genere, chiedere ad un intelletto culturalmente e razionalmente superiore alla media di fare “gioco di squadra” con dirigenze che sono il risultato della selezione mediocratica, sarebbe come chiedere ad un medico chirurgo cui sia stato affidato il Premio Nobel, di utilizzare la sua arte e la sua manualità chirurgica nel ripulire i canali di scolo delle fogne pubbliche.

Eseguire poi questa “delicata operazione” all’interno di sistemi corporativi di caste privilegiate sì, ma affatto meritevoli, singificherebbe per lo sfortunatissimo chirurgo, dover dipendere anche dalle indicazioni e dalle direttive di soggetti assolutamente mediocri (nella media le caste corporative possono generare mediocrità profonde perchè appunto, protette), ignoranti, intellettualmente carenti, oppure, peggio di ogni altra cosa al mondo, di ignoranti grossolani che hanno imparato a sostituire il proprio deficit intellettivo con la furbizia, divenendo così degli impareggiabbili praticoni del “so tutto io”, autentica mania dell’essere e riferimento sociale proiettato dalla comunità in cui sono nati e cresciuti.

E come ogni deficit, esso è di natura genetica, e si trapassa di generazione in generazione, formando nuove leve di idioti assoluti, patentati e laureati, ma molto lontani anche dallì’originale furbetto del quartierino che si è fatto da solo ed interpretando quindi la loro nucleazione comunitaria come un dovere sociale da parte degli altri soggetti e di un imprescindibile diritto atavico per se stessi, oramai divenuti uomini-dei, e come tutti gli uomini che si credono un Dio, ignoranti ed arroganti all’infinito.

Passa la palla!

No, a me, a me!

No, non così, devi cambiare fascia!

Ma cosa combini: non capisci nulla!

Tutti giocatori di talento, figli d’arte e allenatori del gioco di squadra sin dalla culla.

E non si avvedono nemmeno che le partite le stiamo perdendo tutte, ma proprio tutte.

Essi non hanno il dovere di essere giocatori normali, cittadini esemplari, soggetti meritevoli:

essi hanno la vocazione genetica a volere sempre ragione, sempre e comunque, anche quando la loro ragione, fa perdere una partita dopo l’altra a tutta la squadra, dando ovviamente la colpa di tutto questo a chi, secondo loro, non fa il gioco di squadra.

Motivo per il quale sono tanti quelli che con capacità di problem solving elevate che preferiscono fare gli spettatori che i giocatori, in questa follia dell’idiozia, in questa fiera dell’imbecillità.

Chi rompe paga, ed i cocci sono i suoi.

Anche questo adagio popolare può proiettare un futuro che è sempre più concreto e tangibile:

il declino delle democrazie liberali moderne, fraintese in mediocrazie della sopraffazione degli idioti sugli intelligenti.

Faites votre jeu, mesdames et messieurs, faites votre jeu.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X