Articoli marcati con tag ‘declassamento debito pubblico’

Benvenuti all’inferno della furbizia e del vizio

mercoledì, 10 luglio 2013

Standard & Poor’s taglia il rating dell’Italia, ancora una volta.

Così come Fitch taglia il rating delle banche italiane, ancora una volta.

Così come FMI (Fondo Monetario Internazionale) declassa definitivamente l’Italia a paese ‪‎PIGS‬ alla stregua di ‪Portogallo‬ ‪‎Irlanda‬ ‪Grecia‬ e ‪Spagna‬ e boccia definitivamente e senza appello l’Italia‬ che non comparirà più fra le grandi, le medie o le piccole potenze mondiali. ma verrà individuata solo come estrema periferia della eurozona, molto più prossima al sistema economico, politico e finanziario africano e mediterraneo che a quello europeo,

Crolla ancora la credibilità italiana nell’ennesimo downgarde del rating italiano che da BBB+ scende a BBB, dopo una serie infinita di alert e di allarmi che le istituzioni politiche italiane non hanno ascoltato, non hanno voluto ascoltare, sfidando in un sol colpo la storia, l’economia mondiale, la finanza globale e la pazienza dei governi dei paesi virtuosi.

J.P. Morgan, FMI, FED, Standard & Poor’s, Moody’s, Fitch, UE, BCE, Dagong Global Credit Rating, tutto il mondo civile avanzato e industrializzato ha chiesto più e più volte alle istituzioni italiane di fermare il processo di downgrade italiano, quel fallout italiano che rischia di trascinare con se un paese che è troppo grande per poter fallire impunemente come è troppo grande per essere salvato.

Ma le caste corporative italiane che compongono la classe dirigente italiana (casta politica, casta partitocratica, casta burocratica, casta sindacale, ecc.) si sono chiuse a riccio dinanzi a a tutte le proposte riformatrici e liberalizzatrici rivolte a salvare l’Italia da un suo fallimento annunciato.

Troppo egoiste, ignoranti, arroganti, presuntuose, troppo chiuse nel difendere uno status quo di prevaricazione sociale, economica e finanziaria, troppo vili per poter affrontare il futuro a petto nudo, cuore in mano e mente aperta.

L’Italia fallisce per esclusiva responsabilità di queste brutture, di queste deficienze, di queste idiozie.

La casta politica, in particolare, pur di mantenere invariato il suo prepotere assoluto sul Paese Reale, ha giocato male le sue carte, barando e tradendo il popolo sovrano dei cittadini in trattative stato-mafia, assassinando le famiglie italiane e suicidando le aziende italiane.

Impunità ed immunità della casta erano assolute certezze cui le mafie agognavano di partecipare.

Impunità e immunità dei mafiosi (non punibilità del reato di comportamento mafioso), illegalità diffusa nelle propedeutiche della evasione fiscale, del lavoro nero, della corruzione e dell’usura, incertezza della pena e del diritto, ingiustizia giudiziaria e sociale, fallimento nei meccanismi di redistribuzione del redditto, del benessere e della ricchezza prodotte.

In buona sostanza, si tratta del trionfo dell’egoismo personale, famigliare e di cosca e del fallimento dell’unità nazionale.

Un egoismo che sembra non trovare freno e contrasto, non aver mai fine e scopo.

L’autoreferenzialità istituzionale italiana è il sintomo più evidente della arroganza e della protervia con cui la casta politica dispregia il popolo, distrugge il paese, in assoluto, indisturbato e completo abuso del potere pubblico.

La democrazia abusata e bloccata in 63 anni di dominio della casta ed in tre repubbliche della corruzione e della mafia, questa democrazia ormai deceduta per abuso di se stessa, questa ormai infranta catena del potere democratico, questo infinito dividi il popolo per poterlo imperare, questo fatuo fuoco della democrazia senza consenso e della libertà rubata, questa dittatura della corruzione materiale e morale è giunta al suo ultimo atto.

L’inferno della storia si apre dinanzi al nostro futuro, assai incerto, fosco, invisibile.

L’inferno in terra della questione morale e della questione meridionale, dei paesi viziosi e mafiosi, trova infine un suo senso, un suo indirizzo:

quello di una ghigliottina per ogni testa di cazzo che ha derubato, truffato, frodato, dilaniato, corrotto, usurato e mafiosato questo paese e questo popolo.

Quello di una furbizia viziosa che è ormai giunta alla sua ultima ora, giunta alla sua resa incondizionata dinanzi alla intelligenza e alla razionalità.

Bentornata intelligenza.

Bentornato, oste della storia:

il futuro torna dal passato.

“Questo è il tempo in cui gli intelligenti rifuggono la coesione con i furbi, impedendo alla forza dei numeri di avere un valore rispetto alla intelligenza superiore, impedendo al concetto democratico della maggioranza dei furbi di soffocare l’intelligenza degli eletti.

