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Amnistia & Indulto : la casta politica tutela e difende l’illegalità

mercoledì, 31 ottobre 2012

Ciclicamente la casta politica dei magnaccioni, dei fraudolenti, dei malversatori, dei corrotti, dei peculatori, dei falsi-ideologisti, dei corruttori, dei parassiti, degli usurpatori, dei contrattatori con le mafie, dei segretari amministrativi, dei tesorieri, dell’aumento della spesa pubblica, dei fondatori del debito pubblico, delle zecche parassitarie al sistema stato, dei traditori dello stato e del popolo sovrano, dei collaboratori esterni-interni con le mafie, dei venditori-scambiatori di posti di lavoro pubblici, della assegnazione di appalti pubblici decennali a rinnovo pluridecennale, dei porci fissati con i sesso o con le droghe od ossessionati da tutte e due le cose,

ciclicamente, questa monnezza mafiosa e corrotta, sia moralmente che materialmente, crea ad arte le precondizioni per riproporre ora una amnistia generale o parziale, ora la grazia, ora un indulto.

Infatti, se la casta politica continua a chiudere gli istituti di pena, a non costruirne di nuovi e a non utilizzare quelli comunque costruiti o esistenti ed abbandonati, appare ovvio, scontato e certo che il numero dei detenuti, in un paese così schifosamente amante della illegalità, continuerà a salire, salire, salire.

Di suo, la giustizia italiana con le sue impossibili lentezze, assicura anch’essa l’aumento continuo ed indeterminato della popolazione carceraria.

Così, casta politica e casta burocratica creano e non governano le condizioni di sovrappopolamento delle carceri italiane, al solo costo di poter ciclicamente offrire una via d’uscita dal carcere a chi delinque, a chi commette crimini, a chi è braccio armato del mondo della Illegalità, della Ingiustizia e della Insicurezza.

Sembra fatto apposta.

Ed io credo che sia fatto apposta per questo.

Quando si tratta di andare ad elezioni, la casta politica cerca voti, soprattutto dai criminali, concedendo loro l’uscita dal carcere evitando così di pagare il proprio debito con la società ai migliori e maggiori assassini della società italiana.

Vi lamentate del degrado?

Lo creano apposta.

Vi lamentate della ingiustizia?

La creano ad arte.

Vi lamentate della insicurezza?

La coltivano volutamente.

Vi lamentate della eccessiva diffusione della illegalità?

La producono scientemente.

Ma questa volta, se solo provano a liberare tutti i loro amici ed elettori dal carcere per inondare ancora una volta le piazze e le strade italiane di delinquenti consci della loro intoccabilità ed impunità, io li denuncio.

Ma non alla magistratura italiana, ma alle corti di giudizio superiore a quello italiano, da quello europeo in su.

Per questo taluni politici italiani vorrebbero staccare la spina dall’Europa:

per evitare un controllo ispettivo ed una vigilanza superiore.

Oltre che i bilanci pubblici e privati (falsi e truccati) italiani, è ora di sottoporre a sorveglianza anche ogni omissione od azione che distrugga il bene comune della sicurezza, della giustizia e della legalità, perpetrata da politici e burocrati.

Sarà meglio scrivere sentenze importanti che impediscano ad una politica ed una burocrazia troppo vili e servili dei poteri forti e dei poteri mafiosi di arrendersi alle imposizioni del mondo delle illegalità, di scendere a patti, condizioni e trattative con le organizzazioni mafiose ed il mondo delle illegalità diffuse.

Chiunque abbia intenzione di realizzare amnistie, grazie o indulti, sappia che il prezzo che sarà costretto a pagare potrebbe essere troppo alto e troppo al di sopra delle proprie istituzionali competenze e resistenze.

Stavolta, se aiutate ancora delinquenti e mafiosi, ve la faccio pagare cara:

dovrete spiegare ai popoli nord europei perché siete così vicini a chi sbaglia e lontani da chi soffre sacrifici immensi nel tentativo disperato e voluto, quotidiano e determinato di adempiere ai propri doveri di cittadinanza.

