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Regione Lazio: da Marrazzo a Fiorito, dal PD al PDL, è tutto uno schifo

giovedì, 20 settembre 2012

La classe dirigente politica definita anche “casta politica italiana” crolla e sprofonda sotto uno scandalo continuo e continuato, frana sotto le inchieste giornalistiche, collassa sotto negli scandali sessuali, decede sotto i colpi della magistratura inquirente a causa della malversazione con cui si sono distratti fondi pubblici per piaceri ed interessi personali.

Appena si nomina la casta politica italiana nel globo terrestre, subito si ode ovunque un latrare di risate e di sogghigni, a causa dello schifo immondo ed impunito con cui i politici italiani sgovernano il paese.

Una spesa pubblica che definire “allegra” è sicuramente un eufemismo inaccettabile.

Non ci si meraviglia che le mafie abbiano ormai preso il completo controllo del territorio e del popolo italiano, visto il peso inesistente della casta partitocratica più mafiosa corrotta e vile di tutto il Pianeta Terra.

E se la camorra napoletana dilaga nel Lazio, ora comprendiamo meglio perché questo fatto possa avvenire senza incontrare il sia pur minimo contrasto delle classi dirigenti laziali.

E se la casta politica sprecava e rubava il danaro pubblico nella regione Lazio, sia sotto il governo del PD che sotto il governo del PDL, allora dobbiamo anche domandarci come mai la casta burocratica che pure è lì, in quel palazzo, quotidianamente a contatto con le carte ed i documenti che provano il ladrocinio politico, ecco, dovremmo proprio chiederci come mai nessun burocrate abbia mai denunziato le malversazioni, pur evidenti?

E cosa dire a questi squallidi figuri che la spesa pubblica in aumento ha ulteriormente innalzato il già gravoso debito pubblico italiano?

E come dire a questa gentaglia dei bassifondi sociali italiani che ha scalato classi sociali facendo rapide carriere non con il duro lavoro, ma con la malapoltica, ebbene come comunicare a queste luride facce da porco che insozzano l’Italia, come dire loro che sarebbe meglio per tutti vederli patire per sempre nelle patrie galere ovvero vederli appesi al grosso ramo di un grosso albero sito in una pubblica piazza italiana?

Poiché tanto tutti sappiamo bene che, passata la festa, gabbato il santo, e cioè, passata la forte attenzione di questi giorni da parte della Pubblica Opinione su questo ennesimo fatto di cronaca giudiziaria in sede politica, questi luridi porci, questi malviventi, questi delinquenti autorizzati torneranno alle loro case, a spendere i danari di un benessere che non meritavano e che hanno sottratto con l’inganno alla Pubblica Amministrazione?

E mentre questi porci schifosi si compiacciono in altisonanti discorsi sulla efficienza ed efficacia nella erogazione dei servizi pubblici e della efficienza della spesa pubblica, mentre tutta questa merda incivile infanga l’Italia distruggendone credibilità e buon nome dei prodotti, dei servizi pubblici e dei marchi, creando enormi danni al Prodotto Interno Lordo di un paese aggredito dalla corruzione (sia morale che materiale) della casta politico-burocratico-partitocratica, dalla evasione fiscale dei delinquenti che si autodefiniscono “furbi”, della usura estorsiva dei mafiosi e dei corrotti in abuso del potere e del danaro pubblico, mentre tutta questa massa di escrementi fecali rende il territorio italiano pari ad una Fetida Latrina a Cielo Aperto, il popolo dei cittadini-lavoratori, il popolo sovrano dei contribuenti, il popolo delle famiglie e delle aziende, fallisce sotto il peso della malapolitica e della corruzione, della aggressione violenta delle organizzazioni mafiose, della evasione fiscale dei soliti noti e della usura.

Chiaro che questa politica e questi politici non desiderano una normativa anti corruzione che funzioni e che sia allineata con quella europea e nord-occidentale.

Chiaro che questa politica e questi politici scendano a patti con le mafie tradendo lo stato.

Chiaro che questa politica e questi politici vanno puniti oltre la misura “garantita” (sich) dalla legge, dalla (in)certezza del diritto e della (in)giustizia italiana.

Ma è ancor più chiaro che in codesto sporco modo non si possa più andare avanti.

Oltremodo chiaro è che punire con la pena di morte la corruzione politica e burocratica, il ladrocinio e lo spreco di danaro pubblico in italia sia un dovere morale ormai inderogabile.

Ma potrà mai una casta politica autorefenrenziale come questa, mafiosa come questa, corrotta come questa, delinquente come questa, punire se stessa con la pena capitale?

Ed ecco raggiunto il limite di una democrazia ormai ridotta a fantoccio spaventapasseri posto a difesa della classe dirigente più schifosa del mondo.

Ecco appurato che, queste merde, non molleranno il potere senza combattere, senza abusare ancora una volta del potere pubblico per salvare se stessi e massacrare il popolo sovrano.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X