Questa è la fine del mobbing dei furbetti che impedisce alla umanità di evolvere nell’oltre uomo, nel concetto del super uomo.

L’unione fa la forza, appunto, ma non l’intelligenza.

E questo è il tempo in cui l’intelligenza e la razionalità torna al potere.

Bentornata intelligenza.”

Gustavo Gesualdo
alias Il Cittadino X

Monti, Berlusconi, Napolitano e la casta politica italiana

lunedì, 14 novembre 2011

Il dado è tratto.

L’esecutivo tecnico Monti sostituisce l’esecutivo politico Berlusconi.

Obiettivo:

realizzare quelle riforme strutturali e quelle liberalizzazioni del mondo del lavoro che urgono al paese e che nessun governo politico ha sinora mai realizzato, benché promesso.

Resta incomprensibile, essendo invariata la composizione della casta politica parlamentare, come sia possibile modificare, per esempio, una legge elettorale che promette attualmente un collegio ed una elezione sicura ad vitam ai parlamentari italiani.

Come anche non si comprende come e perché la medesima casta politica dovrebbe realizzare urgentemente quelle riforme strutturali e quelle liberalizzazioni decretate dal governo Monti che la medesima casta politica non ha voluto realizzare con le decretazioni del governo Berlusconi, e proprio ad iniziare da quella decretazione anti-corruzione che più di ogni altra, assicura discontinuità alla peggiore evidenza della casta politica e burocratica italiana:

quella troppe volte e troppo spesso coinvolta in scandali corruttivi o in presunte connivenze e cointeressenze negoziali con le organizzazioni mafiose a danno della libertà dello stato italiano e dei suoi cittadini.

Ed è proprio questo l’aspetto che maggiormente incuriosisce nella transizione italiana contemporanea, posto che, dai vari interventi politici resi pubblici nel corso delle consultazioni del Capo dello Stato Napolitano, pare siano scomparsi problemi storici di grossa evidenza come il contrasto alle organizzazioni mafiose, la questione Morale, la questione Meridionale e la questione Settentrionale, per fare solo alcuni esempi che saltano agli occhi.

Ma così è scomparsa anche l’emergenza della così detta Monnezza Napoletana, della quale si è perduta ogni traccia, benché non ancora la presenza.

A meno che non si voglia ulteriormente deresponsabilizzare la casta dominante dinanzi alla crisi italiana, eludendo la realtà di una spesa pubblica impossibile e di un debito pubblico invalidante, e discutendo invece di una crisi che non pare trovare fondamento nella incapacità politica italiana nel dibattito politico attuale, ma sembra cercare motivi e responsabilità del default italiano in una più volte paventata e mai dimostrata incapacità francese, tedesca od europea, ovvero in una fantasmagorica onnipresenza giudo-plutaico-massonica da indicare a seconda del caso e della opportunità.

Come se l’illegalità diffusa, il lavoro nero, l’evasione fiscale, il cancro mafioso, la crescita della spesa pubblica e del conseguente indebitamento pubblico italiano, fossero responsabilità imputabili ai parlamentari ed ai capi di governo europei.

In questa ottica di de-responsabilizzazione politica, pare di assistere al solito teatrino italico dello scarica barile, nel quale i problemi del paese non vengono mai risolti, perché semplicemente essi sono ridotti alla “non esistenza” o ridotti al silenzio dalla classe dominante italiana, che controlla integralmente anche l’informazione, grazie ad una normativa anch’essa vetusta ed antiquata, bisognosa di una tempestiva e complessiva liberalizzazione dai “controlli politici” imposti da una normativa fascista che nessun parlamento repubblicano ha mai abrogato e riformato.

Per cui, d’un tratto, sono risolte senza fatica alcuna, questioni annose e dannose come quella delle presenza potente delle mafie nella società italiana che possiamo sintetizzare nel paradigma:

tutti mafiosi? Nessuno mafioso.

Ovvero : tutti corrotti? Nessuno corrotto.

Tutti indebitati? Nessuno indebitato.

Ma questo rappresenta un gioco assai pericoloso, poiché forzare il gioco adesso, equivarrebbe al veder comparire il Tilt nel gioco del Flipper, con l’oscuramento del piano di gioco e la sua immediata immobilizzazione.

E dopo il Tilt, come tutti sanno, non resta che attendere che appaia la scritta luminosa Game Over.

Ed il gioco è finito.

Per sempre.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Italy downgraded – Standard & Poor’s, Moody’s and Fitch

venerdì, 7 ottobre 2011

Nel giro di poche settimane, tutte e tre le società di rating internazionale hanno ridotto la propria valutazione sul merito di credito dell’emittente sovrano Repubblica italiana, indicando anche un outlook negativo.

Oggi, tocca alla Fitch, la terza tra le grandi agenzie di rating mondiale, che boccia il grado di affidabilità del debito sovrano e la effettiva volontà e capacità del governo italiano di ridimensionare realmente il debito pubblico e di ridurre drasticamente l’enorme spesa pubblica che lo produce.