E non sarà gettando fango e costruendo prove e testimonianze inesistenti a carico di chi diffonde e propaganda verità scomode e scottanti che ne uscirete, stavolta.

La sfida per la legalità è lanciata:

fate il vostro gioco, “signori” e signore”, fate il vostro gioco.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Il calcio italiano è morto. Viva il Calcio Italiano : Zeman Presidente FGCI

venerdì, 1 giugno 2012

Il calcio è finito in Italia, da almeno una ventina di anni.

Il calcio italiano potrebbe forse risorgere a condizione che a governarlo fosse Zdeněk Zeman, l’unico vero sportivo rimasto nel calcio italiano.

Gli altri si stan dimostrando farabutti, malviventi, corrotti e mafiosi, ovvero, complici od omertosi.

Un paese disagiato e degradato in modo pericoloso.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Degrado a Foggia: ma dov’è il cestino?

giovedì, 10 maggio 2012

Vero è che alcuni cittadini foggiani non utilizzano i cestini per la raccolta dei rifiuti nemmeno quando sono disponibili, ma è altrettanto vero che, se non vi sono disponibili cestini per i rifiuti, sarà più facile trovare rifiuti abbandonati nelle aiuole, nelle piazze e nei giardini pubblici.

Nessuna giustificazione per l’inciviltà e l’ignoranza, ma sarebbe meglio che i cestini fossero disponibili in tutta la città.

Video, Ma dov’è il cestino?

Buona visione.

E ricordate che non sono un professionista ne un amatore della video ripresa.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Napoli fra Camorra, Emergenza Rifiuti, Illegalità e Degrado Urbano: Stato di Emergenza Generale

sabato, 25 giugno 2011

Immaginate una realtà urbana composta di un milione di abitanti, cinta da un’area metropolitana fra le più popolose d’Italia e d’Europa e ad altissima densità abitativa.

Immaginate una città europea ed occidentale dove 7 case su 10 non esistono presso le mappe catastali.

Immaginate uno stile di vita tradizionalmente votato alla irresponsabilità individuale e collettiva, ad una leggerezza dell’essere che si vota ad una illegalità spaventosa, ad una arroganza indicibile, ad una prevaricazione violenta del prossimo e ad una inosservanza assoluta della legge e di ogni altro modus vivendi civile e basato su comportamenti ispirati alla correttezza, al rispetto reciproco ed al dovere.

Immaginate una realtà urbana dove garantire al sicurezza e la salute dei cittadini sia praticamente impossibile.

Immaginate una comunità umana che ha abiurato l’intelligenza e la razionalità in favore di comportamenti che fanno della furbizia l’unico stile di vita condiviso e riconosciuto.

Immaginate una città dove omicidi, rapine, violenze e prevaricazioni siano assurte a regola di vita, da condividere o da subire.

Immaginate una realtà urbana che contenga la presenza di ben 50 cosche mafiose camorristiche in città e di altrettante nella sua provincia.

Immaginate una città europea che viene ciclicamente quanto cronicamente sommersa dai propri rifiuti non raccolti, non differenziati, non smaltiti.

Immaginate una cultura, una storia, una politica, un modo di vivere e di governare il bene comune per cui, la deresponsabilizzazione, sia la morale unica di riferimento, per cui, ogni problema dei mille di cui soffre una città, sia sempre da attribuire alla mancanza di terzi e non alla incoscienza di chi vi risiede, di chi vi abita, di chi la vive.

Ecco, non andate oltre con la vostra immaginazione:

benvenuti a napoli.

State molto attenti, però, che a voler tentare di stimolare la comunità napoletana a comportamenti maggiormente civili e consoni ad uno stile di vita basato sulla correttezza morale e materiale, sulla partecipazione attiva alla vita pubblica, soggetta al rispetto della legge, incline al rispetto delle altre popolazioni e degli altri territori che condividono con essa stato di diritto, lingua nazionale, immagine nazionale, simboli nazionali, cultura nazionale, storia nazionale, politica nazionale, finanza nazionale, economia nazionale, ebbene, prestate molta attenzione a mostrare volontà di analisi critica nei confronti del fallimento umano, culturale, civile, urbano, legale, amministrativo, burocratico e politico napoletano, poiché potreste anche ritrovarvi con una bella accusa di essere dei volgari razzisti, dei mentitori, degli stravolgitori della realtà napoletana.

Napoli annega da sempre nella propria monnezza?

Razzisti maledetti: è colpa di tutti, tranne che dei napoletani!

A Napoli regnano sovrane illegalità diffusa e camorra?

Millantatori menzogneri, mascalzoni e professionisti della diffamazione: è colpa di tutti, tranne che dei napoletani!

Napoli distrugge l’immagine del Belpaese, massacra il Made in Italy, danneggia l’immagine della nazione unitaria, mortifica una intera popolazione nazionale, umilia l’Italia intera e propaganda immagini deleterie dello stile di vita italiano in tutto il mondo?

Ma è colpa degli italiani, ovviamente, mica è responsabilità dei napoletani?

La monnezza napoletana giace ammassata maleodorante ed incendiaria per le strade e le piazze napoletane?

Ma è colpa della camorra, della regione, del governo nazionale, della Lega Nord, del nord, dei settentrionali, dei meridionali, dei siciliani, dei pugliesi, dei lombardi, dei laziali, dei toscani, dei piemontesi, degli emiliani, dei veneti, dei romagnoli, dei marchigiani, dei calabresi, è colpa di tutti e di tutto, tranne che dei napoletani.

Ovvio, no?

E non permettetevi di darne la colpa e la responsabilità a napoli, ai napoletani, alla classe dirigente napoletana:

sareste solo dei maledetti razzisti!

Nel frattempo, napoli non esiste più:

resta fuori dal dettatto della legge italiana, non governa il proprio territorio e la propria comunità, non gestisce il proprio ciclo dei rifiuti, non garantisce le condizioni minime per una vita civile e dignitosa, rispettosa della legge e rispettosa del prossimo suo connazionale, reso schiavo e costretto a porre rimedio ad ogni sua inciviltà, ad ogni sua incapacità, ad ogni suo errore, ad ogni sua colpevolezza, ad ogni suo ritardo, ad ogni suo degrado, ad ogni sua mancanza, ad ogni sua emergenza, ad ogni sua esigenza, ad ogni suo bisogno, ad ogni suo disservizio, ad ogni sua pretesa, ad ogni sua arroganza, ad ogni sua violenza, ad ogni sua prevaricazione.

Napoli è semplicemente fallita, miseramente.

Quando ne prenderà atto il Capo dello Stato?

Quando ne prenderà atto il Capo del Governo?

Quando ne prenderà atto il Parlamento?

Dichiarare lo stato di emergenza a napoli?

Sì, ma uno Stato di Emergenza Generale, non solo limitato ai rifiuti, con il conseguente commissariamento del governo cittadino, con la conseguente limitazione dei diritti civili e politici di una intera popolazione che ha più che ampiamente dimostrato di non saperli esercitare e rispettare, con l’istituzione di una governance napoletana commissariale della durata di almeno quattro lustri, che abbia carta bianca per ripulire la città da ogni illegalità da ogni sopruso, da ogni monnezza.

Napoli va commissariata e sottoposta ad un governo di emergenza da imporre con la coercizione pubblica, con la forza pubblica, con l’imperio pubblico.

Napoli va commissariata ed affidata alle cure di un non-napoletano, che ricrei in un arco ventennale, le condizioni minime per una convivenza civile e rispettosa della legge.