Il sistema finanziario e bancario e le principali aziende pubbliche e private italiane subiscono anch’esse una riduzione della valutazione sul merito della fiducia.

L’intero mondo economico e finanziario privato del pianeta perde fiducia nella capacità del sistema paese italiano di porre rimedio alle preoccupanti dimensioni di un debito pubblico che trova garanzie di rifinanziamento solo negli interventi della banca centrale europea insieme a quelli del fondo salva-Stati Efsf e del Fondo monetario internazionale,iniziative di salvataggio a sostegno dell’italia che uniche possono prevenire una definitiva crisi di liquidità del paese ed il suo definitivo fallimento.

La inefficace e titubante azione dell’esecutivo italiano è certamente l’elemento all’origine di questa perdita di fiducia globale nei confronti dell’italia, avendo trasmesso segnali avversi o contrari e comunque in controtendenza a quelli che tutto il mondo economico e finanziario globale chiedeva al governo italiano.

La mancata volontà politica di incidere sullo status quo e sui relativi privilegi della casta politica e di quella burocratica, indicate di essere entrambe eccessivamente corrotte, squalificate ed incapaci di governare un grande paese avanzato (era la terza economia del mercato europeo dopo Francia e Germania), porta l’intero sistema paese sull’orlo del fallimento.

Le misure previste per contrastare il fenomeno della crescita del debito pubblico inoltre, aumentano la già intollerabile pressione fiscale sui cittadini, sulle famiglie e sulle aziende, soffocando quel settore della iniziativa privata che, unico, può garantire una ripartenza dello sviluppo ed un movimento in controtendenza che porti dalla decrescita alla crescita economica.

Si suppone infatti che saranno ancora le categorie più deboli e meno assistite dal welfare italiano quelle che verranno chiamate a pagare il conto più salato nelle programmazioni per lo sviluppo, mentre burocrazia e politica, i due grandi mali italiani, continueranno a pesare in modo impossibile sul presente come sul futuro del paese.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X

Downgrade italia – Declassamento debito pubblico italiano

mercoledì, 5 ottobre 2011

Non sono nemmeno passate 24 ore dalle ultime dichiarazioni del ministro delle finanze italiano che rassicuravano sulla tenuta dei conti pubblici nonostante la crescita zero che la società di rating internazionale Moody”s declassa di ben tre livelli proprio il debito pubblico italiano, frutto di decenni di spesa pubblica senza limiti e di conti pubblici fatti alla napoletana, cioè male, molto male, anzi, malissimo.

Il fallimento del sistema italia ottiene un’altra certificazione ufficiale, l’ennesima, se ve ne fosse stato il bisogno.

La casta politica e quella burocratica si sbracciano nell’inutile tentativo di difendere l’indifendibile apparato pubblico italiano, macchina spaventosamente costosa quanto troppo spesso inutile ed inefficiente.

Evidentemente, le caste corporative del prepotere pubblico difendono solo ed esclusivamente il loro status quo, i loro privilegi strapagati, il loro potere pubblico.

Già, il “loro potere pubblico”, poiché lo scollamento fra paese reale e pubblica amministrazione in italia è divenuto una frattura insanabile, un crepaccio incolmabile.

Quel potere pubblico che è stato ideato e progettato per essere al servizio dei cittadini, del popolo sovrano, delle famiglie e delle aziende italiane, è oggi utilizzato come una clava contro gli interessi dei cittadini, abusato in ogni modo da una casta corporativa dominante che rappresenta essa stessa il limite assoluto del fallimento italiano.

Il taglio del rating sul debito pubblico italiano proietta un outlook negativo sulla tenuta dei conti pubblici italiani ed è stato motivato dall’andamento negativo di tre fattori di rischio:

1 . l’aumentato rischio italiano nella possibilità di reperire fondi;
2 . l’aumentato rischio sulla decrescita economica;
3 . l’aumentato rischio per la messa in atto dei piani di austerità varati dal governo italiano.

Un declassamento di ben tre livelli per il rischio sul debito pubblico italiano che lo porta a sole cinque livelli dai famigerati junk bonds, quelle obbligazioni definite come “spazzatura” perché ad alto rischio di solvenza e rendimento.

Si annota infatti, che le manovre del governo italiano non diminuiscono affatto la spesa pubblica, che continua a volare e crescere, determinando una conseguente crescita del debito pubblico sovrano.

Si ringrazia la casta politico-burocratico-partitocratico-corporativa italiana per il magnifico esempio di inettitudine e di inefficienza dimostrato nel tempo ed in questi anni di crisi in particolare, laddove il limite peggiore da superare per il sistema paese non è al crisi internazionale in quanto tale, ma i limiti impossibili della sua stessa classe dominante, tutta da sostituire e nel più breve tempo possibile per salvare il salvabile.

Se pur vi sia ancora qualcosa salvare.

Gustavo Gesualdo
alias
Il Cittadino X