Tale commissariamento è un imperativo cui nessuna politica nazionale si può sottrarre, se intende veramente salvare il salvabile in una comunità degradata e massacrata a tal punto, da credere ormai che non vi sia salvezza, non vi sia un futuro diverso da questo indecente presente.

Napoli è ingovernabile?

Napoli non è riconducibile ad una condizione sia pur minima di vita civile e democratica?

E allora, non vi è da perdere altro tempo e danaro pubblico:

va commissariata nella sua totalità e riportata, con la forza o con la ragione, nell’alveo di una civiltà democratica che ha il precipuo ed imperativo dovere di intervenire, con ogni mezzo, per imporre la Legalità, la Giustizia e la Sicurezza a napoli.

L’esercito a napoli?

Sì, per venti anni, ad ogni angolo di strada, in ogni piazza, in ogni rione, in ogni quartiere, in ogni palazzo del potere, in ogni momento della sua vita cittadina, 24 ore su 24, 7 giorni su 7 e 365 giorni all’anno.

Altrimenti, ogni altro intervento emergenziale si dimostrerà inutile se non addirittura dannoso, perpetuando e validando una condizione di prevaricazione e di inciviltà assoluta, secondo la quale, ad ogni mancanza napoletana deve corrispondere un rimedio nazionale, ad ogni danno napoletano deve corrispondere un danno nazionale, ad ogni furbizia napoletana deve corrispondere una umiliazione nazionale.

Ma dove sta scritto tutto ciò?

In quale legge nazionale ed in quale articolo della costituzione italiana sta scritto che i napoletani possono fare tutto quel che gli pare e piace al di fuori della legge e tutti gli italiani sono coercitivamente obbligati a pagarne il danno per loro?

Lo stato di diritto non può imporre questa dittatura della illegalità e della inciviltà napoletana all’intera nazione.

Lo stato di diritto ha il preciso dovere di intervenire, con forza e decisione, al fine di risolvere radicalmente e di recidere definitivamente ogni precondizione che sottragga alle proprie responsabiltà personali, civili, politiche, individuali e collettive i napoletani.

Lo stato ha il dovere di garantire alla popolazione italiana l’immediata cessazione di questo degrado inaccettabile, di questa inosservanza della legge, di questa zona franca dalla civiltà democratica che è rappresentata dal territorio napoletano.

Urge certificare un fallimento di fatto in un fallimento di diritto, per porre fine a questa cronica condizione di inciviltà anti-democratica, che è eccessivamente dannosa ed onerosa nei confronti del resto dei territori e delle popolazioni nazionali, assolutamente incolpevoli e innocenti, di fronte ad un problema che è squisitamente, puramente, strettamente, meramente, esclusivamente, solamente, unicamente, completamente, precisamente, precipuamente, specificatamente, assolutamente, solo e e soltanto napoletano.

Ogni altra strada che si intenda percorrere, contribuirà solamente ad aumentare il danno complessivo, a radicare la convinzione che ciò che accade a napoli è normale, è giusto, è civile.

Una aberrazione che va contrastata e combattuta, questa, al fine di impedire che la catastrofe napoletana, divenga quella goccia che farà traboccare l’intero vaso italiano, annegandolo nella sfiducia generalizzata di tutti i paesi civili e democratici, convinti oramai che, l’Italia non sia in grado di autogovernarsi, di rendere giustizia, di imporre la legge, di essere un paese che offra garanzie di democrazia e di libertà che non vadano confuse con un lassismo che infrange volontariamente la legge, nel silenzio assoluto di una casta politica incredibile ed inenarrabile.

L’Italia va liberata da questa insostenibile “oppressione napoletana”, come va garantita ai napoletani stessi, la possibilità di vivere in una civiltà decorosa, in una sicurezza accettabile, in una città vivibile, senza che questo si trasformi in un debito perpetuo mai contratto dagli italiani nei confronti dei napoletani.

Questo stato di fatto è inaccettabile:

a napoli va ripristinato lo stato di diritto, subito.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X